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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘pedofilia’

Giornata Nazionale contro la Pedofilia e Pedopornografi

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 Mag 2018

Roma 5 maggio 2018 a partire dalle ore 9:30, presso la Camera di Commercio di Roma, Sala del Tempio di Adriano, Piazza di Pietra convegno “Abuso sessuale e pedofilia: conoscere il fenomeno per rompere il silenzio”, organizzato da SOS Il Telefono Azzurro Onlus, alla presenza di rappresentanti del mondo delle Istituzioni Sportive, Religiose e del mondo delle ONG. Un fenomeno tristemente diffuso e sottostimato. 1 vittima su 3, infatti, tace per paura, per vergogna o senso di colpa e molti denunciano solo dopo molto tempo, anche a decenni di distanza. Il Professor Ernesto Caffo, Presidente e Fondatore di SOS Il Telefono Azzurro Onlus, parteciperà all’evento.
I dati del 2017 mostrano un quadro sostanzialmente stabile rispetto al 2016 e al 2015, ma si tratta di un fenomeno fortemente sottostimato, del quale è difficile fornire una fotografia strettamente realistica. Basta pensare che 1 vittima su 3 tace per paura, per vergogna o senso di colpa e molti denunciano troppo tempo dopo, anche a venti o trent’anni dall’accaduto.
Secondo i dati relativi alla linea 114 Emergenza Infanzia dell’Associazione, le denunce di abuso sessuale o pedofilia rappresentano circa il 7,5% del totale dei casi gestiti dal servizio. Il 70,4% degli abusi si verifica offline, la maggior parte rientra nella categoria dei toccamenti (21,7%), seguito da penetrazione vaginale (8,6%) e dalla costrizione ad assistere ad atti sessuali (4,4%). Ma la minaccia crescente sembra arrivare dal web e dalle nuove tecnologie, che offrono ai predatori delle Rete la possibilità di celarsi dietro l’anonimato o una falsa identità, a danno di bambini e adolescenti, dando origine a nuove forme di abuso: sexting, invio di contenuti sessualmente espliciti attraverso e-mail o chat; sextortion, diffuso soprattutto tra gli adolescenti, consiste nel forzare qualcuno ad inviare video o immagini sessualmente espliciti; grooming, o adescamento online tramite chat, app e siti web; e live distant child abuse, cioè la condivisione in live-streaming di video pedopornografici. Questi fenomeni, che singolarmente incidono per poco più del 6% ciascuno, rappresentano nel complesso il 24,5% degli abusi online e hanno fatto registrare una crescita di circa un punto percentuale in soli 12 mesi. Nell’ultimo anno, inoltre, sono pervenute alla linea di ascolto 114 Emergenza Infanzia 1.250 segnalazioni di contenuti pedopornografici presenti su internet e sui media, e 23 situazioni di incitamento alla pedofilia. Lo scopo di questa giornata è, dunque, non solo quello di rompere il silenzio sul tema, ma quello di attivare una vera e propria call to action rivolta a tutti gli adulti, genitori ed educatori in primis, affinché imparino a riconoscere le situazioni di crisi ed intervengano in modo pronto.

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Pedofilia: E’ allarme sociale

Posted by fidest press agency su sabato, 7 Mag 2016

Maria Teresa Bellucci«Quello della pedofilia è un allarme sociale che nel nostro Paese vede coinvolti 5300 minori, il 60% dei quali sono bambine. Le vittime di pornografia minorile sono in preoccupante e costante aumento: in dieci anni, dal 2004 al 2014, sono aumentate del 569,4%. Le Istituzioni e la Giustizia italiane devono essere intransigenti nel punire i colpevoli di tali reati, applicando la Convenzione di Lanzarote contro l’abuso e lo sfruttamento minorile e la Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne.L’impegno del Modavi Onlus è da sempre caratterizzato da una particolare attenzione alla tutela dell’infanzia, sia in Italia che all’estero. In Argentina siamo presenti con il Comedor Campana de Palo, un centro che accoglie famiglie e bambini della disagiata provincia di Buenos Aires. In Terra Santa sosteniamo l’Istituto Effetà Paolo VI di Betlemme, sorto per desiderio di Papa Montini. Mentre in Kenya, grazie alle nostre raccolte fondi, è stato possibile ristrutturare una casa famiglia per i bambini nel Meru.
In Italia, quest’anno, consapevoli del dramma della diffusione dell’abuso e del maltrattamento sia psicologico che fisico, il Modavi ha destinato la Campagna Nazionale alla prevenzione e al contrasto della violenza, attraverso il Progetto “Faro”, che vede il coinvolgimento di 16 Regioni, 20 Province, 20 Istituti Scolastici e 21 associazioni impegnate sul territorio, in collaborazione con gli Enti locali di riferimento. Perché siamo fermamente convinti che difendere la vittima sia un dovere di tutti». Lo dichiara Maria Teresa Bellucci, Presidente Nazionale del MODAVI Onlus, in occasione della Giornata Nazionale contro la pedofilia. (foto: Maria Teresa Bellucci)

