Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘pentastellati’

“Complimenti ai Sindaci di Ginosa, Noicattaro e Pinerolo”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2021

“Vengono confermati alla guida delle loro città. Amici e attivisti del MoVimento 5 Stelle con cui, in questi anni, ho lavorato e che conosco bene. Buon lavoro a tutti i Sindaci che escono da questa tornata di Elezioni Amministrative, a partire da quello del Comune di Volla che ho sostenuto in questa campagna elettorale. Scegliere i giusti Amministratori è fondamentale. Io sarò al loro fianco, come ho sempre fatto, per migliorare la vita dei cittadini”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Pentastellati e Europa verde: Un sodalizio stellare

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 luglio 2021

Tra il MoVimento 5 Stelle ed Europa Verde, a Torino, è nata una bella sinergia. Insieme faremo un tratto di strada per dare continuità all’Amministrazione della Città. A Torino, come a livello nazionale, per noi l’ambiente è sempre stato un tema prioritario, e lo abbiamo sempre collocato al centro della nostra agenda politica. In questi anni, in cui abbiamo amministrato la Città, con Chiara Appendino, abbiamo fatto veramente tanto, a partire dalla riqualificazione dalle aree verdi che per troppi anni erano state trascurate e che adesso, finalmente, registrano anche un bilancio arboreo pienamente positivo. Un lavoro che ha consentito a Torino di utilizzare, ad esempio, le risorse stanziate dal Governo per riqualificare e ridisegnare molti dei parchi presenti nelle periferie della Città. Quello dell’ambiente è un tema su cui abbiamo saputo costruire grandi convergenze con chi, come noi, si è sempre battuto per la tutela della natura. E proprio dai temi, anche a Torino, siamo partiti per costruire sinergie programmatiche, con la logica di disegnare una Città che sia sempre più ecologica e sostenibile.

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L’establishment e il populismo

Posted by fidest press agency su martedì, 9 febbraio 2021

Il mondo sembra diviso tra chi sostiene l’establishment e chi il populismo. È quanto abbiamo avuto modo di constatare negli Usa e, nel nostro piccolo, anche in Italia con la Lega di Salvini. Vi ho escluso sia Fratelli d‘Italia di Giorgia Meloni sia i pentastellati di Grillo e Vito Crimi. E la ragione, a mio avviso, è spiegabile. Fratelli d’Italia è un partito che ha radici solide nella destra italiana. Una destra sociale che è stata in passato ben rappresentata da Giorgio Almirante. Ha mostrato un agire in concreto che ha, tuttavia, perso una parte della sua credibilità per aver scelto come alleati Forza Italia di Berlusconi e Salvini della Lega. Cinque stelle a sua volta deve la sua nascita dal profondo malumore esistente tra gli elettori di destra e di sinistra nei confronti dei loro partiti di riferimento. In buona sostanza si avvertiva la necessità di un cambio di passo che non appariva credibile con le alchimie di una classe politica incapace di imporre una reale svolta al Paese, modernizzandolo. Un malumore che, purtroppo, nemmeno i pentastellati sono riusciti del tutto a sedare perché una parte di coloro che l’hanno votato alle ultime politiche del 2018 hanno rinunciato ad appoggiarli ritenendo che i loro paladini hanno accettato una governabilità al ribasso e con alleati poco credibili. Nel frattempo, è cresciuta nella classe politica italiana la tendenza alla frammentazione con la costituzione di partiti ad personam. Alla fine, siamo giunti ad una vera e propria crisi di sistema. Come possiamo uscirne? È difficile dirlo anche perché la stessa soluzione Draghi, di là dell’autorevolezza del personaggio, lascia insoluti i problemi di fondo ovvero sulla possibilità che la politica adottata dai partiti possa realisticamente incidere sulla tenuta del sistema paese senza essere travolti da logiche di potere, altrove gestite. A questo punto mi spiace ammettere che abbiamo perso tempo prezioso dietro i soliti pifferai che ci hanno promesso ciò che non volevano realizzare. E i pentastellati, mi spiace dirlo, hanno perso la corsa verso una svolta credibile della politica italiana essendo venuta meno la loro leadership che ha preferito imbarcarsi in diatribe di basso profilo sia personali sia ideologiche. La base, invece, dovrebbe sapere che il Movimento è nato come protesta ma ha saputo anche prospettare un modello di società dove occorra difendere le attese di quanti oggi si sentono emarginati. In questo frangente il Movimento resta vitale e deve dimostrarlo con i fatti a partire dagli uomini e dalle donne che sono diventati i paladini di questa svolta epocale. È una questione di sintonia. Bisogna che il messaggio sia chiaro e soprattutto credibile. Non si possono inseguire le chimere e soddisfare le aspirazioni partigiane. Occorre un progetto di ampio respiro perché non possiamo guardare solo il contingente ma volgere uno sguardo al futuro e prepararsi a raggiungerlo con forza e determinazione. Lo dobbiamo ai nostri figli. Lo dobbiamo al benessere dell’umanità, nessuno escluso. Riccardo Alfonso

