Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘pensionati’

Scuola: Stipendi al palo, in arrivo 30 euro netti a lavoratore e ai pensionati 25 centesimi al mese (lordi)

Posted by fidest press agency su martedì, 19 novembre 2019

Le risorse per il rinnovo del contratto sono ampiamente insufficienti per avvicinare gli stipendi del personale scolastico italiano a quello europeo: lo ha candidamente detto il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti ai segretari generali dei cinque sindacati più rappresentativi del comparto istruzione e ricerca, assicurando loro anche di continuare ad agire con il massimo impegno, al fine di reperire ulteriori risorse nell’ambito delle decisioni che potranno scaturire dal dibattito in sede parlamentare. Tra l’amaro e l’ironico è il commento di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, il sindacato che tra i 40 emendamenti presentati al Disegno di legge di Bilancio 2020 AS 1586 prevede anche le modalità per garantire l’avanzamento dei compensi dei dipendenti e dei dirigenti pubblici eliminando i lacciuoli e i vincoli che limitano la portata: “Ad oggi, stime alla mano, si arriva a coprire a malapena 65 euro in media a dipendente scolastico, altro che aumenti a tre cifre come segnale iniziale: qui, se va bene, gli insegnanti e il personale Ata si dovranno accontentare di una trentina di euro netti al mese, poco più di un antipasto con pizza”. Sugli stipendi degli statali e del personale della scuola è inutile illudersi ancora: la realtà, promesse a parte, è che la tanto ventilata significativa rivalutazione dei trattamenti retributivi di oltre un milione di lavoratori della scuola, quindi, non ci sarà: le risorse, a tal fine disponibili, sono del tutto insufficienti e da utilizzare anche per coprire l’elemento perequativo, ovvero gli aumenti da 85 euro lordi medi che il Governo precedente ha accordato solo per i portatori di compensi di fascia media e maggiore, e lasciano in questo modo i compensi annui dei lavoratori di comparto sotto di 9 mila euro rispetto alla media dell’Unione Europea e con oltre mille euro di potere d’acquisto perso solo negli ultimi sette anni.

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Oltre 90% pensionati ha perso potere d’acquisto

Posted by fidest press agency su martedì, 12 novembre 2019

Secondo i dati Spi-Cgil, oltre il 90% dei pensionati ritiene di aver perso parte del proprio potere d’acquisto ed il 41% ritiene urgente il miglioramento del sistema di rivalutazione delle pensioni.”Vero! E’ la pura verità. Tutti i pensionati hanno perso potere d’acquisto, anche quelli che percepiscono una pensione inferiore a 3 volte il trattamento minimo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”In questi anni, infatti, i pensionati hanno avuto un’inflazione sempre superiore rispetto a quella ufficiale, talvolta anche doppia, visto che per loro pesano molto di più i prezzi del carrello della spesa e di voci come alimentazione e abitazione, rispetto ad altre divisioni di spesa come le comunicazioni, sempre in deflazione. Insomma, i pensionati, specie quelli al minimo, hanno un’inflazione diversa rispetto ad un operaio o alla media degli italiani e serve un indice ad hoc per misurarla, altrimenti avranno sempre una perdita del potere d’acquisto” prosegue Dona. “Quanto al blocco delle rivalutazioni, in manovra si porta al 100% la rivalutazione delle pensioni da 3 a 4 volte il minimo, ossia da 1.539,03 a 2.052,04 euro. Un provvedimento che va nella giusta direzione. Peccato che si traduca in meno di 3 euro all’anno, visto che avevano già la rivalutazione al 97% e l’inflazione è bassa. Inoltre bisognerebbe tornare ad un sistema di rivalutazione delle pensioni per scaglioni, ossia per fasce di importo, anche se magari riviste rispetto allo schema della legge 388/2000, invece di rivalutarle come ora sull’importo complessivo” conclude Dona.

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Inps: 1,9 mln pensionati con meno di 500 euro al mese

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

Secondo i dati resi noti dall’Inps, relativi al 2018, il 12,2% dei pensionati, pari ad 1 mln e 951.792 mila, ha redditi pensionistici inferiori a 500 euro al mese.”Una vergogna! Specie se si considera che costano solo 6 mld e 520 milioni, mentre i pensionati d’oro, con redditi superiori a 5.000 euro al mese, pur essendo appena l’1,8% del totale, poco più di 285 mila pensionati, costano la bellezza di 23 mld e 316 milioni, ossia più di 3 volte e mezza le pensioni da fame” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Una situazione che non può essere stata risolta dalla pensione di cittadinanza, visto che, anche se in quest’ultimo caso si fa riferimento al reddito familiare e non a quello pensionistico, secondo gli ultimi dati Inps sono solo 118 mila i percettori, contro 1 mln e 951,8 mila pensionati che prendono meno di 500 euro al mese, ossia il 6 per cento. Uno squilibrio difficilmente spiegabile” conclude Dona.

