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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘pediatria’

Pediatria: ecco le nuove linee guida sulle cure per infanzia e l’adolescenza

Posted by fidest press agency su martedì, 24 gennaio 2017

Doctor with filesDopo una lunga attesa nei cassetti del Ministero approda alle Regioni il restyling delle cure pediatriche che prevede dieci linee di azione per migliorare qualità, sicurezza e appropriatezza nell’area pediatrico-adolescenziale, più un ampio approfondimento sulle cure d’emergenza-urgenza ai minori. Una revisione attesa da strutture, addetti ai lavori e famiglie, un tassello necessario a colmare disomogeneità nazionali e gravi lacune nel collegamento tra ospedale e territorio, nella formazione del personale, nel confezionare una rete di assistenza d’emergenza 118 ancora piena di buchi. Infine, ma non certo in ordine d’importanza, vi sono i bisogni emersi negli ultimi anni: la gestione delle cronicità pediatriche, le nuove emergenze in campo neuropsichiatrico, i percorsi assistenziali necessari alla gestione dei grandi prematuri. Queste, in sintesi, le linee d’indirizzo su cui focalizzare gli interventi: misure di politica sanitaria per l’integrazione dell’assistenza pediatrica; criteri e standard per l’assistenza pediatrica; hospice e terapia del dolore; assistenza al bambino con malattie croniche complesse e malattie rare; assistenza neuropsichiatrica in età evolutiva; riabilitazione in età evolutiva; formazione degli operatori; carta dei servizi e volontariato; monitoraggio e verifica delle attività; istituzione di una funzione di coordinamento permanente per l’assistenza in area pediatrico-adolescenziale. Il documento, elaborato dagli esperti del ministero della Salute già dal 2013 e tenuto in stand by fino a oggi, riscrive la rete delle cure d’emergenza a partire dalle criticità: l’insufficiente integrazione tra sistema di emergenza territoriale 118 con i Pronto Soccorso pediatrici, ove presenti, e con i Dea pediatrici di riferimento per l’emergenza-urgenza; la mancanza di sistemi di monitoraggio in tempo reale dei posti letto nelle terapie intensive neonatali e nelle terapie intensive pediatriche; la carenza di programmi formativi ad hoc per il personale. La griglia proposta prevede 4 livelli: i presidi ospedalieri di base (80.000-150.000 abitanti), i Dea di I livello (150.000-300.000 abitanti), i Dea di II livello (600.000-1.200.000 abitanti), i Dea di II livello pediatrico e il trauma center pediatrico. Nodo cruciale della rete, la terapia intensiva (Tip) e semintensiva pediatrica. Infine l’Obi, osservazione breve intensiva, va organizzata in tutti gli ospedali pediatrici. (fonte: doctor33) (foto doctor)

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35° Congresso Nazionale di Antibioticoterapia in età pediatrica

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

antibioticiMilano. Il 35° Congresso Nazionale di Antibioticoterapia in età pediatrica si è aperto a Milano con un ampio dibattito sull’importanza dell’utilizzo appropriato del paracetamolo nei bambini con sindromi influenzali e sulle emergenze tossicologiche derivate dal suo abuso.
Secondo uno studio realizzato dall’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura del Policlinico dell’Università degli Studi di Milano e recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista International Journal of Medical Science, febbre e dolore sono generalmente frequenti nei neonati e nei bambini di ogni età e rappresentano oltre il 30% dei motivi che spingono i genitori a rivolgersi al pediatra. Ma non solo. I dati emersi evidenziano che oltre l’80% dei ricoveri in ambito ospedaliero pediatrico è dovuto a patologie che presentano, fra i vari sintomi, anche il dolore.Al fine di gestire correttamente la febbre e comprendere l’importanza del trattamento del dolore nel bambino, qui i consigli di WAidid per mamme e papà:
· Non utilizzare nei bambini farmaci a dosaggi per adulti
· Gli antipiretici e gli antinfiammatori vanno somministrati sempre in base al peso e non all’età
· E’ importante somministrare gli analgesici a orario fisso al fine di evitare l’insorgenza di “buchi” di dolore. L’intervallo fra le dosi dovrebbe essere determinato in accordo con l’intensità del dolore e la durata dell’effetto analgesico del farmaco utilizzato
· I farmaci antipiretici devono essere impiegati nel bambino febbrile solo quando alla febbre si associ un quadro di malessere generale
· Paracetamolo e ibuprofene sono gli unici antipiretici raccomandati in età pediatrica, sono farmaci generalmente sicuri ed efficaci
· Il paracetamolo è indicato come farmaco di prima scelta nel trattamento del dolore lieve-moderato
· La somministrazione di paracetamolo per via orale è preferibile a quella rettale in quanto l’assorbimento è più costante ed è possibile maggiore precisione nel dosaggio in base al peso corporeo; la via rettale è da valutare, però, in presenza di vomito o di altre condizioni che impediscano l’impiego di farmaci per via orale
· Nei pazienti con asma persistente lieve, l’utilizzo di paracetamolo al bisogno non è stato associato ad una più alta incidenza di esacerbazione d’asma o peggioramento del controllo dell’asma
· L’ibuprofene, in quanto FANS, è il farmaco di scelta per la cura delle patologie dolorose con componente infiammatoria
· L’ibuprofene non è raccomandato in bambini con varicella o in stato di disidratazione; è raccomandata cautela nei casi di grave insufficienza epatica o renale o in soggetti con malnutrizione grave
· Paracetamolo con dosaggio 15 mg/kg/dose 4-6 volte al giorno e ibuprofene con dosaggio 10 mg/kg/dose 2-3 volte al giorno sono efficaci nel trattamento della cefalea acuta, “La febbre e il dolore nel bambino – conclude il prof. Diego Fornasari, professore associato di Farmacologia, Università degli Studi di Milano – creano sempre un forte stato d’ansia nei genitori che, in generale, tendono a sovratrattare la febbre magari ravvicinando le dosi o somministrandole in quantità maggiore rispetto a quelle previste oppure a sottovalutare il dolore. Per questo è fondamentale rispettare i dosaggi e gli intervalli indicati nella somministrazione del paracetamolo, ricordando che agisce sul sistema nervoso centrale e non ha un’azione antinfiammatoria come invece l’ibuprofene.Entrambi sono farmaci sicuri ed efficaci nei bambini ma è importante sapere che il loro uso non appropriato o, peggio, l’abuso può avere effetti collaterali con un rischio di gastrolesività nel caso dell’ibuprofene o di disfunzioni a livello epatico nel caso del paracetamolo”.

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Scoperta allergia “nascosta” in Pediatria

Posted by fidest press agency su martedì, 7 giugno 2016

allergic reactionsSi chiama LAR, rinite allergica locale (Local Allergic Rhinitis), si manifesta con gli stessi sintomi della rinite allergica comune (secrezione nasale, starnuti, naso chiuso) ma risulta negativa ai test allergici cutanei ed ematici. E’ un’allergia “nascosta”. I bambini affetti da questa forma di rinite sono costretti a fare un gran numero di consultazioni specialistiche, spesso senza riuscire a risolvere il problema, obbligati a convivere con fastidiosi sintomi che impattano negativamente sulla qualità della loro vita. Ma ora è possibile diagnosticarla, e quindi trattarla con terapia adeguata, perché nuovi studi scientifici confermano la validità dei test eseguiti a livello della mucosa nasale, gli unici in grado di “scovare” la LAR.
Al Congresso della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatria, che si è chiuso ieri a Palermo, è stato presentato uno studio tutto italiano, condotto dal Servizio di Immunologia e Allergologia Pediatrica dell’Università “Sapienza” di Roma diretto dalla Prof.ssa Marzia Duse, accettato per la pubblicazione sulla prestigiosa rivista internazionale American Journal Rhinology & Allergy, che conferma come nella mucosa nasale sia possibile rilevare l’infiammazione allergica anche quando i test allergici cutanei ed ematici risultano negativi.
“Per diagnosticare la LAR”, spiega Anna Maria Zicari, professoressa aggregata di Pediatria presso l’Università “Sapienza” di Roma e primo autore dello studio, “occorre eseguire il test di ‘provocazione nasale’, che consiste, come prima cosa, nell’eseguire una ‘spirometria del naso’ per calcolare il grado di ostruzione delle due narici separatamente e successivamente nel far respirare con il naso l’allergene da testare (graminacee, polvere ecc.). Se l’ostruzione aumenta dopo la respirazione dell’allergene vuol dire che a livello locale c’è una risposta locale con infiammazione allergica. Questa procedura consente di identificare e trattare come allergici non pochi bambini che in precedenza sarebbero stati diagnosticati come non allergici.”
Ancora non si conosce la reale prevalenza di questa variante di rinite perché mancano studi epidemiologici in età pediatrica. In uno studio condotto in Spagna sulla popolazione generale la LAR è stata diagnosticata nel 25,7% dei soggetti studiati. “Cercarla è importante perché molte delle riniti ‘non allergiche’ trascurate e mal curate, possono essere riesaminate alla luce delle nuove conoscenze e l’impatto sulla salute e sul benessere dei bambini è estremamente importante”, afferma Marzia Duse Presidente della SIAIP. “La rinite, a torto considerata “la Cenerentola” delle allergie, ha invece un notevole impatto negativo sulla qualità della vita dei bambini, con sintomi fastidiosi quali ostruzione del naso, russamento, apnee notturne e scarsa qualità del sonno che possono dar luogo a stanchezza, scarso rendimento scolastico, predisposizione all’ obesità e alla sindrome metabolica”.

