Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Posts Tagged ‘paure’

Perché il futuro a volte ci fa paura?

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 febbraio 2020

È un aspetto inquietante ma realistico. Ci sconcerta, in pari tempo, l’atteggiamento di chi preferisce vivere nel presente, pur esaltando il futuro, perché predilige restare nella nicchia che si sono costruiti e che meglio li definisce. Il domani resterà un’incognita che costoro non si sentono d’affrontare. Significa lasciare il certo per l’incerto, il benessere conquistato per perdersi dietro un qualcosa di vago e d’impreciso. Ecco perché l’oggi continua a pesarci e a restare fermo al suo presente senza consentirci di decollare per raggiungere una meta che è la somma della nostra maturità e la più genuina e autentica identificazione con la nostra morale interiore.
È anche una paura atavica: hic sunt leones. Si guarda al futuro allo stesso modo del viaggiatore antico che scrutava i territori, inesplorati, con grandi timori e temeva di avventurarsi presagendo pericoli d’ogni genere. Per nostra fortuna abbiamo avuto in ogni mestiere dei pionieri. Esploratori capaci di superare le barriere fisiche e psicologiche e penetrare nel cuore delle cose, di scrutarle e di riportarci messaggi chiari, sulla loro natura, anche se il percorso non si è rivelato sempre cristallino e improntato alla ricerca pura, alla voglia di dare, senza ricevere in cambio, vantaggi economici e di carriera. È un prezzo che, in ogni caso, è stato pagato senza battere ciglio. Siamo consci che ogni progresso si porta dietro, come una zavorra, questo genere di pesi. Ciò non toglie valore alla scoperta, alla nuova via che è stata tracciata. Verrà il tempo che scrollerà di dosso i pesi superflui per puntare all’esclusivo valore che ci accomuna. Ci troviamo, anche in questa circostanza, a dover soppesare le logiche del presente con le ragioni del futuro. La caducità di chi vive per l’oggi e la saggezza di chi riesce a guardare oltre l’orizzonte. È come chi scruta la distanza davanti alla distesa di un oceano e chi lo fa sulla cima di una montagna.
Il primo vede la linea dell’orizzonte più vicina, di quanto non lo è per l’osservatore che si porta sulle vette più alte del mondo. È una questione d’altezza e di profondità di discernimento.È anche la strada che ci conduce alla “grande sintesi” che rivela la sua intima essenza in termini dinamici, di una dinamica tutta animata da “telejois”, come direbbe Aristotile. Freccia che coglie nel segno come direbbe il poeta. Noi vediamo tutto ciò come pilotati da un vettore logico, come il bit informazionale e fisico come un’onda portante. In quest’orizzonte universale nascono la prospettiva e la proposta di un nuovo tipo di morale. Per chi cammina, per chi naviga, per chi vola, per chi scruta, per chi cresce, l’orientamento è parte funzionale e costituzionale. Così come dice, ed è il primo a scandirlo, il codice genetico. Codice non di carta ma di carne: costitutivo dell’essere là dove il principio d’identità non tollera contraddizione. Orientare la propria vita significa come prendere coscienza di sé, come accettarsi, come conoscersi e farsi riconoscere. Come l’esplorare il poter essere e come attuare il dover essere. Tutto intorno all’essere, che è nel divenire. I due aspetti, già contrapposti tra loro da due filosofie contrastanti hanno bisogno di una sintesi che li raccolga e li fondi. Quando riusciremo coralmente a prenderne coscienza l’augurio per l’umanità sarà quello che non possa essere troppo tardi per rinsavire. (Riccardo Alfonso)

