Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘pentastellati’

Lettera aperta a un pentastellato: Egregio Senatore Vito Claudio Crimi

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 maggio 2019

Ho partecipato, con altri colleghi, all’incontro, da lei presieduto in qualità di Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’editoria, del 28 maggio scorso presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dove i convenuti hanno discettato sul genere di futuro che le agenzie stampa avrebbero potuto ritagliarsi nel composito mondo dell’informazione.
Ho apprezzato gli interventi, le preoccupazioni emerse non solo legate all’inaffidabilità di talune fonti e al modo come porvi riparo, ma anche a livello occupazionale e alla necessità di collegare la riforma del settore a possibili accorpamenti o acquisizioni per meglio adeguarsi al passo dei tempi nuovi. Al di là di questi aspetti tecnici ed operativi, tipici di un’informazione certificata e di utilità pubblica, vi intravedo la necessità che la politica non prenda sottogamba un settore che ritengo nevralgico per misurare le pulsioni popolari e gli orientamenti che esprimono.
In tale ambito ho avvertito in più occasioni, e tra i più disparati ceti sociali, una crescente preoccupazione dell’agire politico e una forte delusione riguardo i pentastellati che hanno fin dalla loro scesa in campo, come soggetto politico, suscitato grandi speranze per un reale cambiamento al cospetto di un paese che da 20 anni a questa parte non riesce a crescere e a scrollarsi di dosso la pesante ipoteca di quei poteri che prosperano proprio sulla patologica inefficienza del sistema.
Lasciando da parte la dietrologia che ha portato il Movimento a responsabilità di governo del paese, stilando un contratto con la Lega di Matteo Salvini, posso dire che il malessere avvertito dalla base pentastellata, per una cogestione governativa, è stata accettata, dopo che il PD ha chiuso la porta ad ogni dialogo con i 5Stelle. E’ stata e resta una coda polemica da parte PD, che continua tutt’oggi, sulla presunta identità politica di 5 stelle che è destinata a continuare e con il rischio di affossare qualsiasi tentativo di confronto odierno e futuro. Questa eventualità è stata percepita dallo stesso Salvini che non ha esitato considerare il sodalizio pentastellato dissolto e ad intravedere una contrapposizione solo con il PD. Tutto questo genera nell’opinione pubblica l’impressione che 5 stelle abbia esaurito la sua spinta propulsiva per essere, alla fine, assorbito dal sistema. A questo punto, e strano a constatarlo, sono proprio i commentatori politici di rango, che in passato non hanno lesinato critiche ai pentastellati, a rammaricarsi e a dirlo esplicitamente. E noi cronisti che viviamo tra la gente possiamo aggiungere che è un’amarezza popolare condivisa, ma accettata come un male inevitabile. Eppure ritengo sia possibile invertire la tendenza, ma per farlo il movimento deve scegliere con più cura la sua classe dirigente e saperla coinvolgerla convintamente nel suo progetto rinnovatore rivolto alla società civile fatta di associazioni, di movimenti, di centri culturali, mondo accademico, intellettuali e andando tra la gente più e meglio di prima. E i giornali dalla carta stampata al web possono fare agevolmente la differenza perché sono esercitati a convivere con le idee altrui e a saper dare il giusto risalto a quella informazione virtuosa che è costata la vita e anche la perdita del lavoro a tanti giornalisti in nome della loro coerenza e ricerca della verità. Così si ritorna al movimento di un tempo con un crescente consenso popolare e, facendosi perdonare gli errori fatti, durante la sua esperienza di governo. (Riccardo Alfonso direttore Fidest e dei centri studi Politici, sociali ed economici della Fidest)

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La scelta dei candidati per le europee dei pentastellati non convince

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 aprile 2019

La scelta dei candidati per le europee dei pentastellati non convince. Sappiamo molto bene che non è facile selezionare le candidature per inserirle nelle liste elettorali. I Pentastellati hanno scelto di farlo con la piattaforma Rousseau ma ora ci rendiamo conto che la strada imboccata mostra molte crepe. Lo dimostrano, se non altro, i risultati conseguiti in passato con una presenza di eletti non sempre all’altezza del loro compito. Se lasciamo da parte i precedenti e concentriamo la nostra attenzione sui fatti odierni è netta l’impressione che sono stati privilegiati gli attivisti forse con la segreta speranza che possono risollevare il calo di consensi di questi ultimi mesi. Se è così l’errore è ancora più grave. In Europa si va per il cambiamento e per farlo occorrono persone preparate, qualificate e rappresentative di tutti i ceti sociali, dai giovani ai pensionati, dai lavoratori agli imprenditori. Forse sarebbe stato più selettivo chiedere ai candidati il perchè si presentano e cosa intendono fare una volta eletti. Occorre capire che da soli non si va da nessuna parte per cui la forza sta nella capacità di saper dialogare anche con chi la pensa diversamente per trovare soluzioni condivisibili perché oggi, come non mai, gli schieramenti non sono più dei monoliti e mostrano a volte sensibilità particolari che solo chi fa lo stesso mestiere in una nazione diversa può riuscire meglio degli altri a farsi comprendere. Oggi, più che mai, si sta affermando la convinzione che l’Unione europea è ad una svolta cruciale e che può mettere a repentaglio la sua stessa tenuta. Facciamo in modo che non si passi la mano, più  di quanto non sia stato già fatto, ai burocrati, agli avventurieri, agli opportunisti, ai lobbisti e anche ai cosiddetti “primi della classe” ma si rispolveri l’antico detto del primus inter pares. Solo in questo modo l’Europa saprà superare lo scoglio delle identità e per far sentire il valore dell’appartenza che non esclude il campanile ma sa armonicamente coniugarlo in una visione continentale. (Riccardo Alfonso)

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Parlamentarie pentastellati per le europee da invalidare?