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Perché non trasformiamo le associazioni dei pensionati in centri servizi?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 ottobre 2019

La proposta è venuta dai Centri studi della Fidest dopo una attenta stima delle aspettative e delle esigenze delle popolazioni locali. L’anziano, ad esempio, che è presente all’uscita e all’entrata degli scolari nelle scuole, che funge da osservatore del traffico locale, dello stato delle strade, che si colloca in prossimità degli uffici postali per controllare eventuali movimenti sospetti, che coadiuva la prevenzione per reati cosiddetti minori e provvede all’assistenza o anche solo come presenza “fisica” in casa di malati o di persone bisognose di essere guardate a “vista”, che segue l’andamento dei prezzi al consumo e per segnalare le variazioni ai competenti uffici dell’annona, per stipulare convenzioni con gli esercenti locali al fine di distribuire pacchi di generi di prima necessità a prezzi scontati e via di questo passo, diventa in pratica un ottimo “ausiliario” per tutte quelle necessità avvertibili sul territorio. Un anziano che può, sia pure in part time, far tesoro delle sue precedenti esperienze lavorative di ex (poliziotto, vigile urbano, infermiere, ecc.) concorre di certo a rendere più sicura e seguita la vita degli abitanti di un quartiere e, nel complesso, di una intera città grande o piccola che sia ed avere, per questo, anche un corrispettivo da chi vi richiede una prestazione organizzata e continua.

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Scuola: Colpo di scena sulle richieste per andare in pensione attraverso il sistema “Quota 100”

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2019

Il sistema è stato introdotto pochi mesi fa dal governo gialloverde. il sindacato apprende dal primo quotidiano economico nazionale che le domande presentate dai lavoratori della scuola ammontano circa a 27.000: non per tutte – ricorda oggi Orizzonte Scuola – è stato tuttavia “già accertato il diritto a pensione, per cui la maggior parte dei posti che si libereranno non potranno essere utilizzati per le operazioni di mobilità”. Solo per 7.544 domande è arrivato: 1.458 ATA; 123 dirigenti scolastici; 5.875 docenti; 56 insegnanti di religione cattolica; 32 educatori.
Il problema è che per la mobilità del personale – trasferimenti, utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie – saranno utili solo i 7.544 posti attualmente autorizzati dall’Inps. E gli altri? Per tutti i posti che si renderanno liberi dopo l’accertamento del diritto a pensione, i sindacati hanno chiesto al Miur che una parte di tali posti possa essere utilizzata per le immissioni in ruolo dell’anno scolastico 2019/2020. Il ministero dell’Istruzione non ha ancora fornito alcuna risposta. Intanto il tempo passa.
Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “ancora una volta la burocrazia, la lentezza degli uffici preposti al controllo delle pratiche e l’inerzia di chi gestisce la macchia scolastica, si andranno ad abbattere sulle teste di decine di migliaia di lavoratori. A iniziare da quelle di chi ha fatto domanda, che avrà una risposta, non è detto positiva o tale da essere accettata a mani basse, viste le decurtazioni a troppi zeri previste per chi aderisce a Quota 100”.

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Governo. “Pensionatostaisereno”, che ti tolgo i soldi

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Scattano da questo mese i tagli alle pensioni. E’ l’effetto della decisione del governo lega stellato, approvato dalla relativa maggioranza parlamentare.Si tratta dei mancati adeguamenti all’indice Istat che riguardano 5 milioni di pensionati e porterà nelle casse dello Stato qualcosa come 3,6 miliardi di euro in 3 anni.
Non si tratta di pensioni d’oro ma di quelle superiori a 1.522 euro lordi mensili, che equivalgono a circa 1250 euro netti. Sopra questa cifra non ci sarà l’adeguamento all’Istat, cioè alla svalutazione, con relativa decurtazione delle pensioni. C’è un problema in più: i pensionati, oltre a non vedersi adeguata la pensione, dovranno restituire quanto percepito nei primi tre mesi di quest’anno durante i quali, invece, c’è stato l’adeguamento Istat. Nel nostro Paese ci sono circa 16 milioni di pensionati, dei quali circa 8 milioni non hanno versato contributi in relazione alla propria pensione, per cui sono a carico della fiscalità generale, cioè delle tasse pagate dalle imprese e dai cittadini, comprese quelle versate dai pensionati veri e propri, ai quali si sottrae l’adeguamento della propria pensione alla svalutazione, dopo aver pagato le tasse anche per gli 8 milioni di pensionati che non hanno versato contributi previdenziali né pagano tasse. “Pensionatostaiseremo”, dice questo governo, che ti toglie i soldi.

