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Baobab: pericolosità sociale

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 luglio 2016

tiburtinaRoma “Con questi finti blitz al Baobab, il ministro Alfano comincia davvero a essere imbarazzante. Forse non ha presente il livello di disagio sociale che attraversano il quartiere limitrofo alla stazione Tiburtina e i residenti che lo abitano. Abbiamo avuto già modo di segnalare al ministro criticità territoriali che poi sono diventate vere e proprie polveriere assurte agli onori delle cronache. Ma Alfano continua a ignorare le nostre denunce e come palliativo fa interventi parziali e non risolutivi. Ci sono continue intimidazioni nei confronti dei residenti, le vie intorno a via Cupa sono fuori controllo, bivacchi ovunque. Il sindaco Raggi dovrebbe svegliarsi dal suo torpore cognitivo da prima nomina e rimboccarsi le maniche convocando un tavolo con il ministero dell’Interno per arrivare a una definitiva soluzione, per trovare una sistemazione decente e alternativa ai migranti che vi stazionano, sgomberare i 105 edifici occupati a Roma e liberare strutture, come il Baobab, che ospitano immigrati in sovrannumero e senza titolo”. È quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli che sta predisponendo un’interrogazione al ministro dell’Interno Angelino Alfano.

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Giochi: E’ una pericolosità sociale

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2016

giochi azzardo“Con tutti gli eventi ad alto rischio che si stanno creando in questi giorni vien fatto di pensare che la politica abbia molto in comune con il gioco dì’azzardo. E, come tutti i giochi di questo tipo, deve fare i conti da un lato con una pesante pressione fiscale che le sottrae risorse a torto o a ragione considerate come proprie e quindi come giù acquisite; dall’altro lato invece deve misurarsi con le illusioni e le speranze di chi dal gioco si attende la soluzione di tutti i suoi problemi, economici ma non solo.Tra questi c’è anche la gente che per inseguire un sogno, rovina se stesso e la propria famiglia; e crea un vulnus tutt’altro che indifferente nella società, chiamata a riparare i danni che la sua insana passione ha creato.” Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, che continua: “Anche oggi sulla Stampa vengono portati i risultati di una complessa indagine fatta sui giocatori patologici. L’accento è messo sulle iniziative con cui un team di professionisti e di volontari stanno cercando di ricondurre un numero crescente di persone che ormai ha sviluppato una vera e propria dipendenza, alle dimensioni di un gioco responsabile, magari passando attraverso una vera di vera e propria disintossicazione. Questo è uno di quei punti drammatici su cui il governo attuale non ha mai voluto aprire davvero gli occhi, concentrando il suo sguardo solo sugli aspetti fiscali: quanto ci guadagno io, e poco o nulla su quanto ci perdono i giocatori, soprattutto quando si ammalano, cosa che sta diventando sempre più frequente. Le sirene seduttive dei concessionari o dei grandi gestori poverotenderanno sempre a minimizzare il numero dei soggetti danneggiati dal gioco, finché un giorno qualcuno di loro, guarito dalla dipendenza non metterà in piedi una vera e propria class action contro di loro. Ma intanto il governo tace e ha nesso a tacere l’unica legge che aveva come suo obiettivo quello della prevenzione e della cura dei giocatori affetti da grave dipendenza. Il governo tace alla ricerca di risorse per sé, ma in questo caso non solo pecca di indifferenza verso i bisogni di queste persone, dimentica la gravità delle sue responsabilità, perché è lui che ha il monopolio del gioco legale e, chiunque gioca, gioca perché lui lo permette, lo facilita e promette cose che sa benissimo di non poter mantenere, con una pubblicità invasiva e capillare. Magari Renzi oltre che sulla Brexit troverà un pò di tempo per riflettere su questo tema di etica pubblica a forte impatto sulla popolazione”, conclude la Binetti. (n.r. A nostro avviso le cause andrebbero analizzate più a fondo. Non trascureremmo, ad esempio, le logiche consumistiche che ci inducono sempre più ad esaltare la figura di chi dispone di risorse economiche e quindi può permettersi di sguazzare nel superfluo e chi, ed è la maggioranza assoluta della popolazione, è costretto a restarvi ai margini e cerca in qualche modo d’uscirne e la possibilità che una vincita al gioco possa riscattarlo dalle sue precarietà diventa una tentazione facile d’assecondare e fino al punto da diventarne schiavo anche perché non gli resta altro.)

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