Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘pericolo’

Il terrorismo è e resta un pericolo incombente per il nostro Paese

Posted by fidest press agency su sabato, 9 febbraio 2019

Nonostante sia fino ad oggi rimasto indenne dai sanguinosi attacchi che hanno funestato l’Europa, non può e non deve abbassare la guardia e anzi, deve investire e puntare più che mai sul rafforzamento di organi e misure deputate a combatterlo, a prevenirlo e sconfiggerlo. Puntare, soprattutto, sulla maggior formazione possibile delle Forze di Polizia che hanno in mano le redini della sicurezza del Paese. E’ questa la sintesi di quanto emerso al convegno organizzato a Ravenna dall’Fsp Polizia di Stato, Federazione sindacale di Polizia, che non a caso ha scelto proprio il terrorismo come tematica su cui incentrare la giornata di studio, valida come aggiornamento professionale per gli oltre cento poliziotti presenti.E l’importanza della formazione sulla più attuale minaccia dei nostri giorni è stata sottolineata dai rappresentanti dell’Fsp presenti, a partire dal Segretario provinciale, Caterina Durante, che ha introdotto il convegno, passando dal Segretario Nazionale, Gianni Pollastri, che lo ha moderato, fino al Segretario Generale, Valter Mazzetti il quale, nel suo intervento, ha voluto rimarcare anche la fondamentale importanza di un’azione forte e coesa contro il terrorismo all’interno dei confini nazionali ma anche al di fuori di essi: “La tenuta e l’efficienza dell’intero sistema contro un nemico comune passa per la salda unità d’intenti di chi lo governa a tutti i livelli. La sicurezza – ha detto il leader dell’Fsp Polizia – è e deve restare un patrimonio intoccabile del Paese e dei cittadini, e non può tollerare di essere strumentalizzato ai fini della contrapposizione di ideologie politiche. E’ ora che la politica si assuma le proprie responsabilità perché garantire la sicurezza non può ricadere sulle sole spalle, sulla sola professionalità e sul solo ‘volontariato’ dei lavoratori in uniforme. Non c’è alcun dubbio che la migliore arma per fronteggiare ogni forma di terrorismo è quella della coesione politica, di un migliore scambio di informazioni tra le intelligence dei vari paesi e di una legislazione europea più omogenea”.E il valore dello scambio di conoscenze in materie come quella di terrorismo è stato sottolineato anche da Tony Capuozzo, giornalista e scrittore, il cui intervento ha impreziosito il convegno dell’Fsp. Partendo dalla presentazione del suo libro “La culla del terrore”, il famoso inviato di guerra ha potuto esporre nella Sala stampa della Questura di Ravenna letteralmente gremita, messa a disposizione dal Questore Rosario Russo, una vasta esperienza in materia di terrorismo internazionale accumulata sul campo. Una conoscenza del fenomeno che ha consentito a Capuozzo di fornire una testimonianza diretta rispetto al terrorismo islamista, di cui è stato possibile intravedere la fisionomia con descrizioni vivide e concrete, al fine di saper meglio identificare e distinguere la “parte buona di quell’islamismo cultore della propria fede, da quelle manifestazioni di fanatismo che sono alla base di una minaccia ancora terribilmente attuale”. Una minaccia rispetto a cui, ha rimarcato Capuozzo, “nessuno può dirsi al sicuro per sempre”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Libertà di stampa? In pericolo persino in Francia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 dicembre 2018

I giornalisti denunciano una situazione “inedita” per il diritto di cronaca in Francia. Quattro sindacati di giornalisti – SNJ e le branche sindacali delle tre grandi confederazioni sindacali del settore (CGT, CFDT, FO) -, come riportato tra l’altro dal quotidiano “Le Monde”, hanno denunciato lunedì 10 con un comunicato la situazione “inedita” nell’esercizio della professione giornalistica verificatasi sabato 8 dicembre a Parigi.
Sono stati subito supportati dalla Federazione europea e mondiale dei giornalisti (FEJ e FIJ), mentre fin qui tace pudicamente la Federazione nazionale della stampa italiana, molto più “abituata” a tacere di fronte alle angherie del potere, sia economico che politico.
“È totalmente inaccettabile, in una democrazia e in uno stato di diritto, che i poteri pubblici non garantiscono la libertà di informare”.La denuncia illustra i caso di due fotografi del Parisienne, colpiti intenzionalmente dalle “balle defense” (come peraltro accaduto a manifestanti pacifici e inermi, come testimonia questo video).Inoltre, un fotografo del Journal de Dimanche è stato ricoverato dopo le percosse subite da un agente dei CRS. Altri quindici giornalisti avrebbero subito violenze.Ad alcuni giornalisti è stato intimato di disfarsi dei propri indumenti protettivi, prima della manifestazione, sotto la minaccia di essere posti in stato di fermo.Sembra evidente che l’accanimento su fotografi e operatori video sia motivato dalla volontà di non lasciare “tracce” inconfutabili del proprio comportamento violento e illegale.I quattro sindacati chiedono spiegazioni alle autorità sulle indicazioni date agli agenti sabato e hanno invitato i colleghi a segnalare le varie violazioni. Un episodio inquietante, che insieme alla negazione preventiva della libertà di manifestare denunciata da alcuni legali, e i numerosi episodi di violenza sui manifestanti tutti documentati da video e foto, danno il senso di una pericolosa involuzione delle minime garanzie democratiche in Francia.

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

720mila bambini rohingya in pericolo

Posted by fidest press agency su sabato, 24 febbraio 2018

Secondo l’UNICEF sono necessari sforzi immediati per aiutare oltre 720.000 bambini rohingya minacciati sia dall’arrivo della stagione dei cicloni in Bangladesh, sia dalle continue violenze e dal diniego dei loro diritti di base in Myanmar.In un rapporto, “Vite nel limbo” (serie CHILD ALERT), lanciato oggi dall’UNICEF a sei mesi dall’inizio dell’ultimo esodo di rifugiati rohingya nel Bangladesh meridionale, l’UNICEF afferma che le inondazioni causate dalla prossima stagione dei cicloni potrebbero abbattersi sui fragili e poco salubri campi dove vive la maggior parte dei rifugiati, aumentando la probabilità di epidemie di malattie legate all’acqua e costringendo le cliniche, i centri per l’apprendimento e altre strutture a chiudere.Secondo il rapporto, è stato stimato che circa 185.000 bambini rohingya sono rimasti nella Stato di Rakhine nel Myanmar, spaventati dalle violenze e dagli orrori che hanno spinto tanti dei loro parenti e vicini a scappare. In Bangladesh, si stima ci siano circa 534.000 bambini rifugiati rohingya provenienti da flussi precedenti e dell’anno passato.“Circa 720.000 bambini rohingya sono essenzialmente in trappola – o circondati dalla violenza e costretti a sfollamenti forzati all’interno del Myanmar o bloccati in campi sovraffollati in Bangladesh perché non possono tornare a casa”, ha dichiarato Manuel Fontaine, Direttore dei Programmi di Emergenza dell’UNICEF.“Questa è una crisi che non ha soluzioni rapide, potrebbero volerci anni prima che si risolva, a meno che non ci sia uno sforzo concertato per affrontare le cause alla radice.”
Secondo il rapporto, i rohingya sono un popolo alla deriva, cacciati dalle loro case e comunità, intrappolati in un limbo e privati dei loro diritti di base, mentre affrontano nuove minacce per la salute e le loro vite. L’UNICEF chiede al Governo del Myanmar di porre fine alle violenze e di affrontare quella che definisce una crisi dei diritti umani nello Stato del Rakhine, facendo riferimento alle restrizioni per la libertà di movimento del popolo rohingya, all’accesso estremamente limitato alle cure mediche, all’istruzione e ai mezzi di sussistenza, e alla dipendenza che ne deriva dal supporto umanitario.Secondo il rapporto, il riconoscimento dei diritti di base del popolo rohingya potrebbe creare le condizioni necessarie per il ritorno dei rifugiati alle loro case in Myanmar.“Le persone non torneranno a casa se non sarà garantita loro sicurezza e incolumità, se non sarà riconosciuta la loro cittadinanza, se non potranno mandare i propri bambini a scuola e avere la possibilità di un futuro”, ha dichiarato Fontaine.Da agosto 2017, la mancanza di accesso a diverse parti dello Stato di Rakhine ha severamente limitato il lavoro dell’UNICEF e di altre agenzie umanitarie. L’UNICEF afferma che l’accesso immediato e senza impedimenti a tutti i bambini nello stato è imperativo, così come lo sono gli sforzi a lungo termine per affrontare le tensioni fra le comunità e promuovere la coesione sociale.In Bangladesh, gli sforzi per portare aiuti, guidati e supervisionati dal Governo, hanno evitato il disastro, mentre 79.000 rohingya sono stati accolti dalle comunità locali. L’UNICEF costituisce una parte di un’enorme risposta internazionale, supportando lo scavo di pozzi, l’installazione di migliaia di latrine e campagne di vaccinazione per proteggere i bambini dal colera, dal morbillo e da altre malattie.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Quanto c’è di vero nel pericolo “Caterina”