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Scotland Yard in Italia, Da qui parte la lotta alla pedofilia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2012

London

London (Photo credit: Wikipedia)

Sarà la città di Treviglio (Bg) ad ospitare un corso unico in Europa, tenuto dall’Associazione Prometeo onlus di Bergamo (www.associazioneprometeo.org), insieme all’unità crimini sui minori di Scotland Yard Londra.
Poliziotti e criminologi di Scotland Yard insieme agli operatori della Prometeo, terranno il giorno sabato 31 marzo 2012, dalle ore 9,00, presso la sala conferenze della Cassa Rurale, un corso aperto esclusivamente alle forze dell’ordine sul tema «Le indagini nel campo degli abusi sessuali». Tra gli aspetti toccati «come si interroga un sospettato di abusi», ma anche «come si raccolgono le prove e come si interroga un bambino vittima di abusi sessuali». «È questo il primo ciclo di una nuova serie di appuntamenti di grande spessore, che hanno come obiettivo la creazione di un fronte compatto e preparato per contrastare il sempre maggior numero di casi di abusi nel nostro paese, abusi che vedono sempre una netta sproporzione, tra chi sta dalla parte delle vere vittime, i bambini, e chi ostinatamente difende i loro persecutori…», queste le parole di Massimiliano Frassi, presidente di Prometeo, alla presentazione del corso. Ricordiamo che la Prometeo ha creato anche l’unico coordinamento nazionale di vittime della pedofilia, che riunisce a tutt’oggi più di 2mila persone provenienti da tutta Italia e che tra le conferenze in programma ha propria quella di far parlare alle forze dell’ordine, adulti che da piccoli han subito abusi. I relatori di Scotland Yard sono membri d’onore, da circa 10 anni, del comitato scientifico della Prometeo.

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“Il libro nero della pedofilia”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 marzo 2011

Bergamo 25 marzo, alle ore 16, presso lo Spazio Viterbi del Palazzo del Governo in via Torquato Tasso n. 8. verrà presentata l’ultima opera di Massimiliano Frassi, appena mandata in libreria dalla casa editrice La Zisa. Massimiliano Frassi, “Il libro nero della pedofilia,  Prefazione di Alessia Sinatra, Edizioni la Zisa, pp. 144, euro 12,00 (ISBN 978-88-95709-80-2). Negli ultimi anni la pedofilia è diventata uno dei fenomeni raccapriccianti che più ha occupato le prime pagine dei mezzi di comunicazione. Si tratta certamente di una forma di criminalità non nuova nella storia dell’umanità, ma che in conseguenza dei più moderni e sofisticati ritrovamenti tecnologici (internet, soprattutto) ha facilitato e reso più visibili i contatti tra questi mostri, che si annidano dappertutto e spesso in luoghi ritenuti i più sicuri (scuole, parrocchie, gli stessi nuclei famigliari), e la conseguente diffusione di materiale pedopornografico giunto ormai a livelli di inaudita barbarie. Questo libro-denuncia racconta, senza inutili ipocrisie e infingimenti, tutto ciò che si muove dentro e attorno a questo mondo disumano, non escluse le potenti coperture di cui gode a livello internazionale, in aggiunta alle tante omertà di cui si circonda, tali da renderlo, ancora e purtroppo, un morbo di difficile estirpazione.Massimiliano Frassi, giornalista e scrittore, è da anni impegnato in attività sociali di scottante attualità. Le sue denunce, spesso scomode e per questo mal tollerate dai corifei del potere, hanno, al contrario, raccolto il consenso di migliaia di cittadini. Autore di numerose pubblicazioni di successo sull’argomento e del blog più consultato tra quelli dedicati all’infanzia violata, è presidente della Associazione Prometeo Onlus. Negli ultimi anni ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti sia in Italia che all’estero.

