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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘patrimoniale’

Enti Locali: ridurre obblighi sul conto economico patrimoniale per i piccoli Comuni

Posted by fidest press agency su domenica, 12 Mag 2019

“Il governo intervenga per semplificare gli obblighi per i comuni sotto i 5mila abitanti”. A chiederlo in un’interrogazione al ministro dell’Economia, Giovanni Tria, il senatore di Fratelli d’Italia, Nicola Calandrini.
“In questo periodo dell’anno – spiega il senatore di FdI – i piccoli Comuni con popolazione inferiore ai 5mila abitanti si trovano nella difficile situazione di dover predisporre il rendiconto economico e patrimoniale, pena sia la nullità del consuntivo sia la possibilità di avere gravi conseguenze che potrebbero portare fino allo scioglimento del Consiglio comunale. Un onere molto gravoso per i Comuni di dimensioni ridotte che possono contare su poche risorse umane. Per questo ritengo sia importante intervenire presto alleggerendo i piccoli Comuni, già molto in difficoltà, da questi ulteriori vincoli”.
“Un intervento da parte del governo che verrebbe incontro a quanto annunciato in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali, garantendo sia proroghe agli adempimenti più gravosi e sia affrontando il tema delle more ai Comuni. Tutto ciò anche alla luce delle richieste giunte dall’Anci secondo cui i benefici provenienti da tali adempimenti sono abbastanza esigui” conclude il senatore Calandrini.

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Perché Napolitano non ha sostenuto la patrimoniale?

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2012

Dichiara Fabrizio Tomaselli, dell’Esecutivo nazionale USB: “Se il Presidente Napolitano, che oggi utilizza tutta la sua autorevolezza sulle forze sociali per arrivare ad un accordo che cancellerà l’art. 18, avesse esercitato altrettanta opera di convincimento per sostenere la necessità di una forte e consistente patrimoniale, forse oggi qualche ricco sarebbe un po’ meno ricco, qualche povero si vedrebbe un po’ meno tartassato e sicuramente non ci sarebbe bisogno di mettere le mani su quei pochi diritti che rimangono ai lavoratori, dopo decenni di taglieggiamenti continui e di travaso di denari dalle tasche di molti a quelle di pochi”. “Avremmo sicuramente preferito quel tipo di ingerenza – sottolinea Tomaselli – a quella a cui oggi assistiamo, in un crescendo di pressioni e di dichiarazioni che arrivano ormai da tutte le parti politiche ed istituzionali e che in modo ingiustificato ed inaccettabile entrano nel merito di argomenti che sono, storicamente, socialmente e giuridicamente, prerogativa dei lavoratori e di chi li rappresenta”. Aggiunge il dirigente USB: “Certo, vedendo le dichiarazioni dei redditi e delle proprietà dei parlamentari e dei senatori, compreso il Presidente del Consiglio Monti, viene da pensare che difficilmente si sarebbe giunti ad una patrimoniale. Forse il Presidente della Repubblica dovrebbe produrre uno sforzo più energico per sostenere invece le necessità di chi paga il mutuo, di chi guadagna 1.000 Euro al mese, di chi è precario o disoccupato, di chi sopravvive con una pensione da fame; una porzione del popolo italiano che sta rapidamente diventando la maggioranza assoluta”. Conclude Tomaselli: “Noi, per uscire dalla crisi, continuiamo invece a sostenere, tra l’altro, la necessità di una forte patrimoniale, il non pagamento del debito, la nazionalizzazione di banche e grandi industrie strategiche per il Paese. Oggi, Signor Presidente Napolitano, saremo in Piazza Montecitorio per sostenere il punto di vista dei lavoratori, e il 31 scenderemo in piazza a Milano in una manifestazione contro il Governo Monti. Saremo forse meno autorevoli di Lei, ma sicuramente ci sentiamo molto vicini alle esigenze di chi lavora”.