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Pensionati: Manifestazione dei “Gilet Bianchi” per dire basta alle cure ad intermittenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

Napoli Venerdì 29 marzo si terrà una manifestazione pubblica dei Gilet Bianchi, il movimento fondato dal Partito Pensionati d’Europa a difesa della dignità degli anziani e dei pensionati, delle famiglie, dei giovani e delle donne. “La salute è un nostro diritto, basta cure ad intermittenza!”: è questo lo slogan del flash mob che porterà i napoletani a protestare sotto la sede dell’Assessorato alla Sanità della Regione Campania (in via Santa Lucia, 51). “Il commissariamento della Sanità Campana non è servito a risolvere il problema dell’assistenza sanitaria per tutti i cittadini ed in particolare per gli anziani, i pensionati e le famiglie appartenenti alle fasce meno abbienti della popolazione campana – dichiara Fortunato Sommella, leader del Partito -. Il fatto che ogni tanto si inauguri qualche nuovo reparto risolve poco se non addirittura nulla, visto che ci sono decine di altri ospedali che soffrono in termini strutturali, per la mancanza di attrezzature e per le risorse umane non in grado (per numero e materiali a loro disposizione) di sopperire alle centinaia di emergente giornaliere”. “I centri convenzionati, poi, assicurano assistenza solo 8 mesi l’anno – continua Sommella -,ai due mesi di assistenza ne segue uno senza. L’importanza del tema merita grande partecipazione: non possiamo accettare cure ad intermittenza o a zona, è nostro diritto poterci curare 12 mesi l’anno!”.

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I pensionati italiani indossano i “gilet bianchi”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 febbraio 2019

Napoli 15 febbraio p.v., alle ore 10,00, in Via Toledo, (altezza Staz. Funicolare Centrale, Piazzetta Teatro Augusteo) il partito Pensionati d’Europa presenterà alla stampa l’iniziativa dei #GiletBianchi. I presenti, insieme al Coordinatore nazionale del Partito, Fortunato Sommella, sosteranno nella “Piazzetta” per circa un’ora, Flash Mob, per poi recarsi presso la Prefettura di Napoli, in Piazza del Plebiscito, allo scopo di consegnare al Signor Prefetto di Napoli un documento esplicativo della protesta.

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No tasse a pensionati estero al Sud

Posted by fidest press agency su domenica, 16 dicembre 2018

“Siamo lieti che la Lega abbia deciso di inserire nella manovra un emendamento che riprende una storica proposta di Fratelli d’Italia, che prevede un abbattimento delle tasse per quei pensionati residenti all’estero che decidano di stabilire la residenza in una delle Regioni del Mezzogiorno. In tal senso avevamo presentato a luglio un disegno di legge in Senato, primo firmatario il senatore Urso, tradotto, poi, in un emendamento al decreto fiscale ( bocciato dalla maggioranza) e adesso alla legge di Bilancio. Abbiamo sempre dimostrato al governo ed alla maggioranza piena disponibilità al confronto e al dialogo sulla nostra proposta, chiedendo allo stesso tempo correttezza. Siamo quindi soddisfatti che la nostra proposta abbia trovato condivisione, e lo siamo ogni qual volta le nostre idee trovano sostegno. Questo anche quando ci si dimentica della loro paternità, ma il nostro obiettivo è che le cose si facciano nell’interesse degli italiani e della Nazione”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani.

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“Sei pensionati su dieci in Italia vivono al di sotto della soglia di povertà