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“Eppur si muove”: G. Galilei

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2011

Lettera aperta al vescovo di Savona. Qualche giorno fa il prete di Alassio viene condannato in primo grado a sette anni e qualche mese per pedofilia su una sua giovanissima parrocchiana, a Roma un altro prete è stato condannato a 15 anni di detenzione e all’interdizione dei pubblici uffici, inoltre il suo vescovo pare si sia distratto molto mentre il prete pedofilo si dava da fare, un po’ come è successo qui da noi. A Savona l’esimio Briano è sotto la lente di ingrandimento della procura, diversi nomi di preti pedofili sono iscritti nell’elenco degli indagati e molte vittime da un anno stanno sfilando dai magistrati per raccontare le violenze che hanno subito. Insomma per parafrasare Galileo Galilei qualcosa si sta muovendo, nonostante il vescovo Lupi e seguaci. Proprio un anno fa Lupi scriveva sulle testate dei giornali “Sia fatta chiarezza” a un anno di distanza è arrivata questa chiarezza? Qualcuno annuncia anche che ricorrerà all’auto sospensione nel caso venga denunciato. Le denunce ci sono, ma l’autosospensione? Domenica scorsa, finalmente la prima intervista del vescovo Lupi, dove spiega dettagliatamente, spaccando il capello in quattro, la situazione savonese. Ma a noi qualcosa sfugge, e qualche riflessione non riusciamo ad evitarla. Riguardo alla nomina del pro vicario, già vicario al fianco di Sanguineti e Lafranconi che come sappiamo erano perfettamente al corrente della pedofilia di Barbacini e Giraudo, non crede che sia un po’ azzardato? Tenendo presente anche del chiacchiericcio che stanno facendo le vittime di Briano e che il pro vicario, fu colui che trovò le  foto pornografiche nel server della diocesi, un anno dopo che io non frequentavo più gli uffici ma le attribuì a me, quando potevano essere di chiunque. Un altro punto poco chiaro è il motivo per il quale Giraudo è stato ridotto allo stato laicale. Prescrizione a parte, è o no un pedofilo? Ha abusato di tutte le vittime che sfilano in procura o è tutta gente in cerca di clamore mediatico? Quali sono i provvedimenti cautelativi che ha preso per le parrocchie dove l’ombra della pedofilia è ancora forte?  Sembrerebbe, monsignore, che a lei non importi nulla degli abusi passati, presenti e futuri, ma solo di fare quadrare il bilancio. Non la si può certo definire un paladino dei diritti umani, di carità cristiana e neppure di responsabilità verso i crimini commessi dal clero di cui lei è a capo, ancor meno di prevenzione degli stessi. Ma delle caratteristiche sopra elencate, quante sono coerenti con la parola della chiesa? Pare non ci sia più religione monsignore, aimè, pare che conti di più la legge, che la parola del vescovo. Speriamo che non si metta in mezzo anche la coscienza. Attendiamo una risposta dalla diocesi, crediamo che anche i fedeli la attendano a questo punto, forse è anche doveroso farlo. (fonte L’associazione delle vittime savonesi)

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Il libro nero della pedofilia