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Una patrimoniale infruttifera da restituire

Posted by fidest press agency su domenica, 13 novembre 2011

Tecnico

Image via Wikipedia

Cosa deciderà di fare Monti sulla patrimoniale visto che tra i sostenitori del suo Governo tecnico ci sono partiti che non la vogliono ed altri che la ritengono essenziale? La soluzione di mediazione potrebbe essere quella che vi suggeriamo: una patrimoniale infruttifera da restituire. Nel 2012 ci sono in scadenza circa 240 miliardi di titoli di stato che ai tassi attuali richiederebbero un bel po’ di miliardi di interessi da pagare somme essenziali sottratte al rilancio dell’economia Italiana. Per ridurre la quota di titoli di nuova emissione e ripagare quelli in scadenza, Monti dovrebbe prevedere una patrimoniale del 5% sui patrimoni superiori a 800.000 euro, da utilizzare per i titoli in scadenza, ed emettere BTP o CTZ a 5/10 anni (ad un tasso d’interesse pari a zero) da consegnare ai contribuenti che hanno subito il prelievo.
Questa misura genererebbe un gettito potenziale di circa 60 miliardi di euro che ridurrebbe di un quarto l’emissione di titoli in scadenza nel 2012 e avrebbe tre effetti immediati:
1. ridurre di oltre un quarto l’emissione di titoli di stati nel 2012;
2. un risparmio di interessi, che ai tassi attuali, è di circa 3,87 miliardi all’anno che si potrebbero destinare alla crescita del paese;
3. non si tratterebbe di una vera patrimoniale ma sarebbe un prestito a costo zero che quel 10% della popolazione italiana più ricca farebbero allo Stato e agli Italiani in un momento di bisogno.
Ad integrare la suddetta proposta si dovrebbe applicare un’altra azione fiscale per depotenziare le logiche speculative in atto sui nostri titoli.
Anche qui nel 2012 andrebbero emessi BTP a 5 anni, ad un tasso di interesse prestabilito, pari a quello tedesco (attualmente 1,84%), da assegnare in sostituzione di parte dello stipendio (quello superiore a 90.000 euro annui) di politici, amministratori di società municipalizzate, dipendenti pubblici e pensionati. Non si tratterebbe di un prelievo ma di un pagamento con titoli di stati ad un tasso di solidarietà richiesto a chi direttamente o indirettamente riceve un compenso dello stesso Stato per il suo impiego.
Questa è una proposta di mediazione per un governo tecnico a tempo che viene tenuto invita dalla destra e dalla sinistra, anche se ritengo che la migliore soluzione è quella di applicare una vera patrimoniale, stabile e progressiva, magari più bassa del 5%. (Donato Vena)

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Sciopero generale 6 settembre 2011

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 agosto 2011

Le confederazioni e le organizzazioni sindacali USB, Slaicobas, ORSA, Cib-Unicobas, Snater, SICobas e USI riunitesi il giorno 24 agosto 2011, hanno condiviso e concordato quanto segue. Si considera indispensabile una forte risposta dei lavoratori alle manovre di luglio e di agosto del governo. In questo senso si indice lo sciopero generale di 8 ore per il giorno 6 settembre 2011, quale primo momento di una mobilitazione che non si esaurisce chiaramente con questa azione di lotta, a sostegno della seguente piattaforma:
• contro le politiche dell’Unione europea e le manovre del governo che applicano le misure imposte dall’Europa, dalle banche e dai poteri forti finanziari che hanno determinato e speculato sull’attuale crisi mondiale;
• per la cancellazione del debito, il blocco delle spese militari e una politica nazionale ed europea basata sui diritti e le legittime aspettative dei popoli e non della finanza e degli speculatori;
• contro l’evasione/elusione fiscale e contributiva e per una politica fiscale a sostegno del lavoro dipendente e dei redditi; per il diritto all’abitare;
• per una forte patrimoniale e la tassazione delle rendite e delle transazioni finanziarie;
• contro la costituzionalizzazione del pareggio di bilancio e del libero mercato; per la nazionalizzazione delle banche e delle grandi imprese strategiche per il paese e per un impegno dello stato capace di rilanciare e finanziare la produzione e i servizi;
• a difesa dello Statuto dei lavoratori, contro l’attacco ai diritti dei lavoratori e il patto sociale che il governo vuole trasformare in legge;
• riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, lo sblocco dei contratti di lavoro, la difesa del Contratto nazionale, l’istituzione del reddito sociale, la fine della precarietà ed il diritto al lavoro stabile;
• per la regolarizzazione generalizzata dei migranti e per il mantenimento del permesso di soggiorno di coloro i quali hanno perso il lavoro;
• contro le privatizzazioni mascherate da liberalizzazioni per la difesa dei beni comuni in coerenza con gli esiti referendari;
• contro la privatizzazione della scuola, della ricerca e dell’università e per il diritto al sapere;
• contro l’abolizione delle festività a partire dal 1° maggio e dal 25 aprile;
• per una legge democratica e pluralista sulla rappresentanza e la democrazia nei luoghi di lavoro.
La concomitanza dello sciopero con quello indetto anche dalla Cgil non deve essere interpretato come una condivisione delle motivazioni proposte da questa confederazione dalla quale ci divide nettamente anche la firma dell’accordo del 28 giugno scorso. Oltre allo sciopero generale si condivide sin da ora la necessità di individuare e praticare una serie di iniziative a livello nazionale e territoriale ed una mobilitazione incisiva e di lunga durata, a cominciare dal 6 settembre e dall’Assemblea nazionale del 10 settembre indetta a Roma.