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 giugno 2017

robotFacendo zapping tra i tanti canali culturali che offrono la piattaforma Sky, la mia attenzione è stata rapita da un programma appena iniziato, sulle intelligenze artificiali e il rischio dei posti di lavoro. Sono stati mostrati molti esempi di come questi androidi saranno sempre più presenti nella nostra vita. Dalla Russia è stata mostrata una particolare stampante 3D in grado di plasmare moduli abitatitivi in 12 ore. Un innovazione futuristica che mi ha fatto riflettere, quante esigenze abitative di persone colpite dall’ultimo terremoto si sarebbero potute soddisfare piuttosto che lasciarle nei mesi invernali al gelo? Si poteva realizzare 1 modulo al giorno con una cifra irrisoria e togliere dai container e roulotte famiglie con bambini piccoli e vecchi. Un brevetto intelligentissimo per far fronte alle prime emergenze. È ovvio che sono immobili utili solo in casi di eventi particolari, infatti tutto sembra piuttosto che una abitazione, anche se l’interno è dotato di tutti i comfort, persino i condizionatori. Non si può pensare che questo tipo di stampante 3D possa togliere il lavoro, per il suo installaggio c’è bisogno di operai, montatori, elettricisti, idraulici e tecnici esperti. Piuttosto sono un valido supporto per l’uomo. Ma il format era più focalizzato ad alimentare le previsioni fosche per i lavoratori, appena queste innovazioni tecnologiche entreranno nel circuito della produzione. Tra gli analisti presenti in studio c’è chi ventilava una perdita del 50% dei posti di lavoro attualmente esistenti. C’è chi faceva notare come questi robot tolto il costo iniziale che si ammortizza facilmente, al datore di lavoro non comportavano costi per di malattie, ferie pagate, stipendi tutte voci che vengono abolite sulle spese in uscita. Unici costi da sopportare la manutenzione periodica. Io non credo che le macchine possano sostituire l’uomo, certo c’è da dire che senza l’era dei computer la scienza non avrebbe fatto passi da gigante in ogni campo, medico, tecnologico, farmaceutico, edilizia, aerospaziale, navale ecc ecc. Forse chi veramente sarà penalizzato sarà il sindacato che vedrà venir meno la “tangente legalizzata” che il lavoratore mensilmente si vede decurtare dalla propria busta paga. La storia dovrebbe essere nostra maestra di vita e se andiamo a ritroso, possiamo notare che dall’avvento delle nuove tecnologie con la rivoluzione industriale è scomparso il lavoro fordista ma non è stato soppiantato, come pure con l’era dei computer non si è persa occupazione. Quindi vorrei capire come i teorici della cospirazione affermano che le intelligenze artificiali avranno ricadute pesanti sull’occupazione.Anzi mi dovrebbero spiegare questi analisti catastrofisti che ho ascoltato nel format, come mai in Europa e Stati Uniti la crescita della produttività si è congelata, pure in presenza di uso smodato di innovazioni tecnologiche. Partendo dal loro assunto, le intelligenze artificiali si sarebbero dovute riflettere, in un aumento della produttività totale dell’economia, vi risulta, dati alla mano che sia vero? A me che sono un analista attento, riflessivo e critico, non sembra di assistere a questa esplosione della produttività. Anzi il contrario basta leggere i dati economici, essi non fotografano nessun informazione in tal senso. Quello che noto e mi fa riflettere, non si fa in tempo a mettere sul mercato un robot che dopo qualche mese è gia superato. Secondo voi a questo punto conviene ad un imprenditore continuare ad aggiornare le macchine, hardware e software continuamente per non veder collassare la sua catena di montaggio? Si è pur vero che all’operaio l’imprenditore non da più il pane, però è altrettanto vero, che trimestralmente i suoi robot hanno bisogno del visagista, del persanal training, di abiti griffati, ben più cari del panino. Quindi penso ci voglia molta più moderazione nell’affrontare il problema, che, secondo me è stato affrontato solo generando allarmismo inopportuno.
A questo punto mi sbilancio nelle mie analisi e vado contro corrente, penso che queste nuove tecnologie per funzionare necessitano di continui costosi upgrade, che ritengo che dopo lo stupore iniziale rappresentato dall’avvento delle intelligenze artificiali, per i motivi sopra esplicati, entreranno a passo di lumaca nel circuito produttivo.
robotIn uno dei servizi sono state mostrati quei profili professionali destinati a scomparire, l’agente assicurativo, il bancario, la badante che verrà sostituita da un robot capace di prendersi cura di un anziano, sperando che non diventi gelosa, al mondo d’oggi basta poco per farsi cogliere da gelosia, ricordo un bellissimo film di Alberto Sordi, “Io e Caterina” la storia di un uomo che aveva per domestica un robot, talmente sofisticato che si era umanizzato, ricordo un fotogramma in cui Caterina, colta da gelosia scatena la sua rabbia sul povero Albertone. Se si umanizzano troppo i nostri robot rischiamo di esserne sopraffatti e Sordi descrive con la sua ironia che lo ha sempre contraddistinto, il pericolo. Ci mancavano pure i robot ad essere gelosi non bastavano gli umani da cui siamo circondati. Quello che nel servizio è mancato a mio parere, è l’aver esaminato le nuove professioni che si andranno a creare con l’avvento dei robot nella vita quotidiana.
Queste nuove professioni, che oggi non riusciamo nemmeno a immaginare, andrebbero a compensare, se non in parte, quei profili professionali che andranno a scomparire spazzati via dalle intelligenze artificiali, di cui le nostre tasche beneficeranno. Lo abbiamo visto con la diffusione della rete, che ci permette di prenotare viaggi, effettuare operazioni bancarie, fare acquisti, pagare bollette, prenotare visite mediche, ricevere referti e cartelle sanitarie, ecc ecc. Ma tutto quello che gira sul rete ha bisogno di un motore e a questo pensano le nuove figure create in questi anni, tecnici e ingegneri informatici, ingegneri di area, determinanti in ogni azienda per gestire tutto il ciclo produttivo. La rivoluzione del computer e del web ha permesso di armonizzare gli archivi, non si conservano più montagne di carta che costringevano con una certa cadenza le imprese a ricercare locali sempre più ampi. Oggi tutto è digitalizzato in una memoria di massa può essere contenuto l’intero archivio che richiederebbe enormi locali. I castrofisti di cui ho le scatole piene, dovrebbero effettuare un rewind alla loro memoria, e ricordare cosa accadde nel decennio 1994-2004 in cui nonostante tutti gli scenari apocalittici che circolavano, la produttività non cadde per colpa dei robot ma per mancanza di domanda. I cospiratori dimenticano che l’economia necessita di due elementi fondamentali che devono incontrarsi “Domanda” e “Offerta”, non si può pensare di produrre di più in assenza di domanda, sarebbe un suicidio per l’imprenditore, ma neppure si può pensare di fare impresa senza conoscere il mercato. Oggi infatti ci troviamo ad una trasformazione dell’imprenditore, come abbiamo imparato a conoscerlo. Quelli che attualmente operano hanno una visione corta del mercato, e sono più finanzieri che imprenditori.
State tranquilli cospiratori, le rivoluzioni tecnologiche non sostituiscono il lavoratore, tutt’al più affiancano il lavoratore, guardate il lato positivo, ma togliete prima quegli occhiali da jettatori, le rivoluzioni tecnologiche sono state sempre positive: migliorano la produttività, riducono il tempo necessario per produrre beni e servizi, migliorano il benessere del lavoratore. L’aumento della produttività, ignoranti di analisti, non è una offesa, riduce la riduzione dei prezzi tutto a vantaggio dei salari e della riduzione del lavoro visto che generano maggiori utili per le società. Non spreco neppure tempo
robotsa commentare la castroneria detta da Bill Gates, il patron di Microsoft, che ha avanzato l’idea di tassare i robot che andranno a sostituire il lavoro umano, tale stronzata è stato il cavallo di battaglia del candidato socialista alle presidenziali francesi, Benoit Hamon, il quale nel cimentarsi in questo tema da puro incompetente, ha farneticato, che la prossima rivoluzione tecnologica, cambierà il nostro modo di vivere e di lavorare. Pertanto è necessaria una tassazione sui robot per mantenere invariate le entrate fiscali degli Stati. Abbiamo visto cosa hanno provocato nel partito socialista francese, le proposte del candidato Hamon, l’estinzione dello storico partito socialista A questo ministro vorrei ricordare senza ricorrere a fantasticherie, che ci sono metodi più alla portata di tutti per gestire l’equilibrio robot-uomo, basta intervenire sul monte ore delle ore di lavoro, sulla redistribuzione dei redditi e come terza misura, la formazione. Ritengo che sia fondamentale pensare a distretti industriali con annesse scuole collegate, in cui lo studente nel corso scolastico, ha possibilità di studiare e partecipare a stage formativi all’interno dell’azienda del distretto. È chiaro che questo processo di nuova industrializzazione non è adatto all’attuale mondo economico. Bisogna ripensare a nuovi sistemi, in quanto la mia proposta di redistribuzione dei redditi e la riduzione dell’orario di lavoro non sono attuabili in un’economia globale come è quella attuale, in quanto i costi che peserebbero sulle imprese, renderebbero meno competitive le aziende che si affidassero a tali politiche economiche, ma la mia analisi non è riferita ad una economia globale, di cui tutti hanno visto i disastri che ha provocato, a fronte della ricchezza di pochi si è avuto una povertà di massa. Il mio concetto, però, ritengo che diventa efficiente in una economia glocale, dove i mercati interagiscono a livello di macro regioni. A questo punto non ci sarà più una corsa al ribasso dei salari, al contrario entra in gioco un fattore determinante, “la meritrocazia” che porta a produrre prodotti di alta qualità a prezzi bassi proprio per quella innovazione tecnologia frutto di quelle nuove tecnologie che tanto terrorizzano gli analisti, che ho avuto modo di ascoltare infastidito per la superficialità nell’affrontare problemi sociologici ed economici così importanti. In conclusione, ritengo giusto che si discuta sulle misure necessarie per gestire la prossima rivoluzione tecnologica, ma ritengo prematuro accreditare la previsione nefasta che le nuove macchine intelligenti, provocheranno un’enorme distruzione di posti di lavoro, come volevano farci credere gli intervenuti al format televisivo. Maurizio Compagnone (Opinionista della Gazzetta italo brasiliana)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Bambini in pericolo a causa del conflitto a Mosul Ovest

