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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 255

Posts Tagged ‘pediatri’

“Medici di famiglia, pediatri di libera scelta e farmacia: per una medicina territoriale efficace”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

“Siamo entrati nella fase 2 della pandemia COVID19 e dal punto vista della medicina territoriale dobbiamo fare tesoro dell’esperienza appena fatta nella fase acuta dove, la Campania ha dato risposte positive. Da questa esperienza, nella regione Campania sta crescendo una medicina territoriale ancora più forte, dove vi è tutto il comparto sanitario coinvolto, dal medico di medicina generale al pediatra di libera scelta e al medico di continuità assistenziale, al fine di consentire ad ogni singolo cittadino campano di essere al centro del sistema cura. E’ stato approvato dalla Regione Campania un piano di presa in carico assistenziale, elaborato dall’Unità di crisi, per i pazienti COVID trattati a domicilio, che vede anche qui coinvolte tutte le figure professionali: dal medico di medicina generale, agli specialisti ambulatoriali, l’USCA e i farmacisti, attraverso una piattaforma informatizzata regionale che permetterà le migliori azioni da porre in essere per la Fase 2”, dice Enrico Coscioni, Consigliere del Presidente della Regione Campania per la Sanità. “La terribile esperienza del Covid-19 conferma l’importanza di un servizio sanitario territoriale capillare, basato sulla rete dei medici di medicina generale e su quella delle farmacie, che consenta di spostare l’assistenza sul territorio ogniqualvolta sia possibile, lasciando gli ospedali ai malati con acuzie e mantenendo anziani e fragili a casa, lontano da fonti di contagio”. Spiega Roberto Tobia, Segretario Nazionale Federfarma “Questo è reso possibile anche grazie all’innovazione tecnologica e alla telemedicina. Si conferma quindi la necessità di un crescente coinvolgimento nell’organizzazione del servizio sanitario della farmacia, istituzione che in queste lunghe settimane di epidemia sta dando un contributo notevole alla tutela della salute della popolazione: informa, rassicura, fa argine a un accesso improprio ai pronto soccorso, permette ai cittadini di avere sotto casa (o anche a domicilio se necessario), senza spostamenti, farmaci solitamente da ritirare nelle strutture pubbliche. Permette anche di accedere comodamente a servizi aggiuntivi di alta valenza sociosanitaria quali telemedicina, appunto, test diagnostici di prima istanza, screening di prevenzione, ecc.”, conclude Tobia. “L’emergenza Covid ha accelerato il cambiamento in alcuni ambiti nei quali c’era un’evoluzione già in atto, ma ancora molto lenta. Negli ospedali abbiamo realizzato in pochi giorni interventi che in tempi normali avrebbero richiesto mesi e analogamente abbiamo dovuto e dovremo aggiornare anche le modalità di erogazione di alcuni servizi. Penso ad esempio alla gestione dei pazienti cronici: in ULSS 8 Berica, come in tutto il Veneto, avevamo già intrapreso un percorso per favorire una presa in carico senza ricorrere all’ospedale, attraverso l’ADI e le Medicine di Gruppo Integrate. Oggi, di fronte alla necessità di un controllo più rigoroso degli accessi negli ospedali, puntiamo a proseguire su questa strada anche ricorrendo alle nuove tecnologie. Già durante il lockdown alcuni nostri reparti hanno svolto a distanza, mediante telefono e videochat, le visite di controllo e la verifica dei piani terapeutici. Un cambiamento epocale che è stato subito accolto con ottimi riscontri sia dal personale sanitario sia dai pazienti”, racconta Giovanni Pavesi, Direttore Generale ULSS 8 Berica.

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Covid-19: pediatri di famiglia chiedono di prescrivere tamponi e somministrare vaccini

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

«Vogliamo poter prescrivere i tamponi e somministrare i vaccini ai bambini». Questo l’appello del presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, Paolo Biasci nel corso di una conferenza stampa virtuale. Una richiesta che deriva dalla constatazione dell’esistenza di un rete diffusa, capillare ed efficiente di pediatri di famiglia che, quindi, potrebbe essere usata per testare e tracciare i contagi, monitorare i cluster familiari, individuare nuovi focolai ed evitare il riaccendersi dell’epidemia di Covid-19. La Fimp ha presentato, inoltre, un Vademecum sulla gestione del bambino nella Fase 2, da oggi a disposizione di oltre 5000 Pediatri di Famiglia italiani. Un volume di 50 pagine in cui trovare anche indicazioni sulla gestione del caso sospetto, del neonato figlio di madre COVID-19+ e comprendere alcune condizioni particolari, rilevate in questo periodo, come l’Erythema pernio-like. «Abbiamo rimodulato la nostra attività professionale – annuncia Mattia Doria, Segretario nazionale alle Attività Scientifiche ed Etiche della FIMP – mettendo in campo protocolli di prevenzione dei contagi, adozione di modelli organizzativi per l’accesso allo studio, permanenza nelle sale di aspetto e di visita, applicazione del triage telefonico, utilizzo di adeguati Dispositivi di Protezione Individuale e sanificazione degli ambienti. È tutto contenuto nel nostro Vademecum».
Biasci invita a pensare attentamente alla fase 3, alla convivenza con il virus in una nuova normalità. «Non possiamo permetterci di muoverci in un nuovo perimetro con vecchi schemi. In questi giorni abbiamo appreso con stupore dell’esistenza di un gruppo di lavoro – racconta Biasci – formato da Anci e Ministeri Istruzione, Salute, Famiglia e Lavoro che sta definendo assieme ad una società scientifica di area pediatrica le norme che regoleranno gli accessi negli asili e nei centri estivi, entrando nello specifico di attività proprie dei pediatri di famiglia che in tale gruppo non sono rappresentati. Dovremo produrre un inutile certificato di “assenza di malattie contagiose e diffusive” per i bambini che frequenteranno asili e centri estivi e far eseguire preventivamente un tampone diagnostico? E per quale motivo sarà necessario un certificato per i bambini e non per le persone che rientrano al lavoro? Certamente così non si tutela la salute dei nostri pazienti né quella della loro rete sociale, in un momento in cui “patenti” di immunità sul Covid-19 non ci sono per nessuno, grandi o piccini che siano». Biasci aggiunge: «Dobbiamo guardare alla Fase 3, immaginando che una nuova ondata di Covid-19 possa non essere clinicamente distinguibile dall’influenza stagionale, specie nel setting extraospedaliero iniziale. Il virus influenzale nella fascia d’età 0-14 anni ha un’incidenza del 26%. Crediamo sia opportuno praticare la vaccinazione anti-influenzale nei bambini a rischio e in quelli sani fino a 6 anni. Sempre pensando a una difficoltà di diagnosi differenziale, sarebbe opportuno mantenere anche la protezione contro il Rotavirus, data la possibile presentazione clinica del Covid-19 con manifestazioni gastroenteriche».Durante la conferenza è intervenuto anche Antonio Gaudioso, Segretario Generale di Cittadinanzattiva, che ha sottolineato l’importanza delle cure primarie per il Servizio sanitario. Il suo auspicio è che «venga messa in campo in modo sinergico l’azione dei pediatri per una omogeneità nell’accesso sul territorio, anche dagli altri attori del sistema. Il Vademecum è un importante passo avanti anche in questo senso. Già prima di questa emergenza sanitaria avevamo messo in luce i limiti di un sistema sanitario frammentato che genera disuguaglianze, e del rischio legato al disegno di una autonomia differenziata. Tutti i bambini che vivono in questo Paese, tra tempi di attesa per diagnostica, visite e accesso alle terapie, devono avere il medesimo diritto alla cura. Per raggiungere questo obiettivo deve essere coinvolta la Pediatria di libera scelta». Biasci conclude: «Continueremo a contribuire al contenimento della diffusione del contagio, segnalando tempestivamente i casi sospetti ai Servizi Sanitari locali, secondo le modalità attivate da Regioni e Province autonome. Ma dobbiamo preparare la Fase 3 per gestire il cambiamento e non esserne sopraffatti, con percorsi specifici per il Covid-19 in età pediatrica e regole chiare sull’ammissione a scuola, la quarantena da rispettare, i tamponi da eseguire, il tracciamento e gli esami cui sottoporre l’intera rete familiare o sociale. Come FIMP possiamo fare la nostra parte». (by Anna Capasso – fonte Doctor33)