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Governo: in trincea contro la patrimoniale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 agosto 2011

Si stanno sommando tutte le premesse per cui appare indispensabile una stretta economica in grado di favorire le condizioni per sgattaiolare da questa crisi travolgente alla ricerca di un approdo che migliori le condizioni generali dalla nazione. L’Europa ha condensato in poche esigenze i compiti che il governo deve svolgere per recuperare credibilità e rendere più solide le condizioni finanziarie e scoraggiare l’aggressività della speculazione che vegeta sulle debolezze degli Stati. A causa di un debito pubblico, che in questi ultimi otto anni di governo Berlusconi si è ulteriormente dilatato, l’UE ci impone:
a) Ridurre gli interessi
b) Ridurre il debito
c) Ridurre entrambi
d) Raggiungere in tempi ridottissimi il, pareggio di bilancio.
Il debito pubblico è paragonabile ad un elastico che regge il peso di tale debito; più è pesante il debito e maggiormente si allunga l’elastico, con la logica conseguenza di aumentare la tensione a cui l’elastico è sottoposto. A questo punto intervengono anche fattori esterni, come una tempesta dei mercati o, peggio, una spinta speculativa che profitta della distratta debolezza del governo e soffia su quell’elastico che continua ad allungarsi, fino ad avvicinarsi al punto di rottura, cioè il default del debito. A questo punto le misure scavalcano i dettati economici e diventano problemi politici, di metodo e di scelte di fondo. Come soddisfare le quattro priorità che ci impone l’UE, che ha assunto l’onere di fare da tutor a questa Italia così malamente amministrata ? Non c’ altra via che ricorrere ai cittadini per ottenere i finanziamenti necessari per interrompere il circuito perverso. Dovrà essere la politica ad indicare il metodo e, soprattutto, quali cittadini chiamare all’intervento. Il liberismo berlusconiano, per bocca del suo ideatore, esclude nella maniera più categorica il ricorso ad una patrimoniale che estrometta i modesti patrimoni frutti di lavoro e di risparmi, spesso forzato, per investire i grandi patrimoni, sempre più spesso parassitari, che non producono nulla ma generano quell’economia della finanza che privilegia sia i grandi patrimoni ereditari che le enormi liquidità delle varie organizzazioni malavitose. Ma chi si oppone con maggiore insistenza alla patrimoniale, oltre allo stesso Berlusconi, in un eclatante conflitto di interessi personali, è lo IOR, la banca vaticana per la quale si ipotozza, con voci sempre più chiare e forti, un interesse diretto nell’attuale speculazione.
La più grande concentrazione immobiliare valutata in oltre il 30% degli appartamenti ubicati in Roma, esige l’esenzione fiscale, pur lucrando in maniera fin troppo efficace sugli affitti. I bassi costi di affitto, infatti, sono riservati ai componenti la “casta” che saranno chiamati a votare i benefit riservati al patrimonio vaticano, mentre per i bisognosi non esiste neanche la carità cristiana di agevolare i più deboli: il 60% degli sfratti legali, infatti, è ad opera del Vaticano o sue diramazioni.
Berlusconi difende se stesso e mette dentro anche il Vaticano, per lucrarne l’appoggio elettorale, mentre si prevede una manovra penalizzante per la piccola e media borghesia, nonché per le fasce più deboli della popolazione. (Rosario Amico Roxas)

