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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

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I giochi pericolosi della guerra dei dazi

Posted by fidest press agency su sabato, 29 giugno 2019

L’ha detto recentemente anche Mario Draghi, il presidente della Banca centrale europea:“Nel protezionismo i mercati sembrano vedere molto di più che un danno all’economia. Potrebbero vederci un fenomeno molto più ampio che mette in dubbio l’intero ordine multilaterale raggiunto dopo la seconda guerra mondiale. Le incertezze sui dazi sono aumentate“. Il rischio, poi, è che la guerra dei dazi possa degenerare in guerra delle valute.
Le altalenanti minacce americane “dazi si-dazi no”, le ritorsioni, le sospensioni condizionate hanno creato l’instabilità che l’intero sistema economico mondiale sta pagando. Finora non ci ha guadagnato nessuno, non gli Usa, non la Cina e tanto meno l’Europa. L’Europa e, di conseguenza, anche l’Italia ci rimettono più di tutti.
Direttamente, quando i dazi sono imposti sui settori agroalimentari e dell’auto. Giustamente la Coldiretti teme che la “black list” americana colpisca pesantemente i prodotti agroalimentari del made in Italy che sono esportati fuori dai confini comunitari per ben 4,2 miliardi di euro. Dopo i settori dell’acciaio e dell’alluminio, il bersaglio numero uno dei dazi americani è quello dell’auto, in particolare le imprese automobilistiche tedesche. La Germania, com’è noto, esporta negli Usa auto per 42 miliardi di dollari. Il che significa un duro colpo anche per le imprese italiane della componentistica i cui prodotti sono esportati in Germania. La Germania, si ricordi, è il primo partner commerciale mondiale dell’Italia.
Poi indirettamente, poiché i dazi imposti alla Cina o al Messico colpiscono soprattutto prodotti altamente tecnologici, di cui molte parti provengono dall’Europa.
Inoltre, un’importante area di scontro è quella dell’aviazione civile, tra la Boeing americana e l’Airbus europea. Washington si lamenta dei sussidi erogati dall’Unione europea, dimenticandosi che tutti i suoi settori tecnologicamente importanti, militari e civili, godono da sempre di sostanziosi sostegni statali. Trump ha avuto l’ardire di portare la controversia persino davanti all’Organizzazione del Commercio Mondiale, la stessa istituzione che quotidianamente boicotta.
I dazi nei confronti della Cina, inizialmente del 10%, poi aumentate al 20%, su 200 miliardi di dollari di prodotti cinesi, potrebbero vedere una pericolosa escalation con dazi del 25% su altri 325 miliardi. Pechino ha annunciato le sue ritorsioni su 60 miliardi di dollari di prodotti americani. Per esempio, sulle importazioni di soia, che finora coprivano il 60% della produzione americana.Una delle aree di scontro più pericoloso verte intorno alle tecnologie informatiche, considerate di rischio per la sicurezza nazionale americana. Di conseguenza Trump si è mosso per il blocco verso l’azienda cinese Huawei e altre imprese simili. Come risposta, Pechino ha fatto subito sapere di voler sfruttare la sua posizione di principale esportatore mondiale di materiali delle cosiddette “terre rare” utilizzati per le tecnologie avanzate.
Si tenga inoltre presente che la Cina possiede obbligazioni del Tesoro americano per più di mille miliardi di dollari.Anche la minaccia di Trump di applicare il 5% di dazi su tutti i beni importati dal Messico, per poi alzarli fino al 25%, andrebbe a colpire, tra l’altro, i settori delle automobili, dei mezzi di locomozione e dei televisori, dove la componentistica europea è molto rilevante.
Il Messico è il terzo partner commerciale degli Usa con circa 265 miliardi di dollari di esportazioni di merci. Negli anni passati molti produttori americani vi hanno trasferito le loro fabbriche per sfruttare il basso costo della mano d’opera. Gli effetti dei dazi non penalizzeranno solo gli esportatori messicani ma anche gli importatori americani, che, poi, aumenteranno ovviamente i prezzi per i consumatori finali.
Poiché la questione è il blocco dei flussi immigratori, la guerra dei dazi diventa immediatamente una guerra sociale con conseguente destabilizzazione politica. Trump, però, non può ignorare che la questione immigrazione ha ragioni economiche e sociali profonde e dimensioni epocali.
Recentemente gli Usa hanno tolto anche l’India e la Turchia dalla lista dei partner commerciali privilegiati, costringendo persino Nuova Delhi, da sempre amica di Washington, a reagire con delle contromisure commerciali.
In America, comunque, cresce l’opposizione contro la politica dei dazi e c’è la campagna “Tariffs hurt the heartland”, sostenuta da 150 organizzazioni di vari settori produttivi, che lamenta come i dazi colpiscano il cuore del paese e rischino di generare la perdita di 2 milioni di posti di lavoro.
Non sfugge che l’intento di Trump sia di colpire l’Unione europea. A Londra ha esplicitamente invitato la Gran Bretagna a uscire dall’Ue e le ha offerto accordi commerciali superprivilegiati. E’ un atteggiamento che va ben oltre l’attitudine di Trump!
E’ chiaro, tuttavia, che sono in gioco le strategie della grande finanza e i corposi interessi geopolitici di quel sistema che si chiama, fin dai tempi del presidente Eisenhower, “il complesso militare industriale
Pur mantenendo strette relazioni con gli Usa, il nostro alleato storico, l’Ue dovrebbe sfidare certi disegni dell’unilateralismo di oltre Atlantico. Potrebbe, invece, diventare il perno principale per la creazione di un nuovo sistema monetario internazionale basato su un paniere delle monete più importanti e non soltanto sul dollaro. Così potrebbe svolgere un’importante funzione di equilibrio geoeconomico e geopolitico tra gli attuali grandi attori internazionali. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Nuove regole sui rifiuti pericolosi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2016

