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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Malattie della pelle

Posted by fidest press agency su sabato, 8 giugno 2019

Quindici milioni di italiani, circa il 25% della popolazione, soffrono di malattie della pelle. Patologie come dermatite atopica, psoriasi e tumori cutanei sono sempre più diffuse, anche a causa dell’ambiente e del progressivo invecchiamento dei cittadini. La dermatologia è l’apripista di innovazioni che stanno cambiando la storia della medicina, con passi in avanti decisivi che toccano sia le tecniche diagnostiche che i farmaci. Progressi a cui ha offerto un contributo importante la SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse), la più antica società scientifica al mondo nel settore delle malattie della pelle (fondata nel 1885). Alla vigilia del XXIV Congresso Mondiale di Dermatologia, che si svolgerà a Milano dal 10 al 15 giugno a Milano, la SIDeMaST fotografa lo stato dell’arte nella ricerca, cura e prevenzione in una conferenza stampa oggi presso Palazzo Lombardia con l’intervento dell’Assessore al Welfare della Regione, Giulio Gallera.
“Sono 3000 le patologie della pelle: infiammatorie, autoimmuni, allergiche, degenerative, tumorali e infettive – spiega il prof. Piergiacomo Calzavara-Pinton, Presidente SIDeMaST -. La nostra specialità sta vivendo un momento rivoluzionario con l’introduzione di nuove procedure diagnostiche e di farmaci innovativi che negli ultimi 20 anni hanno radicalmente cambiato l’approccio a queste malattie. Si è passati da una dermatologia in sordina, in cui disponevamo di mezzi impropri per la cura della psoriasi, dell’eczema e di patologie più gravi a innovazioni in grado di trasformare il panorama dell’intera medicina. Oggi la nostra specialità emerge per la sua capacità trainante e nella sua meritata centralità”.
Circa il 10% della popolazione italiana soffre di malattie infiammatorie della pelle, come dermatite atopica e psoriasi. E non va sottovalutata la percentuale, bassa ma decisamente rilevante in numeri assoluti, di casi in cui queste patologie causano inabilità e gravissima sofferenza fisica.
“Le biotecnologie – sottolinea la prof.ssa Ketty Peris, Consigliere SIDeMaST e Segretario del XXIV Congresso Mondiale di Dermatologia – hanno rivoluzionato le terapie delle malattie infiammatorie. La psoriasi da tempo viene curata con numerosi farmaci biologici efficaci, ora anche la terapia della dermatite atopica include una varietà di farmaci biotecnologici che spaziano dagli anticorpi monoclonali alle small molecules”. “Un tempo – continua la prof.ssa Peris -, questi pazienti, sapendo che non erano disponibili terapie realmente efficaci e che probabilmente non sarebbero riusciti a risolvere il loro problema, finivano con il rassegnarsi e non chiedevano più il consulto dal dermatologo, con una conseguente sottostima del numero dei casi. Ora alla luce dei progressi della terapia, aumentano il numero di visite e i casi diagnosticati, soprattutto nella dermatite atopica, in cui sappiamo che l’interazione fra genetica e ambiente gioca un ruolo importante. La ricerca deve andare proprio in questa direzione per svelare il peso dell’ambiente nell’origine di queste patologie”.
La figura del dermatologo oggi assume un’importanza decisiva, anche in fase di diagnosi e terapia dei tumori della pelle. “Sono disponibili farmaci immunoterapici e a bersaglio molecolare nel trattamento del melanoma metastatico, con il loro utilizzo anche nella terapia adiuvante del melanoma, cioè dopo l’intervento chirurgico – afferma la prof.ssa Maria Concetta Fargnoli, Segretario SIDeMaST -. Per quanto riguarda i tumori non melanoma, un’importante prospettiva è costituita dall’introduzione dell’immunoterapia nelle forme avanzate e metastatiche del carcinoma squamocellulare, che fino a oggi era privo di terapie efficaci. Va inoltre evidenziata l’elevata prevalenza delle cheratosi attiniche, caratterizzate da lesioni, spesso multiple, che si formano sulle zone foto-esposte, per esempio sul volto o il cuoio capelluto nelle persone calve, che possono evolvere in un carcinoma squamocellulare invasivo. Maggiore è il numero delle cheratosi attiniche, maggiore è la probabilità che si formi un carcinoma squamocellulare, talvolta anche molto aggressivo. Poiché non possiamo prevedere quale lesione progredisca, devono essere trattate tutte: si parla di terapia di campo. Negli ultimi 3-4 anni, sulle cheratosi attiniche c’è stato un crescente interesse ed abbiamo in questo ambito molti nuovi approcci terapeutici”.
“È riconosciuta a livello internazionale la nostra eccellente capacità diagnostica, con l’applicazione di metodi non invasivi– conclude il prof. Giovanni Pellacani, Presidente del XXIV Congresso Mondiale di Dermatologia -. Tecniche all’avanguardia come la dermatoscopia e la microscopia confocale consentono di individuare precocemente lesioni neoplastiche e di intervenire tempestivamente, senza il ricorso alla biopsia con vantaggi importanti per il paziente. La cultura delle metodiche non invasive nel nostro Paese è molto diffusa: ad esempio, la dermoscopia è conosciuta e applicata da tutti i dermatologi sul territorio. Inoltre, in molti centri di riferimento, vi è la presenza di metodiche non invasive di avanguardia, come la microscopia confocale, che permette di visualizzare le cellule della cute direttamente, senza eseguire la biopsia. In tutto il mondo, ci viene riconosciuta la capacità di gestire la quotidianità clinica a un ottimo livello, accanto ad una qualificata produzione scientifica internazionale”.

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Medicina estetica cura dell’anima. Anche in presenza di un tumore

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

La gestione di un paziente affetto da tumore dovrebbe essere affidata a un’équipe multidisciplinare più che al singolo specialista, non solo per la complessità intrinseca delle patologie neoplastiche ma anche per le implicazioni che le terapie antitumorali hanno per l’organismo nel suo complesso. Sono farmaci la cui gestione è problematica: è infatti necessario che abbiano un certo grado di tossicità affinché siano efficaci, ma questo determina una serie di effetti collaterali per il paziente, e questi vanno seguiti attentamente, poiché potrebbero essere degli indicatori di un superamento dei livelli di tossicità tollerabili dall’organismo. Di particolare interesse sono gli effetti collaterali che si manifestano a livello cutaneo. “La cute è un organo che ha la straordinaria capacità di interagire con l’ambiente esterno, ricevendo contemporaneamente informazioni dall’interno – spiega Marta Carlesimo, docente di dermatologia presso il dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche, Università ‘La Sapienza’, Roma, in occasione del 40° congresso della Società italiana di medicina estetica (SIME) in corso a Roma – Tutto ciò che accade all’interno di un organismo si può leggere sulla pelle, se si ha una preparazione adeguata. Nel paziente oncologico è importante controllare accuratamente lo stato della pelle, in modo da scorgere per tempo delle spie di tossicità che ci permettono di modulare l’approccio terapeutico, evitando conseguenze anche mortali”. A dimostrazione dell’importanza e al tempo stesso della complessità di questo compito, in Europa è stata creata la figura dell’onco-dermatologo, con competenze di dermatologia, farmacodinamica e farmacocinetica delle terapie antitumorali. “Gli effetti collaterali visibili a livello cutaneo sono tantissimi, sia nella chemioterapia che nella target therapy, e purtroppo nemmeno le terapie immunoncologiche di nuova generazione ne sono prive. I più comuni e immediatamente riconoscibili sono perdita di capelli, eritemi, rush cutanei e manifestazioni bollose. Non vanno mai sottovalutati o considerati banalmente come ‘conseguenze inevitabili’ della terapia, sono spie da tenere sotto lo stretto controllo di professionisti competenti”.
La cura della pelle insomma può essere determinante, e per questo motivo in una visione globale della presa in carico del paziente oncologico scende in campo la medicina estetica “Si sta aprendo un importante filone della medicina estetica che viene chiamato medicina estetica sociale – afferma il professor Emanuele Bartoletti, presidente della SIME – e prevede l’utilizzo di terapie di medicina estetica in pazienti che stanno affrontando terapie oncologiche oppure si trovano sotto dialisi. Abbiamo potuto constatare come anche la sola prescrizione cosmetica possa alleviare la condizione del paziente, evitando complicanze che potrebbero addirittura portare all’interruzione della terapia inoltre una volta superato il periodo della terapia (destabilizzante sia dal punto di vista fisico che mentale) è la ripresa della vita di tutti i giorni viene resa più semplice se si percepisce positivamente il proprio aspetto. Lo stato emotivo del paziente è infatti molto importante per reagire alla lotta che il suo fisico deve sostenere per raggiungere la guarigione”. Un tema di primo piano nell’ambito del Congresso SIME, in cui viene per altro approfondita una serie di iniziative che stanno avendo luogo presso l’Ospedale Fatebenefratelli-Isola Tiberina. ”All’ospedale Fatebenefratelli è attivo ormai da anni un percorso di check up cutanei per i pazienti oncologici – spiega spiega Gloria Trocchi, specialista in Medicina Interna e vice presidente SIME – con i quali valutiamo (sia prima che durante il percorso terapeutico) parametri quali idratazione, produzione di sebo, reattività cutanea, presenza di ipercromie o meno. Questi check up sono parte fondamentale di progetti finalizzati al benessere del paziente oncologico, primo fra tutti ‘Care of me’. Si tratta di un progetto nato dalla collaborazione con la Fondazione ‘Le Cinque vie di Giorgio’ –– che vede coinvolto il Reparto di Oncologia insieme il Servizio di Medicina Estetica ed altri specialisti e professionisti. Vengono previsti check-up cutanei, manicure oncologica, make-up correttivo e corsi di autotrucco, yoga, meditazione, filosofia, scrittura creativa, musicoterapia e colorazione di mandala al fine di integrare il processo di cura con un percorso mirato al benessere e all’equilibrio corpo-mente della persona e per farlo”. (by Marta Carlesimo)

