Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘pensionati’

A palazzo Chigi Banchieri e castiga pensionati

Posted by fidest press agency su sabato, 24 luglio 2021

“Proprio mentre Quota 100 è in scadenza, il governo dei migliori si farà suggerire le strategie di politica economica dalla professoressa Elsa Fornero, nominata dal premier come consulente di Palazzo Chigi, in compagnia della Tarantola, ai vertici della Banca d’Italia proprio quando fu autorizzata la sciagurata operazione di acquisto da parte di Mps dell’Antonveneta. Banchieri e ‘castiga pensionati’ fanno del governo Draghi un Monti due?”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Situazione dei pensionati italiani in Repubblica Dominicana

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2021

“Ho presentato un’interrogazione al Ministro dell’economia e delle finanze, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali sui diritti dei pensionati italiani in Repubblica Dominicana.Ho chiesto ai Ministri Franco, Di Maio e Orlando di intervenire al fine di venire incontro alle esigenze dei pensionati italiani residenti in Repubblica Dominicana, mediante l’avvio di un negoziato bilaterale atto a regolamentare l’assistenza sanitaria, permettendo il pagamento delle tasse sulla pensione direttamente in Repubblica Dominicana, oppure garantendo loro l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale.Infatti, i pensionati italiani in Repubblica Dominicana pur pagando le tasse sulla pensione in Italia sono esclusi dal Servizio Sanitario Nazionale nel momento in cui si iscrivono all’Aire.Auspico che il Governo venga incontro a questi connazionali che chiedono da tempo la necessità di pervenire ad un accordo fra i due Paesi che permetta di pagare le imposte direttamente nel Paese di iscrizione all’AIRE oppure di consentire loro di continuare ad essere iscritti al Servizio Sanitario Nazionale. Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Fitzgerald Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Istat: Unc, 35,2% pensionati sotto 1.000 euro

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Inps, il 12,1% dei pensionati percepisce un reddito fino a 499 euro al mese mentre il 23,1% da 500 a 999 euro.”Il 35,2% dei pensionati percepisce un reddito mensile inferiore a 1000 euro. Un dato che, sommato al fatto che l’8,3% prende oltre 3000 euro, dimostra che la disuguaglianza è un problema irrisolto di questo Paese di cui dovremmo vergognarci” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Considerati i diritti acquisiti dei pensionati, l’unica via per arginare il fenomeno è avere un Fisco più equo, rispettoso dell’art. 53 della Costituzione, ossia del criterio della capacità contributiva e della progressività del sistema tributario” conclude Dona.

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Che ne vogliamo fare dei pensionati?

Posted by fidest press agency su martedì, 12 gennaio 2021

È evidente che tra i pensionati esiste un’area di povertà molto elevata: poveri, rassegnati, frustrati. Eppure, cercano di stringere i denti e di vivere dignitosamente. Lo fanno, sovente, togliendosi il pane di bocca per infilare qualche banconota di 50 euro nelle tasche dei nipoti, studenti, precari, disoccupati, con famiglia monoreddito. I pensionati, in Italia, sono circa 18 milioni e diventeranno qualcosa di più tra qualche anno. Molti di loro riescono a star bene in salute ma con solo qualche acciacco alle ossa, per lo più. Altri sono meno fortunati in salute. Altri, ancora, risentono l’abbandono dei familiari o vivono soli perché non hanno figli e nipoti per via di fratelli e sorelle. Li troviamo seduti sulle panchine dei giardini pubblici, a discutere per strada con i loro coetanei a fare la spesa, a portare a spasso i nipotini, a frequentare la parrocchia, a cercarsi qualche hobby. Sono ancora una risorsa ma loro non sembrano rendersene conto. Lo Stato con le imposte, con le addizionali degli enti locali, con le tasse su tutto non fa altro che erodere le loro modeste rendite. Si sentono assediati, si sentono a volte inutili. Non sono più i nonni di un tempo che attiravano i loro nipoti raccontando storie di vita e si riscaldavano intorno al camino e i loro volti s’illuminavano alle fiammate che aggredivano il ciocco posto sulla brace. La memoria non è più la stessa. Restano solo i ricordi lontani, belli e tristi di giovani vogliosi di crescere, di lavorare, di trovare un posto nella vita, un amore che riscaldasse i loro cuori. Poi si cede il passo ai più giovani e gli anni l’età diventa un peso a volte insopportabile per sé e per gli altri. Possibile che si debba fare tanto per allungare la vita e poi con questa vita allungata si diventa superflui? Possibile che non vi è un’opportunità d’uscire da questo mondo con dignità? (Riccardo Alfonso)

