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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘pediatri’

Pediatri: Buon lavoro al neo ministro della salute

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 settembre 2019

“Esprimiamo i nostri più sinceri auguri di buon lavoro al neo Ministro della Salute Roberto Speranza”. E’ quanto dichiara la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) in seguito alla presentazione del nuovo Esecutivo presieduto dal prof. Giuseppe Conte. “Come rappresentati della pediatria di famiglia del nostro Paese auspichiamo che il nuovo Ministro si impegni in una più forte difesa dell’universalità del Servizio Sanitario Nazionale – afferma il dott. Paolo Biasci, Presidente Nazionale della FIMP -. E’ quanto previsto nel programma di Governo del Conte-Bis. La salvaguardia della sanità pubblica deve passare da un rafforzamento delle Cure Primarie Pediatriche, soprattutto attraverso nuovi investimenti nell’ambito del miglioramento organizzativo degli studi dei pediatri di famiglia e dalla presenza di personale infermieristico”. “Siamo pronti ad incontrare quanto prima il Ministro Speranza – aggiunge il dott. Biasci -. E’ un politico di grande esperienza che più volte in passato si è battuto per la difesa della sanità pubblica. Ci auguriamo di avviare con lui, e con tutto il rinnovato dicastero, una collaborazione duratura e proficua per una migliore assistenza ai bambini e agli adolescenti italiani”.

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I pediatri di famiglia al ministro della salute

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

“Bisogna garantire su tutto il territorio nazionale studi di pediatri di famiglia dotati di personale qualificato e di attrezzature diagnostiche a risposta rapida (o self-help). Chiediamo al Ministero della Salute di mettere in atto azioni per favorire l’acquisto di queste apparecchiature e anche l’assunzione di nuovi collaboratori di studio. Si possono, per esempio, prevedere interventi di decontribuzione e sgravi fiscali ed utilizzare alcuni meccanismi previsti dal reddito di cittadinanza”. E’ questo la richiesta avanzata oggi dal Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) Paolo Biasci durante un incontro con il Ministro della Salute Giulia Grillo. “Le cure primarie pediatriche sono ormai in grado di affrontare e risolvere negli studi dei pediatri di famiglia la grande maggioranza delle condizioni cliniche – aggiunge Biasci -. Ciò avviene grazie anche a percorsi assistenziali e diagnostico-terapeutici in collegamento con le strutture di secondo-terzo livello ospedaliere alle quali devono essere riservati solo gli interventi più complessi. Se riusciamo a rendere ancora più efficienti gli studi dei pediatri di famiglia possiamo favorire ulteriormente l’appropriatezza prescrittiva e ridurre le ospedalizzazioni. La pediatria di famiglia rappresenta il primo livello assistenziale, ad accesso diretto, senza liste di attesa, con presenza capillare su tutto il territorio, per ogni esigenza assistenziale ed opera nel rapporto di fiducia con le famiglie. Quest’ultimo è l’elemento di forza irrinunciabile del sistema delle cure primarie e si realizza grazie al rapporto convenzionale. Chiediamo quindi a tutte le istituzioni, anche quelle locali, di tutelare la nostra professione così da poter continuare a permetterci di assistere in modo continuativo milioni di giovanissimi italiani”. Nell’incontro tra il Ministro Grillo e il Presidente Biasci si è parlato anche del futuro dell’assistenza pediatrica e quindi degli aspetti legati al ricambio generazionale e della disponibilità di giovani specialisti pediatri. “Abbiamo molto apprezzato l’aumento del numero delle borse di studio ed in particolare quelle per la pediatria, che è la seconda per disponibilità di borse rispetto alle altre specialità – sottolinea Biasci -. La FIMP ritiene che sulla programmazione debba essere preso in considerazione anche il forte calo della natalità, che preoccupa molto e per il quale si auspicano interventi legislativi di supporto che siano in grado di produrre un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni. È evidente, quindi, che la programmazione dell’assistenza pediatrica debba tener conto di tutti i fattori che incidono sulle future necessità, cioè il numero di pensionamenti, il numero di nuovi giovani pediatri, e il conseguente ridimensionamento delle strutture ospedaliere”. “La riunione è stata positiva e sembrano esserci i presupposti per guardare ad un futuro in cui il servizio sanitario nazionale garantisca ancora equità, solidarietà ed universalità a bambini e adolescenti – conclude il Presidente FIMP -. Ringraziamo il Ministro Grillo per la disponibilità e l’attenzione che dimostra alle problematiche dell’assistenza in età pediatrica proprio in un momento così importante di programmazione di azioni concrete e necessarie, in vista del Patto per la Salute e della trattativa aperta in SISAC per il rinnovo dell’Accordo Collettivo Nazionale nel quale si stanno delineando le caratteristiche del futuro assetto organizzativo ed assistenziale”.

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Da Goteborg: I bambini hanno necessità di farmaci sviluppati specificamente per loro