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Dall’uomo qualunque al M5S

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 gennaio 2021

Esiste un precedente di movimento che volle proporsi all’attenzione degli italiani in chiave antipartitica. Si chiamò “Fronte dell’uomo qualunque” e partì nel 1944 con l’omonimo settimanale diretto dal suo fondatore Guglielmo Giannini. Il motto che lo ispirava era: “non ci rompete più le scatole.” Ebbe una tiratura media di 800.000 copie. Si trasformò, subito dopo, in partito e nelle prime elezioni del 1946 raccolse il 5,3% dei consensi popolari con trenta deputati che parteciparono all’Assemblea costituente. Fu un movimento-partito che si sciolse come neve al sole e che chiuse la sua parabola politica nel 1953. Se vogliamo, sia pure in una stringata sintesi, spiegare la sua fine ingloriosa lo dobbiamo attribuire all’errore che Giannini commise alleandosi in modo scomposto ora con un partito ora con un altro. Per quanto non sia possibile fare un paragone con l’attuale movimento “antipartitico” di Grillo sia per ragioni storiche, sia per il suo bacino elettorale che per l’Uomo qualunque era costituito in prevalenza da proprietari terrieri e da un elettorato meridionale, una ragione la trovo là dove il “qualunquismo” s’infranse quando intese ricercare un punto di riferimento con gli stessi partiti con i quali intendeva distinguersi. Dico tutto questo per spiegare, ammesso che ce ne fosse bisogno, che oggi l’errore grave dei partiti tradizionali sta proprio nella loro incapacità di rispondere realisticamente alle attese della società civile e se non riescono a rinnovarsi al proprio interno occorre che dall’esterno qualcuno dia loro la sveglia e questa si chiama “consenso elettorale alternativo”. Ora sono proprio questi partiti ancorati al passato che credono d’imbrigliare il Movimento cinque stelle con la stessa tecnica dei loro “antenati” ovvero facendoli diventare una loro costola. È ciò che devono capire soprattutto gli eletti pentastellati che oggi siedono sugli scranni parlamentari e il popolo che li ha votati mentre il consenso popolare, purtroppo, continua a diminuire in misura drammatica intorno a loro. (Riccardo Alfonso)

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“M5s, siamo quasi un partito”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2020

“Inutile negare che ci stiamo avvicinando più a una struttura di partito rispetto a quella più fluida che avevamo prima”. Così Alessio Villarosa, deputato del M5S, sottosegretario all’Economia a 24Mattino di Simone Spetia su Radio 24. “Abbiamo deciso di darci una struttura, fino a ieri non si è parlato di sedi regionali o segreterie di partito, non è venuta fuori nemmeno la richiesta di un nuovo capo politico ma piuttosto di un doppio organo collegiale per la gestione del movimento”. Il sottosegretario prosegue a Radio 24: “Conosciamo tutti i toni di Di Battista, ma è giusto siano rappresentate le sue idee che vogliono il movimento in un altro modo, non credo abbia volontà di distruggere il movimento, l’importante è rimanere dentro la correttezza politica e umana. Se stiamo agli Stati generali vuol dire che c’è qualcosa da sistemare nel movimento se c’è qualcuno che urla e si lamenta non ci vedo nulla di trascendentale”.

