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Il verbale e la decurtazione dei punti sulla patente di guida

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 settembre 2013

Non sono validi se il modulo di contestazione non indica se il telelaser era segnalato. Più trasparenza nella redazione dei verbali: in caso contrario la multa è nulla. Lo ripete da anni lo “Sportello dei Diritti” che in tal senso riporta all’attenzione i principi contenuti in un esemplare sentenza la 422/13 del giudice Antonino Fazio del tribunale di Piacenza, che in particolare ha stabilito che il verbale e la decurtazione dei punti sulla patente di guida devono essere annullati se il modulo di contestazione non indica la presenza del cartello che segnala ai conducenti in transito la presenza del famigerato telelaser.
Il giudice togato, sottolinea Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, ha rilevato come l’ente accertatore debba sempre ispirarsi ai principi costituzionali dell’efficienza e dell’imparzialità dell’azione amministrativa e dunque predisporre i prestampati utilizzati dalla polizia municipale in modo che l’obbligo di segnalazione del telelaser o dell’autovelox risulti espressamente rispettato. Nel caso di specie è stato accolto l’appello, con conseguente declaratoria d’invalidità del verbale, ad una sentenza di rigetto del giudice di pace che aveva confermato la validità della contestazione perché il giudice onorario “avrebbe dovuto attenersi alle risultanze dell’atto fidefacente (ndr il verbale), così concludendo per l’assenza sui luoghi dell’apparecchio di rilevamento della velocità”. Dev’essere sottolineato, infatti, che dopo l’entrata in vigore dell’articolo 3 del decreto legge 117/07, che ha modificato il codice della strada, è stato introdotto l’obbligo di segnalazione dell’accertamento delle infrazioni in maniera automatica che ovviamente vale anche per il telelaser e altri apparecchi simili gestiti dalla polizia. Rileva il giudice, che il principio di imparzialità impone all’amministrazione di documentare in qualche modo di aver adempiuto all’incombente di segnalare agli automobilisti la presenza dell’apparecchio: in tal senso si spiega la ragione per cui il modulo di contestazione, anche se prestampato, deve contenere l’indicazione sulla presenza o l’assenza della segnaletica mobile. Ma il giudice di pace, per il giudice dell’appello, aveva commesso un altro errore nell’ammettere la testimonianza dell’ufficiale di polizia che ha elevato la contravvenzione, in quanto il verbale in questione non risulta impugnato con querela di falso e quindi non è contestabile dalla parte, tanto che eventuali prove orali contrarie sono inammissibili. Proprio per tale motivo, quindi, va ritenuta inammissibile la prova orale “integrativa” del vigile urbano che testimonia per suffragare il corretto accertamento dell’infrazione. Non è possibile, infatti, che l’ente, che nel caso di specie è rappresentato dall’Unione dei piccoli Comuni della Bassa Val Trebbia e Val Luretta, si trasformi «in parte privilegiata», “riscontrando una posizione di supremazia solo apparentemente connessa all’esercizio di poteri autoritativi, ma in realtà contraria al corretto esercizio degli stessi; con ciò concedendo una posizione di favor priva di addentellati normativi”.
Annullato il verbale, restituiti i punti ed esemplare condanna alle spese per l’amministrazione soccombente.

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Guida senza patente: sanzioni amministrative