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Chiara Ghizzi nuovo direttore della Pediatria dell’Ospedale Maggiore

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 giugno 2016

bolognaBologna. Si è insediata Chiara Ghizzi, nuovo direttore della Pediatria dell’Ospedale Maggiore di Bologna. 50 anni, veronese, Chiara Ghizzi si è laureata nel 1991 in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Verona, specializzandosi poi in Pediatria nel 1995.
Dal settembre 2008 ad oggi è stata responsabile del Servizio Accettazione ed Emergenze Pediatriche presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Integrata di Verona, lavorando anche presso la Pediatria ad indirizzo critico della stessa Azienda. In questo ambito si è occupata di bambini con patologie acute e croniche complesse, nonché della dimissione di pazienti pediatrici dipendenti da ausili tecnologici. In precedenza, dal 1997 al 2008, la sua attività si era svolta presso la Terapia intensiva pediatrica – Patologia neonatale di Verona. La Ghizzi è coordinatore della Commissione maltrattamento e abuso in età pediatrica dell’Accademia Medico Infermieristica di Terapia Intensiva Pediatrica – AMIETIP.E’ impegnata, inoltre, in una intensa attività di formazione, in master di 1° livello (Nursing Avanzato di Emergenza e Urgenza Sanitaria dell’Università di Verona) e corsi di formazione per il personale sanitario delle Aziende sanitarie venete e di tutta Italia.

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Pediatria: prevenire infezioni gastrointestinali e respiratorie

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2016

senato-della-repubblica[1]Roma Mercoledì 13 Aprile 2016, ore 11:45 Senato della Repubblica – Sala “Caduti di Nassirya” Piazza Madama. Saranno presentati i risultati di uno studio clinico completamente italiano, che ha dimostrato l’efficacia di un nuovo ingrediente funzionale per l’alimentazione infantile nel prevenire infezioni gastrointestinali e respiratorie. Il trial ha visto la collaborazione di diversi centri d’eccellenza: il Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Unità Operativa di Neonatologia e TIN Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, la Clinica Pediatrica e Neonatologica dell’Università degli Studi di Palermo, il Dipartimento Sperimentale di Oncologia dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano.
Interverranno:
• On. Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute (è stata invitata a partecipare)
• Sen. Andrea Mandelli, Presidente FOFI e Vicepresidente Commissione Bilancio del Senato
• Prof. Giovanni Corsello, Presidente Società Italiana di Pediatria, Direttore Clinica Pediatrica e Neonatologia, Università degli Studi di Palermo
• Prof. Fabio Mosca, Direttore Unità Operativa di Neonatologia e TIN della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Università degli Studi di Milano
• Prof.ssa Maria Rescigno, Direttore Unità di Immunologia delle Cellule Dendritiche, Dipartimento di Oncologia Sperimentale, Istituto Europeo di Oncologia Milano
• Prof. Roberto Berni Canani, Dipartimento di scienze Mediche Traslazionali – Sezione Pediatrica, Laboratorio Europeo per lo Studio delle Malattie Indotte da Alimenti CEINGE Biotecnologie Avanzate, Università degli Studi di Napoli Federico II
* È stata invitata a partecipare
Modera i lavori: Dr.ssa Sabrina De Camillis, Esperto Sicurezza Alimentare. Ministero della Salute

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Scoperta un’insulina ‘alien’ che potrebbe provocare il diabete 1 nei bambini

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2015

stoccolma1Stoccolma. Scoperta un’insulina ‘alien’ che potrebbe contribuire alla comparsa del diabete nei bambini, scatenando la formazione di autoanticorpi che potrebbero avere un ruolo nella comparsa di diabete di tipo 1, il diabete dei giovani e dei bambini. Il dosaggio di questi anticorpi realizzabile con uno specifico test messo a punto dagli autori dello studio potrebbe aiutare ad individuare precocemente i soggetti destinati a sviluppare in futuro diabete di tipo 1, mentre l’insulina modificata potrebbe in futuro diventare un obiettivo terapeutico per prevenire, appunto, il diabete di tipo 1. Lo studio è stato presentato al 51° congresso della European Association for the Study of Diabetes (EASD) in corso a Stoccolma.Il diabete di tipo 1 potrebbe essere causato da una forma di insulina ‘alien’, derivante dalla normale insulina prodotta dal pancreas, ma ‘arrugginita’ dai radicali liberi dell’ossigeno che si producono nel corso di un processo infiammatorio. L’insulina ‘alien’ non più riconosciuta dall’organismo come prodotto autoctono, scatena un bombardamento di anticorpi da parte del sistema immunitario che potrebbe contribuire allo sviluppo del diabete di tipo 1 nei bambini. L’84% dei piccoli con diabete tipo 1 al momento della diagnosi presenta anticorpi anti-insulina modificata dai radicali dell’ossigeno.
I team di ricerca italiani e inglesi hanno messo a punto un esame per rilevare la presenza di questi anticorpi diretto contro l’insulina ‘alien’ e ritengono che la loro scoperta possa portare a nuove strategie di trattamento. Il diabete di tipo 1 è una patologia caratterizzata dal fatto che il pancreas non è più in grado di produrre l’insulina. È una malattia ‘autoimmune’ in quanto il sistema immunitario aggredisce le cellule deputate alla produzione di insulina (cellule beta delle insule pancreatiche), producendo infiammazione e distruggendole. Questo processo è associato allo sviluppo di anticorpi diretti contro l’insulina, riscontrabili in almeno la metà dei bambini affetti dalla patologia. Tuttavia, il motivo per cui ciò avviene non è stato a tutt’oggi compreso. Uno studio presentato al congresso dell’EASD e realizzato grazie alla collaborazione dell’Università Campus Biomedico di Roma e della Queen Mary University di Londra, propone una nuova ipotesi. Secondo gli autori, alcune sostanze tossiche (radicali dell’ossigeno), rilasciate durante il processo infiammatorio autoimmune, si andrebbero a ‘legare’ all’insulina prodotta dal pancreas, modificandone così la struttura tanto da renderla ‘diversa’ dall’insulina normale. Queste forme di insulina ‘alien’ potrebbero innescare una risposta immunitaria, in quanto riconosciute come molecole estranee all’ organismo. Al fine di provare tale ipotesi, gli autori dello studio hanno sviluppato un nuovo dosaggio per individuare la presenza di anticorpi rivolti contro queste forme modificate (ossidate) di insulina nel sangue dei pazienti con diabete tipo 1. Utilizzando una serie di metodiche biochimiche (PAGE, 3D-fluorescence e spettrometria di massa) i ricercatori hanno dimostrato che i radicali dell’ossigeno cambiano significativamente la struttura dell’insulina e che le modifiche generate portano alla produzione di anticorpi specifici diretti più frequentemente contro l’insulina ‘modificata’ rispetto alla forma naturale non modificata. L’84% dei pazienti con diabete tipo 1 al momento della diagnosi presenta anticorpi anti insulina modificata dai radicali dell’ossigeno.
In conclusione – spiega il Dottor Rocky Strollo, Endocrinologia e Diabetologia, Università Campus Bio-Medico di Roma e membro della Società Italiana di Diabetologia – abbiamo dimostrato per la prima volta la presenza di anticorpi contro l’insulina ‘modificata’ nella maggior parte dei pazienti con diabete di tipo 1 e riteniamo che questa forma di insulina modificata possa avere un ruolo nello sviluppo del diabete di tipo 1. “Questo studio – prosegue Strollo – rappresenta un possibile cambiamento di paradigma nella patogenesi del diabete di tipo 1 poiché dimostra che l’autoimmunità pancreatica può essere indotta da modifiche ossidative dell’insulina. Il test da noi messo a punto per il dosaggio degli anticorpi anti-insulina ossidata è altamente sensibile (84%) e specifico (99%) per la diagnosi di diabete tipo 1. Il prossimo obiettivo delle nostre ricerche sarà di valutare se questo test potrà consentire di identificare precocemente i soggetti destinati a sviluppare in futuro il diabete tipo 1. Valuteremo inoltre se l’insulina ossidata possa rappresentare un target terapeutico per la prevenzione della malattia”. “Come presidente della SID vedo con grande piacere e orgoglio – commenta il professor Enzo Bonora – che la ricerca italiana in diabetologia abbraccia praticamente tutte le aree dove è necessario acquisire una maggiore conoscenza. Il diabete tipo 1 interessa una minoranza delle persone con diabete ma si tratta comunque di centinaia di migliaia di italiani, spesso adolescenti e spesso bambini. Riuscire ad identificare nuovi meccanismi di malattia per poi combatterli con gli strumenti appropriati è assai promettente per una cura migliore e anche per una efficace prevenzione. Quella prevenzione che finora nel diabete tipo 1 è stata inefficace”. Presentazione: “Antibodies to posttranslationally modified insulin in type 1 diabetes” Presenter: Dr Rocky Strollo, Area di Endocrinologia, Università Campus Bio-Medico, Roma e Queen Mary University of London, UK. Ricerca condotta in collaborazione tra i laboratori del dottor Ahuva Nissim (Queen Mary University) e del Professor Paolo Pozzilli (Università Campus Bio-Medico di Roma e Queen Mary)