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Manovra: la patrimoniale a tutti i risparmiatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2011

“Ancora una volta il governo tira fuori norme che danneggeranno i piccoli risparmiatori. Il cosiddetto ‘bollo annuale sulle comunicazioni relative al deposito titoli’ che oggi costa 34,20 euro aumenterà inesorabilmente, arrivando a costare anche 380 euro per coloro che hanno nel conto titoli della propria banca più di 50 mila euro. Il governo è nei guai con i conti e attinge alle casse delle persone oneste, aumentando l’imposta di bollo, una tassa che fa male a tutti i piccoli risparmiatori e non tocca gli speculatori. Noi, da tempo, abbiamo proposto la tassazione delle transazioni e l’adeguamento dell’imposizione fiscale sulle rendite agli standard europei. Un mezzo attraverso il quale rimodulare la tassazione sulla base del sano principio che chi ha di più paga di più. Il governo, invece, mette in campo una patrimoniale che inciderà, senza distinzioni, su tutti i tipi di risparmio e che tasserà i depositi anziché le transazioni. Di lineare, fino ad ora, la maggioranza ha partorito solo tasse e tagli. È la dimostrazione dell’immobilismo disastroso di questo governo. Siamo a una situazione inaccettabile, è ora che in Parlamento si cambi l’aria”. Lo dichiara Paola De Micheli, deputato e responsabile PMI del PD, dal sito di TrecentoSessanta, l’Associazione di Enrico Letta.

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Patrimoniale: svolta liberale del premier

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 febbraio 2011

“Capezzone non si illuda: stavolta nel tranello del ‘PD partito delle tasse’ non cadrà nessuno.  È  un film che abbiamo già visto: mistificazioni, negazione della verità, campagne orchestrate di comunicazione fondate su un unico messaggio reiterato ossessivamente. Nel 2006 riuscirono a farla franca e a recuperare consensi, giovandosi soprattutto delle posizioni ideologiche e di retroguardia brandite da una parte della sinistra radicale e massimalista. Oggi – e lo dico anche a Bertinotti che stamane ha voluto rispolverare la patrimoniale, forse in preda alla nostalgia  – quelle posizioni non appartengono al PD e non appartengono al centrosinistra. Lo ripeteremo  fino alla saturazione: primo, non abbiamo mai proposto, e mai proporremo, l’introduzione della patrimoniale. Secondo, i livelli della pressione fiscale sono i più alti di sempre:  43,5%, alla faccia delle eterne promesse del premier. Terzo, il PD ha presentato pubblicamente un suo pacchetto di proposte sul fisco, sull’impresa, sulla famiglia, sui giovani, che non solo non prevedono alcun aumento della pressione fiscale ma che, in parte, possono essere realizzate anche a costi zero, attraverso una riqualificazione intelligente e coraggiosa della spesa pubblica. Venerdì e sabato porteremo avanti il percorso avviato a Roma e a Varese per presentare nell’Assemblea nazionale del PD le altre nostre idee sul Paese che vogliamo costruire o, meglio,  ricostruire.  In tre anni il governo non  ha fatto nulla né sul versante fiscale, né su quello, fondamentale, del sostegno alla crescita. La svolta liberale di Berlusconi è un’illusione, un gioco di prestigio, nient’altro che una ‘fiction’ come quella che sta sceneggiando con la sua verità alternativa sul ‘ruby gate’”. Lo scrive sul sito di TrecentoSessanta, Paola De Micheli, deputato  e responsabile PMI del PD e tra i fondatori dell’Associazione di Enrico Letta.