 

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1,6 mln di pensionati prendono meno di 500 euro

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

La Consulta, pur ritenendo legittimo il raffreddamento della rivalutazione automatica delle pensioni elevate e i prelievi di solidarietà, ha bocciato la previsione della durata quinquennale del prelievo, ritenendo non potesse superare l’ordinaria proiezione triennale del bilancio di previsione dello Stato.”Ora il legislatore deve porre subito rimedio a questa sentenza, cercando di trovare legittimi modi per rendere più eque le pensioni” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Non è accettabile, infatti, che 1,6 milioni di pensionati (1.598.890), il 10,3% dei pensionati, prenda pensioni fino a 500 euro al mese, quando per l’Istat la soglia di povertà per un single è pari a 656,97 euro” prosegue Dona. “Siccome queste pensioni da fame costano solo 5 mld e 461 mln, l’1,86% della spesa complessiva, 12 volte in meno di quelle sopra i 3000 euro, che costano 66,772 miliardi totali, il 22,7% della spesa complessiva pari a 294 mld e 357 mln, è evidente che chiedere un piccolo sacrificio a chi percepisce pensioni d’oro è necessario per ridurre questa iniqua disparità” conclude Dona.

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Inps: 33,6% pensionati con meno di 1.000 euro al mese

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

Secondo i dati resi noti oggi, oltre un terzo dei pensionati Inps, il 33,6%, percepisce redditi da pensione inferiori a 1.000 euro al mese.Una vergogna! Dati non degni di un Paese civile, specie se si considera che costano solo il 12,6% della spesa pensionistica mentre i pensionati d’oro, con redditi superiori a 3.000 euro al mese, pur essendo solo l’8%, costano la bellezza di 66,7 miliardi, il 22,7% della spesa complessiva, ossia quasi il doppio delle pensioni da fame, l’80% in più. Che dire poi di chi prende meno di 500 euro, quando per l’Istat la soglia di povertà per un single è pari a 656,97 euro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ecco perché la sentenza della Consulta di settima scorsa, secondo la quale è illegittimo il contributo di solidarietà oltre il triennio, è un pugno in faccia alla povera gente. Ora il Governo deve porre subito rimedio, sostituendo il contributo di solidarietà con un innalzamento temporaneo almeno dell’ultima aliquota Irpef, quella del 43% per chi dichiara oltre 75 mila euro” conclude Dona.

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Addio Quota 100, tutti in pensione a 67 anni?

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2020

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “per la scuola, dove l’età anagrafica media è abbondantemente sopra i 50 anni, l’adozione ‘secca’ della Legge Fornero si trasformerebbe in una soluzione davvero ingiusta: il logorio psicologico dell’insegnamento e del personale che opera nei nostri istituti scolastici, provato scientificamente, per via delle continue e non sempre facili relazioni l’utenza, comporta infatti un rischio biologico molto superiore ad altre professionalità. A tutela della loro salute e sicurezza, quindi è bene collocare questo personale tra le categorie che svolgono lavori gravosi. Dopo avere confermato che Quota 100 “non sarà rinnovata” perché “la misura si è rivelata troppo costosa per le casse dello Stato ed inoltre non è stata vista neanche come una misura equanime visto che è andata a penalizzare le donne e coloro che hanno avuto una carriera discontinua”, Orizzonte Scuola scrive che “si sta lavorando ad una riforma delle pensioni con entrata in vigore il 1° gennaio 2022 che renda meno rigido lo scalone di 5 anni che si creerà con la scadenza della quota 100”.“L’opzione più probabile per sostituire la quota 100 sembra essere la Quota 102, una sorta di quota 100 rivisitata. Dal 2022, quindi potrebbe essere possibile accedere al pensionamento con 64 anni di età e con almeno 38 anni di contributi (che sommati danno, appunto, come totale 102). Il meccanismo è molto simile a quello della quota 100 con la differenza che la misura richiederebbe 2 anni in più per l’accesso. Ma non solo. Infatti l’anticipo porterebbe ad una riduzione di circa il 4% per ogni anno di anticipo per toccare il -15% se si anticipa di 3 anni e 8 mesi”.Il Governo starebbe poi lavorando su Quota 41: “è riservata esclusivamente ai lavoratori precoci ma” vorrebbe “estenderla anche ai lavoratori fragili e a coloro che non possono restare al lavoro perchè giudicati inidonei e a coloro che sono impegnati nei settori a maggior rischio COVID (come ad esempio i trasporti e la sanità)”.Va poi ricordato che è stata confermata per il 2021 già Opzione Donna, la cui proroga al 2021 permetterebbe l’accesso alle lavoratrici dipendenti che abbiano compiuto 58 anni entro la fine del 2020 e alle lavoratrici autonome che ne abbiano compiuto 59 alla stessa data, di accedere al pensionamento con almeno 35 anni di contributi (maturati sempre entro la fine del 2020)”. Ma siccome tale scelta comporta un “ricalcolo interamente contributivo dell’assegno previdenziale”, chi aderisce si ritrova con “un taglio della pensione spettante che va dal 25 al 30%”. Infine, si parla di Quota 41 per tutti: un regime che “unificherebbe i contributi necessari per l’accesso a 41 anni, sia per uomini che per donne e non dovrebbe prevedere ulteriori aumenti per adeguamenti alla speranza di vita Istat”: una possibilità che tuttavia favorirebbe gli uomini, perché potrebbe essere colta “solo da coloro che hanno iniziato a lavorare molto presto, entro i 25 anni di età (per età superiori, infatti, si raggiungerebbe prima il requisito anagrafico per accedere alla pensione di vecchiaia)”.

