Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 126

Posts Tagged ‘percentuale’

Saldi: Istruzioni per l’uso

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2014

Inizia la stagione dei saldi. Certamente nelle numerose offerte che hanno caratterizzato questi mesi, gli sconti non sono un novita’. Per fortuna e meno male. Perche’ vuol dire che i consumatori, con il comportamento del non-acquisto, hanno cominciato a far valer il loro potere, convincendo i commercianti che, se vogliono vendere, devono prima di tutto avere prezzi concorrenziali. I saldi comunque rappresentano un appuntamento, in modo particolare per l’abbigliamento.
Il decalogo che segue elenca una serie di accorgimenti -prima, durante e dopo l ‘acquisto- che possono aiutare, vista la frenesia che spesso attanaglia il consumatore desideroso di “fare l’affare”, a non prendere la tradizionale fregatura:
PRIMA DI SCEGLIERE L’ACQUISTO
1) Non fare acquisti, se non indispensabili, prima dell’avvio dei saldi. Nei giorni pre-saldi sarebbe opportuno fare un giro per i negozi e individuare i prodotti che potrebbero interessare, segnando i prezzi a cui vengono venduti, per poi verificare che nel periodo dei saldi il prezzo sia realmente calato;
DURANTE L’ACQUISTO – PREZZI
2) Non fermarsi al primo negozio che pratica sconti, ma visitarne diversi e confrontare i prezzi esposti e la qualita’ della merce di riferimento (dopo non si potra’ rivendicare il cambio di un prodotto perche’ il negozio a cento metri piu’ in la’ vende lo stesso ad un prezzo dimezzato);
3) non lasciarsi ingannare da sconti che superano il 50% del costo iniziale. Nessuno regala niente. Difficilmente un commerciante ha ricarichi superiori al 50% a meno che non si tratti di un artigiano che produca da se’ e che nella determinazione del prezzo ha margini e logiche piu’ ampie;
4) ricordarsi che prezzi tipo “49,90” euro vuole dire “50,00” e non “49,00”.
DURANTE L’ACQUISTO – PAGAMENTI
5) Le forme di pagamento non differiscono da quelle abituali, perche’ siamo in presenza di transazioni commerciali e il prezzo di acquisto non modifica le regole. Quindi diffidare da chi impone il pagamento in contanti pur avendo esposta la segnalazione della convenzione con un istituto di carte di credito o bancomat. Si puo’ chiedere di usufruire di questa forma di pagamento, e in caso di diniego segnalarlo all’istituto di credito, che potrebbe anche annullare la convenzione con quel commerciante.
DURANTE L’ACQUISTO – QUALITA’
6) Guardare le etichette che riportano la composizione dei tessuti: i prodotti naturali costano di piu’, quelli sintetici meno. La percentuale di composizione puo’ variare notevolmente e incidere sul costo finale;
7) I capi d’abbigliamento riportano l’etichetta con le modalita’ di lavaggio e conviene sempre chiedere conferma al commerciante di cio’ che e’ indicato: la sua esperienza puo’ servire a prevenire spiacevoli sorprese dopo che si e’ portato il capo d’abbigliamento in lavanderia;
8) Essere pignoli. Di un capo verificare se e’ di pura lana vergine o di lana. La seconda lana puo’ essere riciclata, la prima no. Di un capo di cotone chiedere la provenienza: i prodotti provenienti dai Paesi asiatici possono essere trattati con pesticidi o antimuffe che al contatto con la pelle possono provocare allergie;
9) diffidare dei capi d’abbigliamento disponibili in tutte le taglie e/o colori: e’ molto probabile che non sia merce a saldo, ma immessa sul mercato solo per l’occasione e quindi con un finto prezzo scontato;
DURANTE E DOPO L’ACQUISTO
10) Diffidare dei negozi che espongono cartelli tipo “la merce venduta non si cambia”: esistono regole precise del commercio che impongono il cambio della merce non corrispondente a quanto propagandato o perche’ difettosa. Il fatto di essere in saldo, non significa che queste regole non siano valide. Ricordarsi che non esiste il diritto di recesso negli acquisti fatti in un esercizio commerciale: per cui se si e’ sbagliata la taglia o si e’ semplicemente cambiato idea, e’ solo la disponibilita’ del commerciante che puo’ ovviare al problema, ma non c’e’ un diritto del consumatore. (fonte aduc)

