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Le “pecore nere” dei carabinieri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 settembre 2017

Paolo RomaniDichiarazione congiunta dei capigruppo di Forza Italia di Camera e Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani: “I fatti di Firenze, che coinvolgono due carabinieri e due studentesse americane, sono di una gravità inaudita. Coloro che dovevano in ogni momento, anche fuori dal servizio, onorare la loro divisa e la loro Arma di appartenenza, hanno avuto comportamenti inaccettabili, inqualificabili, da condannare senza se e senza ma. Sarà compito della magistratura quello di accertare le dinamiche di quanto accaduto, stabilendo la reale ricostruzione dei fatti. Ma quello che sappiamo è già tanto, e i due colpevoli vanno puniti in modo esemplare. Un altro dovere che, però, abbiamo nei confronti delle istituzioni e della collettività, è quello di difendere, senza tentennamenti, l’Arma dei carabinieri: centinaia di migliaia di appartenenti alle forze dell’ordine che quotidianamente presidiano i nostri territori, lavorano con senso dello Stato e abnegazione per garantire sempre la sicurezza di tutti noi, difendono la cittadinanza in ogni delicata situazione a rischio della loro stessa vita. Questo è il nostro appello. Nessun passo indietro nell’accertare la verità e nel punire chi ha sbagliato, ma rispetto e totale gratitudine nei confronti dei carabinieri tutti. Nessuno si permetta di utilizzare una disdicevole vicenda per colpire l’Arma. Non lo permetteremo”. (n.r. Abbiamo evitato di parlarne alla notizia del “fattaccio”. Volevamo avere delle certezze e soprattutto dei riscontri obiettivi di là dei clamori. La verità è che restavamo increduli e dubbiosi sulla dinamica dei fatti. Volevamo a tutti i costi pensare che fosse una montatura creata ad arte per screditare l’arma. Solo dopo ci siamo resi conto che la realtà superava l’immaginazione e allora abbiamo compreso la severità degli accadimenti e concordiamo con Brunetta nel tenere separati i due aspetti del problema. I colpevoli di là delle verifiche e delle risultanze degli organi inquirenti hanno per noi commesso un atto di gran lunga superiore all’abuso sessuale compiuto. E’ nell’aver screditato il buon nome dell’arma ed esposta ad un indebolimento delle istituzioni come garanti di ordine, onestà e difesa dei diritti dei cittadini ad essere tutelati. E’ un vulnus che peserà a lungo sulla storia dell’arma e ciò ci addolora profondamente.)

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