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Vaccinazione antinfluenzale, dall’Aap le linee guida aggiornate

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2015

vaccinazioniLa commissione per le Malattie Infettive dell’American Academy of Pediatrics (Aap) raccomanda per la stagione 2015-2016 l’immunizzazione contro l’influenza stagionale annuale per tutti i bambini dai sei mesi in su, compresi gli adolescenti. «L’immunizzazione universale annuale è indicata sia con un vaccino trivalente sia quadrivalente, senza alcuna preferenza» esordisce Carrie Byington, professore di pediatria all’Università dello Utah e presidente della Commissione, spiegando che lo scopo del documento Aap, appena pubblicato su Pediatrics, è di aggiornare le raccomandazioni sull’uso di routine del vaccino stagionale contro l’influenza e sulla somministrazione di farmaci antivirali per prevenire e trattare l’influenza nei bambini. «Particolare attenzione andrebbe posta nel vaccinare i bambini nati pretermine di sei mesi e più secondo l’età cronologica con condizioni che aumentano il rischio di complicanze da influenza» riprende la pediatra, ricordando in particolare i bambini con patologie croniche come l’asma e il diabete mellito, ma anche quelli con patologie cardiache emodinamicamente significative, gli immunosoppressi, e chi soffre di malattie o disturbi dello sviluppo neurologico. Gli esperti dell’AAP sottolineano che i ceppi 2015-2016 di influenza A (H3N2) e B differiscono da quelli contenuti nei vaccini stagionali 2014-2015, e che l’algoritmo di dosaggio per la somministrazione del vaccino antinfluenzale per bambini da 6 mesi a 8 anni di età è stato aggiornato per specificare che i ceppi di virus contenuti nel vaccino sono cambiate dalla scorsa stagione. «Oltre ai bambini, deve ricevere il vaccino antinfluenzale stagionale anche il personale sanitario, che a sua volta ha il compito di promuovere al meglio l’uso del vaccino antinfluenzale e le misure di controllo delle infezioni» aggiunge Byington, sottolineando infine che i pediatri dovrebbero individuare tempestivamente i bambini con sospetti sintomi influenzali sottoponendoli al trattamento chemioterapico antivirale quando indicato, per ridurre morbilità e mortalità dell’influenza. (fonte doctor33)

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XXVII Congresso Nazionale Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale “L’Aquilone, il suo filo e il vento”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2015

stresaStresa 15 -18 Ottobre 2015 Hotel Regina Palace. Una quattro giorni di riflessioni, incontri e dibattiti che vedrà confrontarsi nella città che si affaccia sul Lago Maggiore oltre 150 relatori, tra pediatri ed esperti nel campo dello sviluppo psicofisico dei bambini e della diagnosi e terapia delle malattie infantili.
“L’Aquilone, il suo filo e il vento” è lo slogan del XXVII Congresso SIPPS, al quale parteciperanno più di 700 medici provenienti da tutta Italia. “Gli aquiloni, ossia i nostri bambini – spiega il Presidente SIPPS, Dott. Giuseppe Di Mauro – sono la speranza per il nostro futuro. Per poter volteggiare, gli aquiloni hanno bisogno del vento ma anche di un seppur sottile ma resistente filo e di un ancoraggio saldo, altrimenti il vento li porterebbe alla deriva. Chi regge il filo – dichiara Di Mauro – può aiutare i bimbi meno fortunati, proteggerli dalla violenza del mondo. Chi regge il filo è in grado di aiutare chi non può giocare, imparare, crescere in modo sano per diventare una “persona”. Ma non basta essere in grado di reggere il filo: occorre volerlo fare, averne le motivazioni, occorre il vento, cioè la creatività e l’energia per farlo nel migliore dei modi”. I lavori di giovedì 15 saranno aperti dai “Per…corsi”, che approfondiranno determinate tematiche: dalle problematiche in ambulatorio al “Facebooker” fino al “Risk-management” e alla malattia cronica. Si parlerà poi di “Rischi e trappole” correlati allo sport, alle droghe di oggi e di domani, alla Cyberlandia e ai farmaci off-label.
Nella sessione “Per non trovarci impreparati…” spazio alle basi teoriche della rianimazione cardio-polmonare, all’ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo, alla crisi convulsiva e respiratoria e al trauma cranico.
Alle 17.00 si terrà l’inaugurazione vera e propria: le autorità regionali e nazionali, con la gradita presenza del Ministro della Salute, On. Beatrice Lorenzin, porteranno i propri saluti. Accanto a loro Giampietro Chiamenti, Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP). Dopo la relazione del Presidente SIPPS, Dott. Giuseppe Di Mauro (Presidente del Congresso insieme al Dott. Gianni Bona), la giornata si concluderà con due letture magistrali tenute da Giuseppe Saggese e Marcello Giovannini: il primo si soffermerà sul nuovo percorso di formazione del Pediatra, il secondo sul Programming e re-programming del gusto.
La mattina di venerdì 16 si aprirà con la presentazione di una Consensus riguardante la Vitamina D e proseguirà con un talk-show sulle vaccinazioni. Durante la giornata riflettori puntati poi sugli acronimi infettivologi e sul Corso “Valutazione neuroevolutiva e segnali di allarme psicomotorio nei primi due anni di vita. Come riconoscere indicatori di rischio e segnali di allarme con i bilanci di salute”.
“L’età media di diagnosi, a livello nazionale, indica un ritardo di circa 2 anni per molti Disturbi del Neuro sviluppo (Spettro Autistico, Disturbi motori e della coordinazione, Disturbi Specifici del linguaggio e dell’apprendimento, disturbi psicorelazionali, etc.). Questo ritardo – informa il Presidente SIPPS, Dott. Giuseppe Di Mauro – non consente di promuovere interventi abilitativi ed è spesso causa di insuccessi terapeutici e di trattamenti poco incisivi nel modificare, favorevolmente, l’evoluzione della stessa malattia. La difficoltà nella definizione diagnostica delle Disabilità Neurocognitive rappresenta una criticità che richiede interventi immediati per favorire lo sviluppo di “attività cliniche qualificanti”. Attraverso il Corso il Pediatra potrà dunque acquisire maggiori competenze in ambito Neuropsicologico. Verranno descritti gli elementi base dell’esame Psicomotorio e la valutazione della Semeiotica Neurocognitiva, anche attraverso l’utilizzo di immagini e video che ne amplificano l’efficacia formativa”.
La giornata di sabato 17 ottobre inizierà con la “Consensus sui disordini gastrointestinali funzionali” e proseguirà con una sessione sullo smart food. Previsti altri due Corsi: il primo riguarda la “Simulazione avanzata in Pronto Soccorso pediatrico”.
“Il Corso – aggiunge il numero uno della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale – ha l’obiettivo di far sperimentare la gestione del paziente pediatrico critico in team attraverso l’uso di un simulatore pediatrico avanzato, con particolare attenzione ai principi del Crisis Resource Management (CRM). Docenti, pediatri e anestesisti-rianimatori pediatri proporranno scenari clinici sia semplici che complessi che saranno seguiti da debriefing”.
Infine l’ultimo Corso, quello che ha per oggetto la “Nutrizione Pediatrica per Farmacisti”: dal pit stop su formule speciali al baby food fino alle false allergie alimentari. Tra gli argomenti che saranno approfonditi a Stresa nella terza giornata di lavori, la prevenzione dei disturbi della crescita, l’antibioticoterapia, la dislessia, la disgrafia e la discalculia, oltre all’infiammazione e dolore nel bambino e alla sicurezza dei farmaci in pediatria.Un Congresso ricco di spunti davvero interessanti, dunque, quello che si terrà nella città piemontese e che si chiude domenica 18 con due sessioni dedicate interamente alla Pediatria Preventiva e Sociale: si parlerà, tra l’altro, del Progetto “Ci piace sognare”, del ruolo del pediatra di famiglia nella gestione delle malattie rare e nella diagnosi precoce e nel follow-up del bambino con patologie onco-ematologiche; ma anche di Dermatite Atopica, prevenzione andrologica nel bambino per un adulto sano, fino all’impatto storico sociale dell’immigrazione in sanità e alle Bandiere verdi, un nuovo approccio scientifico al mare dei bambini.
Uno sguardo, infine, sull’influenza che verrà, Progetto di monitoraggio, prevenzione e terapia dell’influenza 2015-2016: la relazione prenderà in considerazione le nuove opportunità farmacologiche nella prevenzione e nella terapia dell’influenza.
Per coinvolgere i colleghi più giovani sono inoltre state organizzate tre Sessioni di Comunicazioni Orali, durante le quali potranno presentare le proprie esperienze più innovative. “Questa scelta – conclude il Presidente Di Mauro – sottolinea ancora una volta l’impegno della SIPPS verso i giovani medici e gli specializzandi. A loro garantiamo infatti non solo l’iscrizione gratuita ma anche la possibilità di avere un proprio spazio per illustrare i propri lavori”.

