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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

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Cambiare vita per un periodo? Tutto è possibile con ESL

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2018

Quasi tutti hanno bisogno, a un certo punto, di staccare la spina e buttarsi in qualcosa di completamente nuovo, cambiando prospettiva e immergendosi in un contesto diverso. Questa esigenza, che spesso nasce dopo aver completato il proprio ciclo di studi, trova risposta nelle numerose proposte GAP Experience di ESL – Soggiorni Linguistici: scegliendo il programma più adatto, è possibile vivere un’esperienza davvero unica, mettendo alla prova le proprie capacità e ampliando le proprie conoscenze. “GAP Experience è la nostra proposta per chi vuole trascorrere un periodo prolungato all’estero (dai 3 ai 12 mesi), immergendosi totalmente nella cultura del luogo: questi soggiorni premettono infatti di approfondire la conoscenza della lingua locale (abbiamo diverse destinazioni per imparare inglese, tedesco, francese, spagnolo, giapponese e coreano), raggiungendo livelli davvero notevoli e potendo così interagire facilmente con l’ambiente circostante, anche in ambito professionale” dichiara Giovanni Moretti, ESL Regional Manager Italia.GAP Experience è una vera e propria esperienza di immersione culturale a tutto tondo, che inizia con un corso di lingua e può proseguire con tirocinio, un programma di lavoro e studio, la possibilità di accedere a corsi di istruzione superiore, certificati ufficiali di lingua, programmi di volontariato. Le destinazioni e le proposte sono davvero tante, e ciascuno, grazie all’aiuto dei consulenti ESL, può trovare la soluzione più adatta alle proprie esigenze. Ecco alcuni esempi.
Il programma si divide in due parti, con un corso di lingua seguito da un’esperienza di stage non retribuito. Il corso è fondamentale per il successo del tirocinio, poiché offre agli studenti le competenze linguistiche necessarie per capire al meglio le dinamiche dell’azienda in cui saranno inseriti. Questo programma è disponibile, ad esempio, in Inghilterra (Bournemouth, Brighton, Liverpool, Londra, Manchester e Oxford) con prezzi a partire da 680 € a settimana (per un soggiorno minimo di 4 settimane)
Per gli studenti più dinamici, è possibile combinare un corso di lingua con un’esperienza lavorativa. Nelle varie scuole partner è stato creato un creato un servizio di “Job Club”, che offre supporto e consulenza gratuita agli studenti alla ricerca di un impiego. Questa opzione esiste anche in Australia grazie al programma Working Holiday Visa. I costi variano molto in base alla durata del soggiorno e alla tipologia di corso e alloggio scelti.
Un’idea piacevolmente sorprendente può infine essere quella di integrare un’esperienza di volontariato all’estero al corso di lingua, immergendosi nella vita degli abitanti del posto e impegnandosi in un progetto in grado di arricchire dal punto di vista linguistico, culturale e personale. Questi programmi sono disponibili in America Latina, India, Sudafrica e altre destinazioni. I costi variano molto in base alla meta, alla durata del soggiorno e alla tipologia di corso e alloggio scelti.

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Alexander Romanovsky concerto alla IUC

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 ottobre 2015

Alexander RomanovskyRoma sabato 24 ottobre alle 17.30 nell’Aula Magna della Sapienza – Romanovsky, oggi trentunenne, ha scelto un magnifico e impegnativo programma, che gli permetterà di dimostrare tutte le sue doti di tecnica perfetta e di maturità interpretativa, spaziando attraverso l’intero Ottocento con una serie di capolavori rappresentativi della ricchissima letteratura pianistica di quel periodo. Inizierà col giovane Ludwig van Beethoven, che nel primo anno del nuovo secolo compose la Sonata n. 14 in do diesis minore op. 27 n. 2, universalmente nota come “Chiaro di luna”. Questo titolo dolciastro non le è stato però dato dall’autore e non rende giustizia a un’opera geniale e all’epoca rivoluzionaria sia sotto l’aspetto formale che espressivo. Beethoven l’aveva invece intitolata “Quasi una fantasia”, proprio per la sua grande libertà rispetto ai moduli compositivi del tempo. Il pianista ucraino eseguirà poi la Sonata n. 30 in mi maggiore op. 109, appartenente al “terzo periodo” di Beethoven, quello dei suoi ultimi anni, in cui spinse la sua continua ricerca ad esiti estremi ed altissimi, che per la loro modernità disorientarono i contemporanei e vennero compresi solo alla fine del secolo. La seconda parte si apre con quattro degli Studi trascendentali di Fraz Liszt: Mazeppa, Feux follets, Wilde Jagd e Allegro agitato molto. L’autore ne fece varie versioni ma è in quella del 1839 che li portò a un livello tecnico eccezionale, tale da giustificare l’appellativo di “trascendentali”, perché sembrano andare oltre le possibilità umane. In ogni studio il compositore, che fu anche il virtuoso di pianoforte probabilmente più grande di ogni tempo, accumula difficoltà su difficoltà, ma allo stesso tempo raggiunge risultati poetici propri del romanticismo più acceso e visionario.
Non è più semplice il compito del pianista nelle Variazioni su un tema di Paganini op 35 di Johannes Brahms, uno dei pezzi più difficili di tutto il repertorio pianistico. Brahms era molto critico verso quelli che ingenerosamente considerava gli eccessi romantici e la mancanza di controllo formale di Liszt, ma non si tirava certo indietro quando si trattava di sfruttare tutte le risorse tecniche del pianista, come indica chiaramente la scelta di ispirarsi a Paganini, precisamente all’ultimo dei suoi ventiquattro Capricci per violino solo. Ma non si tratta di una esibizione di bravura fine a se stessa, perché il virtuosismo tecnico è per Brahms un mezzo per creare sempre nuovi timbri e nuove sonorità del pianoforte. (foto: Alexander Romanovsky)