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2018

Non è più possibile derogare da questo obiettivo. Questo è il messaggio che la SIFO (la Società dei Farmacisti ospedalieri e dei Servizi territoriali delle aziende sanitarie) ha voluto lanciare da Goteborg, dove si è appena concluso il 23° Congresso annuale dei farmacisti europei (la loro associazione è la European Association of Hospital Pharmacists, EAHP), che aveva per tema “Farmacisti ospedalieri: mostrateci cosa sapete fare!” (“Hospital pharmacists – Show us what you can do!”).Al congresso i farmacisti italiani e la SIFO sono stati protagonisti lanciando l’allarme con Davide Zanon, responsabile del laboratorio galenico del Burlo Garofolo-IRCCS di Trieste e coordinatore dell’area di Galenica Clinica della SIFO, che è stato speaker in due importanti eventi dedicati alla “Valutazione del rischio e della sicurezza dei farmaci per l’età pediatrica”, uno dei temi del convegno EAHP. “L’emergenza pediatrica nell’ambito del farmaco esiste e noi siamo qui proprio per spiegare come affrontarla”, ha affermato Zanon al termine dell’evento EAHP, “Nelle farmacie ospedaliere noi siamo alle prese con un costante problema: son ancora pochi i trial e le sperimentazioni necessari a coprire tutte le esigenze terapeutiche della pediatria di conseguenza si assiste all’uso off label di farmaci in età pediatrica, cioè sostanze che vengono impiegate al di fuori delle indicazioni per cui hanno ricevuto l’autorizzazione all’immissione in commercio e che trovano un utilizzo negli under 18. Il messaggio è che tutti i sistemi sanitari europei si facciano carico in modo chiaro di queste problematiche che non possono più essere rinviate”.
I lavori presentati sul tema dei farmaci pediatrici a Goteborg hanno messo in evidenza che la criticità è sentita in tutta Europa, visto che non esistono aree di patologia in cui l’assenza di farmaci pediatrici sia più grave in una nazione più che in un’altra. Complicanze polmonari ed epatiche, oncologia e insufficienze cardiovascolari, insufficienze renali e HIV: per tutte queste patologie i farmaci disponibili sono per lo più testati su soggetti adulti e poi “adattati” su soggetti di peso corporeo differente, proseguendo l’uso di farmaci su un soggetto che non è “un giovane adulto”, ma una soggetto che presenta problematiche, metabolismo e farmacocinetica totalmente differenti da quelli di una persona adulta.La soluzione? “I farmacisti italiani sono estremamente preparati ed attenti sia nella gestione di farmaci off-label che nelle preparazioni galeniche per i pazienti più piccoli”, ha precisato Zanon, “ricordiamoci anche che spesso ci troviamo di fronte a situazioni davvero emergenziali, laddove la mancanza di specifiche formulazioni fa si che si debbano manipolare farmaci adattandoli ai bisogni dei nostri piccoli pazienti. Parlando di soluzioni, non credo che l’attivazione di trial specifici sia di per sé – per quanto importante – l’unica e vincente risposta al problema. Secondo la SIFO quello che è utile è semmai un’attenzione complessiva al problema delle medicine pediatriche che tenga conto di questo complesso scenario che comprende quindi trial, off label, galenica, rapporto con i clinici e con le famiglie”.
Commentando il tema la presidente SIFO, Simona Serao Creazzola ha sottolineato che “la SIFO sta sostenendo da tempo la necessità di creare – anche in collaborazione con le società di pediatria – un fronte comune sul tema dei farmaci pediatrici. Si tratta evidentemente di una delle situazioni di maggior criticità che si trovano ad affrontare oggi i sistemi sanitari e su cui le famiglie e i cittadini chiedono attenzione e soluzioni nuove, efficaci e sicure. Crediamo in questo senso che sia necessario far ripartire una ricerca indipendente che si faccia carico delle problematiche del settore. In Italia l’AIFA è il principale sostenitore della ricerca indipendente e l’ultimo DDL del Ministero della Salute va in questa direzione; in linea con il nuovo Regolamento Europeo sulla Sperimentazione Clinica dei Medicinali, sarebbe inoltre davvero utile che nell’ambito pediatrico ci fosse un attenzione specifica, con l’invito a presentare progetti di ricerca che abbiano il farmaco pediatrico come focus principale. La farmacia ospedaliera potrà in questo senso offrire un contributo essenziale, viste le conoscenze e competenze acquisite”

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44° Congresso Nazionale sindacale dei pediatri di famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 11 marzo 2018

“Qualunque forza politica prenderà le redini del Paese dovrà salvaguardare il nostro servizio sanitario nazionale. In particolare bisogna preservare il rapporto fiduciario, tra medico e cittadini, sul quale è improntato e il ruolo fondamentale che devono continuare ad avere le cure primarie”. E’ questo l’appello lanciato dalla Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) in occasione dell’apertura del suo 44° Congresso Nazionale sindacale dal titolo Guardare al Futuro senza Dimenticare il Passato. L’evento vede riuniti a Verona, fino a domenica, oltre 200 delegati. “La pediatria di famiglia italiana rappresenta un patrimonio prezioso e unico nel contesto internazionale – afferma il dott. Giampietro Chiamenti, Presidente Nazionale della FIMP -. Molti Paesi ci invidiano il fatto che un italiano abbia a disposizione, gratuitamente fino ai 14 anni, un medico specializzato nell’assistenza ai giovanissimi. Questa figura professionale va però maggiormente valorizzata perché produce salute per l’intera collettività soprattutto considerando l’invecchiamento generale della popolazione. Il nostro auspicio è che il prossimo Governo metta al centro della sua agenda il rilancio della sanità che invece è stata messa ai margini del dibattito pubblico relativo alle ultime elezioni. Bisogna ritornare a discutere su questi temi e servono nuovi provvedimenti. Di fronte ad un’incombente tendenza alla privatizzazione, la sanità deve essere difesa anche destinando maggiori finanziamenti e risorse. Sono necessari più investimenti perché negli ultimi anni la spesa pubblica in questo settore è stata sottostimata rispetto ai reali bisogni. Solo così potremo garantire la continuità, universalità e l’equità di accesso alle cure a tutti i cittadini al di là del reddito o di altri parametri economici. Infine il futuro Esecutivo deve evitare di scivolare e assecondare i populismi di chi considera i vaccini pericolosi. La legge sull’obbligo vaccinale è stata un’importante conquista per il benessere di tutti, non solo dei bambini. I primi dati dimostrano chiaramente come abbia ridotto la diffusione di malattie molto gravi e pericolose come il morbillo”. Nel congresso di Verona la FIMP rinnova i suoi vertici istituzionali e domenica, al termine delle consultazioni elettorali, ci sarà la nomina del nuovo presidente che guiderà la Federazione per i prossimi anni. “Rappresentiamo oltre l’80% dei pediatri di famiglia che lavorano su tutto il territorio nazionale – prosegue Chiamenti -. Abbiamo un forte radicamento in tutte le Regioni e conosciamo bene le esigenze e le problematiche dei nostri giovani assistiti e dei genitori italiani. Siamo, infatti, i primi rappresentanti del sistema sanitario nazionale con i quali i cittadini si interfacciano. Siamo, come sempre, pronti e disponibili a dare il nostro contribuito a tutte le Istituzioni, sia nazionali che locali, per migliorare e perfezionare l’assistenza sanitaria. Nei prossimi mesi bisogna affrontare alcuni temi caldi come il ricambio generazionale dei pediatri, l’incentivazione della formazione e informatizzazione della nostra professione, il miglioramento dei percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali, la nuova gestione delle vaccinazioni e dei pazienti cronici e la riorganizzazione del sistema di previdenza e delle assicurazioni. Vogliamo, quanto prima, discutere e affrontare questi aspetti con i nuovi esponenti del Governo e del Parlamento”.

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Esami endocrini, la lista dei pediatri americani indica quelli non necessari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 ottobre 2017

What is the matter my girl?Secondo l’American Academy of Pediatrics (Aap), cinque test spesso prescritti per accertare segni di pubertà precoce, anomalie staturali e altri disturbi endocrini in bambini e adolescenti non sempre sono necessari. Nell’ambito della campagna Choosing Wisely fondata nel 2012 dall’American Board of Internal Medicine (ABIM) per supportare i medici nel prescrivere con maggiore prudenza esami o interventi spesso non necessari, inutili o addirittura potenzialmente dannosi, l’Aap ha redatto una lista di cinque test che prima di essere eseguiti dovrebbero richiedere un accurato approfondimento tra genitori e pediatra, specie se il paziente è altrimenti sano. La lista dei cinque test da scegliere saggiamente, che elenca i criteri basati sull’evidenza che possono facilitare la scelta dei test evitando che la prescrizione non porti benefici o addirittura possa causare danni, include: gli esami ormonali nei bambini con peli pubici e/o odore corporeo senza altri segni di pubertà; lo screening per rilevare malattie croniche o disturbi endocrini in bambini sani che crescono oltre il terzo percentile con un ritmo di crescita normale; lo screening di routine per la produzione di vitamina D nei bambini sani compresi quelli obesi o in sovrappeso; i test di funzione della tiroide e/o di secrezione insulinica nei soggetti obesi; l’ecografia tiroidea nei casi con gozzo semplice o tiroidite autoimmune.
«Molte volte questi bambini sono sani ed eventuali test addizionali li esporrebbero a rischi inutili a fronte di benefici alquanto scarsi» afferma Paul Kaplowitz, componente del gruppo di esperti AAP sull’endocrinologia. E aggiunge: «Come endocrinologo pediatra, ho parlato con molti genitori preoccupati per la crescita dei figli, spiegando loro che esistono molte sfumature di ciò che può essere considerato normale durante lo sviluppo. Se un bambino è altrimenti sano e sta seguendo la propria curva di accrescimento, mamma e papà hanno bisogno di essere rassicurati, non di esami spesso inutili. (font: American Academy of Pediatrics – Section on Endocrinology by Doctor33)

