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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘penalizzati’

Legge di bilancio 2019: Pensioni, insegnanti e Ata ancora una volta penalizzati

Posted by fidest press agency su domenica, 30 dicembre 2018

Dopo la beffa dei quota 96 nel 2012, con quota 100 si sta concretizzando un’altra umiliazione per i lavoratori della scuola: per loro l’anticipo pensionistico sarebbe attuato, infatti, solo a settembre 2020, un anno e mezzo dopo i dipendenti privati con gli stessi requisiti. Ad ogni modo, per Marcello Pacifico (Anief-Cisal), è inutile pensare di smontare la Fornero se poi con quota 100 si andrà in pensione a 64 anni e con un assegno ridotto del 10-15%. Mentre in Europa si va in quiescenza all’età di 63 anni e col massimo dei contributi. A questo deve puntare il Governo. Ci hanno detto che a metà gennaio un decreto stabilirà come e quando si potrà andare in pensione con quota 100, e che con lo stesso si tornerà agli attuali parametri di uscita dal lavoro: è bene che in quel decreto si prevedano pure delle disposizioni per evitare la beffa per chi lavora nella scuola dove si viene assunti per anno scolastico e non solare.

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Scuola: I nuovi insegnanti? Malpagati, discriminati e penalizzati

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cIl decreto legislativo n. 59/2017, conseguente alla riforma della Buona Scuola, ha stabilito che dopo il superamento del concorso a cattedra, gli aspiranti docenti sono attesi da un percorso articolato in tre fasi, solo al termine delle quali si potrà accedere al ruolo, con l’incognita di essere anche non assunti. A destare sconcerto è soprattutto il percorso di formazione iniziale e tirocinio (FIT) che ha carattere selettivo e dura tre anni, durante i quali è prevista una retribuzione sempre inferiore (anche di molto) a quella di cui il vincitore di concorso avrebbe effettivo diritto. Più che di stipendio, sarebbe meglio parlare di rimborso spese, perché le cifre si dovrebbero attestare sui 400-600 euro al mese: considerando che sono lordi, si tratta di meno di un assegno sociale. Al terzo anno di FIT, il candidato in formazione potrà accedere alle vere e proprie supplenze annuali, con stipendio equiparato ai precari attuali, ma poiché si tratta del terzo anno di lavoro, quei docenti dovrebbero già percepire gli scatti automatici e il riconoscimento del pre-ruolo.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Questo sistema, atteso da dieci anni, penalizza la nuova generazione degli insegnanti, senza risolvere il problema del precariato. Gli attuali laureati che già insegnano da supplenti dovranno, peraltro, concorrere con i docenti di ruolo su posti inesistenti con assegni inferiori a quelli della disoccupazione. Il paradosso è che non ci sono i posti per tutti gli abilitati: appena uno su dieci potrà essere assunto breve periodo. Gli altri continueranno a lavorare da precari. Ad avere la peggio saranno coloro che non vantano periodi o abilitazioni pregresse: i posti andranno inizialmente al 100% per coloro che sono ammessi al concorso già in possesso di una abilitazione conseguita in uno dei modi previsti dalle normative vigenti (ad esempio Tfa, Pas, Ssis) rimasti esclusi dalle GaE; l’80% degli eventuali rimanenti andrà a chi ha svolto almeno 36 mesi di servizio. Quindi, cosa rimarrà per chi svolge il Fit triennale e parte da zero? Pochissimo. Con l’aggravante che lavoreranno quasi gratis per due anni e al terzo si ritroveranno a stipendio fermo, mentre per la Cassazione avrebbero già dovuto ottenere gli scatti e il riconoscimento del pre-ruolo. Infine, verranno collocati nel potenziamento, in una condizione di precariato di ruolo, pure soggetti periodicamente alla conferma del preside. Quindi, senza certezze e sotto scacco. Della serie: ‘cornuti e mazziati’.
Eurosofia, in collaborazione con Anief ed Unipegaso, consente agli aspiranti docenti di acquisire i 24 CFU quali requisiti d’accesso per il prossimo Concorso a cattedra (Fit).

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Pendolari piemontesi penalizzati

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 novembre 2010

Dichiarazione dell’On. Mario Lovelli (Pd) “Non è accettabile che siano soltanto i pendolari a pagare le inefficienze dei servizi ferroviari gestiti con contratto di servizio pubblico e che vengano continuamente posti in essere degli ostacoli all’avvio di una vera concorrenza sui binari”: lo dichiara l’On. Mario Lovelli, deputato piemontese del PD. “Anche la tormentata vicenda del nuovo servizio sulla tratta Torino-Milano gestito da Arenaways è un ulteriore esempio, da una parte, di una legislazione nazionale che negli ultimi due anni ha sostanzialmente favorito il monopolio sulla rete ferroviaria, dall’altra, di un comportamento da parte del Governo e, nel nostro caso della Regione Piemonte, che impedisce a nuovi operatori ferroviari privati di poter offrire un servizio più moderno e competitivo ai cittadini piemontesi”.  “Per questo ho presentato un’interrogazione al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti chiedendo spiegazioni sulla decisione assunta da URSF (Ufficio per la regolarizzazione dei servizi ferroviari) circa il divieto di effettuare fermate intermedie da parte di Arenaways sulla tratta Torino-Milano e sull’‘anello’ che interessa anche Novi Ligure e Alessandria in grado di fornire un’offerta alternativa per gli utenti.  Il Ministro dovrà anche dare una risposta alla mia precedente interrogazione con cui avevo sollevato la questione della abolizione della carta Tutto Treno Piemonte da parte di Trenitalia motivata dalla mancata sottoscrizione di un nuovo Contratto di servizio per il trasporto ferroviario regionale su cui la Giunta Cota è bloccata dall’inizio del suo mandato”.