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Malattie della pelle

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Roma, 28 marzo 2019 ore 11.30 Auditorium Ministero della Salute, Lungotevere Ripa, 1 E’ noto che tutte le persone soffrono di più di una malattia della pelle nel corso della vita e che in ogni istante, circa il 25% della popolazione europea soffre di almeno una patologia cutanea. Inoltre l’incidenza di queste malattie è in costante e progressivo aumento a causa, prevalentemente, dell’invecchiamento della popolazione.
Le ormai imprescindibili valutazioni con tecniche di diagnostica non invasiva (come dermoscopia, epiluminescenza digitale, microscopia confocale e tomografia ottica) hanno migliorato in modo radicale la sensibilità e specificità delle diagnosi di tumori cutanei permettendo di osservare che, a fronte dell’aumento di incidenza dei tumori cutanei, la mortalità non è cresciuta. Inoltre, i nuovi farmaci mirati su bersaglio molecolare e l’immunoterapia hanno consentito risultati inimmaginabili prima nei casi avanzati.
A questi temi SIDeMaST dedica la conferenza stampa che annuncia l’avvio della prima Campagna nazionale per promuovere la conoscenza delle malattie della pelle, spesso invalidanti e che richiedono l’utilizzo di farmaci innovativi, sotto la guida dello specialista più adatto: il dermatologo. Relatori:
Piergiacomo Calzavara Pinton, Professore Ordinario Malattie Cutanee e Veneree, Università degli Studi di Brescia, Presidente SIDeMaST – Il peso umano, sanitario e sociale delle malattie dermatologiche oggi in Italia e in Europa e il ruolo del dermatologo
Giampiero Girolomoni, Professore Ordinario Dermatologia e Venerologia, Università degli Studi di Verona – La rivoluzione nella terapia delle patologie dermatologiche infiammatorie
Ketty Peris, Professore Universitario di Dermatologia e Venereologia e Direttore della Unità Operativa Complessa di Dermatologia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Consigliere SIDeMaST – Le nuove tecniche diagnostiche e i nuovi orizzonti terapeutici in oncologia dermatologica, Valeria Corazza, Presidente Associazione Amici Fondazione Natalino Corazza, Bologna – Il punto di vista del paziente.

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Inquinamento: il nuovo nemico della pelle

Posted by fidest press agency su sabato, 2 febbraio 2019

C’è un nuovo nemico della pelle: l’inquinamento. Le polveri sottili, il fumo, i raggi UV e lo smog accelerano il processo di invecchiamento della cute e accentuano rughe e macchie sul volto. «Recenti studi hanno confermato che le polveri sottili e le impurità presenti nell’aria delle nostre città si depositano ogni giorno sulla pelle restando intrappolate nel film idrolipidico che ricopre naturalmente la pelle e, penetrando in profondità nella pelle stessa, portano all’incremento dei radicali liberi che riducono la produzione di collagene ed elastina. Quindi accelerano il processo di invecchiamento naturale della nostra pelle», spiega Patrizia Gilardino, chirurgo estetico.
«Siamo davanti ad un invecchiamento che dipende da cause esterne legate all’inquinamento atmosferico», aggiunge Gilardino. «È un fenomeno relativamente nuovo. Finora infatti eravamo abituati a contrastare solamente alcune cause di invecchiamento: da una parte quelle intrinseche dovute al processo di invecchiamento naturale e al tipo di vita condotto; dall’altra quelle estrinseche imputabili al fumo – sia attivo sia passivo – e al sole. Qui i rimedi sono da ricercare in stili di vita sani e nell’uso di creme protettive».
Davanti però a questi nuovi fattori esterni (smog, inquinamento industriale, etc) le accortezze da assumere sono diverse. Per combattere il cosiddetto “stress ossidativo” provocato dall’inquinamento Gilardino indica un programma in tre step dagli effetti positivi «sia sotto il profilo preventivo, sia sotto quello curativo». Spiega: «Partiamo da una pulizia molto accurata della pelle la sera. È importante agire in profondità per eliminare tutte quelle micro particelle che si sono depositate durante la giornata nel film idrolipidico della pelle e che sono in grado di penetrare creando micro danni metabolici». Il secondo passaggio è nutrire la pelle. «Usare dei prodotti topici, anche a livello casalingo, che però contengano vitamine, in particolare A, C ed E, e siano ricchi di antiossidanti quali, ad esempio, rame, selenio, ma anche carotenoidi, flavonoidi e polifenoli. Sono sostanze in grado sia di far recuperare la produzione di collagene, che restituisce luminosità ed elasticità alla pelle, sia di rigenerare la normale barriera della pelle». Non certo ultimo, «per potenziale ancora di più la produzione e l’azione del collagene, ci sono dei trattamenti biorivitalizzanti che, utilizzando i medesimi componenti, permettono di intervenire con maggiore profondità. A fronte di un danno estrinseco più rilevante è possibile procedere con trattamenti di biorivitalizzazione anche più intensivi, ma sempre mini invasivi e senza particolari controindicazioni. Questi tipo di trattamenti permettono anche di predisporre al meglio la pelle ad essere trattata per altre problematiche o inestetismi». Ricorda: «Una pelle ben nutrita e in salute reagisce sicuramente meglio a ogni tipo di trattamento per combattere l’insorgenza di piccole rughe o per riempiere zone dove si è perso di tono».
Restano però sempre valide le raccomandazioni di base: «Gli stili di vita sono importanti per mantenere giovane la nostra pelle – ricorda la dottoressa -. Una dieta ben bilanciata, l’attività fisica e una buona qualità del sonno sono dei rimedi naturali per conservarla giovane più a lungo».
Patrizia Gilardino – profilo professionale. Laureata in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Milano nel 1988, Patrizia Gilardino si è specializzata nella Scuola di Chirurgia Plastica Ricostruttiva dell’Università degli Studi di Milano nel 1993.

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FotoFinder Systems: l’intelligenza artificiale rivoluziona il rilevamento del tumore della pelle

