Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 341

Posts Tagged ‘permessi’

Permesso di soggiorno per motivi umanitari

Posted by fidest press agency su sabato, 7 ottobre 2017

tribunale-milano“Da sempre Forza Italia si batte per chiedere l’abolizione del permesso di soggiorno per motivi umanitari: una stortura tutta italiana, che non trova applicazione negli altri Paesi europei e che porta ad elargire autorizzazioni per rimanere in Italia, concedendo, di fatto, con fin troppa generosità, una terza via, qualora non vi siano i presupposti per concedere il permesso per asilo politico o per protezione sussidiaria, prevista per condanna a morte o rischio di vita per conflitti bellici. Colpisce la vicenda, riportata proprio in questi giorni da alcune testate giornalistiche, di un permesso di soggiorno per motivi umanitari concesso dal Tribunale di Milano ad un ghanese, il quale, vistosi rifiutare lo status di rifugiato dalla Commissione territoriale, avrebbe addotto la paura del malocchio come motivazione a sostegno del proprio ricorso. Una storia tutta italiana che, qualora venisse confermata, dimostrerebbe ancora una volta le falle di un sistema che lascia aperta la facoltà di applicare disposizioni giuridiche fondate su basi umanitarie a maglie troppo larghe, nelle cui pieghe si insinuano migranti irregolari, che chiedono protezione con motivazioni che in Europa non verrebbero nemmeno prese in considerazione. Noi di Forza Italia chiediamo un intervento del Governo serio perché faccia propria la nostra proposta di definitiva abolizione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, promuovendo una decisa applicazione del principio del tertium non datur, o si ha diritto alla protezione oppure non lo si ha, al fine di non creare più margini di incertezza applicativa e non lasciare spazi a terze vie che causano episodi come quello riportato sopra”.

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Perquisizioni Gdf per finti permessi

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 novembre 2016

firenze“Oltre che nei confronti delle aziende cinesi e dei professionisti coinvolti, le misure interdittive andrebbero emesse nei confronti dei politici che hanno permesso, con le politiche delle porte aperte e della tolleranza illimitata, che nelle nostre città si siano create delle vere e proprie enclave dell’illegalità dominate da etnie di ogni tipo”. E’ quanto afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Toscana Giovanni Donzelli, commentando l’operazione messa in campo stamani dalla Guardia di Finanza su provvedimento della magistratura in cinque regioni italiane, i cui coinvolti vivono per la maggior parte nella provincia di Prato. “Mentre assistiamo all’ennesimo fatto di cronaca del genere – sottolinea Donzelli – le istituzioni a guida Pd continuano a permettere gli sbarchi e a parlare di accoglienza. Si tratta di scelte mirate appositamente a favorire il business dell’immigrazione, e che non hanno alcuna altra logica nell’interesse dei cittadini italiani. Da anni denunciamo con i sopralluoghi nei capannoni cinesi tra Prato e a Firenze la grave situazione: tutt’oggi in Toscana, come in molte altre regioni d’Italia, pullulano i casi di aziende straniere a cui, in nome della tolleranza e di una finta integrazione, vengono concessi veri e propri privilegi che mai sarebbero permessi alle aziende italiane oneste che pagano le tasse – conclude Donzelli – questo sistema deve essere al più presto spezzato per restituire giustizia e legalità ai nostri imprenditori e cittadini”.

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Mercato del lavoro in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2011

Il 42% dei lavoratori dipendenti ritiene il proprio impiego poco o per niente sicuro, sia per gli scarsi segnali di ripresa che provengono dal mondo economico sia per il rischio di non vedersi rinnovare i contratti con cui sono attualmente impiegati. La preoccupazione aumenta per le donne e per i lavoratori “giovani”. Nell’ultimo anno la percezione di insicurezza lavorativa si è amplificata per oltre il 60% dei lavoratori ed in sei aziende su dieci si è verificata una riduzione di “lavoro” in termini di taglio degli straordinari, riduzione di permessi/ferie ed in certi casi anche di riduzione del personale. Rispetto al 2009, il prolungarsi della crisi economica rende più difficile la possibilità di trovare una nuova occupazione, aumentando la percezione di un mercato del lavoro chiuso. Sono questi gli elementi principali emersi da un’indagine di Panel Data ( http://www.paneldata.it ), l’istituto di sondaggi di Padova, su un campione di 800 lavoratori italiani.
Il perpetuarsi della crisi economica continua a riflettersi sul lavoro. Le opinioni dei lavoratori intervistati sono un’ulteriore campanello d’allarme: ben il 42% sente instabile il posto di lavoro che ricopre. Questa insicurezza sembra aver investito tutto il mondo lavorativo: se nel 2009 il 31,6% degli intervistati riteneva il proprio lavoro molto sicuro, oggi questa percentuale si è ridotta al 12,0%. A percepire una situazione di maggiore instabilità sono i giovani (18-34 anni) e le donne. Le motivazioni di chi sente poco o per niente sicuro il proprio posto di lavoro risiedono essenzialmente nella constatazione che l’azienda in cui sono impiegati opera in un mercato/settore che ancora stenta a ripartire (42,3%), a cui si aggiunge un 35% di occupati che temono che non possa venire confermato il contratto a termine con cui attualmente sono impiegatii.
Nell’ultimo anno le preoccupazioni lavorative sono aumentate per il 64% degli intervistati, risultato che non sorprende visto che in 6 aziende su 10 si è verificata una qualche riduzione del “lavoro”. Viene segnalata la riduzione o interruzione degli straordinari o il ricorso alla cassa integrazione in quasi il 60% dei casi, circa uno su quattro degli intervistati ha aderito alla richiesta da parte dei datori di lavoro di utilizzare permessi o ferie a causa di flessioni nei volumi di lavoro, ed in oltre il 20% dei casi vi è stata una riduzione del personale (licenziamenti 2,6%, scadenza contratto 17,9%).
Il mercato del lavoro risulta nel complesso bloccato: l’89,6% degli intervistati ritiene che oggi incontrerebbe molte o abbastanza difficoltà a trovare una nuova collocazione lavorativa, percentuale aumentata di oltre il 15% rispetto al 2009. Le difficoltà diventano più consistenti nel caso degli over 54 e dei lavoratori maschi. L’indagine fotografa dunque un sentimento di forte preoccupazione tra i lavoratori – evidenziano i ricercatori di Panel Data – che sentono poco sicuro il loro posto di lavoro a causa di una ripresa economica che stenta a ripartire e di una mancanza di misure che consentano di sbloccare un mercato del lavoro che allo stato attuale non offre molte prospettive per il futuro.