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Pendolari penalizzati

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 maggio 2010

Dichiarazione dell’On. Mario Lovelli (PD) La maggioranza di centrodestra e il Governo hanno affossato in Aula il progetto di legge di iniziativa del PD che avrebbe dato il via ad un programma di investimenti molto significativo per il rinnovo del materiale rotabile ferroviario, consentendo di migliorare il servizio di trasporto soprattutto per i pendolari. E’ paradossale che, dopo un lavoro condiviso e unitario in Commissione Trasporti, la maggioranza  abbia ritirato il suo appoggio per motivi di copertura finanziaria, che essa stessa aveva contribuito ad individuare attraverso un’addizionale sui produttori e trasformatori di petrolio.  Con l’approvazione del testo licenziato dalla Commissione si sarebbe dato il via ad un programma pluriennale di acquisto di mille treni per i pendolari da mettere a disposizione delle Regioni per garantire un deciso innalzamento della qualità del servizio e rilanciare il trasporto ferroviario come modalità ambientalmente sostenibile ed efficiente.  Quello che è successo è grave, ma il PD riproporrà il tema all’attenzione del Parlamento in occasione dell’esame della manovra finanziaria. Deve essere chiaro che il Governo ha la piena responsabilità, che condivide con i vertici delle Ferrovie dello Stato, del cattivo stato attuale del servizio ferroviario universale, perché dimostra di non saper prendere iniziative adeguate, anche di fronte a proposte responsabili e risolutive avanzate dall’opposizione.

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Ospedale Roma: spreco cestini all’Umberto I

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2010

Roma. «All’Umberto I aumentano i cestini mentre permane la volontà di tagliare i posti letto. Gli inutili investimenti ed i continui  sprechi  hanno solo contribuito ad incrementare il disavanzo sanitario, senza alcun reale beneficio per i cittadini sempre più penalizzati». E’ quanto dichiara Luigi Celori, consigliere del Pdl alla Regione Lazio, con riferimento alla denuncia odierna di Azione Universitaria. «E’ evidente – prosegue –  che non si può andare avanti così.  I cittadini non possono continuare a pagare gli esosi conti della sanità regionale, frutto della mala gestione di anni da parte del centrosinistra. E’ tempo di agire e di fare le scelte giuste».  «Bisogna  – conclude  –  gestire diversamente la sanità laziale. Occorre tagliare gli sprechi, investire sulla prevenzione, valorizzazione i medici di famiglia, informatizzare le prestazioni sanitarie. Occorre operare un cambio di rotta in ciò che oggi costituisce un vero e proprio sfascio».

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Rimborsi fiscali

Posted by fidest press agency su martedì, 5 gennaio 2010

“I 940 milioni di euro di rimborsi fiscali annunciati dall’amministrazione finanziaria che dovrebbero arrivare nelle tasche di 800 mila contribuenti rappresentano solo una goccia nel mare e non ristabiliscono la fiducia con i contribuenti italiani” E’ questo è il primo commento di Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani. Secondo Lo Sportello del Contribuente, in Italia, in cinque anni, il debito pubblico per i rimborsi fiscali si è quasi raddoppiato passando da 18,4 miliardi a 33,4 miliardi da rimborsare agli oltre 11,6 milioni di contribuenti. Dal 2003, i contribuenti maggiormente penalizzati dai mancati rimborsi dei crediti fiscali sono quelli residenti in Campania, con +187,1%. Secondo e terzo posto spettano rispettivamente a quelli residenti nel Lazio con + 142,4% ed in Valle d’Aosta con +123,9%. A seguire nell ‘Emilia Romagna con +111,6%, nella Liguria con +109,7%, nel Veneto con +107,6%, nella Toscana con +103,8%, nel Piemonte con +102,4%, nelle Marche con +99,6%, nella Puglia con +98,1%, nell’Abruzzo con +96,6%, nella Sicilia con +95,7% ed in Lombardia con +94,3%.
Anche i tempi di attesa sono biblici. Bisogna attendere fino a oltre 28,2 anni per un rimborso Irpef ‘consistente’ e mediamente 14,1 anni per uno ‘piccolo’. Secondo Contribuenti.it, infatti, l’Italia ha il ‘primato mondiale’ per la lentezza nei rimborsi fiscali, seguita dalla Turchia (4 anni), dalla Grecia (3,1 anni), dalla Spagna (2,2 anni), dalla Francia (1,7 anni), dall’Inghilterra i (1,3), dalla Germania (1 anno), dall’Austria (0,4 anni), dagli Usa (0,2 anni) e dal Giappone (0,1). ‘Vogliamo un’armonizzazione del fisco a livello europeo in modo che, quanto prima, i rimborsi fiscali possano essere erogati in tutta Europa con gli stessi tempi e modalità’, spiega Vittorio Carlomagno, presidente Contribuenti.it Associaz ione Contribuenti Italiani, sottolineando l’esigenza del ”rispetto dei diritti dei contribuenti da parte degli enti impositori per non incentivare l’evasione fiscale. E’ assurdo che gli italiani debbano essere vessati dal fisco 10 volte più degli inglesi o tedeschi’.
Contribuenti.it, per evitare le truffe, suggerisce di richiedere che il rimborso fiscale venga erogato in contanti o con vaglia cambiario della Banca d’Italia, evitando di trasmettere i dati IBAN del proprio conto corrente bancario e sollecita l’Amministrazione finanziaria ad emanare, anche se con un ritardo di 10 anni, il regolamento per l’estinzione dell’ obbligazione tributaria mediante compensazione dei crediti tributari, previsto dall’art. 8 dello Statuto del contribuente.

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