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 giugno 2017

iraq-mosul-jpgMosul “Stiamo ricevendo notizie allarmanti sull’ uccisione di civili, tra cui anche diversi bambini, a Mosul ovest. Secondo quanto riferito alcuni sarebbero stati uccisi mentre provavano disperatamente a fuggire dai combattimenti che si stanno intensificando di ora in ora.Le vite dei bambini sono a rischio. I bambini vengono uccisi, feriti e utilizzati come scudi umani. Stanno subendo e assistendo a terribili violenze che nessun essere umano dovrebbe mai vedere. In alcuni casi, sono stati costretti a partecipare ai combattimenti e alle violenze.Si stima che 100.000 ragazze e ragazzi siano in condizioni estreme di pericolo nella città vecchia e in altre aree di Mosul Ovest. Molti sono intrappolati e arrivano di attacchi contro ospedali e altre strutture mediche.Mentre i combattimenti continuano, l’UNICEF chiede a tutte le parti a Mosul ovest di proteggere i bambini e tenerli lontani dalle violenze in ogni momento, rispettando i loro obblighi secondo il diritto umanitario.Attacchi contro civili e infrastrutture civili, compresi ospedali, cliniche, scuole, case e sistemi per la rete idrica dovrebbero finire immediatamente.”L’UNICEF per rispondere ai bisogni urgenti di protezione dei bambini e delle famiglie vulnerabili in fuga dal conflitto, sta garantendo:
– Riunificazione familiare ai bambini che sono stati separati dai loro genitori o da altri componenti della famiglia,
– Assistenza legale ai bambini che sono stati detenuti dalle forze di sicurezza,
– Supporto psicosociale di emergenza e altri servizi specializzati per la protezione dell’infanzia per i bambini vittime di traumi.L’UNICEF sta anche lavorando con i suoi partner per preposizionare aiuti di emergenza – che comprendono acqua e aiuti per l’igiene – lungo le diverse rotte che percorrono gli sfollati per raggiungere quante più persone possibile. Nei campi per sfollati, l‘UNICEF sta garantendo cibo, servizi sanitari di base, acqua e servizi igienico sanitari per supportare i bambini e le famiglie più vulnerabili.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Siria: nella città sotto assedio di Deir Ez Zor oltre 40.000 bambini in pericolo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 gennaio 2017