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 aprile 2019

Rousseau, Mollicone (FdI): “Garante privacy conferma nostra denuncia, ora le parlamentarie siano invalidate” “Le osservazioni del garante della privacy su Rousseau e il sistema Casaleggio confermano che, dietro la sbandierata democrazia diretta grillina, si celano interessi di poche èlite dalla chiara ideologia di ispirazione giacobina con la volontá di occupare i gangli principali dello Stato.Invito gli esclusi a fare ricorso per smascherare questa farsa. Le “parlamentarie” vanno invalidate e gli attuali eletti dovrebbero uscire dal Movimento, se in buona fede.”È quanto dichiara Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in commissione Cultura.

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M5S Lombardia: Risoluzione su Europa rimarrà solo sulla carta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

“Le riflessioni della Lombardia sull’Europa contenute nella risoluzione approvata dal Consiglio regionale sono incoerenti, fuori tempo massimo e resteranno solo sulla carta. Sono solo belle parole, che sentiamo ripetere ogni anno, che non si sono mai tradotte in atti concreti e nel cambiamento dell’Europa che invochiamo.La risoluzione si traduce in un’attività insufficiente, lenta e lacunosa della Giunta regionale. In Lombardia siamo molto indietro nell’utilizzo dei fondi europei, sono innumerevoli le procedure d’infrazione che hanno a oggetto le attività amministrative della regione come sulla qualità dell’aria o sulla caccia.Più in generale le politiche europee hanno messo in ginocchio popolazioni come quella greca e portoghese e ci consegnano un continente in recessione con un altissimo livello di disoccupazione. Il culmine del fallimento delle politiche europee è avvenuto con la Brexit, con un’Europa lontana dai reali bisogni della gente. Questa risoluzione ricca di retorica e povera di contenuti non avrà nessun effetto su politiche che giudichiamo negativamente. Mi auguro che quest’Europa dell’austerità che impoverisce i cittadini tra tre mesi non esista più e sia sostituita da un’Europa dei popoli”, così Marco Fumagalli commenta il voto contrario del M5S Lombardia alla Risoluzione sul Programma di lavoro della Commissione per il 2019.

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M5S Lombardia: Stop sanzioni alla Russia

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Milano. Stop alle sanzioni alla Russia. Lo chiede il M5S Lombardia con un emendamento a firma dei consiglieri Marco Fumagalli e Raffaele Erba in discussione oggi nell’ambito dei lavori sulla Proposta di risoluzione concernente il Programma della Commissione Europea 2019. L’emendamento chiede di “appoggiare e sostenere l’azione del Governo presso le Istituzioni Europee per bloccare il rinnovo delle sanzioni economiche stabilite dal Consiglio Europeo contro la Russia. Marco Fumagalli, consigliere regionale del M5S Lombardia, spiega: “La Russia è un Paese importante e in crescita. Le aziende lombarde possono esprimere tutta la loro creatività e capacità commerciale in un mercato così premettente. I pregiudizi politici nei confronti della Russia sono un grave limite per le nostre imprese e devono essere superati.Non si possono usare due pesi e due misure nel giudicare i partner economici”.

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“Europa deve cancellare le disuguaglianze”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

Milano. Questa mattina a Palazzo Pirelli si è tenuto il convegno “Spread, debito e sovranità monetaria nel contesto europeo” organizzato dal M5S Lombardia.
Raffaele Erba, consigliere regionale del M5S, nel corso del suo intervento ha rimarcato “l’importanza di approfondire il funzionamento dell’attuale sistema economico e monetario. Sono temi che vanno conosciuti da vicino perché ci aiutano a capire la natura della crisi globale che stiamo vivendo. Il modello economico ipercapitalista sta restituendo individualismo e gravi problemi per ambiente, economia e per molti degli aspetti della nostra vita di tutti i giorni.Oggi la moneta è sempre più slegata dall’economia reale e legata alla finanza. Le criticità, anche in Lombardia sono note con le crisi aziendali, la disoccupazione e le difficoltà di accesso al credito per imprese e cittadini. È il momento di scegliere se costruire un’Europa di popoli o un’Europa della finanza e per farlo dobbiamo approfondire i temi di spread e sovranità monetaria. Proprio per questo ho scelto di portare questo dibattito in una sede istituzionale come il palazzo che ospita il Consiglio regionale della Lombardia ”“Nel dibattito pubblico si parla molto di riformare l’Europa. Solidarietà, uguaglianza e pieno compimento della democrazia sono i grandi assenti dell’Eurozona. L’obiettivo per l’immediato futuro deve essere ridurre fino a cancellare le diseguaglianze economiche e le ingiustizie sociali e avvicinare i popoli rendendo l’Eurozona un’opportunità per imprese e cittadini. Al contrario si andrà verso uno sgretolamento di un’unione che fa gli interessi di pochi”, conclude Erba. http://www.lombardia5stelle.it