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 gennaio 2019

L’intelligenza artificiale (IA) è attualmente sulla bocca di tutti. Gli esperti dicono che le aziende devono concentrarsi sui tre aspetti dell’IA per avere un ruolo importante nel settore: le ultime conoscenze di programmazione, l’importanza dei dati e l’integrazione dell’IA nei flussi di lavoro esistenti. FotoFinder Systems unisce questi aspetti chiave già oggi. Come pioniere, l’azienda high-tech è un leader nell’integrazione dell’IA nella tecnologia per la diagnosi del cancro della pelle. Con il nuovo software esperto Moleanalyzer pro, i dermatologi sono in grado di valutare i nevi con l’IA, e i risultati confermano una precisione estremamente elevata. Moleanalyzer pro offre ai medici la possibilità di confermare le loro diagnosi con varie tecniche di valutazione. Per la prima volta, è possibile combinare l’esperienza specializzata con l’IA e ricevere inoltre una seconda opinione – basta un clic del mouse – da celebri esperti internazionali di oncologia cutanea.Moleanalyzer pro funziona con l’apprendimento approfondito, il “deep learning”: l’abilità umana di apprendere da esempi ed esperienze viene trasferita al computer. A questo scopo, la rete neurale convoluzionale è stata addestrata con la raccolta attualmente più grande di immagini dermatoscopiche, compresa la diagnosi corrispondente. Il successo dell’algoritmo è dovuto al continuo “accrescimento” dovuto ai tanti anni di utile collaborazione con medici di tutto il mondo. Grazie alla sempre maggiore esperienza e alle sue proprie regole autonome, l’algoritmo è in grado di distinguere tra lesioni benigne e maligne. Il risultato è un punteggio che supporta la valutazione del rischio di entrambe le tipologie di lesioni cutanee, melanocitarie e non-melanocitarie. Tra breve, questo “Score IA” sarà disponibile ai medici anche su dispositivi mobili.
Stando allo studio rappresentativo “Man against machine” (“Uomo contro macchina”), l’algoritmo di apprendimento approfondito ha dimostrato una sensibilità straordinariamente elevata identificando correttamente il 95% dei tumori cutanei maligni. Nel gruppo di confronto, gli esperti – 58 dermatologi da 17 paesi – hanno correttamente identificato l’86,6% delle lesioni maligne. L’algoritmo ha mostrato anche una specificità elevata in modo affidabile, identificando correttamente come benigni l’82,5% dei nevi, mentre gli esperti ne avevano identificato come benigni il 71,3%.Per quanto sia affascinante, l’IA non può sostituire l’esperienza umana quando si tratta di tumore della pelle. Alla fine, la decisione sul da farsi spetta al medico. In caso di dubbio, Moleanalyzer pro offre un servizio di seconda opinione da specialisti di tumore della pelle di fama internazionale per confermare la diagnosi.

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Tumori della pelle: microscopia confocale

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 ottobre 2018

Una biopsia virtuale per identificare il tumore in tempo reale, senza aspettare i tempi dell’istologia: ecco quanto promette la microscopia confocale. A discuterne le possibili applicazioni innovative, gli esperti riuniti a Roma nel primo meeting mondiale su questo argomento. “La scelta di tenere questo congresso in Italia è dovuta al fatto che il nostro Paese ha un ruolo centrale nella diagnostica non invasiva, lo ha sempre avuto e continua ad averlo. E anche nella microscopia confocale l’Italia gioca un ruolo di leadership” spiega Marco Ardigò, Ricercatore dell’Istituto San Gallicano, e Presidente del Congresso insieme a Giovanni Pellacani, Preside della Facoltà di Medicina di Modena e co-presidente del 24° Congresso Mondiale di Dermatologia che si terrà a Milano dal 10 al 15 giugno 2019. “L’Italia è uno dei paesi in cui la microscopia confocale è più diffusa, ciononostante ancora non tutti i medici ne conoscono i vantaggi e le applicazioni potenziali” commenta Ardigò. “La microscopia confocale in vivo è una tecnica di imaging cutaneo in grado di fornire una sorta di biopsia virtuale, che può essere utilizzata per approfondire diagnosi in tempo reale, in modo non invasivo e con risultati affidabili, potenzialmente in gran parte dei processi tumorali ed infiammatori della cute” spiega Ardigò.
“L’impiego della microscopia confocale ex vivo (eseguita su tessuto asportato) permette di poter anticipare i tempi delle analisi istologiche standard, che richiedono circa una decina di giorni. La specificità, cioè la capacità di escludere la presenza della malattia, di questo metodo è particolarmente elevata. Quindi questa nuova metodica consentirebbe di intervenire solo se necessario e non in via preventiva in caso di sospetto, di risparmiare i tessuti sani peri-neoplastici, di eliminare tutto il tessuto malato senza dover rimandare a un secondo intervento nel caso l’esito della biopsia risultasse poi positivo”. La microscopia confocale in vivo permette una maggior confidenza diagnostica, possibilità di monitoraggio clinico e terapeutico e un atteggiamento chirurgico più conservativo e garante della eradicazione della neoplasia.

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La salute della pelle e i suoi tempi

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

Roma Al via da Luglio a nuove regole di accesso alle visite dermatologiche del San Gallicano per garantire certezza ed appropriatezza di cura ed organizzare al meglio i percorsi diagnostico-terapeutici per tutte le numerose malattie, spesso croniche e/o rare della pelle. Le disposizioni del piano regionale per il governo delle liste d’attesa sono molto chiare e stabiliscono codici di priorità secondo i criteri di Raggruppamenti di Attesa Omogenei (RAO). Approfittiamo del periodo estivo per rimodulare l’organizzazione in modo da gestire al meglio l’accoglienza e la presa in carico dei pazienti dermatologici.Tutte le prime visite vengono indicate dal medico sull’impegnativa con : il codice “B” (breve) quando la prestazione deve essere eseguita entro 10 giorni, codice “D” (differibile) per visite entro 30 giorni e codice “P”(programmata) per visite entro 180 giorni. Queste si effettuano, dal lunedì al venerdì e necessitano di prenotazione al ReCup, numero verde 803333 o presso gli sportelli degli Istituti. Le urgenze sono segnalate con il codice “U” dal medico sull’impegnativa e a queste viene dedicata da luglio una via preferenziale di accesso senza prenotazione: il lunedì e il mercoledì mattina l’accettazione delle richieste è dalle 8:00 alle 10:00.Le visite di controllo, riservate ai pazienti “presi in carico”, vengono invece gestite direttamente dal dermatologo al fine di garantire la continuità di cura. L’obiettivo è assicurare l’esecuzione di visite in tempi certi a pazienti che presentino malattie dermatologiche rilevanti e allo stesso tempo gestire al meglio l’assistenza di alta specialità durante l’intero percorso clinico, dal primo accesso fino alla risoluzione del problema.
Segnaliamo infine che gli Istituti Regina Elena e San Gallicano hanno di recente attivato il nuovo canale Telegram per la messaggistica istantanea, un ulteriore strumento per facilitare le comunicazioni di pubblica utilità.

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Dermatite atopica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 maggio 2018

E’ la più comune malattia infiammatoria della pelle. Colpisce il 15-20% dei bambini, dà prurito talvolta così intenso da impedire di studiare, dormire, concentrarsi. Solo un terzo di queste forme esordisce in età adulta, mentre i due terzi sono una scomoda ‘eredità’ dell’infanzia. Nel bambino va trattata subito perché bloccarla significa, in molti casi, evitare l’esordio di allergie e asma. Ma la novità è che anche molti adulti ne soffrono: una recente indagine internazionale che ha coinvolto anche l’Italia, evidenzia nel nostro paese un’incidenza di dermatite atopica fino all’8% degli over 18. Lo rivela uno studio pubblicato di recente dalla rivista Allergy condotto da uno staff internazionale di specialisti, tra cui il Prof. Giampiero Girolomoni, co-presidente del 93° congresso nazionale della Sidemast che si terrà a Verona dal 23 al 26 maggio alla presenza di oltre 1.000 specialisti provenienti da tutta Italia.
La ricerca è stata effettuata su un campione di 100.000 persone adulte residenti in Stati Uniti, Canada, Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito e Giappone.
Il risultato è sorprendente. L’Italia è il paese dove si registra la maggior incidenza di dermatite atopica negli adulti: l’8,1% degli intervistati ammette di soffrirne, a fronte di una media del 4,9% emersa dalla totalità del campione.
Ma sotto i riflettori del Congresso anche i tumori della pelle, in particolare il melanoma, in continuo aumento. In questo ambito appare sempre più evidente l’importanza della diagnosi precoce per identificarne la fase inziale di crescita e quindi limitare la possibilità di dare origine a metastasi. Durante il Congresso SIDeMaST si affronteranno tutte le novità riguardanti l’utilizzo di strumenti diagnostici all’avanguardia quali la dermatoscopia e la microscopia confocale. “Nel 2017 in Italia sono stati circa 14.000 i nuovi casi di melanoma della cute, 7.300 tra gli uomini e 6.700 tra le donne – spiega il presidente di Sidemast, prof. Piergiacomo Calzavara Pinton. – Se si considerano le fasce di età, il melanoma rappresenta il 9% dei tumori giovanili negli uomini (seconda neoplasia più frequente), il 3% e il 2% nelle fasce di età tra i 50-69 e i 70 anni – Nelle donne rappresenta il 7% dei tumori giovanili, secondo dati AIRTUM. Un altro tema importante è quello della prevenzione in ambito dermatologico delle patologie della cute dell’anziano: la diagnosi precoce di carcinomi baso e squamocellulari appare oggi di estrema attualità”. Come fondamentale appare educare i cittadini alla prevenzione dai danni del sole. “Oggi molte persone non sono informate e fanno più danni che altro. La fotoprotezione locale e orale è spesso fatta in maniera sbagliata, bisogna conoscere le giuste regole per esporsi al sole. Presto avremo le nuove linee guida proprio in questo ambito.” Un altro argomento sotto i riflettori del Congresso Sidemast sarà quello della psoriasi, una delle più comuni malattie cutanee che riveste anche carattere sociale, poiché colpisce in media il 3% circa della popolazione mondiale e ha un profondo impatto sulla qualità della vita dei pazienti. Durante i lavori, saranno presentate le ultime evidenze provenienti dagli studi clinici e dalle esperienze di real life su tutti i farmaci attualmente in commercio e su quelli che saranno introdotti nei prossimi anni. “L’obiettivo è quello di discutere i diversi approcci terapeutici alla psoriasi, valutando i criteri di scelta personalizzata – afferma il Professor Antonio Costanzo, co-presidente del Congresso Sidemast e direttore della Clinica Dermatologica dell’Università Humanitas di Milano – Il paziente rimane infatti il centro attorno al quale ruota la ricerca e l’attenzione del clinico”.