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Pentastellati: “Con i lavori di oggi si concludono gli Stati Generali del MoVimento”

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2020

Una grande prova di democrazia. Io, poco fa, ho introdotto la sessione su “Fisco: Equo e Leggero”. Partendo dalle proposte emerse dalle oltre 170 riunioni, cui hanno partecipato più di 8 mila iscritti, abbiamo discusso, anche nei “sotto tavoli”, di contrasto all’evasione ed elusione fiscale, rimodulazione delle aliquote IRPEF e riforma fiscale, semplificazione per le imprese e incentivi per le PMI che assumono e investono in innovazione, web tax. È stata l’occasione per rispondere anche a qualche domanda.Dal confronto tra idee diverse, come è sempre stato nel MoVimento, sono nate le proposte che ci hanno portato al Governo del Paese e che ci stanno consentendo di cambiarlo. Sarà così anche questa volta, con una nuova agenda. Perché dopo il Covid nulla sarà come prima, ma tutto dovrà essere meglio di prima.La pandemia ha cristallizzato i problemi del Paese. Abbiamo un’occasione unica per risolverli.Possiamo farlo continuando ad essere Portavoce dei cittadini, nelle Istituzioni. Coscienti della grande responsabilità che abbiamo nell’essere forza di Governo. Voler bene al MoVimento vuol dire vivere questa fase senza strumentalizzazioni, ma con la trasparenza di chi vuole continuare a mettere, a disposizione della collettività, le proprie esperienze e competenze”. Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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“Oggi il MoVimento 5 Stelle compie 11 anni!”

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2020

“Quel giorno quando entrai al Teatro Smeraldo di Milano e nasceva il MoVimento, non avrei mai immaginato tutto questo. Siamo ancora giovani, ma il percorso che abbiamo compiuto è veramente lungo, e ci ha portato ad essere adulti.Dai primi Meet up, le prime piazze, i nostri primi rappresentanti nei Comuni, nelle Regioni, e in Parlamento, siamo arrivati ed essere forza di Governo.Siamo passati dalla protesta alla proposta e dalla fase delle proposte a quella di realizzarle, assumendoci grandi responsabilità senza mai tirarci indietro, anche di fronte alle difficoltà che, vi garantisco, sono molte.In questi due anni e mezzo abbiamo portato a casa risultati incredibili che spesso nessuno racconta, e che noi stessi ci dimentichiamo. Penso alla Legge anticorruzione, al Reddito di Cittadinanza, al Decreto Dignità e a quello per il Clima, al carcere per i grandi evasori e agli ultimi risultati come il taglio dei Parlamentari, il Superbonus del 110% e al rimborso ai truffati delle banche, che proprio in questi giorni stanno ricevendo i primi bonifici. Penso alla trasformazione che abbiamo portato nei Comuni nei quali abbiamo amministrato.Tra i tanti ricordo Ragusa, Mira, Alcamo, Livorno, Fabriano, Noicattaro, e certamente Roma e la mia Torino. Senza noi tutto questo non sarebbe stato possibile.Adesso ci attendono altri grandi sfide per tracciare il futuro del nostro Paese. Sfide incredibili che affronteremo con lo stesso amore, la stessa passione e la stessa voglia che ci contraddistingue.Dobbiamo guardare avanti, sempre, senza mai dimenticarci da dove siamo partiti. Senza avere paura di crescere e avendo fede nella forza del MoVimento 5 Stelle, perché è davvero una “magia”.Abbiamo una responsabilità nei confronti di tutti coloro che ci hanno dato fiducia, ma anche verso quelli che non ce l’hanno accordata, ed è quella di lasciare questo Paese migliore di come lo abbiamo trovato.Buon Compleanno a tutti noi!”.Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Perché considero il Movimento 5Stelle il movimento politico più futuribile?

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2020

Non è la mia una partigianeria ma il frutto di un ragionamento, discutibile per quanto si voglia, ma che considero al passo con i tempi e mi spiego. Oggi si parla tanto della crisi “ideologica” dei cosiddetti partiti tradizionali ed anche di quelli “padronali” che oggigiorno sembrano andare di moda. Vedasi Berlusconi, Renzi, Giovanni Toti, Bruno Tabacci, Fitto, Parisi e altri. Sono tutti degni di nota ma non è questo l’aspetto importante. In siffatto contesto i partiti che conosciamo, e tuttora in auge, con molti o pochi consensi nel loro carniere, rappresentano una fetta della società sempre più caratterizzata da interessi corporativi più per accordi elettorali che per intimo convincimento. Per contro la lotta politica, e non solo, si sta radicalizzando in due fondamentali fazioni: quelli che sono e quelli che hanno. Quelli che dispongono di risorse economiche piccole o grandi che siano e gli altri, e sono purtroppo la maggioranza nel mondo, che vivono di espedienti, e non certo per una loro libera scelta, ma più delle volte hanno dalla loro parte la cultura se non l’istruzione, il sapere ma non la conoscenza. E se ora dopo questo preambolo vogliamo ritornare ai Pentastellati il suo movimento ha attratto quella cospicua parte dell’opinione pubblica italiana, nello specifico, che ha pensato alla politica come ad una forma di rottura con i vecchi schemi, le alleanze di convenienza, i comitati d’affari per ottenere finanziamenti sottobanco e via di questo passo. Per dirla generosamente è una partitocrazia a mezzo servizio tra difesa degli interessi generali e quelli “particolari”. Sta ora ai pentastellati della prima e dell’ultima ora comprendere l’attuale travaglio esistenziale che si nutre di uomini e di donne ma va spiegato, compreso e accettato a prescindere perché la partita in gioco non deve far soccombere chi è maggioranza ma non ha i mezzi per farsi sentire come vorrebbe e ne ha diritto. (Riccardo Alfonso)