siria“I bambini che vivono nella città assediata di Deir Ez Zor hanno subito un intenso attacco la scorsa settimana. L’acuirsi delle violenze minaccia le vite di 93.000 civili, compresi oltre 40.000 bambini che non ricevono regolarmente assistenza umanitaria da oltre due anni.
Bombardamenti indiscriminati hanno ucciso dozzine di civili e costretto le altre persone a rimanere nelle proprie case. I prezzi del cibo sono aumentati a dismisura fino a raggiungere livelli tra le 5 e le 10 volte superiori rispetto alla capitale Damasco. La mancanza cronica di acqua sta costringendo le famiglie a raccoglierne altra non sicura dal fiume Eufrate, esponendo i bambini a rischi di malattie legate all’acqua. L’assedio rischia di peggiorare la già difficile condizione nutrizionale dei bambini.L’UNICEF chiede alle parti in conflitto in Siria di liberare immediatamente tutte le città sotto assedio e consentire un accesso sicuro e senza condizionamenti ai bambini a Deir Ez Zor e in tutte le 15 aree sotto assedio nel paese. Non c’è nulla che possa giustificare un assedio e le terribili sofferenze che subiscono i bambini. I bambini della Siria hanno già pagato il prezzo più alto per una guerra che non hanno voluto”.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Quanto sangue ebraico deve ancora scorrere perché si dichiari reato la calunnia secondo cui “la moschea di Al-Aqsa è in pericolo”?

Posted by fidest press agency su sabato, 15 ottobre 2016

vignettaA quanti terroristi verrà permesso di andarsene in giro a uccidere ebrei brandendo questa moderna versione delle calunnie anti-ebraiche medievali, prima che si giudichi oltrepassata la soglia legale dell’”istigazione” all’omicidio?
L’accusa secondo cui lo stato di Israele starebbe tramando per distruggere la moschea di Al-Aqsa o cospirando per alterare lo status quo nel luogo sacro venerato da ebrei e musulmani è una spudorata menzogna. Israele non ha alcuna intenzione di danneggiare la al-Aqsa, e per quanto riguarda lo status quo, se è cambiato negli ultimi tempi è stato a tutto detrimento degli ebrei e dei loro diritti sulla spianata del Monte del Tempio.
Fino a pochi anni fa lo slogan la “al-Aqsa è in pericolo” suonava come una minaccia abbastanza astratta, agitata solo sporadicamente. Ma gli ultimi due anni l’hanno visto diventare una forza trainante che si è tradotta fin troppo spesso in violenza e spargimento di sangue. Decine di terroristi della recente ondata di terrorismo sono scesi per le strade in nome di questa leggenda. Hanno sparato, accoltellato, investito, lanciato pietre e bombe molotov contro gli ebrei perché erano stati indotti a credere, come moltissimi palestinesi, che Israele – che in realtà vieta agli ebrei qualunque minima forma di preghiera sul Monte del Tempio e limita severamente le loro visite al luogo sacro – minacci in qualche modo la moschea di al-Aqsa. L’attentato di domenica nella capitale è stato una diretta conseguenza di questo incitamento all’assassinio, ed è stato preceduto da decine di truci attacchi nella città di Gerusalemme e altrove.
Israele si trova ad affrontare una doppia sfida. In primo luogo, la popolazione palestinese crede davvero a questa calunnia. In secondo luogo, la calunnia va ben al di là dell’istigazione sui social network: dilaga nelle moschee, nelle scuole, nei centri giovanili e domina nei mass-media palestinesi e nelle dichiarazioni dei politici palestinesi, compreso il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) che esorta il suo popolo a “difendere” Gerusalemme e la al-Aqsa dagli ebrei che vogliono “profanarla” e “contaminarla”.
Monitorare l’istigazione on-line è importante, ma non basta. Israele dovrebbe affrontare di petto la questione con una campagna di diplomazia pubblica volta a spiegare la realtà sul Monte del Tempio, e la natura e gli effetti della calunnia palestinese. E dovrebbe aggiornare il diritto penale per generare una vera deterrenza. L’azione dovrebbe essere portata su più fronti: Cisgiordania e paesi arabi, ma soprattutto nella zona est di Gerusalemme dove, contrariamente a quanto credono in molti, la maggior parte degli abitanti vuole solo vivere la propria vita in pace sotto il governo israeliano.
La calunnia circa la al-Aqsa rappresenta un’autentica minaccia terroristica, simile a quella posta da razzi e ordigni esplosivi, e dovrebbe essere trattata come tale. (Fonte: Israel HaYom, 10 Ottobre 2016) (foto: vignetta diffusa da Fatah per celebrare l’attentato a Gerusalemme)

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Congo: democrazia in pericolo

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 ottobre 2016

congoBologna. Sabato 22 ottobre alle ore 11,00, presso la Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio, Piazza Maggiore, si terrà la Conferenza Nazionale “Il Gigante ferito: voci e testimonianze dalla Repubblica Democratica del Congo” nell’ambito della Congo Week, un’iniziativa internazionale, nata “dal basso” nel 2008, che oggi vede la partecipazione e la collaborazione di oltre 500 Università ed Associazioni in più di 70 paesi del mondo. Approdata in Italia solo quattro anni fa, ha l’obiettivo di sensibilizzare la società civile e l’opinione pubblica rispetto alle criticità che insanguinano e destabilizzano in modo profondo la Repubblica Democratica del Congo da oltre cinquant’anni. Il 90% del coltan, il metallo utilizzato per produrre le schede SIM, le batterie dei cellulari e i microchip, è estratto quasi unicamente nell’Est del Paese nella regione del Sud Kivu ed è al centro delle violenze di cui soffre l’intera Nazione.
La scelta della città non è casuale: Bologna, con la sua Università e la sua anima di “città aperta”, è da sempre il centro culturale per eccellenza, riconosciuta, come tale, da tutte le associazioni e istituzioni che prenderanno parte all’iniziativa. Molte le questioni che saranno esaminate nell’incontro bolognese tra queste: l’estrazione delle ricchezze minerarie nella RDC, le elezioni presidenziali spostate ad un’ipotetica data del 2018 e l’empasse istituzionale ed infine i massacri della popolazione a Beni, “area calda” del conflitto odierno.Alla conferenza prenderà parte, fra gli altri, anche l’eurodeputata Cécile Kyenge, che contribuirà con il suo intervento ad arricchire un incontro che già può contare sulla partecipazione di numerose Associazioni, figure istituzionali ed esponenti della società civile italiana e congolese e del patrocinio del Comune di Bologna e della Provincia Autonoma di Trento.
Queste le Associazione che partecipano: John Mpaliza, the peace walking man, FOCSIV – Volontari nel mondo, la Federazione degli Organismi di ispirazione Cristiana, Associazione Tumaini, un ponte di solidarietà ONLUS di Selvazzano Dentro della provincia di Padova, CEFA, Il seme della solidarietà di Bologna, Amici dei Popoli, la ONLUS di Bologna, Rete pace per il Congo di Torrile in provincia di Parma, Cava Coordinamento Associazioni Vallagarina per l’Africa di Trento, Fondazione Internazionale Buon Pastore di Roma, Associazione Maendeleo Italia di Parma.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Pericolo: rumore forte!