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“Psoriasi: scopri la tua pelle e ritrova la libertà”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2018

Un uomo che danza divertito e in assoluta libertà sulla spiaggia mentre ascolta la musica. Una donna ad una festa in giardino che gioca serena in costume. Queste le situazioni, realizzate da Novartis, per la nuova edizione di “Chiedi al tuo dermatologo”, che raccontano la gioia e libertà delle persone che mostrano in pubblico la propria pelle, felici di aver raggiunto la “clear skin” (una pelle pulita da lesioni) e di tornare a vivere una vita normale. Patrocinata dall’Associazione per la Difesa degli Psoriasici (A.DI.PSO.) e dalle Società Scientifiche ADOI (Associazione Dermatologi-venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica) e SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse), la campagna arriva anche nel Lazio e vuole incoraggiare le persone con psoriasi a parlare con il proprio dermatologo, la figura di riferimento in grado di aiutarle nell’affrontare al meglio la malattia. “La psoriasi è una malattia della pelle e/o delle articolazioni, che può essere molto invalidante per chi ne è affetto – ha dichiarato Ketty Peris, Direttore della Clinica Dermatologica Università Cattolica del Sacro Cuore Policlinico A. Gemelli di Roma -. Solo nella nostra Regione i malati psoriasici sono circa 180.000, ma si tratta di un numero sottostimato: spesso il paziente trascura la patologia perché pensa che non ci siano cure efficaci. La presenza delle placche sulla pelle provoca, nella quasi totalità dei pazienti, un forte imbarazzo ed una discriminazione che peggiorano ulteriormente l’impatto psicologico e relazionale. Il primo passo per la cura di questa malattia – ha proseguito la Prof.ssa Peris – è quello di rivolgersi al dermatologo, che è lo specialista in grado di diagnosticare la psoriasi ed individuare insieme al paziente il percorso di cura più adeguato. Solo un trattamento appropriato, infatti, può garantire ai pazienti la regressione delle lesioni e un reale miglioramento della qualità di vita. In tal senso, risultano fondamentali campagne di sensibilizzazione rivolte ai pazienti e, più in generale, all’opinione pubblica. Sensibilizzare significa non solo far conoscere una patologia dietro cui ancora oggi si cela stigma e vergogna, ma anche incoraggiare e motivare le persone con psoriasi a non nascondersi e a rivolgersi al dermatologo”.
La novità di questa edizione è il numero verde 800 949 209: un call center gratuito, attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 17.00, tramite cui gli utenti possono ricevere informazioni sul Centro Psoriasi più vicino a casa e indicazioni pratiche sulle modalità di prenotazione di una visita dal dermatologo. Il sito http://www.lapelleconta.it si arricchisce di nuovi contenuti sulla patologia e su come affrontarla al meglio.

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“Psoriasi: scopri la tua pelle e ritrova la libertà”

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2018

La campagna patrocinata dall’Associazione per la Difesa degli Psoriasici (A.DI.PSO.) e dalle Società Scientifiche ADOI (Associazione Dermatologi-venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica) e SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse), vuole incoraggiare le persone con psoriasi a parlare con il proprio dermatologo, la figura di riferimento in grado di aiutarle nell’affrontare al meglio la malattia.La novità di questa edizione è il numero verde 800 949 209: un call center gratuito, attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 17.00, tramite cui gli utenti possono ricevere informazioni sul Centro Psoriasi più vicino a casa e indicazioni pratiche sulle modalità di prenotazione di una visita dal dermatologo. Il sito http://www.lapelleconta.it si arricchisce di nuovi contenuti sulla patologia e su come affrontarla al meglio.
“Grazie ai continui progressi della ricerca clinica oggi ci sono nuove modalità di intervento per la gestione e il trattamento della malattia – commenta Francesco Cusano, Presidente ADOI -. Compito del dermatologo è, fra gli altri, sviluppare un dialogo con il paziente che si fondi sulla reciproca fiducia e consenta quindi alla persona con psoriasi di condividere le aspettative per una qualità di vita migliore”.“Novartis ha lanciato questa campagna in sinergia con l’associazione di pazienti e le società scientifiche – aggiunge Angela Bianchi, Head of Communications, Patient Relations & Public Affairs di Novartis –. Riteniamo, infatti, sia fondamentale continuare a costruire insieme iniziative di questo tipo per coniugare l’innovazione scientifica all’ascolto attivo delle esigenze del paziente”.
La psoriasi è una patologia cutanea comune, infiammatoria e non contagiosa, che colpisce oltre 125 milioni di persone in tutto il mondo.Esistono diversi tipi di psoriasi2. La psoriasi a placche che, con il 90% dei casi, rappresenta la forma più diffusa di questa patologia, si presenta sotto forma di chiazze rosse in rilievo – coperte da uno strato bianco/argenteo di cellule cutanee morte – che sono spesso pruriginose e dolorose e possono screpolarsi e sanguinare. Queste macchie – o placche – si sviluppano con maggiore frequenza sul cuoio capelluto, sulle ginocchia, sui gomiti e sulla parte bassa della schiena.Più di un terzo delle persone affette da psoriasi a placche soffre di una forma da moderata a severa, che può essere difficile da trattare. I sintomi della patologia sono considerati di entità da moderata a severa quando è interessato oltre il 10% della superficie corporea, o quando sono coinvolte zone sensibili o in vista del corpo – come le mani o i piedi (psoriasi palmo-plantare) o il viso – con un notevole, conseguente impatto sulla qualità della vita.

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Attenti al troppo sole: Il melanoma è dietro l’angolo

Posted by fidest press agency su domenica, 25 marzo 2018

Il 20% delle nuove diagnosi di melanoma riguarda i giovani under 40. Questo tumore della pelle particolarmente aggressivo è in costante crescita, negli ultimi 5 anni infatti si è registrato un aumento del 34% dei nuovi casi nel nostro Paese: nel 2017 ne sono stati stimati circa 14mila, erano 10.400 nel 2013. È dimostrato che l’eccessiva esposizione ai raggi UV svolge un ruolo decisivo, raddoppia infatti il rischio di sviluppare la malattia. Per sensibilizzare tutti i cittadini sull’importanza della prevenzione, la Fondazione Melanoma ha realizzato uno spot disponibile sul sito http://www.fondazionemelanoma.org, che avrà ampia diffusione nei social network e nelle emittenti televisive. Nel video, reso possibile grazie al sostegno di Bristol-Myers Squibb, viene mostrata una ragazza di spalle, i nei sulla sua schiena sono il “ricordo” dei momenti trascorsi al sole, troppo spesso senza protezione, che la pelle non dimentica. “L’inizio della primavera è il periodo migliore per eseguire il controllo dei nei perché la pelle non è ancora abbronzata – spiega il prof. Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e Direttore Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione ‘G. Pascale’ di Napoli -. Il melanoma è la seconda più comune diagnosi di tumore negli uomini under 50 e la terza nelle donne in questa fascia di età. Inoltre va ricordato che le scottature solari gravi, durante l’infanzia e l’adolescenza, triplicano il rischio di melanoma in età adulta, ma sono ancora troppo pochi i giovani che proteggono la pelle dai raggi UV. Grazie alle campagne di sensibilizzazione condotte anche dalla nostra Fondazione, oggi in sette casi su dieci la malattia è individuata in fase iniziale. Il cambiamento nella forma, dimensione o colore di un neo rappresenta un segnale d’allarme da non sottovalutare. In passato vi era scarsa consapevolezza tra i cittadini sui rischi legati all’esposizione indiscriminata al sole e all’uso dei lettini solari. Oggi non è più così”. “Tutti dovrebbero utilizzare le creme solari quando prendono il sole, evitando di esporsi nelle ore centrali (dalle 12 alle 16) – continua il prof. Ascierto -. Senza dimenticare il controllo della pelle ogni anno dallo specialista. In particolare nelle persone che presentano più di 100 nei il rischio di melanoma è 6 volte superiore. Va sempre seguita la regola del ‘brutto anatroccolo’: l’insorgenza di un neo diverso per forma e colore rispetto a quelli già presenti è un segnale da tenere in considerazione e da far controllare dal dermatologo. Avere la pelle chiara, i capelli biondi o rossi e gli occhi chiari (blu, grigi o verdi) è un altro fattore di rischio. Se scoperto precocemente, il melanoma è guaribile con una semplice asportazione chirurgica”.