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A proposito di coronavirus

Posted by fidest press agency su domenica, 16 febbraio 2020

Tutte le volte che l’umanità si è trovata di fronte ad infezioni virali particolarmente aggressive casi analoghi, ripescati dal passato, risvegliano le nostre paure. Un esempio classico ci richiama alla memoria quanto è avvenuto nel mondo con l’influenza spagnola, insolitamente mortale rispetto agli altri ceppi influenzali, che fra il 1918 e il 1920 uccise 50 milioni di persone in tutto il mondo (675 mila solo negli Stati Uniti e 600 mila in Italia) e restò indelebile nella mia memoria in quanto mia madre, quand’era ancora una bambina, ne fu infettata.
Oggi possiamo dire che l’attuale virus si trova al cospetto di difese ben più agguerrite nel campo medico preventivo e assistenziale e della ricerca virologica. Ne consegue una risposta più organizzata e più efficace nonostante una mobilità delle persone e delle merci di gran lunga superiore, rispetto al passato. Eppure, il fantasma di ciò che i nostri nonni ci hanno raccontato riaffiora inquietante rigenerando le nostre paure. In questa congerie di sensazioni spesso la ragione è messa a tacere per fare spazio all’ombra sinistra dell’untore, di manzoniana reminiscenza. E lo spavento, a volte, è tanto dissennato che una mia conoscente mi informava di aver sfiorato una turista cinese e con un certo fatalismo soggiungeva: “speriamo bene”. Io ho colto quanto mi ha riferito come un tentativo di protagonismo ma chi mi affiancava nell’ascolto l’ho visto impallidire e subito allontanarsi con un pretesto. La riflessione che ho potuto trarne è che le persone, prima di parlare, dovrebbero essere più caute perché come accade in una sala affollata di una discoteca basta che uno gridi: al fuoco al fuoco per scatenare il panico e nella calca di chi tenta di fuggire provocare morti e feriti. E il richiamo alla cautela va rivolto anche ai media e sul social dove taluni godono a spargere fake news a ripetizione con il gusto sadico di diffondere il terrore. E se proprio l’insidia è seria evitiamo di degenerarla con i nostri comportamenti perché il nostro obiettivo dovrebbe essere solo uno: guardare gli eventi con pragmatismo e generare fiducia in coloro che si battono quotidianamente per preservare l’umanità dalle insidie che dobbiamo dribblare e non riguardano solo i virus. (Riccardo Alfonso)

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Le peggiori paure di Fay Weldon

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 dicembre 2019

In libreria dal 30 gennaio. Una donna che, appena rimasta vedova, scopre passo dopo passo la vita segreta del marito. Un romanzo che si muove con sicurezza sul sottile discrimine fra tragedia e ironia: Le peggiori paure tiene avvinto il lettore, spiazzandolo e coinvolgendolo in un crescendo di colpi di scena e di rivelazioni inaspettate.
Il miglior romanzo di Fay Weldon, l’autrice inglese più anticonformista, irriverente, corrosiva: una feroce confessione sulla natura del matrimonio.

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Il futuro come lo vedo

Posted by fidest press agency su sabato, 4 agosto 2018

Chiudo gli occhi e tutto si fa nero. Li riapro subitaneamente e mi pervade un timore: e se non fossi stato più capace di riaprirli?
Vi è poi il tempo il cui sonno mi avvince, cogliendomi di sorpresa davanti a uno spettacolo televisivo noioso, o mentre leggo un libro o sono disteso a letto inseguendo taluni miei pensieri.
E quando mi sveglio, è sempre un modo per uscire dalle mie paure.
Non è il buio in se che mi terrorizzi. A volte lo cerco perché lo trovo utile per raccogliere le mie idee e ragionarci intorno.
Penso a volte a quello che dovrebbe essere il mio ultimo libro ora che l’età incalza e non sono più distratto dagli impegni lavorativi.
Sono un pensionato di lungo corso che ha trasformato i suoi anni di “ozio ufficiale” in un alacre impegno nello scrivere e nel leggere di mio e degli altri.
Amo fare delle simulazioni e immagino questi miei piccoli ritagli di vita in un certo modo in luogo di un altro.
Vado con mia moglie con regolarità al cimitero per lasciare a mio figlio, a mia suocera a mio cognato dei fiori.
Guardo le loro tombe e immagino la mia e quella della mia compagna. Siamo rimasti soli e sarà quindi difficile che ci possa essere qualcuno che penserà a noi. Vedo quindi una lapide disadorna, coperta di polvere e di schizzi di fango e chi vi passa accanto, potrà pensare: poverini, li hanno abbandonati.
E’ lo stesso senso di abbandono che avverto pensando alla tomba di mio padre che è sepolto con i resti di mio fratello Mario morto in tenera età e di fronte quella dove è sepolta mia madre con i suoi genitori.
La loro sfortuna è di essere stati sepolti in un cimitero lontano da dove abito.
Poi in altri siti dello stesso cimitero vi sono le tombe dei miei nonni e mia zia.
Forse qua e là si troveranno anche i loculi di qualche amico d’infanzia e di certo dei loro genitori.
E queste tombe vicine e lontane mi fanno riprendere il discorso sul tema a me ricorrente della costante ricerca di chi sono, dove vado e oltre. (Riccardo Alfonso)