Posted by fidest press agency su martedì, 25 settembre 2018

E’ perché percepiscono meno di 750 euro al mese”. Un dato impressionante su cui riflette il giornalista del Manifesto Massimo Franchi nel suo libro “L’inganno delle pensioni”, proponendo la necessità di introdurre una “pensione di garanzia” a tutela dei giovani e dei precari: “Si tratta di una pensione integrativa sullo schema di una base universalistica per chi è privo di altri mezzi: viene finanziata dalla fiscalità generale”, spiega l’autore. La analisi del libro non può non partire dalla riforma Fornero. “Per gli italiani la data del 5 dicembre 2011 è una specie di incubo”, puntualizza l’autore. Qual giorno l’allora ministro Elsa Fornero presentò tra le lacrime la riforma “chiedendo un sacrificio”. “Il sacrificio naturalmente – continua Franchi – non è stato chiesto ai potenti, ai ricchi. Bensì ai pensionati e ai pensionandi, lavoratori su cui si era già abbattuta da qualche anno la più grave crisi economica del dopoguerra”. E, fatto di inaudita gravità, ha prodotto il fenomeno degli esodati.“Ancora oggi non sappiamo quanti siano realmente gli esodati colpiti dalla riforma Fornero, coloro rimasti senza stipendio, senza pensione e senza ammortizzatori per un lungo periodo a causa dell’innalzamento improvviso di almeno cinque anni dell’età pensionabile”, prosegue Franchi nel libro. In questi anni, tuttavia si è ritenuto che la riforma Fornero fosse l’unica possibile in un clima di austerità e “propaganda neoliberista”. In realtà, non c’è “niente di più falso – spiega l’autore –. In Europa, oggi, il sistema contributivo è adottato solo in Italia, Svezia, Lettonia. Tutti gli altri Paesi – compresi Germania, Francia, Spagna – utilizzano in tutto o in parte il modello retributivo”. Altra notizia errata che Franchi tenta di sfatare, dati alla mano, è che la riforma Fornero sia necessaria per le ‘casse’ dell’Inps. In realtà già la riforma Dini del 1996 aveva recuperando gli squilibri finanziari e nel 2016, secondo l’ultimo dato disponibile, l’attivo era arrivato a 39 miliardi, pari al 2,3 per centro del Pil. “Il bilancio positivo dell’Inps – spiega l’autore – è poi dovuto anche ai contributi pagati dai lavoratori migranti: i circa 5 milioni di cittadini stranieri residenti in Italia versano ogni anno circa 8 milioni di contributi sociali e ne ricevono solo 3 in termini di pensioni e altre prestazioni sociali, con un saldo netto di circa 5 miliardi”. Di contro, riforme come il Jobs Act voluto da Matteo Renzi hanno drenato fondi pubblici verso obiettivi che non hanno ottenuto i risultati sperati. “Lo Stato – precisa Franchi – ha speso circa 20 miliardi in tre anni in sgravi contributivi alle imprese. Tralasciando i quasi nulli effetti sull’occupazione – svaniti completamente all’esaurirsi degli incentivi – ciò che qui interessa sottolineare è che quegli stessi 20 miliardi avrebbero potuto essere utilizzati per finanziare il welfare e per ridare flessibilità al sistema pensionistico”.Nemmeno il nuovo governo, però, lascia maggiori speranze. “Rispetto alle poco credibili promesse fatte in campagna elettorale, le proposte contenute nel contratto del ‘governo del cambiamento’ M5S-Lega sembrano avere i piedi maggiormente per terra – scrive l’autore –. Il ‘contratto’ è un compromesso molto al ribasso rispetto alle promesse elettorali. La cancellazione della legge Fornero proposta sia dal Movimento 5 Stelle sia dalla Lega di Salvini è sparita e si punta ad aggiustamenti molto limitati”. “Per cambiare le cose – conclude Franchi – serve innanzitutto ribaltare la logica dell’austerità”. Solo con questo presupposto è possibile ripensare il sistema pensionistico dotandolo di maggiore flessibilità ed equità sociale.

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Proposta per pensionati UE che si trasferiscono al sud

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 settembre 2018

“Ci fa piacere che il Governo abbia accolto positivamente la proposta di Fratelli d’Italia riguardante i pensionati Ue. Ieri sera durante la trasmissione “Porta a porta”, il Ministro Matteo Salvini si è detto propenso ad appoggiare la nostra idea e anche il ministro Barbara Lezzi è del suo stesso avviso.L’iniziativa di Fratelli d’Italia segue il modello adottato già in Portogallo dal 2012 e mira ad attirare nel Sud Italia (Sicilia, Campania, Calabria e Puglia) i pensionati ricchi di tutta Europa proponendo loro una tassazione forfettaria.
Attualmente la proposta di legge presentata al Senato, di cui sono cofirmatario insieme ai senatori Adolfo Urso e Antonio Iannone, è stata assegnata in Commissione Finanze e, vista la disponibilità del Governo, spero venga calendarizzata il prima possibile. Questa normativa si può realizzare in pochi mesi e gioverebbe allo sviluppo del Mezzogiorno” è quanto dichiarato dal senatore di Fratelli d’Italia Raffaele Stancanelli.

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Che ne vogliamo fare dei pensionati?

