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I distretti difficili, una sfida per la medicina estetica

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 Mag 2015

botulinoIl distretto difficile per eccellenza è la regione peri-orbitaria, cioè l’area intorno all’occhio la zona delle occhiaie, la zona del margine dell’occhio e della palpebra, la zona del sopracciglio. Il sopracciglio è una zona molto mobile, che può essere aiutata sicuramente dalla tossina botulinica; quando questa non è più sufficiente è necessario però intervenire con i filler di sospensione, i filler di acido ialuronico o di idrossiapatite di calcio. Infine è possibile ricorrere anche alla correzione chirurgica.Per quello che riguarda le occhiaie, queste sono sempre state un challenge per il medico estetico perché quest’area non è facile da trattare, ma anche perché è una zona che si edemizza molto facilmente. Di conseguenza, se non si usa un prodotto adatto, è facile che si sviluppi facilmente un edema (primo tra tutti con l’acido ialuronico). Le sostanze che abbiamo a disposizione per correggere questa regione non sono moltissime: acido ialuronico, idrossiapatite di calcio, policaprolattone, carbossimetilcellulosa. Adesso sta tornando di moda anche l’agarosio, una sostanza uscita qualche anno fa. Il successo della correzione, in particolare in quest’area, è molto una questione di tecnica e soprattutto di corrette indicazioni. La soluzione per le occhiaie va ritagliata su misura in base alle caratteristiche del paziente e sarà naturalmente diversa per chi ha le occhiaie con la pelle sottile, quelle con la pelle spessa, le occhiaie con gli occhi gonfi e le borse. Quindi, come sempre in medicina estetica, prima di fare un trattamento, è necessario studiare bene il paziente, porre una corretta diagnosi. Perché le occhiaie possono essere dovute a numerosi fattori: un legamento orbitario troppo corto, o dalle borse che iniziano ad essere preminenti, o dalla cute scura, dalla pelle molto sottile che lascia vedere in trasparenza un vaso, o da una pelle spessa con un legamento molto tirato. Le cause delle occhiaie sono quindi moltissime e, a seconda del fattore preponderante, si andrà a scegliere il prodotto e la tecnica più giusta. E’ fondamentale un’approfondita conoscenza del distretto da un punto di vista anatomico.La regione delle tempie, veniva trascurata fino a qualche tempo fa. Ma oggi non più. Una tempia incavata conferisce infatti un aspetto ‘vecchieggiante’. Anche in questo caso, non esiste un’unica tecnica di correzione o il prodotto migliore; la chiave del successo è solo lo studio approfondito del soggetto in rapporto all’origine dell’inestetismo.
Sono diverse le possibilità di trattamento. Si può riempire in profondità, tra osso e muscolo temporale, o tra muscolo temporale e la pelle. Se oltre a questa depressione ci sono delle vene evidenti, se la pelle è sottile bisogna stare attenti, ma se la pelle non è sottile si può tranquillamente riempire in superficie in modo che si scolli un po’ la pelle dal vaso e il vaso si mimetizzi un po’. Linea mandibolare (i cosiddetti ‘bargigli’). Anche questa è una zona difficile. In genere sono due gli errori che fanno spesso a questo livello. Il primo è di tentare di correggere i bargigli con il filler, che non sono indicati in questa regione perché il bargiglio non è una depressione, non è una ruga, ma una zona in cui il tessuto si accumula perché qui c’è un legamento, al di sotto del quale il tessuto non ‘scivola’, si blocca, altrimenti il mento comincerebbe pian piano ad allungarsi. Il riempimento quindi rappresenta una sorta di camouflage, più che una correzione vera e propria. Ma oltre un certo livello questo camuffamento non funziona più, quindi è inutile continuare a riempire quando il bargiglio è troppo grande. E’ necessario semmai rimodulare tutto il bordo mandibolare e tra l’altro deve essere fatto in associazione ad un rimodellamento della zona zigomatica è prezigomatica, cioè tra il naso e lo zigomo. Ma questo non significa, come pensano alcuni, riuscire a tirare su il bargiglio riempendo gli zigomi. A volte i pazienti che lo chiedono; ma bisogna essere bravi a dire no. Altrimenti si cade nell’eccesso e nel conseguente inestetismo di alcuni famosi personaggi del mondo dello spettacolo o della televisione.La correzione medica del collo, continua ad essere un problema. Le tecniche chirurgiche sono certamente molto efficaci ma, grazie a nuove metodologie che continuano a dare conferme sia sulla bontà dei prodotti sia sull’affinamento delle metodiche di utilizzo, si cominciano ad ottenere discreti risultati, anche in ambito di medicina estetica.
Certo il collo va trattato tempestivamente, senza aspettare che diventi cadente. E’ necessario sottoporlo ad una buona manutenzione, alla base della quale c’è sicuramente una buona idratazione della cute. Questo implica il ricorso alla biostimolazione, all’acido ialuronico, al plasma arricchito in piastrine (PRP) che, analogamente alle cellule staminali del tessuto adiposo, rappresenta la più grossa novità in medicina estetica ormai da qualche anno a questa parte. E quest’anno in particolare al congresso della SIME saranno presentati dei risultati decisamente importanti sia sul viso che sul collo. Dopo essere riusciti a garantire e mantenere un buon il trofismo cutaneo a livello del collo, si può passare al trattamento con i fili (il cosiddetto soft lift), sia quelli di sospensione, che di biostimolazione, quali quelli in polidiossanone (PDO). Questi fili provocano produzione di collagene tale da ridare un po’ di spessore alla pelle; vengono usati in particolare quando la pelle è molto sottile. Con i fili di sospensione si riescono ad ottenere dei risultati discreti che durano circa 6 mesi – un anno. Anche i costi sono contenuti e nel range di quelli della medicina estetica. I fili costano infatti 200-300 euro l’uno e per il collo se ne usano 2-3 per il collo.

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