Interno farmacia

Novità in tema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi. Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 Maggio scorso, è entrato in vigore in questi giorni il decreto 78 del 30 marzo scorso del ministro dell’Ambiente. Il nuovo Testo Unico Sistri 2016 sostituisce il test unico sul Sistri approvato 5 anni fa con decreto ministeriale 52/2011 e semplifica metodi e tempistiche di comunicazione da parte degli operatori, rinviando però a futuri decreti il dettaglio delle procedure per l’accesso al Sistri, l’inserimento e la trasmissione dei dati (e la disciplina di casi particolari). Il nuovo testo, tra le altre cose, ricorda che a 30 giorni dall’avvenuta iscrizione, sono consegnati all’impresa dispositivi Usb e credenziali per l’accesso al sistema e l’inserimento dei dati. E che nella scheda Sistri vanno indicati quantità e caratteristiche dei rifiuti entro 10 giorni lavorativi dalla produzione degli stessi (come avviene per il registro di carico e scarico). L’articolo 19 consente di delegare la gestione operativa alle associazioni imprenditoriali di categoria rappresentative sul piano nazionale. L’articolo 20 offre la possibilità di adempiere agli obblighi stipulando una convenzione con il servizio pubblico di raccolta o altro smaltitore di rifiuti. Il Sistri è nato nel 2009 per tracciare i percorsi dei rifiuti speciali a livello nazionale, e per contrastare situazioni d’illegalità. Inizialmente doveva essere obbligatorio per tutti i produttori di rifiuti speciali pericolosi, comportando il pagamento di un tributo annuale, e la tenuta di credenziali web e un dispositivo Usb per trasmettere alla “scatola nera” del veicolo del produttore o del trasportatore i dati relativi alle partite di rifiuti conferiti.
La società Assinde partecipata da Farmindustria, Federfarma, Assofarm, Adf e Federfarma Servizi ha concluso a gennaio un accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente d’intesa con quello dello Sviluppo economico per la gestione del ciclo produttivo e distributivo dei rifiuti speciali della farmacia: non solo farmaci scaduti, prodotti non classificati, infettivi, acque madri ma anche scarti di preparazioni galeniche, reagenti per esami in farmacia, protesi etc. La Commissione di Controllo per la gestione dell’Accordo di programma sta per essere insediata.Francesco Ascone, Direttore generale Assinde, ricorda che, «pur produttrici di molte tipologie di rifiuti tra cui anche pericolosi, le farmacie per la maggior parte non sono sottoposte agli adempimenti Sistri. Ai sensi del decreto del Ministero dell’Ambiente 24 aprile 2014, non sono tenuti ad aderire al Sistri imprese ed enti produttori di rifiuti pericolosi che abbiano fino a dieci dipendenti. Per buona parte della categoria restano dunque vigenti gli adempimenti ante-Sistri che prevedono la tenuta e l’aggiornamento di un registro di carico e scarico dei rifiuti pericolosi da compilare entro 10 giorni dalla produzione del rifiuto (5 giorni se infettivo) ed altrettanti dallo scarico-conferimento a trasportatore autorizzato. Altro adempimento: entro il 30 aprile di ogni anno. La presentazione dei dati dell’anno precedente in una dichiarazione (Mud) da presentare alla competente Camera di commercio e relativa alla produzione di rifiuti pericolosi. Resta peraltro la possibilità di aderire al Sistri a titolo volontario. Per chi aderisse, volontariamente od obbligatoriamente, l’Accordo di programma con il ministero dell’Ambiente una volta operativo potrà prevedere forme di semplificazione nella gestione dello smaltimento dei rifiuti». (Mauro Miserendino da farmacista33)

