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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘perfezione’

L’uomo tra ideologia ed anti-ideologia

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2009

Il primo è certo di realizzare la totale felicità, per pochi o per tutti, con lo “uomo nuovo”. Il secondo si trova concentrato nella decisiva domanda: la persona umana, ogni persona umana, è o non è strumentale nel processo storico, funzionale ad una classe, struttura, ceto, apparato? Ernst Bloch coglie in questo modo il senso metafisico del marxismo, di quel marxismo antropologico che è sopravvissuto al marxismo politico. Ed è in rapporto al pessimismo antropologico, come sappiamo, che Machiavelli ed Hobbes hanno fondato la scientificità avalutativa del potere. Come estremo rimedio alla “guerra civile” permanente, al liberismo esistenziale estremizzato. Sono, in definitiva, tutte condizioni volte alla continua ricerca della perfezione. La costante di un bisogno che intende comprendere come “non è rendere giustizia” ma “essere giusto”. Ricercare la libertà come elevazione. In questo senso la natura dell’uomo è spirituale, perché legata alla sua cultura. Da Dio come “Ens perfectissimum” a Dio come libertà. Come potenza sul futuro: fiat voluntas tua.

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Il senso della ragione

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2009

Editoriale fidest. Credo che il più grande impulso alla conoscenza sia venuto dalla filosofia greca ai tempi di Platone, Socrate e Aristotele. Da allora tutto si è tinto con i colori della cultura greca e persino i dottori della chiesa di Cristo ne hanno assorbito l’essenza volgendola a loro favore. Se ci limitiamo a considerare solo l’aspetto politico del governo della cosa pubblica da ciò che ci è stato tramandato emerge inevitabile l’assillo di sempre: avere la possibilità d’essere governati da uomini giusti e saggi. Non a caso tutte le volte che per un segno degli eventi, pur casuale, noi abbiamo sperato di imbatterci nell’uomo della provvidenza, abbiamo finito di ritrovarci  con l’amaro in bocca. Ci è mancata la consapevolezza che non è possibile immaginare che si possa trovare in un solo essere umano la quintessenza della perfezione. Pretendiamo troppo dal nostro simile e da noi stessi. Alla fine corriamo il rischio di vedere il male anche dove non vi è. Altre volte ci comportiamo come colui che vede la pagliuzza nell’occhio del nostro vicino e non la trave nel nostro. A mio avviso queste pretese e queste “sviste” non ci permettono di capire che esiste un altro aspetto che abbiamo trascurato e che è molto importante. Quanti onesti circolano nel mondo? Sono sicuro che sono tanti eppure si parla poco di loro. Sono gli altri ad essere citati, a riempire le pagine dei giornali, a suscitare in noi emozioni e persino ammirazione per le loro gesta pur deprecabili, dal punto di vista morale, se non di rilevanza penale. Questo accade, a mio avviso, perché due sono i punti deboli dell’ingranaggio dei buoni: il loro spirito gregario e la loro tendenza ad affidare ad altri il compito del battistrada. Per essi la politica va praticata da persone smaliziate, senza molti scrupoli morali. Essi non vedono nella politica ciò che è più importante poiché è la proiezione della loro vita domestica, del loro lavoro, dei loro rapporti sociali e culturali. Non si può affidare ad un ladro la chiave della propria casa e pensare che prima o poi non venga svaligiata. Bisogna, invece, battersi per una “cultura del cambiamento” che sappia far emergere la parte retta della società. Una parte trasversale alle professioni, alle arti e alla stessa cultura e politica e a farlo con gli strumenti che oggi internet ci offre favorendo le conoscenze, lo scambio di opinioni, la ricerca del buono che c’è in noi e per affinare la nostra stessa capacità di riconoscere le virtù degli altri e nell’isolare i masnadieri di turno. Se operiamo in questo modo non avremo, di certo, l’uomo perfetto, ma probabilmente l’uomo più sincero e fondamentalmente onesto. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.ti)

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Luciano A. Laffi Senza spazio nè tempo

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2009

laffiRoma fino al 27/6/2009 Galleria Il Mondo dell’Arte -Palazzo Margutta Via Margutta, 55 Nel corso della personale, in programma a Via Margutta 55, saranno esposti oltre 70 pezzi tra scatti fotografici e lavori d’arte digitale. Uno spazio sarà dedicato anche ai quadri di Francesca Fara  L’esposizione, presenta un’ampia raccolta di immagini e lavori grafici – circa 70 pezzi – dai quali emerge con forza non solo la vena creativa di Luciano ma l’artista stesso. Cosi’, accanto a pareti create con giochi di luci fatti sul suo volto, trovano posto ali di farfalle ritoccate con i disegni dei suoi occhi e tanti altri preziosi scatti che ritraggono alla perfezione il mondo in cui credeva Luciano: un luogo dove tutto e’ possibile, dove ci si puo’ librare in totale libertà, senza vincoli e costrizioni, dove spazio e tempo non esistono.  -Con la scomparsa di Luciano – hanno spiegato i genitori – sentivamo l’esigenza di dedicargli qualcosa che riuscisse a tenerlo vivo nella memoria di tutti, non solo attraverso i ricordi della famiglia e degli amici, ma anche realizzando qualcosa che si potesse ”toccare” con mano. E’ per questo che, dopo lunghe riflessioni, e’ nata l’associazione ”Senza spazio ne’ tempo” attraverso la quale, oltre che continuare a ricordarlo, dare la possibilità a tanti giovani artisti di esporre le proprie opere pur non avendone la disponibilità-.  Alla mostra – grazie alla disponibilità dell’Associazione -Senza spazio ne’ tempo-, nata in memoria di Luciano Laffi – saranno esposte anche opere della pittrice Francesca Fara. (laffi)

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A Palazzo Margutta “Senza spazio né tempo”

Posted by fidest press agency su martedì, 16 giugno 2009

farfalleRoma, 20 giugno 2009  dalle 18.30 alle 22.00 Palazzo Margutta Via Margutta 55 la Galleria “Il Mondo dell’Arte” ospita una mostra personale dedicata a Luciano A. Laffi, artista recentemente e prematuramente scomparso. L’esposizione, presenta un’ampia raccolta di immagini e lavori grafici – circa 70 pezzi – dai quali emerge con forza non solo la vena creativa di Luciano ma l’artista stesso. Così, accanto a pareti create con giochi di luci fatti sul suo volto, trovano posto ali di farfalle ritoccate con i disegni dei suoi occhi e tanti altri preziosi scatti che ritraggono alla perfezione il mondo in cui credeva Luciano: un luogo dove tutto è possibile, dove ci si può librare in totale libertà, senza vincoli e costrizioni, dove spazio e tempo non esistono. Alla mostra – grazie alla disponibilità dell’Associazione “Senza spazio né tempo”, nata in memoria di Luciano Laffi – saranno esposte anche opere della pittrice Francesca Fara. A curare l’allestimento dell’intera esposizione i galleristi Remo Panacchia e Adriano Chiusuri e il Maestro Elvino Echeoni, direttore artistico de “Il Mondo dell’Arte”, che – da anni – propone nella sede espositiva di Via Margutta artisti professionisti, Maestri che hanno portato l’arte italiana nel mondo. (farfalle)

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