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L’arida teologia fondata sulle paure

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2018

Quest’ansia di vivere, di agire, di interrogarsi sui fini ultimi della realtà naviga tuttora nel buio silenzioso dove il conforto non è certo riconoscibile in quella divinità che l’arida e dotta teologia rischia sempre di annientare.
E mentre noi ci soffermiamo sul tema ricorrente dell’essere e del divenire vi è anche chi disquisisce su quelli che sono i fondamenti della religione e del perché essa ha avuto una presa così forte nel nostro vivere quotidiano. Convengo con Russell allorché ritiene che la religione si basa essenzialmente sulla paura. “E’ – egli scrive – in parte il terrore dell’ignoto, in parte, il bisogno istintivo d’immaginare qualcuno che ci aiuti e ci protegga nei pericoli. In principio, dunque, fu la paura dell’occulto che precede la morte. La paura porta alla crudeltà, ed è per questo che crudeltà e religione stanno bene insieme.”
Lucrezio considerava la religione una specie di malattia, frutto della paura e fonte di indicibile sofferenza per l’umanità. Oggi, forse, è giunto il momento della verità e lo dobbiamo all’evoluzione scientifica in atto e potremmo forse valerci delle nostre forze “per rendere questo mondo più piacevole e diverso da quello che è divenuto, in questo secolo, sotto l’influsso di talune chiese poco consapevoli del malessere generazionale.” (Riccardo Alfonso)

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Vaccini: dubbi e paure infondate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 gennaio 2018

vacciniRoma, 2 febbraio 2018 – ore 11.00 Auditorium Ministero della Salute (Lungotevere Ripa 1) negli ultimi anni in Italia stiamo assistendo ad un calo del numero di persone vaccinate. Siamo sotto la soglia del 95%, raccomandata dalle autorità sanitarie mondiali, per diverse gravi patologie infantili (tra cui Polio; Difterite; Tetano; Pertosse; Epatite B e morbillo). Inoltre l’ultimo Piano Nazionale Vaccini ha fissato come obiettivo la soglia del 95% per l’immunizzazione dei giovani contro il papilloma virus. Attualmente questa copertura non è ancora stata raggiunta nonostante il vaccino sia gratuito e disponibile per i 12enni sia maschi che femmine. Si calcola che circa un tumore su dieci è causato da infezioni provocato da agenti patogeni come batteri r virus. Quindi le vaccinazioni possono e devono diventare un fondamentale strumento di prevenzione oncologica. Per favorire il ricorso alle vaccinazioni da parte dei più giovani, in particolare quella contro l’HPV, l’Associazione di Oncologia Medica (AIOM) lancia una nuova campagna nazionale che ha come testimonial la campionessa di tennis Flavia Pennetta. Il progetto viene presentato all’Auditorium del Ministero della Salute il 2 febbraio. Parteciperanno, tra gli altri, il dott. Giordano Beretta (Presidente Eletto AIOM), Flavia Penneta, Giampietro Chiamenti (Presidente Nazionale Federazione Italiana Medici Pediatri), Elisabetta Iannelli (Vicepresidente Associazione Italiana Malati di Cancro) e Nicoletta Luppi (Presidente e Amministratore delegato di MSD Italia). All’evento è stata invitata anche il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

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L’Italia nel mirino della speculazione finanziaria