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Contraffazione giocattoli

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 marzo 2012

“Ci conforta l’operato delle Forze dell’ordine, ma nella lotta alla contraffazione dei giocattoli un ruolo fondamentale lo deve giocare il cittadino”. È questo il commento di Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), in merito al maxi sequestro di 2,4 milioni di giocattoli pericolosi da parte della Guardia di Finanza in Piemonte e Lombardia. “L’operazione delle Fiamme Gialle -spiega l’avvocato Dona- evidenzia una vera e propria emergenza, quella della contraffazione, che danneggia seriamente il mercato e soprattutto rischia spesso di mettere a rischio l’incolumità dei più piccoli”. “I giocattoli sequestrati -prosegue il Segretario generale- erano privi dei requisiti di sicurezza, ecco perché è bene ricordarsi, ogni qualvolta intendiamo acquistare un prodotto per i nostri bambini, di verificare che abbiano oltre al marchio Ce dei contrassegni volontari, come ad esempio il bollino ‘Giocattoli sicuri’ rilasciato dall’IISG o il marchio IMQ per i prodotti elettrici. Infine -ricorda l’avvocato Dona- è necessario che sull’imballaggio o sul giocattolo stesso siano indicati nome e indirizzo del fabbricante o del distributore e l’età per cui il gioco è stato concepito”. “Riconoscere i giochi contraffatti -spiega l’avv. Dona- non è difficile: il canale di vendita, la confezione ed il prezzo sono indici facilmente riconoscibili per evitare di fare acquisti pericolosi o anche solo di scarsa qualità”.

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I nuovi simboli delle sostanze chimiche pericolose

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2011

In Italia, ogni anno, vengono riconosciuti circa 2000 casi di malattie professionali e tra questi circa 900 sono neoplasie da asbesto, 700 sono i casi di tumori dell’apparato respiratorio e della vescica connessi all’esposizione a sostanze presenti nei luoghi di lavoro. Un recente Regolamento Europeo (n. 1272/2008) ha cambiato i criteri per la classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze e delle miscele chimiche. Le disposizioni si attuano progressivamente nel tempo. La normativa che regolamenta la classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze e dei preparati, infatti, obbliga i produttori a indicare i pericoli per la salute tramite delle figure (dette “pittogrammi”) da riportare sull’etichetta.Inoltre, una delle novità di questo Regolamento è l’uso di nuovi simboli di pericolo delle sostanze e dei preparati classificati come pericolosi. Sulle etichette presenti sui contenitori non si troveranno più i simboli quadrati con sfondo arancio, ma “pittogrammi” a rombo con sfondo bianco con nuove figure, accompagnati da indicazioni di rischio e di prudenza.
Particolare attenzione dovrà essere posta al pittogramma (riportato sotto) che caratterizza le sostanze che possono arrecare danni a lungo termine alla salute, cioè anche dopo anni dall’esposizione, come le sostanze cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione.