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Nuovi approcci per i tumori della pelle

Posted by fidest press agency su domenica, 19 novembre 2017

melanoma-sulla-pelleBrescia. “Cheratosi attinica, carcinomi spinocellulari, carcinomi basocellulari (basaliomi) e melanomi sono in continua crescita. Nel 2016, in Italia, sono stati registrati quasi 180mila nuovi casi di carcinoma basocellulare – la forma di cancro della pelle più frequente e meno aggressiva – ma il numero è sottostimato perché la registrazione di nuovi casi spesso non viene fatta. Secondo le statistiche quindi, nel nostro Paese, una persona su cinque svilupperà nella vita un basalioma. Tra le cause di questo fenomeno, l’esposizione al sole non controllata, l’uso di prodotti solari non idonei, l’inquinamento ambientale e l’invecchiamento generale della popolazione.” È quanto afferma il prof. Piergiacomo Calzavara Pinton, Direttore del Dipartimento di Dermatologia all’Università di Brescia e Presidente SIDeMaST, (Società Italiana di Dermatologia medica e chirurgica, estetica e di Malattie Sessualmente Trasmesse) in occasione della seconda giornata del 3° Corso Europeo di Fotodermatologia interamente dedicata alla comprensione delle cause dei tumori della pelle, alla loro terapia e prevenzione con la fotoprotezione.
“A Brescia, uno dei pochi centri pubblici che applicano la fototerapia dinamica, almeno 200 casi di carcinoma basocellulare sono stati curati nell’ultimo anno con questa tecnologia contro i 1.600 casi trattati con la procedura chirurgica standard. Tuttavia questo approccio non è indicato per i circa 300 casi di melanoma, per i quali si prevedono altri percorsi di cura. Ciò vuol dire che in circa il 10% dei pazienti è stato evitato l’intervento e le relative conseguenze cicatriziali. In sintesi, la fototerapia dinamica – spiega il professore – consiste nell’utilizzo della normale luce visibile. Prima si applica un prodotto non tossico per rendere più sensibili le cellule tumorali, poi si illumina la parte interessata con luce rossa e il tumore ‘si suicida’ scomparendo senza cicatrici”.
“Dobbiamo educare i cittadini alla prevenzione per evitare che si manifestino così frequentemente i tumori della pelle – conclude il prof. Calzavara Pinton -. Negli ultimi anni, i basaliomi sono quadruplicati. Anche i melanomi continuano ad aumentare. È importante prevenire la loro comparsa ma, a differenza di quanto fatto finora, bisogna sapere quali prodotti usare e in che modo, altrimenti non riusciamo a prevenirli efficacemente e anzi, pensando erroneamente di essere protetti, ci esponiamo ancora di più al sole con il risultato paradossale di avere un aumento invece che una riduzione dei tumori della pelle”. Ovviamente tutto ciò rappresenta non solo un evidente problema per i pazienti colpiti da queste patologie, ma anche un aggravio e un ulteriore importante costo per il Sistema Sanitario Nazionale.

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Malattie della pelle in aumento

Posted by fidest press agency su sabato, 18 novembre 2017

ospedale bresciaBrescia. Psoriasi, dermatite atopica e vitiligine sono malattie infiammatorie della pelle sempre più diffuse. Molti pazienti possono essere trattati dal dermatologo senza farmaci ma con gli strumenti messi a disposizione dalla fototerapia, in cui gli Spedali Civili di Brescia sono un punto di riferimento europeo. La fototerapia consiste nell’esposizione alla luce con particolari apparecchiature che permettono di irradiare il paziente o solo alcune zone specifiche del corpo, evitando l’uso di farmaci biologici, molto costosi, che possono provocare effetti indesiderati anche pesanti e sono comunque controindicati in pazienti portatori di infezioni croniche o che hanno sofferto di tumori.“La fototerapia è da tempo un approccio utilizzato con successo nel nostro ospedale – afferma il prof. Piergiacomo Calzavara-Pinton, Direttore del Dipartimento di Dermatologia all’Università di Brescia e Presidente SIDeMaST, (Società Italiana di Dermatologia medica e chirurgica, estetica e di Malattie Sessualmente Trasmesse) -, non riduce le difese immunitarie e può essere efficace quanto le terapie farmacologiche. Inoltre i costi sono ridotti rispetto all’uso di alcune molecole: un ciclo di farmaci biologici costa circa 15mila euro per paziente ogni anno, utilizzando le apparecchiature per la fototerapia si possono trattare efficacemente tra i 100 e i 200 pazienti al giorno, con un notevole risparmio per il sistema sanitario nazionale.” Con i nuovi macchinari, a tecnologia laser, LED o a eccimeri, l’esposizione alla luce può essere localizzata e regolata sulla persona e sul tipo di malattia modulando il sistema immunitario senza avere la tossicità sistemica tipica dei farmaci biologici, che tra l’altro non sono indicati in pazienti con epatite B o C, HIV e tumori.”
Di fototerapia, ma anche di malattie causate da sensibilità alla luce e di fotoprotezione si parla al 3° Corso Europeo di Fotodermatologia che si apre oggi al Centro Pastorale Paolo VI a Brescia. Nella prima giornata sotto i riflettori i meccanismi della fotodermatologia (fototerapia e fotosensibilità), nella seconda invece si approfondiranno i temi della fotoprotezione. “In seguito all’esposizione al sole i pazienti con fotodermatosi autoimmuni come eritema solare (polimorfo solare) e orticaria solare – continua il prof. Calzavara-Pinton – hanno una potente reazione cutanea perché il loro sistema immunitario non si adatta alla luce come nelle persone sane. Reazioni fotoallergiche o fototossiche da farmaci o sostanze naturali applicate localmente o assunte per bocca sono anche frequentissime. L’esposizione solare, insieme all’inquinamento ambientale, contribuisce in modo determinante all’invecchiamento della pelle. Per averne un’idea basta guardare la differenza tra la pelle del viso e quella della pancia: hanno la stessa età, hanno mangiato le stesse cose, ma la pelle del viso ha un aspetto più vecchio con molte più rughe e macchie. Dunque, come dobbiamo proteggere la pelle? I solari, e ne esistono moltissimi in commercio, non sono sempre adeguati. A volte si usano i prodotti sbagliati e in modo errato. È importante sapere quali prodotti usare e in che modo”. Tutto ciò rappresenta un ulteriore costo per il SSN. Nella seconda giornata del corso previsti anche i contributi dei direttori medici di alcune delle maggiori aziende produttrici di prodotti solari impegnate nella ricerca sulla fotoprotezione, insieme ai clinici, per mettere a punto nuove linee guida europee per la fotoesposizione che saranno disponibili il prossimo anno.

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Psoriasi e la pelle libera da lesioni