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Pensionati: A quale santo devono rivolgersi?

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2020

Tempi duri si prospettano per i pensionati. Dobbiamo tenere da conto il clima che si sta instaurando nei confronti di chi lascia il lavoro e per una certa mentalità diventa un “corpo morto” che non merita spenderci risorse a partire dall’assistenza sanitaria oltre, ovviamente, alla “perequazione” delle rendite pensionistiche. Ma c’è anche di più. Si parla della necessità di adeguare le vecchie pensioni al sistema contributivo mentre ora lo sono con il sistema retributivo: Cosa significa? Che si sta allestendo il terreno a una riduzione della pensione intorno al 30% in barba alle norme che vietano la retroattività. E i pensionati cosa fanno? Poco o nulla intimoriti dalla grancassa istituzionale che li circuisce con l’idea che si hanno poche risorse e che è necessario stabilire delle priorità per stimolare la ripresa economica, volano per ridurre la disoccupazione in specie giovanile. Niente di più falso. le risorse ci sono e come, a prescindere. Pensiamo ai trenta miliardi di euro spesi per risollevare le banche che hanno buttato letteralmente al vento tantissimi miliardi per favorire gli amici degli amici e che ora si godono al sole delle Maldive il mal tolto sicuri che non saranno perseguiti dalle leggi perché continuano a godere di protezioni governative. E poi vi è il “malloppo” più vistoso dei trecento miliardi di euro tra evasioni, sprechi e quanto altro che il governo si guarda bene di porci mano per non “irritare” i grossi evasori e i vari faccendieri.
Sono gli stessi che vogliono una giustizia che non funziona con processi che prima della sentenza definitiva vi fanno passare anche oltre dieci anni per ottenere, alla fine del tunnel, la prescrizione.
E oggi abbiamo la ciliegina sulla torta con una legge elettorale che si vuole rimaneggiare per essere sicuri di mandare in parlamento gente fidata e obbediente ai voleri del “capo”. Così i 20 milioni di anziani potranno essere maltrattati a piacimento, i tre milioni di disoccupati potranno continuare, con i precari, i sotto pagati, il lavoro nero di altri milioni di italiani, a vivere senza diritti nella povertà imposta dalle stesse persone che hanno votato nella speranza illusoria di un cambiamento. Hanno ascoltato le sirene e ora ne pagano il prezzo. (Riccardo Alfonso)

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Che ne vogliamo fare dei pensionati?