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Riordino nella PA permessi e congedi: esclusi militari

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2011

“Il consiglio dei Ministri, infatti, ha dato il via libera al decreto legislativo che riordina la normativa in materia di congedi, aspettative e permessi dei dipendenti, sia pubblici che privati ma come al solito si è dimenticato di includere i militari che ancora restano escusi da quei benefici come l’aggregazione temporanea per motivi familiari e per la tutela della paternità e della maternità. – lo dichiara Luca Marco Comellini, Segretario del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm) – L’approvazione del decreto arriva infatti a pochi giorni dall’espressione del parere negativo in Commissione difesa al Senato sul disegno di legge 1282 finalizzato ad estendere anche al personale militare le norme a sostegno della maternita’ e della paternita’ gia’ previste per tutti i dipendenti pubblici. Mentre il Ministro della difesa La Russa e i suoi compagni di partito -aggiunge Comellini- pubblicamente non fanno altro che incensare solo a parole i militari, nel chiuso delle stanze poi approvano norme che li escludono dal pieno godimento dei diritti costituzionali che tutelano la famiglia. Questo -prosegue- è l’ennesimo schiaffo in faccia ai cittadini in divisa e non è più tollerabile, è stata un’altra occasione persa dal Governo per dimostrare con i fatti quello che La Russa e Berlusconi da tre anni ostentano solo a parole.” (Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm).

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Class action di Cittadinanzattiva

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2010

Canone di depurazione pagato per un servizio non reso; mancato accertamento della invalidità civile; violazione dei termini per il rinnovo di permessi di soggiorno richiesti sia per motivi di studio che di lavoro. Per questi gravi disservizi e inefficienze, Cittadinanzattiva ha avviato le prime class action contro Pubbliche Amministrazioni e concessionari di servizi pubblici, sfruttando quelle disposizioni della Riforma Brunetta in materia di efficienza della P.A. che di fatto hanno reso operativo dal gennaio 2010 la class action nel settore pubblico. Destinatari delle diffide, rispettivamente, Comune di Potenza e Acquedotto Lucano Spa, Comune di Cineto Romano e Acea Ato 2 Spa (per la tassa di depurazione), Questura della Provincia di Roma (permessi di soggiorno), Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria (invalidità civile).Come da normativa, le amministrazioni hanno ora 90 giorni per ripristinare il servizio, mentre all’azione di classe possono aderire tutti i cittadini che si trovano nelle medesime situazioni che hanno portato alla notifica delle diffide.  “La nuova legge” commenta il segretario generale di Cittadinanzattiva Teresa Petrangolini “ci consente, anche se con strumenti limitati e senza risarcimenti, di vincolare le amministrazioni al rispetto di standard previsti da Carte dei servizi e leggi. Se i tempi previsti non sono rispettati, se si richiedono oneri non previsti, se si omettono informazioni essenziali o si nega l’autocertificazione, il cittadino può invocare il rispetto delle norme ed ottenere il ripristino del diritto violato. Perché non provarci? Oggi partono class action in tre settori, che presto potrebbero essere seguite da analoghe azioni in molti altri ambiti: dagli autovelox taroccati alle cartelle pazze, dal mancato rispetto della normativa sulla sicurezza delle scuole alle lungaggini delle cancellerie dei tribunali, dall’operato ambiguo delle società di riscossione tributi al mancato rispetto delle graduatorie per gli asili comunali”. Ecco, nel dettaglio, le class action contro P.A. e concessionari dei servizi pubblici:
Invalidità civile: destinataria della diffida l’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, (oltre che Istituzioni regionali e ministeri competenti), in virtù dell’istanza presentata da un cittadino che lamenta la violazione da parte dell’ASP dei termini di legge per l’accertamento della condizione di invalidità civile.
Canone di depurazione acque reflue: destinatari della diffida Comune di Potenza e Acquedotto Lucano Spa; Comune di Cineto Romano (pr. Roma) e Acea Ato 2 SPA, oltre che i ministeri competenti. Numerose le istanze dei cittadini interessati a vedersi restituire la quota pagata per un servizio di depurazione non reso. Permessi di soggiorno: destinataria della diffida la Questura della Provincia di Roma, oltre ai ministeri competenti. All’operato della Questura viene eccepita la violazione dei termini per il rinnovo della carta di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo (i termini sono di novanta giorni dalla presentazione della relativa domanda per il rinnovo permessi di soggiorno CE).

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