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Nasce la FIARPED, una voce unitaria per la Pediatria Italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 6 giugno 2015

corsellofotospecialeSIPRoma. Dare una voce unitaria a tutti i soggetti che si muovono attorno al mondo del bambino e alla sua salute per potenziare l’interazione con le istituzioni e la rilevanza sociale e mediatica. Con questo obiettivo nasce la Federazione delle Società Scientifiche e delle Associazioni dell’Area Pediatrica (FIARPED), costituita su iniziativa della Società Italiana di Pediatria (SIP), della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA), della Associazione Culturale Pediatri (ACP), della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP). Alla Federazione, la cui costituzione è stata annunciata al 71° Congresso Italiano di Pediatria, hanno aderito oltre 30 tra società scientifiche, associazioni e organizzazioni dell’area pediatrica.
“Crediamo che si debba operare insieme per garantire al bambino una assistenza e una legislazione che tengano conto dei suoi bisogni e dei suoi diritti”, afferma Giovanni Corsello, Presidente SIP che guiderà la FIARPED. “Dobbiamo garantire la specificità delle cure pediatriche nel territorio e in ospedale, con particolare riguardo ai bambini con malattie croniche e rare, in sinergia con le aree specialistiche affini, quali la neuropsichiatria infantile. La salute mentale e le patologie del neurosviluppo sono, infatti, realtà nuove a cui il sistema sanitario deve poter rispondere con una strategia di diagnosi precoce e tempestiva e di presa in carico globale”. La tutela del bambino, dalla nascita lungo tutto l’età evolutiva, richiede di programmare, condividere e coordinare gli interventi necessari per la prevenzione, ma anche per l’assistenza e per i programmi formativi e di ricerca. “Dobbiamo creare un network che coinvolga non solo pediatri e operatori sanitari, ma anche famiglie, istituzioni e media, ciascuno con le proprie competenze e i propri ruoli”, aggiunge Corsello. “I temi delle vaccinazioni e dell’educazione alimentare sono esempi concreti di come sia necessario pianificare interventi multidisciplinari e multiprofessionali che includano anche una nuova modalità di comunicazione per modificare abitudini, false credenze e stili di vita”, conclude il Presidente SIP.

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Pediatria: Prevenzione e stili di vita

Posted by fidest press agency su martedì, 19 Mag 2015

Marriot Park Hotel Via Colonnello Tommaso Masala 54Roma, 4 – 6 giugno Marriot Park Hotel Via Colonnello Tommaso Masala 54 “Se vogliamo tutelare e promuovere la salute e i diritti dei bambini bisogna costruire una sinergia di interventi e di attori. Questo è il senso del network tra pediatri, operatori sanitari, famiglie, istituzioni e media che vogliamo proporre intorno al bambino”, dichiara il Presidente della SIP Giovanni Corsello. “E’ sempre più sentita in tutta la Pediatria italiana la necessità di mettere il bambino al centro dell’attenzione delle istituzioni per superare le disomogeneità nell’assistenza e le diseguaglianze nel diritto alla salute che ancora esistono nel nostro Paese”, aggiunge Corsello. “I livelli crescenti di povertà, la denatalità, il calo delle vaccinazioni, i disordini nutrizionali, il numero elevato di famiglie a rischio sociale, la realtà dei migranti, le difficoltà dei bambini con disabilità congenite e con alterazioni del neurosviluppo sono tematiche impegnative per il pediatra anche nelle sue attività quotidiane”.
I TEMI Nell’anno dell’Expo sul tema “Nutrire il pianeta: energia per la vita”, la Società Italiana di Pediatria presenterà la nuova Piramide alimentare transculturale, che, in un Paese multiculturale quale è ormai l’Italia, ha l’obiettivo di mettere insieme i principi della dieta mediterranea con le tradizioni alimentari e i sapori di altri Paesi per coniugare corretta alimentazione e integrazione tra popoli. Si parlerà inoltre di Disturbi del comportamento alimentare: sono sempre di più, hanno un esordio sempre più precoce, e si manifestano con modalità diverse rispetto al passato. Occorre fare attenzione ai segnali premonitori perché la diagnosi e il trattamento precoce sono decisivi per il loro superamento.Gli esperti si confronteranno sul tema dell’ipertensione arteriosa in età pediatrica, un problema sottovalutato come rileva un’indagine SIP. La prevenzione già nell’infanzia potrebbe ridurre i rischi cardiovascolari, prima causa di mortalità in età adulta. Sarà inoltre presentato l’aggiornamento delle raccomandazioni congiunte della SIP e della Società Italiana della ipertensione arteriosa con alcune novità sulla prevenzione e il trattamento. Infertilità maschile: dalle cause del crescente incremento alle regole per la corretta prevenzione nell’infanzia e in adolescenza. E’ in questo periodo della vita che nascono la maggior parte dei problemi andrologici dell’adulto: controlli regolari e stili di vita corretti potrebbero dimezzarli, salvaguardando la salute e il potenziale riproduttivo delle coppie italiane.Il pericoloso calo delle coperture vaccinali fa riemergere malattie infettive che credevamo scomparse. Su questo tema si confronteranno esperti italiani e stranieri in una Tavola rotonda tra pediatri ed igienisti italiani e in una sessione congiunta con il Children’s Hospital of Philadelphia, il più antico ospedale pediatrico degli USA.I diritti dei bambini con patologie croniche complesse e rare sono uno dei temi centrali del Congresso; due le iniziative in questo campo: la stesura di una Carta per i diritti del bambino disabile in ospedale e il lancio di una app destinata agli operatori dei Pronto Soccorso per gestire correttamente le emergenze del bambino con malattie croniche e rare.Un’intera sessione, aperta da Giovanni Maria Flick, sarà dedicata ai diritti dei bambini con l’approfondimento di alcuni problemi bioetici di grande attualità che riguardano i nati estremamente pretermine, la procreazione medicalmente assistita e il consenso informato.Si dibatterà anche del futuro dell’area pediatrica: sarà sancita la nascita della Federazione delle Società Scientifiche e Associazioni Pediatriche, iniziativa condivisa da tutte le società scientifiche e associazioni professionali pediatriche per dare più forza e unità alla pediatria.A conclusione del Congresso il 6 giugno (ore 11-13) si terrà un talk show aperto alle famiglie: un momento di confronto diretto e aperto con i genitori per ascoltare direttamente i loro punti di vista e le loro preoccupazioni. Il talk show, moderato da Bianca Berlinguer e dal Presidente della SIP Giovanni Corsello, vedrà anche la partecipazione di Walter Veltroni, che ha recentemente girato il docufilm “I bambini sanno”. Ci saranno finalmente anche i bambini: sarà predisposto per loro, a conclusione del Congresso, uno spazio di accoglienza e di gioco.