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Vademecum sulla gestione del bambino nella Fase 2

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

“Vogliamo poter prescrivere i tamponi e somministrare i vaccini ai bambini, come già avviene in alcune Regioni. Abbiamo la forza di una rete diffusa, capillare ed efficiente di Pediatri di Famiglia. Perché non usarla, proprio ora che ci si avvia verso una possibile riapertura delle scuole, per testare e tracciare i contagi, monitorare i cluster familiari, individuare nuovi focolai ed evitare il riaccendersi dell’epidemia di Covid-19?” L’appello arriva nel corso di una conferenza stampa virtuale dal Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, Paolo Biasci.
“Dobbiamo vivere la Fase 2 pensando alla Fase 3, alla convivenza con il virus in una nuova normalità – afferma Biasci -. Le Cure Primarie sono la porta d’ingresso della sanità pubblica, quei ‘medici sentinella’ dell’epidemia che in questi mesi di emergenza hanno evitato, con il triage telefonico e la gestione territoriale, il contagio massivo della popolazione e il collasso del Sistema sanitario. Non possiamo permetterci di muoverci in un nuovo perimetro con vecchi schemi. In questi giorni abbiamo appreso con stupore dell’esistenza di un gruppo di lavoro formato da Anci e Ministeri Istruzione, Salute, Famiglia e Lavoro che sta definendo assieme ad una società scientifica di area pediatrica le norme che regoleranno gli accessi negli asili e nei centri estivi, entrando nello specifico di attività proprie dei pediatri di famiglia che in tale gruppo non sono rappresentati. Dovremo produrre un inutile certificato di “assenza di malattie contagiose e diffusive” per i bambini che frequenteranno asili e centri estivi e far eseguire preventivamente un tampone diagnostico? E per quale motivo sarà necessario un certificato per i bambini e non per le persone che rientrano al lavoro? Certamente così non si tutela la salute dei nostri pazienti né quella della loro rete sociale, in un momento in cui “patenti” di immunità sul Covid-19 non ci sono per nessuno, grandi o piccini che siano”.“Le Cure Primarie sono fondamentali per il nostro Servizio Sanitario – ricorda Antonio Gaudioso, Segretario Generale di Cittadinanzattiva – e auspichiamo che l’azione dei pediatri per una omogeneità nell’accesso sul territorio venga messa in campo in modo sinergico, anche dagli altri attori del sistema”.“Abbiamo rimodulato la nostra attività professionale – annuncia Mattia Doria, Segretario nazionale alle Attività Scientifiche ed Etiche della FIMP – mettendo in campo protocolli di prevenzione dei contagi, adozione di modelli organizzativi per l’accesso allo studio, permanenza nelle sale di aspetto e di visita, applicazione del triage telefonico, utilizzo di adeguati Dispositivi di Protezione Individuale e sanificazione degli ambienti. È tutto contenuto nel nostro Vademecum, da oggi a disposizione di oltre 5000 Pediatri di Famiglia italiani. Un volume di 50 pagine in cui trovare anche indicazioni sulla gestione del caso sospetto, del neonato figlio di madre COVID-19+ e comprendere alcune condizioni particolari, rilevate in questo periodo, come l’Erythema pernio-like. Uno strumento prezioso anche per le loro famiglie a cui sono rivolti molti contenuti interessanti”.“Quanto alle normali scadenze vaccinali – propone Biasci – ripartiamo da queste, dagli screening e dai bilanci di salute per recuperare il tempo perduto. Eviteremo molti spostamenti della popolazione e limiteremo gli accessi nei nostri studi, alleggerendo al contempo il lavoro dei centri vaccinali regionali, se queste attività potessero essere eseguite nei nostri studi. Il vaccino per il Covid-19 non c’è ancora. Ma per tanti altri virus, sì. Evitiamo di aggiungere a nuove malattie, vecchie e perniciose epidemie come il morbillo o la rosolia”.

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Pediatri di famiglia: Non fermiamo le vaccinazioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

“Le scadenze vaccinali del ciclo primario, comprendente anche i vaccini combinati del secondo anno di vita, vanno rispettate pur, ma diremmo soprattutto, nell’emergenza Covid-19. Possiamo invece rinviare i richiami, per evitare spostamenti della popolazione e limitare gli accessi anche nei nostri studi. Come pediatri di famiglia ci rendiamo disponibili ad alleggerire i centri regionali, ora assorbiti soprattutto dall’esecuzione di tamponi per le diagnosi di Covid-19. Siamo senz’altro in grado di occuparci direttamente della somministrazione dei vaccini ai nostri pazienti”. Così Paolo Biasci, Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, all’indomani della diffusione delle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, in tema di pratica vaccinale in questo periodo di emergenza.“Insieme alle scadenze del ciclo primario – spiega Giorgio Conforti, Coordinatore Area Vaccini e Vaccinazioni FIMP – riteniamo opportuno mantenere anche la protezione contro le gastroenteriti da Rotavirus, data la possibile presentazione clinica del Covid-19 con manifestazioni gastroenteriche. Limitiamo fortemente così un’interferenza diagnostica e una comorbilità dall’impatto clinico rilevante. Peraltro tale vaccino può essere somministrato con gli altri del ciclo primario e non comporta accessi ulteriori.Raccomandiamo inoltre la somministrazione del vaccino anti-meningococco B introdotto nei LEA dal 2017, e iniziando dal terzo mese, in considerazione della maggiore incidenza, per numero e gravità dei casi, nei primi 24 mesi di vita. Anche il vaccino anti-meningococco C o il quadrivalente (ACWY) può essere co-somministrato col già raccomandato tetravalente MPRV, completando così la protezione verso gravi patologie invasive”.“L’Organizzazione Mondiale della Sanità – sottolinea Biasci – indica inoltre come priorità la sicurezza degli accessi e invita a favorire l’implementazione di sedi vaccinali alternative, dove venga garantita la chiamata attiva, la distanza fra utenti, la vaccinazione in concomitanza con bilanci di salute. Come Fimp riteniamo opportuno un coinvolgimento in ambito regionale nella pratica vaccinale della Pediatria di libera scelta. Le raccomandazioni dell’OMS sono infatti più facilmente attuabili presso i nostri ambulatori, come del resto dimostra quanto già sperimentato da anni in alcune Regioni. Queste indicazioni permetteranno anche un minor sforzo in fase post-epidemica per il recupero dei vaccini che si saranno rimandati, non considerando tale pratica opportuna in fase di epidemia da COVID 19”.“Dobbiamo infatti ricordare – dichiara Biasci – che, come rileva l’Istituto Superiore di Sanità, la frequenza con cui in Italia insorgono casi di influenza, si aggira mediamente intorno al 9% annuo (ma il range va dal 4-15%) della popolazione generale. Nella fascia d’età 0–14 anni, che è quella più colpita, l’incidenza, mediamente, è pari a circa il 26% (12-40%). In alcuni casi possono verificarsi complicanze gravi o la morte nelle persone ad alto rischio, fra le quali compaiono anche i bambini fra i 6 mesi e i 5 anni. L’aggravamento più comune è la sovrapposizione di un’infezione batterica a carico del sistema respiratorio (bronchite che può sfociare in polmonite), dell’apparato cardiovascolare (miocardite), del sistema nervoso e dell’orecchio (otite e sinusite). Secondo le stime dei ricercatori dell’Iss, ogni anno muoiono circa 8mila persone in Italia a causa delle complicanze dell’influenza stagionale (con punte di 12mila decessi in alcune annate)”. “Pertanto – conclude Biasci – dobbiamo sostenere la fiducia delle famiglie nell’efficacia dell’immunizzazione e nel nostro prezioso e fragile Servizio Sanitario Nazionale, di cui anche le Cure Primarie fanno parte. Per il Covid-19 il vaccino non c’è ancora. Ma per l’influenza stagionale e per numerose altre patologie, sì. Non dimentichiamolo e programmiamo ora per essere pronti domani”.