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 settembre 2018

E’ evidente che tra i pensionati esiste un’area di povertà molto elevata: poveri, rassegnati, frustrati. Eppure cercano di stringere i denti e di vivere dignitosamente.
Lo fanno, sovente, togliendosi il pane di bocca per infilare qualche banconota di 50 euro nelle tasche dei nipoti, studenti, precari, disoccupati, con famiglia monoreddito.
I pensionati, in Italia, sono circa 18 milioni e diventeranno qualcosa di più tra qualche anno. Molti di loro riescono a star bene in salute ma con solo qualche acciacco alle ossa, per lo più. Altri sono meno fortunati in salute. Altri, ancora, risentono l’abbandono dei familiari o vivono soli perché non hanno figli e nipoti per via di fratelli e sorelle. Li troviamo seduti sulle panchine dei giardini pubblici, a discutere per strada con i loro coetanei a fare la spesa, a portare a spasso i nipotini, a frequentare la parrocchia, a cercarsi qualche hobby. Sono ancora una risorsa ma loro non sembrano rendersene conto. Lo Stato con le imposte, con le addizionali degli enti locali, con le tasse su tutto non fa altro che erodere le loro modeste rendite. Si sentono assediati, si sentono a volte inutili. Non sono più i nonni di un tempo che attiravano i loro nipoti raccontando storie di vita e si riscaldavano intorno al camino e i loro volti s’illuminavano alle fiammate che aggredivano il ciocco posto sulla brace. Oggi i loro nipoti sono diventati tecnologici. Poi si aggiunge la memoria che non è più la stessa. Restano solo i ricordi lontani, belli e tristi di giovani vogliosi di crescere, di lavorare, di trovare un posto nella vita, un amore che riscaldasse i loro cuori. Poi si cede il passo ai più giovani e gli anni l’età diventa un peso a volte insopportabile per sé e per gli altri. Possibile che si debba fare tanto per allungare la vita e poi con questa vita allungata si diventa superflui? Possibile che non vi è un’opportunità d’uscire da questo mondo con dignità? (Servizio Fidest)

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Pensioni: Dal prossimo anno assegno più basso per tutti i nuovi pensionati

Posted by fidest press agency su domenica, 17 giugno 2018

La riduzione è dovuta al decreto del Ministero del Lavoro del 15 maggio 2018, attraverso il quale è stata introdotta la “revisione triennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo”. I nuovi parametri comporteranno la diminuzione degli importi delle pensioni: la penalizzazione riguarderà, indistintamente, sia coloro che accederanno al trattamento di quiescenza con il sistema di calcolo contributivo, sia con il sistema di calcolo misto. La pensione dei lavoratori italiani sarà sempre più fondata su un principio secondo cui l’allungarsi dell’età dei pensionandi sarà direttamente proporzionale alla percezione di un importo di pensione leggermente più basso ma ‘spalmato’ su un arco temporale un po’ più lungo. L’ufficio studi Anief ritiene, invece, che sarebbe molto più equo attribuire i coefficienti di trasformazione non in base all’anno di pensionamento, bensì a quello di nascita, in maniera da arginare una volta e per tutte il macchinoso tecnicismo dell’adeguamento all’aspettativa di vita. Altrimenti, l’importo delle pensioni diventerà man mano più esiguo: già oggi, rispetto al 2011, si è perso nell’assegno pensionistico fino all’8%.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La penalizzazione per chi ha versato contributi per una vita è altissima, soprattutto per coloro che sono costretti ad andare in pensione sempre più tardi, pur svolgendo professioni altamente stressanti. È ovvio che lex specialis derogat generali, ovvero che indipendentemente da quello che vale statisticamente per tutti, non vale per forza di cose per il singolo pensionato.

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Pensionati? L’asso nella manica per le giovani generazioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 Mag 2018

I pensionati in Italia stanno vivendo un momento delicato. Gran parte di loro è attanagliata da assilli economici e il loro futuro, per quanto breve possa essere se non altro per ragioni anagrafiche, non è visto con ottimismo. Eppure possiamo ancora diventare qualcosa di più dei “scaldapanchine” ed essere portatori di un messaggio di speranza e di fiducia per un futuro migliore per i nostri figli, nipoti e pronipoti. Basta crederci. Sappiamo bene che sono tante le cose che non vanno e che ci sentiamo impotenti, nel nostro piccolo, a porvi rimedio. Ma la forza potremmo averla se riusciremo a trovare la possibilità di stare insieme, di scorgere un punto in comune, una voglia di lasciare alle generazioni future una società migliore, più egalitaria.
Il primo passo potrebbe essere quello di avviare un dialogo costruttivo con i giovani per renderli consapevoli che il passato, per poterci insegnare qualcosa, non è tutto da buttare alle ortiche. Pensiamo alla politica. Allora i vecchi di oggi erano i giovani di allora, pieni di passioni politiche e voglia di crescita e di benessere diffuso. E i frutti non sono mancati ottenendo maggiori diritti, un lavoro garantito e una previdenza e un’assistenza generalista. Poi le cose sono andate progressivamente guastandosi e ora ci troviamo in una fase acuta sul piano esistenziale. La situazione sembra sfuggirci di mano eppure la democrazia ci offre un’opportunità di riscatto anche se si è costretti a dover fare i conti con la disinformazione sempre più martellante e ossessiva sino a disorientarci. Come fare? La risposta può essere semplice e complessa al tempo stesso. Il tutto si basa sull’offerta politica e cosa ci attendiamo da essa in termini pragmatici. Significa, in altri termini, che non basta un voto per farsi ascoltare, poiché il tutto si basa sui numeri e allora che aspettiamo ad unirci e a marciare compatti? Lo slogan sta tutto qui: noi richiamiamo l’attenzione su due diritti: alla vita e al vivere. Che senso può avere se difendiamo il primo e avversiamo il secondo creando un’area di privilegio solo per pochi? (Riccardo Alfonso)