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Giovani: un nuovo malessere

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 dicembre 2011

Mappa della Terra di Lavoro

Image via Wikipedia

Parto da un dato rilevato nei più recenti sondaggi d’opinione sul malessere giovanile. Mi limito, in questo caso solo ad un aspetto che riguarda la disaffezione dei giovani nei riguardi del lavoro. Non è, è bene precisarlo, un dato rilevante, statisticamente parlando, ma denota, a mio avviso, un “umore” che non va, in ogni caso, sottovalutato. Fatta questa doverosa premessa entro nel merito. Ciò che mi ha colpito è proprio quella percentuale che riguarda i giovani che non lavorano ma che nemmeno cercano lavoro. Sembra che essi, in qualche modo, vogliono “rivendicare” il disagio dei loro padri che, assillati dal bisogno, non guardavano tanto per il sottile l’impiego che si offriva loro, ma al tempo stesso non si sentivano realizzati. Nacque una disinteresse per ciò che si faceva che, in un certo, senso spiega il doppio lavoro, la scelta di un pensionamento precoce per fare qualcosa d’altro e più congeniale con ciò che avrebbero desiderato sin dall’inizio dell’avventura lavorativa. Il tutto risale agli anni successivi alla seconda guerra mondiale. Reduci che tornavano dal fronte, dalla prigionia, giovani che avevano lasciato uno studio, una professione, un mestiere e si sentivano catapultati in una realtà amara fatta di disoccupazione, di emarginazione, di povertà. Trovare un lavoro, un qualsiasi lavoro era per essi un imperativo. Nacquero così i cosiddetti “ammortizzatori sociali” enfiando i posti di lavoro che non c’erano, obbligando i giovani ad una ferma militare che spezzava in qualche modo il tempo per entrare nel mondo del lavoro e lo stesso accadeva per chi sceglieva di proseguire gli studi con i fuori corso universitari. Oggi la situazione si è capovolta. I posti di lavoro si riducono perché bisogna far quadrare i bilanci delle imprese pubbliche e private e non è più tollerato un eccesso di manodopera. Si pensò all’inizio che sarebbe bastato accelerare il turnover con le pensioni di anzianità e i prepensionamenti ma la soluzione mostrò subito i suoi limiti. Prima di tutto perché si dilatò il lavoro in nero (pensionati giovani in cerca di lavoro che non avevano bisogno di versare contributi previdenziali e che accettavano di buon grado tale condizione di “clandestinità” anche perché se l’avessero resa pubblica sarebbe stata penalizzata la loro rendita pensionistica). Secondariamente la cura dimagrante delle aziende non permetteva un assorbimento della nuova manodopera in condizioni di parità rispetto alle unità che andavano in pensione, ma con il solo aggravamento del bilancio dell’Inps che per pagare i pensionati aveva bisogno di nuovi contributi da parte di coloro che si immettevano in un’attività lavorativa. Con queste contraddizioni, con la logica capitalistica delle multinazionali che per moltiplicare i profitti insediano le loro attività produttive nei paesi dove è molto basso il costo della manodopera, con l’incapacità di chi ci governa e ci ha governati di mettere ordine alle politiche del lavoro e ad adottare provvedimenti ad hoc per scoraggiare il lavoro in nero, per assicurare una rete di comunicazioni e di trasporti capace d’offrire da contrappeso al maggior costo del lavoro, servizi tecnologicamente più qualificati e nel rapportare uno sviluppo del sistema paese omogeneo in tutte le sue aree. Ciò non è accaduto. La stessa scuola si sta privando della cultura come valore assoluto. E i giovani, a questo punto, cominciano a dubitare che il lavoro possa essere degno per una loro elevazione culturale e sociale essendo sempre più massificato a logiche opportunistiche di sfruttamento e ad interessi a loro estranei. E questa disaffezione ha oggi un terreno fertile per germinare se non si cambiano radicalmente le regole del gioco. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Referendum percentuale votanti