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Pediatri di famiglia: Ragazzi restate a casa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Ne sono convinti i pediatri di famiglia della FIMP che lanciano una nuova iniziativa proprio per creare tra i ragazzi consapevolezza sul ruolo che possono avere nel ridurre la diffusione del virus. “Sì ad attività fisica all’aria aperta a distanza di sicurezza, no ad appuntamenti in luoghi chiusi e affollati è il primo punto contenuto nel poster, da oggi disponibile negli studi di oltre 7000 pediatri di cure primarie e sui nostri social” annuncia Paolo Biasci, Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri.“Sappiamo di poter contare sui ragazzi. L’importante è far capire le conseguenze di comportamenti irresponsabili per la propria comunità, i genitori e i nonni. Non dobbiamo allarmarli. Parliamo loro con l’onestà e la chiarezza necessarie e otterremo una collaborazione cruciale per il contenimento dei contagi. Ripuliamo il campo dalla mole di suggestioni che arrivano dal web e focalizziamoli su alcuni semplici norme di comportamento da seguire”.“Si tratta di un fumetto e 6 regole – spiega Mattia Doria, Segretario nazionale alle Attività Scientifiche ed Etiche della FIMP – per evitare di contrarre e trasmettere il virus, scritte con un linguaggio semplice e sintetico: si va dall’igiene personale alla pulizia dei dispositivi che utilizzano, dal no a strette di mano, baci e abbracci al sì alle tecnologie che permettono di restare in contatto con gli amici”.“Ribadiamo che i ragazzi sono possibili grandi alleati nel contrastare l’epidemia di Covid-19 – ricorda il Presidente FIMP Biasci – e questa è comunque un’importante opportunità perché imparino regole di igiene utili per evitare il contagio di tutte le malattie a trasmissione aerea che incontreranno nella vita”.“Abbiamo voluto accompagnare questa campagna con gli hashtag #distantimainsieme #solounitisivince #stiamoacasa perché, nel relativo isolamento cui sono costretti, gli adolescenti trovino un modo per sentirsi vicini in questa battaglia. Usiamo la rete – conclude Biasci – per avere e offrire comunicazioni certificate. Le raccomandazioni per le famiglie, quelle per i bambini e le regole di comportamento da tenere in ambulatorio sono già disponibili su tutti i canali social di FIMP”.

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Coronavirus e i pediatri di famiglia

Posted by fidest press agency su martedì, 25 febbraio 2020

“Facciamo appello ai genitori affinché evitino di portare i bambini nello studio del proprio pediatra di famiglia o al pronto soccorso, per comuni sintomi respiratori come tosse, raffreddore e febbre. Per annullare il contagio dobbiamo limitare il contatto tra malati e sani. In prima istanza i sintomi posso essere gestiti con i consigli telefonici e i farmaci sintomatici suggeriti dal pediatra di famiglia”. Questo l’invito del Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, Paolo Biasci, sull’emergenza coronavirus.“Si tratta, di fatto, – interviene Mattia Doria, Segretario nazionale alle Attività Scientifiche ed Etiche della FIMP – di attenersi alle raccomandazioni che da sempre forniamo in caso di tosse e raffreddore. Le abbiamo raccolte in un decalogo, da lunedì disponibile in tutti gli studi dei nostri associati. Occorre un grande senso di responsabilità da parte dei genitori, cui suggeriamo di non far frequentare asili e scuole ai figli che abbiano evidenti sintomi di infezione delle vie respiratorie”.“Purtroppo il nuovo Coronavirus si affaccia in Italia in un momento in cui ancora l’epidemia influenzale stagionale è in fase di massima diffusione – prosegue Doria – e gli studi dei pediatri di famiglia sono affollati di bambini con l’influenza o con le comuni infezioni delle vie respiratorie. I sintomi influenzali, del COVID-19 e di altre decine di altri virus respiratori, non sono al momento differenziabili. Sebbene al momento attuale sembra che il COVID-19 non colpisca in modo aggressivo l’età pediatrica, è altrettanto evidente che, come accade per l’epidemia influenzale stagionale, i bambini rappresentano il maggior serbatoio di diffusione del virus nei confronti degli adulti, genitori e nonni in primis, che potrebbero avere, invece, un’evoluzione più aggressiva dell’infezione”.“Adatteremo strategie informative e raccomandazioni a quella che è una situazione in continua evoluzione – sottolinea Biasci – in raccordo con le istituzioni sanitarie del nostro Paese, cui abbiamo già dato la nostra piena disponibilità nel sostenere azioni e interventi d’emergenza. Invitiamo le famiglie a seguire le indicazioni che forniremo anche sui social della Federazione. Basterà cercarci come FIMP su tutti i canali”.“Chiediamo inoltre a tutti i colleghi in Italia – concludono Biasci e Doria – di aumentare la già generosa disponibilità telefonica per i genitori dei bambini che presentano sintomi influenzali, così da evitare il più possibile che questi stessi debbano essere condotti presso gli studi sul territorio. Non dobbiamo generare ulteriore allarme, ma evitare che i pazienti e i medici possano essere esposti a rischi inutili. Mai come oggi frequentare in maniera inappropriata uno studio medico o un pronto soccorso potrebbe esporci esattamente ad un rischio inutile”.

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Pediatri in tour per insegnare a vaccinarsi

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 febbraio 2020

Napoli 14 e 15 febbraio a Bologna e il 20 e 21 marzo a Napoli. Weekend dedicato a vaccini e vaccinazioni per la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP). Prende il via da Torino “Vaccinando su e giù per lo Stivale”, una campagna di formazione, giunta alla sua sesta edizione. L’intera giornata sarà dedicata al confronto sul Calendario Vaccinale per la Vita e Piano Nazionale di Prevenzione, approfondimenti su meningiti, rotavirus, influenza, papilloma virus, fino alle metodiche di analgesia in ambulatorio. “La Famiglia al centro: Un’alleanza per vaccinare al meglio” è invece il corso rivolto a ostetriche, assistenti sanitari, infermieri e pediatri che si terrà nella giornata odierna. “Consiglia i genitori, somministra e fa formazione. Il ruolo del pediatra di famiglia è tanto complesso quanto centrale nel raggiungimento delle coperture vaccinali del nostro Paese – afferma Paolo Biasci, Presidente FIMP -. E fondamentale è anche la collaborazione nell’assistenza, in particolare in ambito ostetrico e pediatrico, con la presa in carico della salute della futura madre, nel solco delle raccomandazioni vaccinali”. Nel programma del corso per le ostetriche anche l’importanza della comunicazione con le famiglie. “Informare e raccomandare al tempo delle fake news è un impegno basato anche su un rapporto di fiducia con la coppia. Esistono genitori difficili – dichiara Maria Vicario, Presidente della Federazione Nazionale Ordini della Professione Ostetrica -. Eppure, in Inghilterra il virus dell’HPV è stato quasi debellato proprio grazie a una campagna vaccinale massiva. Il tasso di infezioni da papilloma virus è sceso dal 15% a meno del 2% nelle ragazze 16-18enni, in soli 10 anni. Come essenziale è la raccomandazione del richiamo della pertosse e la vaccinazione antinfluenzale in gravidanza. L’alleanza tra professionisti innesca un processo virtuoso nell’assistenza e miglioramento della comunicazione alla popolazione – continua Vicario -. Per questo motivo la Federazione collabora intensamente con la FIMP nelle attività di formazione e informazione, come l’avvio del tour odierno”.“Dottor Google causa ancora buona parte della disaffezione, con informazioni sbagliate su efficacia e sicurezza – conclude Biasci -. Consideriamo che l’Organizzazione Mondiale della sanità ha inserito l’esitazione vaccinale tra i maggiori rischi globali. Questi sono giorni in cui la necessità di rassicurazioni è particolarmente alta e quanto sta accadendo sulle infezioni da coronavirus rappresenta un valido esempio. Formazione dei professionisti e corretta informazione sono davvero dirimenti nella gestione delle campagne vaccinali. Su questo come pediatri di famiglia continueremo a garantire il nostro impegno nei confronti dei bambini e delle loro famiglie per proporre valide azioni di prevenzione delle malattie infettive”.