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“InFormiamoCi – Diritti e doveri per portavoce e attivisti”

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 marzo 2019

Milano. Sabato 16 marzo, alle 10.30 in Sala Pirelli a Palazzo Pirelli in Via Fabio Filzi 22 Milano si terrà l’evento: “Diritti e doveri per portavoce e attivisti. In sede politico, contabile, penale, civile, amministrativa ” un seminario-confronto sulle pratiche legali propedeutiche all’attività politica, nel corso del quale verranno illustrate le corrette modalità per muoversi all’interno della Pubblica Amministrazione. Dall’interrogazione all’accesso agli atti, dalla mozione al ricorso al Difensore regionale, dall’esposto al ricorso al TAR, tutto quello che serve sapere ai nostri portavoce. Introduce i lavori il consigliere regionale Massimo De Rosa e relazionerà l’avvocato Ilaria Battistini.

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Marco Marsilio: “La sconfitta del Movimento Cinque Stelle è clamorosa”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

“La sconfitta del Movimento cinque stelle ha del clamoroso”. Lo ha detto Marco Marsilio, neo presidente della regione Abruzzo, a 24Mattino con Maria Latella e Oscar Giannino su Radio 24, commentando il risultato del Movimento Cinque Stelle alle regionali, in calo non solo rispetto alle politiche del 2018, ma anche alle precedenti regionali. “Cinque anni fa – ha spiegato il neo governatore – i 5 Stelle erano un movimento nuovo, molto acerbo. Ma oggi vengono da cinque anni di opposizione, hanno avuto dei consiglieri regionali che hanno potuto farsi conoscere sul territorio. Alle elezioni politiche avevano preso il 40 per cento e vinto in quasi tutti i collegi uninominali”, ha concluso quindi Marsilio a Radio 24: “Quello di oggi è quindi un risultato molto deludente e credo che i 5 Stelle debbano fare una seria autocritica”. (fonte: Radio 24 Gruppo 24 Ore by Maria Luisa Chioda)

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Cinque stelle: Selodiciamolofacciamo

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 febbraio 2019

Scrive Luigi di Maio: “Gli 11 milioni di italiani che il 4 marzo hanno votato il MoVimento 5 Stelle hanno chiesto una cosa sola: il cambiamento. In questi primi 7 mesi abbiamo eliminato i vitalizi degli ex parlamentari, cancellato lo spreco dell’Air Force Renzi, risarcito i risparmiatori truffati dalle banche, imposto il Daspo ai corrotti, tagliato le pensioni d’oro, abbassato la tassazione per le piccole partite IVA al 15%, istituito il Reddito di cittadinanza, iniziato a smantellare la Fornero con Quota 100 e a pagare 30 miliardi di debiti della Pubblica amministrazione con gli imprenditori. Queste misure hanno tre caratteristiche in comune: avevamo detto che le avremmo fatte, tutti dicevano che fossero irrealizzabili, rappresentavano un’emergenza per il Paese.Siamo solo all’inizio e il percorso da fare è lungo. Ma siamo partiti con il piede giusto, rispettando l’impegno preso con gli italiani di migliorare la loro qualità della vita. L’Italia stava andando in una direzione sbagliata, fatta di povertà e disuguaglianze. Abbiamo dato una sterzata e ci siamo rimessi in carreggiata.Adesso bisogna pensare a costruire uno Stato efficiente e libero dalla burocrazia, agli investimenti in istruzione e nelle imprese, a far tornare i nostri giovani emigrati all’estero, a creare posti di lavoro stabili, a garantire un welfare alle famiglie, a far pagare meno i pedaggi delle autostrade, a realizzare le opere e le infrastrutture che servono davvero, a eliminare tutti i privilegi, a conciliare sviluppo e ambiente, a far tornare l’Italia a contare in Europa e nel mondo. Diranno come sempre che non si può fare, che non ci sono i soldi, che è un’utopia, che l’Europa non vuole. Sono balle.La verità è che con la nostra volontà possiamo realizzare qualsiasi impresa. E se oggi l’Italia ha iniziato a cambiare è anche grazie a te che ci hai creduto e ci hai sostenuto. Ma la vera sfida inizia adesso perché c’è ancora tanto da fare e questo darà fastidio a quei potenti che vogliono che tutto resti come è. Con il sostegno degli italiani vinceremo anche queste battaglie, a partire dal taglio del faraonico stipendio dei parlamentari (solo quelli del MoVimento 5 Stelle ne restituiscono una parte) e dal taglio del numero dei parlamentari (oltre 300 in meno) che ci permetterà di risparmiare svariati milioni di euro all’anno. Questo avverrà entro il 2019. Preparatevi.”