Posted by fidest press agency su martedì, 4 ottobre 2016

psoriasiNovartis ha presentato nuovi dati provenienti dal più vasto sondaggio globale mai condotto finora tra le persone affette da psoriasi, secondo il quale molti non solo non raggiungono l’obiettivo terapeutico di una pelle esente da lesioni, ma non credono neppure che tale obiettivo sia realistico1. Le persone affette dalla malattia dichiarano anche di dover affrontare discriminazioni, umiliazioni e, in alcuni casi, disturbi psicologici, secondo la ricerca presentata al congresso della European Academy of Dermatology and Venereology (EADV).Se da un lato l’evidenza clinica presentata al congresso EADV ha dimostrato che una pelle libera da lesioni migliora significativamente la qualità della vita, dall’altro il sondaggio ha scoperto che oltre la metà (57%) delle persone non ha ottenuto una pelle esente o quasi esente da lesioni, e quasi un terzo (28%) ha dovuto attendere cinque anni prima di ricevere un trattamento che permettesse di ottenere una pelle esente o quasi esente da lesioni. “Ogni paziente merita la possibilità di ottenere una pelle libera da lesioni, tuttavia secondo questa ricerca a molti non viene neppure data questa possibilità”, ha dichiarato Vasant Narasimhan, Global Head, Drug Development e Chief Medical Officer di Novartis. “Novartis sostiene la risoluzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che mira a fare della psoriasi una priorità sanitaria globale e ad aiutare i pazienti a superare le strazianti sfide fisiche, sociali e psicologiche che questa patologia comporta”.Oltre 8.300 persone provenienti da 31 Paesi hanno preso parte al sondaggio, che mirava a migliorare la comprensione delle prospettive dei pazienti in merito a una pelle libera da lesioni e, soprattutto, sull’impatto di non riuscire a ottenerla. Questa importante iniziativa di ricerca rappresenta la più grande collaborazione di sempre tra Novartis e le associazioni di pazienti, ivi inclusi 25 gruppi provenienti da tutto il mondo.I risultati del sondaggio rafforzano la necessità di un’educazione migliore e di un maggior impegno da parte degli operatori sanitari e dei pazienti circa la possibilità di ottenere una pelle libera o quasi libera da lesioni, intesa come obiettivo terapeutico. Inoltre, essi sono una dimostrazione dell’impatto negativo che la psoriasi esercita sulla vita dei pazienti. La maggior parte delle persone intervistate (84%) soffriva di discriminazioni e umiliazioni, mentre per quasi la metà (43%) la psoriasi aveva avuto ripercussioni sulla vita sociale e reso difficile instaurare relazioni intime1.Un terzo (38%) delle persone intervistate ha anche riferito di soffrire, a causa della psoriasi, di un disturbo psicologico diagnosticato: una persona su quattro aveva una diagnosi di ansia (24%) o di depressione (25%). Altre ricerche presentate al congresso EADV hanno anche dimostrato che i pazienti affetti da ansia o depressione soffrono di una forma più severa della malattia e di una peggiore qualità della vita3: questo sottolinea ulteriormente il legame tra gli aspetti psicologici e fisici di questa patologia.Ulteriori informazioni e risultati del sondaggio sono disponibili presso il sito http://www.skintolivein.com/Ask4Clear. Skin To Live In è un hub online di Novartis, con canali di social media che spaziano da Facebook a Twitter, YouTube e Instagram, dedicato a educare e sostenere i pazienti con gravi malattie della pelle, ivi inclusa la psoriasi.
Novartis è impegnata nei confronti delle persone che convivono con la psoriasi, e ha lanciato la campagna Ask Your Dermatologist, che è sostenuta da diverse associazioni di pazienti e di medici. La campagna, attualmente lanciata in diversi Paesi, ivi inclusi Germania, Svizzera, Svezia e Austria, ha lo scopo di ispirare e incoraggiare le persone affette da psoriasi a consultare nuovamente il proprio dermatologo per discutere le aspettative di trattamento e definire le priorità per migliorare la qualità della loro vita. Per saperne di più su questa campagna, visitare il sito http://www.askyourderm.com.
La psoriasi è una diffusa malattia autoimmune non contagiosa, che colpisce fino al 3% della popolazione mondiale4. La psoriasi a placche – la forma più comune di questa patologia – appare sotto forma di chiazze rosse in rilievo, coperte da uno strato bianco/argenteo di cellule cutanee morte. La psoriasi non è semplicemente un problema estetico, ma una malattia cronica, persistente e spesso invalidante, che può compromettere anche gli aspetti apparentemente meno importanti della vita quotidiana delle persone. Fino al 30% dei pazienti con psoriasi ha sviluppato – o svilupperà in futuro – artrite psoriasica, una patologia che colpisce anche le articolazioni, causando sintomi debilitanti che includono dolore, rigidità e danno articolare irreversibile5,6. La psoriasi è anche associata ad altre malattie gravi, come il diabete, le patologie cardiache e la depressione.

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Discriminati a causa della propria pelle

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2016

psoriasiNovartis ha annunciato i nuovi risultati del più vasto sondaggio globale mai condotto finora tra le persone con psoriasi. Tali risultati rivelano che l’84% dei pazienti con psoriasi da moderata a severa è vittima di discriminazioni e umiliazioni – molti di loro (40%) vengono insistentemente fissati in pubblico – a causa della loro condizione1. Inoltre, i risultati dimostrano che i pazienti nutrono aspettative molto scarse per quanto riguarda la possibilità di ottenere una pelle libera da lesioni1 (Clear Skin).
Oltre 8.300 persone provenienti da 31 Paesi hanno preso parte al sondaggio, il primo del suo genere ad analizzare la percezione di una pelle libera da lesioni nella psoriasi. Si tratta della più vasta collaborazione di sempre tra Novartis e le associazioni di pazienti, che hanno incluso 25 organizzazioni provenienti da tutto il mondo. Oltre a evidenziare livelli inaccettabili di discriminazione e umiliazione, il sondaggio dimostra che quasi la metà delle persone con psoriasi (45%) si è vista chiedere se la malattia fosse contagiosa1. L’indagine ha anche svelato gli effetti devastanti che la psoriasi può avere sulla vita personale e sulla salute mentale di chi ne è affetto: il 16% dei partecipanti ha infatti ammesso di nascondersi dal mondo come meccanismo di coping1. Questa carenza di speranza e di autostima si riflette nei risultati, con il 55% degli intervistati che afferma di non credere che la pelle libera o quasi libera da lesioni sia un obiettivo realistico.
Anche i 639 pazienti, provenienti da diverse regioni del territorio italiano, percepiscono come remota la possibilità di ottenere una pelle libera da lesioni. L’indagine ha infatti messo in luce l’importanza di ottenere questo risultato (Clear Skin) per il 39% del campione, anche se più della metà lo ritiene un obiettivo ancora non raggiungibile.Dai dati, inoltre, emerge che il 53% considera la riduzione del prurito uno dei principali obiettivi del trattamento, mentre il 33% degli intervistati aspira solo a una riduzione della sensazione di dolore. Anche per il campione italiano la qualità di vita è fortemente influenzata dalla patologia, confermando il dato mondiale. L’84% dei pazienti ha infatti risposto di essere stato vittima di umiliazioni e discriminazioni, il 43% si sente osservato in pubblico e al 41% è stato chiesto se la malattia fosse contagiosa. Gli intervistati italiani hanno inoltre raccontato le proprie sensazioni associate alla patologia: circa il 40% si sente in imbarazzo; 1 paziente su 3 si vede poco attraente e si vergogna della propria pelle. Inoltre, per il 60% delle persone coinvolte nel sondaggio, la psoriasi ha un impatto sulla vita professionale, con 6 pazienti su 10 che hanno richiesto un giorno di permesso negli ultimi sei mesi. La psoriasi influisce in maniera negativa anche sulle relazioni interpersonali: ne è convinto il 46% degli intervistati tra i quali, il 33% ritiene di non sopportare lo sguardo degli altri e ancora 1 paziente su 3 si sente inadeguato come partner. Infine le principali attività che i psoriasi1pazienti vorrebbero presto tornare a riprendere sono: andare al mare e prendere il sole (circa il 60%), e nuotare (circa il 48%).“Nonostante i dati mostrati da questo sondaggio rivelino scetticismo nei confronti della possibilità di tornare ad avere una Clear Skin, tutti i pazienti ne hanno diritto”, ha affermato Giampiero Girolomoni, Presidente SIDeMaST e Professore Ordinario di Dermatologia dell’Università di Verona “Il nostro compito di dermatologi – ha proseguito – è di stare a fianco dei pazienti esortandoli a pretendere di più e a non accontentarsi se non di una pelle libera da lesioni”.Ulteriori dettagli sui risultati del sondaggio globale e un emozionante video dell’artista di body paint Natalie Fletcher sono disponibili sul sito http://www.skintolivein.com, un hub creato da Novartis per riunire i canali di social media Facebook, Twitter, YouTube e Instagram e dedicato all’educazione e al sostegno dei pazienti con gravi malattie della pelle, come la psoriasi.
La versione italiana del video è disponibile su http://www.lapelleconta.it. Inoltre, i risultati del sondaggio saranno sottoposti a riviste scientifiche e presentati al 25° congresso della European Association of Dermatology and Venereology (EADV), che si terrà a Vienna dal 28 settembre al 2 ottobre 2016.
La psoriasi è una diffusa malattia autoimmune cronica, non contagiosa, che colpisce fino al 3% della popolazione mondiale2. La psoriasi a placche – il tipo più comune – si presenta sotto forma di chiazze rosse in rilievo, ricoperte da uno strato bianco/argenteo di cellule cutanee morte. La psoriasi non è semplicemente un problema estetico, ma una malattia cronica, persistente e spesso invalidante, che può compromettere anche gli aspetti apparentemente meno importanti della vita quotidiana delle persone. Fino al 30% dei pazienti con psoriasi ha sviluppato – o svilupperà in futuro – artrite psoriasica, una patologia che colpisce anche le articolazioni, causando sintomi debilitanti inclusi dolore, rigidità e danno articolare irreversibile3,4. La psoriasi è anche associata ad altre malattie gravi, come il diabete, le patologie cardiache e la depressione. (foto: psoriasi)