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Obesità infantile

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 dicembre 2019

I nostri bambini sono troppo grassi. E’ un problema. Per affrontarlo, l’Ospedale Sacra Famiglia Fatebenefratelli di Erba (Como) ha istituito recentemente un Ambulatorio di Nutrizione Pediatrica, dedicato a pazienti in età evolutiva da zero ai sedici anni. Una scelta dettata dall’emergenza dell’obesità infantile che attanaglia ormai anche la patria della dieta mediterranea: come attesta l’Istat, infatti, in Italia è in eccesso di peso un minore su quattro, una condizione che riguarda circa 2 milioni e 130 mila bambini e adolescenti. L’eccesso di peso è più elevato nel Mezzogiorno, ma il problema si verifica anche al Nord.
Tiziana Casati, dietista dell’Ospedale Sacra Famiglia Fatebenefratelli smantella una convinzione antica: «Il bambino deve essere educato ad una dieta normocalorica, senza imposizioni, ma comunque con grande attenzione da parte dei genitori che non debbono sottovalutare i rischi dell’obesità infantile». Questa condizione rappresenta un importante fattore di rischio per lo sviluppo psicofisico e metabolico dei nostri bambini: «Purtroppo – spiega Casati – i danni dell’alimentazione si vedono solo quando è troppo tardi. E’ necessaria una prevenzione sistematica, che possa partire fin dai primi anni di vita del bambino, e non vanno trascurati tutti i possibili fattori di rischio modificabili: abitudini alimentari e stile di vita dell’intera famiglia nel proprio contesto etnico». Cosa deve fare un genitore? «Il genitore deve saper fornire al proprio figlio dei pasti in grado di saziarlo ma sani ed educare il bambino ad una vita attiva» spiega l’esperta. Che afferma molto chiaramente: «La prima regola per abituare i bambini a mangiare correttamente è che i genitori, per primi, seguano un’alimentazione corretta. Le abitudini alimentari e i comportamenti dei genitori richiedono attenzione, specie per quanto riguarda la loro risposta ai segnali di fame e sazietà dei figli, ma anche rispetto al tema dell’aumento dell’attività fisica. Oltre alla famiglia, anche la scuola deve educare gli alunni da un comportamento alimentare corretto, attraverso campagne di educazione alimentare che coinvolgano anche le famiglie».
L’ambulatorio erbese è un progetto coordinato in rete tra pediatri di famiglia e ospedalieri, formati al percorso di terapia comportamentale centrato sulla famiglia; il servizio è coadiuvato dalla Dietista. Questa modalità di “presa in cura a rete”, rende possibile un approccio al paziente molto personalizzato e graduale nel rispetto delle abitudini di ogni famiglia. La presa in carico è articolata in visite trimestrali per un periodo medio di due anni. I medici dell’Ambulatorio di Nutrizione Pediatrica nel 2018 hanno seguito complessivamente 124 bambini con età media di otto anni, di cui il 19% presentava sovrappeso, il 52% obesità e il 30% obesità grave. I risultati ottenuti in termini di cambiamento del comportamento alimentare, dello stile di vita così come della riduzione BMI-Z score (indicatore clinico di massa corporea) sono stati soddisfacenti con una buona adesione al percorso di cura.

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Pediatri: Buon lavoro al neo ministro della salute

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 settembre 2019

“Esprimiamo i nostri più sinceri auguri di buon lavoro al neo Ministro della Salute Roberto Speranza”. E’ quanto dichiara la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) in seguito alla presentazione del nuovo Esecutivo presieduto dal prof. Giuseppe Conte. “Come rappresentati della pediatria di famiglia del nostro Paese auspichiamo che il nuovo Ministro si impegni in una più forte difesa dell’universalità del Servizio Sanitario Nazionale – afferma il dott. Paolo Biasci, Presidente Nazionale della FIMP -. E’ quanto previsto nel programma di Governo del Conte-Bis. La salvaguardia della sanità pubblica deve passare da un rafforzamento delle Cure Primarie Pediatriche, soprattutto attraverso nuovi investimenti nell’ambito del miglioramento organizzativo degli studi dei pediatri di famiglia e dalla presenza di personale infermieristico”. “Siamo pronti ad incontrare quanto prima il Ministro Speranza – aggiunge il dott. Biasci -. E’ un politico di grande esperienza che più volte in passato si è battuto per la difesa della sanità pubblica. Ci auguriamo di avviare con lui, e con tutto il rinnovato dicastero, una collaborazione duratura e proficua per una migliore assistenza ai bambini e agli adolescenti italiani”.

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I pediatri di famiglia al ministro della salute

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

“Bisogna garantire su tutto il territorio nazionale studi di pediatri di famiglia dotati di personale qualificato e di attrezzature diagnostiche a risposta rapida (o self-help). Chiediamo al Ministero della Salute di mettere in atto azioni per favorire l’acquisto di queste apparecchiature e anche l’assunzione di nuovi collaboratori di studio. Si possono, per esempio, prevedere interventi di decontribuzione e sgravi fiscali ed utilizzare alcuni meccanismi previsti dal reddito di cittadinanza”. E’ questo la richiesta avanzata oggi dal Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) Paolo Biasci durante un incontro con il Ministro della Salute Giulia Grillo. “Le cure primarie pediatriche sono ormai in grado di affrontare e risolvere negli studi dei pediatri di famiglia la grande maggioranza delle condizioni cliniche – aggiunge Biasci -. Ciò avviene grazie anche a percorsi assistenziali e diagnostico-terapeutici in collegamento con le strutture di secondo-terzo livello ospedaliere alle quali devono essere riservati solo gli interventi più complessi. Se riusciamo a rendere ancora più efficienti gli studi dei pediatri di famiglia possiamo favorire ulteriormente l’appropriatezza prescrittiva e ridurre le ospedalizzazioni. La pediatria di famiglia rappresenta il primo livello assistenziale, ad accesso diretto, senza liste di attesa, con presenza capillare su tutto il territorio, per ogni esigenza assistenziale ed opera nel rapporto di fiducia con le famiglie. Quest’ultimo è l’elemento di forza irrinunciabile del sistema delle cure primarie e si realizza grazie al rapporto convenzionale. Chiediamo quindi a tutte le istituzioni, anche quelle locali, di tutelare la nostra professione così da poter continuare a permetterci di assistere in modo continuativo milioni di giovanissimi italiani”. Nell’incontro tra il Ministro Grillo e il Presidente Biasci si è parlato anche del futuro dell’assistenza pediatrica e quindi degli aspetti legati al ricambio generazionale e della disponibilità di giovani specialisti pediatri. “Abbiamo molto apprezzato l’aumento del numero delle borse di studio ed in particolare quelle per la pediatria, che è la seconda per disponibilità di borse rispetto alle altre specialità – sottolinea Biasci -. La FIMP ritiene che sulla programmazione debba essere preso in considerazione anche il forte calo della natalità, che preoccupa molto e per il quale si auspicano interventi legislativi di supporto che siano in grado di produrre un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni. È evidente, quindi, che la programmazione dell’assistenza pediatrica debba tener conto di tutti i fattori che incidono sulle future necessità, cioè il numero di pensionamenti, il numero di nuovi giovani pediatri, e il conseguente ridimensionamento delle strutture ospedaliere”. “La riunione è stata positiva e sembrano esserci i presupposti per guardare ad un futuro in cui il servizio sanitario nazionale garantisca ancora equità, solidarietà ed universalità a bambini e adolescenti – conclude il Presidente FIMP -. Ringraziamo il Ministro Grillo per la disponibilità e l’attenzione che dimostra alle problematiche dell’assistenza in età pediatrica proprio in un momento così importante di programmazione di azioni concrete e necessarie, in vista del Patto per la Salute e della trattativa aperta in SISAC per il rinnovo dell’Accordo Collettivo Nazionale nel quale si stanno delineando le caratteristiche del futuro assetto organizzativo ed assistenziale”.