Posted by fidest press agency su martedì, 3 marzo 2015

rumoreCome proteggersi dal rumore nella quotidianità: la “giornata internazionale per la cura dell’udito” per sensibilizzare sulla protezione di questo importante senso – I suoni, la musica, il rumore ci circondano nella nostra vita quotidiana, e spesso sono diventati così familiari da passare inosservati. Tutto questo significa che le nostre orecchie, ogni giorno, devono immagazzinare una grande quantità di informazioni e la costante esposizione al rumore può spesso esser causa di grande stress per l’udito. Sia che si tratti di rumori causati dal traffico, di un lettore MP3 a volume troppo alto o della musica ai concerti, un rumore forte comporta un grande sforzo per le nostre orecchie: da qui l’importanza di proteggere l’udito e di prendere provvedimenti non appena esso inizia a deteriorarsi.Per aumentare la consapevolezza circa il problema crescente della perdita d’udito legata al rumore, l’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) nel 2007 ha indetto la “giornata internazionale per la cura dell’udito” (International Ear Care Day), che ricorre il 3 marzo di ogni anno. La campagna di sensibilizzazione, che prevede una serie di numerosi eventi in tutto il mondo, ha l’obiettivo di portare l’attenzione sui rischi che l’uso di apparecchi audio come smartphone o lettori MP3 comporta per il nostro udito, favorendo l’adozione di comportamenti più corretti. L’OMS stima che oggi circa 360 milioni di persone al mondo soffrono di perdita dell’udito. La data del 3 marzo (o 3/3) è stata scelta come “giornata internazionale per la cura dell’orecchio” proprio perché la sua rappresentazione numerica ricorda la forma delle nostre orecchie. I danni causati dal rumore e da apparecchi rumorosi sono spesso sottovalutati; in molti casi possono portare a una graduale perdita dell’udito, anche se le persone colpite spesso realizzano troppo tardi di non essere più in grado di sentire certi suoni. Le persone più a rischio sono quelle che, per lavoro, sono esposte a rumori forti: gli addetti ai lavori autostradali o gli operai che utilizzano macchinari rumorosi, ad esempio, dovrebbero proteggere le proprie orecchie adeguatamente. Macchinari e strumenti come le seghe circolari o i martelli pneumatici facilmente raggiungono un livello di rumore pari a 100 dB, rendendoli rumorosi come un aereo in fase di decollo. In caso di rumore così forte, l’unica soluzione è indossare delle corrette protezioni per le orecchie, come richiesto dalla legge per ogni ambiente di lavoro rumoroso e di cui ogni lavoratore dovrebbe esserne fornito.Tuttavia, si dovrebbe fare attenzione ai rumori forti anche nei contesti extra lavorativi. Sia che si tratti di un’ambulanza che passa a sirene spiegate, un cantiere in strada o il rumore del clacson di un auto, coprirsi le orecchie in queste situazioni sarebbe sicuramente un buon rimedio. Chiunque frequenti discoteche o concerti dovrebbe utilizzare tappi per le orecchie: gli amplificatori moderni posso produrre sino a 110 decibel e oltre, e le nostre orecchie possono danneggiarsi se esposte per troppo tempo a questi suoni. I tappi per le orecchie sono disponibili in numerose tipologie e versioni e possono anche essere personalizzati. Chiunque passi regolarmente del tempo a contatto con ambienti rumorosi dovrebbe averne un paio a portata di mano.
Cosa fare in caso di perdita uditiva? Prima si è consapevoli di una perdita uditiva, più efficacemente è possibile curarla. Se si nota un deterioramento dell’udito è importante rivolgersi al proprio medico e seguirne i consigli: i primi segnali non dovrebbero mai essere sottovalutati. Gli specialisti hanno in adozione metodi professionali che verificano velocemente le funzioni uditive di una persona e possono offrire suggerimenti per affrontare al meglio il problema. Per avere maggiori informazioni sulle fonti più comuni di rumore e consigli utili sull’udito, visitare: http://www.medel.com/it/show/index/id/227/title//

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Cuore a rischio per i bambini con steatosi epatica

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2013

Uno studio della Sapienza su bambini obesi con accumulo di grasso nel fegato rivela danni sia funzionali che morfologici a livello cardiaco
La causa più frequente di malattia epatica nei bambini è la steatosi epatica non alcolica (NAFLD), comunemente conosciuta come fegato grasso. I dati sulla popolazione pediatrica mondiale mostrano come questa patologia colpisca fino al 17% dei bambini sani e al 50 % di quelli obesi. La NAFLD è quindi una patologia emergente, che comprende un ampio spettro di condizioni epatiche; dalla semplice steatosi, alla steatoepatite con necro-infiammazione e fibrosi più o meno avanzata (condizione nota anche come steatoepatite non-alcolica (NASH), fino alla cirrosi. I ricercatori della Sapienza, coordinati da Lucia Pacifico, hanno dimostrato che in età pediatrica la steatosi epatica non alcolica si associa a una precoce alterazione della funzionalità cardiaca indipendentemente dai tradizionali fattori di rischio cardiovascolare.
Lo studio, pubblicato su Hepatology, la prestigiosa rivista dell’Associazione Americana per lo studio delle malattie del fegato, è frutto della collaborazione dei Dipartimenti di Pediatria e Neuropsichiatria Infantile, Scienze della Salute Pubblica e Radiologia di Sapienza Università di Roma insieme all’Istituto di Farmacologia Traslazionale del CNR. I risultati hanno evidenziato che nei piccoli pazienti con NAFLD il danno cardiaco, inizialmente asintomatico, è caratterizzato da un’alterazione della funzionalità diastolica e sistolica del ventricolo sinistro. La gravità di tali anomalie diventa maggiore quanto più severo è il danno epatico. La ricerca è stata condotta su un campione di 126 bambini di cui 108 obesi (54 con evidenza di NAFLD e 54 senza NAFLD) e 18 bambini normopeso. I piccoli sono stati sottoposti a sofisticati esami ecocardiografici come il tissue doppler imaging, e la risonanza magnetica nucleare dell’addome per misurare la frazione di grasso epatico e valutare la distribuzione del grasso addominale. Tra i bambini con NAFLD, 41 sono stati sottoposti ad agobiopsia epatica, permettendo così la diagnosi istologica e la valutazione della severità del danno epatico. Paragonati ai bambini obesi senza coinvolgimento epatico, i bambini obesi con NAFLD mostravano segni ecocardiografici di disfunzione cardiaca, sia diastolica che sistolica. Inoltre,tra i 41 pazienti sottoposti alla biopsia, i 26 bambini con diagnosi di steatoepatite non alcolica mostravano alterazioni funzionali cardiache ancor più gravi dei 15 bambini con semplice steatosi epatica. È emerso infine il dato che le anomalie cardiache risultano essere indipendenti dai tradizionali fattori di rischio cardiovascolare come il sovrappeso e l’obesità, l’ipertensione e l’insulino-resistenza. Le conclusioni dello studio aggiungono un importante tassello alla valutazione diagnostica del piccolo paziente con NAFLD, confermando e dimostrando come questa tipologia di pazienti debba essere esaminata e trattata con un approccio multi-disciplinare e lungimirante, in modo da prevenire sia l’evoluzione del danno epatico sia del danno cardio-vascolare. “L’importanza di un intervento di prevenzione su un target di giovanissima età – spiega Lucia Pacifico – ha notevoli risvolti in termine di salute pubblica, fondamentalmente per due ragioni. In primo luogo, le alterazioni sia epatiche sia cardiache nella fase precoce sono passibili di reversibilità con un trattamento adeguato. In seconda istanza, agire subito significa fare un investimento per il futuro. Vantaggi in benessere ed in economia sono da non sottovalutare: basti pensare che già oggi le malattie cardiovascolari si configurano come prima causa di morbilità e mortalità nei Paesi industrializzati. Tanto più che le misure necessarie a combattere l’obesità, la steatosi epatica e la disfunzione cardiaca sono davvero poco costose in denaro. E’ sufficiente adottare uno stile di vita sano, all’insegna della corretta alimentazione e dell’esercizio fisico.” Left ventricular dysfunction in obese children and adolescents with nonalcoholic fatty liver disease.Pacifico L, Di Martino M, De Merulis A, Bezzi M, Osborn JF, Catalano C, Chiesa C. Hepatology. 2013 Jul 11. doi: 10.1002/hep.26610. [Epub ahead of print] (Professoressa Lucia Pacifico)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Siti internet in pericolo?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2012