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“Napule è… Pediatria Preventiva e Sociale”

Posted by fidest press agency su sabato, 2 Mag 2015

napoliE’ in corso a Napoli il Convegno organizzato dalla SIPPS dal titolo “Napule è…Pediatria Preventiva e Sociale”, una quattro giorni in cui si discute di allergologia, gastroenterologia, prevenzione, dermatologia e nutrizione. L’Hotel Royal Continental è la sede dei lavori, inaugurati alle 17.00 con l’intervento di numerosi esponenti di spicco della Pediatria campana: Fulvio Turrà e Roberto Liguori, rispettivamente Presidenti SIP e SIPPS della regione Campania; Antonio D’Avino, Segretario della FIMP di Napoli e Silvestro Scotti, Presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli.
A seguire tre letture magistrali: la prima a cura del Professor Gianluigi de’ Angelis, Direttore della Clinica Pediatrica di Parma, che si sofferma sul tema del reflusso gastro-esofageo: “Dalle evidenze scientifiche al fai da te”. La seconda si intitola la “Farmacogenetica in età pediatrica: focus sugli anti psicotici” ed è curata dal Professor Francesco Rossi, Presidente della Società Italiana di Farmacologia. Chiude la sessione il Dott. Giuseppe Di Mauro, Presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale con la lettura “Le sfide del nuovo pediatra”.
Numerosi gli argomenti che saranno affrontati domani mattina, venerdì 1 maggio, nel primo giorno di lavori: allergeni, intolleranze alimentari e trattamento haloterapico; ma anche trattamento dell’allergia alle proteine del latte vaccino (APLV) e Consensus, presentata a Verona al Congresso Nazionale SIPPS del 2014, che affronta le strategie di prevenzione delle allergie respiratorie ed alimentari. Nel pomeriggio, invece, spazio ad argomenti quali il microbiota intestinale e i disturbi gastroenterologici “per sottolineare – spiega il Presidente SIPPS, Dott. Giuseppe Di Mauro – l’importanza dell’equilibrio della flora batterica di tale apparato non solo nell’ottica di un adeguato controllo delle malattie intestinali, ma anche in termini di acquisizione di un’adeguata tolleranza immunologica per un corretto sviluppo del sistema immunitario”.La mattina di sabato 2 maggio l’attenzione dei pediatri sarà rivolta alla salute della pelle e alla dermatologia, con l’approfondimento di argomenti come l’acne e la dermatite atopica. Il pomeriggio del sabato sarà invece incentrato sulla vera e propria Pediatria Preventiva e Sociale, con approfondimenti su varie tematiche. Sarà presentata un’indagine condotta proprio dalla SIPPS sulle opinioni dei pediatri sul tema delle vaccinazioni. Da qualche anno, si registra sempre più un clima di minore fiducia nei confronti delle vaccinazioni, in Italia come in altre nazioni; ciò ha causato, nel 2013, una flessione, anche se lieve, delle coperture vaccinali nei primi 24 mesi di vita per i cicli completi di DT, DTP, Epatite B, Polio ed Hib, e per la dose unitaria di MPR. Il ruolo dei pediatri è di particolare importanza perché, essendo considerati dai genitori come la fonte più affidabile di informazioni, hanno le maggiori probabilità di aiutarli a superare le loro preoccupazioni e, quindi, a far vaccinare i loro figli. Questa funzione è legata strettamente alle opinioni degli stessi pediatri in merito alle vaccinazioni. Per questo motivo, la SIPPS ha promosso un’indagine fra i pediatri italiani per conoscere le loro opinioni in merito alle vaccinazioni ed alle relative malattie prevenibili. L’indagine è stata condotta somministrando un questionario anonimo online diffuso fra i pediatri mediante la posta elettronica a partire dal 1° febbraio 2015. Sono state considerate le risposte a 4 quesiti inerenti: 1) Rischio per un soggetto non vaccinato di ammalarsi di alcune malattie prevenibili con le vaccinazioni (Difterite, Epatite B, Influenza, Morbillo, Parotite, Pertosse, Polio, Rosolia, Sepsi da Hib, da Meningococco e da Pneumococco, Sepsi da Hib, Tetano, Varicella); 2) Eventuale gravità di queste malattie; 3) Sicurezza dei vaccini; 4) Efficacia degli stessi. Al 15 marzo 2015 erano pervenuti 394 questionari, inviati da pediatri di libera scelta (265), ospedalieri/universitari (81), operanti in altri settori (48); gli intervistati erano residenti nell’Italia del Nord (107), del Centro (111), del Sud o delle isole (176). 389 dei 394 pediatri intervistati hanno indicato di raccomandare abitualmente ai propri assistiti di effettuare regolarmente le vaccinazioni, 4 di non essere usi a tali raccomandazioni, 1 di consigliare le pratiche vaccinali solo in qualche occasione.
Sabato 2 maggio si discute anche di cefalea, sintomo neurologico più frequente in età evolutiva, come dimostrano numerosi studi di prevalenza effettuati in Paesi industrializzati e in quelli emergenti. La cefalea risulta la prima causa di dolore cronico che porta a consultazione neurologica. Forme di cefalea primaria, in particolare l’emicrania, esordiscono con alta percentuale nell’età evolutiva. La letteratura riporta la prevalenza della cefalea compresa tra il 4-20% in età prescolare, tra il 38-50% in età scolare, per arrivare al 57-82% a 15 anni. I criteri classificativi dell’adulto consentono la diagnosi di emicrania in presenza di almeno 5 attacchi, durata di 4-72 ore (non trattata o trattata senza successo), almeno due tra unilateralità, dolore pulsante, intensità moderata o forte, peggioramento indotto da attività fisica e presenza di nausea e/o vomito, fono e fotofobia. Nei commenti ai criteri diagnostici, si precisa inoltre che la sede del dolore è generalmente fronto-temporale; nel caso di localizzazione occipitale, uni o bilaterale, rara nel bambino, si considera necessario cautela diagnostica ed eventuale approfondimento strumentale. Per quanto riguarda le altre forme di cefalea primaria più comuni, come la cefalea di tipo tensivo e la forma di emicrania con aura, non ci sono sostanziali differenze rispetto ai criteri diagnostici delle forme dell’adulto. Per quanto riguarda la cefalea tensiva, si tratta di una forma di cefalea primaria caratterizzata da dolore gravativo o urente, associato a fotofobia o fonofobia, nausea e perdita di appetito. La durata può essere decisamente elevata nell’ordine anche di oltre 15 giorni al mese e superare i 6 mesi continuativi.
Domenica 3 maggio cala il sipario sul convegno partenopeo: ampio spazio verrà dedicato ai giovani medici specializzandi che avranno l’occasione di annunciare le proprie esperienze più innovative attraverso la presentazione di attività, casi clinici e progetti. Un’opportunità davvero speciale durante la quale si confronteranno “vecchie” e “nuove” generazioni.

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Pediatria: disordini funzionali gastrointestinali

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 dicembre 2014

Palermo-Panorama-bjs-2Palermo 5 dicembre (a partire dalle 14) e sabato 6 dicembre all’hotel Piazza Borsa, in via dei Cartari 18. A organizzarlo, il professore Giovanni Corsello (Presidente della SIP – Società Italiana di Pediatria) ed il dottore Claudio Romano (Università di Messina e Vice Presidente della Società Italiana di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica), con il patrocinio della Società Italiana di Pediatria e della SIGENP (Società Italiana di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica).Tra i numerosi presenti spiccano due professori americani di fama internazionale: Samuel Nurko della Harvard Medical School e Miguel Saps della Ann & Robert H. Lurie Children’s Hospital of Chicago.Insieme discuteranno i numerosi e sempre più sviluppati dati che riguardano questo problema, che vede sempre più numerose le richieste di consulenza specialistica in ambito pediatrico per il bambino che si lamenta di dolori addominali, bruciore epigastrico o reflusso gastroesofageo, stipsi o evacuazioni frequenti nel corso della giornata, vomito e rigurgiti o con difficoltà nell’alimentazione. Queste condizioni rappresentano un rilevante problema sociale e interferiscono con le normali dinamiche familiari, con costi diretti e indiretti (perdita di giorni di scuola o di ore di lavoro da parte dei genitori) molto rilevanti.A parlare sono i numeri, che sostengono che nella fascia d’età tra 1 e 16 anni oltre il 50% delle richieste di consulenze gastroenterologiche riguardano i disturbi funzionali gastrointestinali in tutte le variabili, con una reale prevalenza del dolore addominale ricorrente, specie nella variabile della sindrome del colon irritabile. Le cause? Stili di vita sbagliati (obesità o sovrappeso), modalità di alimentazione, stress, fumo di sigaretta diete non equilibrate. È stato inoltre calcolato che il costo sociale per una famiglia di un bambino con colon irritabile è superiore a tremila euro l’anno. Nel dato sono comprese: indagini, visite specialistiche, giornate lavorative perse dai genitori, baby-sitting. (Vassily Sortino),