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2020

È evidente che tra i pensionati esiste un’area di povertà molto elevata: poveri, rassegnati, frustrati. Eppure, cercano di stringere i denti e di vivere dignitosamente. Lo fanno, sovente, togliendosi il pane di bocca per infilare qualche banconota di 50 euro nelle tasche dei nipoti, studenti, precari, disoccupati, con famiglia monoreddito.
I pensionati, in Italia, sono circa 18 milioni e diventeranno qualcosa di più tra qualche anno. Molti di loro riescono a star bene in salute ma con solo qualche acciacco alle ossa, per lo più. Altri sono meno fortunati. Altri, ancora, risentono l’abbandono dei familiari o vivono soli perché non hanno figli e nipoti per via di fratelli e sorelle. Li troviamo seduti sulle panchine dei giardini pubblici, a discutere per strada con i loro coetanei a fare la spesa, a portare a spasso i nipotini, a frequentare la parrocchia, a cercarsi qualche hobby. Sono ancora una risorsa ma loro non sembrano rendersene conto. Lo Stato con le imposte, con le addizionali degli enti locali, con le tasse su tutto non fa altro che erodere le loro modeste rendite. Si sentono assediati, si sentono a volte inutili. Non sono più i nonni di un tempo che attiravano i loro nipoti raccontando storie di vita e si riscaldavano intorno al camino e i loro volti s’illuminavano alle fiammate che aggredivano il ciocco posto sulla brace. La memoria non è più la stessa. Restano solo i ricordi lontani, belli e tristi di giovani vogliosi di crescere, di lavorare, di trovare un posto nella vita, un amore che riscaldasse i loro cuori. Poi si cede il passo ai più giovani e gli anni l’età diventa un peso a volte insopportabile per sé e per gli altri. Possibile che si debba fare tanto per allungare la vita e poi con questa vita allungata si diventa superflui? Possibile che non vi è un’opportunità d’uscire da questo mondo con dignità? (Riccardo Alfonso)

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Anziani: Allerta caldo

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2020

Non solo Covid: con l’estate crescono le condizioni di rischio per la salute dei nostri anziani. Due i nemici principali: le ondate di calore appunto, che incidono direttamente sulla salute delle persone fragili, i malati cronici, gli anziani, e la solitudine, che per diverse cause colpisce maggiormente in questa stagione molti over 65. Il Ministero della Salute ha attivato, anche quest’anno, il sistema di rilevazione delle ondate di calore, e il primo consiglio è ovviamente quello di consultarlo costantemente per sapere quali saranno le giornate più a rischio e adottare di conseguenza un comportamento adeguato.Ecco il decalogo di Senior Italia FederAnziani per far fronte all’emergenza caldo:
1) Non uscire nelle ore più calde della giornata, ovvero dalle 12 alle 17.
2) Bere almeno un litro e mezzo di liquidi al giorno, in modo da reintegrare le perdite quotidiane di sali minerali. Evitare bevande alcoliche, gassate, troppo zuccherate e troppo fredde. Non eccedere con caffè o tè.
3) Consumare pasti leggeri. Preferire pasta, frutta, verdura, gelati alla frutta. Evitare cibi grassi e piccanti.
4) Arieggiare l’ambiente dove si vive, anche con l’uso di un ventilatore, evitando di esporsi alla ventilazione diretta.
5) Tenere il capo riparato dal sole.
6) Indossare abiti leggeri, non aderenti, di colore chiaro e tessuti naturali perché le fibre sintetiche ostacolano il passaggio dell’aria.
7) Non esporsi al sole in modo prolungato. Se, in seguito a un’eccessiva esposizione, dovesse insorgere mal di testa, fare impacchi con acqua fresca per abbassare la temperatura corporea.
8) Non restate all’interno di automobili parcheggiate al sole.
9) Non interrompere le terapie mediche, né sostituire i farmaci che si assumono abitualmente, di propria iniziativa. Consultare sempre il medico per ogni eventuale modifica delle cure che si stanno seguendo.
10) Se è possibile, è consigliabile andare in vacanza in località collinari o termali.
E infine, undicesima e non meno essenziale regola, l’esortazione di Senior Italia FederAnziani rivolta ai familiari, amici, figli, nipoti dei nostri insostituibili ‘nonni’: “Non lasciateli soli!”, dichiara il Presidente Messina.

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Istat: 36,3% pensionati sotto 1.000 euro

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Inps, al quinto con redditi pensionistici più alti va il 42,4% della spesa complessiva ed il 36,3% dei pensionati percepisce un reddito mensile inferiore a 1000 euro.”La disuguaglianza è un problema irrisolto di questo Paese di cui dovremmo vergognarci” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il dato di oggi si somma a quello dei giorni scorsi, secondo il quale il reddito totale del 20% delle famiglie più abbienti è più di sei volte quello del 20% delle famiglie più povere, un valore che colloca l’Italia tra i peggiori d’Europa” prosegue Dona. “Considerati i diritti acquisiti dei pensionati, l’unica via per arginare il fenomeno è avere un Fisco più equo, rispettoso dell’art. 53 della Costituzione, ossia del criterio della capacità contributiva e della progressività del sistema tributario” conclude Dona.

