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Contro l’industria della pelliccia

Posted by fidest press agency su sabato, 11 dicembre 2010

Firenze 12 Dicembre ore 15.00 ritrovo in Piazza della Repubblica manifestazione contro le crudeltà commesse dall’industria della pelliccia.. L’importanza di una partecipazione massiccia è sottolineata dai risvolti animalisti e ambientalistici, ma anche dalla semplice sensibilità soggettiva e dal buon senso. Convinti che l’informazione sia un diritto di tutti, nonché l’unica base legittima per operare una scelta, abbiamo deciso di organizzare delle proiezioni di sensibilizzazione su un maxischermo di 12 mq. Industria della pelliccia significa l’uccisione di oltre 200 milioni di animali l’anno, immissione di sostanze chimiche, tossiche e cancerogene nell’ambiente , oltre ad un consumo idrico elevatissimo, ma soprattutto tortura. Gli animali, dopo una vita di reclusione in veri e propri lager, vengono spesso scuoiati vivi, mentre gli esemplari nati “liberi” vengono catturati tramite l’utilizzo di tagliole che scattano sull’arto non lasciando scampo al malcapitato. Se sopravvive, lo aspetta una vita di sofferenza che terminerà  tramite metodi il cui unico scopo è quello di non rovinare la “preziosa” pelliccia: elettrocuzione anale, colpo contundente al muso, rottura delle ossa cervicali, gasazione, per citare solo alcuni dei metodi più comuni negli allevamenti europei. Sin dalla sua comparsa sulla terra l’uomo si è evoluto adattandosi con quello che la sua conoscenza permetteva e il suo habitat offriva;  dal momento in cui è sceso dagli alberi e ha cominciato a perdere la pelliccia ha cercato di trovare palliativi per riscaldarsi. Durante il periodo  preistorico, la caccia non era solo un mezzo di sostentamento ma forniva utensili e “coperte”… la scelta era estremamente semplice ed era legata a doppio filo alla sopravvivenza. I millenni sono passati, l’evoluzione  ha fatto il suo corso e il progresso è diventato quasi una religione, normale quindi che alcune pratiche preistoriche siano decadute… e invece no, non tutte almeno. Scuoiare animali per farne capi d’abbigliamento è ancora oggi pratica comune, con l’aggravante, però, che se prima era una necessità ora è un vezzo.
L’OIPA crede sia arrivato il momento, oggi ancora di più, di affermare il diritto alla vita tutte le creature e soprattutto che un essere vivente non possa e non debba ridurne un altro a semplice “fornitore di pezzi”. Le pellicce che ogni anno vediamo nelle vetrine dei negozi non sono un composto chimico o un intreccio di fibre, sono la pelle e i peli di un essere vivente e hanno una storia da raccontare fatta di sofferenza e sangue: l’OIPA  ha orecchie per ascoltare e voce per raccontare e diffondere, invita quindi a partecipare alla manifestazione del 12 Dicembre a Firenze, ma anche a raccogliere informazioni e diventare membro attivo della lotta alla crudeltà chiamata pelliccia.

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Animal Defenders

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2010

Milano 26 febbraio 2010 alle 11.15 Spazio eventi Mondadori Multicenter, corso Vittorio Emanuele II, ang. Galleria del Corso Conferenza stampa su un nuovo dossier e un video inedito sull’industria della pelliccia, intitolato “Un prodotto insanguinato – il vero costo della pelliccia”, che rivela le orribili condizioni in cui sono tenuti gli animali in 30 allevamenti in Finlandia (un esempio tipico, perché tutti gli allevamenti sono uguali, in tutto il mondo).  nIl video e il dossier saranno lanciati a Milano da Animal Defenders International – ADI e dal network animalista AgireOra. Helder Costantino di ADI e Marina Berati di AgireOra interverranno alla conferenza stampa per illustrare i risultati dell’investigazione e chiedere un divieto totale degli allevamenti di animali per la pelliccia in Italia.  Il lancio di ADI e AgireOra Network coincide con la Settimana della Moda (24 febbraio – 3 marzo 2010) e ha lo scopo di portare gli stilisti faccia a faccia con la realtà delle pellicce, in particolare quelle di volpe, il cui mercato è dominato dai produttori finlandesi.  In Italia, il fatturato delle vendite di pellicce è diminuito del 7% dal 2007 al 2008 (da 725 milioni di euro a 675 milioni di euro) e, secondo il report del 2008 dell’Associazione Italiana pellicceria, ci si aspettava dal 2008 al 2009 una diminuzione di un ulteriore 9%. Il numero di animali allevati in Italia per le pellicce è passato da 250.000 nel 2002 (dati della Camera di Commercio) ai 150.000 del 2008 (dal report 2008 della European Fur Breeders’ Association).  Nel mondo, la vendita di pellicce è diminuita del 13,25%, passando da 15,02 miliardi di dollari nel 2007 a 13,03 miliardi nel 2008.
Vengono usate le pelli di 15-20 volpi o 60-80 visoni per una pelliccia. Le volpi in natura vivono 3-4 anni (ma possono arrivare anche a 10 o 15) e i visoni vivono 8-10 anni, mentre negli allevamenti tutti gli animali vengono tenuti in vita 8 mesi. Ogni anno vengono fatti nascere nuovi cuccioli, e quelli che non hanno la pelliccia della qualità adatta vengono subito uccisi.

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