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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘patogeni’

Batteri patogeni in ospedale

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2015

batteri patogeniI batteri patogeni possono provocare gravi conseguenze sulla salute dei pazienti negli ospedali. “E’ stato fatto tutto il possibile in termini di prevenzione a Brindisi?” dice Mario Pinca, AD di Copma, fornitore italiano di punta nei servizi sanitari. Pinca fa la sua affermazione a seguito della decisione di un pubblico ministero di aprire una inchiesta sulla morte di 19 pazienti presso l’Ospedale Perrino di Brindisi la scorsa settimana. “Più di 25,000 cittadini muoiono ogni anno in Europe a causa della crescente resistenza agli antimicrobici esistenti; e tra l’8% ed il 12% dei pazienti negli ospedali dell’UE soffre di eventi avversi, almeno la metà dei quali potrebbero essere evitati.” “Sembra che i decessi possano essere collegati al batterio Klebisella nella sua forma multiresistente. Occorre attendere i risultati dell’inchiesta; ma ciò che possiamo dire, è che è possibile ridurre il rischio di trasmissione di infezioni nosocomiali (HAI) affrontando con decisione il problema dell’igiene negli ospedali attraverso un’azione multidisciplinare; con l’innovativo sistema di igiene PCHS a base di batteri probiotici si possono efficacemente contrastare i batteri potenzialmente patogeni. Pinca si riferisce ad un recente studio di La Fauci V et al., pubblicato sulla rivista J Microb Biochem Technol 2015, ultimo di una serie di importanti pubblicazioni scientifiche internazionali. Lo studio è intitolato ‘Un approccio innovativo alla sanificazione degli ospedali attraverso l’uso dei probiotici: Prove In Vitro sul campo ’ che conferma come le infezioni ospedaliere continuino ad essere un problema sanitario enorme a cui nessuna struttura, pubblica o privata, è immune.“Affrontare questa sfida globale richiede un’azione locale ed Europea. I metodi di igiene tradizionali non sono sufficientemente efficaci,” dice Pinca. Quello che dimostra lo studio di La Fauci è che: “La sanificazione ambientale è una parte essenziale ed efficace dei programmi per prevenire e controllare le infezioni ospedaliere.” La Fauci afferma che: “Le procedure di sanificazione in ospedale, combinate con la profilassi antibiotici per I pazienti, sono progettate per ridurre e prevenire la proliferazione dei microrganismi. Nonostante ciò, le infezioni nosocomiali continuano ad essere un problema, anche in ospedali dove vengono adottate procedure di sanificazione meticolose.” “L’importanza delle superfici inanimate come sorgente di patogeni nosocomiali è stata riconosciuta da tempo… ma i metodi di sanificazione più comuni comportano l’uso di disinfettanti chimici … [ma] questi non sono senza svantaggi: 1) la limitata efficacia dei biocide nel tempo (normalmente 20-30 minuti dopo l’applicazione, dopo la quale i microrganismi si moltiplicano esponenzialmente); 2) la proprietà dei microrganismi di mutare annullando così la capacità biocida; 3)l’aumentato inquinamento naturale derivante dall’uso massiccio di sostanze chimiche che si possono accumulare e persistere nel tempo.”“La moderna ‘prima linea di difesa’ potrebbe essere il Sistema PCHS” dice Alberto Rodolfi, Presidente di Copma. “Quello che sappiamo da approfondite ricerche e da consolidata esperienza operativa, è che con il Sistema PCHS migliora significativamente il livello di igiene negli ambienti ospedalieri e si riduce la presenza di agenti patogeni.” “La ricerca di La Fauci’s indica l’efficacia del Sistema PCHS e l’azione dei ‘Batteri Probiotici ’,” dice Rodolfi. “La loro ricerca accresce la nostra comprensione di come le spore di Bacillus spp lavorino in maniera efficace. I batteri Probiotici sono considerati microrganismi innocui, ma più importante, al contrario dei disinfettanti, non agiscono da biocidi. Ciò significa che i batteri probiotici possono colonizzare le superfici sulle quali sono applicati secondo il protocollo PCHS, limitando efficacemente la proliferazione e la sopravvivenza di altri tipi di batteri, inclusi i germi, attraverso un processo di ‘esclusione competitiva’.” Lo studio di La Fauci segnala che: “I probiotici sono ecologici, facili da usare e biodegradabili. Essi rendono l’ambiente igienicamente stabile e sono in grado di sopravvivere e colonizzare superfici non biologiche, combattendo la proliferazione di altri batteri. In questo studio… condotto tramite il Sistema Probiotico di Pulizia ed Igiene (PCHS) presso il laboratorio dell’Unità Operativa Cardiologica per l’Igiene Ospedaliera dell’Ospedale Universitario di Messina sia in vitro che sul campo.. è stato anche rilevato che funzionano bene su superfici in ambiente ospedaliero che sono soggette a ricontaminazione regolare … I Probiotici sono quindi prodotti innovativi efficaci per la sanificazione dell’ambiente ospedaliero e costituiscono una valida alternativa “verde” ai disinfettanti chimici utilizzati fino ad ora. “Ciò che significa,” dice Rodolfi, “è che l’assistenza sanitaria europea può essere rivoluzionata con un semplice cambiamento della politica dell’igiene. La terribile scala di morte all’ospedale Perrino di Brindisi, se dimostrato essere causato dall’ igiene ospedaliera, sarà semplicemente la punta di un iceberg. E ‘ora che i governi europei agiscano per fermare la resistenza antimicrobica e per rendere i nostri ospedali centri di cura sicuri e sani per l’ambiente, non per il contagio.”