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La manovra finanziaria spiegata alla gente

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 gennaio 2019

Il primo appuntamento è previsto a Pinerolo (To) venerdì 25 gennaio 2019 alle ore 20,45 presso il Centro d’incontro di via Bignone 40. Interverranno, insieme alla senatrice Elisa Pirro, l’onorevole Tiziana Beghin, europarlamentare, Anna Merlin, consigliera della Città Metropolitana di Torino, Luca Salvai, sindaco di Pinerolo, Federico Valetti, Consigliere regionale della Regione Piemonte. PROSSIME DATE: venerdì 8 febbraio a Novara, sabato 9 febbraio ad Alessandria e venerdì 22 febbraio a Ivrea.
Quanto sappiamo davvero della Manovra Finanziaria di cui tanto si è parlato negli ultimi mesi? La legge di Bilancio 2019 è stata approvata definitivamente dalla Camera e sarà spiegata ai cittadini in una serie di incontri pubblici organizzati dal Movimento 5 Stelle.
Relatrice degli incontri è la senatrice Elisa Pirro, capogruppo della Commissione Bilancio del Senato, che illustrerà la Manovra del Popolo.Nel corso delle serate si parlerà anche del funzionamento del Parlamento e si darà spazio ai cittadini per rispondere a domande e dubbi. Insieme alla senatrice Pirro si alterneranno altri portavoce del Movimento 5 Stelle: l’onorevole Tiziana Beghin, europarlamentare, affronterà il tema dell’iter della Manovra presso l’Unione Europea e di come l’UE possa porre vincoli all’autonomia del Paese; interverranno i senatori Alberto Airola e Susy Matrisciano, le onorevoli Jessica Costanzo, Celeste D’Arrando ed Elisa Tripodi, i consiglieri regionali Giorgio Bertola e Federico Valetti, la consigliera della Città Metropolitana di Torino Anna Merlin.«La finalità di questi incontri – spiega la senatrice Elisa Pirro – è quella di offrire ai cittadini la possibilità di confrontarsi con chi ha partecipato in prima persona all’approvazione della legge più importante per lo Stato e poter fare domande, oltre che sui contenuti, anche sui modi in cui si è giunti all’approvazione».

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Giocare a poker con un baro

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 maggio 2018

E’ stata la chiusa dell’articolo di spalla scritto qualche giorno fa dal direttore de “Il Fatto” Marco Travaglio. L’argomento trattato ha riguardato l’insolito balletto politico tra intese e smentite che ha visto in primo piano l’attivismo del capo politico pentastellato Luigi Di Maio nel tentativo di gestire delle alleanze con gli altri partiti e nello specifico il Pd e la Lega di Salvini per la formazione di un governo. E a proposito del PD va detto che nel 2013 abbiamo dovuto prendere atto della indisponibilità di 5Stelle nei confronti dei democratici per dar vita a un governo oggi ce lo ritroviamo “pimpante” sulla strada opposta. E’ che la situazione da allora è mutata profondamente. Da queste ultime elezioni abbiamo non uno ma due vincitori: La Lega in virtù di una coalizione di centro destra con il 37% delle preferenze e il Movimento 5Stelle che pur viaggiando da solo ha conseguito il 32% dei consensi dal precedente 25%. Entrambi non avendo la maggioranza assoluta si sono resi conto che la strada da imboccare era a due corsie: o ritornare a votare o tentare un’intesa almeno sui programmi. Scartata l’ipotesi di un governo PD-5Stelle per l’opposizione netta del suo leader ombra e onnipresente Matteo Renzi che si dice deluso dal fatto che non avrebbe potuto fare un’alleanza con il Centro destra (senza la Lega), perché i numeri non lo favorivano, (ricordate la favola della volpe e dell’uva?) restava sul tappeto l’unica alternativa possibile: accordarsi con la Lega. E si badi bene, non con Forza Italia per via di un certo signore chiamato Berlusconi uomo troppo impegnato ad avere il piede in tantissime staffe e soprattutto significativamente legato ad un passato che si vuole dimenticare, ma con Salvini vincitore all’interno del Centro destra del braccio di ferro con l’ex-cavaliere. E ora ritorniamo all’idea del baro citato da Travaglio. Chi alla luce delle ultime vicende e conoscendo i personaggi sa che pensando male si fa peccato ma spesso non si sbaglia? D’altra parte di là dei numeri in parlamento sui quali si appoggiano i “i giallo verdi” di Salvini e Di Maio questo governo, che sembra voler convolare a nozze, nasce debole perché ha troppi potenti nemici che gli stanno scavando la fossa. E il timore che qualcuno stia giocando “sporco” per indebolire l’unico Movimento che ha le mani pulite e per questo fa paura agli inciuciari di turno (unione europea compresa) per poi ritornare al voto tra qualche anno volendo dimostrare che i pentastellati sono incapaci di governare è un qualcosa che non si può escludere. (Riccardo Alfonso)