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Decreto vaccini, Villani: “Tutti fondamentali i 12 vaccini. I pediatri richiedono anche l’antipneumococco”

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

vaccinazione-antinfluenzale-2012-2013“Chi sostiene che 12 vaccini obbligatori sono troppi e andrebbero ridotti ignora le evidenze scientifiche che hanno portato il Ministero della Salute, sostenuto dall’Istituto Superiore di Sanità e dalle Società Scientifiche, a scegliere la strada dell’obbligo vaccinale. Tutti i 12 vaccini previsti nel Decreto sono essenziali per tutelare la salute dei bambini e di tutti i cittadini, anzi le Società Scientifiche chiedono di inserire anche lo pneumococco, portando a 13 i vaccini obbligatori. Tornare indietro sarebbe un pericoloso autogol per la salute dei cittadini. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (Ufficio regionale per l’Europa) ha espresso apprezzamento per lo sforzo fatto dall’Italia per fermare l’epidemia di morbillo e ha ribadito che la strategia di legare le vaccinazioni all’iscrizione scolastica ha dimostrato di essere efficace in molti Paesi per prevenire le epidemie”.
Ad affermarlo il Presidente della Società Italiana di Pediatria Alberto Villani, in vista dell’imminente iter parlamentare del Decreto sulle vaccinazioni.
“Il provvedimento – precisa – è volto a salvaguardare la salute dei bambini e dei cittadini: in primo luogo di quelli che vengono vaccinati e quindi protetti da malattie letali come la meningite, ma anche di tutti quei bambini che, a causa di gravi malattie immunitarie o oncologiche, non possono essere vaccinati. Infatti l’aumento della coperture vaccinali diminuisce il rischio di diffusione delle malattie contro cui ci si vaccina. Il Decreto è anche un’occasione per verificare lo stato vaccinale di tutti gli scolari nell’interesse loro e dei loro compagni di classe”.
Ma era davvero necessario arrivare a reintrodurre l’obbligo? Per il Presidente della SIP l’obbligo è una “scelta inevitabile”, motivata da un quadro generale preoccupante e pericoloso. Spiega Alberto Villani: “Come ha affermato di recente anche il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi nella sua audizione in Parlamento, in Italia nessuna vaccinazione raggiunge la soglia di sicurezza del 95%, e questo è un segnale allarmante perché significa che decine di migliaia di bambini e adolescenti sono esposti a rischi inutili. In tali situazioni si deve intervenire per prevenire le epidemie prima che esplodano, come è successo ad esempio con il morbillo, che ha registrato 2.988 casi dall’inizio dell’anno contro i 392 dello scorso anno. Prevenire significa appunto intervenire prima che la gente si ammali e muoia”. Solo 4 punture e nessun sovraccarico per il sistema immunitario. Per fugare le preoccupazioni dei genitori il Presidente SIP ricorda che anche se i vaccini obbligatori sono 12 le punture sono solo 4 perché molti vaccini vengono somministrati in modo combinato con un’unica iniezione. In particolare, la vaccinazione esavalente comprende difterite, tetano, pertosse, epatite B, poliomielite, Haemophilus influenzae di tipo B; il vaccino quadrivalente MPRV protegge da morbillo, parotite, rosolia, varicella; a questi si aggiungono i due vaccini contro il meningococco B e C, per un totale di quattro punture per il bambino. Nessun sovraccarico per il sistema immunitario perché “è scientificamente dimostrato che il sistema immunitario del bambino sarebbe in grado di sostenere la somministrazione di tutti i vaccini contemporaneamente”.
Infine non bisogna dimenticare che l’obbligo vaccinale è solo ‘un passaporto’ per accedere a scuola, mentre non è trascurabile il valore di un Piano nazionale di Prevenzione vaccinale che è stato inserito nei Livelli Essenziali di Assistenza e che grazie ad un investimento anche di natura economica da parte dello Stato, offre l’opportunità a tutti i cittadini italiani (di qualsiasi età) di essere protetti nei confronti delle malattie prevenibili con il vaccino.

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Per i giovanissimi affidarsi sempre alle cure dei pediatri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 Mag 2017

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“Come Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) raccomandiamo di affidarsi alle cure del proprio pediatra di famiglia per condividere con lui tutte le scelte che riguardano la salute globale dei figli, nella consapevolezza che il nostro obiettivo primario è il bene di ogni singolo bambino”. E’ questo il commento della Federazione alla notizia del decesso del piccolo Francesco a causa delle complicanze di un’otite. “Manifestiamo commozione di fronte a questo tragico evento e ci uniamo dolore dei genitori e della famiglia – afferma il dott. Giampietro Chiamenti Presidente Nazionale FIMP -. Cogliamo occasione per confermare la nostra continua disponibilità a sostenere i genitori nelle scelte terapeutiche, oltre che a quelle preventive, per le malattie dei giovanissimi pazienti avendo cura di guidarli in un approccio ragionato e ragionevole alla scelta, quando necessaria, della terapia antibiotica nei modi e nei tempi in cui le diverse condizioni cliniche lo richiedono. Due sono i pilastri della gestione delle malattie infettive: la prevenzione, con la promozione delle vaccinazioni, e la terapia che, qualora la patologia sia di tipo batterico, è rappresentata dall’antibiotico – prosegue il presidente FIMP -. Sul tema dell’uso giudizioso delle terapie antibiotiche nel trattamento delle patologie infettive in età evolutiva la FIMP ha sviluppato un percorso di riflessione attraverso la revisione delle maggiori e più accreditate Linee Guida internazionali producendo, lo scorso anno, un documento di consensus, una sorta di vademecum delle buone pratiche cliniche, dedicato a tale argomento e adattato specificamente all’ambito delle cure primarie”. “Il pediatra di famiglia ha la grande caratteristica di assicurare, attraverso il rapporto di fiducia con i genitori, la continuità delle cure ad ogni singolo bambino – conclude Chiamenti -. La valutazione iniziale e, quando necessario, la rivalutazione nel tempo degli episodi febbrili permettono un approccio diagnostico-terapeutico che fonda le sue radici nelle evidenze scientifiche disponibili ma che viene, poi, sempre individualizzato al bambino che si ha di fronte e al contesto socio-famigliare in cui si trova a vivere”.