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Il contagio finanziario

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

La natura sistemica delle tensioni nei mercati finanziari non sembra avere limiti. Se ci rifacciamo ai casi più recenti dobbiamo partire dalla crisi dell’Argentina e poi quella della Grecia. Ma, purtroppo, non finisce qui. Gli altri paesi europei coinvolti sono stati l’Irlanda, il Portogallo, la Spagna e l’Italia. Per la Spagna le conseguenze hanno avuto origine dalla caduta delle quotazioni degli immobili mentre in Italia si è trattato dell’alto debito pubblico e dalle deboli prospettive di crescita nel medio periodo. Ma ciò che ha sconcertato l’opinione pubblica europea è stato il caso della Grecia tanto che gli stessi mercati finanziari avevano a lungo sottovalutato la possibilità d’insolvenza di uno stato sovrano, in specie se coperto da una moneta unica. I mercati, gli operatori e gli analisti hanno fatto fatica a rispondere rapidamente alle fluttuazioni borsistiche se non altro per contenerne gli eccessi e indirizzare la risposta in forma più equilibrata.
L’Italia, nello specifico, non ha percepito con la dovuta tempestività e realismo i segnali evidenti di un disagio dei mercati finanziari determinato da un’assenza di prospettive delle finanze pubbliche e di crescita del sistema paese. Lo dimostra il fatto che a partire dal secondo semestre del 2011 sono state necessarie ben tre manovre correttive che avrebbero dovuto portare nel 2013 ad un avanzo primario dell’ordine del 5% del Pil e a una flessione del rapporto tra debito e prodotto. Ognuna di esse si è trasformata in una sorta di boomerang in quanto la correzione prevedeva in misura maggiore aumenti di entrate ma senza crescita economica e riforme strutturali.
Nello stesso tempo ci siamo resi conto, tardivamente, che la nostra appartenenza ad una moneta unica, e al fatto che i “cordoni della borsa” esulavano dalla sovranità statale, ci obbligava sin dall’inizio della crisi, che a ben ricordare era già evidente nel 2008, a porre mano a quelle riforme che, per altro, il quadro politico, con una maggioranza schiacciante parlamentare, avrebbe potuto consentirne la realizzazione. Nello stesso tempo la mancata riforma della governance dell’Unione europea ha peggiorato il quadro generale e allentati contestualmente i sistemi di controllo sulle dinamiche dei bilanci degli stati comunitari di eurolandia. Gli stessi seri segnali di indebolimento del quadro congiunturale internazionale furono platealmente sottovalutati. E ad aggravare la situazione è mancata la consapevolezza che la politica monetaria non può da sola risolvere la crisi ma deve essere sostenuta e bilanciata da procedure operative di sostegno e di intervento rapido per evitare, se non altro, il rischio, che poi si è verificato, di contagio in altri paesi tanto che la stessa Francia si è sentita assediata dalle tensioni sul mercato dei titoli pubblici e sui bilanci delle banche. Ora ci attendiamo una vera e proprio “rivoluzione” del modus operandi dei governi e della comunità europea nel suo insieme in quanto vi è la possibilità di riscrivere con una sola mano lo stato sociale, economico e finanziario comunitario per una crescita non solo legata al contingente ma prospettata per il futuro. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Felix Nadar & Co