Posted by fidest press agency su domenica, 13 maggio 2012

Guai grossi chi viene sorpreso alla guida nonostante il ritiro della patente. Rischia una multa di oltre 7000 €, la revoca e il fermo amministrativo, questo anche in assenza di un provvedimento del Prefetto se l’automobilista non ha chiesto la restituzione del titolo di guida. Ad evidenziarlo è Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, a seguito della lettura della sentenza numero 7032 del 9 maggio 2012. Protagonista della vicenda un automobilista al quale era stata ritirata la patente perché trovato in stato di ebbrezza. La suprema Corte ha accolto la sentenza del Tribunale di Catania che aveva respinto il ricorso contro il verbale che accertava la violazione dell’articolo 218 Cds per guida nonostante l’avvenuta sospensione della patente. Nello statuito gli ermellini, hanno distinto tra ritiro e sospensione della patente, sottolineando la disposizione secondo cui l’agente accertatore rilascia permesso provvisorio limitatamente al periodo necessario per condurre il veicolo nel luogo di custodia indicato dall’interessato, concludendo che, ove vi fossero stati i presupposti il ricorrente avrebbe potuto chiedere la restituzione ma non guidare senza patente.
Oltremodo i giudici di legittimità della sesta sezione civile, osservando che è stato contestato il provvedimento sanzionatorio ex articolo 218 Cds per avere il trasgressore circolato senza patente durante il periodo di ritiro della stessa, in vista del provvedimento di sospensione, hanno ritenuto legittima la notifica dopo l’accertamento della nuova trasgressione.
Sulla scorta di tali argomentazioni, Giovanni D’Agata rileva con l’occasione che, laddove è stata ritirata la patente, il trasgressore può richiedere la restituzione, se entro quindici giorni non vi è l’emissione del provvedimento prefettizio. Ma, se la richiesta non è stata fatta e l’automobilista è stato sorpreso a guidare, scatta la sanzione secondo l’articolo 218 del Codice della strada.

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Alcooltest e patente di guida

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 gennaio 2011

Innovativa sentenza del Gdp di Galatina in materia di sospensione della patente e termine per l’accertamento dello stato di ebbrezza a seguito di sinistro stradale. Nullo l’accertamento se effettuato a distanza di ore dal sinistro.  Un’altra sentenza che farà discutere secondo Giovanni D’Agata, Componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”,  la n. 1644/10 resa il 07/10/2010 dal Giudice di Pace di Galatina avv. Antonio Sindaco in materia di alcooltest e sospensione della patente.  Secondo il giudice salentino, infatti, l’accertamento del tasso alcoolemico a distanza di ore dal momento del sinistro inficia tutto il procedimento sanzionatorio eliminando ogni certezza giuridica allo stesso, poiché non si può essere certi che al momento del sinistro il presunto trasgressore avesse violato la norma di cui all’art. 186 del C.d.S. Tale circostanza rende quindi nulla l’ordinanza – ingiunzione di sospensione della patente di guida che trae giuridico fondamento dal suddetto accertamento.Ritiene il giudicante, infatti, che “non si può escludere che il superamento del tasso consentito di alcool (nel sangue)  fosse conseguenza di una condotta successiva al sinistro stesso, dato che il ricorrente, nell’arco delle tre ore intercorse (tra il sinistro e l’esame effettuato presso la struttura sanitaria competente,come da documentazione sanitaria allegata), ha avuto la possibilità di assumere liberamente sostanze alcoliche di vario genere”

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Sospensione della patente non sempre legittima