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Farmaci per bambini

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 luglio 2014

giuseppe di 0mauro“La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale è dalla parte dei bambini e delle loro famiglie e per questo si schiera con quanti vogliono curare in modo consapevole, serio ed appropriato attraverso l’uso di medicine adatte e specifiche. I pediatri, anche quelli ambulatoriali, sono pronti, con la dovuta preparazione, a partecipare a studi e ricerche mirate sull’uso dei farmaci nei bambini”. E’ quanto dichiara in una nota il Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS. “La recente iniziativa dell’AIFA – aggiunge Di Mauro – ci trova assolutamente d’accordo: non possiamo che essere favorevoli a curare con più accuratezza i bambini. È vero: spesso, nel 50% dei casi, ai piccoli vengono somministrati farmaci non testati esplicitamente nell’infanzia e alcune volte al di fuori dalle indicazioni ufficiali. Ma questo avviene non perché i pediatri sbaglino, ma semplicemente perché non esistono studi specifici di efficacia o di tolleranza eseguiti in età pediatrica: diventa allora più semplice usare dosi inferiori rispetto agli adulti, senza considerare che un bambino non è un adulto in miniatura ma una persona che ha un metabolismo diverso dall’adulto e con un assorbimento del farmaco differenziato. Allora ben vengano studi seri, accreditati ed eseguiti in modo corretto sui bambini”. “La parola sperimentazione – sottolinea il Dott. Leo Venturelli, pediatra di famiglia di Bergamo e Responsabile dell’educazione alla salute e dell’informazione della SIPPS – indubbiamente crea apprensione nei genitori, ma bisogna considerare che non verrebbe eseguita su nuovi farmaci, ma su quelli impropriamente usati in età pediatrica: in pratica, si cercherebbe di trovare un “profilo” pediatrico alle medicine, evitando anche un altro serio problema, le reazioni avverse che spesso intervengono durante la cura”.

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Pediatria: malattie della tiroide

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 dicembre 2013

Presentano sintomi che talora possono essere male interpretati e attribuiti ad esempio alla crescita, all’adolescenza, a periodi di stress scolastico. Stanchezza, sonnolenza, ipersonnia, bradicardia o tachicardia, irritabilità e disturbi dell’umore sono i segni delle più comuni malattie della tiroide che colpiscono anche la

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Grafica: Medicina: Stress: Reazioni neuro – endocrine e motorie allo stress autoconservante : neurologico, endocrino, neurovegetativo, sensoriale, corteccia cerebrale, cervelletto, sistema limbico, simpatico, parasimpatico, ippotalamo, ipofisi, surreni, tiroide, stressori, reazione, sistema locomotore (Photo credit: Wikipedia)

popolazione infantile, con una marcata preferenza per il sesso femminile.
Il picco dell’insorgenza avviene intorno alla seconda infanzia, verso i 12 anni, complice anche l’interferenza della maturazione sessuale. Eppure 1 bambino/ragazzo su tre riceve la diagnosi corretta con 12-24 mesi di ritardo. Un gap da colmare affinando la capacità di fare diagnosi differenziale.“Le due patologie tiroidee più frequenti sono la tiroidite di Hashimoto, disturbo su base autoimmune che consiste nella formazione di anticorpi contro la tiroide e forme cliniche che vedono l’insorgenza di ipotiroidismo e in alcuni casi si può manifestare con ipertiroidismo” spiega il Professor Francesco Chiarelli, Direttore della Clinica Pediatrica dell’Università di Chieti e Presidente della Società Europea di Endocrinologia Pediatrica (ESPE) “Disturbi da non sottovalutare e che presentano un certo grado di comorbidità con patologie come il diabete di tipo 1 e la celiachia.Il momento più delicato? “E’ certamente l’adolescenza, quando alla ghiandola tiroidea si richiede un 30% in più della propria attività, anche a causa dello sviluppo degli ormoni sessuali estrogeni e testosterone“ risponde lo specialista “ Ecco allora che è possibile osservare un rallentamento nella crescita staturale o alterazioni del ciclo mestruale che possono essere attribuite alla giovane età. In presenza di sintomi anche sfumati è opportuno un semplice dosaggio ormonale da effettuare su un campione di sangue. La terapia dell’ipotiroidismo consiste in una supplementazione di ormone di facile somministrazione, mentre per le forme di iperfunzione della tiroide si ricorre a farmaci anti-tiroidei come il ‘metimazolo’. Rimane comunque sempre opportuna una supplementazione di iodio attraverso il consumo di sale iodato nella popolazione generale”. Questo anche in considerazione del fatto che in moltissime zone del nostro paese sono presenti sacche endemiche di carenza di iodio ed ipotiroidismo: dalle pendici dell’Etna alle valli Prealpine sino alle zone appenniniche dell’Italia Centrale.Diverso è il caso dei disturbi congeniti, che si manifestano alla nascita. Qui lo screening neonatale di massa ha portato al completo controllo di questi disturbi che in passato determinavano conseguenze sia sullo sviluppo cognitivo e mentale sia sull’accrescimento staturale.L’ipotiroidismo congenito interessa circa 1 neonato ogni 1000 bambini e può avere diverse cause: dalla ‘agenesia’ della tiroide in cui in epoca fetale non si verifica il corretto sviluppo della ghiandola che quindi rimane assente, all’’ectopia’ ossia ad una anomala localizzazione della tiroide. Caso che può verificarsi in quanto durante la gravidanza la tiroide nasce nell’angolo mandibolare e intorno al 6°-7° mese di gestazione migra nella sua sede definitiva. Altra causa di problemi congeniti è rappresentata dai difetti di produzione degli ormoni tiroidei a causa di alterazioni enzimatiche. In Italia lo screening su tutta la popolazione neonatale è in vigore dai primi anni ’70 e dal 1976 esiste un Registro Nazionale presso l’Istituto Superiore di Sanità che ci ha permesso di conoscere l’esatta epidemiologa del fenomeno: su circa 500mila bambini nati in Italia ogni anno, circa 300 ricevono diagnosi di patologie congenite alla nascita e vengono trattati tempestivamente entro due settimane.L’inizio del trattamento (che consiste nella somministrazione di L-tiroxina) permette uno sviluppo normale di questi bambini anche se sono necessari controlli periodici: mensili per i primi 12 mesi di età e successivamente ogni 3-6 mesi allo scopo di dosare correttamente la terapia sulla base dei valori di FT4 e TSH.

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Trattamento omeopatico dell’emicrania pediatrica

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 febbraio 2013

di Tiziana Di Giampietro L’obiettivo dello studio prospettico, multicentrico pubblicato dal gruppo di Danno su JACM era quello di valutare l’efficacia della medicina omeopatica nella prevenzione e nel trattamento dell’emicrania in un’età compresa fra 5 e 15 anni.
Gli attacchi di emicrania provocano dolore severo, nausea, vomito, dolori addominali oltre che il consumo elevato di farmaci; numerosi approcci sono stati descritti per la prevenzione dell’emicrania: limitazioni dietetiche, beta-bloccanti, autoipnosi, biofeedback termale, controllo dello stress. Questo studio sull’effetto terapeutico dell’omeopatia è stato condotto in 12 paesi da 59 omeopati su 168 pazienti con diagnosi di emicrania fatta seguendo i criteri del 2004 della Società Internazionale di Cefalea. Le prescrizioni erano individualizzate per ogni paziente. A tre mesi dall’inizio del trattamento omeopatico l’effi cacia dell’omeopatia è stata evidenziata nella prevenzione degli attacchi. Diminuite in modo significativo (p<0,001), anche la frequenza, l’intensità e la durata, con un conseguente calo di assenze scolastiche da 5,5 a 2 giorni (p<0,001). I farmaci omeopatici prescritti nella maggioranza dei casi per la prevenzione degli attacchi sono stati: Ignatia amara (25%), Lycopodium clavatum (22%), Natrum muriaticum (21%), Gelsemium (20%) e Pulsatilla (12%) a potenze di 9-15CH. Nella cura degli attacchi acuti le più prescritte sono risultate essere Belladonna (32%), Ignatia amara (11%), Iris versicolor (10%), Kalium phosphoricum (10%) e Gelsemium (9%). Interessante il fatto che il 38% dei pazienti erano da soli in grado di controllare i propri sintomi coi farmaci omeopatici. I limiti dello studio: a) la metodologia adottata non ha dimostrato l’individualizzazione degli effetti della terapia preventiva e curativa; b) la rilevazione dei risultati si è basata sulle dichiarazioni dei genitori nelle visite di controllo, per cui eventuali errori mnemonici dovrebbero essere presi in considerazione; c) nessun dato è stato annotato sui pazienti che hanno rifiutato di partecipare allo studio; d) poiché lo studio non ha previsto un braccio di controllo, eventuali effetti del placebo non sono stati verificati: fatto questo importante, dato che le review degli studi precedenti sull’emicrania suggerivano un forte effetto placebo; ma giudizi in tal senso sono prematuri per la scarsità di trial randomizzati e controllati.JACM, 2012