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Pentastellati: È una storia che si ripete?

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2020

Negli anni che seguirono la fine della Seconda guerra mondiale spuntò un movimento che catalizzò l’attenzione della nascente classe politica italiana emersa dalla lotta partigiana, dopo gli anni bui del fascismo, e che passò alla storia con il nome di “L’Uomo qualunque” dall’omonimo settimanale fondato e diretto a Roma Il 27 dicembre 1944 da Guglielmo Giannini e che nel maggio 1945 superò le 800 mila copie. E proprio sull’onda di questo successo editoriale che Giannini si convinse sull’opportunità di trasformarlo in movimento politico e di tentare la via elettorale. Detto fatto il 7 novembre successivo pubblicò il programma del Fronte dell’Uomo Qualunque il cui motto era “non ci rompete più le scatole”. Sulla scorta di questo precedente e soprattutto del suo dissolvimento nel giro di pochi anni passando dal 5,3% dei voti alle elezioni politiche del 1946, potendo così contare su 30 deputati all’Assemblea costituente, al 3,8% del 1948. Azzardai in proposito dopo il primo successo elettorale Pentastellato con un corposo 25%, partendo praticamente da zero, una riflessione sulla sua tenuta ritenendo necessario che si tenesse alla larga dalle alleanze con gli altri partiti che aveva, per altro, severamente criticato non per fare antipolitica, come Giannini, ma per una questione morale. Ed ironia della sorte non fu la caduta dei consensi a giocare un brutto tiro ai pentastellati bensì il suo maggiore successo alle successive elezioni politiche con il suo 32%. S’infilò in un vicolo cieco dove era impossibile andare avanti da solo ed era impensabile tornare indietro. Finì con l’allearsi prima con un partito di destra e poi con uno di sinistra e, quel che è peggio, la base non ne condivise le scelte facendo calare in modo sensibile il consenso elettorale tanto che è di questi giorni ho avuto modo di leggere la dichiarazione dell’on.le Francesco Lollobrigida di Fratelli d’Italia, oggi l’unico partito in crescita, che reputa il Movimento 5Stelle vicino all’estinzione. Non credo in questa diagnosi infausta ma sulla necessità ed anche l’urgenza di una revisione critica e la costruzione di un modello politico rinnovato ideologicamente e culturalmente. Bisogna, innanzitutto, comprendere che il movimento creato da Grillo e da Casaleggio è nato e continua, nella sua ragione d’essere, avendo catturato il consenso di chi crede nella politica scremata dai compromessi al ribasso di una classe dirigente non sempre sensibile alle istanze di rinnovamento del Paese e dei suoi fondamentali culturali. Ma per restare una proposta di governance credibile deve saper costruire una ideologia che sappia offrire al suo popolo un diverso modo di testare la propria presenza perché in Italia di gente onesta ve ne è tanta ma ha un forte bisogno di certezze e di convinte e ragionate scelte nella vita economica e sociale del Paese. Ma soprattutto di esempi virtuosi a livello istituzionale. (Riccardo Alfonso)

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Regionali: Serracchiani, per ora 5S sono forza interdizione

Posted by fidest press agency su martedì, 1 settembre 2020

“Una scelta di campo da parte del M5S sarebbe un grande passo avanti rispetto all’antipolitica e alla dichiarata estraneità ai partiti dei tempi ‘rivoluzionari’: chi si chiama fuori fa entrare la destra e al momento i grillini sono ancora forza d’interdizione. Certo questo passaggio richiede un’elaborazione politica che non si risolve con un voto su Rousseau. E intanto anche il Pd non dovrebbe cedere alla tentazione di imbozzolarsi in contenitori di ‘sinistra e basta’ che hanno già dimostrato di non funzionare. Delegare all’esterno le ali sinistra e moderata significa tornare indietro di 20 anni, e forse anche questa incertezza tiene il partito fermo al 20%. La destra non ha più il vento in poppa ma agli elettori bisogna offrire alternative chiare e credibili”. Lo scrive la vicepresidente del Pd Debora Serracchiani, ragionando sull’intervista al ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli al Fatto Quotidiano.