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Pensioni: FMI chiede il contributivo: 46 miliardi da sottrarre ai pensionati. Vitalizi foglia di fico

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

“Cari pensionati, ci costate troppo, siete stati per decenni dei privilegiati, con una pensione calcolata con il sistema retributivo, cioè in percentuale sullo stipendio, invece di ricevere quanto avete versato, che è il sistema contributivo. Per cui, dal prossimo mese la vostra pensione verrà decurtata del 30%, salvo conguagli.”Potrebbe essere questa la lettera del prossimo governo a milioni di pensionati. Fantasie? No, perché questa è la linea indicata dal Fondo Monetario Internazionale. Nella relazione “Italia: verso una riforma fiscale favorevole alla crescita”, il Fondo sollecita il taglio delle pensioni calcolate con il sistema retributivo. Insomma, alcuni partiti sono portatori di istanze di una organizzazione politica, monetaria e bancaria internazionale, che mira ad una profonda modifica del nostro sistema pensionistico.
A quanto ammonterebbe il taglio alle pensioni? Secondo un report de IlSole24Ore, del 20 maggio 2015, “è di 46 miliardi il conto del retributivo”, vale a dire che se si applicasse il contributivo alle pensioni retributive, attualmente percepite della maggior parte dei comuni cittadini, si potrebbero risparmiare 46 miliardi, il che migliorerebbe il bilancio dell’Inps e dello Stato ma ad un costo insostenibile per i pensionati, una vera e propria “macelleria sociale”, paventata in commissione Bilancio della Camera dei Deputati, nel corso della passata legislatura.Il taglio dei vitalizi, di cui si parla in questi giorni, non sarebbe altro che la foglia di fico di copertura di un’operazione di “ristrutturazione” delle pensioni attualmente percepite. Dopo i vitalizi si passerà alle “pensioni d’oro” (M5S e FdI lo hanno già annunciato) e, poi, alle altre pensioni.I vitalizi non ci sono più dal 2012 e quelli residui, calcolati con il sistema retributivo, riguardano un numero limitato di ex parlamentari più vicini agli 80 che ai 70 anni, ai quali si vuole applicare retroattivamente una decurtazione che verrebbe, poi, utilizzata per le pensioni attualmente percepite dai cittadini.I pensionati sono avvertiti; perciò non si facciano ingannare da paroloni che circolano nei palazzi del potere su equità, etica e giustizia riguardo ai vitalizi: l’obiettivo vero è mettere le mani sulle loro pensioni.

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Sommella in difesa dei pensionati e per un movimento che li rappresenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2018

L’attualità di un pensiero espresso 5 anni addietro in Piazza del Plebiscito, a Napoli, da Fortunato Sommella, nel corso di una conferenza stampa organizzata per annunciare la nascita del Partito Pensionati d’Europa e denunciare l’inerzia del “partito pensionati famiglia” del Fatuzzo. Alla luce delle dichiarazione di allora, per impedire che si continui a prendere in giro i Pensionati, gli Anziani e le loro Famiglie, oggi Fortunato Sommella attivo coordinatore nazionale dei “Pensionati d’Europa”, rivolge un pressante appello a tutti coloro che sono responsabili di associazioni e partiti aventi come missione la difesa dei Pensionati a fare propria l’idea di una grande federazione dei pensionati d’Italia e non solo. “Non c’è tempo da perdere – dice Sommella – la difesa dei Pensionati non può più attendere. Il futuro si prospetta peggiore del passato. Cominciamo a condividere ed a passare il cellulare personale; il mio è questo 3478066712. E da oggi utilizziamo difendiamoipensionati. Una premessa, aggiunge Sommella: non riconosciamo alcuna nostra rappresentanza parlamentare e siamo orientati a denunciare chiunque provi a millantare credito nei confronti dei Pensionati italiani organizzati”.