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 ottobre 2010

Interessante sentenza della Cassazione, la n. 21447 del 19 ottobre 2010 secondo Giovanni D’Agata, Componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”.  Secondo il principio enunciato dalla Suprema Corte, la sospensione della patente di guida non è un atto dovuto nel caso di guida in stato di ebbrezza alcolica. Infatti la misura non dev’essere disposta nel caso in cui il tasso di alcool non superi la maggiore soglia di 1,5 grammi per litro. La decisione della seconda sezione civile in commento ha accolto il ricorso di un automobilista, sorpreso a guidare in stato di ebbrezza alcolica, annullando la sospensione della patente disposta dal Prefetto e confermata da una sentenza del giudice di pace di Alberga. Per il magistrato onorario “il Prefetto di Savona, a seguito dell’accertamento da parte dei Carabinieri di Albenga della contravvenzione di cui all’art. 186 del C.d.S., aveva disposto a carico” dell’automobilista “la sospensione della patente di guida per giorni 15 e gli aveva ordinato contestualmente di sottoporsi a visita medica presso la Commissione Medica Locale Patenti di guida di Savona”.  Nel caso in questione, dal verbale di contestazione era emerso che i risultati dell’alcooltest cui si era sottoposto l’uomo avevano evidenziato un tasso alcolico di 1,28 e di 1,31 grammi per litro nelle due prove effettuate e comunque superiori a 0,50 grammi per litro, limite dello stato di ebbrezza. Per questo nel merito era stata confermata la sospensione del Prefetto, “laddove è previsto che questo dispone la sospensione in via cautelare della patente nelle ipotesi di reato diverse dalle lesioni colpose e dall’omicidio colposo, nelle quali rientra lo stato di ebbrezza, configura tale ordinanza come un atto dovuto”.  I giudici di legittimità ripercorrendo l’iter procedimentale seguito dalla Prefettura rilevano che all’automobilista era stata contestata la violazione dell’art. 186 del C.d.S., consistente nella guida di autoveicolo in stato di ebbrezza, che costituisce fatto penalmente rilevante, cui può conseguire, ai sensi della stessa disposizione la sospensione della patente di guida, a titolo di sanzione amministrativa accessoria in seguito all’accertamento del reato. Al ricorrente era stata però irrogata una sanzione in base all’art. 223 dello stesso codice, nel qual caso la misura, di carattere preventivo ed irrogabile dal Prefetto, ha natura cautelare e trova giustificazione nella necessità di impedire che, nell’immediato, prima ancora che sia accertata la responsabilità penale, il conducente del veicolo, nei cui confronti sussistano fondati elementi di una evidente responsabilità in ordine ad eventi lesivi dell’incolumità altrui, continui a tenere una condotta che può arrecare pericolo ad altri soggetti.  I Giudici di piazza Cavour sottolineando la palese diversità sia della natura della sanzione nell’uno e nell’altro caso, sia dei presupposti per la sua irrogazione, legati per la sospensione in via cautelare della patente di guida di cui al nono comma dell’art. 186 del C.d.S. sia all’accertamento di un valore corrispondente ad un tasso alcoolemico superiore a 1,5 grammi per litro, e per la stessa sanzione prevista dall’art. 223 terzo comma alla configurabilità di “altre ipotesi di reato” rispetto a quelle richiamate dal primo comma dello stesso articolo, hanno accolto il ricorso dell’automobilista annullando la sanzione della sospensione della patente di guida.

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Limiti decurtazione punti patente

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2010

Nulla la decurtazione dei punti della patente nel caso di mancata comunicazione da parte del proprietario dell’auto del nome di chi si trovava.  Sì  alla multa, quindi, intestata alproprietario della vettura al quale però non vanno tolti ipunti, ma solo inflitta un’ulteriore sanzione pecuniaria se noncomunica i dati del conducente trasgressore.  E’ la pronunciadelle Sezioni Unite della Cassazione nella sentenza n.16276. La Cassazione ha accolto il ricorso di un romano che aveva contestato la sanzione dei punti inflittagli per non aver comunicato chi era alla guida della sua auto passata col rosso.. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno annullato il verbale limitatamente alla decurtazione dei punti. Il giudice di pace nel confermare il “taglio”, non aveva tenuto conto della pronuncia della Corte Costituzionale del 2005.    Gli Ermellini, in sostanza, hanno dato piena applicazione a una decisione del 2005, con la quale si affermava che è illegittima, per contrarietà  al principio della ragionevolezza, “l’applicazione dell’articolo 126 bis co. 2 Dlgs. 285/92, nella parte in cui dispone che in caso di mancata identificazione del conducente autore della trasgressione e di mancata successiva comunicazione dei relativi dati personali e di abilitazione guida, entro il termine di 30 giorni dalla notifica,da parte del proprietario del veicolo,cui il verbale di accertamento della violazione fosse stato notificato, quest’ultimo avrebbe subito la sanzione della decurtazione del punteggio della patente, dovendo invece trovare applicazione in siffatti casi soltanto l’ulteriore sanzione pecuniaria”.  Ancora una volta il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA,  chiede alle P.A. di dare seguito alla sentenza annullando in via di autotutela i verbali sino ad oggi elevati restituendo i punti decurtati e le patenti di guida.   Va evidenziato, infatti, come l’aver conseguito la patente di guida costituisca una importante prerogativa dell’individuo e la perdita di tale qualità non poteva essere determinata da una previsione legislativa che poneva sul cittadino un obbligo di auto o di etero denuncia di un fatto (l’essere egli o altra persona il conducente del veicolo al momento della violazione) suscettibile di decurtare dei punti dalla patente di guida o determinare addirittura la sospensione a tempo indeterminato ed il ritiro del documento