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

Firenze fino 8/11/2010 Piazza San Pancrazio, Museo Marino Marini Un omaggio a Felix Nadar, cento anni dopo la sua scomparsa a cura di Renata Tartufoli a Roma e di Giorgia Losio  Il progetto si articola in tre mostre, due a Roma e una a Firenze.  Al Museo Marino Marini saranno esposti oltre quarantuno ritratti realizzati da Fe’lix Nadar, provenienti dagli Archivi fotografici nazionali francesi gestiti dalla Mediatheque de l’architecture et du patrimoine, accompagnati dalle opere di fotografi appartenenti a generazioni diverse. Non si tratta di un confronto, poiche’, di periodo in periodo, l’arte fotografica si e’ diversificata grazie alle differenti influenze e allo sviluppo dei progressi tecnici, che ancor oggi rendono possibili innovazioni folgoranti.
A partire da Nadar, la fotografia e’ diventata uno strumento originale, a volte molto lontano dal ruolo di mero testimone che gli era stato assegnato all’inizio. Dai risultati di Nadar a quelli piu’ recenti della fotografia contemporanea, vi e’ un mondo, o piu’ esattamente dei mondi, che divergono solo in apparenza. I fotografi che accompagnano Fe’lix Nadar sono: Frank Horvat, Gabriele Basilico, Bernard Plossu, Jean-Patrick Gueritaud, Pierre Grech, Francesco Zizola, Claudio Corrivetti, Catherine Gfeller, Julia Fullerton-Batten, Agne’s Geoffray, Samantha Appleton, Damien Darchambeau, Aurore Valade, Alexandra Auffret, Chen Man. Un album-catalogo accompagna l’esposizione.
Nadar e’ lo pseudonimo con cui e’ conosciuto Gaspard-Fe’lix Tournachon (Parigi, 6 aprile 1820 – Parigi, 21 marzo 1910), fotografo, giornalista, caricaturista e aeronauta francese. È noto soprattutto come pioniere della fotografia. (Immagine: Felix Nadar, ritratto di Sarah Bernhardt)

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Movimprese: Dati primo trimestre 2010

Posted by fidest press agency su sabato, 1 maggio 2010

Rispetto alla fine del 2009, le imprese registrate nel primo trimestre 2010 sono diminuite dello 0,74% in provincia di Udine, dello 0,98% in provincia di Gorizia, dello 0,48% in provincia di Pordenone e dello 0,29% in provincia di Trieste. In regione il calo è stato dello 0,68%, per cui le imprese registrate al 31 marzo 2010 risultano 109.003, di cui 52.854 in provincia di Udine. Sono i dati che emergono dall’indagine trimestrale Movimprese, elaborata dall’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio di Udine. «I risultati del 1° trimestre – commenta il presidente della Cciaa udinese Giovanni Da Pozzo – evidenziano come in tutto il Fvg le imprese sono calate rispetto al medesimo periodo del 2009 e anche rispetto al 31 dicembre. La crisi sta ancora producendo effetti sui risultati della nostra economia, anche se in misura più attenuata rispetto al passato». La dinamica imprenditoriale della provincia di Udine «conferma comunque che la voglia di fare impresa resiste – aggiunge il presidente –: nel 1° trimestre si sono iscritte 1.013 nuove attività. Anche se il bilancio rimane negativo a causa delle 1.406 cancellazioni, può essere comunque di conforto che, rispetto al 1° trimestre 2009, quest’anno le iscrizioni sono state maggiori e le cancellazioni minori». Le imprese attive in Provincia di Udine, al 31 marzo 2010, sono 47.418 e sono (- 0,92% rispetto al 31 dicembre e -1,26% rispetto al 1° trimestre 2009). Di queste, 10.301 operano nell’agricoltura e pesca e rappresentano il 21,7% dell’intera economia, 5.228 nell’industria (11,0%), 7.648 nelle costruzioni (16,1%), 13.716 nel commercio e ospitalità (28,9%) e 10.525 nei servizi (22,2%). «Quest’ultimo comparto – spiega il presidente – è l’unico a registrare un trend positivo, con un aumento dell’1% rispetto al 1° trimestre dell’anno scorso». Un dato positivo è rappresentato dalla distribuzione delle imprese per natura giuridica: «Continua la crescita delle imprese più strutturate – prosegue Da Pozzo –, in particolare le società di capitali, che costituiscono il 19,3%, contro il 18,8% del 1° trimestre 2009, delle imprese di tutta l’economia provinciale». Viceversa, continua il calo di società di persone e ditte individuali, ma queste ultime rappresentano comunque quasi il 58% del tessuto produttivo locale. «Questa fase di congiuntura ha dunque avuto anche l’effetto di sollecitare le imprese a promuovere e avviare processi di riorganizzazione e di riposizionamento», conclude Da Pozzo.