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Conferenza stampa e inaugurazione sede “Pensionati d’Europa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

Napoli sabato 24 marzo alle ore 10,30 sarà inaugurata la nuova Sede Nazionale del Partito Pensionati d’Europa a Napoli, in Via Gabriele Jannelli, 392.Nell’occasione il segretario nazionale Fortunato Sommella terrà una conferenza stampa sul tema: I “Pensionati d’Europa” e le novità politiche scaturite dalle elezioni del 4 marzo. Nell’occasione sarà presentato il programma del Partito in previsione delle prossime scadenze elettorali amministrative. “Senza la presenza di un forte Partito Pensionati, la politica continuerà a truffare i Pensionati ed a mentire sulla consistenza delle risorse necessarie a sostenere la spesa Pensionistica in Italia. Le Pensioni sono sotto attacco. E’ incredibile che ancora si pensi a ridurre o addirittura ad abolire le Pensioni ai superstiti”. Lo ha dichiarato il segretario nazionale Fortunato Sommella.

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Alle falde del …Kilimangiaro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 febbraio 2018

Ho scritto non molto tempo fa che gli italiani, a mio avviso, sono dei “rassegnati e cinici”. I giovani si sentono in trappola. C’è ancora chi resiste, ovviamente, e s’ingegna a trovare uno sbocco esistenziale, anche modesto, ma gli altri rinunciano a cercarsi un lavoro, restano in famiglia, si chiudono nella loro ristretta cerchia degli amici. I precari si affannano ma sanno di combattere la stessa battaglia del cavaliere don Chisciotte contro i mulini a vento. I disoccupati sono avvelenati, ma cercano di barcamenarsi alla bell’è meglio: “ciò famiglia”, paiono dire, non possono permettersi colpi di testa, devono giocoforza sperare e arrangiarsi in qualche modo. E tutti gli altri dalla casalinga ai lavoratori dipendenti e autonomi sentono di trovarsi in una situazione migliore della disperazione e si attaccano a questa fragile ancora di salvezza. Poi vi sono i pensionati. Sono quelli che chiedono poco e ottengono nulla. Sono quelli che riescono ancora a finanziare i figli e i nipoti disoccupati o in cassa integrazione o precari. Sono quelli che continuano a essere osservati con diffidenza e già qualcuno si chiede se non sono un “peso morto”. Solo la pietà cristiana li salva dalla lapidazione. E tutti insieme ci chiediamo cosa stanno a fare 45 milioni di italiani a raccattare le briciole dei restanti 15 milioni che hanno i soldi ma non disdegnano a raschiare il barile degli altri pur di continuare ad arraffare ciò che resta della miseria altrui. Mi chiedo se non siamo ritornati ai tempi dei patrizi e dei plebei. Allora, per lo meno, vi erano dei tribuni del popolo che riuscivano ad arringare il popolo. Oggi se qualcuno lo fa è per poi essere assunto nel partito dei patrizi. Altro che potere dal basso da “popolo sovrano”. (Riccardo Alfonso)

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Pensionati e non solo: La lotta alla povertà è un bluf!

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 dicembre 2017

pensionatiDal primo gennaio 2018 gli Anziani che al raggiungimento dei 65 anni di età e sette mesi, senza reddito, potevano godere dell’Assegno Sociale di circa 500 euro, a partire dal prossimo anno dovranno aspettare ancora un anno per maturare il diritto. “Noi che viviamo a diretto contatto con una platea estesa di Anziani – afferma Fortunato Sommella – siamo in grado di affermare che tra costoro, i più deboli, si è diffuso un senso di disperazione. A che serve, ci chiediamo, che il Governo proclami ai quattro venti la sua lotta alla povertà, se poi mette in seria difficoltà un numerosa fetta di Anziani che attendevano la scadenza dei 65 e sette mesi di anzianità per avanzare richiesta di pensionamento sociale? Ancora una volta si colpisce il mondo degli Anziani. Questo attacco finirà soltanto quando i Pensionati e tutti gli Anziani riusciranno ad avere una propria rappresentanza, nelle Assemblee dove si decide il loro destino – afferma con sdegno Fortunato Sommella coordinatore nazionale dei “Pensionati d’Europa” (n.r. Il discorso, purtroppo, è di più ampia portata. Tutta la fascia anziani è sotto tiro se si pensa il tentativo sempre più insistente di voler rivedere, anche per il passato, le pensioni di anzianità e di rapportare tutte le rendite al regime contributivo in luogo di quello retributivo. Ciò significa una riduzione media del 30% di tutte le rendite solo perché l’obiettivo primario dell’attuale governo è quello di finanziare in via prioritaria i dissesti bancari tanto che sono state ridotte nell’attuale legge finanziaria le risorse per la sanità. Ci chiediamo fino a che punto i pensionati non prenderanno coscienza della loro forza (il 18% del corpo elettorale) e sapranno indirizzare unitariamente il loro voto verso quei movimenti o partiti che possono sostenerli?)

