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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

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Il Mediterraneo pattumiera dei rifiuti

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2009

Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu hanno emesso un comunicato a firma del  Giuseppe Scianò Segretario Politico FNS nel quale si rileva che “Dalle cronache giudiziarie e dagli allarmi lanciati qua e là dai Mass-Media, emergono chiaramente l’estrema gravità e la pericolosità del fenomeno della trasformazione del Mediterraneo in discarica di scorie nucleari e di rifiuti tossici, attraverso l’affondamento di “navi a perdere”. Il tutto, – è stato detto, – sarebbe stato da lungo tempo tranquillamente “Gestito” dalla ‘Ndrangheta, dalla Mafia e dalle altre organizzazioni a delinquere di dimensioni internazionali. Sono, così, esposte a malattie e a rischio mortale le vite delle persone e dei Popoli. E dello stesso mare Mediterraneo. Ancora non si è saputo molto in merito alle responsabilità specifiche, essendo in corso le indagini della Magistratura. Ma è lecito ipotizzare che i “committenti” di tali servizi speciali ed i complici possano trovarsi nei vari Stati, anche a livelli istituzionali, oltre che – ovviamente – nel mondo industriale vero e proprio. La Sicilia, che è nel centro del Mediterraneo, non può starsene con le mani in mano, ad aspettare ciò che altri decideranno anche per conto suo. Per accettarne, in un secondo tempo, passivamente, le decisioni”. Ritengono, in proposito, “che il Popolo Siciliano ed il Governo Regionale Siciliano debbano farsi promotori di Proposte e di iniziative fortemente incisive e piu’ coerenti nella lotta contro le eco-mafie, contro le mafie e contro la mafia. ma si devono fare anche sostenitori della impellente esigenza di una vera e propria gestione eco-biologica ed economica, comune e diretta da parte di tutti i popoli “mediterranei”. Dei Popoli, cioè, che si affacciano sul Mediterraneo”. Si osserva, infatti, che “Il Mediterraneo ha, infatti, le caratteristiche, in positivo ed in negativo, di un grande, enorme lago, il cui equilibrio ecologico e biologico, già intaccato, rischia di essere compromesso con estrema facilità e in modo irreversibile. Soprattutto se la gestione del mediterraneo continuerà ad essere affidata alla delinquenza organizzata, agli speculatori ed ai corrotti (“stati-canaglia” e “stati-modello” compresi) di tutto il Mondo. O, peggio, se la gestione del Mediterraneo sarà affidata ai gruppi di potere sovranazionali (e trasversali) che oggi tirano le fila di una globalizzazione selvaggia, sempre più spregiudicata. E niente affatto rispettosa dei diritti dell’umanita’, a cominciare dal diritto alla vita”.

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Chi ha paura dei referendum?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2009

Siamo in un momento di crisi economica e gettare i soldi nella pattumiera ci appare il piu’ sconsiderato degli atti. Cosi’, purtroppo, avverrebbe se separassimo le scadenze elettorali europee e amministrative da quelle del referendum sulla legge elettorale. Le spese aggiuntive ci sarebbero, come tutti possono constatare, perche’ andare alle urne ha un costo diretto (il personale) di circa 200 milioni di euro e  costi indiretti (chiusura delle scuole, tempo, ecc.) per altrettanti 200 milioni. Insomma, la spesa da mancata razionalizzazione sarebbe di circa 400 milioni. Con l’abbinamento alla seconda tornata delle amministrative (che non si tiene in tutti gli enti locali) si avrebbero certamente risparmi (circa 90 milioni) ma rimarrebbero comunque 300-310 milioni da impegnare. La soluzione che proponiamo e’ quella di indizione del referendum lo stesso giorno delle elezioni europee perche’ i seggi sarebbero aperti in tutta Italia. Chiediamo al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di evitare lo sperpero di denaro pubblico, cioe’ del contribuente. Non si possono dare “ai poveri” 200 milioni con la social card e dilapidarne il doppio perche’ si ha paura di un voto referendario che, anzi, dovrebbe essere valorizzato come espressione diretta della volonta’ popolare (si vedano analoghe esperienze in Svizzera e negli Usa). Quando si e’ a corto di soldi e’ cosa saggia non dilapidare quei pochi che rimangono, soprattutto se sono dei contribuenti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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