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Nove Stanze Nove Secoli

Posted by fidest press agency su martedì, 7 dicembre 2010

Bologna 7 dicembre 2010, alle ore 17.00 (Via Clavature, 15 ) presso Casa Saraceni inaugurazione  della mostra  Nove Stanze Nove Secoli Nuove acquisizioni per il Museo della Città a cura di  Beatrice Buscaroli  La mostra rimarrà aperta fino al 16 gennaio 2011  Tutti i giorni dalle 10 alle 19  L’idea che ha guidato questo percorso espositivo unico nel suo genere è che un museo di nuova istituzione, oltre ad affiancarsi, integrarsi ed interagire con gli altri musei, debba anche raccontare la storia di Bologna attraverso punti di vista inediti e poco esplorati. Per questo si è cercato di percorrere anche strade meno note, affrontando argomenti che non si ritrovano altrove, per ragioni museologiche o museografiche, o per la semplice natura delle collezioni che vi sono conservate. La pietra di volta di un’antica “mansio” templare, ad esempio, consente di raccontare l’importanza di quell’Ordine nella Bologna trecentesca, la sua ricchezza e il suo potere. Una coppia di miniature trecentesche è il pretesto per ricostruire la Bologna città di Università e di copisti, di “illuminatori” e librai che proprio con le miniature sembra aprire la strada alle innovazioni pittoriche del Rinascimento, come aveva intuito Dante quando cita a fianco di Cimabue e Giotto due miniatori oggi sconosciuti ma attivi all’epoca a Bologna.  Risalendo i secoli, attraverso il Rinascimento bolognese bentivolesco qui sintetizzato dal lavoro di Lorenzo Costa, attraverso l’esperienza che vide la nascita della scienza modernamente intesa (Ulisse Aldrovandi e Carlo Sigonio), attraverso la grande stagione della pittura seicentesca bolognese (Guercino e Ginevra Cantofoli) si giunge così alle due piccole tele di Donato Creti, due notturni che rievocano il glorioso passato astronomico della città ancora simboleggiato dalla specola universitaria e da Ferdinando Marsigli che quelle tele ebbe commissionato. E l’Ottocento di stampo accademico (Giacomo de Maria), il Novecento, secolo breve dagli infiniti “ismi” (tra i tanti si è scelto come rappresentante unico Filippo De Pisis) e infine il nuovo millennio dove, nonostante tutte le innovazione tecnologiche, si scopre che si dipinge ancora, a Bologna e nel mondo, come dimostra Gian Marco Montesano.
La mostra è accompagnata dal catalogo “Nove Stanze Nove Secoli” edito da Bononia University Press, a cura di Beatrice Buscaroli. Testi di Beatrice Buscaroli e Mirko Nottoli.

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Borse di studio Falcri per i precari

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

In occasione del 60° anniversario di vita, la Falcri Intesa Sanpaolo  ha deciso di assegnare 3 borse di studio (una di € 1.000 e due di € 500) a favore dei colleghi in servizio con contratto a tempo determinato e di apprendistato professionalizzante presso Intesa Sanpaolo e Intesa Sanpaolo Group Service.  L’elaborato avrà per tema “come migliorare il CCNL di prossima scadenza sugli aspetti riguardanti la precarietà del lavoro”.  Una delle motivazioni che ha spinto il sindacato a percorrere questa interessante e meritoria iniziativa è la volontà di coinvolgere sempre più attivamente i giovani lavoratori alla vita sindacale con l’obiettivo di mantenere vivo un diritto fondamentale per la vita civile di un Paese.  Le modalità  di partecipazione sono contenute nel Regolamento pubblicato sul sito della Falcri (www.falcri.it).  Gli assegnatari saranno premiati nel corso della cerimonia celebrativa del 60° anniversario della FALCRI Intesa Sanpaolo il prossimo 3 maggio 2010 nel Centro Congressi della Fondazione Cariplo in Via Romagnosi n. 8 a Milano, e saranno invitati alla Tavola Rotonda che si terrá il giorno successivo 4 maggio 2010 a Stresa, per presentare il proprio lavoro.  L’iniziativa rientra nell’articolata serie di progetti ed eventi che la FALCRI-Confsal ha in atto per il 2010 con l’intento di far partecipare sempre più attivamente i “Giovani Lavoratori” alla vita sindacale, appropriandosi così di un diritto-opportunitá che deve restare appannaggio delle Lavoratrici e dei Lavoratori ed, anzi, crescere sempre più.