Posted by fidest press agency su domenica, 12 giugno 2011

“L’affluenza delle 12 si attesta per tutti i quattro quesiti referendari sopra 11,5%. La proiezione finale calcolata sulla base di questa affluenza ci consegna un dato gia’ sopra il 55% al netto del voto all’estero, ma non mi sorprenderei se il dato fosse anche piu’ alto. Se alle ore 22 l’affluenza si attestera’ sopra il 40% per il quorum sara’ cosa fatta, anche perche’ questo dato incentiva gli elettori a recarsi alle urne”. L’ha detto al giornale online Clandestinoweb.com Luigi Crespi, direttore dell’istituto demoscopico Crespi Ricerche. segue altra notizia qui segue altra notizia qui

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Scommesse su Roma-Inter

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2010

La Roma è in piena crisi e gli scommettitori non credono che contro l’Inter la squadra di Ranieri riuscirà ad invertire la rotta. I dati di raccolta Matchpoint parlano di un 68% di pronostici sulla vittoria nerazzurra, mentre solo il 16% degli scommettitori ha puntato il dito sui capitolini.
Diverso il discorso per Milan e Juventus, costrette a tornare alla vittoria per accorciare le distanze dall’Inter. Su Milan-Genoa Matchpoint registra il 93% di giocate sul segno 1, mentre per Juventus-Cagliari la percentuale bianconera scende a 88%.  Qualche dubbio sul Napoli di Mazzarri (67%), chiamato a scendere sul campo della rivelazione Cesena. La Fiorentina può e deve trovare i primi 3 punti stagionali col Parma: 88% di consensi Matchpoint per i viola. Fiducia netta anche per il Palermo (91%) al Barbera col Lecce, mentre su Chievo-Lazio domina, col 40%, il segno X

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Indennità integrativa speciale per intero ai pensionati

Posted by fidest press agency su sabato, 21 agosto 2010

Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Tutela Nazionale del Consumatore di IDV e lo “Sportello dei Diritti” continuano le azioni avviate a partire dal 2006 a tutela dei pensionati. Tutti i pensionati fino alla data del 31/12/1994, hanno diritto a percepire l’indennità integrativa speciale per intero, nonché gli arretrati dei cinque anni precedenti alla domanda.     Una serie di decisioni delle Sezioni Giurisdizionali Regionali della Corte dei Conti, ha, infatti, confermato il diritto di quest’ultimi di percepire l’indennità integrativa speciale per intero, per come già percepita in servizio, e non nella percentuale ridotta agli anni di lavoro prestato. Coloro che decideranno di attivarsi in sede giudiziale si troveranno a percepire un consistente aumento medio di € 200-400 sull’attuale e pensione, oltre al pagamento degli arretrati dei cinque anni precedenti alla data d’interruzione a mezzo raccomandata a.r. presso le sedi dei competenti enti previdenziali, in particolare l’I.N.P.D.A.P., con gli accessori ex lege all’effettivo soddisfo. Gli interessati ed i loro eredi potranno rivolgersi al sottoscritto che per il tramite di esperti provvederà a fornire tutte le delucidazioni in ordine alla documentazione che occorre approntare per introdurre il giudizio davanti alle Sezioni Giurisdizionali Regionali della Corte dei Conti. La stessa documentazione sarà esaminata e valutata in via assolutamente gratuita da un esperti e consulenti in materia.

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Manovra: i disabili non sono “parte sociale!”