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Da Goteborg: I bambini hanno necessità di farmaci sviluppati specificamente per loro

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2018

Non è più possibile derogare da questo obiettivo. Questo è il messaggio che la SIFO (la Società dei Farmacisti ospedalieri e dei Servizi territoriali delle aziende sanitarie) ha voluto lanciare da Goteborg, dove si è appena concluso il 23° Congresso annuale dei farmacisti europei (la loro associazione è la European Association of Hospital Pharmacists, EAHP), che aveva per tema “Farmacisti ospedalieri: mostrateci cosa sapete fare!” (“Hospital pharmacists – Show us what you can do!”).Al congresso i farmacisti italiani e la SIFO sono stati protagonisti lanciando l’allarme con Davide Zanon, responsabile del laboratorio galenico del Burlo Garofolo-IRCCS di Trieste e coordinatore dell’area di Galenica Clinica della SIFO, che è stato speaker in due importanti eventi dedicati alla “Valutazione del rischio e della sicurezza dei farmaci per l’età pediatrica”, uno dei temi del convegno EAHP. “L’emergenza pediatrica nell’ambito del farmaco esiste e noi siamo qui proprio per spiegare come affrontarla”, ha affermato Zanon al termine dell’evento EAHP, “Nelle farmacie ospedaliere noi siamo alle prese con un costante problema: son ancora pochi i trial e le sperimentazioni necessari a coprire tutte le esigenze terapeutiche della pediatria di conseguenza si assiste all’uso off label di farmaci in età pediatrica, cioè sostanze che vengono impiegate al di fuori delle indicazioni per cui hanno ricevuto l’autorizzazione all’immissione in commercio e che trovano un utilizzo negli under 18. Il messaggio è che tutti i sistemi sanitari europei si facciano carico in modo chiaro di queste problematiche che non possono più essere rinviate”.
I lavori presentati sul tema dei farmaci pediatrici a Goteborg hanno messo in evidenza che la criticità è sentita in tutta Europa, visto che non esistono aree di patologia in cui l’assenza di farmaci pediatrici sia più grave in una nazione più che in un’altra. Complicanze polmonari ed epatiche, oncologia e insufficienze cardiovascolari, insufficienze renali e HIV: per tutte queste patologie i farmaci disponibili sono per lo più testati su soggetti adulti e poi “adattati” su soggetti di peso corporeo differente, proseguendo l’uso di farmaci su un soggetto che non è “un giovane adulto”, ma una soggetto che presenta problematiche, metabolismo e farmacocinetica totalmente differenti da quelli di una persona adulta.La soluzione? “I farmacisti italiani sono estremamente preparati ed attenti sia nella gestione di farmaci off-label che nelle preparazioni galeniche per i pazienti più piccoli”, ha precisato Zanon, “ricordiamoci anche che spesso ci troviamo di fronte a situazioni davvero emergenziali, laddove la mancanza di specifiche formulazioni fa si che si debbano manipolare farmaci adattandoli ai bisogni dei nostri piccoli pazienti. Parlando di soluzioni, non credo che l’attivazione di trial specifici sia di per sé – per quanto importante – l’unica e vincente risposta al problema. Secondo la SIFO quello che è utile è semmai un’attenzione complessiva al problema delle medicine pediatriche che tenga conto di questo complesso scenario che comprende quindi trial, off label, galenica, rapporto con i clinici e con le famiglie”.
Commentando il tema la presidente SIFO, Simona Serao Creazzola ha sottolineato che “la SIFO sta sostenendo da tempo la necessità di creare – anche in collaborazione con le società di pediatria – un fronte comune sul tema dei farmaci pediatrici. Si tratta evidentemente di una delle situazioni di maggior criticità che si trovano ad affrontare oggi i sistemi sanitari e su cui le famiglie e i cittadini chiedono attenzione e soluzioni nuove, efficaci e sicure. Crediamo in questo senso che sia necessario far ripartire una ricerca indipendente che si faccia carico delle problematiche del settore. In Italia l’AIFA è il principale sostenitore della ricerca indipendente e l’ultimo DDL del Ministero della Salute va in questa direzione; in linea con il nuovo Regolamento Europeo sulla Sperimentazione Clinica dei Medicinali, sarebbe inoltre davvero utile che nell’ambito pediatrico ci fosse un attenzione specifica, con l’invito a presentare progetti di ricerca che abbiano il farmaco pediatrico come focus principale. La farmacia ospedaliera potrà in questo senso offrire un contributo essenziale, viste le conoscenze e competenze acquisite”

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44° Congresso Nazionale sindacale dei pediatri di famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 11 marzo 2018

“Qualunque forza politica prenderà le redini del Paese dovrà salvaguardare il nostro servizio sanitario nazionale. In particolare bisogna preservare il rapporto fiduciario, tra medico e cittadini, sul quale è improntato e il ruolo fondamentale che devono continuare ad avere le cure primarie”. E’ questo l’appello lanciato dalla Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) in occasione dell’apertura del suo 44° Congresso Nazionale sindacale dal titolo Guardare al Futuro senza Dimenticare il Passato. L’evento vede riuniti a Verona, fino a domenica, oltre 200 delegati. “La pediatria di famiglia italiana rappresenta un patrimonio prezioso e unico nel contesto internazionale – afferma il dott. Giampietro Chiamenti, Presidente Nazionale della FIMP -. Molti Paesi ci invidiano il fatto che un italiano abbia a disposizione, gratuitamente fino ai 14 anni, un medico specializzato nell’assistenza ai giovanissimi. Questa figura professionale va però maggiormente valorizzata perché produce salute per l’intera collettività soprattutto considerando l’invecchiamento generale della popolazione. Il nostro auspicio è che il prossimo Governo metta al centro della sua agenda il rilancio della sanità che invece è stata messa ai margini del dibattito pubblico relativo alle ultime elezioni. Bisogna ritornare a discutere su questi temi e servono nuovi provvedimenti. Di fronte ad un’incombente tendenza alla privatizzazione, la sanità deve essere difesa anche destinando maggiori finanziamenti e risorse. Sono necessari più investimenti perché negli ultimi anni la spesa pubblica in questo settore è stata sottostimata rispetto ai reali bisogni. Solo così potremo garantire la continuità, universalità e l’equità di accesso alle cure a tutti i cittadini al di là del reddito o di altri parametri economici. Infine il futuro Esecutivo deve evitare di scivolare e assecondare i populismi di chi considera i vaccini pericolosi. La legge sull’obbligo vaccinale è stata un’importante conquista per il benessere di tutti, non solo dei bambini. I primi dati dimostrano chiaramente come abbia ridotto la diffusione di malattie molto gravi e pericolose come il morbillo”. Nel congresso di Verona la FIMP rinnova i suoi vertici istituzionali e domenica, al termine delle consultazioni elettorali, ci sarà la nomina del nuovo presidente che guiderà la Federazione per i prossimi anni. “Rappresentiamo oltre l’80% dei pediatri di famiglia che lavorano su tutto il territorio nazionale – prosegue Chiamenti -. Abbiamo un forte radicamento in tutte le Regioni e conosciamo bene le esigenze e le problematiche dei nostri giovani assistiti e dei genitori italiani. Siamo, infatti, i primi rappresentanti del sistema sanitario nazionale con i quali i cittadini si interfacciano. Siamo, come sempre, pronti e disponibili a dare il nostro contribuito a tutte le Istituzioni, sia nazionali che locali, per migliorare e perfezionare l’assistenza sanitaria. Nei prossimi mesi bisogna affrontare alcuni temi caldi come il ricambio generazionale dei pediatri, l’incentivazione della formazione e informatizzazione della nostra professione, il miglioramento dei percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali, la nuova gestione delle vaccinazioni e dei pazienti cronici e la riorganizzazione del sistema di previdenza e delle assicurazioni. Vogliamo, quanto prima, discutere e affrontare questi aspetti con i nuovi esponenti del Governo e del Parlamento”.