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Ferrovie a due velocità

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2009

Napoli-Milano in 4 ore e 10 minuti, Trapani-Gela 6 ore e 47 minuti Anche nel trasporto ferroviario si allarga la forbice tra aree forti ed aree deboli del Paese. Il Governo – continua Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum – deve dare risposte reali ad un Mezzogiorno costretto al ruolo di “lumaca” nel trasporto ferroviario e non solo. Un passeggero o un turista che oggi dovesse decidere di percorrere la tratta ferroviaria da Trapani a Gela, molto più breve della Napoli-Milano, impiega dalle 6 ore e 47 minuti, alle 7 ore e 44 con rispettivamente, due e tre cambi di treno. Se poi un turista, dovesse decidere malauguratamente di percorrere la stessa tratta, ma passando per Messina attratto dalle bellezze delle coste siciliane, i tempi di percorrenza possono andare dalle 9 ore e 55 minuti, alle 12 ore e 37 minuti, con un cambio treno, treno che in tutti i casi non è mai un Eurostar. Ma questo percorso da discesa agli “inferi” non riguarda solo una Regione come la Sicilia, ma anche tratte che teoricamente dovrebbero essere “più appetibili”  economicamente, come quelle che partono dalla Capitale per raggiungere Regioni del Sud.  Sulla tratta Roma-Messina, se va bene, si hanno tempi di percorrenza di 6 ore e 35 minuti, se va male, di 9 ore e 19 minuti. Il tutto accompagnato da una progressiva dismissione di intere stazioni, di riduzione dei vagoni e annullamento di interi treni. Il diritto alla mobilità, per Adiconsum, è un diritto primario delle persone e delle famiglie. Uno Stato civile non può non investire in infrastrutture e servizi, che garantiscano questo diritto a tutti. Anche le Regioni devono fare la loro parte, garantendo livelli di dignità  e di sicurezza per i pendolari, troppo spesso costretti  a subire i brandelli di un trasporto ferroviario lasciato, in alcune tratte, a se stesso.

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Infrastrutture in Sicilia, nemmeno l’ombra

Posted by fidest press agency su domenica, 30 agosto 2009

Dopo la prima inaugurazione della Frecciarossa a Milano nel dicembre scorso, l’amministratore delegato di Trenitalia M.Moretti, si appresta anche a dicembre di quest’anno ad inaugurare a Torino, la nuova linea ad alta velocità Torino-Salerno avvicinando così le grandi città Torino-Milano-Bologna-Firenze-Roma-Napoli-Salerno e mettendo in questo modo a disposizione di queste grandi città, una specie di metropolitana veloce lunga oltre mille chilometri, considerato che da Roma Termini a Milano ci vorranno tre ore, da Rogoredo a Roma Tiburtina 2 ore e 50. Mentre in Italia avviene tutto questo, la Sicilia, i siciliani e la politica siciliana stanno a guardare. Considerato che le nostre ferrovie risalgono al 1800 e che per percorrere Palermo-Messina 232 km occorre impiegare almeno 5 ore e 30, da Messina a Siracusa 182 km quasi 4 ore, da Catania a Palermo 243 km oltre 6 ore. Disattenzioni, errori, scarso interesse da addebitare, certamente ad una classe politica siciliana, regionale e nazionale, che non ha fatto nulla per far realizzare infrastrutture importanti per far decollare lo sviluppo economico-sociale della Sicilia, almeno per cercare di ridurre l’enorme divario infrastrutturale tra nord e sud. Alcuni esempi: il raddoppio ferroviario Messina-Palermo (legge obiettivo 1) a che punto è, e da quanti anni è in costruzione, e quando si pensa di finirlo? Il completamento del raddoppio ferroviario Messina-Catania-Siracusa nel tratto Fiumefreddo di Sicilia (CT)-Giampileri (ME) e targia-Siracusa che da otre vent’anni se ne parla ma ad oggi è ancora incompleto, e la cosa grave è che sono scomparsi i 1970 milioni di euro previsti nel contratto di programma quadro per il completamento. Nel panorama ferroviario nazionale la Regione Sicilia si trova all’8° posto, dopo Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio, Emilia Romagna, Veneto, Campania, per la lunghezza complessiva dei binari, ed al 5° posto per le linee ferroviarie in esercizio dopo Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio, mentre è al 16° posto con 169 km. (12%) di linea a doppio binario su 1378 km. a seguire Sardegna, Molise, Basilicata e Valle d’Aosta. (dati sulle linee rilevati dal sito di Rete Ferroviaria Italiana aggiornato a gennaio 2009).  I siciliani, anch’essi cittadini italiani sono costretti a subire da troppo tempo le conseguenze di questi ritardi infrastrutturali ed è compito dei nostri rappresentanti politici siciliani (comunali, provinciali, regionali e nazionali) rimuovere gli ostacoli di ordine sociale ed economico, così come recita l’art. 3 della Costituzione Italiana. Non vorremmo che le infrastrutture di cui i Siciliani e la Sicilia aspettano da quarant’anni, viaggiassero solo sui binari delle varie campagne elettorali.  (Giosuè Malaponti Coordinatore Comitato Pendolari Siciliani) http://pendolarisiciliani.blogspot.com

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