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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘penali’

Le penali per la rinuncia alla TAV non esistono

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Riproduciamo, a proposito di fake news, la lettera di Livio Pepino, magistrato, pubblicata sul Fatto Quotidiano: “Caro direttore, la mia lettera sulle fake news relative alle penali dovute in caso di rinuncia al Tav Torino-Lione, ha evidentemente toccato un nervo scoperto. Non solo è stata ignorata dai direttori di Stampa e Repubblica ai quali era diretta, ma mi ha meritato un rimbrotto via twitter da parte di un noto giornalista del Corriere della sera (che, colpevolmente, non avevo citato tra i diffusori di bufale). Il rimprovero che mi muove Marco Imarisio è di “aver letto tutte le carte, tranne l’accordo Italia-Francia e i 24 appalti firmati finora, tutti con penali”. Effettivamente non ho letto i 24 contratti di appalto relativi al tunnel di base tra Italia e Francia (con o senza penali) perché, come confermato da tutti i protagonisti, non esistono: sono solo previsti e, per ora, congelati. Se poi Imarisio si riferisce agli appalti già conclusi o in corso per studi, progetti o lavori propedeutici al tunnel di base scopre l’acqua calda. Solo non c’entrano nulla con le asserite penali per la rinuncia all’opera di cui stiamo parlando.
Ma veniamo a quello che il giornalista del Corriere chiama l’accordo Italia-Francia, forse ignorando che di accordi ce ne sono almeno cinque. Una foto allegata al suo cinguettio sembra peraltro chiarire che il riferimento è al Grant Agreement del 25 novembre 2015, sottoscritto da Italia, Francia e Unione europea. Qui l’infortunio si fa clamoroso. L’accordo citato, infatti, dice esattamente il contrario di quanto sostiene Imarisio. Il testo è di una chiarezza rara nella normativa pattizia internazionale. Nell’allegato II, articoli 14,15 e 16 (da pagina 38 in poi), esso prende in esame le possibili vicende dell’infrastruttura per cui è previsto un finanziamento dell’Unione, considerando le varie possibili evenienze (forza maggiore, sospensione o completamento dei lavori e via elencando), e conclude in modo perentorio (articolo 16.4.3, pagina 45) che “neither part shall be entitled to claim compensation on account of a termination by other party” (ovvero, “nessuna delle parti ha diritto di chiedere un risarcimento in seguito alla risoluzione ad opera di un’altra parte”).
Imarisio lo ignora e passa al successivo articolo 17.1, che si trova nella riga successiva della stessa pagina 45, dedicato alle “sanzioni amministrative e pecuniarie”, in cui si legge: “il beneficiario che abbia commesso errori sostanziali, irregolarità o frodi, abbia reso false attestazioni nel fornire le informazioni richieste o non abbia fornito tali informazioni al momento della presentazione della domanda o durante l’esecuzione della sovvenzione, o sia stato riscontrato in grave violazione degli obblighi derivanti dall’accordo può essere assoggettato: a) a sanzioni amministrative consistenti nell’esclusione da tutti i contratti e le sovvenzioni finanziate dal bilancio dell’Unione per un massimo di cinque anni a decorrere dalla data in cui l’infrazione è accertata in contraddittorio e/o b) a sanzioni pecuniarie dal 2 al 10% del contributo CEF che ha diritto a ricevere (…)”.Chi tiene comportamenti scorretti, irregolari o fraudolenti per procurarsi dei vantaggi economici è soggetto a sanzioni amministrative e pecuniarie (oltre – aggiungo io – a quelle penali). Ci mancherebbe che così non fosse! Ma cosa c’entra con l’eventuale rinuncia all’opera dell’Italia, della Francia o di altri eventuali partner? Con buona pace di Imarisio il testo dell’accordo e il suo senso sono chiarissimi e ovvi: le scelte politiche non sono soggette a sanzioni (ma solo alle conseguenze stabilite da accordi politici tra gli Stati e le realtà sovranazionali interessate) mentre lo sono le scorrettezze, le irregolarità, le frodi, consumate o tentate”. (fonte: blog delle stelle)

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Penali Telefonia: Altroconsumo Preoccupata