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Pentastellati contratto governo: risultato votazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 maggio 2018

di Luigi Di Maio. Più del 94% degli iscritti del MoVimento 5 Stelle che hanno partecipato alla votazione ha detto sì al Contratto per il Governo del Cambiamento! C’è stata una grande partecipazione durante tutta la giornata. Come certificato dal Notaio che ha garantito la regolarità del voto hanno partecipato alla votazione su Rousseau 44.796 persone che ringraziamo una ad una. 42.274 hanno votato sì e 2.522 no. Il MoVimento 5 Stelle approva il Contratto per il Governo del Cambiamento. Adesso mancano solo le firme e poi sarà il governo del cambiamento perché ora c’è nero su bianco quello che abbiamo detto in campagna elettorale. Ci sarà un reddito di cittadinanza contro la povertà e la disoccupazione. Con la pensione di cittadinanza gli anziani avranno una pensione dignitosa. La Legge Fornero è destinata a diventare un brutto ricordo. E via le pensioni d’oro, una volta per sempre. Nessuno farà più affari sporchi sull’immigrazione. Le imprese avranno vita più semplice e tasse più basse. Vi sembra un sogno? E’ un sogno che ora si può realizzare. Tutto questo e molto altro è nel contratto di governo che oggi abbiamo votato. Con questo governo l’Italia cambia davvero. Tutti i media italiani ed internazionali, parte dell’establishment, e alcuni burocrati europei sono contro il contratto. La strada è giusta, ma il cammino non sarà facile. Coraggio o paura? La paura ti fa restare immobile, il coraggio ti dà la forza per cambiare tutto.

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Il centro destra si impallina da solo

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

Il tira e molla tra il centro-destra e i pentastellati lascia l’amaro in bocca. Lo dobbiamo al fatto che abbiamo dovuto sorbirci l’intraprendenza berlusconiana anche quando si pensava fosse stato messo alle corde. Niente da eccepire se si fosse trattato di una normale contesa politica e non d’interessi di parte e tenuti sotto traccia con la questione dei rapporti di forza politici e le varie sonate populiste pronte a svanire il giorno dopo del voto. Ne consegue che dal 2013 ad oggi non esiste una forza maggioritaria nel paese che possa richiamarsi alla destra o alla sinistra nel senso classico del termine ma semmai un calderone centrista dove c’è dentro di tutto e fa gola a tutti. Questo centro è il solo nel poter dire che è in grado d’esprimere una maggioranza assoluta ma stranamente è nei fatti incapace a realizzarla.
Il perché si riesce a spiegarlo solo se partiamo dall’idea che gli elettori italiani nel complesso hanno al loro interno una trasversalità fortemente pronunciata che si può sintetizzare in due distinte fazioni e tantissimi distinguo. Tanto per fare un esempio banale, ma a mio avviso illuminante, ci troviamo con il modesto pensionato che vota Forza Italia. Un partito che fa implicitamente una politica in difesa dei grandi interessi del capitale anche se non vuole darlo a vedere, in modo palese, proprio per rubare la scena a quelli che ne avrebbero la titolarità. Nel frattempo il PD che dovrebbe avere la vocazione a sinistra si è di fatto trasformato in un movimento centrista che fa l’occhiolino alla destra. In questo modo si stanno rimescolando le carte tanto che non si può più dire che ognuno, con coerenza, riesca a fare la parte che gli spetta ma tenda a predicare bene e a razzolare male, anzi malissimo. A questo punto volendo semplificare le cose possiamo dire che in realtà sono solo due le forze im campo: quelli che hanno e quelli che sono ed è un discorso così esplicito che oggi sappiamo che ci vogliono 3 miliardi e mezzo di individui per eguagliare la ricchezza delle 45 persone più lucrose del mondo. Logica vorrebbe che un numero così grande fosse in grado di condizionare tale piccola entità ed invece succede tutto il contrario. E’ il nostro male oscuro e in Italia si manifesta in tutta la sua evidenza. (Riccardo Alfonso)

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Per il Molise UnFuturoEsiste: con il turismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 aprile 2018