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Pensioni e la gogna mediatica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 novembre 2017

pensionatiRiprendiamo la dichiarazione rilasciata da Giorgio Ambrogioni (Cida) per la adnkronos dove si legge: “Allarme sulle pensioni ingiustificato. Noi non ci riconosciamo nei dati pubblicati oggi da Fubini sul ‘Corriere della Sera’. La spesa pensionistica si sta stabilizzando. Diciamo basta alla gogna mediatica per i pensionati, in particolare per quelli con un assegno medio-alto”. “Il dato degli 88 miliardi di disavanzo previdenziale non esiste, e lo possiamo dimostrare con il Rapporto di Itinerari previdenziali”. E la nota prosegue: “Noi abbiamo deciso di lanciare un’operazione verità: convocheremo per metà febbraio alla Fiera di Milano gli ‘Stati generali della silver economy’, ai quali inviteremo tutta la rappresentanza di settore seria. In quell’occasione spiegheremo lo stato reale della situazione della previdenza e quale è stato in questi anni il contributo dei seniores italiani all’economia e al welfare italiano”. Così il presidente della Cida, Giorgio Ambrogioni, sulla situazione della previdenza italiana. “Diciamo basta -continua- alla gogna mediatica per i pensionati, in particolare per quelli con un assegno medio-alto. Il tema delle pensioni è troppo delicato per essere strumentalizzato in chiave elettorale per tirare la volata a questo o quel partito. Noi siamo apartitici ma non vogliamo che i pensionati siano ancora considerati dei bancomat della politica come è successo in questi anni”. E per questo, aggiunge, “all’evento sulla Silver economy vogliamo spingere la politica verso una visione diversa dei seniores: pensiamo al futuro della previdenza perché siamo attenti alle pensioni future dei giovani, non solo dei pensionati”. Per Alberto Brambilla, presidente del Centro studi itinerari previdenziali ed esperto di riferimento della Cida in materia previdenziale, “il dato degli 88 miliardi di disavanzo previdenziale non esiste, e lo possiamo dimostrare con i dati del nostro Rapporto di Itinerari previdenziali, che mette insieme i dati dei bilanci dell’Inps e delle diverse casse privatizzate, che come ogni anno abbiamo presentato al governo”. “Far uscire questi dati -spiega ancora- vuol dire farsi male da soli, fa male al Paese. Da quanto risulta dai nostri dati nel 2016 il disavanzo tra contributi e previdenza è di -21 miliardi, all’interno dei quali sono ben 19 i miliardi spesi in assistenza, di cui 10 miliardi per l’integrazione al salario minimo e 9 miliardi di maggiorazione per dipendenti pubblici”. “Il nostro Paese si fa male da solo perché mette tutta l’assistenza all’interno della previdenza, e poi l’Istat comunica che la nostra spesa per le pensioni è pari al 18,5% del Pil, mentre quella della media dei Paesi Ue a 27 è del 14,7%. Ma gli altri Paesi non mettono insieme previdenza e le diverse funzioni dell’assistenza, che noi neanche specifichiamo nelle comunicazioni all’Ue”, aggiunge. “Ma se ci riusciamo noi – aggiunge Brambilla – con il nostro Rapporto a evidenziare le voci di spesa per l’assistenza, è possibile che non ci riesce il Paese? Ma ci vogliamo fare del male da soli? Sono i conti dell’assistenza ad essere fuori controllo, non quelli della previdenza”. In conclusione, per Brambilla, “il vero problema del nostro Paese è l’evasione fiscale”. “Abbiamo il 50% dei pensionati che hanno meno di 15 anni di contributi, una cosa – avverte – che non è da Paese da G7 ma da Nord Africa. E’ chiaro che stiamo parlando di effetti dell’evasione. Su 16 milioni di pensionati, 4 milioni sono assistiti totalmente dalla fiscalità generale, altri 4 in gran parte. Sono persone che senza la pensione sarebbero a rischio di esclusione sociale”. http://www.adnkronos.com/lavoro/dati/2017/11/27/cida-allarme-pensioni-ingiustificato-spesa-sta-stabilizzando_Lwdm0QGpgHV37shdj608HJ.html?refresh_ce (fonte franco abruzzo)

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