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I pentastellati e il voto alle amministrative

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

“Ho letto l’intervista che Luigi Di Maio ha rilasciato oggi al Fatto Quotidiano. Un pensiero che condivido e che esprime la volontà della nostra base. Luigi porta avanti una posizione su cui gli iscritti sono già espressi.Il nostro MoVimento in pochi anni è arrivato al Governo del Paese, dopo aver avuto il coraggio di avviare un dialogo, sui programmi, con le altre forze politiche. Tutti i risultati che abbiamo raggiunto sono stati possibili grazie a questo coraggio, e senza il dialogo non avremmo il Paese che stiamo costruendo. Ora dobbiamo avere il coraggio di dialogare anche a livello territoriale, con quelle forze politiche che con noi vogliono portare avanti una visione di Paese, replicando un modello che sta funzionando. Per questo serve un tavolo nazionale, per metterci nelle condizioni di essere pronti per le elezioni amministrative del 2021, pronti a far nascere una nuova generazione di amministratori del MoVimento.Abbiamo sfide troppo importanti davanti a noi e un’Italia da far ripartire a tutti i livelli”. Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Castelli: Il Paese è cambiato grazie alla collaborazione dei pentastellati con altre forze politiche

Posted by fidest press agency su domenica, 23 agosto 2020

Roma – “Io in questi anni ho imparato, grazie al movimento, che l’unico modo per realizzare i progetti e i sogni che sembravano impossibili è superare i propri limiti. Noi lo abbiamo fatto. Abbiamo governato, e ancora lo stiamo facendo, con forze politiche con le quali anni fa non immaginavamo di poter collaborare. Per il coraggio di averlo fatto, questo Paese è cambiato, profondamente, grazie al nostro modo di far politica, ai temi che sono stati messi al centro, ai valori che rappresentiamo. Abbiamo demolito l’ideologia stantia per far concentrare tutto il panorama politico sui programmi e sulle cose da realizzare. Precludersi la possibilità di poter fare sempre meglio, di superare i propri limiti e scegliere a priori una regola che di fatto è stata derogata in singole occasioni, trovo sia stupido. Oltre che una mancanza di fiducia nei confronti delle persone che sono sul territorio. Non è machiavellico, non è sintomo di evoluzione, non è il metodo con il quale cresci e realizzi i sogni del MoVimento 5 Stelle.”.Così Laura Castelli, Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, su Facebook, rilanciando il post del Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

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Il Movimento 5 stelle alle prese con il voto degli italiani alle regionali

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

Potremmo pensare al Movimento 5 stelle in occasione delle regionali di quest’anno ad una sua ennesima défaillance dopo le politiche di due anni fa che lo ha portato ad essere il più votato. È una lotta impari tanto che molti commentatori politici danno il Movimento sconfitto in partenza o, nella migliore delle ipotesi, vincente ai punti ma perdente nei confronti delle coalizioni. E questo dovrebbe essere il “canto del cigno” per una forza politica nata e tenacemente sostenuta da una sua ferma volontà riformista, la sola capace d’imprimere una svolta radicale al sistema paese.
Forse non tutti si rendono conto o se ne hanno la consapevolezza ne temono le eventuali ricadute pensando ai propri interessi di bottega, che potremmo concretamente compiere una svolta epocale nella storia del nostro paese e dell’intera Europa. Basterebbe riflettere su ciò che ci offrono gli avversari del Movimento. Per venti anni, sia pure con fasi alterne siamo stati governati da un centro destra apparentemente unito ma sostanzialmente diviso da interessi contrapposti che già in passato hanno bloccato ogni azione “virtuosa” del loro esecutivo e parlamentare. Se passiamo al Pd, o meglio di ciò che resta dopo il passaggio del rullo compressore renziano secondo la logica di “molti nemici, molto onore” se vuole sopravvivere deve giocoforza allearsi con il centrodestra sperando che possa averne bisogno per raggiungere la maggioranza assoluta. Ci troviamo, quindi, al cospetto di coalizioni che sono fatte per vincere ma non per governare. E allora chi resta senza compromessi e inciuci? Guardiamoci intorno e facciamocene una ragione. (Riccardo Alfonso)