di Andrea Greco, candidato presidente del Molise per il MoVimento 5 Stelle. Con Luigi Di Maio, abbiamo ricevuto un’onda di affetto e stima. Una giornata indimenticabile. Luigi sarà di nuovo qui con me la prossima settimana, ma adesso voglio parlarvi di uno dei punti fondamentali del nostro programma per garantire un futuro al Molise: lo sviluppo del turismo.Tutti i modelli virtuosi di sviluppo hanno in comune un aspetto: fanno leva su una risorsa distintiva che caratterizza con forza tutto il territorio e ne determina la vocazione in termini produttivi.La valorizzazione di tale risorsa funge da motore per la crescita, in grado di trainare anche gli altri settori dell’economia locale. In Molise, questa risorsa può essere individuata nelle peculiari caratteristiche ambientali della regione: un territorio a tratti incontaminato, con una bassa densità di popolazione, disseminato di piccoli borghi, innumerevoli sentieri, fiumi, laghi, colline, montagne e mare.Per sfruttare tutta questa ricchezza diffusa, la sfida diventa quella di trasformarla in un prodotto appetibile per il mercato. Beni naturalistici e ambientali, come un sentiero o un lago, sono “materie prime” che se non si trasformano in “prodotti”, come un percorso escursionistico o un parco, non risultano turisticamente fruibili e quindi non producono né reddito né lavoro.
Allo stesso modo, la presenza di tanti piccoli borghi e centri storici, abbandonati dai moltissimi molisani emigrati, rappresentano un patrimonio attualmente inutilizzato che invece di generare ricchezza per i cittadini spesso grava sui bilanci delle amministrazioni comunali. Alla luce di tutto ciò, appare chiaro come il turismo rappresenti una preziosa fonte di sviluppo sostenibile per la nostra regione.Per percorrere questa strada, il M5S ha deciso di mettere il turismo al centro delle politiche di sviluppo e di adottare, a questo scopo, un modello organizzativo integrato che dai dati comparati di altre realtà risulta determinante in termini di risultati.Gli obiettivi che il M5s si propone di perseguire, sono la gestione del territorio nella sua interezza, l’attribuzione, al turismo, di un ruolo strategico per lo sviluppo sostenibile dell’intera economia molisana. Ma anche l’adozione di un modello di turismo integrato, sostenibile ed inclusivo che, tenuto conto della trasversalità di questa materia, preveda un coordinamento con altri settori chiave (agricoltura, attività produttive, ambiente, lavoro, cultura).Dobbiamo organizzare in rete tutti gli stakeholders pubblici e privati nelle funzioni strategiche ed operative relative al turismo, creare un’offerta turistica altamente competitiva, puntando su target di mercato nazionali e internazionali per migliorare le performance turistiche dell’intera regione, e promuovere, nella cittadinanza, molisana la consapevolezza dei benefici derivanti da un modello di turismo integrato basato sulla cultura del territorio e dell’accoglienza. Bisogna, quindi, istituire un assessorato al turismo con una leadership forte, convincente e competente. Ed altrettanto importante sarà attuare interventi legislativi per finanziare la riqualificazione del patrimonio immobiliare di borghi storici e delle aree rurali da destinare a forme sostenibili di ricettività (alberghi diffusi, b&b, agriturismi, residenze d’artista).E, prima di tutto, dobbiamo creare un brand, con relativa immagine coordinata, da applicare a tutti gli strumenti promozionali, che sia la rappresentazione grafica e tangibile della personalità della destinazione turistica “Molise”  Sarà fondamentale la progettazione di un portale web unico (multilingue), con completezza di contenuti informativi, che sia il principale strumento di promo-commercializzazione della destinazione Molise e che funga da interfaccia operativa e di coordinamento fra la struttura regionale, le ipotetiche microaree e gli operatori turistici. Vogliamo cambiare per sempre le sorti di questa regione e renderla un territorio a 5 stelle. E, per farlo, il turismo sarà uno dei settori su cui punteremo. Da subito.Olivier Award a Daniela Barcellona (fonte movimento 5 Stelle)

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Centro-destra e il primus inter pares

Posted by fidest press agency su domenica, 18 marzo 2018

Il centro-destra nelle politiche del 4 marzo scorso si è presentato al suo elettorato come una coalizione che subordinava la candidatura alla presidenza del consiglio a chi tra i tre partiti, che si erano coalizzati, avesse portato più voti. Parliamo di Silvio Berlusconi o in subordine Antonio Tajani per Forza Italia, Matteo Salvini per la Lega e Giorgia Meloni per Fratelli d’Italia. E’ uscita vincente la Lega e gli altri due rappresentanti si sono adeguati all’impegno assunto. Ora, però, per quanto la coalizione avesse raggiunto il 37% dei consensi non è in grado da sola di proporsi alla guida del nuovo governo. Ha bisogno d’allearsi con un altro partito. Ma con chi? Berlusconi fin da prima del voto aveva lanciato dei segnali chiari intesi ad individuare la possibilità di un’alleanza con il PD. E forse ci sarebbe riuscito nonostante il dissenso dei suoi due compagni di cordata: la Lega e Fratelli d’Italia se non vi fosse stata la débâcle del Pd e la dichiarata volontà di Renzi di passare armi e bagagli all’opposizione. Posta in questo modo la situazione resta lo “spacchettamento” delle forze in campo. E come? Per Berlusconi i 50 parlamentari mancanti si possono ottenere aprendo la “campagna acquisti” in campo pentastellato. Un’operazione difficile ma non impossibile. Ma il prezzo da pagare sarebbe molto salato non tanto in termini finanziari quanto nel peggioramento del discredito politico che ne deriverebbe nell’opinione pubblica. Diventerebbe un’operazione moralmente detestabile e difficile da far digerire agli elettori di oggi e ancor più di quelli futuri. E’ che alla fine a rimetterci maggiormente sarebbe proprio forza Italia condannandola a fare la stessa fine del PD, se non peggio. Il danno collaterale sarebbe ancora più grave perché coinvolgerebbe la destra italiana e la sua ricchezza culturale ed ideologica. Di certo non lo meriterebbe. E qui finisce la storia con un Berlusconi senza futuro politico, un Renzi che sarà ricordato come colui che ha distrutto un partito e una destra che non sembra volersi staccare dall’abbraccio fatale di un alleato che prima lo ha fatto accettare come forza politica autorevole e valida e ora la sta affossando miseramente, come dire “muoia Sansone con tutti i filistei”. (Riccardo Alfonso)

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Pentastellati: Ben arrivati al club degli inciuci?