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Nuovo Patto della Salute, Pediatria nei Lea

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

Partecipazione attiva ai tavoli che definiscono il Nuovo Patto della Salute, Pediatria nei Lea, forte collaborazione intersindacale, Nuovo accordo collettivo nazionale: durante il suo XXXVIII Congresso nazionale sindacale, tenuto a Roma nello scorso week-end, la FIMP ha approfondito e deliberato il suo prossimo cammino sindacale, che vedrà il sindacato impegnato nel prossimo periodo, scandito dalla definizione del nuovo Patto della Salute. A tracciare le linee della presenza FIMP è stata la relazione del presidente Giuseppe Mele, votata all’unanimità ed arricchita dal dibattito interno, che ha sottolineato i punti di forza dell’assistenza pediatrica in Italia, nella convinzione “che con circa 1.000 assistiti in carico, già ora tutti i bambini da 0 al 14° anno potrebbero essere assistiti dal pediatra”, ma sapendo che per il futuro occorre tener conto “della crescente domanda di cure domiciliari per presa in carico di bambini con patologie cronico-disabilitanti, della continuità dell’assistenza non pienamente realizzata nei percorsi di dimissione ospedale-territorio, della disomogeneità tra Aziende nella organizzazione della Pls, dei peculiari bisogni della popolazione immigrata; della mancanza di una completa continuità assistenziale pediatrica territoriale”. Futuro nel quale occorre secondo la FIMP ripensare i modelli organizzativi tenendo conto di una nuova integrazione ospedale-territorio introducendo “azioni correttive per potenziare una rete assistenziale territoriale che attivi gli strumenti di integrazione e di razionalizzazione tra i diversi livelli di assistenza e tra attori diversi nell’ambito dello stesso livello secondo una logica di sistema per garantire uniformità di prestazioni basato sull’attuazione di livelli essenziali ed appropriati di assistenza su tutto l’ambito nazionale, lasciando la specificità degli ospedali alle patologie acute gravi”. La FIMP ha sottolineato l’importanza di un effettiva informatizzazione degli studi pediatrici ed ha puntualizzato i temi caldi del prossimo Accordo Collettivo Nazionale, che vedrà la FIMP dialogare direttamente con la SISAC su un tavolo tecnico specifico.
Durante il suo Consiglio nazionale la FIMP ha anche offerto un ampio sostegno all’azione dell’attuale dirigenza dell’Enpam ed ha chiarito gli obiettivi sindacali del prossimo anno: vasta attività sul riconoscimento dell’assistenza pediatrica come essenziale nei prossimi Lea; sviluppo di azioni territoriali-regionali di sostegno del valore della pediatria, coinvolgendo livelli sociali, politici e istituzionali per evitare che in un futuro prossimo si presentino progetti di svilimento e decapitazione della pediatria stessa; coinvolgimento della conferenza Stato-Regioni in un dialogo programmatico per chiarire quale deve essere il futuro della pediatria nei futuri modelli di SSN.La Federazione ha infine deciso di sviluppare sempre di più l’importante relazione con i sindacati della medicina convenzionata, seguendo un metodo che negli ultimi mesi ha portato ad una posizione condivisa su molti punti. Nella sua relazione Mele ha sottolineato che “con gli altri sindacati ci siamo trovati su posizioni simili, creando sul tema dell’articolo 8 e sul piano vaccinale una concertazione intersindacale di grande utilità, che ci ha portato ad avere un peso politico e istituzionale precedentemente non registrabile. Una concertazione che ha provocato effetti positivi sia dal punto di vista mediatico, che soprattutto dal punto di vista istituzionale, politico e quindi sindacale. Monti e i suoi ministri hanno più volte sottolineato che il dialogo e la concertazione c’è soprattutto quando le sigle di rappresentanza si presentano unite, qualitativamente forti, capaci di rappresentare davvero posizioni e valori non di nicchia, ma di aggregazioni. Ora lo stile con cui abbiamo vissuto gli ultimi tempi dell’intersindacale ci sembra utile, autorevole, proficuo”.
Ora la FIMP si trova nei prossimi giorni a lavorare sulla scena pediatrica internazionale. Lo farà con la seconda International Conference on Pediatric Primary Care, promossa dalla Federazione a Praga dal 10 al 12 maggio. (Stefano Sermonti)

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Pediatria: Calendario vaccinale per la vita

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 marzo 2012

Fimp, Fimmg e Siti hanno messo a punto una proposta di “Calendario vaccinale per la vita” che prevede una copertura continua, da zero a cent’anni, superando le distinzioni tra soggetti “sani” o a rischio, età o particolare condizione di fragilità, con l’inclusione di tutti i vaccini utili alla promozione di un ottimale stato di salute. Si ricorda che il 2012 è stato designato dall’Unione Europea come l’anno dell’Invecchiamento Attivo e della Solidarietà Intergenerazionale. Accogliendo con soddisfazione la notizia di pochi giorni fa riguardante l’approvazione definitiva del Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2012-2014, i promotori si auspicano che il loro progetto sia di aiuto per una ancora più lungimirante politica di prevenzione. “Il 22 febbraio 2012 è stato approvato come Intesa Stato-Regioni il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2012-2014. Esso rappresenta uno strumento chiave per la gestione delle politiche vaccinali in tutto il Paese, garantendo l’omogeneità di offerta e l’equità di accesso alla prevenzione vaccinale. Ben venga l’iniziativa di FIMP, FIMMG e SItI, come opportunità per mantenere viva l’attenzione sulle vaccinazioni. Allo stesso tempo, il confronto tra le società scientifiche e con le Autorità competenti per la promozione delle migliori evidenze scientifiche in campo vaccinale, rappresenta una risorsa per futuri aggiornamenti del Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale.” Ha affermato Stefania Iannazzo, Direzione Generale della Prevenzione Ministero della Salute. Tra le indicazioni inserite nel progetto c’è la richiesta di ripetere nel tempo quelle vaccinazioni per cui la risposta immunitaria si affievolisce; di puntare a vaccinare tutti i soggetti che sono sfuggiti alla rete vaccinale nei primi anni di vita, per patologie che nell’adolescenza e in fase adulta possono comportare complicanze; di raggiungere una copertura vaccinale omnicomprensiva allo scopo di salvaguardare, oltre al singolo, la popolazione generale. “L’iniziativa è nata dalla scorta di molteplici esigenze: prima di tutto dalla necessità condivisa di un
rilancio delle vaccinazioni, non solo nell’ambito pediatrico ma, anche in quello della medicina generale, in un contesto storico successivo all’esperienza della pandemia da virus H1N1 che, ha portato un calo dell’attenzione popolare all’importanza della pratica vaccinale. In seconda istanza dalla necessità di condividere un calendario vaccinale ottimale, suffragato da un’attenta e precisa analisi scientifica come punto di arrivo della migliore offerta possibile da sottoporre all’attenzione delle Istituzioni, da sempre deputate all’emanazione dei calendari nazionali e regionali. Infine dalla necessità di promuovere una cultura vaccinale omogenea nella classe medica senza distinzione dei ruoli di assistenza e dei servizi o nelle fasce di età che si dovrebbero tutelare.” Ha dichiarato Giuseppe Mele, Presidente FIMP – Federazione Italiana Medici Pediatri “Il Calendario Vaccinale per la Vita rappresenta un momento importante di condivisioni fra le Associazioni che lavorano sul territorio, non è solamente un esercizio culturale scientifico ma, rappresenta anche un punto di inizio di una collaborazione tra pediatri, medici di famiglia e specialisti ambulatoriali che vede proprio oggi unite a Roma le proprie Segreterie Nazionali in un evento in contemporanea a questo”. Ha detto Giacomo Milillo, Segretario Generale FIMMG – Federazione Italiana Medici di Medicina Generale. “Non si è mai né troppo giovani né troppo anziani per vaccinarsi”. Hanno spiegato il prof Carlo Signorelli e il dottor Michele Conversano della Società Italiana di Igiene (SItI), sottolineando come le buone pratiche vaccinali inizino nella primissima infanzia, continuino nell’adolescenza e nell’età adulta e interessino gli anziani con l’antinfluenzale e l’antipneumococcica. “Nel rallegrarci dell’approvazione definitiva del Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2012-2014, avvenuta qualche giorno fa da parte della Conferenza Stato-Regioni, confermiamo l’intenzione della SItI di continuare a farsi promotrice della diffusione delle più recenti evidenze scientifiche nel campo della prevenzione immunitaria con strumenti come questo Calendario vaccinale per la vita.(Stefano Sermonti)

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Pediatria: obesità e baby food

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

English: Baby food section at a market (Best P...