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Batteri patogeni del genere Borrelia

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 febbraio 2014

Lo studio è stato realizzato dalla prof.ssa Adriana Calderaro in collaborazione con i proff.M. Cristina Arcangeletti, Flora De Conto, M. Cristina Medici, Carlo Chezzie con i dottori Chiara Gorrini, Giovanna Piccolo, Sara Montecchini, Mirko Buttrini, Sabina Rossie Maddalena Piergiannidell’Unità di Microbiologia e Virologiadel Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Parma.Le spirochete appartenenti al genere Borrelia sono batteritrasmessi all’uomo mediante il morso di zecche dure e sono gli agenti eziologici della Malattia di Lyme in Europa, una malattia a stadi la cui manifestazione clinica più caratteristica della prima fase cutanea è il cosiddetto “Eritema migrante”: una lesione eritematosa nel punto del morso della zecca che si espande nel corso di circa un mese per formare una larga lesione tondeggiante che tende a risolvere al centro lasciando un margine periferico in espansione centrifuga.La diffusione delle borrelie con il sangue porta al manifestarsi della II Fase sistemica caratterizzata da mialgie, artralgie migranti e artriti; dopo mesi o anni si passa alla III Fase o neuroborreliosi della quale sono tipici l’acrodermatite cronica atrofica, le polineuropatie motorie e/o sensitive, la poliartrite e l’encefalomielite progressiva con perdita della memoria.Altre borrelie (B. hermsii, B. recurrentis, ecc.), agenti eziologici di febbri ricorrenti, sono trasmesse all’uomo dal morso di zecche molli o dall’infestazione con il pidocchio dei vestiti (Pediculus humanus var. corporis).Lo studio di questi batteri riveste particolare importanza nella nostra realtà poichéle zecche vettori di borrelie sono presenti anche nel territorio dell’area di Parma e appartengono alla specie Ixodes ricinus. Queste zecche sono normalmente parassiti di un ampio spettro di animali comprendenti ungulati (pecore, capre, caprioli, cervi, cinghiali, ecc.) e piccoli mammiferi roditori (ratti, topi, scoiattoli, castori, ecc.), che popolano la bassa vegetazione di aree boscose con alti livelli di umidità.L’uomo può essere morso dalle zecche prevalentemente dalla tarda primavera all’autunno avanzato, periodo nel quale le zecche sono maggiormente attive, con un picco massimo in giugno – luglio; i soggetti più esposti sono i lavoratori forestali, gli allevatori, gli agricoltori e i cacciatori, oltre coloro che visitano i boschi e si dedicano alla raccolta dei funghi.Nel corso del progetto è stato messo a punto per la prima volta al mondo un metodo di “spettrometria di massa”, mediante l’innovativa tecnologia “Matrix-assisted laser desorption ionization-time of flight (MALDI-TOF MS)”, per l’identificazione delle tre specie di borrelie (B.afzelii, B.burgdorferi sensu stricto (ss)e B.garinii), causa della Malattia di Lyme in Europa e presenti anche in Italia.Mediante questa tecnologia le proteine vengono frantumate in tanti piccoli “pezzetti” (ioni) e fatti volare dall’accelerazione di un campo elettrico in un tubo di volo che misura il tempo che questi impiegano per raggiungere un rivelatore posto a una distanza conosciuta: il tempo di volo delle proteine è direttamente proporzionale al rapporto massa-carica di ogni singolo “pezzetto”. In questo modo si costruisce una vera e propria impronta proteica (insieme di tutte le proteine = spettro) di un determinato microrganismo in base alla massa/carica delle sue proteine.Dal punto di vista biologico in questo studio è stata compiuta un’interessante osservazione: l’analisi delle proteine delle borrelie analizzate riflette l’albero filogenetico di questi batteri basato sul sequenziamento del loro DNA ribosomale, dimostrando che vi è coincidenza tra biotipo e genotipo, cioè tra “proteine” e “DNA”. Dunque le proteine di questi batteri corrispondono a un frammento del loro DNA.
La metodologia MALDI-TOF MS oggetto dello studio potrà avere in futuro ampie applicazioni non solo in ambito diagnostico ma anche epidemiologico, al fine di arricchire le nostre conoscenze circa l’identificazione di serbatoi animali di borrelie e di consentire lo sviluppo di strategie di sorveglianza dell’infezione.Questi risultati, che sono frutto di un’attività sperimentale svolta presso il Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, dimostrano che nell’Ateneo di Parma ci sono grande entusiasmo e competenze specifiche che consentono di raggiungere importanti risultati scientifici riconosciuti a livello internazionale.

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Virus e pollini attaccano le vie aeree

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2010

Sono le vie respiratorie il bersaglio delle forme virali in circolazione in questa settimana: circa 100.000 le persone colpite. I dati sono stati diffusi da Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano: “A questi malanni di stagione nelle prossime settimane si aggiungeranno le pollinosi, dal momento che ontani, cipressi e betulle stanno per partire con la fioritura”. L’esperto è preoccupato soprattutto per il 10% di nuovi allergici: “Quest’anno si troveranno a fare i conti con sintomi sconosciuti, e rischiano per scambiarli con forme virali”. Secondo Pregliasco, la presenza in contemporanea di patogeni e pollini potrebbe trarre in errore i nuovi allergici. “Occhio dunque ai sintomi: i classici starnuti a salve sono abbastanza riconoscibili – prosegue il virologo – ma a volta naso colante, occhi arrossati e respiro corto possono confondere, specie le new entry delle allergie”. Trattare i sintomi delle pollinosi con i farmaci sbagliati è un errore che si rischia di pagare caro. “Ecco perché consiglio, nel caso il problema non si risolva in pochi giorni, di consultare il medico – conclude Pregliasco – e pianificare un trattamento”. (fonte farmacista33)

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