Posted by fidest press agency su martedì, 3 marzo 2015

telefoni-fissiAbbiamo letto la nota del ministero dello Sviluppo economico secondo la quale “il disegno di legge sulla concorrenza approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri su proposta del Ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi non prevede in alcun modo la reintroduzione di penali per chi recede dai contratti di abbonamento a telefoni fissi e mobili, internet o a pay-tv”.Purtroppo dobbiamo però confermare tutte le nostre preoccupazioni circa il fatto che attraverso l’articolo 16 del disegno di legge in oggetto si rischi di resuscitare le penali che nel settore delle comunicazioni elettroniche erano state eliminate con il decreto Bersani, poi convertito in Legge 70 del 2007.Infatti, nella parte ora aggiunta al comma 3 si dice esplicitamente che le spese e ogni altro onere comunque denominato relativi al recesso o al trasferimento dell’utenza ad altro operatore sono commisurati al valore del contratto al momento della sottoscrizione quando, invece, secondo la legge vigente, gli unici costi che l’operatore può recuperare sono quelli giustificati da costi dell’operatore medesimo ovvero costi tecnici vivi per operare lo switching e/o il recesso – sui quali peraltro pendono ancora ricorsi di Altroconsumo presso AGCOM e AGCM, considerato che tali costi a nostro avviso rimangono troppo elevati.Il parametrare ora i costi che dovranno sborsare i consumatori che vorranno recedere prima della scadenza del contratto “al valore del contratto stesso” rischia quindi con tutta evidenza di fare rientrare dalla finestra le vecchie penali e di permettere di nuovo agli operatori di recuperare non solo le spese vive – che in quanto tali sono riferibili ad aspetti tecnici e non al valore del contratto – ma anche il mancato guadagno commerciale rispetto ad utenti che liberamente hanno deciso di lasciare l’operatore prima del termine del contratto.Peraltro, al successivo comma 3-ter, che il disegno di legge intenderebbe introdurre, si fa riferimento esplicitamente per quanto concerne i contratti comprensivi di offerte promozionali alla parola “penale”, che era scomparsa dal gergo tecnico-giuridico nel settore delle telecomunicazioni. Il fatto che poi si dica che l’eventuale penale debba essere equa e proporzionata al valore del contratto e alla durata residua della promozione non contribuisce a far venir meno le nostre preoccupazioni.Se – come auspichiamo – con le precisazioni odierne del ministero dello Sviluppo economico si intende anticipare emendamenti chiarificatori a questo articolo pasticciato che saranno presentati nel corso del dibattito parlamentare da parte del governo, Altroconsumo non può che salutare la cosa favorevolmente avendo contribuito per la sua parte a fare chiarezza.Converrà infatti il ministero dello Sviluppo economico che reintrodurre le penali nei contratti di consumo nel settore delle comunicazioni elettroniche non solo sarebbe contro gli interessi dei consumatori ma anche a detrimento del funzionamento di un mercato efficiente e competitivo.

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Digitalizzazione dei processi penali

Posted by fidest press agency su domenica, 3 aprile 2011

Macerata 4 aprile Tribunale di Macerata (Via Pesaro, 6). il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta inaugurerà il progetto di digitalizzazione dei processi penali. All’iniziativa parteciperanno il presidente del Tribunale Alessandro Iacoboni, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale Mario Paciaroni, il presidente dell’Ordine degli avvocati e il presidente della Camera penale di Macerata. Questo progetto si inserisce nel Piano Straordinario per la digitalizzazione della giustizia recentemente presentato a Palazzo Chigi dai Ministri Brunetta e Alfano e dà seguito al Protocollo d’intesa sottoscritto lo scorso novembre tra il Ministero per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione, il Tribunale di Macerata, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e la Camera penale di Macerata. Alle ore 11,30 è previsto un incontro con i giornalisti (VI piano del Tribunale, spazio antistante l’Ufficio di Presidenza) nel corso del quale saranno effettuate, da una postazione operativa di cancelleria, le dimostrazioni pratiche di alcuni servizi, tra cui: la trasmissione da parte della Procura e la ricezione da parte del Tribunale di un fascicolo penale digitalizzato; la trasmissione di copia degli atti a un difensore che ne abbia fatta richiesta via e-mail; la comunicazione di una copia autentica, sottoscritta con firma digitale, di una sentenza al P.M. e al P.G. mediante l’utilizzo della posta elettronica certificata. Seguirà alle ore 12, presso l’Aula 1 del Tribunale, una conferenza stampa alla quale interverranno anche dirigenti del Ministero della Giustizia, magistrati e avvocati.

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Imputati in procedimenti penali

Posted by fidest press agency su martedì, 15 giugno 2010

Strasburgo Parlamento europeo 14/6/2010 (attività legislativa dal 14/6 al 18/6) Un tifoso italiano di calcio arrestato in Francia avrà d’ora in poi diritto all’interpretazione durante l’interrogatorio della polizia, del colloquio in tribunale e per le comunicazioni con l’avvocato, se il Parlamento approverà la nuova normativa che garantisce ai cittadini europei l’accesso alla traduzione e all’interpretazione nel caso di processo penale in uno Stato membro diverso da quello d’origine.

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