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Esami endocrini, la lista dei pediatri americani indica quelli non necessari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 ottobre 2017

What is the matter my girl?Secondo l’American Academy of Pediatrics (Aap), cinque test spesso prescritti per accertare segni di pubertà precoce, anomalie staturali e altri disturbi endocrini in bambini e adolescenti non sempre sono necessari. Nell’ambito della campagna Choosing Wisely fondata nel 2012 dall’American Board of Internal Medicine (ABIM) per supportare i medici nel prescrivere con maggiore prudenza esami o interventi spesso non necessari, inutili o addirittura potenzialmente dannosi, l’Aap ha redatto una lista di cinque test che prima di essere eseguiti dovrebbero richiedere un accurato approfondimento tra genitori e pediatra, specie se il paziente è altrimenti sano. La lista dei cinque test da scegliere saggiamente, che elenca i criteri basati sull’evidenza che possono facilitare la scelta dei test evitando che la prescrizione non porti benefici o addirittura possa causare danni, include: gli esami ormonali nei bambini con peli pubici e/o odore corporeo senza altri segni di pubertà; lo screening per rilevare malattie croniche o disturbi endocrini in bambini sani che crescono oltre il terzo percentile con un ritmo di crescita normale; lo screening di routine per la produzione di vitamina D nei bambini sani compresi quelli obesi o in sovrappeso; i test di funzione della tiroide e/o di secrezione insulinica nei soggetti obesi; l’ecografia tiroidea nei casi con gozzo semplice o tiroidite autoimmune.
«Molte volte questi bambini sono sani ed eventuali test addizionali li esporrebbero a rischi inutili a fronte di benefici alquanto scarsi» afferma Paul Kaplowitz, componente del gruppo di esperti AAP sull’endocrinologia. E aggiunge: «Come endocrinologo pediatra, ho parlato con molti genitori preoccupati per la crescita dei figli, spiegando loro che esistono molte sfumature di ciò che può essere considerato normale durante lo sviluppo. Se un bambino è altrimenti sano e sta seguendo la propria curva di accrescimento, mamma e papà hanno bisogno di essere rassicurati, non di esami spesso inutili. (font: American Academy of Pediatrics – Section on Endocrinology by Doctor33)

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Decreto vaccini, Villani: “Tutti fondamentali i 12 vaccini. I pediatri richiedono anche l’antipneumococco”

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

vaccinazione-antinfluenzale-2012-2013“Chi sostiene che 12 vaccini obbligatori sono troppi e andrebbero ridotti ignora le evidenze scientifiche che hanno portato il Ministero della Salute, sostenuto dall’Istituto Superiore di Sanità e dalle Società Scientifiche, a scegliere la strada dell’obbligo vaccinale. Tutti i 12 vaccini previsti nel Decreto sono essenziali per tutelare la salute dei bambini e di tutti i cittadini, anzi le Società Scientifiche chiedono di inserire anche lo pneumococco, portando a 13 i vaccini obbligatori. Tornare indietro sarebbe un pericoloso autogol per la salute dei cittadini. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (Ufficio regionale per l’Europa) ha espresso apprezzamento per lo sforzo fatto dall’Italia per fermare l’epidemia di morbillo e ha ribadito che la strategia di legare le vaccinazioni all’iscrizione scolastica ha dimostrato di essere efficace in molti Paesi per prevenire le epidemie”.
Ad affermarlo il Presidente della Società Italiana di Pediatria Alberto Villani, in vista dell’imminente iter parlamentare del Decreto sulle vaccinazioni.
“Il provvedimento – precisa – è volto a salvaguardare la salute dei bambini e dei cittadini: in primo luogo di quelli che vengono vaccinati e quindi protetti da malattie letali come la meningite, ma anche di tutti quei bambini che, a causa di gravi malattie immunitarie o oncologiche, non possono essere vaccinati. Infatti l’aumento della coperture vaccinali diminuisce il rischio di diffusione delle malattie contro cui ci si vaccina. Il Decreto è anche un’occasione per verificare lo stato vaccinale di tutti gli scolari nell’interesse loro e dei loro compagni di classe”.
Ma era davvero necessario arrivare a reintrodurre l’obbligo? Per il Presidente della SIP l’obbligo è una “scelta inevitabile”, motivata da un quadro generale preoccupante e pericoloso. Spiega Alberto Villani: “Come ha affermato di recente anche il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi nella sua audizione in Parlamento, in Italia nessuna vaccinazione raggiunge la soglia di sicurezza del 95%, e questo è un segnale allarmante perché significa che decine di migliaia di bambini e adolescenti sono esposti a rischi inutili. In tali situazioni si deve intervenire per prevenire le epidemie prima che esplodano, come è successo ad esempio con il morbillo, che ha registrato 2.988 casi dall’inizio dell’anno contro i 392 dello scorso anno. Prevenire significa appunto intervenire prima che la gente si ammali e muoia”. Solo 4 punture e nessun sovraccarico per il sistema immunitario. Per fugare le preoccupazioni dei genitori il Presidente SIP ricorda che anche se i vaccini obbligatori sono 12 le punture sono solo 4 perché molti vaccini vengono somministrati in modo combinato con un’unica iniezione. In particolare, la vaccinazione esavalente comprende difterite, tetano, pertosse, epatite B, poliomielite, Haemophilus influenzae di tipo B; il vaccino quadrivalente MPRV protegge da morbillo, parotite, rosolia, varicella; a questi si aggiungono i due vaccini contro il meningococco B e C, per un totale di quattro punture per il bambino. Nessun sovraccarico per il sistema immunitario perché “è scientificamente dimostrato che il sistema immunitario del bambino sarebbe in grado di sostenere la somministrazione di tutti i vaccini contemporaneamente”.
Infine non bisogna dimenticare che l’obbligo vaccinale è solo ‘un passaporto’ per accedere a scuola, mentre non è trascurabile il valore di un Piano nazionale di Prevenzione vaccinale che è stato inserito nei Livelli Essenziali di Assistenza e che grazie ad un investimento anche di natura economica da parte dello Stato, offre l’opportunità a tutti i cittadini italiani (di qualsiasi età) di essere protetti nei confronti delle malattie prevenibili con il vaccino.