Avaaz comunica: “Da un momento all’altro il governo Monti potrebbe approvare una legge che ucciderebbe la libertà di Internet così come la conosciamo oggi: mancano pochi giorni e solo una grande mobilitazione pubblica può fermarlo. Alcuni quotidiani hanno fatto trapelare la bozza di una legge scritta in segreto dal governo che darebbe all’Autorità delle Comunicazioni (AGCOM) il potere di chiudere qualunque sito internet per il semplice sospetto di violazione del diritto d’autore. Le potenti lobby dell’industria e dei media stanno facendo pressione sul governo affinché la legge sia adottata il prima possibile, ma oltre 30 parlamentari hanno lanciato l’allarme e se saremo in tanti ad agire ora potremo convincere il Presidente Monti ad abbandonare la legge bavaglio e a proteggere la nostra libertà della Rete. Lo scorso anno la campagna di Avaaz ha generato un ciclone mediatico enorme e fermato AGCOM dall’adottare di nascosto un regolamento bavaglio simile a questa legge: possiamo farlo di nuovo. Monti è sempre più sensibile all’opinione pubblica man mano che la sua popolarità scende: ora è il momento di farci ascoltare. Clicca sotto per firmare la petizione per chiedergli di abbandonare il bavaglio e salvare Internet: le nostre firme saranno consegnate agli uffici del Presidente, ai ministri chiave e ai media: http://www.avaaz.org/it/monti_save_our_internet/?vl
Senza un effettivo sistema di pesi e contrappesi, AGCOM può diventare una vera minaccia alla nostra democrazia. Nominati dai maggiori partiti, i suoi membri operano con pochissima trasparenza e rispondono ai diktat di potenti interessi politici e industriali, spesso senza alcun controllo parlamentare. Ora, con la nuova legge, i suoi poteri di censura potrebbero crescere pericolosamente. La bozza di legge trapelata permetterebbe ad AGCOM di chiudere, nell’arco di poche ore e senza l’intervento di un giudice, interi siti d’informazione e d’interesse pubblico, come WikiLeaks, portali di software libero e siti di video come Youtube, solo perché uno specifico contenuto o una canzone è sospettata di violare il diritto d’autore. Il paladino della nuova legge bavaglio è il sottosegretario di stato, Antonio Catricalà, sotto l’enorme pressione di giganti dell’informazione come Mediaset e della potente industria dell’intrattenimento. Ma tanto l’influente sottosegretario Paolo Peluffo quanto il Presidente Monti sono molto preoccupati per le possibili conseguenze di una nuova mobilitazione popolare a causa della posizione sempre più instabile del governo. Non ci rimane molto tempo. Il governo potrebbe approvare la legge in uno dei prossimi Consigli dei Ministri, rendendo definitivi i nuovi poteri di censura di Agcom, proprio ora che il suo mandato sta per scadere. Uniamoci alle voci dei parlamentari e chiediamo lo stop dell’approvazione in extremis di questa legge bavaglio che mette in pericolo Internet libero. Firma ora la petizione e condividila con tutti: http://www.avaaz.org/it/monti_ save_our_internet/?vl”

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Ricerca sismica in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 20 settembre 2011

terremoti in tempo reale

Image by federica.piersimoni via Flickr

Le applicazioni geologiche e sismiche finalizzate alla definizione puntuale delle pericolosità di sito è quindi uno dei settori da incentivare al massimo. I suddetti ritardi hanno determinato, dal solo 1968 ad oggi, circa 4600 vittime e 500.000 senza tetto (Belice ’68, Friuli ’76, Irpinia ’80, Marche-Umbria ’97, Molise-Puglia 2002, Aquila 2009). Da ciò è derivata una spesa pubblica per l’emergenza e la post-emergenza che si calcola pari a circa 150 miliardi di euro in soli 40 anni. Di contro, in prevenzione sismica, lo stato ha inteso investire “solo” 300 milioni dall’86 al 2003, e 750 milioni dal 2003 a oggi, soprattutto per adeguare edifici pubblici”. Lo ha affermato Giovanni Calcagnì tesoriere del Consiglio Nazionale dei Geologi, intervenendo poco fa a Bari al Congresso dell’ ANIDIS su “L’Ingegneria Sismica in Italia” in corso di svolgimento nel capoluogo pugliese.
Se a quanto sopra aggiungiamo l’alta vulnerabilità sismica da cui è caratterizzata una significativa percentuale dell’edificato esistente in Italia, sia pubblico che residenziale, risulta che ancora oggi ogni evento sismico di una certa intensità determina nuovi lutti e danni enormi, anche quando trattasi di eventi che, per la loro magnitudo, dovrebbero dare effetti molto più ridotti. L’Aquila 2009 ha purtroppo ancora una volta confermato tutto ciò. Dopo il sisma dell’Aquila, la legge 77/2009 ha previsto circa 960 milioni da investire fino al 2016 in valide ed innovative azioni di prevenzione, perché oltre agli edifici pubblici si investe in microzonazione sismica, nell’adeguamento di edifici privati, nella educazione sismica.
“La pericolosità sismica italiana è forte, soprattutto nei territori appenninici – ha concluso Giovanni Calcagnì – ma anche nelle altre regioni, ed è causata dalla particolare posizione geostrutturale della nostra penisola, collocata in pieno nelle zone orogenetiche attuali, dalla sua relativa “giovinezza” geologica e morfologica, dalla sua diffusa “fragilità” litologica per la grande presenza, in appennino, di sedimenti terrigeni spesso caoticizzati dalla tettogenesi, ed in pianura da sedimenti spesso soffici e in falda. Tutto ciò costituisce un brodo di coltura micidiale da cui derivano diffuse, intense e difformi amplificazioni locali dell’input sismico, oltre che fenomeni di instabilità locale durante i sismi, quali frane e liquefazioni. Osserviamo abitualmente infatti fino a 3 gradi Mercalli di differenza negli effetti di un sisma, tra zona e zona di uno stesso agglomerato urbano, pur con edifici comparabili dal punto di vista delle strutture portanti.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Carestia in Somalia