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2011

Di Massimiliano Frassi, Prefazione di Alessia Sinatra, Edizioni La Zisa, pp. 144, euro 12 Negli ultimi anni la pedofilia è diventata uno dei fenomeni raccapriccianti che più ha occupato le prime pagine dei mezzi di comunicazione. Si tratta certamente di una forma di criminalità non nuova nella storia dell’umanità, ma che in conseguenza dei più moderni e sofisticati ritrovamenti tecnologici (internet, soprattutto)  ha facilitato e reso più visibili i contatti tra questi mostri, che si annidano dappertutto e spesso in luoghi ritenuti i più sicuri (scuole, parrocchie, gli stessi nuclei famigliari), e la conseguente diffusione di materiale pedopornografico giunto ormai a livelli di inaudita barbarie. Questo libro-denuncia racconta, senza inutili ipocrisie e infingimenti, tutto ciò che si muove dentro e attorno a questo mondo disumano, non escluse le potenti coperture di cui gode a livello internazionale, in aggiunta alle tante omertà di cui si circonda, tali da renderlo, ancora e purtroppo, un morbo di difficile estirpazione. Massimiliano Frassi, giornalista e scrittore, è da anni impegnato in attività sociali di scottante attualità. Le sue denunce, spesso scomode e per questo mal tollerate dai corifei del potere, hanno, al contrario, raccolto il consenso di migliaia di cittadini. Autore di numerose pubblicazioni di successo sull’argomento e del blog più consultato tra quelli dedicati all’infanzia violata, è presidente della Associazione Prometeo Onlus. Negli ultimi anni ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti sia in Italia che all’estero.
Le Edizioni La Zisa aderiscono ad “Addiopizzo” e a “Libera” di don Ciotti e tutti i volumi pubblicati sono certificati “pizzo free”.

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Indagini sulla pedofilia

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2010

“Togliere alle procure distrettuali la competenza in materia di indagini di pedofilia e pedo-pornografia online per affidarla alle singole procure, già oberate da migliaia di processi, è un errore madornale. Significa non solo emanare una normativa in contrasto con le direttive europee, ma soprattutto togliere alla polizia postale, che vanta risultati straordinari nella lotta a questo terribile reato, un riferimento diretto e altamente qualificato” lo dichiara in una nota Federico Palomba, capogruppo IDV in Commissione Giustizia alla Camera che annuncia battaglia. “L’emendamento in questione, che porta la firma del senatore Centaro del Pdl, con un colpo solo, cancella anni di lavoro e di impegno di personale altamente qualificato. Tutto ciò è inaccettabile, irragionevole e assurdo” spiega Palomba. “Italia dei Valori presenterà un emendamento al ddl sulla “Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale” per cancellare questa norma che rischia di fare danni enormi ed irrecuperabili” annuncia Federico Palomba.

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Svizzera: proposta pena di morte per pedofili

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 agosto 2010

A proposito dell’intenzione della Svizzera di  indire un referendum per introdurre la pena di morte per reati di  pedofilia, l’on. Antonio Razzi non ha mancato di esprimere il suo  imbarazzo «vivo da tantissimo tempo in Svizzera, ormai è come la mia  seconda patria e mi dispiace che si voglia introdurre la pena di morte  anche se per reati di inaudita gravità come quelli della pedofilia – ha detto-». D’altronde, il dispiacere dell’on. Razzi è giustificato dalla  proverbiale riluttanza che il popolo italiano ha per la pena di morte  in una fase storica che peraltro vede la sua abolizione in circa trenta  paesi europei. «Non mancherò di esprimere il mio disappunto in una nota che provvederò a consegnare personalmente all’ambasciatore Svizzero in  Italia dr. Bernardino Regazzoni- ha puntualizzato Razzi- facendomi  latore anche del cospicuo numero di italiani lì residenti». Lo sdegno per la pedofilia muove sentimenti di reazione forti e ciò  non solo in Svizzera ma questo non deve, secondo Razzi, degenerare in  soluzioni capitali. «Non capisco proprio come si possa andare contro la Convenzione dei  diritti dell’uomo alla quale la Confederazione ha aderito a piene mani-  ricorda Razzi – con quella ratifica la Svizzera si è impegnata a  rinunciare alla pena di morte in tempo di pace come in tempi di guerra».

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La pedofilia e le vittime

Posted by fidest press agency su sabato, 1 Mag 2010

Lettera al direttore. Sul tema dello scandalo della pedofilia nelle Chiesa, hanno messo becco tutti, e  mancavano le profonde riflessioni del presidente del Senato Renato Schifani: «Assistiamo in questi ultimi mesi al tentativo di ingenerare un vero e proprio “panico morale”, teso a minare il cuore stesso del Magistero attraverso l’erosione del rapporto di fiducia che è alla base di ogni sfida comunicativa e, in particolare, della sfida educativa. A chi vuole nascondere con un chiassoso brusio mediatico il messaggio di speranza e la testimonianza di carita’ della Chiesa, Benedetto XVI contrappone un percorso di risalita dall’orrore attraverso la mitezza evangelica: ‘Insultato non rispondeva con insulti, maltrattato non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia ». Ma è la stampa a minare la fiducia dei fedeli verso la Chiesa, oppure le denunce delle vittime degli abusi sessuali? Come tanti, in questi ultimi mesi, anche Renato Schifani sembra preoccuparsi più del Vaticano, che delle vittime. In ogni modo, citare Pietro, citato recentemente in altro contesto da Benedetto XVI , mi pare  fuori luogo. Sembra che la vittima sia la Chiesa.  (Veronica Tussi)