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Per i giovanissimi affidarsi sempre alle cure dei pediatri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 maggio 2017

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“Come Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) raccomandiamo di affidarsi alle cure del proprio pediatra di famiglia per condividere con lui tutte le scelte che riguardano la salute globale dei figli, nella consapevolezza che il nostro obiettivo primario è il bene di ogni singolo bambino”. E’ questo il commento della Federazione alla notizia del decesso del piccolo Francesco a causa delle complicanze di un’otite. “Manifestiamo commozione di fronte a questo tragico evento e ci uniamo dolore dei genitori e della famiglia – afferma il dott. Giampietro Chiamenti Presidente Nazionale FIMP -. Cogliamo occasione per confermare la nostra continua disponibilità a sostenere i genitori nelle scelte terapeutiche, oltre che a quelle preventive, per le malattie dei giovanissimi pazienti avendo cura di guidarli in un approccio ragionato e ragionevole alla scelta, quando necessaria, della terapia antibiotica nei modi e nei tempi in cui le diverse condizioni cliniche lo richiedono. Due sono i pilastri della gestione delle malattie infettive: la prevenzione, con la promozione delle vaccinazioni, e la terapia che, qualora la patologia sia di tipo batterico, è rappresentata dall’antibiotico – prosegue il presidente FIMP -. Sul tema dell’uso giudizioso delle terapie antibiotiche nel trattamento delle patologie infettive in età evolutiva la FIMP ha sviluppato un percorso di riflessione attraverso la revisione delle maggiori e più accreditate Linee Guida internazionali producendo, lo scorso anno, un documento di consensus, una sorta di vademecum delle buone pratiche cliniche, dedicato a tale argomento e adattato specificamente all’ambito delle cure primarie”. “Il pediatra di famiglia ha la grande caratteristica di assicurare, attraverso il rapporto di fiducia con i genitori, la continuità delle cure ad ogni singolo bambino – conclude Chiamenti -. La valutazione iniziale e, quando necessario, la rivalutazione nel tempo degli episodi febbrili permettono un approccio diagnostico-terapeutico che fonda le sue radici nelle evidenze scientifiche disponibili ma che viene, poi, sempre individualizzato al bambino che si ha di fronte e al contesto socio-famigliare in cui si trova a vivere”.

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Incontri pensati per Pediatri, Neuropsichiatri Infantili, Psichiatri, Psicologi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 maggio 2017

gasliniGenova mercoledì 24 e giovedì 25 maggio Palazzo Ducale, piazza Matteotti 9 il Direttore dalla UO di Neuropsichiatria dell’Istituto G. Gaslini di Genova, organizza due incontri, promossi dalla Fondazione Internazionale Menarini e pensati per Pediatri, Neuropsichiatri Infantili, Psichiatri, Psicologi, TNPEE (Terapia della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva), Infermieri, Logopedisti, Educatori, ma anche insegnanti e famiglie, finalizzati ad analizzare lo stato dell’arte ma anche gli aspetti più pratici legati a queste due importanti problematiche.
La prima giornata, mercoledì 24 maggio, sarà dedicata all’Autismo, ad approfondire le prospettive dalla ricerca clinica, le problematiche cliniche e il percorso dalla diagnosi precoce alla presa in carico e, durante il pomeriggio, verranno trattate le innovazioni tecnologiche e dei sistemi educativi e la delicata situazione della transizione all’età adulta.
Giovedì 25 maggio inizierà con un update sulla realtà italiana e sugli interventi farmacologici. Verranno trattate la comorbidità con il Disturbo dello Spettro dell’Autismo e le novità sugli interventi terapeutici e sulle terapie complementari.
Nel pomeriggio saranno affrontati altri argomenti come L’ADHD nei bambini superdotati, Il Disturbo Ipercinetico-Disattentivo nella Disabilità Intellettiva, la transizione all’età adulta, il trattamento farmacologico e non.

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Pediatri “sentinelle dell’ambiente”

Posted by fidest press agency su domenica, 19 marzo 2017

medico-famiglia3Lo fanno per proteggere i bambini dai danni che possono essere provocati non solo dall’aria che respirano, dentro e fuori casa, ma anche dal cibo che ogni giorno mangiano, dai raggi del sole e dall’uso eccessivo dei dispositivi elettronici come cellulari e tablet. La Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) ha siglato un protocollo d’intesa con ANTER, associazione no profit che promuove e tutela le energie rinnovabili (annovera 5.000 iscritti con sedi in tutte le Province). “Per la prima volta in Italia – afferma il dott. Giampietro Chiamenti, presidente FIMP -, grazie alla rete capillare dei pediatri presenti su tutto il territorio, viene realizzato un progetto per studiare l’influenza dell’ambiente sulla crescita del bambino. Il protocollo ha la finalità di promuovere, di comune accordo, formazione e informazione, sensibilizzare e coinvolgere le istituzioni sui danni dell’inquinamento ambientale nello sviluppo dei bambini. Vogliamo sensibilizzare la popolazione, in particolare i genitori, sui fattori di rischio ambientali insegnando le regole della prevenzione. La prima iniziativa è un poster che sarà distribuito negli ambulatori dei pediatri, continueremo con corsi di formazione, lezioni nelle scuole, eventi nelle piazze, questionari indirizzati ai genitori e diffusione di opuscoli. Ogni pediatra di famiglia ha in cura in media 900 bambini, questo si traduce nella possibilità di raggiunge migliaia di famiglie e milioni di cittadini”. ANTER ha istituito un Comitato scientifico del quale fa parte la dott.ssa Maria Grazia Sapia, Referente Nazionale della FIMP per l’Ambiente. “È per noi un grande traguardo avere stipulato questo protocollo – spiega la dott.ssa Sapia -, in primis a dimostrazione che la FIMP si sta muovendo in maniera corretta e a 360 gradi per far prendere coscienza delle problematiche ambientali in relazione all’età pediatrica e poi perché una partnership di tale levatura permette una risonanza mediatica e una capillarizzazione della divulgazione. Questo protocollo segue la campagna di formazione dei pediatri sulle problematiche ambientali che si svolge attraverso corsi altamente specialistici che hanno lo scopo di preparare i pediatri all’educazione sanitaria delle famiglie”. “Sono molto orgogliosa dell’obiettivo raggiunto – sottolinea la dott.ssa Stefania Russo, componente del comitato scientifico ANTER, pediatra di famiglia iscritta FIMP e referente FIMP per i rapporti con il Miur -. E’ necessario puntare su programmi integrati che portino a migliorare la qualità della vita dei nostri figli. Questo protocollo d’intesa tra FIMP e ANTER è la risposta concreta all’impegno attivo per non rimanere fermi alle indicazioni teoriche delle istituzioni, operando insieme per un mondo migliore”. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), più del 33% delle malattie nei bambini al di sotto dei 5 anni è dovuto a fattori ambientali. Prevenire l’esposizione a questi fattori di rischio salverebbe nel mondo circa 4 milioni di vite all’anno solo fra i piccoli, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. “In Italia non sono disponibili dati epidemiologici certi – continua la dott.ssa Sapia -, uno degli obiettivi di questa intesa è l’istituzione di un vero e proprio registro delle malattie provocate dall’ambiente nei neonati, nei bambini e negli adolescenti. Questi dati saranno messi a disposizione dei cittadini, delle Istituzioni e della comunità scientifica. Ad esempio, in alcune Regioni del Nord le patologie respiratorie fra i piccoli sono aumentate negli ultimi 10 anni in percentuali comprese fra il 5 e il 15%. Ma è sufficiente un incremento del 2% per allertare i clinici e indurli a mettere in atto misure preventive”. Prevenzione che dovrebbe iniziare prima della nascita. “L’ambiente – afferma la dott.ssa Sapia – influisce sul genoma e, già nel corso della gravidanza, il corredo genetico dei feti può essere contaminato da elementi inquinanti che la madre assorbe attraverso il cibo ingerito e trasmette al feto stesso. Le sostanze più nocive sono i pesticidi, contenuti negli alimenti. Seguono i metalli pesanti, presenti nelle città, e i cosiddetti interferenti endocrini, in grado di alterare il sistema endocrino e di influenzare negativamente diverse funzioni vitali”. “Asma e allergie sono alcune delle patologie più influenzate dall’inquinamento e oggi si osservano tutto l’anno, non solo in primavera come in passato – conclude la dott.ssa Sapia -. E sono sempre più gravi i danni visivi e comportamentali legati all’abuso dei dispositivi elettronici e del computer. In alcuni casi ci troviamo di fronte a bambini che hanno sviluppato forme di vera e propria dipendenza da questi apparecchi, come avviene negli adulti. È importante che i genitori riconoscano i campanelli d’allarme per intervenire tempestivamente con il supporto psicologico. Si sta diffondendo fra i bambini anche la dipendenza da telefonino. L’abuso dei cellulari può causare perdita di concentrazione, difficoltà di apprendimento e aggressività. In alcuni Paesi come la Danimarca è vietato l’utilizzo degli smartphone negli under 12, anche l’Italia dovrebbe introdurre una norma di questo tipo per tutelare i piccoli”.