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2016

campidoglioIl popolo dei pentastellati con molta probabilità non ha del tutto la consapevolezza dei danni che sono stati compiuti con i due mesi di amministrazione Raggi a Roma. Non è solo una questione d’immagine ma anche tutto quel che ne segue con assessori che vengono nominati e poi destituiti, assessori che solo dopo ci si accorge che sono inquisiti e il tutto pavesato da una mancanza di trasparenza che è uno dei caposaldi, con l’onestà, dei principi guida del movimento. Concordiamo con quanti ci dicono che tutto questo poteva capitare a chiunque e che la grancassa dei media ha gonfiato a dismisura questa “grana” pentastellata, ma ciò non toglie che il movimento avrebbe fatto fuoco e fiamme se fosse capitato agli altri.
Vale tuttavia la pena di fare una riflessione più generale. Nella storia sappiamo bene che persino le ideologie fondate da un substrato filosofico, sociale e di costume molto radicate sul territorio hanno dovuto subire un tracollo per colpa di chi si è posto, ad un certo punto, alla loro guida salvo poi farsi trovare con le mani nella marmellata. I pentastellati nati dalla consapevolezza che la gente per bene è stanca del malgoverno del paese, dalla corruzione imperante, dai traffichini di turno ha saputo attirare questa grossa fetta dell’opinione pubblica e a trasformarla in elettori consapevoli e determinati. Proprio per questi suoi ideali oggi ci chiediamo se l’errore più grave del movimento non sia stato proprio quello di aver “pescato nel mazzo” dove non sempre troviamo le persone giuste e che queste hanno finito con il remare contro, osiamo credere in buona fede per i loro limiti culturali, ma non escludiamo in altri casi la malafede. Se è così non contorniamoci delle sanguisughe di turno e mettiamo insieme un “gruppo di saggi” che sappia valutare meglio le persone da lanciare nell’agone politico. (Riccardo Alfonso del Centro studi politici)

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Le amministrative che fanno riflettere

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2016

raggi ceLe recenti votazioni per le amministrative possono avere più modi per essere lette dai soliti commentatori politici che a seconda delle loro “inclinazioni” esaltano, da una parte il successo di Cinque stelle a Roma e a Torino in chiave antigovernativa o sono più propensi ad evidenziare la vittoria a Bologna e a Milano del Pd e a giustificare l’exploit di Cinque stelle asserendo che vi sia riuscito per l’appoggio avuto dal popolo del centro destra. La verità, quella che si vuole esorcizzare mandando segnali contraddittori ai rispettivi lettori è che gli italiani sono stanchi di questo “teatrino della politica” che sta sommergendo l’Italia, nella corruzione diffusa, nelle false riforme, nella scarsa attenzione ai problemi veri che affrontano quotidianamente le persone con città sommerse dall’immondizia, dalla mancanza di sicurezza nelle case e per le strade, dalla povertà diffusa, dall’alto tasso di disoccupazione e dalle frodi bancarie che succhiano i risparmi e di una giustizia ai limiti del collasso.
Mi chiedo cosa possono fare di diverso i sindaci pentastellati rispetto ai loro predecessori con questo andazzo che pesa come un macigno sulle loro teste se la stessa mentalità della gente non cambia e si comincia a pensare che il vero cambiamento deve partire dall’idea che a governare una comunità non si fa delegando gli altri ma tutti insieme, coralmente.
Per anni siamo stati “educati” alla disubbidienza, al poco rispetto delle regole, al discredito dei tutori dell’ordine, all’anarchia. Quante volte abbiamo, come cronisti, denunciato gli abusi, le violenze di strada e ci siamo accorti che si arrestano un giorno i delinquenti per poi vederseli il giorno successivo nei stessi luoghi a fare con più arroganza le stesse cose. In alcune città ci dicono che non vi sono posti nelle carceri e che, quindi, è necessario essere cauti nei provvedimenti restrittivi. Se è questo il modo per far rispettare le regole di convivenza civile e non quello di avvisare gli inadempienti che possono essere individuati e sanzionati severamente, in specie se recidivi, mi chiedo se non abbiamo toccato il fondo e trasformato le nostre città in una sorta di farwest.
Oggi la risposta dell’opinione pubblica è scoordinata. Si è votato Renzi dando fiato a un imbonitore votati come siamo alla disperata ricerca di un’ancora di salvataggio, ma alla fine ci siamo accorti che è stata solo un’operazione gattopardesca: tutto cambiare per nulla cambiare. Oggi, allo stesso modo, guardiamo i pentastellati ma questa volta è diverso perché essi ci mettono davanti a una cruda realtà: se vogliamo salvarci da un sistematico disfacimento della società civile, da una ruberia generalizzata non basta limitarci a mettere una scheda nell’urna ma è necessario rimboccarci le maniche perché non è più il tempo di lasciarci condurre per mano come dei bambini ma di essere i veri protagonisti del cambiamento, tutti insieme, nessuno escluso. E’ il popolo degli onesti che per nostra fortuna è ancora maggioranza in Italia come nel mondo a doverlo fare per non essere soffocati dal fango che già tende a sommergerci del tutto. Siamo avvisati. Rendiamoci artefici del nostro futuro. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Pentastellati sotto scacco