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I conti pubblici da Berlusconi alle opposizioni

Posted by fidest press agency su martedì, 1 febbraio 2011

“Un premier politicamente finito farebbe meglio a stare zitto su uno degli aspetti più carenti del suo governo, quello dei conti pubblici, anziché adottare la solita tattica delle promesse da marinaio, che puntualmente rimangono tali e riguardano proposte sulle quali il suo ministro dell’economia si è sempre detto contrario”. Così, in una nota, il vice capogruppo dell’Italia dei Valori alla camera, Antonio Borghesi. “Sulla patrimoniale, ritengo anche io che non sarebbe una soluzione – aggiunge Borghesi – perché a pagare sarebbero sempre i soliti e, oltretutto, in termini di conti pubblici, nel giro di due anni il Paese si troverebbe punto e a capo”. “Quanto alla detassazione per le imprese – conclude Borghesi – è quello che Italia dei Valori chiede da sempre. Ma, ci chiediamo, perché il premier non ha fatto, non fa anziché continuare a promettere?”

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Anagrafe parlamentare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 settembre 2010

L’anagrafe patrimoniale dei deputati sta per diventare realtà.  L’Ufficio di Presidenza ha infatti deliberato la pubblicazione on line, previa liberatoria, dei dati patrimoniali dei deputati che lo vorranno. Più di un anno fa, i deputati Radicali erano riusciti a far approvare dalla Camera un ordine del giorno che impegna il Collegio dei questori  a rendere fruibili sul sito internet della Camera tutte le informazioni relative all’attività istituzionali e alla condizione economica e patrimoniale dei deputati. I Questori avevano però negato per non meglio precisati motivi di privacy la pubblicazione online. La radicale Rita Bernardini anziché arrendersi, insieme ai colleghi Giachetti e Della Vedova, aveva chiesto ai deputati di superare l’obiezione firmando una liberatoria. All’appello hanno risposto 72 deputati di tutti i gruppi che hanno subito visto schierato dalla loro parte il Presidente della Camera Gianfranco Fini. Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata Radicale e Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani “E’ una prima vittoria per riformare la politica e restituire agli italiani la possibilità di conoscere i propri rappresentanti per quello che fanno, dentro e fuori dal Palazzo. Battere la casta, superarla, si può, basta volerlo. Abbiamo iniziato rendendo pubblici dopo sessant’anni di segreti gli elenchi di consulenti e fornitori della Camera, denunciando i veri e propri malaffari, specie immobiliari, che si sono ripetuti per decenni, con la complicità di partiti di ogni colore. Gli stessi che hanno tradito il popolo italiano con la truffa dei rimborsi elettorali dopo che un referendum aveva cancellato il finanziamento pubblico dei partiti.” Inizia oggi a Montecitorio la discussione del Conto consuntivo dell’anno precedente e il progetto di bilancio interno della Camera dei deputati. La delegazione radicale ha depositato un emendamento e numerosi ordini del giorno per “riformare” un’Amministrazione che per un sessantennio ha negato agli stessi deputati che si sono succeduti nelle sedici legislature il diritto di conoscere i tanti segreti dell’istituzione di cui erano – e sono per quella in corso – membri.”

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Risarcimenti: danno biologico e patrimoniale