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2011

(Il Messaggero del 8 luglio 2011) E rosario Amico Roxas commenta: “Non è facile imbastire una speculazione, se non concorrono parecchie circostanze, molte delle quali non dipendono dagli “speculatori”, ma ne sono i fruitori. Talune circostanze destano severe preoccupazioni, perchè accadono in concomitanza reciproca, quasi a volersi supportare e sostenere reciprocamente. L’attuale politica di questo governo è una delle circostanze che attualizza con una manovra economica mirata a stimolare quelle paure che provocano il crollo azionario e la svalutazione dei titoli. Ma per realizzare una speculazione ad ampio raggio occorrono grandi capitali da parte di due attori associati: uno vende e l’altro compra. In questo giro, che deve essere vorticoso per sfuggire all’analisi della CONSOB, vengono generati plusvalori che vengono pagati dai piccoli risparmiatori, animati dal desiderio di difendere un gruzzolo frutto di una vita di sacrifici, secondo la logica “meglio perdere che straperdere”. Sarebbe facile identificare il momento in cui tale speculazione terminerà o allenterà la presa; ciò accadrà quando sarà raggiunto lo scopo della speculazione, che è sempre indirizzato a moltiplicare il denaro senza dover ricorrere al lavoro e alla produzione. La mia impressione (a caldo) è che con tale speculazione (o con parte di essa) i piccoli risparmiatori, come se fossero una “mutua di assistenza”, pagheranno la multa che sarà comminata alla Fininvest per il noto “Lodo Mondadori”. Avere scoraggiato il piccolo risparmio, penalizzandolo con manovre fiscali punitive, è solo una parte accessoria della speculazione in atto, per concentrare nelle banche la liquidità che nascerà dalla fuga dai titoli di Stato; il resto è facilmente intuibile: la propaganda di talune banche che offrono interessi fuori mercato è la chiusura del cerchio. I grandi capitali che si stanno muovendo per sostenere la speculazione, si fermeranno prima di arrivare al punto di non ritorno, perché in quel caso anche il frutto della speculazione si vanificherebbe; si contenteranno di possedere le azioni e i titoli acquistati nel momento del panico…. che hanno generato. (Rosario Amico Roxas)

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La mia vita senza di me

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 maggio 2011

Cosa significa essere se stessi e vivere in sintonia con la propria natura più profonda? Quali virus psicologici hanno il potere di avvelenare la fondamentale fiducia in se stessi? Quali meccanismi inducono ad annullarsi? Quali oscure paure suggeriscono di vivere la propria vita senza se stessi? di Osvaldo Poli Edizioni San Paolo 248 pagine € 13,00

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Le paure della recessione sono in declino

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 gennaio 2011

In tutti i continenti si è diffusa una nuova fiducia, con i CEO in India, Austria, Colombia, Perù, Cina, Tailandia e Paraguay particolarmente ottimisti riguardo alla crescita a breve termine. A livello regionale, i CEO in Europa occidentale sono stati i meno fiduciosi,a eccezione dei CEO tedeschi, con quasi l’80% dei CEO “molto ottimisti”, in crescita di circa il 20% rispetto all’anno scorso. I risultati dell’indagine sono stati pubblicati alla riunione annuale del Foro economico mondiale a Davos.
I CEO hanno detto di considerare la Cina il paese più importante in termini di crescita futura. La Cina è stata nominata dal 39% dei CEO, seguita dagli USA (21%), dal Brasile (19%) e dall’India (18%).La Cina, gli Usa e l’India sono stati ritenuti le fonti future più importanti di prodotti e materiali grezzi. A livello regionale, il 90% dei CEO ha detto di aspettarsi, durante il prossimo anno, la crescita delle proprie attività in Asia, seguita dall’America Latina (84%), dall’Africa (75%), dal Medio Oriente (72%) e dall’Europa orientale (70%).Soltanto un terzo degli intervistati ha risposto che il paese nel quale risiede offre un elevato potenziale di crescita.
In modo strategico, le migliori opportunità di crescita dei prossimi 12 mesi verranno dallo sviluppo di prodotti e servizi nuovi e dalla crescente condivisione nei mercati esistenti, attività citate dal 29% dei CEO.L’ingresso in nuovi mercati (17%), le fusioni e le acquisizioni (14%) e le nuove joint venture e alleanze (10%) sono passati in secondo piano quali strategie principali di crescita.
Lo slancio positivo nella fiducia dei CEO si è riflesso nei piani di assunzione; più della metà (51%) dei CEO nel mondo ha affermato di avere intenzione di assumere nuovo personale nel prossimo anno, dato in crescita rispetto al 39% del sondaggio precedente. È stato, altresì, evidente dai risultati dell’indagine l’impatto della recessione sulla strategia. La maggior parte dei CEO (84%) ha affermato di aver cambiato la strategia della propria azienda negli ultimi due anni e circa un terzo ha dichiarato che il cambiamento è stato essenziale.I cambiamenti strategici sono stati motivati principalmente dall’incertezza economica, dalle richieste della clientela e dalle dinamiche post-recessione nel proprio settore.La maggior parte dei CEO intende modificare la propria strategia di gestione dei talenti (83%), dei rischi (77%), degli investimenti (76%) e della struttura organizzativa (74%). I rischi globali citati dai CEO comprendono instabilità politica (58%), carenza di risorse naturali (34%), cambiamento climatico (27%) e disastri naturali (25%).
Nella continua lotta per i talenti, i CEO hanno identificato le sfide maggiori del triennio a venire:presenza limitata di candidati con capacità adeguate (66%), assunzione e integrazione di impiegati più giovani nel personale (54%), perdita di personale di alto livello alla concorrenza (52%) e creazione di percorsi di carriera allettanti (50%).Le strategie migliori da loro identificate al fine di soddisfare tali esigenze sono state:maggiore impiego di ricompense non economiche quale motivazione (65%), partecipazione di più personale a incarichi internazionali (59%) e collaborazione con il governo e l’università per migliorare le capacità (54%). http://www.pwc.com/ceosurvey.
PricewaterhouseCoopers fornisce servizi specializzati nel settore assicurativo, fiscale e della consulenza con l’obiettivo di creare fiducia nel pubblico.Oltre 161.000 persone in 154 paesi nelle aziende del network PwC condividono opinioni, esperienza e soluzioni al fine di sviluppare prospettive nuove e consulenze concrete.Per ulteriori informazioni visitare pwc.com.