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Comunicazione e movimento cinque stelle

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2020

La mia convinzione è stata quella che il fallimento dell’Uomo qualunque, nato nel lontano 1945, fosse derivato dal camaleontico atteggiamento del suo autore nello sposare la causa dei partiti e dimentico del fatto che era nato e votato per l’antipolitica che esprimeva. Sulla stessa lunghezza d’onda ho associato il Movimento cinque stelle di Grillo e la sua idea dell’antipolitica che, questa volta, a differenza dell’Uomo qualunque, non intendeva nella sua versione originale confondersi con i partiti per cavalcare una protesta che è trasversale e antagonista all’attuale sistema dei partiti. Non mi sono reso conto che esiste una variabile molto importante che fa la differenza tra i due movimenti. Allora sapevamo attendere ora non più. Il nostro malessere per la politica è anche, se non soprattutto, temporale. In altre parole il parlamento discute, approva e riapprova e nel frattempo trascorrono dei mesi mentre i problemi che si dibattono sono percepiti dall’opinione pubblica come un tentativo per rinviare sine die una decisione pur importante e soprattutto urgente. Quanti anni sono passati da quando abbiamo parlato di riforma della giustizia, della scuola, del welfare ecc.? Tanti, troppi e chi ha votato per il Movimento cinque stelle lo ha fatto sperando in una accelerazione dei tempi d’attesa diventati oramai intollerabili. Non è stato così e la ricaduta in termini di consensi è stata inevitabile. Di certo si può puntare a un recupero della fiducia dopo la stagione delle promesse non mantenute e per poi passare a quelle fatte nella logica del tutto cambiare per nulla cambiare se non ci convinciamo che la forza e il sostegno sta nel consenso che riusciamo a coagulare intorno a un movimento che ha dato prova di voler percorrere la strada che gli italiani intendono imboccare ma non sarà possibile realizzarla se non la supportiamo con i numeri in specie ora con la sua crisi di identità. (Riccardo Alfonso)

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Regione Lombardia: I camici bianchi dei pentastellati

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

Provocazione dei consiglieri regionali del M5S Lombardia che si sono presentati in Consiglio regionale con dei camici bianchi per richiamare l’attenzione sull’inchiesta sulla fornitura di dispositivi di protezione per oltre mezzo milione di euro da parte di Dama Spa, l’azienda di cui è titolare Andrea Dini, il cognato e proprietaria del 10 per cento della quote la moglie del governatore Attilio Fontana.Massimo De Rosa, capogruppo del M5S Lombardia, dichiara: “Portiamo in aula con orgoglio i camici infangati dal Presidente della Lombardia Fontana e dalla sua Giunta. Sono il simbolo del sacrificio, del coraggio e della generosità di migliaia di medici, infermieri e del personale sanitario tutto che lottato in prima linea contro Coronavirus, salvando vite umane e alleviando le sofferenze di chi purtroppo è venuto a mancare.Da una parte la Lombardia che ha lavorato, che ha fatto tutto il possibile per il bene dei malati e per la comunità, dall’altra chi avrebbe invece avuto il dovere di gestire l’emergenza ma, stando a quanto sembrerebbe emergere dalle notizie che filtrano in questi giorni, era intento a pensare a tutt’altro.Di questo Fontana e la sua Giunta devono riferire e chiarire ogni aspetto in aula, davanti a consiglieri e cittadini, anche sulla base della richiesta formale che abbiamo presentato.Fontana ci dica se è in grado di andare avanti, garantendo alla Lombardia il governo che merita, e se il suo assessore al Welfare abbia o meno ancora la sua fiducia. Chiediamo anche che i vertici della centrale acquisti regionale ARIA vengano in Commissione a riferire di quanto accaduto nella catena di comando. La nostra protesta vuole sottolineare ancora una volta lo stato d’animo dei cittadini lombardi che faticosamente stanno provando a ripartire, a riaprire il proprio negozio, a tornare al proprio lavoro e alla proprie abitudini.Cittadini stanchi dell’ennesimo teatrino indegno di questa amministrazione capace solo di rinnegare i propri errori. Alla Magistratura va il nostro incondizionato sostengo e il dovere di andare fino in fondo”.