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Capire l’economia

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2010

Il 70 per cento dei risparmiatori italiani dichiara un senso di inadeguatezza sui temi relativi alle decisioni finanziarie. Non stupisce dunque che, in una scala da 1 a 10, la cultura economica-finanziaria dell’Italia ottenga un voto pari a 3,5 punti, contro i 5,18 della Germania, i 4,68 del Regno Unito e i 3,87 della Francia. Pare necessario, allora, diffondere capillarmente il senso di una cultura finanziaria consapevole e le Bcc del Fvg hanno predisposto un apposito percorso formativo che, in questi giorni, sta diventando operativo. «Il nostro – afferma il presidente della Federazione delle Bcc, Giuseppe Graffi Brunoro – è un progetto di lungo periodo, che si prefigge di accrescere la consapevolezza finanziaria della cittadinanza. Siamo coscienti – prosegue Graffi Brunoro – che per raggiungere questo risultato sia necessaria un’azione corale da parte di tanti attori e, per tale motivo, abbiamo sottoscritto un Protocollo d’intesa con la Regione, l’Anci e l’Ufficio scolastico regionale, che sta dando i suoi frutti». Dopo aver completato la fase di preparazione dei formatori, le Bcc pubblicheranno un sito internet (www.capireleconomia.it), che conterrà, oltre al glossario dei principali termini economici, anche gli estratti del materiale informativo, il programma degli incontri e i questionari di autovalutazione per verificare il grado di conoscenza delle materie economiche e finanziarie. “Capire l’Economia”, prevede un piano di interventi formativi distribuiti su tutto il territorio regionale, sui temi di interesse generale: il risparmio, l’indebitamento responsabile, i sistemi di pagamento e la previdenza complementare. Diverse Bcc hanno già impostato il programma e, a partire dall’11 marzo, in collaborazione con i Comuni, sono stati organizzati i primi incontri sul territorio, aperti a tutta la cittadinanza, interpretati dal team di specialisti messi a disposizione delle Bcc.

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Ragazzi nella shoah

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 gennaio 2010

Roma 19 gennaio ore 18.00 via S. Francesco di Sales, 5 Casa della Memoria e della Storia  Presentazione del libro che racconta come i bambini vissero l’Olocausto attraverso le loro lettere, i racconti e le testimonianze. Nel volume sono raccolti, infatti, racconti, lettere e testimonianze. Oltre all’autrice all’incontro saranno presenti Anna Dalla Mura, che commenterà le immagini del volume e Giuliano Compagno, dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma e Vera Michelin, presidente dell’Associazione Nazionale Ex Deportati, che porterà la sua testimonianza. Ad arricchire l’incontro la lettura di alcuni brani e dei video che raccontperiodo, buio,eranno quel periodo buio e triste. Il volume ci accompagna ricostruendo quei terribili anni: la promulgazione delle leggi razziali nel 1938, l’apertura nel 1940 del campo Auschwitz-Birkenau, le sperimentazioni, la gassificazione degli zingari. Dopo quel 2 agosto 1944 il silenzio mortale dell’intero lager divenne davvero definitivo perché l’unica cosa in grado di spezzarlo erano stati i canti e i giochi dei piccoli zingari. Intanto le lettere dei bambini, alcune mai spedite, ci raccontano quel pianto soffocato, l’ansia per i genitori scomparsi, la paura della solitudine, il bisogno di affetto. Ma anche la sensazione della brezza mattutina sulla pelle che lava pensieri terribili, il latte caldo con pane e marmellata offerto da qualche contadino che offre riparo e rifugio. «E poi i prati, i fiori, il cielo, il sole faceva sentire che non tutti erano nemici, c’erano anche degli amici», come si legge in una lettera. Nei crematori di Auschwitz-Birkenau, che erano in funzione giorno e notte, venivano bruciati circa 1500 corpi alla volta e le loro ceneri utilizzate nella fertilizzazione dei campi oppure gettate negli stagni, o nei corsi d’acqua circostanti. Fino a quel 27 gennaio 1945 quando i soldati sovietici liberarono il campo di Auschwitz-Birkenau. Oggi, grazie ad una legge del 20 gennaio 2000, il Parlamento italiano ha stabilito che il giorno 27 gennaio sia riconosciuto come Giorno della Memoria.  L’incontro ha il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma, delle Biblioteche di Roma e della Casa della Memoria e della Storia