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Mostra sul razzismo

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 maggio 2010

Roma (zona Colosseo)15 maggio ore 18.30 Via Ostilia 41, (dal lunedì al venerdì 14.00-19.30 sabato 17.00-19.30) VISTA Arte e Comunicazione, “Vista” è un centro dedicato all’arte ed alla comunicazione che nasce dall’esperienza di alcuni giornalisti da sempre impegnati nell’organizzazione di eventi d’arte e cultura. Una project gallery che si rivolge ai giovani talenti esordienti ma accoglie anche esperienze confermate all’ombra della splendida cornice del Colosseo. In questo luogo Soqquadro espone la collettiva In-Differenze, un progetto di Marina Zatta sulle difficoltà legate al razzismo nell’attuale società multietnica.  La società in cui viviamo si sta delineando sempre più come multiculturale e multietnica, ed al contempo le paure delle persone nei confronti dell’Altro, del Diverso si stanno amplificando. Ciò crea delle tensioni sociali esasperate da una politica qualunquista, xenofoba e populista, che anziché elaborare un percorso di socialità condivisa e dell’accoglienza, spinge le persone a rinchiudersi nel proprio recinto respingendo l’altro che, a sua volta, rivendica in modo a volte esasperato le sue radici culturali. Ruediger, alessio) www.soqquadro.eu

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L’Europa delle persone in movimento

Posted by fidest press agency su sabato, 17 aprile 2010

Málaga (Spagna), 27 aprile – 1 maggio 2010 VIII Congresso europeo sulle Migrazioni del CCEE Superare le paure. Disegnare prospettive. Un centinaio di delegati delle Conferenze episcopali d’Europa rappresentanti vescovi, direttori nazionali per la pastorale dei migranti, operatori pastorali, rappresentanti della società civile e del mondo politico parteciperanno all’VIII Congresso CCEE sulla pastorale dei migranti che si svolgerà a Málaga (Spagna) dal 27 aprile al 1° maggio 2010 sul tema L’Europa delle persone in Movimento. Superare le paure – disegnare prospettive. All’incontro prenderà parte anche il Presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale dei migranti e degli itineranti della Santa Sede, l’Arcivescovo Antonio Maria Vegliò. Obiettivo dell’incontro è quello di analizzare le molteplici cause e le conseguenze per il lavoro della chiesa dei flussi migratori in Europa.  Lo sviluppo della tematica seguirà quindi un percorso in tre momenti, soffermandosi sulle sfide poste a tre “istituzioni” che maggiormente sono interpellate dal fenomeno migratorio. Innanzitutto la famiglia, la cellula base delle nostre società, per proseguire con le parrocchie, quelle realtà, sempre più interculturale, dove avviene in ambito ecclesiale l’incontro del singolo immigrato con la comunità locale ed arrivare infine alla riflessione sulla realtà sociale più vasta: la Società. In tutti i tre momenti, dopo un’introduzione,vi sarà una risposta dal punto di vista ecclesiale…..
About one hundred delegates from the Bishops’ Conferences of Europe, representing bishops, national directors for the pastoral care of migrants, pastoral workers, representatives of civil society and the political world will participate in the VIII CCEE Congress on the pastoral care of migrants scheduled to take place in the Spanish city of  Málaga from 27 April – 1 May on the theme The Europe of people in movement. Overcoming fears. Outlining prospects. Also participating in the meeting will be the President of the Holy See’s Pontifical Council for the Pastoral Care of Migrants and Itinerant People, Archbishop Antonio Maria Vegliò. The aim of the meeting is to analyse the manifold causes and the consequences of the migration movement on the Church’s work. The development of the theme will happen in three stages, focusing on the challenges facing the three “institutions” which are largely affected by the phenomenon of migration. First of all the family, the fundamental cell of our societies, then the parishes, those evermore inter-cultural realities where, in the ecclesial sphere, the encounter of the individual immigrant with the local community occurs, and finally reflection on the broadest social reality: Society. In all three stages, there will be an introduction followed by a response from a church viewpoint, to look at what the Church does

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1° Torneo di Briscola

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2009

briscolaPiazza S. Stefano (Bologna) 19 agosto 2009 – ore 20:00 1° Torneo di Briscola  Interventi a cura di “Angeli alle fermate” con accompagnamento musicale di Tore Panu. Perché una briscolata in piazza? Perché ci piace recuperare l’idea di piazza quale era nelle sue origini: un luogo di confronto , di dialogo, di rapporti intergenerazionali ed interculturali la piazza come centro della vita cittadina. La briscola è un mezzo, non un fine, un tavolo in cui, nel rispetto delle regole, tante persone diverse si confrontano, si sfidano e si mandano allegramente a quel paese, ma con quello spirito goliardico che contraddistingueva i cittadini di Bologna uno spirito che bisogna recuperare. In questi periodi torvi in cui si alimentano le paure ed i coprifuochi con tanto di ronde a presidiare la città, noi attori ed animatori del Teatro di Mignoli e del progetto “Angeli alle fermate” lavoriamo perché piazze, giardini,vie,parchi tornino ad essere popolati e vissuti come spazi pubblici di socialità e vita comune da parte di tutti. (Mirco Alboresi) http://www.teatrodeimignoli.it

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Violenza e disoccupazione spaventano i romani

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2009

“Che i cittadini siano preoccupati per la loro sicurezza fisica ed economica è un dato oggettivo vista la crisi e la criminalità dilagante. Bisogna però restituire fiducia e serenità ai romani risolvendo i problemi legati alla disoccupazione e all’insicurezza.” E’ questo il commento del vice-presidente dell’Italia dei Diritti, Robertò Soldà, sui dati della ricerca condotta dalla facoltà di Scienze della Comunicazione de “La Sapienza”, per conto dell’Osservatorio della legalità della Regione, circa i problemi maggiormente sentiti dai cittadini laziali. Le difficoltà nella ricerca di un impiego e la crisi economica rappresentano i timori del 60,4 % degli uomini intervistati, mentre le donne, il 78%, temono la violenza e i reati che minacciano il corpo e la loro vita quotidiana: furti, rapine, aggressioni e stupri. Malgrado i risultati, i cittadini romani si schierano però contro le ronde mostrandosi inclini all’aumento della videosorveglianza. “Lo studio ci restituisce una fotografia della società che rispecchia le emergenze quotidiane di milioni di persone – prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -. La percezione di insicurezza è sempre più alta e riflette la cattiva gestione del rapporto tra i cittadini e una politica sorda alle richieste sollevate dal basso. Ascoltare le paure dei romani e porvi rimedio deve essere una priorità da affrontare senza retorica o demagogia”.

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