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Corpi da gioco

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

Don Fortunato Di Noto è un prete a cui non mancano fede e speranza. Sulle strade telematiche, con l’associazione Meter vigila e tutela i bambini dai pedofili, da chi fa commercio di immagini pedopornografiche e dai finti intellettuali che vendono la pedofilia come se fosse amore, mentre invece devasta menti e corpi. In un libro-intervista appena arrivato in libreria,  Nei primi otto capitoli di questo libro di informazione e testimonianza don Di Noto racconta le origini del suo impegno, descrive i due grandi livelli del fenomeno pedofilia (quello dei pedofili “consumatori” e quello delle organizzazioni che sfruttano, violano e schiavizzano i bambini producendo e vendendo materiali); ne denuncia l’ideologia e i modi di operare senza sottrarsi al riferimento a noti casi di cronaca; ricorda le cifre del “mercato” (un giro d’affari stimato di 5 miliardi di dollari l’anno in tutto il mondo, di cui 11 milioni di euro solo in Italia); inquadra nelle giuste coordinate il fenomeno della pedofilia nel clero; illustra le iniziative di contrasto e prevenzione; racconta l’esperienza di Meter Onlus, oggi riconosciuta a livello europeo come pioniera nel contrasto della pedofilia e della pedo-pornografia on line (9.800 i siti pedopornografici segnalati dagli operatori in un solo anno); e affronta i gravi interrogativi legati al recupero delle piccole vittime, ma anche alla “cura” dei pedofili.   Il nono capitolo è  dedicato alle testimonianze emerse durante la XIII Giornata per i bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e dell’indifferenza svoltasi ad Avola nel 2009. Infine una preziosa appendice raccoglie un vademecum (“In ipotesi di abusi sessuali, anche presunti su minori”) e alcuni documenti forniti da Meter per aiutare a comprendere meglio il fenomeno della pedofilia e gli strumenti di contrasto. (con Antonino D’Anna, ELLEDICI 2010, pp. 136, € 12,00), (Elledici 2010, pp. 136, € 12,00)
Don Fortunato Di Noto (1963), parroco ad Avola (Siracusa), è conosciuto in Italia e all’estero per la sua battaglia in ambito di tutela dei minori e di lotta alla pedofilia. Fondatore dell’Associazione Meter Onlus è, tra l’altro, consulente del Ministero delle Comunicazioni per le politiche dell’infanzia. Antonino D’Anna (1980), giornalista e scrittore, è portavoce di don Di Noto e dell’Associazione Meter. (corpi da gioco)

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Pedofilia e omosessualità

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani: “Quando dichiarazioni che incidono sulle discriminazioni e le violazioni dei diritti umani dei propri cittadini provengono da uno Stato estero, l’invio di una nota diplomatica, come ha fatto il  Ministero degli esteri francese, è il minimo. Il silenzio, l’ennesimo,  del Governo italiano rappresenta un’ulteriore atto di sudditanza verso coloro cui la maggioranza guidata da Silvio Berlusconi deve molto. Le dichiarazioni del Segretario di Stato Bertone e la goffa rettifica di Padre Lombardi sono, purtroppo,  in perfetta continuità con la politica omofobica e di doppia verità che il Vaticano da anni persegue a tutti i livelli. Non è la prima volta, infatti, che gli organi della Santa Sede fanno passare il messaggio che i casi di pedofilia clericale siano determinati dalla omosessualità anziché dalle politiche oggettivamente complici prevalse per decenni nella Chiesa cattolica. Che il riferimento fosse alla popolazione mondiale o alla comunità degli ecclesiastici non cambia nulla: l’accostamento pedofilia-omessualità rimane un pericoloso falso, capace di aggravare discriminazioni e pregiudizi”.

