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Posts Tagged ‘patrick zaki’

Iscrizioni aperte per “Free Patrick Zaki, prisoner of conscience”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 gennaio 2021

Sono aperte fino al 28 gennaio le iscrizioni per partecipare – con un manifesto 50×70 – a “Free Patrick Zaki, prisoner of conscience”, edizione speciale del concorso internazionale di comunicazione sociale “Poster For Tomorrow“. L’obiettivo del contest è quello di unirsi, con il linguaggio dell’arte e della creatività, alle donne e agli uomini che nel mondo chiedono a gran voce l’immediata liberazione dello studente egiziano dell’Università di Bologna. Patrick Zaki è in carcere da circa un anno nel suo Paese come prigioniero di coscienza, detenuto esclusivamente per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media. I dieci migliori poster, selezionati da una giuria internazionale, saranno poi affissi a partire dal 7 e 8 febbraio – anniversario del primo fermo e della convalida dell’arresto – a Bologna (che ha conferito la cittadinanza onoraria allo studente), Lecce e nelle altre città e nei luoghi pubblici e privati che aderiranno all’iniziativa. Questa edizione speciale di “Poster For Tomorrow” è ideata da Amnesty International Italia, dal festival salentino Conversazioni sul futuro dell’associazione Diffondiamo idee di valore, in collaborazione con il Festival dei Diritti Umani di Milano e l’Associazione Articolo 21, con il patrocinio dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e con l’adesione di numerose amministrazioni pubbliche e altri partner. La giuria è composta dal designer Armando Milani, una delle più importanti figure internazionali della grafica italiana, dalle giornaliste Annalisa Camilli, Francesca Mannocchi, Marta Serafini, Laura Cappon, dal giornalista Riccardo Luna, dalla designer canado-italiana, advisor di Poster for Tomorrow Ginette Caron, dall’architetto, designer e curatore indipendente Marco Rainò, dall’artista e attivista Gianluca Costantini, dalla graphic journalist italotunisina Takoua Ben Mohamed, dall’attivista Maryam Al Khawaja (Bahrein), dall’artista e attivista iraniano che vive e lavora in Francia Kianoush Ramezani e da un gruppo di designer e graphic designer formato da Marisa Gallen (Spagna), Cédric Gatillon (Francia), Mila Mars Melank (Bosnia ed Erzegovina), Francesco Poroli (Italia), Pavel Pisklakov (Russia), Teresa Sdralevich (Belgio), Agnieszka Ziemiszewska (Polonia).

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Non dimentichiamo Patrick

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 aprile 2020

Sono passati più di due mesi dall’arresto, nella notte tra il 7 e l’8 febbraio, di Patrick Zaki. A causa della diffusione del Covid-19, anche in Egitto, la nuova udienza è stata rimandata. In un momento così particolare Volt, insieme alle associazioni InArte, Luca Coscioni e European Women for Human Rights, lancia il progetto “Artisti per Patrick” .Il progetto ha come scopo quello di coinvolgere Artisti che attraverso le loro opere portino avanti questo messaggio di giustizia. In un momento in cui Patrick “non ha voce” si chiede agli Artisti di essere la sua voce attraverso i loro lavori, per tenere alta l’attenzione sulla situazione, al fine di ottenere la sua scarcerazione. La società civile ha già dimostrato di esserci, Volt chiede di continuare a farlo con convinzione, soprattutto esorta, tutte le istituzioni italiane ed europee, ad accompagnare questo cammino verso la giustizia. Il progetto è visibile sul sito https://www.voltitalia.org/artisti-per-patrick

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Patrick Zaki: Volt per la sua liberazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 febbraio 2020

Si è svolta ieri presso piazza Montecitorio una manifestazione che ha visto la presenza di diversi gruppi, tra cui Volt. La manifestazione, tenutasi dalle 17:00 alle 19:00 è stata indetta per solidarizzare con Patrick George Zaki. Ragazzo egiziano, iscritto presso l’Università di Bologna, oggi, in carcere perché accusato di sovversione contro il regime egiziano. Volt, partito paneuropeo, europeista e progressista, da sempre si è mostrato vicino alla causa dei diritti civili e umani, valorizzando soprattutto il ruolo dei giovani che, muovendosi per l’Europa e per il mondo, portano alla creazione di una società sempre più multiculturale e multietnica.
Zaki per Volt è un chiarissimo esempio di quello che dovrebbe essere la società del futuro, dove studenti, lavoratori, ricercatori giovani e meno giovani potranno godere delle opportunità che solo una piena integrazione sa dare. L’evento ha visto la presenza di diversi ragazzi che con lo slogan di “LaCulturaNonSiArresta” hanno mostrato vicinanza al ricercatore egiziano ed alla sua famiglia. Durante l’evento sono stati letti una serie di comunicati dove, tra questi, spiccava l’accorato appello della famiglia di Giulio Regeni. La cui immagine richiama fortemente quella di Patrick. A “verità per Giulio” si aggiunge, dunque, “libertà per Patrick” perché Volt si pone e si porrà sempre a favore per i diritti umani e per la libertà contro ogni oppressione liberticida e di regime. Quello che si chiede adesso è:
L’immediato rilascio di Patrick e la caduta di tutte le accuse a suo carico.La garanzia che il Governo egiziano in futuro non perseguiterà né lui né la sua famiglia, e che gli sia permesso di proseguire con i suoi studi qui in Italia.L’apertura di un’indagine trasparente sotto supervisione internazionale sulle circostanze del suo arresto e sulle torture subite.Alla manifestazione di ieri seguiranno altri momenti di aggregazione: il 19, in cui è coinvolta Amnesty, e il 21 febbraio. Quest’ultima vedrà Volt impegnato a livello nazionale ed europeo in un evento che coinvolge, sinergicamente e contemporaneamente, gli attivisti delle diverse città dove è presente il movimento.

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Liberate il giovane studente egiziano Patrick Zaki

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 febbraio 2020

ACAT Italia, Azione dei Cristiani per l’abolizione della tortura, esprime profonda preoccupazione per la vicenda del giovane studente egiziano Patrick Zaki, arrestato e sottoposto a tortura per 30 ore, come raccontano il legale e la famiglia. Una vicenda che si ricollega in maniera macabra a quella di Giulio Regeni, il cui nome pare sia stato fatto nel corso dell’interrogatorio.Chiediamo, al Governo italiano e alla comunità internazionale, di fare tutto il possibile affinché Patrick venga immediatamente liberato e possa tornare a studiare in Italia, e a tutta la società civile di continuare a tenere alta l’attenzione su questo ragazzo, perché tutti sappiano che non è solo.Non dimentichiamo però che Patrick purtroppo non è l’unico. Secondo un rapporto pubblicato lo scorso ottobre da parte di Amnesty International e HRW, sarebbero 16mila le persone arrestate per motivi politici dal regime di Al Sisi, sottoposte a isolamento e trattamenti inumani e degradanti.Di fronte a questi dati l’Italia e la Comunità internazionale non possono più continuare a far finta che tutto ciò sia normale, voltandosi dall’altra parte. http://www.acatitalia.it

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