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Scuola: Stipendi al palo, in arrivo 30 euro netti a lavoratore e ai pensionati 25 centesimi al mese (lordi)

Posted by fidest press agency su martedì, 19 novembre 2019

Le risorse per il rinnovo del contratto sono ampiamente insufficienti per avvicinare gli stipendi del personale scolastico italiano a quello europeo: lo ha candidamente detto il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti ai segretari generali dei cinque sindacati più rappresentativi del comparto istruzione e ricerca, assicurando loro anche di continuare ad agire con il massimo impegno, al fine di reperire ulteriori risorse nell’ambito delle decisioni che potranno scaturire dal dibattito in sede parlamentare. Tra l’amaro e l’ironico è il commento di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, il sindacato che tra i 40 emendamenti presentati al Disegno di legge di Bilancio 2020 AS 1586 prevede anche le modalità per garantire l’avanzamento dei compensi dei dipendenti e dei dirigenti pubblici eliminando i lacciuoli e i vincoli che limitano la portata: “Ad oggi, stime alla mano, si arriva a coprire a malapena 65 euro in media a dipendente scolastico, altro che aumenti a tre cifre come segnale iniziale: qui, se va bene, gli insegnanti e il personale Ata si dovranno accontentare di una trentina di euro netti al mese, poco più di un antipasto con pizza”. Sugli stipendi degli statali e del personale della scuola è inutile illudersi ancora: la realtà, promesse a parte, è che la tanto ventilata significativa rivalutazione dei trattamenti retributivi di oltre un milione di lavoratori della scuola, quindi, non ci sarà: le risorse, a tal fine disponibili, sono del tutto insufficienti e da utilizzare anche per coprire l’elemento perequativo, ovvero gli aumenti da 85 euro lordi medi che il Governo precedente ha accordato solo per i portatori di compensi di fascia media e maggiore, e lasciano in questo modo i compensi annui dei lavoratori di comparto sotto di 9 mila euro rispetto alla media dell’Unione Europea e con oltre mille euro di potere d’acquisto perso solo negli ultimi sette anni.

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Oltre 90% pensionati ha perso potere d’acquisto

Posted by fidest press agency su martedì, 12 novembre 2019

Secondo i dati Spi-Cgil, oltre il 90% dei pensionati ritiene di aver perso parte del proprio potere d’acquisto ed il 41% ritiene urgente il miglioramento del sistema di rivalutazione delle pensioni.”Vero! E’ la pura verità. Tutti i pensionati hanno perso potere d’acquisto, anche quelli che percepiscono una pensione inferiore a 3 volte il trattamento minimo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”In questi anni, infatti, i pensionati hanno avuto un’inflazione sempre superiore rispetto a quella ufficiale, talvolta anche doppia, visto che per loro pesano molto di più i prezzi del carrello della spesa e di voci come alimentazione e abitazione, rispetto ad altre divisioni di spesa come le comunicazioni, sempre in deflazione. Insomma, i pensionati, specie quelli al minimo, hanno un’inflazione diversa rispetto ad un operaio o alla media degli italiani e serve un indice ad hoc per misurarla, altrimenti avranno sempre una perdita del potere d’acquisto” prosegue Dona. “Quanto al blocco delle rivalutazioni, in manovra si porta al 100% la rivalutazione delle pensioni da 3 a 4 volte il minimo, ossia da 1.539,03 a 2.052,04 euro. Un provvedimento che va nella giusta direzione. Peccato che si traduca in meno di 3 euro all’anno, visto che avevano già la rivalutazione al 97% e l’inflazione è bassa. Inoltre bisognerebbe tornare ad un sistema di rivalutazione delle pensioni per scaglioni, ossia per fasce di importo, anche se magari riviste rispetto allo schema della legge 388/2000, invece di rivalutarle come ora sull’importo complessivo” conclude Dona.