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Cardinale Bertone e omosessualità e pedofilia

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

I giovani di Italia dei Valori Firenze esprimono tutto il loro disappunto ed il loro sdegno in seguito alle dichiarazioni del Cardinale Bertone, espresse nella sua visita in Cile, sulla presunta accertata equazione omosessualità-pedofilia. Riteniamo che tale equazione non faccia altro che fomentare il razzismo e la discriminazione nei confronti delle persone omosessuali. In un momento in cui la Chiesa si trova in difficoltà, a seguito di vari casi venuti alla luce di reati sessuali perpretati su minori da suoi rappresentanti, dichiarare che non vi è nessun nesso tra celibato e pedofilia ma che sarebbe invece accertata la relazione tra omosessualità e pedofilia, si traduce in un’affermazione irrispettosa e assai discutibile anche nei confronti dei numerosi omosessuali fedeli della Chiesa Cattolica. Difendersi dalle accuse di pedofilia, che provengono dallo stesso ambiente ecclesiastico, attaccando l’omosessualità è un atto lesivo ed inaccettabile per tutte le categorie sociali e la sua denuncia di quella parte della società civile e della politica che ha senso critico e attenzione alla laicità dello stato, non può che essere ferma. (Lara Benfatto responsabile Giovani Italia dei Valori Firenze)

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New York Times: Ratzinger sapeva sulla pedofilia

Posted by fidest press agency su domenica, 28 marzo 2010

“Situazione incresciosa che poco alla volta sta emergendo con ritagli sempre più inquietanti. È importante che siano preservati i diritti delle vittime, trattandosi di bambini la cui dignità è stata calpestata”. Così Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, commenta le accuse lanciate dal New York Times contro il Papa e l’attuale segretario di Stato vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone. Secondo i documenti in possesso del giornale nel 1996 l’arcivescovo di Milwaukee avrebbe inviato a Ratzinger, allora alla guida della Congregazione per la dottrina della fede, due lettere per denunciare il caso di padre Murphy, sacerdote che avrebbe abusato di almeno 200 bambini frequentanti una scuola per sordi nel periodo compreso fra il 1950 e il 1974.
Secondo il NYT l’attuale Papa non avrebbe risposto alle missive. Più tardi il suo vice di allora, il cardinal Bertone, avrebbe aperto un processo canonico segreto nei confronti di Murphy, che sarebbe però stato archiviato a seguito di una lettera di pentimento e scuse inviata da Murphy a Ratzinger. “Mi auguro che tutti i fatti relativi agli abusi sui minori perpetrati dalla Chiesa vengano alla luce al più presto – afferma l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – I responsabili non dovranno risponderne solo da un punto di  vista morale,  ma anche e soprattutto da un punto di vista penale”.

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Celibato e pedofilia

Posted by fidest press agency su sabato, 13 marzo 2010

Lettera al direttore. Il vescovo di Ratisbona, Gerhard Mueller, protagonista dell’operazione di trasparenza avviata dalla Chiesa cattolica sugli abusi sessuali perpetrati in passato in Germania da religiosi ai danni di minori, ha definito “una stupidaggine” l’ipotesi che il celibato ecclesiastico sia all’origine del fenomeno e ha affermato che quindi non c’è motivo di modificare questa istituzione. Per sapere se sia una stupidaggine, basterebbe forse una statistica che confrontasse i casi di pedofilia riguardanti i preti cattolici, con quelli riguardanti i preti ortodossi o i pastori delle chiese protestanti, che non hanno l’obbligo del celibato. Certamente il celibato non è l’unica causa, però potrebbe essere una delle cause, giacché può accadere che un fiume non avendo la possibilità di scorrere tranquillamente nel proprio letto, straripi, e cerchi altre vie. Ma anche se così non fosse, perchè questa ostinazione della Chiesa a ritenere il celibato condizione indispensabile per il sacerdozio? Il noto teologo cattolico Gianfranco Ravasi, scriveva sul Domenicale del Sole 24 Ore del 28 maggio 2006: «Il nesso tra sacerdozio e celibato, secondo il Concilio Vaticano II, ha un alto “rapporto di convenienza…ma non è un vincolo teologicamente necessario e strutturale». E allora? Nel marzo del 2007, Benedetto XVI ebbe a dichiarare: «Ribadisco la bellezza e l’importanza di una vita sacerdotale vissuta nel celibato… e ne confermo quindi l’obbligo per la tradizione latina». Ecco: l’errore del Pontefice sta in quella parolina: «obbligo». Vale a dire nel trasformare tranquillamente, arbitrariamente, i “consigli evangelici”, in obblighi evangelici. Oggi ci dice che il celibato dei sacerdoti resta un “valore sacro”. E allora? Sarà sacro il valore, ma i valori non s’impongono. (Miriam Della Croce)