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Occhio ai saldi

Posted by fidest press agency su martedì, 29 dicembre 2009

Come tutti gli anni i primi di gennaio si rivive il rito dei saldi di fine stagione. Ma a cosa stare attenti per far sì che essi siano un’occasione di risparmio?
Occhio al cartellino: deve riportare il prezzo d’origine non scontato, la percentuale di sconto praticata e il prezzo finale di vendita; verificare la corrispondenza del prezzo tra il capo esposto in vetrina e quello all’interno del negozio.
Occhio ai negozi preferire i negozi di cui si è clienti; diffidare di quelli in cui i capi esposti in saldo sono separati da quelli non in saldo.
Occhio ai pagamenti anche in periodo di saldi è possibile pagare gli acquisti con bancomat e carta di credito negli esercizi che espongono la corrispondente vetrofania; se nonostante l’esposizione dei loghi delle carte il commerciante non accetta il pagamento, segnalare l’accaduto alla società emittente la carta di credito.
Occhio alle garanzie anche in periodo di saldi vigono le elementari garanzie che insistono sui beni acquistati in altri periodi dell’anno: garanzia in caso di capo difettoso e garanzia di conformità; per questo è bene conservare sempre lo scontrino.

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Diritti del concepito

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 dicembre 2009

Roma 3 dicembre alle ore 11,30 sala Nassiriya Senato della Repubblica Conferenza stampa di Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello per il Pdl e Carlo Casini, per il Mpv per presentare l’iniziativa. Il Movimento per la vita, in occasione del 20° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti del fanciullo, ha predisposto una proposta di legge per la modifica dell’art.1 del Codice Civile, per estendere i diritti personali dal momento della nascita al momento del concepimento. In un periodo in cui molto si parla di giustizia, la proposta vuole ricordare che la prima condizione di giustizia è l’eguaglianza tra i cittadini, a prescindere dalle differenze di sesso, di razza o di età.  La proposta del Mpv è aperta alle sottoscrizioni dei parlamentari di tutte le formazioni politiche. Dopo l’Udc, anche il gruppo senatoriale Pdl ha deciso di aderire all’iniziativa.

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AICEL con L’UE contro gli e-commerce a rischio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2009

Più di 300 sono stati i siti campione analizzati, in seguito anche alle segnalazioni di consumatori insoddisfatti del servizio reso, analizzando pubblicità  ingannevoli e pratiche sleali ai fini di vendita.  I risultati della ricerca, comunicati ieri da Meglena Kuneva, Commissario UE responsabile per i consumatori, fanno intravedere un sipario sconfortante nel mercato e-commerce anche italiano: il 55% dei siti presenta, infatti, irregolarità e informazioni fuorvianti sul prezzo dei prodotti, sui diritti dei consumatori e sull’impossibilità di poter contattare il commerciante.  La certificazione Sonosicuro, introdotta tre anni fa, indaga proprio sulle irregolarità nel mondo del commercio elettronico, e viene rilasciata dall’associazione solamente in seguito ad un periodo di monitoraggio del merchant, che deve soddisfare necessariamente determinati requisiti: qualità di servizio, trasparenza delle condizioni di vendita, chiarezza delle comunicazioni e della gestione della privacy, sicurezza delle transazioni economiche, corretta informazione pubblicitaria.   La certificazione, che viene esposta sulla home page del sito, e che soltanto Aicel può rilasciare, non può essere acquistata, ma soltanto guadagnata e soprattutto mantenuta nel tempo, pena l’immediato ritiro del certificato. Una garanzia concreta per i consumatori, che possono sentirsi tutelati, ma anche per i merchant stessi a cui viene offerta la possibilità di capire i loro errori e i margini di miglioramento grazie ad un servizio di consulenza interno.   E’ necessario creare sinergia tra operatori del settore e associazioni di categoria, incentivando il dialogo e l’incontro a  favore della tutela del consumatori; Aicel sceglie di affrontare questa criticità e di non negarla, collaborando con Adiconsum – Associazione di Consumatori con oltre 122.000 associati, che ha portato il suo contributo anche durante lo scorso convegno Aicel dedicato proprio alla Fiducia nell’E-Commerce.

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Spiagge. Multe per gli acquisti da venditori occasionali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

“Salvo che il fatto costituisca reato, e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria fino a 10.000 euro l’acquisto o l’accettazione, senza averne prima accertata la legittima provenienza, a qualsiasi titolo di cose che, per la loro qualita’ o per la condizione di chi le offre o per l’entita’ del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprieta’ intellettuale. La sanzione di cui al presente comma si applica anche a coloro che si adoperano per fare acquistare o ricevere a qualsiasi titolo alcuna delle cose suindicate, senza averne prima accertata la legittima provenienza (Decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, comma 7. Convertito in legge n.80/2005”). Proprio in questo periodo i litorali sono pieni di venditori occasionali (i cosiddetti “vu’ cumpra”) che offrono una quantità di merce impressionante: dai CD alle borse, dai tappeti agli asciugamani, dai vestiti agli occhiali, ecc. L’ignaro cittadino non sa che nel momento in cui acquista un prodotto contraffatto, o che induce qualcuno a farlo, è passibile di una multa pesantissima: fino a 10mila euro! Attenzione quindi agli acquisti di prodotti contraffatti: la vacanza rovinata è dietro l’angolo!