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2010

Con la doverosa volontà di partecipare – anche formalmente – al dibattito sulla Manovra correttiva, la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap ha ufficialmente richiesto un’audizione alla Commissione Bilancio del Senato che sta svolgendo la prima analisi del relativo Decreto legge n. 78 approvato dal Consiglio dei Ministri. La FISH intendeva sottoporre alla Commissione ulteriori elementi di valutazione rispetto all’articolo 10, quello che prevede l’innalzamento della percentuale di invalidità (da 74 a 85%) ai fini della concessione dell’assegno mensile agli invalidi civili parziali  (256,67 euro mensili). Si sarebbero evidenziati i dati reali di “risparmio” a fronte di una misura iniqua, penalizzante  e discriminatoria che nulla a che vedere né con il contrasto all’enfatizzato fenomeno dei “falsi invalidi”, né con un significativo contenimento della spesa. In una Manovra da 24 miliardi di euro, questo “taglio” dovrebbe produrre un risparmio – ridicolo per l’erario drammatico per gli interessati –  di 10 milioni di euro nel 2011 e di 30 milioni nell’anno successivo. Sono dati che FISH aveva già previsto e che ora emergono – nero su bianco – nella stessa Relazione tecnica alla Manovra. La Commissione Bilancio del Senato, senza produrre alcuna motivazione, ha rifiutato l’audizione. “Delle due l’una:  – commenta Pietro Barbieri, presidente FISH – o le persone con disabilità e i loro familiari non hanno dignità di “parte sociale”, oppure la Commissione temeva che si dovesse mettere a verbale l’evidenza di un paradosso che ha rappresentato il tormentone mediatico delle ultime settimane. La FISH, audizione o no, prosegue con le sue azioni di mobilitazione.”

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Previsioni elezioni regionali

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2010

La Facoltà di Economia dell’Università di Parma ha reso noto la seconda proiezione del Gioco di Previsione sulle prossime Elezioni Regionali del 28 e 29 marzo, organizzato per la prima volta in Italia da parte di un’Università, e in particolare dal Laboratorio di Economia Sperimentale con il supporto della “Gazzetta di Parma”. Al secondo round del Gioco di Previsione, riservato al personale e agli studenti dell’Università degli Studi di Parma, hanno partecipato 787 persone.  Per il 94,04% di coloro che hanno risposto prevarrà la coalizione di centro sinistra, con un lieve aumento rispetto al 92,89% della prima proiezione. Rimane invece quasi invariata, rispetto al primo round, la percentuale con cui il campione testato prevede che vincerà la coalizione di Errani, vale a dire il 56,43% rispetto al 56,66%; rimane quindi un calo di circa 6 punti percentuali rispetto alla quota raggiunta dal centrosinistra alle elezioni del 2005.  Il confronto con i dati elaborati da alcuni tra i maggiori istituti di ricerca italiani mostra come le previsioni dei partecipanti al “gioco” dell’Ateneo di Parma si collocano, per i due maggiori schieramenti, perfettamente all’interno della forbice minima e massima prevista. Il Gioco di Previsione elettorale, che ha ovviamente anche una valenza di carattere scientifico e di valutazione dei limiti di applicabilità della metodologia proposta, è stato ideato dal Laboratorio di Economia Sperimentale prendendo spunto da quanto avviene in alcune Università straniere. Già da qualche anno infatti sono state sviluppate procedure sperimentali per aggregare informazioni e fornire previsioni, con numerose applicazioni in diversi campi: una di queste, messa a punto dalla University of Iowa (USA), riguarda appunto le previsioni elettorali (http://www.biz.uiowa.edu/iem/index.cfm). Il prossimo e ultimo round di previsione, riservato a chi ha già partecipato ai primi due, si concluderà il 10 marzo 2010, per dar modo di pubblicare i risultati entro il blackout elettorale che scatterà il 14 marzo.  Per saperne di più è possibile consultare il sito ufficiale del Gioco

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Turismo. Il bluff del ministero