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Nove su dieci trascurano la propria pelle

Posted by fidest press agency su sabato, 11 giugno 2016

melanoma-sulla-pelleSpesso rimandiamo la visita dal dermatologo, trascuriamo i problemi della nostra pelle per anni o ancor peggio ricorriamo al fai da te, al passaparola ad informazioni non certificate sul web perché siamo rassegnati a non guarire o pensiamo non ci sia un rimedio. Dalla ricerca Face Value Global Perception Survey1, condotta su 6.500 soggetti e pubblicata su Dermatology & Therapy sono emersi dati preoccupanti: 9 persone su 10 sono rassegnati a non migliorare la loro condizione, oltre il 25% ha affrontato il rossore cambiando il proprio stile di vita e la propria alimentazione e solo il 14% ha deciso di fare ricorso a cure mediche.“L’indagine ha confermato che la persona che soffre di un qualsiasi problema che accende il viso appare stressata, stanca, meno affidabile, insicura e priva di autocontrollo. Comprendere i fattori scatenanti che portano a rossore ed eruzioni cutanee è il primo passo per gestire al meglio questa condizione sia dal punto di vista medico sia dal punto di vista psicologico. La pelle è lo specchio del nostro vissuto e teatro delle emozioni, conferma Katia Vignoli psicoterapeuta, esperta in medicina psicosomatica”. Troppo spesso i problemi della pelle come rossore, comedoni e pustole sono minimizzati e considerati un mero problema estetico e quindi trascurati. In realtà un semplice rossore che appare sul viso o su qualsiasi altra zona del corpo è sempre legato ad una eccessiva dilatazione dei vasi sanguinei del derma e ad un relativo maggiore afflusso di sangue nella pelle che, nel tempo, può portare numerosi problemi che vanno dall’invecchiamento precoce a vere e proprie malattie. La dilatazione dei capillari causa inoltre un ristagno e provoca un aumento della temperatura superficiale e una maggiore stimolazione delle ghiandole sudoripare e sebacee. Ciò favorisce l’eccessiva crescita di acari (come il Demodex follicolorum) ritenuti responsabili di rossori persistenti, eritrosi e rosacea, una delle condizioni patologiche associate al rossore che in Italia colpisce oltre 3 milioni di persone. Per questo motivo è importante non sottovalutare i segnali che ci invia la nostra pelle.“Per questa patologia, precisa il Prof. Antonino Pietro, Direttore Scientifico dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis di Milano, è stata messa a punto una terapia innovativa a base di ivermectina (il cui impiego per il trattamento della malaria è valso il Premio Nobel per la Medicina ai ricercatori che lo hanno scoperto) che ha rivoluzionato il trattamento della rosacea papulo-pustolosa e che ha proprietà sia antinfiammatorie che antiparassitarie. Un recente studio3 ha dimostrato l’efficacia di ivermectina rispetto al placebo ottenendo un tasso di successo, definito come assenza o notevole riduzione delle papule e delle pustole, rispettivamente del 38.4% e del 40.1%. Una estensione a 40 settimane dello stesso studio4 ha dimostrato che i pazienti sotto ivermectina crema hanno continuato a migliorare con minimi effetti collaterali rispetto ai pazienti trattati con acido azelaico, una terapia largamente impiegata per la rosacea”.Anche per l’acne, che spesso accompagna anche la rosacea, sono stati fatti grossi passi avanti negli ultimi anni. Oggi retinoide e benzoilperossido (2,5%) possono essere associati in un unico prodotto ed essere quindi applicati insieme. Ad esempio, Galderma ha sviluppato un farmaco che associa proprio questi due principi attivi, in particolare adapalene e benzoile perossido per la cura dell’acne. “Il farmaco, continua il prof. Di Pietro, agisce su due fronti: da una parte il benzoile perossido (BPO) impedisce al Propionibacterium acnes di proliferare; dall’altra l’adapalene, retinoide sintetico di terza generazione, agisce grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e di riduzione delle lesioni (proprietà comedolitica). Associando il BPO si ottiene un effetto antimicrobico ma, non trattandosi di un antibiotico, non si favorisce lo sviluppo di antibiotico-resistenza”. Numerosi sono i disturbi della pelle e i rimedi locali ma è sempre essenziale rivolgersi allo specialista perché il trattamento sbagliato può addirittura peggiorare la situazione.

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Un nuovo orizzonte nella cura e nella gestione della psoriasi

Posted by fidest press agency su martedì, 24 maggio 2016

psoriasi“La pelle è un sottile foglio di tessuto che avvolge il corpo (…) è un confine tra il mondo esterno e quello interno, tra l’ambiente e il proprio sé”.
Con queste parole l’antropologo francese David Le Breton ama definire la pelle, protagonista della conferenza stampa “Clear Skin” che si tiene oggi a Milano per presentare l’arrivo in Italia del secukinumab, primo anticorpo monoclonale approvato nel trattamento di prima linea della psoriasi a placche da moderata a severa, quando è richiesta una terapia sistemica. L’indicazione terapeutica è stata approvata dalle Autorità Sanitarie sulla base degli studi clinici nei quali il farmaco ha dimostrato il raggiungimento e il mantenimento di una cute esente o quasi da lesioni (da PASI 90 a PASI 100) in 8 pazienti su 101,2.Il secukinumab è un anticorpo monoclonale totalmente umano che neutralizza selettivamente l’interleuchina-17A (IL-17A). Tra i risultati più significativi emerge come l’efficacia del secukinumab si mantenga nel tempo fino a 3 anni3. In Italia si stima siano affette da psoriasi circa 1,5 milioni di persone con una prevalenza pari al 2,8% della popolazione4. A livello mondiale, la prevalenza della patologia nei diversi Paesi varia tra lo 0,09 % e l’11,4 %, rendendo la psoriasi un grave problema globale5. La patologia colpisce inoltre donne e uomini senza particolari distinzioni e può comparire a qualsiasi età, tuttavia la prevalenza della psoriasi aumenta con l’avanzare dell’età. La malattia presenta un picco bimodale di insorgenza: il primo è compreso tra i 16 e i 22 anni, il secondo tra i 57 e i 60 anni.
La psoriasi non è solo una questione di pelle: può infatti influenzare la vita giornaliera di quanti ne sono affetti e i pazienti possono provare stress, rabbia, frustrazione, sensazione di imbarazzo e malessere fisico. Alcuni dati emersi da una recente indagine del CENSIS, che ha preso in esame la qualità di vita del paziente psoriasico, mostrano come la paura dell’evoluzione della malattia (quasi il 65%) e la vergogna per i segni sul corpo (56%), il fastidio per il timore che le altre persone hanno di essere contagiate (circa il 52%), condizionino fortemente la condizione psico-fisica dei pazienti: solo il 24% si dichiara soddisfatto della propria vita. La maggior parte sviluppa un senso di rassegnazione, il 48% dei pazienti più gravi riconosce invece di avere spesso periodi di depressione. Per i più giovani (un quarto) anche l’intimità con il partner è compromessa. La ricomparsa dei sintomi è il principale evento critico indicato dal 35,6% degli intervistati, seguito dalla comparsa dei sintomi iniziali della malattia (31,8%)6.“La psoriasi – afferma Mara Maccarone, Presidente dell’Associazione per la Difesa degli Psoriasici (A.DI.PSO.) – è però una malattia con percentuali sottostimate, poiché coinvolge una fascia della popolazione molto più ampia, probabilmente non dichiarata o non ancora diagnosticata. Secondo un’indagine da noi condotta, un malato di psoriasi su cinque non sa a chi rivolgersi, uno su quattro tenta di curarsi da solo, solo il 16% dei medici di famiglia prescrive una visita dermatologica e solo nel 15% dei casi il medico di famiglia indirizza i pazienti ai centri specializzati. La nostra Associazione si batte ormai da quasi trent’anni affinché emerga il sommerso di questa patologia e i pazienti si sentano sostenuti fin dal momento della diagnosi.”
La psoriasi è una malattia persistente e progressiva: i pazienti che ricevono una diagnosi di psoriasi hanno bisogno di una cura per tutta la vita, che in termini economici equivale a una spesa costante. Il suo impatto implica dunque un onere economico per la società.
In Italia la spesa sanitaria per i pazienti con psoriasi è pari all’1,8% della spesa sostenuta dal Sistema Sanitario Nazionale. Oltre ai costi sanitari diretti vanno considerati anche i costi indiretti, che derivano dalla perdita di produttività del paziente soprattutto per motivi legati alle proprie condizioni psicologiche negative6.
Ad oggi, l’investimento in farmaci biologici per la cura della psoriasi in Italia è pari a 140 milioni di euro, meno dell’1% della spesa farmaceutica complessiva nel 20157. Il secukinumab coniuga il beneficio terapeutico per i pazienti con l’uso appropriato delle risorse economiche pubbliche: il suo prezzo è in linea con quello delle attuali terapie biologiche ma la sua efficacia terapeutica è risultata superiore1,2,3. Inoltre il miglioramento della qualità di vita dei pazienti può permettere anche una diminuzione dei costi indiretti.