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Contrazione export italiano di marmi e graniti

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2009

Nei primi quattro mesi del 2009 l’Italia ha esportato 1 milione e 48 mila tonnellate di lapidei (grezzi e lavorati, granulati inclusi), per un valore di 427 milioni e 475 mila euro, con un saldo negativo sullo stesso periodo del 2008 di -21,3% sulle quantità e di -23,6% sui valori.  Lo rende noto l’Internazionale Marmi e Macchine Carrara che continua la periodica raccolta, elaborazione e  confronto dei dati relativi alla produzione e all’andamento dei mercati del lapideo, sottolineando come sia ormai evidente che i timori già espressi per un 2009 difficile e negativo erano fondati.  I numeri, infatti, evidenziano che, rispetto allo stesso periodo del 2008, la contrazione dei fatturati italiani all’export è stata tra le peggiori registrate nella storia recente del settore per una crisi pesante dei mercati e dei consumi.  A livello nazionale, sono soprattutto i lavorati, e fra questi i graniti, a registrare i cali maggiori con un  -34,21 nelle quantità e -33,51 nei valori (vedi tavole allegate) mentre i lavorati di marmo e travertino con -26,19% nelle quantità esportate e -18,99% nei valori, reggono meglio anche se si tratta di differenze abbastanza marginali. Da sottolineare che la voce “export” di marmi lavorati “vale” oltre 197 milioni di euro mentre quella dei graniti assomma a 138 milioni e 760 mila euro: le due voci , nello stesso periodo del 2008, erano rispettivamente di 243 milioni di euro per i marmi lavorati e di 208 milioni per i graniti. L’andamento più negativo è quello nordamericano, con un calo degli USA che, se lo consideriamo partendo dal 2007, presenta una contrazione dei volumi delle importazioni pari ai due terzi mentre sui valori supera il -54%. In quest’area l’export dei graniti lavorati ha avuto un calo concentrato soprattutto nell’ultimo anno mentre è meno pesante, ma comunque negativo, sia in volumi che in valori, quello dei marmi. Scende anche l’export nazionale verso l’Unione Europea che sulle voci più importanti perde più del 28% dei valori, e verso l’Europa non comunitaria, -15,5% (scendono Svizzera, Russia e Croazia). Tengono Africa (del Nord) e Medio Oriente (bene Emirati, contraddittoria l’Arabia Saudita, negativo il Kuwait) ma sui volumi si avverte qualche calo. Scende, per volumi e valori, l’Estremo Oriente, con l’India che mostra incertezze e la Cina che paga di più i materiali italiani ma resta sempre su quote contenute.

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Raffaele de Grada

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2009

de gradaCherasco (CN) fino al 27/9/2009 via Vittorio Emanuele II, Palazzo Salmatoris a cura di Maria Luisa Simone De Grada, Guido Folco e Cinzia Tesio  La mostra curata dalla famiglia De Grada con la collaborazione di noti critici e storici del settore, presenta una sessantina di opere del maestro lombardo selezionate a seconda delle varie fasi che hanno caratterizzato il percorso artistico di questo pittore, la cui opera e’ ormai entrata a far parte dell’arte italiana contemporanea. I quadri sono suddivisi tra il periodo svizzero, con opere come -Girasoli nella casa di Zurigo- o -Lago di Katzensee-, il periodo lombardo ed il periodo toscano con opere come -Campagna fiorentina o poggi toscani- o -Le torri di San Gimignano-. L’esposizione ha quale filo conduttore il rapporto tra Raffaele De Grada ed il paesaggio, valorizzando cosi’ il legame che ha sempre unito il pittore alla natura e che ne ha decretato, sin dagli anni Trenta, il grande successo nei confronti della critica e del pubblico.
Raffaele de Grada (Milano 1885-1957) Nato a Milano nel 1885, Raffaele De Grada si trasferisce nel 1898 con la famiglia a Buenos Aires per pochi mesi, per stabilirsi poi a Zurigo, dove compie gli studi artistici. Risale al 1913 la prima personale con ottanta opere alla Galerie Neupert di Zurigo, in gran parte paesaggi montani. Dal ’35 soggiorna nelle estati in Versilia, dove frequenta l’ambiente degli intellettuali e nelle stagioni primaverili e autunnali a San Gimignano. La sua casa milanese diventa luogo d’incontro dei giovani Manzu’, Treccani, Birolli, Guttuso, Borlotti, Sassu, Quasimodo. Nel ’42 presenta 23 opere alla XXXIII Biennale di Venezia. Nel ’56 compie l’ultimo viaggio a Aix-en-Provence, per visitare la mostra di Ce’zanne. Muore a Milano nel 1957. http://www.cherasco2000.com (De Grada)