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2009

Per il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, e non solo, la crisi del turismo e’ un vecchio ricordo perche’ sarebbe l’11% in piu’ il numero di italiani che quest’anno andra’ in vacanza. Federalberghi pero’, raddrizza il tiro e fa sapere che le percentuali governative sono solo stime, mentre l’aumento sarebbe dell’1,5% ma a fronte di un giro d’affari in calo del 15% (17,2 miliardi rispetto ai 20,2 del 2008): se nel 2008 la spesa procapite era di 861 euro, quest’anno sara’ di 710, con un calo del 18%. Se qualcuno avesse l’ardire di sostenere che si spende meno perche’ i prezzi sono diminuiti o perche’ gli italiani sono piu’ attenti, nel primo caso gli battiamo una pacca sulla spalla, nel secondo gli diciamo “e vorremmo vedere….”. Fatta questa fotografia, ci sarebbe da capire come rimediare e, quantomeno, cercare di farsi meno male anche perche’ se crisi c’e’, non e’ solo italiana ma mondiale. Federalberghi -giustamente- chiede meno fiscalita’ e piu’ investimenti governativi per lo promozione. Nel primo caso, viste le riduzioni fiscali che il Governo fa in vari ambiti, crediamo che sia il caso di non contarci piu’ di tanto, anzi, di prestare molta attenzione perche’ non e’ escluso che dietro apparenti vantaggi si nasconda qualche fregatura. Per gli investimenti, invece, crediamo che il Governo abbia gia’ fatto tanto regalando la inutile poltrona di ministro ad un dicastero che gli italiani avevano abrogato con un referendum e, per cui, ogni Regione si era gia’ attrezzata per conto proprio. Allo stato dei fatti, pero’, non ci sembra che sia altro che possa far modificare la direzione di calo e la beffa di farci credere il contrario.
E che il ministero del Turismo sia un’istituzione inadeguata lo dimostra una delle prime norme approvate, la beffa della finta sistemazione delle stelle degli alberghi: ognuno continua a fare come crede, per cui un quattro stelle di Reggio Calabria e’ peggiore di un due stelle di Bolzano (1). E bene inoltre ricordare il flop dei buoni-vacanza non utilizzabili quando gli italiani medi vanno in vacanza e che, ad oggi, meta luglio 2009, in un ambito in cui quasi tutto viaggi via web, il nostro ministero non ha ancora un proprio sito Internet. E che dire della compagnia aerea di bandiera che in ambito europeo si distingue per ritardi e disservizi (3) dopo che e’ costata un patrimonio ai contribuenti? Non solo, ma i problemi della rinascita del turismo non crediamo siano legati all’esistenza dello specifico ministero, perche’ questo non si occupa di cio’ che principalmente allontana i turisti dallo Stivale: – infrastrutture inesistenti e fatiscenti; – servizi costosi, inefficienti e inadeguati; – e le nuove norme sulla sicurezza e la lotta alla clandestinita’ che, di fatto, fanno si’ che molti turisti che visitano il nostro Paese per piu’ di una settimana senza registrarsi in questura sono passibili di multa ed espulsioni, al pari di un immigrato clandestino.