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Inps: 1,9 mln pensionati con meno di 500 euro al mese

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

Secondo i dati resi noti dall’Inps, relativi al 2018, il 12,2% dei pensionati, pari ad 1 mln e 951.792 mila, ha redditi pensionistici inferiori a 500 euro al mese.”Una vergogna! Specie se si considera che costano solo 6 mld e 520 milioni, mentre i pensionati d’oro, con redditi superiori a 5.000 euro al mese, pur essendo appena l’1,8% del totale, poco più di 285 mila pensionati, costano la bellezza di 23 mld e 316 milioni, ossia più di 3 volte e mezza le pensioni da fame” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Una situazione che non può essere stata risolta dalla pensione di cittadinanza, visto che, anche se in quest’ultimo caso si fa riferimento al reddito familiare e non a quello pensionistico, secondo gli ultimi dati Inps sono solo 118 mila i percettori, contro 1 mln e 951,8 mila pensionati che prendono meno di 500 euro al mese, ossia il 6 per cento. Uno squilibrio difficilmente spiegabile” conclude Dona.

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Perché non trasformiamo le associazioni dei pensionati in centri servizi?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 ottobre 2019

La proposta è venuta dai Centri studi della Fidest dopo una attenta stima delle aspettative e delle esigenze delle popolazioni locali. L’anziano, ad esempio, che è presente all’uscita e all’entrata degli scolari nelle scuole, che funge da osservatore del traffico locale, dello stato delle strade, che si colloca in prossimità degli uffici postali per controllare eventuali movimenti sospetti, che coadiuva la prevenzione per reati cosiddetti minori e provvede all’assistenza o anche solo come presenza “fisica” in casa di malati o di persone bisognose di essere guardate a “vista”, che segue l’andamento dei prezzi al consumo e per segnalare le variazioni ai competenti uffici dell’annona, per stipulare convenzioni con gli esercenti locali al fine di distribuire pacchi di generi di prima necessità a prezzi scontati e via di questo passo, diventa in pratica un ottimo “ausiliario” per tutte quelle necessità avvertibili sul territorio. Un anziano che può, sia pure in part time, far tesoro delle sue precedenti esperienze lavorative di ex (poliziotto, vigile urbano, infermiere, ecc.) concorre di certo a rendere più sicura e seguita la vita degli abitanti di un quartiere e, nel complesso, di una intera città grande o piccola che sia ed avere, per questo, anche un corrispettivo da chi vi richiede una prestazione organizzata e continua.

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Scuola: Colpo di scena sulle richieste per andare in pensione attraverso il sistema “Quota 100”

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2019

Il sistema è stato introdotto pochi mesi fa dal governo gialloverde. il sindacato apprende dal primo quotidiano economico nazionale che le domande presentate dai lavoratori della scuola ammontano circa a 27.000: non per tutte – ricorda oggi Orizzonte Scuola – è stato tuttavia “già accertato il diritto a pensione, per cui la maggior parte dei posti che si libereranno non potranno essere utilizzati per le operazioni di mobilità”. Solo per 7.544 domande è arrivato: 1.458 ATA; 123 dirigenti scolastici; 5.875 docenti; 56 insegnanti di religione cattolica; 32 educatori.
Il problema è che per la mobilità del personale – trasferimenti, utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie – saranno utili solo i 7.544 posti attualmente autorizzati dall’Inps. E gli altri? Per tutti i posti che si renderanno liberi dopo l’accertamento del diritto a pensione, i sindacati hanno chiesto al Miur che una parte di tali posti possa essere utilizzata per le immissioni in ruolo dell’anno scolastico 2019/2020. Il ministero dell’Istruzione non ha ancora fornito alcuna risposta. Intanto il tempo passa.
Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “ancora una volta la burocrazia, la lentezza degli uffici preposti al controllo delle pratiche e l’inerzia di chi gestisce la macchia scolastica, si andranno ad abbattere sulle teste di decine di migliaia di lavoratori. A iniziare da quelle di chi ha fatto domanda, che avrà una risposta, non è detto positiva o tale da essere accettata a mani basse, viste le decurtazioni a troppi zeri previste per chi aderisce a Quota 100”.