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La vacanza dei manager

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2009

La crisi condiziona l’estate di tutti gli italiani, anche quella dei manager, molti dei quali hanno diminuito i consumi (56%), hanno perso il posto di lavoro e, in parte, sono ancora disoccupati. Ma nonostante questo, come capita alla maggioranza degli italiani, i manager alle vacanze non rinunciano. Da un’indagine di Manageritalia, infatti, risulta che il 93% degli associati andrà in vacanza per un periodo di tempo simile a quello dell’estate scorsa (59,4%), in alcuni casi anche qualche giorno in più (8,8%), ma per il 25% degli intervistati le vacanze saranno meno lunghe (24,6%) del 2008. In aumento seppure lieve quelli che in vacanza non ci vanno, che quest’estate sono il 5,1% del totale: due terzi non andrà in vacanza come già accaduto l’anno scorso (3,3%), ma per un terzo la rinuncia è una novità di quest’anno (1,8%). Tra le mete scelte l’Italia la fa da padrona (67%) ed è in forte aumento visto che il dato 2008 era del 57,5%. A seguire l’Europa (27%), l’America del nord (4,1%), l’Africa (3,9%), l’America centrale o del sud (1,4%) e l’Oceania (0,6%). Saranno in ogni caso vacanze al mare, con il 71,7% di preferenze, non sfigura però la montagna (25,4%) e si conferma l’interesse per vacanze “multitasking” nelle quali unire al meritato riposo (al mare o in montagna) anche un viaggio culturale e la visita a città d’arte (17,4%), la visita a luoghi naturali (12,9%) o lo sport e il salutismo (4,7%). Che comunque i tempi siano duri e si tenda a spendere meno lo confermano le tipologie ricettive scelte. L’hotel (36,7%) prevale su tutte le altre, ma è in forte calo rispetto al 2008, quando lo aveva scelto il 53,9% dei manager, a seguire la casa di proprietà/parenti (31,5%, 11% nel 2008) o quella in affitto (22,7%, 8,6% nel 2008) e il villaggio (11,1% era il 18,8% nel 2008) che si dimostra invece in forte calo. A seguire con frequenze di scelta minori la barca (4,1%), il campeggio (3,9%), il viaggio organizzato (3,3%) e la crociera (2%). E che i manager stiano tirando la cinghia e subendo anche a livello professionale duri contraccolpi dalla pesante crisi in corso ce lo confermano i dati su consumi e occupazione. A livello di consumi più della metà dichiara di aver diminuito i consumi in generale (55,6%), un terzo di aver diminuito i pasti fuori casa (33%), uno su sei di aver rinunciato/rimandato l’acquisto dell’auto di famiglia (16,7%), uno su dieci di aver rinunciato/rimandato l’acquisto della casa (10,6%) e uno su 16 di aver diminuito i consumi alimentari (6,3%).Per quanto riguarda l’occupazione il 6% è attualmente disoccupato e il 34% degli intervistati dice di conoscere colleghi dirigenti che hanno perso il posto e sono ancora disoccupati. L’8,7% dice di aver perso il posto, ma di averne ritrovato uno nuovo e questa situazione riguarda il 21,7% dei colleghi. Mentre c’è un 5% dei dirigenti intervistati che dice di aver colto nella crisi anche opportunità cambiando volontariamente il posto di lavoro, come successo a un buon numero di colleghi (19,3%).
Manageritalia (Federazione nazionale dirigenti, quadri e professional del commercio, trasporti, turismo, servizi, terziario avanzato) rappresenta dal 1945 a livello contrattuale i dirigenti del terziario privato e dal 2003 associa anche a quadri e professional. Offre ai manager: rappresentanza istituzionale e contrattuale, valorizzazione e tutela verso la politica, le istituzioni e la società, servizi per la professione e la famiglia, network professionale e culturale. Oggi MANAGERITALIA significa oltre 34.500 manager in Italia: 23.000 dirigenti in attività che lavorano in 9.000 aziende, oltre a 9.000 dirigenti pensionati, e 2.000 quadri e 3.000 professional. La Federazione è presente sul territorio nazionale con 15 Associazioni che offrono una vasta gamma di servizi, di derivazione contrattuale e non, validi ed evoluti: formazione, consulenze professionali, sistemi assicurativi e di previdenza integrativa, assistenza sanitaria ai manager e alla famiglia, iniziative per la cultura e il tempo libero.