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Analisi del voto europeo

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2009

Di Sante Pisani. Dopo queste elezioni europee l’Italia è oggi un pò meno Bipolare di ieri. Sulla base dei risultati (pur se non definitivi: attendibili) sembra proprio che i perdenti siano i due Poli: PDL e PD e i vincenti i Partiti che non hanno dismesso le casacche identitarie: Lega Nord e Italia dei Valori.  Alle politiche dello scorso anno il Bipartitismo aveva ottenuto insieme il 70,6 % dei voti. In questa tornata sono relegati sotto la soglia del 65%.  La Lega che già aveva ottenuto un gratificante risultato nel 2008 aumenta, non di poco, i suoi consensi.  Risultato clamoroso per l’Italia dei Valori di Tonino Di Pietro. Addirittura il raddoppio della sua percentuale di voti, dal 4,4% del 2008 a oltre l’8%, anche se nella consapevolezza che il voto europeo  è soggetto ad umori contingenti e quindi evaporabile nel prosieguo, è pur sempre un voto (di elettori di sinistra) che premia l’opposizione al Governo in un resuscitata politica spettacolo che nel passato era appartenuta ai Radicali di Marco Pannella. Riteniamo siano, comunque, consensi che in successive consultazioni potrebbero tornare alla casa madre: il Partito Democratico. Nelle elezioni per il rinnovo delle Camere del 2008, PDL e LEGA NORD avevano in bilancio il 45,7% dei consensi contro il 37,6 % di PARTITO DEMOCRATICO e IDV. La differenza dell’8% pieno cresce oggi di due punti percentuali malgrado il raddoppio dei consensi incassato da Di Pietro È  comunque cresciuto di più il distacco tra Berlusconi e Franceschini titolari del bocciato bipartitismo. Alle politiche dello scorso anno i due Cartelli  erano separati da 4,2 punti percentuali. Il Pdl aveva ottenuto il 37,4 % dei voti contro il 33,2% del Pd. Oggi Il Polo di Sinistra registra un crollo in verticale pur mettendo in bilancio che nel 2008 comprendeva i radicali che oggi si sono presentati con una propria lista. Anche il Polo di Destra è sceso rispetto al 2008. Per Franceschini queste elezioni rappresentano un passo indietro ma visti certi sondaggi previsionali può, malgrado tutto, tirare un sospiro di sollievo.  È possibile che il Pd sia riuscito a ricompattare parzialmente i suoi attivisti e a limitare quindi i danni legati ad un forte astensionismo.  Dall’altra parte è invece possibile che l’astensionismo abbia danneggiato il Cavaliere che prima delle elezioni aveva pubblicizzato sondaggi che lo davano dal 40 al 43%.  L’affluenza alle urne è stata molto bassa soprattutto in regioni del Sud come Sicilia, Sardegna e Calabria dove il PDL raccoglie da sempre molti consensi.  In un quadro generale che vede i 27 Stati Membri premiare i partiti di centrodestra, Silvio Berlusconi non sembra poter sorridere.  Di contro, ride la Lega, che toccando risultati a due cifre si stà cerebralmente masturbando con velate (ma non tanto) strategie di ricaduta a proprio libito nel bilancio nel Governo Berlusconi. Anche l’Udc consegue un buon risultato, superando il 6%. Il dato generale (ancorchè non definitivo), vede la politica del premier bocciata dal responso delle urne: un pò per gli scandali e le vicissitudini giudiziarie, un pò per la crisi economica e il senso di sfiducia che questa provoca nei cittadini, un po’ per il preteso funerale di Alleanza Nazionale in uno nel PDL con perdita identitaria. L’autonomia di Lombardo, Storace, Pionati, Fatuzzo, appoggiata da Popolo degli Italiani di Acelti e Taormina, Democrazia Cristiana Terzo Polo di Centro di Angelo Sandri (cartello smembrato dalla  fuoriuscita del PDA, del M.I.DI.CI., da Le Ali, da Unione Cattolici Italiani, ecc.), esce sconfitta da contingenzialità negative verosimilmente dovute alla crisi della Giunta Regionale siciliana che ha fatto verificare un assenteismo superiore al 50%. Dall’anomalo bipolarismo sopravvivono solo pochi partiti e le liste della sinistra radicale o la lista Bonino-Pannella non riescono a superare la soglia di accesso del 4%. Parimenti per Destra Sociale di Salerno e Romagnoli che pur avendo incentrato la loro campagna elettorale su importanti temi di politica europea non riescono a raggiungere risultati confortanti. (Sante Pisani)

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La percentuale dei votanti cala in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 7 giugno 2009

Il ministero degli interni rende noto che confrontando le risultanze della partecipazione al voto delle europee del 2004 per le stesse ore di apertura dei seggi risulta alle 13 di oggi un calo del 5% dei votanti mentre la diminuzione resta più significativa nelle zone terremotate dell’Abruzzo con una flessione del 50%.

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