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Movimento Civile contro la Pedofilia

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2009

Roma il 23 giugno, a partire dalle ore 20.30, in Piazza Navona, il Movimento Civile contro la Pedofilia ha organizzato la “fiaccolata mondiale contro la pedofilia”. Sarà una manifestazione sicuramente apolitica, con una scelta di fondo: il sorriso di tutti i nostri bambini. Qui non esiste colore, partito, religione; qui esistono genitori e figli, i nostri figli perché potrebbe capitare ad ognuno di noi ed anche quando, purtroppo  è capitato ad altri, il nostro cuore non può non rimanerne ferito. L’empatia è inevitabile in tali argomenti. In tutto questo si scenderà in campo anche per la mamma di Fiona e Milla la Signora Maria Pia Maoloni. Entriamo un attimo nel merito della storia della Signora Maoloni. Le sue bambine sono diventate oggetto anche, e sottolineo anche, di ricatto per obbligare la mamma a togliere le denunce penali a carico del padre, Rocco Antonini e del nonno paterno, Roberto Antonini. La signora viveva in Belgio con le sue bambine ( che ora si trovano ancora lì) ed a suo tempo bussò a tutte le istituzioni belghe ( Child Focus, SOS bambini, Associazioni per l’infanzia etc), per chiedere aiuto: si è trovata, invece, incastrata in una squallida rete. Nel Belgio vige l’omertà assoluta da parte dei media. Le bambine sono state sottratte alla mamma da parte delle Autorità Belghe, privandola ( illegalmente) di ogni contatto con le sue bambine. Scappata in Italia per proteggere le sue figlie, è rimasta 4 giorni in prigione e 16 giorni agli arresti domiciliari, dopo diché, le sue bimbe le furono portate via per 7 mesi in un Istituto in Italia. La Corte di Appello di Ancona, revocò il reimpatrio in Belgio delle bimbe, avendo ravvisato il pericolo ma, il 17 maggio 2007, il Tribunale dei Minori di Ancona, decide il reimpatrio delle bambine, scavalcando la decisione della Corte di Appello. Nel maggio 2008 la Corte Suprema di Cassazione di Roma, ha cassato la decisione emessa dal Tribunale dei minori di Ancona ma, ormai, era tardi, Fiona e Milla erano già in Belgio dal padre.

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Pedofilia on-line: Progetto non cadere nella rete

Posted by fidest press agency su sabato, 16 Mag 2009

Presentato il nuovo progetto del MO.D.A.V.I. Onlus contro la pedofilia in rete, finanziato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali  “Il progetto ‘Non cadere nella rete’ rappresenta una risposta efficace all’azione di contrasto del deprecabile fenomeno della pedofilia on-line”. È quanto afferma in una nota Irma CASULA, presidente nazionale del MODAVI Onlus, nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto svoltasi oggi presso la Biblioteca ‘Guglielmo Marconi’ di Roma. All’indomani della giornata mondiale contro la pedofilia e le “ronde virtuali” proposte dal Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, il MODAVI Onlus ha raccolto l’appello delle istituzioni, lanciando una campagna di sensibilizzazione rivolta agli adulti sui rischi inerenti l’impiego improprio della rete da parte dei minori.  Il progetto, finanziato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, si propone di fornire un accesso facilitato a tutti gli strumenti tecnologici necessari per guidare, nonché rendere più sicuro possibile, il rapporto tra la rete  ed i minori. Il progetto ha un duplice scopo: da una parte catalizzare l’attenzione dei genitori, sensibilizzandoli al problema, dall’altra sollecitare la loro riflessione sul rapporto con i figli, responsabilizzandoli nel loro ruolo di cittadini e genitori, attraverso il coinvolgimento in attività di partecipazione e segnalazione di siti pericolosi o ambigui.”La prima arma contro la pedofilia – continua il presidente Casula – è sicuramente una cultura della consapevolezza basata sull’utilizzo responsabile degli strumenti multimediali da parte dei minori. La seconda è formare gli adulti sugli strumenti informatici da utilizzare sui Pc, per ricevere le segnalazioni di siti e chat a rischio ed inoltrarle, in automatico, alle autorità competenti”. L’obiettivo del progetto è quello di arginare il diffondersi della pedofilia su internet attraverso una cultura della partecipazione e la promozione della responsabilità attiva, in un percorso di presa di coscienza attraverso il  coinvolgimento reale degli adulti nel processo di crescita dei minori.