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Mantovani (PdL): “Milano crescerà”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2009

“Non so quanti Sindaci di grandi città sarebbero riusciti ad ottenere quanto realizzato dal Sindaco Moratti: portare l’Expo a Milano”. Così afferma Mario Mantovani, sottosegretario alle Infrastrutture con delega all’edilizia abitativa e statale a commento dell’articolo odierno comparso su Repubblica Milano.  “Probabilmente non è ancora del tutto chiaro che Milano ospiterà nel 2015 l’Esposizione Universale proprio grazie all’alto profilo internazionale di Letizia Moratti che è riuscita ad aggregare in questo grande progetto le Istituzioni locali e nazionali oltre che tanti Paesi del mondo. Come europarlamentare –continua Mantovani- ho avuto modo di lavorare al fianco del Sindaco per sostenere il dialogo con alcuni paesi africani nel periodo della candidatura del capoluogo, personalmente constatando la passione e l’impegno della Moratti per la città”. “L’evidenziare pertanto la vittoria di Penati a Milano come un segnale di sfiducia verso il Sindaco è del tutto priva di significato. L’ex Presidente della Provincia –prosegue Mantovani- aveva infatti vinto anche nel 2004 quando a Palazzo Marino non governava la Moratti. Piuttosto il risultato dei ballottaggi è stato determinato in città, come è noto, dall’astensionismo”. “I miglioramenti nelle Infrastrutture, nei servizi, nell’occupazione e nell’ambiente che si realizzeranno da qui al 2015 a Milano sono merito anche del Sindaco Moratti. E i milanesi –conclude Mantovani- lo sanno bene”.

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L’andamento dell’economia italiana

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2009

Tutti gli organismi mondiali segnalano da tempo con i loro dati l’andamento negativo dei paesi industrializzati, la crescente disoccupazione, il rischio per la coesione sociale. Lo dice l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico): “L’Italia sta attraversando un periodo di recessione «molto forte» che continuerà «fino alla fine del 2009», poi, nel 2010, ci sarà una «lenta ripresa». Nell’anno in corso il Pil scenderà del 5,5% per poi tornare a salire dello 0,4% il prossimo anno.”. Questi dati sono in linea con quelli del FMI (Fondo Monetario Internazionale). Ma lo dicono anche molti organismi e centri studi nazionali. Così Mario Draghi, Governatore della Banca d’Italia, citando il proprio ufficio studi, conferma la caduta del Pil 2009 “attorno al 5%, se non succede nulla” ma avverte che per superare la crisi bisogna sostenere i consumi e l’occupazione: “La condizione per non far peggiorare le cose è che tengano i consumi. Per questo è essenziale una tenuta del mercato del lavoro”. Così Emma Marcegaglia, in base alle analisi del centro studi di Confindustria. Così Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato. E ancora Carlo Sangalli, Presidente di Confcommercio. Lo dice infine l’Istat, Istituto centrale di statistica in diretto coordinamento con Eurostat, che lo fa a livello di Unione Europea. L’anomalia italiana è che Berlusconi lo sa ma è convinto che gli italiani non lo debbano sapere. La spiegazione può avere varie sfaccettature ma in questo modo si droga il mercato e si fa passare gli italiani per dei poveri analfabeti. La verità è che l’Istat ad aprile ha rilevato la nona flessione congiunturale consecutiva pari al -3,7%. Il rapporto con il 2008 è preoccupante: -32,2% il calo medio annuo degli ordini”. Se si va avanti di questo passo anche i ciechi potranno avere la vista e allora? E’ pronta la ricetta:  Si afferma che “C’è un circuito vizioso di crisi per paura, alimentato dalle dichiarazioni di governi, opposizioni e di istituzioni economiche, nazionali, europee e internazionali che continua a dare numeri sul deficit e sul prolungarsi della crisi. Occorre neutralizzare queste voci per coprire un governo nulla facente. Berlusconi, a questo punto, se la prende con tutti. Gli fa eco Tremonti: «Troppe informazioni diventano deformazioni». E il riferimento in chiaro riguarda il governatore della B.I. Mario Draghi colpevole d’aver dichiarato che “se non si adottano misure straordinarie, entro il 2009 1,6 milioni di persone si ritroveranno senza lavoro e senza una tutela economica, tipo la cassa integrazione. Che fare allora per tacitare per sempre queste Cassandre? Con l’articolo 11 del DL 78 dell’1 luglio 2009 si mette il bavaglio a tutti coloro che per legge sono autorizzati a produrre dati in modo indipendente (Istat, Banca d’Italia). Si crea alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio una banca dati che raccoglie i risultati di tutti. Da quel momento i dati sull’andamento dell’economia sarà solo il Governo a darli. Un tempo c’erano i Beati Paoli oggi vi sono i Beati allocchi. (fonte Antonio Borghesi It.)

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