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Dimagranti pericolosi

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2011

Si avvicina l’estate e dimagrire s’impone. Cosa si fa per indossare il costume dell’anno precedente che, purtroppo quest’anno stenta ad entrarci? Si ricorre a dimagranti, venduti su Internet, come integratori alimentari “alle erbe”, “naturali”, “testati” che fanno dimagrire di 5 kg in pochi giorni! Attenzione pero’, perche’ i tanti decantati dimagranti possono contenere Sibutramina una sostanza che riduce l’appetito ma che e’ anche estremamente pericolosa per la salute, infatti, puo’ provocare ictus o infarto. Ovviamente in questi prodotti e’ assente la segnalazione della presenza della Sibutramina. La Fda (Food and drug administration) americana ha lanciato l’allarme: si tratta di una vera e propria frode che mette a rischio la salute dei consumatori. Occhio, dunque, ai prodotti miracolosi! (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Sicurezza alimentare

Posted by fidest press agency su domenica, 30 gennaio 2011

La rivoluzione in materia di tutela di salute dei consumatori parte dalla Valle d’Aosta ed in particolare dal suo Assessorato alla Sanità che dal 1 gennaio 2011 ha messo in rete e quindi a disposizione della generalità dei cittadini, l’elenco di tutti i prodotti alimentari ritirati dal mercato perché ritenuti pericolosi per la salute in conseguenza di alcuni casi d’intossicazione di massa accaduti negli anni precedenti. Un’idea a dir poco antesignana e coraggiosa visto che dall’inizio dell’anno i cittadini saranno regolarmente informati su tutti quei prodotti comprensivi di dati che solo sino a qualche tempo fa risultavano riservati e non divulgabili perché riguardanti i marchi, la provenienza la quantità, il motivo del ritiro e la lista dei negozi dove sono stati commercializzati.  Risulta evidente che l’utilità delle informazioni non va a beneficio dei soli singoli cittadini che saranno più consapevolmente guidati negli acquisti, ma anche agli ospedali che avranno più elementi a disposizione nelle diagnosi cliniche che riguardano circostanze analoghe. Chi è sensibile alla tutela dei diritti dei consumatori non può non condividere l’iniziativa della regione autonoma che ha preferito superare la rigidità del sistema di allerta standard italiano che in quanto informato al principio di prevenzione, si limita alla sola individuazione del tipo di prodotto ed al ritiro dal mercato senza ulteriori comunicazioni al pubblico eccettuate quelle per le contaminazioni da “botulino”. Così Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che ritiene utile un’estensione dell’idea su tutto il territorio nazionale anche al fine di garantire indistintamente a tutti i cittadini di poter essere ragionevolmente e tempestivamente informati sui rischi alimentari. Nel frattempo il consigliere regionale Aurelio Gianfreda dell’IDV, presidente della IV commissione regionale permanente della regione Puglia, ha già fatto sapere che presenterà un’iniziativa legislativa affinché la Puglia si doti nell’immediato dello stesso sistema a tutela della salute pubblica.

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Oli medicati alla canfora e salicilato pericolosi

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2010

“La US Food and Drug Administration (FDA) ha avvertito i consumatori di non acquistare o utilizzare i prodotti denominati “Arrow Brand medicato Oil & Embrocation,” o “Aceite Medicinal La Flecha (Spanish) o, analogo, con scritta in cinese, venduti via Internet. L’olio medicato contiene due sostanze, salicilato di metile e di canfora, che sono tossiche se ingerite o applicate ad ampie zone del corpo. Questo prodotto, che pretende di trattare una varietà di condizioni come tosse e raffreddore, mal di testa, coliche e gas addominali e dolori di varia natura, non e’ un farmaco commercializzato legalmente.  I sintomi di avvelenamento da questi ingredienti sono: dolori addominali, nausea, vomito, diarrea, mal di testa, alterazioni della vista, vertigini e confusione mentale. Alcuni casi di sovradosaggio accidentale di salicilato di metile e canfora sono stati fatali.
Ricordiamo  che vendere farmaci online e’ vietato dalla legge italiana. Chi acquista online lo fa illegalmente a proprio rischio e pericolo, come se acquistasse un farmaco sul mercato nero.  L’Italia e’ uno dei Paesi dove la vendita (illegale) online di farmaci e’ maggiormente diffusa anche grazie all’attuale normativa. Sarebbe invece opportuno legalizzare e controllare la vendita online di farmaci, affinche’, i milioni di italiani che oggi non rinunciano all’acquisto via Internet abbiano la possibilita’ di farlo in modo sicuro e controllato sulla base di quanto gia’ esposto dall’Aduc  in una audizione al Senato. In questo senso la nostra associazione, in collaborazione con la senatrice Donatella Poretti, sta predisponendo uno specifico disegno di legge”. (fonte Aduc)

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