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Incontri pensati per Pediatri, Neuropsichiatri Infantili, Psichiatri, Psicologi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 Mag 2017

gasliniGenova mercoledì 24 e giovedì 25 maggio Palazzo Ducale, piazza Matteotti 9 il Direttore dalla UO di Neuropsichiatria dell’Istituto G. Gaslini di Genova, organizza due incontri, promossi dalla Fondazione Internazionale Menarini e pensati per Pediatri, Neuropsichiatri Infantili, Psichiatri, Psicologi, TNPEE (Terapia della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva), Infermieri, Logopedisti, Educatori, ma anche insegnanti e famiglie, finalizzati ad analizzare lo stato dell’arte ma anche gli aspetti più pratici legati a queste due importanti problematiche.
La prima giornata, mercoledì 24 maggio, sarà dedicata all’Autismo, ad approfondire le prospettive dalla ricerca clinica, le problematiche cliniche e il percorso dalla diagnosi precoce alla presa in carico e, durante il pomeriggio, verranno trattate le innovazioni tecnologiche e dei sistemi educativi e la delicata situazione della transizione all’età adulta.
Giovedì 25 maggio inizierà con un update sulla realtà italiana e sugli interventi farmacologici. Verranno trattate la comorbidità con il Disturbo dello Spettro dell’Autismo e le novità sugli interventi terapeutici e sulle terapie complementari.
Nel pomeriggio saranno affrontati altri argomenti come L’ADHD nei bambini superdotati, Il Disturbo Ipercinetico-Disattentivo nella Disabilità Intellettiva, la transizione all’età adulta, il trattamento farmacologico e non.

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Pediatri “sentinelle dell’ambiente”

Posted by fidest press agency su domenica, 19 marzo 2017

medico-famiglia3Lo fanno per proteggere i bambini dai danni che possono essere provocati non solo dall’aria che respirano, dentro e fuori casa, ma anche dal cibo che ogni giorno mangiano, dai raggi del sole e dall’uso eccessivo dei dispositivi elettronici come cellulari e tablet. La Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) ha siglato un protocollo d’intesa con ANTER, associazione no profit che promuove e tutela le energie rinnovabili (annovera 5.000 iscritti con sedi in tutte le Province). “Per la prima volta in Italia – afferma il dott. Giampietro Chiamenti, presidente FIMP -, grazie alla rete capillare dei pediatri presenti su tutto il territorio, viene realizzato un progetto per studiare l’influenza dell’ambiente sulla crescita del bambino. Il protocollo ha la finalità di promuovere, di comune accordo, formazione e informazione, sensibilizzare e coinvolgere le istituzioni sui danni dell’inquinamento ambientale nello sviluppo dei bambini. Vogliamo sensibilizzare la popolazione, in particolare i genitori, sui fattori di rischio ambientali insegnando le regole della prevenzione. La prima iniziativa è un poster che sarà distribuito negli ambulatori dei pediatri, continueremo con corsi di formazione, lezioni nelle scuole, eventi nelle piazze, questionari indirizzati ai genitori e diffusione di opuscoli. Ogni pediatra di famiglia ha in cura in media 900 bambini, questo si traduce nella possibilità di raggiunge migliaia di famiglie e milioni di cittadini”. ANTER ha istituito un Comitato scientifico del quale fa parte la dott.ssa Maria Grazia Sapia, Referente Nazionale della FIMP per l’Ambiente. “È per noi un grande traguardo avere stipulato questo protocollo – spiega la dott.ssa Sapia -, in primis a dimostrazione che la FIMP si sta muovendo in maniera corretta e a 360 gradi per far prendere coscienza delle problematiche ambientali in relazione all’età pediatrica e poi perché una partnership di tale levatura permette una risonanza mediatica e una capillarizzazione della divulgazione. Questo protocollo segue la campagna di formazione dei pediatri sulle problematiche ambientali che si svolge attraverso corsi altamente specialistici che hanno lo scopo di preparare i pediatri all’educazione sanitaria delle famiglie”. “Sono molto orgogliosa dell’obiettivo raggiunto – sottolinea la dott.ssa Stefania Russo, componente del comitato scientifico ANTER, pediatra di famiglia iscritta FIMP e referente FIMP per i rapporti con il Miur -. E’ necessario puntare su programmi integrati che portino a migliorare la qualità della vita dei nostri figli. Questo protocollo d’intesa tra FIMP e ANTER è la risposta concreta all’impegno attivo per non rimanere fermi alle indicazioni teoriche delle istituzioni, operando insieme per un mondo migliore”. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), più del 33% delle malattie nei bambini al di sotto dei 5 anni è dovuto a fattori ambientali. Prevenire l’esposizione a questi fattori di rischio salverebbe nel mondo circa 4 milioni di vite all’anno solo fra i piccoli, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. “In Italia non sono disponibili dati epidemiologici certi – continua la dott.ssa Sapia -, uno degli obiettivi di questa intesa è l’istituzione di un vero e proprio registro delle malattie provocate dall’ambiente nei neonati, nei bambini e negli adolescenti. Questi dati saranno messi a disposizione dei cittadini, delle Istituzioni e della comunità scientifica. Ad esempio, in alcune Regioni del Nord le patologie respiratorie fra i piccoli sono aumentate negli ultimi 10 anni in percentuali comprese fra il 5 e il 15%. Ma è sufficiente un incremento del 2% per allertare i clinici e indurli a mettere in atto misure preventive”. Prevenzione che dovrebbe iniziare prima della nascita. “L’ambiente – afferma la dott.ssa Sapia – influisce sul genoma e, già nel corso della gravidanza, il corredo genetico dei feti può essere contaminato da elementi inquinanti che la madre assorbe attraverso il cibo ingerito e trasmette al feto stesso. Le sostanze più nocive sono i pesticidi, contenuti negli alimenti. Seguono i metalli pesanti, presenti nelle città, e i cosiddetti interferenti endocrini, in grado di alterare il sistema endocrino e di influenzare negativamente diverse funzioni vitali”. “Asma e allergie sono alcune delle patologie più influenzate dall’inquinamento e oggi si osservano tutto l’anno, non solo in primavera come in passato – conclude la dott.ssa Sapia -. E sono sempre più gravi i danni visivi e comportamentali legati all’abuso dei dispositivi elettronici e del computer. In alcuni casi ci troviamo di fronte a bambini che hanno sviluppato forme di vera e propria dipendenza da questi apparecchi, come avviene negli adulti. È importante che i genitori riconoscano i campanelli d’allarme per intervenire tempestivamente con il supporto psicologico. Si sta diffondendo fra i bambini anche la dipendenza da telefonino. L’abuso dei cellulari può causare perdita di concentrazione, difficoltà di apprendimento e aggressività. In alcuni Paesi come la Danimarca è vietato l’utilizzo degli smartphone negli under 12, anche l’Italia dovrebbe introdurre una norma di questo tipo per tutelare i piccoli”.