Posted by fidest press agency su martedì, 20 settembre 2011

Somalia's states, regions and districts

Image via Wikipedia

L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) accusa tutte le parti in conflitto nella guerra civile somala di violare sistematicamente il diritto umanitario internazionale e di ignorare volutamente le sofferenze della popolazione civile ridotta alla fame. Sia le milizie islamiche Al Shabaab sia il governo di transizione (Tfg) sostenuto dall’Unione Europea e le alleate milizie Ahlu Sunna impediscono alle organizzazioni umanitarie il contatto con la popolazione civile e nonostante l’allargarsi della carestia puntano sull’intensificazione del conflitto armato. In questo modo entrambe le parti in causa mettono volutamente in conto la morte di centinaia di migliaia di persone e commettono quindi crimini contro l’umanità. Lo scorso fine settimana le milizie filogovernative Ahlu-Sunna hanno dichiarato la “guerra totale” al movimento ribelle. “Chiunque abbia contatti con Al Shabaab sarà ucciso”, ha dichiarato Sheikh Mohamed Yusuf Hefow, presidente del comitato esecutivo del movimento in Somalia centrale. Nonostante la carestia sempre più grave il governo di transizione continua a puntare sull’offensiva militare per distruggere le milizie Al Shabaab. Le azioni militari condotte senza alcuna pietà colpiscono in primo luogo le centinaia di migliaia di persone che spinte dalla fame affollano la capitale in guerra. Martedì scorso cooperanti internazionali provenienti dalla Somalia e dalla Turchia sono stati bloccati da militari governativi mentre si accingevano a portare aiuti alla popolazione di una regione controllata dai ribelli. Secondo la motivazione ufficiale non sarebbe stato possibile garantire la sicurezza dei cooperanti internazionali. In agosto 2011 lo stesso governo di transizione ha chiesto che il personale delle organizzazioni internazionali sia accompagnato da militari governativi. Si tratta di una richiesta assurda che mette in pericolo la neutralità, il lavoro e la sicurezza dei cooperanti. E’ evidente che a queste condizioni nessun movimento ribelle permetterebbe l’accesso alle regioni controllate e quindi l’assistenza umanitaria alla popolazione civile. Anche le milizie Al Shabaab continuano a impedire alle organizzazioni umanitarie l’accesso e il soccorso della popolazione affamata. Inoltre saccheggiano e rubano indiscriminatamente le provviste alimentari disponibili e diffondono il terrore tra la popolazione con minacce, intimidazioni e punizioni drastiche.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Padova: Pericolo ozono

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

Padova Soglia di informazione ozono superata oggi alla Mandria, 200 µg/m³ di veleni. Ed è il terzo giorno con il 27 giugno e il 4 luglio che il Comune mantiene un assoluto silenzio. Non c’è obbligo di legge che tenga: la sua pagina web è ferma ai dati del 29 giugno. Se poi seguiamo le indicazioni del sito del Comune e andiamo a leggere le previsioni Arpav ci dicono che il bollettino ozono è sospeso dal settembre 2010. Le blande misure contro l’inquinamento atmosferico che il Comune di Padova adotta nel periodo invernale si fermano ad aprile. Come se di colpo i veleni nell’aria sparissero col sole dell’estate. Ed invece l’ozono è un inquinante molto pericoloso e le sue concentrazioni dipendono fortemente dalle condizioni atmosferiche, oltre che dalla presenza di sostanze inquinanti prodotte da varie sorgenti tra veicoli a motore, industrie, processi di combustione. Gli effetti acuti per esposizioni a breve termine dell’ozono sono modificazione della funzionalità polmonare, aumentata reattività delle vie respiratorie, esacerbazioni dell’asma nelle persone suscettibili che fanno attività fisica e infiammazioni delle vie aeree. La soglia di informazione viene raggiunta quando almeno una delle centraline di rilevamento della qualità dell’aria registra una concentrazione di ozono nell’aria di 180 microgrammi al metro cubo e si chiama soglia di informazione o di allarme proprio perché, quando viene superata, le autorità cittadine hanno l’obbligo di informare la popolazione su: data, luogo, ora e durata in cui si è verificato tale superamento; possibile evoluzione del fenomeno; gruppi di popolazioni a rischio; possibili effetti sulla salute e sulle precauzioni da adottare per prevenire eventuali danni alla salute.
In città ci sono molte scuole, tra primarie e dell’infanzia e ci sono i centri estivi del Comune e quelli organizzati dalle parrocchie e dalle associazioni, luoghi in cui i bambini sono spesso impegnati in attività fisiche intense all’aperto nelle ore in cui si manifestano i massimi livelli di ozono, dalle ore 13/14 alle ore 18. Lo sanno i genitori che i loro bambini a causa della maggior frequenza degli atti respiratori inalano quantità maggiori di inquinanti e hanno anche maggiori probabilità di sviluppare l’asma o altre malattie respiratorie. L’asma è la malattia cronica più comune nei bambini e può essere aggravata dall’esposizione ad ozono. Ci rivolgiamo, nuovamente, all’amministrazione comunale affinchè emetta una ordinanza rivolta ai dirigenti dei centri estivi pubblici e privati affinchè sia evitata l’esposizione alle alte concentrazioni di ozono ai bambini, che hanno il diritto di vivere in un ambiente sano. (Maria Grazia Lucchiari ADUC)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Tav: si parli del progetto e non dei violenti

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2011

Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani Con la Tav si ripete la solita storia: discutere della violenza anziché delle ragioni a favore e contro un’opera pubblica di enormi costi e portata. Decine di milioni di telespettatori, così come tanti lettori di quotidiani, da giorni ricevono informazioni sui problemi d’ordine pubblico in Val di Susa ma praticamente nulla rispetto ai vantaggi della Tav e alle voci critiche. Quando una comunità locale e parte dell’opinione pubblica nazionale pongono in dubbio l’utilità di una infrastruttura i cui lavori dureranno vent’anni e costeranno decine di miliardi di euro, è fondamentale che si metta il Paese nelle condizioni di conoscere e si risponda alle obiezioni poste. Ad esempio quelle di cui Beppe Grillo si fa portavoce. Chiudersi nel fortino aspettando l’arrivo dei violenti è da irresponsabili. Purtroppo il regime italiano non solo produce violenza ma la promuove: se dieci persone tirano un sasso, attirano la politica e diventano una notizia da prima pagina; se fanno un’azione nonviolenta, lo sanno a malapena gli amici. L’atto violento viene “premiato” proprio perché non mette in pericolo gli assetti di potere, anzi, li rafforza.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Referendum. Consigliamo di votare!