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Cure contro l’anoressia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2015

anoressia-e-peso“Il tema trattato dalla proposta di legge, che nasce dal confronto sull’esperienza e sulle competenze maturate all’interno dell’ULSS 10 Veneto Orientale, dove è attivo un Centro che ha raggiunto risultati riconosciuti in tutto il territorio nazionale, è senza dubbio molto delicato. Sono tuttavia convinta che sia urgente fornire alle famiglie delle persone affette da disturbi del comportamento alimentare uno strumento per evitare di dover assistere alla morte dei loro cari. Credo inoltre che il trattamento sanitario obbligatorio per la nutrizione debba essere fornito dal Servizio Sanitario Nazionale, nelle strutture pubbliche di tutta Italia, e debba essere gestito da una équipe multi professionale includente almeno psichiatri, esperti in nutrizione clinica e pediatri”. Lo ha detto la deputata del Pd, Sara Moretto, che oggi ha presentato la proposta di legge per l’introduzione dell’articolo 34-bis della legge 23 dicembre 1978, n. 833, in materia di accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori per la cura di gravi disturbi del comportamento alimentare.“Secondo la letteratura scientifica – commenta il dott. Pierandrea Salvo, Direttore del Centro per la cura e la riabilitazione dei disturbi del comportamento alimentare di Portogruaro (VE) – va incontro a morte il 6 – 10% delle persone affette da anoressia e almeno la metà di queste morti è conseguenza della malnutrizione e delle sue complicanze. La normativa attuale prevede l’erogazione di cure in regime di obbligatorietà solo se esistono alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici, se gli stessi non vengano accettati dal paziente e se non vi sono le condizioni e le circostanze che consentano di adottare tempestive ed idonee misure sanitarie extraospedaliere. Nella pratica clinica, quando i pazienti si oppongono ai suddetti trattamenti non vi è la possibilità di disporre un trattamento obbligatorio. Nei casi in cui questo venga disposto – continua il Dott. Salvo, consulente tecnico della proposta di legge – i servizi psichiatrici di diagnosi e cura non risultano dotati di competenze nutrizionali mentre i reparti internistici non sono dotati delle necessarie misure di sicurezza e delle competenze necessarie alla gestione di pazienti oppositivi. Ne risulta che i trattamenti obbligatori, seppur spesso assolutamente salva vita, nel nostro Paese non vengono erogati”.“Ci adopereremo affinché venga riconosciuta la data del 15 marzo come la giornata nazionale dei disturbi del comportamento alimentare e per questo oggi abbiamo consegnato a tutti i partecipanti un fiocco lilla, simbolo della ricorrenza”, ha aggiunto Giusi Poletti, rappresentante del coordinamento nazionale per i disturbi alimentari.

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Nuova alleanza tra i pneumologi pediatri italiani e statunitensi

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2015

denver-colorado-1Denver. Parte da Denver una nuova alleanza tra i pneumologi pediatri italiani e statunitensi. Domani la Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI) e l’Assemblea di Pediatria dell’American Thoracic Society (ATS) si incontreranno per promuovere la ricerca medico-scientifica, l’educazione alla prevenzione e la cura del bambino colpito da gravi problemi respiratori. “Sono patologie sempre più diffuse in tutto il mondo – sottolinea il prof. Renato Cutrera, presidente nazionale della SIMRI e Direttore della Pneumologia Pediatrica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesú di Roma-. Negli ultimi 10 anni solo i casi di asma sono aumentati del 50% e il fenomeno ha interessato anche i bambini. La lotta contro questi disturbi deve essere quindi sempre più globale. La nostra Società Scientifica vuole favorire la collaborazione internazionale tra i vari specialisti. Con l’ATS intendiamo, nei prossimi mesi, avviare percorsi comuni per la formazione di nuovi medici, l’organizzazione di congressi e altri eventi e la pubblicazione di una serie di articoli su prestigiose riviste scientifiche. Siamo molto soddisfatti di questa nuova collaborazione che evidenzia il prestigio internazionale di cui gode la pneumologia pediatrica italiana”. “La collaborazione con l’ATS è il punto d’arrivo di un percorso iniziato oltre 10 anni fa – afferma il dott. Enrico Lombardi, delegato SIMRI per l’ATS e responsabile della Struttura Dipartimentale Semplice di Broncopneumologia dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze -. I colleghi americani hanno mostrato grande interesse per alcuni nostri progetti e stiamo pianificando, insieme a loro, come portarli avanti e quali nuove iniziative intraprendere. In Colorado l’Assemblea di Pediatria dell’ATS lancia anche un altro progetto che coinvolge la SIMRI – prosegue Lombardi -. Si tratta del network on-line che riunisce le varie società scientifiche nazionali che si occupano di malattie respiratorie. C’è un interesse crescente da parte di tutta la comunità scientifica verso queste patologie. Sul sito sia i medici di famiglia che gli specialisti potranno tenersi aggiornati sulla pneumologia pediatrica”. L’incontro tra le due società scientifiche avverrà all’interno del congresso internazionale annuale dell’ATS che si svolge a Denver e che termina mercoledì prossimo. Per la SIMRI partecipa una delegazione di 30 specialisti.

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Pediatri Usa: warning sui cellulari per rischio radiazioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 gennaio 2013

I pediatri americani hanno approvato un documento, “The cell phone right to know act”, promosso da un deputato dell’Ohio, che prevede l’apposizione sui dispositivi di avvisi sui rischi delle radiazioni emesse dai telefoni cellulari. L’American academy of pediatrics (Aap) ha anche appoggiato un nuovo programma nazionale di ricerca proprio su questi rischi e chiedendo all’Environmental protection agency (Epa) di aggiornare i riferimenti per il tasso di assorbimento specifico (Sar, Specific absorption rate). In una lettera indirizzata al deputato, i pediatri hanno espresso preoccupazione per i potenziali pericoli da esp osizione, in particolare per le donne in gravidanza e i bambini, anche alla luce della crescente mole di documentazione sul legame tra l’uso dei cellulari e i tumori cerebrali. Documentazione in cui compare anche la sentenza della Corte di cassazione italiana che nello scorso ottobre ha riconosciuto la connessione tra la malattia tumorale che ha colpito un uomo e l’uso intensivo e a lungo termine che per motivi professionali dei dispositivi ne ha fatto nel tempo. In Italia non c’è una normativa specifica in materia, ma, ricorda Giovanni Corsello presidente della Società italiana pediatria «in attesa di ulteriori studi, è doveroso diffondere alcune raccomandazioni e adottare il principio di precauzione, tuttavia arrivare all’avviso sui cellulari potrebbe ingenerare un eccesso di allarmismo sui telefonini.(fonte doctornews)

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