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Cure contro l’anoressia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 Mag 2015

anoressia-e-peso“Il tema trattato dalla proposta di legge, che nasce dal confronto sull’esperienza e sulle competenze maturate all’interno dell’ULSS 10 Veneto Orientale, dove è attivo un Centro che ha raggiunto risultati riconosciuti in tutto il territorio nazionale, è senza dubbio molto delicato. Sono tuttavia convinta che sia urgente fornire alle famiglie delle persone affette da disturbi del comportamento alimentare uno strumento per evitare di dover assistere alla morte dei loro cari. Credo inoltre che il trattamento sanitario obbligatorio per la nutrizione debba essere fornito dal Servizio Sanitario Nazionale, nelle strutture pubbliche di tutta Italia, e debba essere gestito da una équipe multi professionale includente almeno psichiatri, esperti in nutrizione clinica e pediatri”. Lo ha detto la deputata del Pd, Sara Moretto, che oggi ha presentato la proposta di legge per l’introduzione dell’articolo 34-bis della legge 23 dicembre 1978, n. 833, in materia di accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori per la cura di gravi disturbi del comportamento alimentare.“Secondo la letteratura scientifica – commenta il dott. Pierandrea Salvo, Direttore del Centro per la cura e la riabilitazione dei disturbi del comportamento alimentare di Portogruaro (VE) – va incontro a morte il 6 – 10% delle persone affette da anoressia e almeno la metà di queste morti è conseguenza della malnutrizione e delle sue complicanze. La normativa attuale prevede l’erogazione di cure in regime di obbligatorietà solo se esistono alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici, se gli stessi non vengano accettati dal paziente e se non vi sono le condizioni e le circostanze che consentano di adottare tempestive ed idonee misure sanitarie extraospedaliere. Nella pratica clinica, quando i pazienti si oppongono ai suddetti trattamenti non vi è la possibilità di disporre un trattamento obbligatorio. Nei casi in cui questo venga disposto – continua il Dott. Salvo, consulente tecnico della proposta di legge – i servizi psichiatrici di diagnosi e cura non risultano dotati di competenze nutrizionali mentre i reparti internistici non sono dotati delle necessarie misure di sicurezza e delle competenze necessarie alla gestione di pazienti oppositivi. Ne risulta che i trattamenti obbligatori, seppur spesso assolutamente salva vita, nel nostro Paese non vengono erogati”.“Ci adopereremo affinché venga riconosciuta la data del 15 marzo come la giornata nazionale dei disturbi del comportamento alimentare e per questo oggi abbiamo consegnato a tutti i partecipanti un fiocco lilla, simbolo della ricorrenza”, ha aggiunto Giusi Poletti, rappresentante del coordinamento nazionale per i disturbi alimentari.

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Nuova alleanza tra i pneumologi pediatri italiani e statunitensi

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 Mag 2015

denver-colorado-1Denver. Parte da Denver una nuova alleanza tra i pneumologi pediatri italiani e statunitensi. Domani la Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI) e l’Assemblea di Pediatria dell’American Thoracic Society (ATS) si incontreranno per promuovere la ricerca medico-scientifica, l’educazione alla prevenzione e la cura del bambino colpito da gravi problemi respiratori. “Sono patologie sempre più diffuse in tutto il mondo – sottolinea il prof. Renato Cutrera, presidente nazionale della SIMRI e Direttore della Pneumologia Pediatrica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesú di Roma-. Negli ultimi 10 anni solo i casi di asma sono aumentati del 50% e il fenomeno ha interessato anche i bambini. La lotta contro questi disturbi deve essere quindi sempre più globale. La nostra Società Scientifica vuole favorire la collaborazione internazionale tra i vari specialisti. Con l’ATS intendiamo, nei prossimi mesi, avviare percorsi comuni per la formazione di nuovi medici, l’organizzazione di congressi e altri eventi e la pubblicazione di una serie di articoli su prestigiose riviste scientifiche. Siamo molto soddisfatti di questa nuova collaborazione che evidenzia il prestigio internazionale di cui gode la pneumologia pediatrica italiana”. “La collaborazione con l’ATS è il punto d’arrivo di un percorso iniziato oltre 10 anni fa – afferma il dott. Enrico Lombardi, delegato SIMRI per l’ATS e responsabile della Struttura Dipartimentale Semplice di Broncopneumologia dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze -. I colleghi americani hanno mostrato grande interesse per alcuni nostri progetti e stiamo pianificando, insieme a loro, come portarli avanti e quali nuove iniziative intraprendere. In Colorado l’Assemblea di Pediatria dell’ATS lancia anche un altro progetto che coinvolge la SIMRI – prosegue Lombardi -. Si tratta del network on-line che riunisce le varie società scientifiche nazionali che si occupano di malattie respiratorie. C’è un interesse crescente da parte di tutta la comunità scientifica verso queste patologie. Sul sito sia i medici di famiglia che gli specialisti potranno tenersi aggiornati sulla pneumologia pediatrica”. L’incontro tra le due società scientifiche avverrà all’interno del congresso internazionale annuale dell’ATS che si svolge a Denver e che termina mercoledì prossimo. Per la SIMRI partecipa una delegazione di 30 specialisti.

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Pediatri Usa: warning sui cellulari per rischio radiazioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 gennaio 2013

I pediatri americani hanno approvato un documento, “The cell phone right to know act”, promosso da un deputato dell’Ohio, che prevede l’apposizione sui dispositivi di avvisi sui rischi delle radiazioni emesse dai telefoni cellulari. L’American academy of pediatrics (Aap) ha anche appoggiato un nuovo programma nazionale di ricerca proprio su questi rischi e chiedendo all’Environmental protection agency (Epa) di aggiornare i riferimenti per il tasso di assorbimento specifico (Sar, Specific absorption rate). In una lettera indirizzata al deputato, i pediatri hanno espresso preoccupazione per i potenziali pericoli da esp osizione, in particolare per le donne in gravidanza e i bambini, anche alla luce della crescente mole di documentazione sul legame tra l’uso dei cellulari e i tumori cerebrali. Documentazione in cui compare anche la sentenza della Corte di cassazione italiana che nello scorso ottobre ha riconosciuto la connessione tra la malattia tumorale che ha colpito un uomo e l’uso intensivo e a lungo termine che per motivi professionali dei dispositivi ne ha fatto nel tempo. In Italia non c’è una normativa specifica in materia, ma, ricorda Giovanni Corsello presidente della Società italiana pediatria «in attesa di ulteriori studi, è doveroso diffondere alcune raccomandazioni e adottare il principio di precauzione, tuttavia arrivare all’avviso sui cellulari potrebbe ingenerare un eccesso di allarmismo sui telefonini.(fonte doctornews)