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Guida e alcool

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 luglio 2010

Una sentenza della Cassazione la n. 19646 della Sezione IV penale del 25 maggio 2010 in materia di circolazione stradale che sicuramente farà discutere secondo Giovanni D’AGATA, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori dopo l’articolo sulla confisca del mezzo per guida in stato di ebbrezza. In un recente caso al conducente di un ciclomotore Ape Piaggio era stata applicata in sede di patteggiamento la pena di mesi tre di arresto e un’ammenda per i reati di guida in stato di ebbrezza alcolica e di rifiuto di sottoporsi all’accertamento del tasso alcolemico che prevedeva la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un anno. Il conducente ricorre così in Cassazione che accoglie il ricorso. Difatti, per la Cassazione detta sospensione è illegittima in quanto per la guida dell’Ape non era richiesta alcuna abilitazione. La Corte, richiamando altre pronunce ha affermato che “non può essere applicata la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, conseguente per legge a illeciti posti in essere con violazione delle norme sulla circolazione stradale, a colui che li abbia commessi conducendo veicoli per la cui guida non sia richiesta alcuna abilitazione”. Il motivo è presto detto: in questi casi non sussiste alcun collegamento diretto tra il mezzo con il quale il reato è stato commesso e l’abuso dell’autorizzazione amministrativa, in conseguenza del quale va applicata la sanzione accessoria (Cass. Sez. IV, 17 marzo 1999, n. 867).

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Test antidroga per i neopatentati?

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

Il test antidroga obbligatorio per ottenere la patente approvato oggi dalla commissione Lavori pubblici del Senato è una panzana demagogica e costosa. A cosa serve un test antidroga fatto ancor prima che si abbia la patente? I test dovrebbero essere fatti per strada ai conducenti di veicoli, neopatentati o meno, e non certo a chi ancora non puo’ neanche guidare. Così come non avrebbe senso obbligare chi vuole la patente a sottoporsi alla prova del palloncino: lo stato di sobrietà al momento in cui si fa la domanda per la patente non implica certo che quel soggetto non guiderà inebriato. In ogni caso, chi chiederà la patente difficilmente si presenterà ai test senza essere certo di risultare ‘pulito’. Temiamo che la ratio -se di questa si può parlare- del test sia tutt’altro che quello di prevenire la guida in stato alterato. I neopantentati sono infatti per la stragrande maggioranza giovani e giovanissimi, sulla cui testa si sta combattendo la guerra alla droga: dai kit antidroga distribuiti gratuitamente ai genitori per testare i figli segretamente, ai cani antidroga che interrompono le lezioni per annusare zainetti e giubbotti, alle proposte di alcuni parlamentari di testare tutti gli studenti di scuole medie e superiori. Tutte strategie che, unite alla disinformazione istituzionale sulle sostanze più diffuse come la cannabis e i suoi effetti addirittura ‘mortali’, non servono a far diminuire il consumo fra i giovani, che infatti continua ad aumentare. Sappiamo che fare controlli antidroga per strada, l’unico strumento davvero efficace per ridurre gli incidenti, è molto più difficile e meno popolare che lanciare iniziative apparentemente rassicuranti. Ma umiliare i giovani perche’ tali, con test costosi e assolutamente inutili per la sicurezza stradale, ci pare davvero troppo. (fonte Aduc)

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