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Pentastellati: Avviso ai naviganti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

Da qualche anno a questa parte il movimento registra una intensificazione degli attacchi indiscriminati volti a metterlo in cattiva luce nella segreta speranza di cancellarlo definitivamente dalla scena politica italiana. A questo punto è bene ricordare a tutti i pentastellati iscritti al movimento e ai simpatizzanti che è necessario stringere le fila per riprendere il filo che si è sfilacciato tra gli aderenti della prima ora e i nuovi venuti. Il loro comune denominatore è sempre lo stesso: Cinque stelle è nato dalla voglia di restituire alla politica il suo primato senza partigianerie, sistemi correntizi, intrighi di varia natura, tra corrotti e corruttori. È stata e continua ad essere un’impresa difficile e se è stata avvertita qualche falla lo dobbiamo al fatto che non è stato sempre possibile scremare il buono dal cattivo. Se continuiamo ad assistere a quanto accade tra gli addetti ai lavori della giustizia, delle politiche sociali e migratorie ci accorgiamo che sono molti coloro che predicano bene ma altrettanto numerosi sono quelli che razzolano male. E bisogna anche capire che il Movimento può essere sé stesso solo se dalle urne esce un consenso maggioritario che gli consenta di governare da solo. In caso contrario i suoi possibili alleati lo costringeranno a dei compromessi. Ciò non vuol dire, ovviamente, cedere sui valori fondanti il movimento.
Dobbiamo, altresì, mettere in conto che oggi siamo dominati dal “demone della fretta” e vorremmo tutto e subito, ma non dobbiamo dimenticare che per almeno trent’anni siamo rimasti ingessati da una politica che non è riuscita a fare una sola riforma degna di questo nome. Ora potremmo, finalmente, farcela ma, purtroppo il partito del Bogianen (non ti muovere) è ancora molto forte. Ecco perché i Pentastellati hanno una ragione in più per esistere e radicarsi nella coscienza degli italiani. (Riccardo Alfonso)

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La tenacia guida i pentastellati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 gennaio 2020

“La caratteristica che accomuna tutti noi del MoVimento 5 Stelle è la tenacia, quella voglia di non mollare mai, di non fermarsi di fronte a nulla e di porsi degli obiettivi che gli altri spesso definiscono “irrealizzabili”. È già successo con il reddito di cittadinanza. Ve lo ricordate quando ci dicevano che non si poteva fare? Che era qualcosa di irrealizzabile e che non avrebbe funzionato? Invece oggi è realtà e ha migliorato le condizioni di molti cittadini dando loro una seconda opportunità. Il MoVimento è proprio questo, gente ostinata, che porta avanti le istanze del popolo all’interno delle istituzioni, scegliendo di volta in volta la strategia più adatta alla situazione. Lo facciamo passo dopo passo, con la passione che da sempre ci contraddistingue e la voglia di andare avanti, con costanza e determinazione”. Lo scrive, su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, postando un articolo.

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Dall’uomo qualunque al M5S

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 dicembre 2019

Esiste un precedente di movimento che volle proporsi all’attenzione degli italiani in chiave antipartitica. Si chiamò “Fronte dell’uomo qualunque” e partì nel 1944 con l’omonimo settimanale diretto dal suo fondatore Guglielmo Giannini. Il motto che lo ispirava era: “non ci rompete più le scatole.” Ebbe una tiratura media di 800.000 copie. Si trasformò, subito dopo, in partito e nelle prime elezioni del 1946 raccolse il 5,3% dei consensi popolari con trenta deputati che parteciparono all’Assemblea costituente. Fu un movimento-partito che si sciolse come neve al sole e che chiuse la sua parabola politica nel 1953. Se vogliamo, sia pure in una stringata sintesi, spiegare la sua fine ingloriosa lo dobbiamo attribuire all’errore che Giannini commise alleandosi in modo scomposto ora con un partito ora con un altro. Per quanto non sia possibile fare un paragone con l’attuale movimento “antipartitico” di Grillo sia per ragioni storiche, sia per il suo bacino elettorale (proprietari terrieri ed elettorato prevalentemente meridionale) una ragione la trovo là dove il “qualunquismo” s’infranse quando intese ricercare un punto di riferimento con gli stessi partiti con i quali intendeva distinguersi. Dico tutto questo per spiegare, ammesso che ce ne fosse bisogno, che oggi l’errore grave dei partiti tradizionali sta proprio nella loro incapacità di rispondere realisticamente alle attese della società civile e se non riescono a rinnovarsi al proprio interno occorre che dall’esterno qualcuno dia loro la sveglia e questa si chiama “consenso elettorale alternativo”. Ora sono proprio questi partiti ancorati al passato che credono d’imbrigliare il Movimento cinque stelle con la stessa tecnica dei loro “antenati” ovvero facendoli diventare una loro costola. E’ ciò che devono capire soprattutto gli eletti che oggi siedono sugli scranni parlamentari e il popolo che li ha votati mentre il il consenso, purtroppo, continua a diminuire in misura drammatica intorno a loro. (Riccardo Alfonso)