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Le malattie della pelle si curano a tavola

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2015

dermatiteChe il cibo abbia effetti sulla salute della pelle è stato osservato sin dall’antichità quando è stata individuata la correlazione tra la carenza di vitamina C nei marinai imbarcati per mesi e alimentati con cibo in scatola e scorbuto. Così come la pellagra è determinata da una grave carenza di niacina nella dieta e la mancanza di zinco può determinare la comparsa di una malattia cutanea (un disturbo autosomico recessivo) nota come ‘acrodermatite enteropatica’. “Concetti accantonati in un angolo della memoria da quando ben poche persone presentano stati carenziali e di malnutrizione così estremi” spiega il Prof Luca Bianchi, dermatologo dell’Università di Roma Tor Vergata “Eppure il binomio tra cibo e pelle è un aspetto da recuperare grazie anche alla messe di studi scientifici che ha posto l’accento su come quello che mettiamo sulla tavola si rifletta sulla cute. La complessità degli alimenti, la loro ricchezza molecolare e le sinergie tra gli elementi sono in grado di prevenire alcune patologie cutanee oppure migliorare lo stato di quelle già presenti” proprio di questo si parla al Corso Skineco dal titolo “Belli mangiando“ in corso a Roma.
“Anche l’acne e il suo aumento nella ‘età adulta sembrerebbe potersi ricondurre anche a modelli alimentari di stampo occidentale, che vedono una dominanza di zuccheri, carboidrati e grassi, spesso derivanti da latticini. “Possiamo quasi definire l’acne una patologia da ‘dieta occidentale’. La predominanza di alcuni cibi aumenta la risposta infiammatoria dell’organismo, favorisce la colonizzazione da parte del batterio P. acnes e aumenta la produzione di sebo e la cheratinizzazione del dotto pilo sebaceo” sottolinea Pucci Romano, Presidente Skineco “più di recente è stata osservata una importante correlazione tra ‘indice glicemico dei cibi’ e insorgenza di acne. L’insulina che viene rilasciata in risposta all’assunzione di determinati cibi, stimola gli ormoni androgeni a produrre più sebo e a uno squilibrio metabolico. Dato ulteriormente confermato dall’osservazione che in una popolazione della Nuova Guinea che segue una dieta completamente vegetariana erano completamente assenti tutte le patologie delle ghiandole sebacee tra cui dermatite seborroica e acne. Questo non significa però che siano corrette le diete eccessivamente proteiche, questi regimi infatti rendono la pelle secca, avvizzita e accelerano la comparsa di rughe”.
Si è scoperto anche che tra le proteine della pelle e i cibi ricchi di carboidrati non corre buon sangue: si formano infatti legami chimici , gli AGEs (Advanced Glication End-products) che danneggiano collagene ed elastina a causa del processo di Glicazione e che contribuisce all’invecchiamento cutaneo.
Psoriasi, può migliorare con dieta e cibo giusto – In uno studio pubblicato su Jama Dermatology (i) sono stati analizzati gli effetti di un regime ipocalorico (circa 1000 calorie al giorno per 8 settimane) nei pazienti sovrappeso con psoriasi. La conclusione ha evidenziato che il calo ponderale migliora non solo i parametri ematochimici generali, ma migliora la severità dei sintomi cutanei, rallenta la progressione della malattia e migliora la risposta ai trattamenti. “Il calo di peso (o di contro il suo aumento) è correlato in modo diretto alla severità della malattia e un BMI (indice di massa corporea) superiore a 35 aumenta di 2.69 volte il rischio di sviluppare la psoriasi. Indagate speciali sono le citochine infiammatorie, come IL-6 e TNFalfa presenti sia nel tessuto adiposo che nelle lesioni psoriasiche. Diete ricche di fibre e a basso contenuto di proteine e grassi, possono essere un importante aiuto nella gestione della malattia” prosegue Luca Bianchi.
Benefici effetti anche per la Dermatite Atopica – Condizione che interessa tra il 10 e il 20% dei bambini e il 2% della popolazione adulta, ha mostrato miglioramenti da regimi alimentari ricchi di vitamine, minerali, probiotici e prebiotici. I probiotici in particolare sono quelle sostanze vive, presenti in alcuni cibi fermentati o arricchiti che agiscono sulla microflora intestinale riequilibrandola a favore di batteri ‘amici’. In casi selezionati può essere consigliata l’esclusione mirata di alimenti come latte e uova (ii).
Porfiria: eccesso di ferro, abuso di alcol e dieta povera di antiossidanti – E’ la triade che complotta nella patogenesi della Porfiria e che viene peggiorata dalla carenza di acido ascorbico. Ecco allora come nella borsa del dermatologo ci siano nuovi elementi da schierare come armamentario terapeutico: i cibi con le loro interazioni virtuose.
Verso la ‘skin diet’ nelle conoscenze del Dermatologo – Emerge sempre di più l’evidenza di una stretta correlazione tra cibo e salute della pelle e si sta delineando una vera e propria ‘SKIN DIET’ che abbia una forte impronta mediterranea, prediliga un generoso apporto di frutta e verdura in modo da assicurarsi le preziose vitamine che proteggono e riparano la cute e che apportano anche una quota di antiossidanti. La ‘dieta per la pelle’ dovrebbe essere ricca in verdura, frutta fresca e secca, semi, cereali integrali e latticini ipocalorici, carni bianche e pesce e povera di grassi saturi, zuccheri, carboidrati raffinati, carni rosse. Il nuovo corso dell’alimentazione non è solo ‘perdita di peso’ ma benessere, antiaging e se possibile, prevenzione sia di malattie cutanee che delle patologie che ad esse si accompagnano o le precedono.

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Per la cura della pelle

Posted by fidest press agency su sabato, 6 giugno 2015

Leo_PharmaLEO Pharma, azienda farmaceutica multinazionale interamente dedicata ad aiutare pazienti affetti da patologie dermatologiche ad avere una pelle sana, e NeoPharm Co., specialista nella cura delle pelli sensibili, hanno annunciato la conclusione di un accordo decennale per la fornitura e distribuzione di una selezione di prodotti dermatologici del portafoglio di NeoPharm. In base ai termini dell’accordo, LEO Pharma provvederà a commercializzare e distribuire sotto il suo marchio prodotti dermatologici non soggetti a prescrizione messi a punto e forniti da NeoPharm. LEO Pharma deterrà i diritti di commercializzazione globale dei prodotti con l’esclusione di Corea, Thailandia, Indonesia, Pakistan, Singapore, Malesia, Emirati Arabi e Filippine. I prodotti NeoPharm vengono sviluppati con la tecnologia esclusiva MLE® (Multi-Lamellar Emulsion). «Siamo molto soddisfatti dell’avvio di questa collaborazione con NeoPharm. L’accordo riflette infatti il crescente impegno di LEO Pharma verso un approccio sempre più olistico per la cura della pelle», ha dichiarato Lars Olsen, Executive Vice President for Global Sales & Marketing di LEO Pharma. «Mettendo a disposizione un portfolio di prodotti emollienti, saremo in grado di aiutare i nostri pazienti non solo durante i periodi di trattamento ma anche in tutte le attività quotidiane per la cura della loro pelle». «Siamo entusiasti per l’opportunità di rendere globalmente disponibile attraverso la rete distributiva di LEO Pharma una selezione dei nostri prodotti innovativi per il ripristino della barriera cutanea della pelle» ha commentato Byeong-Deong Park, CEO di NeoPharm. LEO Pharma sta intensificando il suo impegno per fornire una risposta ai bisogni non ancora soddisfatti di tutte le persone affette da patologie della pelle. Attraverso questo tipo di partnership con aziende innovative come NeoPharm, LEO Pharma si pone l’obiettivo di rendere disponibili nel più breve tempo possibile le migliori soluzioni dermatologiche per i suoi pazienti. La Spagna sarà il primo mercato ad avere accesso al nuovo portafoglio di emollienti di LEO Pharma, entro il 2015.

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