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Intervenendo al Convegno ‘Manovra dietetica in Parlamento’, il presidente della FIMP Giuseppe Mele ha sottolineato che “anche nei confronti dell’età pediatrica è sempre più viva la consapevolezza che una sana alimentazione sin dai primi anni di vita aiuta a crescere bene e a tutelare la salute. Nel momento in cui le abitudini in cucina della popolazione italiana mutano, allontanandosi dai tradizioni cibi territoriali, si registra una trasformazione sostanziale degli stili alimentari: non a caso è ormai confermato che gli italiani sono tra i popoli più obesi d’Europa. Così la FIMP ha istituito la sua Scuola di Nutrizione, una struttura formativa e di aggiornamento che supporta costantemente i pediatri nell’acquisizione di strumenti fondamentali per indirizzare le famiglie verso una corretta gestione alimentare dei più piccoli, prevenendo così l’insorgere di malattie croniche, tra cui il diabete”.
Parlando di nutrizione e correttezza alimentare, il presidente FIMP è poi tornato sul tema dei “baby food”, cioè gli alimenti specifici per l’infanzia da 0 a 3 anni, che nei mesi scorsi sono stati al centro di dibattito medico-scientifico e polemiche tra produttori di cibi. La Federazione Italiana dei Medici Pediatri con la collaborazione dell’Università Federico II di Napoli nelle scorse settimane ha sviluppato un’analisi sistematica di cibi e prodotti alimentari indirizzati all’infanzia per verificare le effettive composizioni alimentari. L’analisi ha confermato quanto emerso all’interno della Scuola di Nutrizione in merito alla presenza di micotossine e altre sostanze al di sopra delle percentuali previste. Questi dati sono stati inviati al Ministero della Salute ed alle autorità competenti per una ulteriore verifica di merito. Nei prossimi mesi L’Osservatorio Epidemiologico istituito dalla Scuola di Nutrizione FIMP vigilerà la situazione per monitorare quanto sta emergendo.
Il presidente Giuseppe Mele ha così spiegato le azioni svolte dalla Federazione: “Abbiamo voluto fare questa verifica scientifica con l’obiettivo di valutare l’eventuale presenza di componenti dannose per la salute dei più piccoli, che ci è stata puntualmente confermata, in modo da poterli salvaguardare nel momento più delicato del loro sviluppo, l’età pediatrica. I primi 3 anni sono infatti fondamentali per la salute del bambino ed è quindi decisivo per le famiglie disporre di alimenti sicuri”.

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Pediatria: vaccino antinfluenzale

Posted by fidest press agency su martedì, 17 gennaio 2012

Model of Influenza Virus from U.S. National In...

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E’ buona la consapevolezza delle mamme italiane dei rischi legati all’influenza: quasi la metà delle intervistate (46,5%) dichiara, infatti, che l’influenza è una patologia altamente trasmissibile e più del 60% identifica correttamente nei bambini di età inferiore ai 4 anni la fascia più colpita, mentre il 63% riconosce che, nelle forme più gravi, l’influenza può portare anche al ricovero ospedaliero. È quanto emerge da un’indagine online promossa dalla Società Italiana di Pediatria (SIP) alla fine della scorsa stagione influenzale (marzo-aprile 2011), con l’intento di sondare l’opinione delle mamme italiane con figli di età inferiore ai 14 anni sulla percezione dei rischi associati all’influenza per la salute dei propri bambini e sull’opportunità di ricorrere al vaccino antinfluenzale per proteggerli da questi rischi.
L’indagine, attualmente in pubblicazione sulla rivista scientifica Vaccine, ha raccolto un totale di 1515 risposte.
Dallo studio emerge che le mamme confermano l’impatto dell’influenza sulla salute del bambino, ma anche sulla famiglia. Nel 63% dei casi definiti come “influenza” dal campione intervistato, infatti, almeno uno dei due genitori si è dovuto assentare dal lavoro, per prendersi cura del figlio. Inoltre, quasi 9 bambini su 10 hanno assunto un trattamento farmacologico, mentre in 2 casi su 100 è stato necessario il ricovero ospedaliero. Nonostante la copertura vaccinale per l’influenza in età pediatrica sia bassa, la percentuale di mamme che si dichiara favorevole alla somministrazione della vaccinazione per il proprio figlio, se consigliata in questo senso dal pediatra, è del 54%. “Il pediatra rappresenta la figura di riferimento per le famiglie in fatto di decisioni riguardo le vaccinazioni” spiega Alberto E. Tozzi, responsabile scientifico per la comunicazione della Società Italiana di Pediatria. “Promuovere formule partecipative, per esempio attraverso un’indagine come questa, nei percorsi di informazione e cura della propria salute, aiuta a stimolare i cittadini ad assumere un ruolo consapevole, responsabile e proattivo rispetto alle proprie scelte”. In linea con quanto emerge anche da un recente report curato dal Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (European Centre for Disease Prevention and Control, ECDC), le strategie di informazione all’opinione pubblica su temi di salute e, più nello specifico, su situazioni di rischio per la salute, come nel caso delle sindromi influenzali, dovrebbero essere sviluppate con un approccio partecipativo. Anziché limitarsi a costruire una comunicazione a senso unico, dove gli esperti informano la popolazione, basandosi unicamente su una oggettivazione scientifica del rischio, si possono ottenere migliori risultati se invece si costruiscono una visione e una consapevolezza del rischio e delle strategie per contrastarlo con i destinatari stessi della comunicazione.
I dati di sorveglianza dell’influenza indicano per questa stagione un andamento simile a quello dell’anno scorso, in cui si sono stati registrati 270 casi per 1000 bambini nella fascia di età 0-4 anni e 211 casi per 1000 bambini nella fascia di età 5-14 anni. E’ noto che l’incidenza più elevata dell’influenza si registra nella fascia d’età pediatrica (0-14 anni). Ciononostante, salvo rare eccezioni, quasi nessun Paese europeo, inclusa l’Italia, ha lanciato una strategia per la vaccinazione ”a tappeto” del bambino, focalizzando l’attenzione sui soli gruppi a rischio. In Italia nella stagione 2009-2010 è stato vaccinato il 6% dei bambini di età inferiore ai cinque anni. “Finora le evidenze riguardo l’efficacia della vaccinazione influenzale in età pediatrica non sono state sufficienti a giustificare un’offerta universale della vaccinazione stessa”, conclude Tozzi. “Naturalmente le evidenze della letteratura scientifica vanno continuamente aggiornate e nuovi promettenti vaccini antinfluenzali per l’età pediatrica sono alle porte”. L’indagine SIP è stata promossa con il supporto di Novartis Vaccines.

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Congresso: Allergologia e immunologia pediatrica

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

Empoli 27 e 28 gennaio 2012. Iscrizioni entro il 16 gennaio Medici, infermieri e specializzandi hanno tempo fino al 16 gennaio prossimo per iscriversi alla terza edizione del congresso pediatrico empolese e congresso regionale della Siaip (Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica), che si svolgerà il 27 e il 28 gennaio 2012, nel Centro Congressi Vittoria, via Guido Baccelli n. 2 a Montecatini Terme. Quest’anno l’evento, che verterà sul tema “Dal territorio all’ospedale e dall’ospedale al territorio”, ospiterà anche la prima edizione del congresso infermieristico pediatrico empolese. Fra gli argomenti trattati vi saranno gli aggiornamenti in ambito allergologico e broncopneumologico e gli aspetti organizzativi, di management e legislativi in pediatria. La segreteria scientifica è affidata all’unità operativa di pediatria dell’ospedale “San Giuseppe” di Empoli, diretta dal dottor Roberto Bernardini, e al consiglio direttivo della Siaip.

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