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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘patologica’

Sviluppo di una dipendenza patologica

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 aprile 2021

E’ un fenomeno multidimensionale, dalla causalità complessa, determinato dalla combinazione tra fattori di vulnerabilità e precipitanti. La CBT delle dipendenze patologiche nasce dal contributo fornito da K. Carroll, la prima a utilizzare i concetti della terapia Cognitivo-Comportamentale adattandoli al trattamento dei pazienti con dipendenza da sostanze. Il meccanismo che interviene nella dipendenza comportamentale (ad esempio da gioco, da shopping o da sesso) è similare a quello che connota la dipendenza da sostanza (con craving, assuefazione, tolleranza ed astinenza…) determinando un quadro fenomenologicamente molto simile.L’approccio Cognitivo-Comportamentale considera il comportamento di dipendenza come un “coping maladattivo” (strategia non funzionale di risoluzione di un problema) appreso all’interno di una specifica storia familiare e/o in un determinato ambiente socio-culturale. La CBT per il trattamento della dipendenza comportamentale si basa su una fase preliminare di valutazione psicodiagnostica e di assessment specifico mirata a costruire la concettualizzazione del caso e la definizione degli obiettivi di intervento.A questa fase segue quella di intervento (con psico-educazione sulla dipendenza; analisi funzionale del comportamento; individuazione degli stimoli “trigger”; rimozione degli stimoli condizionati; intervento motivazionale; gestione del craving; intervento cognitivo). Inoltre il trattamento consta di strategie comportamentali di esposizione e fronteggiamento degli stimoli (interni o esterni) tipicamente connessi al comportamento disfunzionale di dipendenza. Queste strategie standard sono poi da integrare con un intervento di coinvolgimento, psico-educazione e sostegno ai familiari che presenta le sue specificità, tutti aspetti che saranno oggetto del seminario. Webinar piattaforma Zoom – 20 ore di formazione così distribuite: 7 maggio 2021 (ore 14-18), 8 maggio 2021 (ore 9-13), 4 giugno 2021 (ore 9-18), 5 giugno 2021 (ore 9-13). E’ rivolto a psicologi-psicoterapeuti (anche in formazione) e ai medici (psichiatri o neuropsichiatri infantili). Si svolgerà con un massimo di 100 partecipanti.

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Anatomia patologica: Matrice essenziale nella ricerca

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Candiolo, (TO) Costituito il Working Group cui partecipano 23 IRCCS della Rete | Basato all’Istituto Candiolo garantirà uniformità ai flussi di raccolta, processazione e manipolazione dei campioni biologici | Il Presidente di ACC Ruggero De Maria: ruolo sempre più centrale.
L’appassionata narrazione sui progressi in oncologia racconta spesso di ciò che accade quando il Paziente è già stato messo nelle condizioni di beneficiare dei frutti della ricerca traslazionale, anello di congiunzione tra il laboratorio e il suo letto. Per praticità sfuggono le competenze attive a monte di questo processo: in Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale fondata nel 2002 dal Ministero della Salute, parte di esse coincidono con quelle riunite nel Working Group di Anatomia Patologica e Biobanche, gruppo di lavoro cui partecipano 32 professionisti (anatomopatologi affiancati da biologi molecolari), trasversale a quelli impegnati su singole neoplasie e a Genomics, la piattaforma di ricerca nata per facilitare l’accesso alle tecnologie di analisi molecolare. Il WG, coordinato da Caterina Marchiò e basato all’IRCCS di Candiolo, ha il compito essenziale di garantire ai colleghi, grazie a un percorso uniforme di raccolta dei campioni biologici, uno start del processo di ricerca qualitativamente elevato ed omogeneo.
«Sì, è così – commenta Marchiò – le procedure hanno un forte impatto sulle analisi genomiche ed è molto importante garantire uniformità ai flussi di raccolta e di processazione e manipolazione dei campioni che costituiranno poi il substrato prezioso delle analisi». Si tratta di campioni primariamente tissutali inviati per scopo diagnostico all’Anatomia Patologica ma che possono essere necessari per trial clinici, studi di validazione di indagini molecolari o per l’allestimento di una biobanca certificata, ove sia presente il consenso specifico del Paziente. Se non lavoriamo su questo fronte rischiamo di spendere molte forze e risorse che potrebbero risultare vane a causa di non fattibilità di certe analisi molecolari o di difficoltà di interpretazione dei dati ottenuti derivanti di artefatti tecnici».
La qualità che il WG garantisce tramite lo standard esteso agli IRCCS della Rete – un modello potenzialmente estendibile in futuro a tutte le AP afferenti il SSN – passa attraverso tre fasi: l’acquisizione per i singoli Istituti di documenti dell’International Organization for Standardization (ISO) per la fase pre-analitica che precede all’estrazione di acidi nuclei da tessuto paraffinato e tessuto congelato; l’elaborazione delle procedure operative standard (SOP) comuni per la fase pre-analitica da condividere tra le AP; un “Ring Study” finalizzato a verificare l’efficacia del progetto che coinvolgerà le AP in un controllo della qualità degli acidi nucleici estratti dai campioni di tessuto. «Fasi che rappresentano il substrato fondamentale del WG – conclude Marchiò – per fornire un indirizzo comune preliminare alle attività di biobanking».

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