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Governo. “Pensionatostaisereno”, che ti tolgo i soldi

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Scattano da questo mese i tagli alle pensioni. E’ l’effetto della decisione del governo lega stellato, approvato dalla relativa maggioranza parlamentare.Si tratta dei mancati adeguamenti all’indice Istat che riguardano 5 milioni di pensionati e porterà nelle casse dello Stato qualcosa come 3,6 miliardi di euro in 3 anni.
Non si tratta di pensioni d’oro ma di quelle superiori a 1.522 euro lordi mensili, che equivalgono a circa 1250 euro netti. Sopra questa cifra non ci sarà l’adeguamento all’Istat, cioè alla svalutazione, con relativa decurtazione delle pensioni. C’è un problema in più: i pensionati, oltre a non vedersi adeguata la pensione, dovranno restituire quanto percepito nei primi tre mesi di quest’anno durante i quali, invece, c’è stato l’adeguamento Istat. Nel nostro Paese ci sono circa 16 milioni di pensionati, dei quali circa 8 milioni non hanno versato contributi in relazione alla propria pensione, per cui sono a carico della fiscalità generale, cioè delle tasse pagate dalle imprese e dai cittadini, comprese quelle versate dai pensionati veri e propri, ai quali si sottrae l’adeguamento della propria pensione alla svalutazione, dopo aver pagato le tasse anche per gli 8 milioni di pensionati che non hanno versato contributi previdenziali né pagano tasse. “Pensionatostaiseremo”, dice questo governo, che ti toglie i soldi.

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Pensionati: Manifestazione dei “Gilet Bianchi” per dire basta alle cure ad intermittenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

Napoli Venerdì 29 marzo si terrà una manifestazione pubblica dei Gilet Bianchi, il movimento fondato dal Partito Pensionati d’Europa a difesa della dignità degli anziani e dei pensionati, delle famiglie, dei giovani e delle donne. “La salute è un nostro diritto, basta cure ad intermittenza!”: è questo lo slogan del flash mob che porterà i napoletani a protestare sotto la sede dell’Assessorato alla Sanità della Regione Campania (in via Santa Lucia, 51). “Il commissariamento della Sanità Campana non è servito a risolvere il problema dell’assistenza sanitaria per tutti i cittadini ed in particolare per gli anziani, i pensionati e le famiglie appartenenti alle fasce meno abbienti della popolazione campana – dichiara Fortunato Sommella, leader del Partito -. Il fatto che ogni tanto si inauguri qualche nuovo reparto risolve poco se non addirittura nulla, visto che ci sono decine di altri ospedali che soffrono in termini strutturali, per la mancanza di attrezzature e per le risorse umane non in grado (per numero e materiali a loro disposizione) di sopperire alle centinaia di emergente giornaliere”. “I centri convenzionati, poi, assicurano assistenza solo 8 mesi l’anno – continua Sommella -,ai due mesi di assistenza ne segue uno senza. L’importanza del tema merita grande partecipazione: non possiamo accettare cure ad intermittenza o a zona, è nostro diritto poterci curare 12 mesi l’anno!”.

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I pensionati italiani indossano i “gilet bianchi”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 febbraio 2019

Napoli 15 febbraio p.v., alle ore 10,00, in Via Toledo, (altezza Staz. Funicolare Centrale, Piazzetta Teatro Augusteo) il partito Pensionati d’Europa presenterà alla stampa l’iniziativa dei #GiletBianchi. I presenti, insieme al Coordinatore nazionale del Partito, Fortunato Sommella, sosteranno nella “Piazzetta” per circa un’ora, Flash Mob, per poi recarsi presso la Prefettura di Napoli, in Piazza del Plebiscito, allo scopo di consegnare al Signor Prefetto di Napoli un documento esplicativo della protesta.

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No tasse a pensionati estero al Sud

Posted by fidest press agency su domenica, 16 dicembre 2018

“Siamo lieti che la Lega abbia deciso di inserire nella manovra un emendamento che riprende una storica proposta di Fratelli d’Italia, che prevede un abbattimento delle tasse per quei pensionati residenti all’estero che decidano di stabilire la residenza in una delle Regioni del Mezzogiorno. In tal senso avevamo presentato a luglio un disegno di legge in Senato, primo firmatario il senatore Urso, tradotto, poi, in un emendamento al decreto fiscale ( bocciato dalla maggioranza) e adesso alla legge di Bilancio. Abbiamo sempre dimostrato al governo ed alla maggioranza piena disponibilità al confronto e al dialogo sulla nostra proposta, chiedendo allo stesso tempo correttezza. Siamo quindi soddisfatti che la nostra proposta abbia trovato condivisione, e lo siamo ogni qual volta le nostre idee trovano sostegno. Questo anche quando ci si dimentica della loro paternità, ma il nostro obiettivo è che le cose si facciano nell’interesse degli italiani e della Nazione”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani.

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