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 maggio 2016

Beppe_Grillo fonte wikipediacasaleggio-beppe-grilloSeguo da alcuni anni con crescente interesse l’attività del movimento Cinque stelle e all’inizio, per lo meno, non mi riusciva difficile associarlo, come esperienza politica, al Fronte dell’uomo Qualunque (UQ) fondato a Roma nel 1944 dal commediografo e giornalista Guglielmo Giannini. Egli già con il suo giornale “L’uomo qualunque” stava sostenendo le istanze liberal-conservatrici legate all’antipolitica. Oggi di quel tempo ci resta un sostantivo che meglio lo identifica: “qualunquismo” ed è diventato una parola ad uso e consumo delle opposte fazioni di ammiratori e detrattori.
Mi chiedo a questo punto cosa è successo da allora ad oggi da suscitare nella gente sentimenti se non proprio di ripulsa di certo di diffidenza nei riguardi di taluni politici nella gestione dell’attività pubblica nelle istituzioni più rappresentative partendo da quelle elettive? Allora i partiti erano degli “oggetti” sconosciuti ai più e la contrarietà degli elettori forse si spiegava meno se non nell’atavica paura d’affrontare l’ignoto, ora invece il discorso è diverso e il disagio degli elettori proviene da un’altra riflessione. Negli anni Novanta la magistratura con “mani pulite” ha letteralmente aperto il vaso di Pandora rivelandoci una ben orchestrata atti-vità malavitosa di una classe politica che faceva scempio del suo rapporto fiduciario con gli italiani per giocare la partita dei loschi affari. E se i partiti dovevano, comunque, restare tali per garantire la gestione democratica del paese la sola strada che restava era quella di ri-mescolare le carte e ai nomi “nobili” non si trovò di meglio di crearne di nuovi. Arrivammo così al berlusconismo, al prodismo e al dalemismo. Avevano, tuttavia, un grosso limite legato alla logica gattopardesca del “tutto cambiare per nulla cambiare”. Così sotto mentite spoglie e una spolverata di perbenismo di facciata si continuò con gli intrallazzi di sempre ma con l’aggiunta che ora non si “rubava” nell’interesso del partito ma per convenienza personale e non si vergognavano di farlo.
E questa logica affaristica ora non proveniva solo da casi isolati e dai vassalli delle periferie dell’impero, ma direttamente dai massimi livelli di potere divenendo un fatto di costume usuale nella vita del Paese. A questo punto come la storia c’insegna c’è sempre un castiga-tore che richiama il volgo, che di queste dilapidazioni ne è vittima, alla consapevolezza che non è possibile procedere di questo passo senza reagire. In pratica si comprese che si era creato uno spazio politico che in qualche modo andava governato e così nacque il movi-mento pentastellato con i suoi profeti. Ora che ha mostrato i muscoli con una squadra ben agguerrita in parlamento cerca di consolidare la sua presenza nelle amministrazioni locali. La loro forza di penetrazione, elettoralmente parlando, è quella di fondare la loro ragione d’essere nella “diversità” rispetto alle corruttele del sistema partitico attuale. Ora però si corre il rischio “boomerang” perché l’onestà, la verità e tutte le altre nobili parole messe regolarmente in fila, si devono misurare con la gestione della cosa pubblica e con il malaffare che la contorna fatto per lo più da persone senza scrupoli e pronte a tutto. Ora questo si-stema intrallazzatore crede di aver trovato la strada per “screditare” i pentastellati sul loro stesso terreno. Come dire: siete degli onesti? Bene e allora come la mettete se nominate la persona giusta e qualcuno vi denuncia per abuso d’ufficio? Vi capiterà tra capo e collo un avviso di garanzia che avrà l’effetto di condannarvi prima ancora di una sentenza anche perchè tale procedura l’avete considerata tale sia pure impropriamente? E se a questo pun-to Enrico Cisnetto nel suo editoriale di qualche giorno prevede proprio tale eventualità do-vremmo fare il paio quando afferma che Renzi si augura che la Raggi, candidata sindaco per Roma vinca le elezioni. Quale maggiore cassa di risonanza sarebbe quella di un sindaco pentastellato che a Roma fa flop? E Roma non dimentichiamolo è disseminata di mine antiuomo o anti-donna che a dir si voglia. E alle prossime politiche c’è tutto il tempo per far maturare nell’opinione pubblica il fatto che anche Cinque stelle non è poi tanto contornato da gente onesta visto e considerato che gli innocenti per dimostrarlo devono come minimo attendere cinque o sei anni prima della sentenza definitiva per far sapere all’opinione pubblica che i sospetti su di loro erano infondati. (Riccardo Alfonso direttore del Centro studi politici della Fidest)

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