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I pediatri e la manovra Monti

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 gennaio 2012

La FIMP, il Sindacato italiano dei pediatri di libera scelta, prende posizione nei confronti delle manovre che autorizzano – nel Decreto Legge 6 dicembre 2011 n. 201 “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità ed il consolidamento dei conti pubblici” – il sospetto di un attacco mirato all’Enpam. Attraverso una circolare interna, firmata dal suo presidente Giuseppe Mele, la FIMP si è associata ad altre categorie sindacali per condividere obiettivi, strategie e azioni comuni di difesa dell’autonomia delle casse previdenziali dei liberi professionisti.“Ciò significa”, ha puntualizzato nella circolare il presidente Mele, “che il sindacato dei pediatri concorderà internamente nei prossimi giorni una serie di azioni basate sui seguenti punti: diniego di una gestione pubblica dei risparmi previdenziali dei medici; difesa dell’autonomia delle casse che offrono migliori rendimenti dei contributi e la corretta tutela del patto fra le generazioni; rifiuta a rappresentare un ulteriore aggravio per l’erario attraverso l’Inps.” La Fimp riunirà la propria Segreteria Nazionale (19 Gennaio) e il Consiglio nazionale in convocazione straordinaria (21 Gennaio) per concordare una linea sindacale in un quadro comune ed unitario con altre sigle sindacali. Il presidente FIMP ha comunque auspicato “che alcune prime risposte al nostro disagio possano arrivare dal prossimo incontro del 18 gennaio con il Ministro della Salute, Renato Balduzzi, appuntamento scaturito proprio da una lettera inviata da una Intersindacale che ha visto allo stesso tavolo medici dipendenti e convenzionati, uniti a salvaguardia del SSN e della dignità e dei diritti degli operatori medici del SSN stesso”.

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Autismo in 20 anni

Posted by fidest press agency su domenica, 13 novembre 2011

Federación Autismo Madrid Día Mundial del Auti...

Image by Imagen en Acción via Flickr

Roma. I casi di autismo oggi in Italia sono riscontrabili in 1 bambino ogni 200, mentre venti anni fa il rapporto era 1 su 1.500/2.000. Attualmente risultano ancora sconosciute le cause della patologia, ma l’ipotesi più accreditata fa risalire la sua origine ad un disturbo di ordine genetico o neurobiologico. Un aumento quindi del 1.000%, che rappresenta una crescita esponenziale del disturbo, frutto di una maggiore consapevolezza dei pediatri ad individuarlo ma che ancora oggi viene troppo spesso diagnosticato in ritardo e affrontato con terapie non idonee. Eppure la possibilità di migliorare la qualità di vita di questi bambini autistici e delle loro famiglie dipende in maniera diretta dal tempismo con il quale si riesce ad effettuare una valutazione e, di conseguenza, dall’adozione di terapie mirate al singolo caso.
Nate e promosse dall’IdO, le due iniziative, dal carattere “innovativo”, sono al centro del convegno scientifico dal tema “Autismo Infantile. La centralità della diagnosi precoce per un progetto terapeutico mirato”, presentato oggi al Palazzo dei Congressi nell’ambito di “Diregiovani Direfuturo-Il Festival delle giovani idee” e promosso dallo stesso Istituto, in collaborazione con la Fondazione Telecom Italia e la casa editrice Magi Edizioni.I due progetti – noti come “Tartaruga” e “La centralità della diagnosi precoce nell’autismo infantile”: il primo legato alla terapia e il secondo alla valutazione del disturbo – hanno infatti un carattere “innovativo” perché basati su un approccio teorico e terapeutico di tipo psicodinamico, fondato sulla dimensione affettiva-motivazionale che non esclude alcun elemento di sviluppo cognitivo nel bambino autistico e scardina il rigido modello clinico comportamentale di impostazione americana.
Il grande cambiamento proposto dall’IdO si basa proprio sull’individuazione di un diverso deficit primario nel disturbo autistico, da cui poi scaturisce una differente valutazione e terapia. Se finora è stato generalmente considerato come primario il deficit cognitivo, basato sulla “teoria della mente”, con l’Istituto si cambia direzione affermando che primario è invece il deficit affettivo. Questa nuova visione permette all’IdO di passare, nella terapia sull’autismo, da un approccio con predominio della mente (“up-down”) ad un approccio con predominio del corpo e degli stati affettivi (“down-up”). Con il progetto Tartaruga, infatti, l’innovazione introdotta dall’IdO è il principio della centralità del corpo nella relazione che il bambino stabilisce con il mondo e l’attenzione alla sua individualità piuttosto che alle sue sole capacità.
Due progetti che, andando oltre i rigidi standard di diagnosi e terapia comportamentale, hanno prodotto rilevanti risultati a dimostrazione che l’autismo è affrontabile con risultati soddisfacenti.
Progetto Tartaruga – L’autismo è una delle patologie infantili più discusse e controverse, i sintomi sono rilevabili entro il secondo/terzo anno di vita e si manifestano con gravi alterazioni nelle aree della comunicazione, dell’interazione sociale e dell’immaginazione. Il principale problema è stato fino ad oggi quello della mancanza di strumenti terapeutici idonei, che hanno tenuto in scarsa considerazione la qualità dell’interazione che il bambino stabilisce con il mondo degli oggetti e con gli altri. Per questo motivo l’IdO, con il progetto Tartaruga attivo a Roma dal 2004, ha deciso di dare centralità nella terapia alla dimensione corporea come strumento di comunicazione e di relazione, e alla componente emotivo-affettiva quale elemento fondamentale “nel percorso che il bambino intraprende per uscire dal suo isolamento”.
Il primo obiettivo raggiunto dall’istituto, (I significati dell’autismo, 2007, a cura di Magda di Renzo; Sostenere la relazione genitori-figlio nell’autismo, 2011, a cura di Magda Di Renzo e Silvia Mazzoni) è stato quello di distinguere all’interno della “disomogenea categoria dei bambini con disturbi autistici” due sottogruppi definiti con sintomatologia lieve e severa in base alla gravità dei punteggi ottenuti con le scale standardizzate: Autism diagnostic observation schedule Generic (Ados-G) e Childhood autism rating scale (Cars). Ciò che è emerso in modo sorprendente, grazie alla ricerca, è stata la presenza di intenzionalità nel sottogruppo con sintomatologia lieve, ovvero il fatto che esista la possibilità che il bambino possa comprendere le intenzioni dell’altro. La presenza di intenzionalità è diventata un indice predittivo dello sviluppo cognitivo dei bambini autistici e, grazie all’elaborazione di un nuovo test realizzato dall’IdO, è stata trovata in un numero significativo di soggetti in terapiacompresa una certa percentuale di bambini con sintomatologia severa.
Si tratta quindi di una scoperta che ha messo “in discussione la ‘teoria della mente’ come spiegazione della maggior parte delle bizzarrie del bambino con autismo”, spiega Di Renzo nel sottolineare che “l’esperienza clinica ha evidenziato che lo sviluppo del bambino autistico segue le stesse linee di quello normodotato ma con tempi molto più lenti”.
Tutti i pazienti del progetto Tartaruga sono stati valutati con i test Ados-G e Leiter-R. Quest’ultimo è uno strumento diagnostico indicato per coloro che presentano gravi difficoltà di comunicazione e per cui è necessaria una valutazione che vada oltre le tradizionali scale di intelligenza, che sappia analizzare la sfera socio-emotiva legata alla dimensione propria della percezione, dell’immaginazione e del gioco. “Ciò che è rilevante – afferma la responsabile del servizio Terapia dell’IdO – è la possibilità di far emergere con il test Leiter-R le potenzialità intellettive dei bambini che nelle prime diagnosi valutative erano oscurate. Dopo un periodo di terapia svolto con questi bambini – aggiunge Di Renzo – non solo è diminuita la percentuale di quelli con ritardo mentale, ma siamo riusciti anche a misurare con buoni esiti il quoziente intellettivo di soggetti inizialmente non valutabili” (Le potenzialità intellettive nel bambino autistico, 2011, a cura di Magda Di Renzo, Massimiliano Petrillo e Federico Bianchi di Castelbianco).

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Manovra: Assistenza bambini in forse

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2011

I pediatri sono sul piede di guerra. “Come Presidente della FIMP chiedo l’attuazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione ai sensi dell’art. 2, comma 2, della legge 146/1990, come modificata dalla legge n. 83/2000,” precisa Mele e soggiunge: ”lo stato di agitazione e le eventuali successive azioni di protesta si pongono l’obiettivo di convincere Governo e Regioni a proseguire il processo di innovazione in un clima di collaborazione fra le parti coinvolte, ponendo come principi prioritari il rispetto dell’attività assistenziale dei medici e della loro dignità professionale. Ed è per questo, che invito il Ministro al Congresso di Torino, che sarà rifondativo della pediatria italiana”.
“Il blocco degli adeguamenti per quattro anni consecutivi esporrà dunque la categoria, oltre che al sacrificio richiesto alla collettività in questo periodo di difficoltà economiche, sacrificio a cui la pediatria non intende sottrarsi, ad una penalizzazione ulteriore, conseguente al continuo aumento dei costi e con il rischio che a pagare sia il bambino” Dichiara il presidente della FIMP, Giuseppe Mele.
La FIMP si riserva di individuare e comunicare le date e le modalità di eventuali scioperi o di altre
azioni di lotta sindacale dopo l’effettuazione delle richieste procedure di conciliazione o comunque trascorsi i termini previsti dalla legge per le stesse.

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In arrivo ondata di calore

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2011

Bologna è In arrivo domani, 8 luglio, una ondata di calore con possibili disagi per i cittadini residenti a Bologna e nell’area della pianura. Secondo le previsioni di Arpa Emilia-Romagna l’ondata persisterà almeno fino a sabato 9 luglio. Sono stati allertati i reparti di pronto soccorso, gli ospedali, le case di cura e le strutture di assistenza per gli anziani, i medici e i pediatri di famiglia, oltre che gli infermieri dell’assistenza domiciliare dell’area metropolitana. Un numero verde gratuito contro il caldo: 800 562 110 A disposizione di ogni cittadino il numero verde gratuito 800 562 110, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per informazioni sui rischi per la salute e sui comportamenti da adottare in caso di ondata di calore. Per gli anziani particolarmente fragili, inoltre, l’Azienda Usl di Bologna promuove, insieme alla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria, il progetto di sostegno e-Care, che prevede telefonate con frequenza settimanale, eventuali interventi di assistenza a domicilio, attività di socializzazione presso strutture ricreative. Per informazioni è disponibile anche il numero verde del Servizio Sanitario Regionale 800 033 033, gratuito e attivo tutti i giorni feriali, dalle ore 8,30 alle ore 17,30, il sabato dalle ore 8,30 alle ore 13,30.
Come affrontare le ondate di calore:
Tra le precauzioni per affrontare le ondate di calore, è bene ricordare di bere molto e spesso, anche quando non si ha sete, evitando bibite gassate o contenenti zuccheri e, in generale, bevande ghiacciate o fredde. Evitare anche alcol e caffeina, fare bagni o docce con acqua tiepida per abbassare la temperatura corporea, utilizzare climatizzatori regolando la temperatura dell’ambiente con una differenza di non più di 6/7 gradi rispetto a quella esterna. Se si utilizzano ventilatori, infine, evitare di rivolgerli direttamente sul corpo. Particolare attenzione va prestata nei confronti dei bambini molto piccoli, degli anziani con patologie croniche (ad esempio i diabetici che devono assumere insulina o le persone con scompenso cardiaco) o che vivono da soli, di chi ha difficoltà ad orientarsi nel tempo e nello spazio, delle persone non autosufficienti, oltre che di quanti lavorano all’aperto o in ambienti nei quali c’è produzione di calore.

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Accordo pediatri – Regione Sicilia

Posted by fidest press agency su martedì, 10 Mag 2011

La Regione Sicilia e la Federazione italiana medici pediatri hanno presentato ieri a Catania, nella cornice barocca del Collegio d’Aragona, l’Accordo regionale in Pediatria, una piattaforma professionale e assistenziale che permette, dopo undici anni dal precedente, di ripensare numeri, organizzazione e prestazioni della pediatria siciliana. Nell’accordo – espresso in 23 articoli e punti qualificanti – si recepiscono gli elementi dell’Accordo collettivo nazionale del 2009 e si razionalizza in modo radicalmente nuovo la pediatria sul territorio siciliano come assistenza primaria, integrando con 36 nuovi inserimenti il numero dei pediatri di libera scelta, avviando il Progetto Qualità, potenziando l’associazionismo professionale, istituendo il Libretto Sanitario Pediatrico e sancendo una maggiore qualificazione del “Progetto Salute infanzia” (di cui faranno parte il Bilancio di salute e la Scheda sanitaria pediatrica, pensati per assicurare interventi preventivi sia durante l’età pediatrica, che al momento del passaggio al medico di famiglia). Nel ribadire il ruolo centrale del pediatra di libera scelta, l’accordo siciliano si qualifica come espressione matura di una strategia di prevenzione e di iniziativa, non di difesa. Al suo interno si aggiungono disponibilità orarie e rintracciabilità, puntando ad evitare così l’accesso indiscriminato al pronto soccorso; si avviano inoltre i “presidi di pronto intervento pediatrico” come segnali di maggior presenza medica sul territorio a conferma di una sempre più costante vicinanza ai piccoli pazienti, ai genitori, ai cittadini. In un ottica di governo clinico, nell’accordo – che entra in vigore già dal 1 luglio 2011 – vengono poi definite una serie di prestazioni diagnostiche e vaccinali aggiuntive ed un piano regionale per la Formazione continua in pediatria. Il documento, a cui hanno lavorato per oltre 18 mesi gli uffici regionali e il sindacato dei pediatri, ha visto il coordinamento tecnico di Giuseppe Noto (Regione Sicilia) e Adolfo Porto (Fimp), che hanno presentato l’accordo come una “piattaforma innovativa per la costruzione di un sistema di salute e sanità a misura dei bisogni del cittadino”. Parole condivise da Massimo Russo, Assessore regionale alla salute: “In effetti abbiamo siglato un ottimo accordo con i pediatri. In tre anni di governo regionale, abbiamo cambiato la sanità siciliana, offrendo dopo tanto tempo una visione unitaria e di sistema, con proposte forti e razionali, supportate da risorse chiare e trasparenti. Siamo contenti di ciò che presentiamo oggi ai pediatri e ai cittadini tutti, perché vogliamo dimostrare fortemente di essere finalmente una parte avanzata del sistema Salute-Italia”