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Il decreto sicurezza dimentica le vittime del pedobusiness

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2009

Telefono Arcobaleno, Associazione conosciuta in tutto il mondo perché da 13 anni opera in prima linea contro il traffico di bambini in internet,  a seguito dell’approvazione in Senato del Decreto Sicurezza, denuncia che, per l’ennesima volta, sono state dimenticate le vittime del pedobusiness. Nella legge non è infatti previsto il patrocinio gratuito dello Stato per quel bambino che sia stato sfruttato sessualmente dal pedofilo allo scopo di produrre e diffondere materiale pedopornografico. “Miliardi di scambi nel web scandiscono la circolazione di immagini dello strazio di circa 40.000 bambini  la maggioranza dei quali tra i 7 e i 9 anni, vittime dimenticate, le quali,  in Italia, non potranno beneficiare delle tutele previste con il decreto sicurezza,” dichiara il Presidente e fondatore di Telefono Arcobaleno Giovanni Arena, e sottolinea “è in atto un processo culturale pericoloso che vede considerare la pedofilia on line un crimine virtuale  informatico e non un vero e proprio crimine contro l’umanità che coinvolge bambini veri e sempre più piccoli e che, come non ci stancheremo mai di sottolineare, ha poco a che fare con il virtuale, ma anzi alimenta quotidianamente un turpe mercato di esseri umani.”

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La pedofilia nei tribunali

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2009

Ci vogliono mediamente cinque anni per avere una sentenza di primo grado per fatti di pedofilia in Italia e l’imputato nel frattempo resta a piede libero e continua a svolgere regolarmente il proprio lavoro, anche se questo lo porta a operare a stretto contatto con bambini e adolescenti.  Per la sentenza definitiva occorrono mediamente nove anni.  Per ottenere un indennizzo, finalizzato al supporto del percorso di recupero del bambino e del suo reinserimento sociale, la vittima deve attendere più di dieci anni.  “Un indebito ritardo – dichiara Giovanni Arena, presidente di Telefono Arcobaleno –  un tempo incompatibile con i più elementari principi di civiltà giuridica  e inconciliabile con la doverosa affermazione dell’assoluta centralità dei diritti dell’infanzia”. Durante processi interminabili, che quale qualche volta rischiano di divenire anche un vero e proprio calvario per le vittime e le loro famiglie, viene messo in atto un pericoloso percorso di trasformazione del processo per pedofilia in un processo sulla veridicità dei racconti dei bambini. In molte aule giudiziarie non vi sono le attrezzature per le audizioni protette e troppo spesso non è tenuta in debita considerazione la vulnerabilità delle vittime, che peraltro non ricevono servizi di assistenza appropriati durante tutta la procedura giudiziaria. Le commissioni parlamentari competenti – che in questi mesi hanno mostrato una particolare sensibilità verso i diritti dell’infanzia – dovrebbero occuparsi con urgenza di questi temi specifici, garantendo interventi immediati e concreti per riaffermare che anche nelle aule giudiziarie e anche per l’ordinamento giudiziario e per tutti gli operatori del diritto, il criterio fondamentale – in un processo equo e imparziale ¬– deve sempre essere il superiore interesse del bambino.“Chiedo al ministro della giustizia Angelino Alfano di voler istituire un osservatorio presso il suo gabinetto per monitorare in tempo reale l’andamento dei procedimenti penali e dei processi per pedofilia in Italia e per offrire alle associazioni impegnate sul fronte della tutela dell’infanzia un canale diretto di comunicazione e di invio dei dati in tempo reale, conclude Giovanni Arena”.

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