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Pentastellati: Quo vadis?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 novembre 2019

L’ascesa del movimento in termini elettorali ha toccato con le politiche del 2018 il 32% dei consensi per poi ridursi un anno dopo al 17% e ora, a distanza di una manciata di mesi, già si parla di un ulteriore crollo. In questo breve arco di tempo cosa è accaduto al Movimento? Vi è stato, è bene ricordarlo, il defaticante contratto per un’alleanza di governo con la Lega di Salvini e ora si viaggia con il P.D. di Zingaretti e l’ombra inquietante di Matteo Renzi e il suo personale partito Italia Viva. Nella prima esperienza governativa i Pentastellati si sono imbattuti in un Salvini che ha saputo gestire al meglio la sua verve mediatica giocando il doppio ruolo di opposizione e di governo ed è stato ripagato con un risultato sorprendente riuscendo ad erodere quelli che furono i consensi dell’alleato. Ora ci ritroviamo con il cambio di casacca sulla stessa posizione di perdente del Movimento essendo stato Salvini sostituito dall’ineffabile Matteo Renzi che sta ripetendo platealmente la stessa tecnica di Salvini e sembra avviarsi ad un successo significativo se qualcuno non riuscirà a fermarlo in tempo. A farne le spese sempre e comunque il Movimento. I fatti sono questi e se si va avanti con un siffatto passo possiamo recitare il de profundis per i pentastellati e con loro vanificare anni di battaglie nell’intento di restituire all’Italia la sua dignità di Nazione. In tutto questo bailamme ci spiace constatarlo ma l’anello debole sta proprio nel suo capo politico: Luigi Di Maio. E’ come dire “un bravo figliolo ma non ha le…” Al cospetto di un timido Pd e un segretario poco rappresentativo in termini mediatici e un Renzi fuori controllo occorre una ben altra figura per ristabilire gli equilibri in via di rotta di collisione che fanno diventare l’Italia un pasto prelibato per un ben concertato avventurismo politico. Facciamocene una ragione. Siamo sulla via di Damasco e ora ci serve solo una “luce dal cielo” e lo dobbiamo a milioni di italiani che hanno riposto tanta speranza in una rinascita della politica e non possiamo di nuovo deluderli. Potrebbe essere fatale per la stessa democrazia. (Riccardo Alfonso)

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M5S Lombardia: Rigenerazione urbana

Posted by fidest press agency su sabato, 12 ottobre 2019

“Sul progetto di legge di rigenerazione urbana c’è ancora molto lavoro da fare. Contiene alcuni spunti positivi ma le criticità da sciogliere sono numerose. Sono troppo poche le risorse che la Lombardia intende investire. Le politiche di rigenerazione vanno calate sul territorio: non possono essere identiche in quelli molto popolati e in quelli meno.Il pdl parla sia di rigenerazione urbana che territoriale, ma quest’ultimo aspetto è del tutto trascurato. Eppure, considerata la resilienza delle città, è fondamentale lavorare su questo se vogliamo concretamente lottare contro l’inquinamento e i cambiamenti climatici. Non ci piacciono le premialità per il recupero degli edifici rurali: non possono essere contro alla legge sul consumo di suolo già in vigore e non va bene inserire in questa legge norme del tutto slegate alla rigenerazione urbana. Sto parlando del recupero dei piani terreno: è un facsimile del recupero degli scantinati e non deve diventare una sanatoria.
Anche le associazioni di Comuni, ANCI e UPL, hanno rilevato numerose criticità in un progetto che, così com’è concepito, ridurrà le entrate agli enti locali.Mi auguro che l’assessore Pietro Foroni e la maggioranza ascoltino le nostre obiezioni, quelle dei Comuni e dei territori con l’obiettivo di offrire finalmente ai lombardi una legge corretta e realmente rispettosa dell’ambiente. Dobbiamo migliorare la vita sul territorio e non dare un contentino a chi intende cementificare”, così Massimo De Rosa, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta l’audizione in Commissione Territorio e INfrastrutture sul progetto di legge “Rigenerazione degli immobili abbandonati per il risparmio di suolo e il contrasto al degrado”.

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