Posted by fidest press agency su domenica, 4 aprile 2010

Il 25 settembre del 2007 l’allora deputato di Italia dei Valori ed oggi capogruppo dei senatori Felice Belisario depositava un’interrogazione parlamentare riguardante la grave piaga sociale degli infortuni del lavoro, delle malattie professionali e delle tutele approntate dall’ordinamento in termini di indennizzi per i lavoratori danneggiati. L’interrogazione a risposta scritta rivolta ai Ministri della Salute e del Lavoro, che traeva spunto da uno studio dei leccesi prof. Giuseppe Cerfeda, medico–legale e già dirigente medico INAIL nonché dal collega dott. Ivano Marchello, rappresentava un importante passaggio per tentare di porre fine alla perdurante fase di sperimentazione prevista dall’art. 13 del D.L. n. 38/2000 e ad una modifica delle tabelle e dei criteri di valutazione medico – legale e quindi strumentalmente rivolta ad ampliare le garanzie per quei centinaia di migliaia di lavoratori infortunati sul lavoro. La breve durata della precedente legislatura non permise di dare una risposta alla sollecitazione che da più parti veniva, per la sistemazione definitiva della materia del “danno biologico” in ambito INAIL mentre nel frattempo a distanza di ulteriori due anni e mezzo nulla è cambiato ed il concetto di “danno biologico” si continua a prestare ad una serie ondivaga d’interpretazioni a tutti i livelli con differenziazioni a seconda degli ambiti e delle materie.Come è noto infatti, il citato articolo definiva e definisce in maniera assolutamente “sperimentale” sin dall’ormai lontano 2000 ai fini della tutela dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, il danno biologico come “lesione dell’integrità psicofisica suscettibile di valutazione medico-legale della persona”. Poiché  il significato giuridico e medico-legale di “danno biologico” è stato ampiamente illustrato sia dalla nota Sentenza della Corte Costituzionale, sia da quelle della Magistratura ad ogni livello, nonché dall’approfondimento scientifico delle scuole medico-legali, ma non ha trovato una concettualizzazione definitiva ex lege, lasciando spazio, come detto, ad interpretazioni differenti ed altalenanti, l’on. Belisario aveva chiesto al Governo quale era la finalità dell’aggettivo “sperimentale” e se tale sperimentazione iniziata nell’anno 2000, ove effettivamente giunta a conclusione, sia arrivata a dei risultati definitivi. Un’altra questione non ancora chiarita, peraltro, era quella relativa alla tabella promulgata successivamente per l’indennizzo delle menomazioni conseguenti le lesioni psico-somatiche da infortunio lavorativo, ritenuta dai più incongrua ed inaccettabile in particolare se anch’essa sia a carattere “sperimentale”. Alla luce della gravità del fenomeno degli infortuni dei lavoratori e degli indennizzi, che sono percepiti come irrisori dalla stragrande maggioranza dei lavoratori e dei cittadini anche a fronte degli utili dell’ente previdenziale, dell’incertezza permanente sulla monetizzazione del “danno biologico” a tutti i livelli con differenziazioni tra materia civilistica e lavoristica, ed all’interno della prima categoria, disparità territoriali a seconda del luogo ove accade la lesione dell’integrità psico –fisica, Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori chiede un intervento governativo che ordini la materia in un Testo Unico del risarcimento e dell’indennizzo del danno biologico e dei danni non patrimoniali tout court al fine di garantire maggiore certezza del diritto da una parte, ma soprattutto adeguate garanzie per i soggetti danneggiati.

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Pianificazione finanziaria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2009

Milano.  L’UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) ha sottoposto all’inchiesta pubblica, ossia al giudizio degli operatori del settore, il progetto di norma “Pianificazione finanziaria, economica e patrimoniale personale – Guida all’applicazione della UNI ISO 22222:2008 – Terminologia, classificazione e requisiti del servizio”, un documento destinato – una volta approvato – ad essere pubblicato come Specifica Tecnica UNI.  La guida indica come il servizio di pianificazione finanziaria, economica e patrimoniale personale dovrebbe essere fornito, in maniera tale da assicurare la massima trasparenza nel rapporto fra pianificatori finanziario-economico-patrimoniali personali e clienti. L’obiettivo è quello di rendere oggettivo e verificabile il servizio e le sue modalità di erogazione attraverso una più efficace comunicazione, una più efficiente gestione del servizio e una valutazione delle prestazioni del servizio atteso e di quello erogato. La futura Specifica Tecnica intende orientare e guidare sia gli attori dell’offerta (pianificatori finanziario-economico-patrimoniali personali, intermediari, banche, …), sia gli utilizzatori delle prestazioni professionali erogabili, cioè i clienti. Inoltre, la norma intende facilitare e sostenere il processo di valutazione della conformità all’ISO 22222, in caso di autovalutazione, di valutazione di altre parti e di certificazione di terza parte. La norma UNI ISO 22222:2008 è stata pubblicata nei mesi scorsi con l’obiettivo di definire i parametri di riferimento per tutti coloro che forniscono un servizio professionale di pianificazione finanziaria economica e patrimoniale personale al consumatore.  In sintesi, si può affermare che la norma specifica la metodologia della pianificazione nonché i comportamenti etici, le competenze, l’esperienza professionale richieste agli operatori e descrive i vari metodi di valutazione della qualità del servizio reso. Al Gruppo di lavoro hanno partecipato rappresentanti di Associazioni dei Consumatori,  Associazioni degli Operatori, Intermediari dei mercati assicurativo-previdenziale, investimenti e finanziario,  Università, Società di ricerca e consulenza e Società di certificazione.

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