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Neonatologi e pediatri a convegno

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 aprile 2011

Bologna il 14 e 15 aprile Il convegno, presieduto da Fabrizio Sandri, Direttore dell’Unità Operativa di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale e del Dipartimento Materno-Infantile dell’Azienda USL di Bologna, ha il patrocinio di Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Società Italiana di Neonatologia e Società Italiana di Pediatria. Sono costantemente in aumento le probabilità di vita per un neonato con un peso non superiore a un chilogrammo e mezzo, o nato dopo una gestazione inferiore a 30 settimane. Non solo, anche le possibilità di avere una vita di qualità, senza gravi disabilità, sono drasticamente migliorate, soprattutto negli ultimi anni.   Di questa evoluzione della Neonatologia e, in particolare, dell’assistenza respiratoria non invasiva si occuperanno alcuni tra i più importanti neonatologi e pediatri italiani e stranieri, a convegno a Bologna a partire da giovedì 14 aprile. Una due giorni di rilievo internazionale dal titolo Assistenza respiratoria non invasiva nel neonato e nel lattante, che si svolgerà a Palazzo Re Enzo. Ricerca scientifica e innovazione tecnologica hanno consentito negli ultimi anni sensibili progressi nell’assistenza ai neonati prematuri. Nuove terapie farmacologiche e apparecchiature particolarmente sofisticate hanno consentito di assistere anche le più gravi forme di insufficienza respiratoria, riducendo i danni legati alla ventilazione meccanica e calibrando l’intensità degli interventi a misura di neonato e secondo le diverse fasi della malattia.  La Neonatologia dell’Ospedale Maggiore, punto di riferimento dei 4.200 neonati che ogni anno nascono nelle Maternità degli Ospedali dell’Azienda Usl di Bologna – Maggiore di Bologna, Bentivoglio e Porretta Terme – ma provenienti anche da altri centri regionali e extraregionali, assiste ogni anno circa 50 neonati di peso inferiore o uguale ai 1.500 grammi o di età gestazionale inferiore alle 30 settimane. I risultati, in termini di sopravvivenza assoluta e di sopravvivenza senza gravi patologie, sono superiori alla media internazionale rilevata dalla più importante rete di Neonatologie del mondo, il Vermont Oxford Network. Nella Neonatologia dell’Ospedale Maggiore, infatti, nel triennio 2008-2010 i neonati prematuri sopravissuti sono il 93,4% (84,2% la percentuale media internazionale), il 67,1% senza patologie gravi (50,9% il dato medio internazionale).  Il percorso di cura e assistenza per il neonato prematuro è articolato in fasi successive che si avvia con interventi di terapia intensiva proporzionali al grado di prematurità e di riduzione del peso neonatale. Già nella fase iniziale, i neonatologi ricorrono a tecniche invasive solo quando indispensabili, limitandone comunque per quanto possibile intensità e durata, per attivare prima possibile tecniche non invasive. In genere i tempi di ricovero per questi neonati sono tali da consentire, in assenza di complicanze maggiori, peraltro non frequenti, il ritorno a casa all’incirca intorno alla data naturale della loro nascita. La Neonatologia dell’Ospedale Maggiore offre, inoltre, alle mamme la possibilità di alloggiare e di vivere accanto al loro bambino, accompagnate dal personale medico e di assistenza nel percorso che le condurrà al ritorno a casa. E’ determinante, infatti, sin dalla fase di ricovero in Terapia Intensiva Neonatale, facilitare la costruzione della relazione mamma-bambino, così traumaticamente e precocemente interrotta, attraverso tutte le modalità di contatto e interazione, come la marsupio-terapia e l’attaccamento al seno.

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Pediatria: a Napoli il punto sulle vaccinazioni

Posted by fidest press agency su domenica, 11 aprile 2010

Circa 350 pediatri italiani riuniti per tre giorni a Napoli per parlare di vaccini e vaccinazioni. Malattie infettive «vecchie e nuove, resistenza crescente agli antibiotici, emergenze e riemergenze di patologie che insidiano la salute dei piccoli. Ma anche il rinnovato timore nei confronti dei vaccini, involontario effetto collaterale della pandemia da H1N1», sono secondo Giuseppe Mele, presidente nazionale Fimp (Federazione nazionale medici pediatri), «alcuni dei motivi per promuovere con forza la cultura vaccinale nel nostro Paese, tra i cittadini ma anche tra gli stessi colleghi». Mele anticipa così all’AdnKronos Salute alcuni dei temi del III Congresso nazionale vaccini e vaccinazioni, che si è aperta ieri pomeriggio nel capoluogo campano. «Un appuntamento nel corso del quale – spiega il presidente Fimp – illustreremo ai colleghi il nuovo calendario vaccinale che, grazie all’apporto della Sip (Società italiana di pediatria) e della Siti (Società italiana di igiene), si pone come punto di riferimento nel settore». Questo «in un contesto in cui troppo spesso le vaccinazioni sono state sottovalutate, nonostante la storia – dice Mele – dimostri la vitale importanza che rivestono per l’umanità». In particolare per i più piccoli. «In Italia oggi ci sono 6,6 milioni di bambini tra 0 e 14 anni – precisa – seguiti da 7.700 pediatri». (fonte doctor news)

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Chiamare il medico invece di comprare antivirali

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2009

Si sta mettendo a punto “un accordo quadro con pediatri e medici di famiglia per la somministrazione dei vaccini” contro il virus H1N1. Lo ha spiegato il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, nel corso della conferenza stampa seguita alla riunione della task force sull’emergenza influenza A. Non è da escludere, nell’ambito dell’intesa, la “reperibilità h24 con l’obiettivo di decomprimere i pronto soccorso”. Il piano vaccinale per fronteggiare il virus, comunque, “al momento non ha subito variazioni”. Si punta, dunque, “a vaccinare il 40% della popolazione”, ricorda Fazio. Per fronteggiare l’emergenza nuova influenza “la nostra linea sarà quella di dire ai cittadini di rivolgersi al medico, non di comprare il Tamiflu come gli inglesi” conclude Fazio.

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