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2011

Due SI’: all’abrogazione del nucleare e del legittimo impedimento. Molto semplice per il nucleare: visto che le alternative di produzione energetica ci sono, fintanto che la scienza non ci dirà cosa fare delle scorie, non ha senso correre anche un minimo pericolo. Altrettanto semplice per il legittimo impedimento: si tratta della reintroduzione surrettizia di norme bocciate e ri-bocciate in passato, ritornate a galla solo per una prova di forza della maggioranza di governo contro l’opposizione, ma totalmente inutili anche per “non dare impedimento” a chi ci governa nella sua opera. Meno semplici e piu’ articolati i quesiti per l’acqua pubblica o privata. I referendum a nostro avviso non risolvono, ma bloccano l’economia e alimentano l’incapacità pubblica. Il primo referendum chiede di abrogare le modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, modalita’ in cui, però, si ribadisce che acqua e impianti vari di trattamento sono e restano un bene pubblico. I promotori non vogliono che i Comuni possano affidare la gestione anche a societa’ private o miste privato/pubblico. Il secondo referendum intende abrogare la remunerazione del capitale investito in materia, quindi anche quello di chi presta i soldi ad un ente pubblico. Purtroppo i fautori del SI’ e quelli del NO (che puntano essenzialmente sull’astensione perche’ non sia raggiunto il quorum e la consultazione sia invalidata) hanno reso banale una questione che invece non lo e’. I fautori dell’abrogazione ci e si illudono che, vinto il referendum, l’acqua tornera’ pubblica e tutto funzionerà bene. Lo schieramento opposto, confermato lo status quo, ci vuol far credere che tutto va bene e il mercato è salvo.
Così non e’ in entrambi i casi. Il problema maggiore che la risorsa acqua ha nel nostro Paese e’ la normazione nazionale e regionale, che cambia in continuazione ed ha contribuito -pubblico o privato non cambia- ad una situazione in cui -con poca o tanta acqua- si depura o non si depura, si paga o non si paga, fino a vere e proprie elusioni. Un contesto in cui ne risentono qualita’, equita’ dei servizi idrici e sostenibilita’ ambientale: la legge Galli del 1994, che prevede la copertura dei costi tramite tariffa con servizi adeguati ai livelli territoriali, e’ sempre punto di riferimento.
Il problema e’ che la risposta che il nostro sistema politico-istituzionale ha dato fino ad oggi, e’ condizionata da un modo di gestione della cosa pubblica dove l’interesse dell’utente finale del servizio e’ spesso considerato alla stregua di “limone da spremere” e senza nessun reale controllo pubblico.
Avremmo quindi bisogno di un pubblico senza conflitto di interessi, in grado di controllare i privati (o anche altri pubblici o misti che pero’ non siano se stessi). Bandi di gare per l’affidamento delle gestioni. Un’Autorità nazionale di controllo, con altrettante diramazioni territoriali, che sia emanazione anche dei cittadini utenti, e con nessuna commistione coi gestori dei servizi.
Per questo i referendum sull’acqua serviranno solo a bloccare l’esistente in una prospettiva di tornare indietro e negandoci la possibilità di una gestione privata di qualità, rispettata e apprezzata per questo, e non per le manfrine politiche e/o per il suo essere pubblico mascherato. Per questo invitiamo a votare NO.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Pericolo imminente per i Milanesi

Posted by fidest press agency su domenica, 22 Mag 2011

Lettera al direttore. Sono preoccupata. Seriamente preoccupata per i bambini milanesi. No, non tanto per l’aria inquinata, che pure rappresenta un grave pericolo per la loro salute. In questo momento è ben altro che mi angoscia. Bronchiti, allergie, asma, son bazzecole in confronto al pericolo imminente. Pisapia, poffarbacco! Se vince Pisapia ai ballottaggi, Milano sarà in mano ai comunisti, e sono sin troppo note le loro abitudini mangerecce. Il premier non ci ha pensato ad avvertire le mamme milanesi? Perde colpi il Cavaliere? (Veronica Tussi)

Posted in Lettere al direttore/Letters to the publisher | Contrassegnato da tag: , , , | 2 Comments »

Centrali atomiche: un pericolo in Giappone

Posted by fidest press agency su sabato, 12 marzo 2011

Solo un pazzo scriteriato non trarrebbe l’insegnamento che scaturisce da quanto sta accadendo  in Giappone e riproporre, in una zona sismica come l’Italia la costruzione di centrali atomiche. E’ questa la logica del mercato ma non la logica della vita; le centrali producono energia, l’energia fa camminare le macchine, avanza la produzione, si arricchiscono i soliti personaggi… poi avviene un terremoto e tutto va a scatafascio. Tanto vale costruire una centrale atomica a ridosso delle palificazioni che dovrebbero reggere il ponte sullo stretto di Messina, così un eventuale terremoto farebbe un viaggio e due servizi. Le centrali dovrebbe costruirle Impregilo e sappiamo benissimo l’attenzione che il cavaliere riserva a questa azienda  che dovrà costruire i rigassificatori, i centri di raccolta dei rifiuti, l’allargamento del canale di Panama, l’autostrada che abbiamo regalato a Gheddafi e ogni altra grande opera, purchè sia costosa… cosa c’è sotto? E’ questo il progresso che non tiene in nessun conto lo sviluppo. (Rosario Amico Roxas)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Protezione civile: pericolo valanghe

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2011

Torino. L’intensa nevicata della notte scorsa e il rialzo delle temperature comportano sulle montagne della Provincia di Torino unelevato pericolo di valanghe. Il bollettino nivologico emesso dalla Regione Piemonte segnala un rischio marcato (codice 3, secondo la scala europea che va da 1 a 5) di valanghe nelle valli delle Cozie Nord (Val Chisone, Germanasca e Pellice) e forte (codice 4) nelle valli delle Alpi Graie (Val di Susa, Val di Lanzo e Alto Canavese). Sono previsti distacchi di valanghe di medie e grandi dimensioni da tutti i versanti e in particolare da quelli meridionali nelle ore centrali della giornata. La presenza di diffusi accumuli di neve rimaneggiata dal vento, localmente anche di spessore notevole, manterrà elevato il pericolo di distacchi provocati di valanghe di medie, e localmente anche di grandi dimensioni, in particolare sui pendii in prossimità di creste e cambi di pendenza. Si raccomanda perciò prudenza a tutti gli sciatori, e in particolare si sconsiglia l’attività scialpinistica e, più in generale, il fuoripista, oltre a porre attenzione nella percorribilità delle strade di montagna.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Per la sicurezza idrogeologica

Posted by fidest press agency su sabato, 29 gennaio 2011

“Il Lazio, unitamente a Calabria e Campania, ha il poco ambito primato negli abusi edilizi: nei 6 anni più recenti, solo quelli censiti sono 41.000 e si continua a registrarne una media di oltre 6 al giorno!” Lo ricorda il Presidente A.N.B.I., Massimo Gargano, intervenuto, a Roma, alla Conferenza Organizzativa dei consorzi di bonifica di Lazio, Abruzzo, Campania, Molise e Sardegna. “Ciò è ulteriormente grave – prosegue – perché incrementa il pericolo di frane ed alluvioni in una regione, dove un elevato rischio idrogeologico già interessa il 33% dei 308 comuni, vale a dire 1309 chilometri quadrati. Analoghe situazioni si registrano anche in altre regioni.”  Tale precaria situazione è accentuata dalla crescente urbanizzazione delle coste e dalla particolare antropizzazione, per cui citando il solo Lazio, il 73% della popolazione laziale risiede nella provincia di Roma ed il 43% nella sola Capitale. A tutela della sicurezza idraulica, i consorzi di bonifica laziali gestiscono una rete di 1300 chilometri, capace di trattenere 20 milioni di metri cubi d’acqua, pari all’invaso del lago toscano di Massaciuccoli, che tanta apprensione ha creato nei mesi scorsi, pur minacciando un’area assai meno abitata.
“In queste condizioni – sottolinea Gargano – è evidente che l’attuale rete idrografica laziale è insufficiente; per questo i consorzi di bonifica hanno approntato un Piano pluriennale per la mitigazione del rischio idrogeologico nel Lazio e che ammonta a circa 861 milioni di euro: i progetti immediatamente cantierabili sono pari a 209 milioni di euro, cui vanno aggiunti progetti in attesa di esecutività (vale a dire all’ultimo stadio dell’iter burocratico) per ulteriori 338 milioni di euro. E’  necessario perciò che, accanto agli indispensabili finanziamenti, si snelliscano anche le procedure burocratiche, affinchè il territorio possa essere idrogeologicamente più sicuro, evitando contenziosi come quelli che si preannunciano nella Piana Reatina, dove 3000 ettari di territorio sono rimasti sommersi per una decina di giorni con gravissimi danni alle coltivazioni agricole ed agli immobili.”

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »