Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘pd’

PD: “No paura di vento che soffia nelle strade”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 luglio 2021

“Una scelta ambiziosa di cui avevamo bisogno e che sarà decisiva per aiutare ad aprire il partito alle tante forze vitali che si muovono all’esterno. Le agorà saranno utili anche per scuotere alcune realtà territoriali a uscire da dinamiche interne che oramai non hanno più alcun senso”. Lo afferma la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd), dopo il “lancio” delle Agorà Democratiche. “Non bisogna avere paura del vento che soffia nelle strade – aggiunge Mura – ma anzi bisogna trasformarlo in forza che riempie le nostre vele. Il partito non esaurisce la società e se vuole servire il Paese deve mettersi in gioco e di nuovo in contraddizione: il segretario Letta ha dato corpo a questo concetto basilare”.

Posted in Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Il giorno del PD: Quale eredità Zingaretti lascia in dote a Enrico Letta?

Posted by fidest press agency su domenica, 14 marzo 2021

Di Claudio Martelli. Per rendersi conto e misurare le difficoltà che attendono il nuovo leader del PD bisogna ripercorrere gli ultimi due anni. Nell’estate del 2019 Salvini che ha appena ottenuto il 34 per cento alle europee, mette in crisi il governo Conte e reclama elezioni anticipate. I 5 Stelle che alle europee hanno dimezzato i voti sono spalle al muro, terrorizzati. Renzi, ancora nel PD, teme anche lui il voto anticipato che guasterebbe il suo piano scissionista, perciò spinge per un accordo coi grillini. Zingaretti che all’opposizione aveva recuperato quattro dei tanti punti persi da Renzi è perplesso, ma si lascia convincere. Corre in soccorso di Di Maio ma, inspiegabilmente, anziché dettare qualche condizione accetta tutte quelle che gli pongono i grillini: presidente lo stesso Conte e lo stesso programma: taglio dei parlamentari e della prescrizione ovvero processi senza scadenza, quota 100 e reddito di cittadinanza intoccabili infine, persino i decreti sicurezza di Salvini che resteranno in vigore per un anno. Ma Zinga passato dal dubbio all’euforia promette niente meno che “la rivoluzione!”e per cominciarla propone ai 5 Stelle un’alleanza strategica. Poi quando Di Maio e i governatori PD – tutti salvo Emiliano – lo smentiscono nega di averne parlato, ma poco dopo rilancia definendo Conte – appena reduce dal governo con Salvini – “un riferimento per tutti i progressisti”. Con la pandemia prima negata poi drammatizzata il governo vara i provvedimenti graditi ai 5 Stelle e per il resto si affida alla comunicazione seriale di Conte – più presente in tv di Bruno Vespa e Lilli Gruber messi insieme. Il premier che non governa ma rinvia è abile ad attribuirsi i meriti degli ingenti aiuti europei in verità spronati dal commissario Gentiloni e decisi da Macron e Merkel. Conte è solerte anche nell’accumulare potere nelle proprie mani e in quelle di Arcuri fidato tramite con D’Alema, mentre Goffredo Bettini redivivo ideologo del PD e della coalizione lo innalza, lo celebra, lo adula quale “statista” e insostituibile leader del nuovo fronte progressista. A un certo punto anche Zinga si accorge che qualcosa non va e sembra impuntarsi: “Il governo cambi passo, non si può tirare a campare, il MES è necessario” ma viene dissuaso dall’ineffabile Gualtieri e zittito dallo stesso Conte. Quando poi Renzi apre la crisi e Conte il mercato dei transfughi Zingaretti chiude le porte a Renzi, incita Conte a resistere e si accoda ai ministri dem e al suo vice Orlando che proclamano in tv: “O Conte o elezioni, noi non andremo mai al governo con la Lega, né con Draghi né con Superman”. Pochi giorni dopo Mattarella e Draghi formano un governo di unità nazionale con Grillo e Salvini, il PD e Forza Italia. Orlando non batte ciglio felice di tornare ministro con Giorgetti, Molteni e Garavaglia. A completare il fallimento politico di Zingaretti Conte abbandona il ruolo di federatore del centro sinistra e si prepara a fare il capo politico dei 5 Stelle. Con lui alla guida – dicono i sondaggi – i 5 Stelle recupereranno molti voti perduti sottraendoli proprio a quel PD che lo ha messo sull’altare. Tardi, molto tardi anche Zingaretti si è reso conto del disastro combinato, ma anziché chiedere scusa sferra il classico calcio dell’asino. Impegnato a scambiare poltrone tra sottosegretari del PD e assessori dei 5 Stelle cooptati nella sua giunta regionale, Zingaretti dichiara di vergognarsi del suo partito, lo accusa di occuparsi di poltrone in piena pandemia e ribollendo di sdegno si dimette da segretario. Merita attenzione anche quella parte dell’invettiva zingarettiana destinata a chi non parla nelle riunioni di partito ma all’esterno logora la leadership con critiche e distinguo. Merita attenzione perché nell’era Zingaretti le riunioni del PD di solito sono state convocate, aperte e concluse dalla relazione del segretario senza il fastidio di un dibattito. A memoria non esistono precedenti di un leader di partito che pur disponendo di una larga maggioranza si sia dimesso insultando i suoi sodali. Non essere un leader non è una colpa, lo è fingere di esserlo, fallire nel dimostrarlo e andarsene sputando sul proprio partito.
Ricapitolando: se era comprensibile e giustificata l’alleanza di emergenza con i 5 Stelle per impedire a Salvini di impadronirsi del potere, il modo con il quale Zingaretti ha praticato l’alleanza è semplicemente imperdonabile. Abbia pazienza Bettini: dire le cose come stanno non è mancanza di rispetto è un dovere politico, è spirito repubblicano.
Imperdonabile è stata anche la fredda accoglienza riservata a Mario Draghi. Le riserve malmostose, i patetici rimpianti di com’era bello il governo giallorosso, la pretesa di mettere subito tra parentesi l’unità nazionale per far rivivere quanto prima possibile l’alleanza coi 5 Stelle significa non aver capito che una stagione è finita e un’altra nuova è cominciata. Insistere su un passato molto più ricco di ombre che di luci – per l’Italia e per il PD – può solo propiziare il suicidio strategico previsto dai sondaggi che segnalano un PD in caduta libera tra il 16 e il 14 per cento.Sentire come più affine, più di sinistra e più riformista il governo Conte rispetto al governo Draghi è prova di immaturità e di cecità. Se questo abbaglio dovesse tradursi nel lesinare al nuovo governo fiducia, sostegno, respiro, durata, se dipingerlo come un governo tecnocratico “spostato a destra” esprime il desiderio di una profezia che si autoavvera siamo di fronte a una forma estrema di quel male della sinistra che Veltroni bollò come “tafazzimo”.
Le esperienze, le storie, prove di chi ha salvato l’euro e l’Italia dalla bancarotta sono molto diverse da quelle di chi ha governato distribuendo pensioni anticipate, mance, sussidi e giustizialismo a gogò. A meno che questo PD, a differenza di quello delle origini, non consideri la competenza, il merito e la cultura connotati di destra anziché, come in realtà sono, criteri e valori di eguaglianza, sinonimi di progresso e strumenti “dell’ascensore” sociale disponibili per tutti. Anche il governo di Draghi è più di sinistra di quello di Conte. Si teme la presenza di ministri della Lega e di Forza Italia? Ma la loro presenza e il loro peso sono decisamente inferiori a quelli sovrastanti che avevano i 5 Stelle nel gabinetto Conte e oggi sono inferiori per numero e per peso ai ministri del PD, di Leu e ai tecnici notoriamente vicini al PD. Di fatto al ministero del lavoro c’è Orlando al posto della Catalfo: è uno spostamento a destra? Di fatto Brunetta ha appena varato un decreto di riforma della Pubblica Amministrazione con il plauso dei sindacati (e nel silenzio del PD). La concertazione non è più uno stigma di sinistra? Spiace che ci sia un generale a occuparsi di distribuzione di vaccini? Ma la logistica in tutto il mondo e anche in Italia è specialmente radicata proprio nelle competenze dell’esercito. Che cosa muove questo rimprovero? La nostalgia dell’inaffidabile Arcuri? O un repentino ritorno all’antimilitarismo d’antan che fa a pugni con il riconoscimento anche da sinistra al valore dei nostri soldati nelle tante missioni internazionali in cui sono stati e sono impegnati?
Se, come auguro al PD, il futuro sarà guidato da Enrico Letta scommetterei che la sua profonda conoscenza dell’Europa, l’adesione al socialismo europeo e, soprattutto, le prove di serietà che ha già dato lo terranno vicino a Mattarella e a Draghi e a distanza di sicurezza dai populisti e dai trasformisti. La vecchia alleanza è scaduta, il tempo di una nuova verrà e sarà disegnato da come ciascuna forza politica si comporterà da adesso in poi e l’adesso è il tempo dell’unità nazionale per vincere la pandemia e superare al meglio le terribili crisi che ha provocato. (fonte: Avanti)

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Pd e M5S senza vergogna, aumentano poltrone a spese degli italiani”

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 dicembre 2020

“Ha ragione la nostra leader Giorgia Meloni: il Governo trova tempo e soldi per aumentare le poltrone ma non per sostenere le famiglie e le imprese in piena emergenza economica a causa del Covid”. Lo dichiara, in una nota, il Questore della Camera e presidente della Direzione Nazionale di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli: “E’ sconcertante che per gestire i 209 miliardi di euro del Recovery Fund, il governo giallorosso voglia istituire una cabina di regia con ben sei manager commissari e un super commissario, oltre a 300 tra esperti esterni e funzionari. Ovviamente, con lauti stipendi che saranno pagati come sempre dagli italiani. Pd e M5S sono davvero senza vergogna. Come Fratelli d’Italia – conclude Cirielli – daremo battaglia in Parlamento e non solo affinchè questa maggioranza inadeguata e scellerata non dia l’ennesimo schiaffo in faccia a tutti i cittadini a cui ogni giorno chiede enormi e non più sopportabili sacrifici”.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Manovra: Tutto il Pd è per il Superbonus 110%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2020

“Chi vede divisioni nel Partito Democratico a proposito dell’utilità del Superbonus del 110% forse si è distratto. Per tutto il Pd, sia tra gli esponenti di Governo, sia tra i rappresentati del Parlamento, questa misura va rinnovata e migliorata. Sull’obiettivo infatti non c’è alcuna divisione. Perché questa misura serve da una parte a rilanciare il settore edile e suoi livelli occupazionali, dall’altra a migliorare le abitazione delle famiglie italiane abbattendone il consumo energetico e aumentandone la sicurezza antisismica”. E’ quanto dichiarato da Martina Nardi, presidente della commissione Attività produttive alla Camera, fra i 70 firmatari dell’emendamento depositato ieri per la proroga del Superbunus fino al 2023. “E’ una misura virtuosa, utile a non farci trovare impreparati quando la pandemia sarà superata, che già nei suoi primi mesi di applicazione ha dato buoni risultati pur incontrando difficoltà di ordine tecnico-burocratico segnalate anche dall’Agenzia dell’entrata. Si tratta di problematiche che tutto il Partito Democratico intende superare per rendere quindi l’accesso agli incentivi statali più veloce e quindi più efficace e per questo motivo apriremo un tavolo con il Governo per valutare tutti gli interventi necessarie per migliorare questo provvedimento. Insieme possiamo trovare la soluzione migliore.”

Posted in Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Gli ambientalisti del PD

Posted by fidest press agency su sabato, 16 settembre 2017

ambienteÈ imbarazzante il dibattito iniziato tra Veltroni e Renzi su quanto il Pd sia un partito ambientalista. Sostengono che l’ambiente è ai primi posti del loro programma e che se ne sono occupati molto. Dobbiamo ammettere che hanno ragione. Se ne sono occupati molto. Purtroppo, aggiungiamo.Il Pd si è occupato di ambiente scrivendo, promuovendo, spingendo, una miriade di provvedimenti CONTRO l’ambiente. E annacquando, fino a snaturarle, quelle leggi che cercavano di affrontare alcuni problemi. Rinfreschiamo la memoria al cittadino distratto che potrebbe farsi ammaliare dalle sirene veltroniane.
OTTOBRE 2014, Sblocca Italia: legge monstrum con la quale è stata spianata la strada – se mai ce ne fosse stato bisogno – dato input alle trivellazioni, agli inceneritori, al cemento, alle opere inutili. Depurazione e le fognature non devono fare parte della visione ambientale del PD, dato che per queste opere i fondi sono stati prontamente congelati;
APRILE 2016: va in scena la campagna per affondare il referendum che chiedeva di porre dei limiti alle trivellazioni nei nostri mari, con un Renzi che, all’afflato ambientalista, univa quello costituzionale, invitando a non andare a votare;
20 aprile 2016: la legge che ha di fatto privatizzato e messo a profitto il bene primario numero uno, l’acqua;
IN DISCUSSIONE AL SENATO: la legge che vuole rendere i parchi “oggetto commerciale” lasciandoli amministrare dalla politica locale e rendendoli quindi merce di scambio.
Smantellamento del Corpo forestale, con le conseguenze che purtroppo abbiamo visto proprio questa estate: enormi difficoltà nella gestione delle emergenze roghi e incendi, con il già scarso personale costretto a un lavoro massacrante senza mezzi adeguati;
Condoni e salva condotti ai patron dell’Ilva, con buona pace del piano ambientale e della salute dei tarantini;
APRILE 2017 Tentativo di golpe alla Valutazione di impatto ambientale sminuendone ruolo ed efficacia;
GENNAIO 2015 Ridotti al lumicino fino a scomparire gli incentivi promessi per le rinnovabili;
Bloccati i fondi per le agenzie ambientali; Annunci e, manco a dirlo, nessun fondo reale per la programmazione della difesa del suolo. Questi sono solo alcuni dei provvedimenti CONTRO l’ambiente. Ma non è finita qui. Che fine ha fatto il testo unico sull’amianto? Che fine ha fatto la sperimentazione del vuoto a rendere che aspetta una firma del ministro? E non ci parli, Renzi, di quando era sindaco e delle sue presunte azioni contro il cemento selvaggio. Non è cemento selvaggio autorizzare un inutile tunnel che trivella il centro città devastandola per far passare la Tav recuperando solo 5 minuti sulla tratta Roma-Milano? (fonte: blog 5stelle)

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Ogni tanto si incontrano persone convinte che il PD sia un partito di sinistra

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2016

Pd bandieraSe non sono troppo distratte, bastano poche battute e su questa infondata convinzione cominciano ad elaborare il dubbio. Del resto non ci vuole molto per dismettere un luogo comune e rendersi conto che la realtà è altra cosa. Il PD non è un partito di sinistra, è piuttosto un agglomerato di interessi confuso in un bizzarro conservatorismo, spacciato e camuffato da riformismo.Il PD dispone anche di una minoranza convinta di “fare la differenza” e convinta pure che “le cose si cambiano dall’interno”.È anche vero che ognuno ha il diritto di coltivare le proprie illusioni, e tra queste di includere l’illusione che le riforme siano sinonimo di progressismo.Ogni modifica allo stato esistente è una riforma, anche se si decide di chiudere il Parlamento, o di sospendere le garanzie costituzionali e di proclamare lo stato di guerra, è una riforma . Fare le riforme, di per sé, non è garanzia di un bel niente, e la spregiudicatezza con la quale oggi il PD vuole “cambiare verso” alla democrazia, non è una illusione, purtroppo è una preoccupante realtà. La Costituzione è il Patto Condiviso di una Nazione. La Costituzione non è immutabile, la si può cambiare, a patto che anche il percorso per farlo sia condiviso ma soprattutto che i contenuti siano sempre la risultante di una mediazione elaborata da tutte le rappresentanze politiche.
La sinistra italiana ha sempre avuto, piuttosto, la costante ed esagerata capacità di frammentarsi fino all’inverosimile nella interpretazione della forma e del merito, rispetto ad ogni cosa. E’ la destra invece che trova vigore e coesione quando calpesta regole e contenuti.Sono gli eredi diretti di quei democristiani di destra che pensavamo sepolti dalla storia, quelli che pur di fare un governo per gestire il potere, ieri non disdegnavano di allearsi con il MSI di Almirante, oggi addirittura inseguono Forza Italia e il suo proprietario.Sono tornati, e sfoggiano un pessimo guardaroba di opportunismi sulla passerella delle loro personali ambizioni.
Il PD di Renzi è ormai irreversibilmente un partito di destra, qualcuno trovi il coraggio di dirlo a Bersani. (Carla Corsetti Segretario Nazionale di Democrazia Atea)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »