Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘perplessità’

DL sicurezza: Le perplessità di Fratelli d’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2019

“Dall’esame degli emendamenti al dl Sicurezza emergono alcuni aspetti molto positivi e altri che ci lasciano davvero perplessi. Fratelli d’Italia festeggia sia per l’approvazione del suo emendamento che dà il via libera ai concorsi di capisquadra per i Vigili del Fuoco che consentirà i passaggi in qualifica più veloci dei graduati e a scalare aprirà le porte a nuove assunzioni, sia per l’aumento delle pene per i reati contro i pubblici ufficiali che passeranno da un minimo di 15 giorni e un massimo di 3 anni ad un minimo di 6 mesi e un massimo di 3 anni. Siamo però dispiaciuti per la decisione del Presidente Fico che non ha voluto ammettere il nostro emendamento che puntava ad eliminare il reato di tortura e il non aver voluto risolvere, da parte della maggioranza, la vicenda del concorso Allievi di Polizia che coinvolge migliaia e migliaia di giovani che nel frattempo hanno vinto i ricorsi e superato le prove di idoneità. Sistemare quel pasticcio avrebbe significato aumentare di 400 unità le assunzioni della Polizia di Stato. Rinforzi e forze fresche che servono alla sicurezza delle nostre città. Sia per il reato di tortura che per il concorso di Polizia, Fratelli d’Italia continuerà la sua battaglia al fianco delle Forze dell’ordine”. Lo dichiara in una nota Emanuele Prisco, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Affari costituzionali.

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Italia: Una crisi senza precedenti

Posted by fidest press agency su domenica, 13 novembre 2011

Mario Monti, President of Università Bocconi a...

Image by FriendsofEurope via Flickr

Da come sono stati affrontati i tempi che hanno segnato la fine di questa esperienza politica del governo Berlusconi e della sua maggioranza ci restano non poche perplessità. Credo che l’errore che ha segnato il declino parta dal 14 dicembre del 2010 allorché, dopo una affannosa campagna “acquisti”; si riuscì a raggiungere una fiducia fondata su una manciata di numeri. Fu una vittoria di Pirro poiché se allora fosse stata sancita la crisi gli scenari del “dopo” avrebbero assunto una colorazione diversa considerando che l’acuirsi della crisi era ancora lungi dal verificarsi. D’altra parte non si può dire che gli addetti ai lavori non sapessero le difficoltà oggettive del sistema paese e la sua immanenza. Il fatto è che allora, come oggi, la preoccupazione del cavaliere era solo personale per i processi in corso e il rischio di una condanna era alquanto concreto, se non altro nel primo grado di giudizio. Ora mi chiedo se l’attuale appoggio alla formazione di un nuovo esecutivo, reso inevitabile con l’acuirsi della crisi economica e la palese incapacità del governo dimissionario di mantenere le promesse assunte a livello internazionale per rimettere in carreggiata l’economia italiana, non sia dettato dalle stesse ragioni che l’hanno spinto in passato a “resistere, resistere, resistere”. Si dice che abbia sollecitato la neutralità del premier in pectore Mario Monti per i suoi guai giudiziari raccomandando la presenza, alla guida del Ministero di Grazia e Giustizia, di un uomo di sua fiducia. Ma vi è anche un altro aspetto che lascia molte ombre al suo passaggio: si tratta di “un cedimento” che taluni vedono legato all’andamento negativo in borsa delle azioni Fininvest. La discontinuità, quindi, si legava non certo allo spread dei nostri titoli del tesoro, pur fortemente negativo rispetto ai bond tedeschi, ma a qualcosa di più personale. D’altra parte questo “cedimento” solo in apparenza strutturale nasconde un altro calcolo che è quello di allontanare lo spettro delle elezioni anticipate, anche se formalmente auspicate solo per gettare fumo sul popolo degli allocchi, perchè come ha insegnato il referendum sul nucleare, l’onda emotiva dell’elettore avrebbe provocato una inevitabile debacle del suo partito e di conseguenza personale. In prospettiva, invece, potrebbe persino sperare in un recupero di consensi forte dell’idea che in Italia non esiste una opposizione credibile ma solo un’armata Brancaleone. E le opposizioni lo hanno assecondato perchè, sotto sotto, sono consapevoli dei loro limiti. D’altra parte l’attuale compromesso di un governo tecnico è solo un espediente legato alle reciproche e condivise convenienze. Se si ragionasse senza calcoli e tatticismi di maniera la strada più giusta sarebbe quella di andare subito al voto, possibilmente con una legge elettorale diversa, e in questo modo far esplodere le contraddizioni che attraversano tutti i partiti e metterli davanti alle loro responsabilità rispetto alle attese del Paese. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Da Pontida le perplessità di un italiano

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2011

Lettera al direttore. Che la Lega sia ormai a corto di argomenti forti per rimotivare il proprio popolo e risalire la china dopo la pesante sconfitta delle elezioni amministrative lo ha dimostrato, oserei dire plasticamente, con la penosa sceneggiata andata in onda oggi a Pontida avente a tema il trasloco di alcuni ministeri al nord. Più che la giornata del rilancio, a me è sembrata, quella svoltasi sul prato pontidiano, una sorta di autocelebrazione del fallimento della missione storica del Carroccio e dei suoi pretoriani. Come si può interpretare diversamente la pretesa, per un partito che su “Roma ladrona” ha fondato il suo successo in questi anni, di portare in casa propria pezzi di quella “Roma” su cui tanto si è imprecato e spergiurato? È un’allegoria, ovviamente. Ma rende bene l’idea dello sbandamento che ha colpito l’Umberto e i suoi accoliti. Lega “romana” e ministeriale, si potrebbe aggiungere, stando ancora sul terreno del paradosso. C’è però un’altra questione, cui la giornata di oggi drammaticamente rimanda: quella del rapporto di compatibilità tra talune sortite dal sapore eversivo e le cariche istituzionali che si ricoprono. Domanda: il ministro Bossi, ma anche i ministri Maroni e Calderoli, col siparietto sul trasferimento a Monza dei loro dicasteri, hanno obbedito alla norma costituzionale, ovviamente prescrittiva e cogente, che impone a coloro cui sono affidate pubbliche funzioni di “adempierle con disciplina e con onore”, dopo averlo giurato nelle mani del Capo dello Stato? (Luigi Pandolfi)

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Roma: violenze che suscitano perplessità

Posted by fidest press agency su domenica, 20 febbraio 2011

Polizia di Stato Squadra volanti in Rome

Image via Wikipedia

Giorni fa due fatti di cronaca hanno fatto il giro dei media in Italia e all’estero. Si tratta di due turiste straniere che sono state aggredite e violentate in pieno centro a Roma. Una di esse a Villa Borghese e. l’altra, nei pressi di fontana di Trevi. Per il sindaco di Roma, Gianni Alemanno: “È ancora più inaccettabile e sorprendente se avviene nel cuore di Roma senza che nessuno riesca a intervenire». E precisa: «Il Questore di Roma Tagliente mi ha garantito che la scorsa notte erano in servizio 70 volanti della Polizia di Stato, la massima forza disponibile. Il comandante dei Carabinieri Mezzavilla, dal canto suo, mi ha assicurato che nel turno dall’una di notte fino alle sette c’erano 52 pattuglie in servizio sulle strade di Roma Capitale. Infine, il vicecomandante della Polizia Municipale Donatella Scafati mi ha confermato la presenza di 36 pattuglie della Municipale in attività in città, di cui 12 nel centro storico. A questo si aggiungono i presidi delle altre forze dell’ordine e dei militari presenti in tutta la città. Un grande sforzo di controllo del territorio operato dalle forze dell’ordine per garantire la sicurezza dei cittadini di Roma». E allora? Di certo qualcosa non ha funzionato. A mio avviso ciò che manca e rende più spavaldi e aggressivi i delinquenti è che non c’è certezza della pena. Quanto volte sento dire ai tutori dell’ordine: noi arrestiamo e dopo 24 ore ritroviamo le stesse persone in strada e pronte a delinquere. E’ tutta la filiera giustizia che fa acqua da ogni parte: processi lunghi, procedure macchinose, luoghi di detenzione super affollati, forze dell’ordine mal pagate, non ben distribuite, distratte da altri compiti, in numero esiguo ecc. A tutto va aggiunto una perdita della cultura dell’ordine e della legalità che convince i cittadini, a fronte di un fatto delittuoso, a non intervenire, a non segnalare, per quieto vivere, per indifferenza, per evitare seccature. In tutto questo gli esponenti dei partiti di maggioranza e di opposizione invece di accusare gli altri o di rimbeccarsi le responsabilità, farebbero bene a fare un serio esame di coscienza e a compiere quello che da anni doveva essere fatto dando efficacia e celerità all’azione penale, più risorse e nuovi strumenti di controllo elettronico alle forze dell’ordine e nel mostrare anche nelle piccole cose (come le soste selvagge) che esiste una presenza e che va testata in concreto. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Ecclestone boccia circuito F1 dell’Eur-Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 gennaio 2011

Roma. Proprio nel giorno in cui gli organizzatori di “Roma Formula Futuro” annunciano alla stampa la presentazione del progetto del circuito di Roma Eur, arriva con perfetto tempismo la bocciatura del boss della Formula 1, Bernie Ecclestone. In un lettera indirizzata proprio al sindaco Gianni Alemanno, il manager inglese affossa definitivamente il Gran Premio dell’Eur e ripete esplicitamente quanto già il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo aveva anticipato nemmeno un mese fa. Le perplessità del boss della F1 sono state motivate più volte negli ultimi tempi, e in diverse sedi. Il principale argomento è quello relativo alle condizioni economiche poco floride in cui verte tutto il complesso sistema della Formula 1. A questo si aggiunge un’ulteriore motivazione in cui viene chiaramente spiegato che l’Italia ha già Monza, gara che, a tutti i livelli, è considerata universalmente storica e intoccabile. “Dalle parole che emergono dalla lettera di Ecclestone, deus ex machina dell’organizzazione della Formula 1, la situazione è alquanto chiara e ben definita” interviene sul fatto il segretario romano del’Italia dei Valori, Roberto Soldà . “Basta con proposte e iniziative inconcludenti che hanno come unico scopo quello di creare un’attenzione mediatica sbagliata e completamente distaccata dalla realtà cittadina. E’ necessario curare veramente quelli che sono gli interessi della popolazione e non solamente degli imprenditori. Bisogna dedicarsi ai problemi veri del sociale, ai giovani precari e disoccupati, agli anziani che hanno sempre più difficoltà ad arrivare a fine mese, alla sanità”. L’esponente del partito presieduto da Antonio Di Pietro incalza sulla questione e aggiunge: “Anziché favorire progetti seri e concreti. ci lanciamo in queste avventure mediatiche che spostano l’attenzione dei cittadini da dibattiti più  evidenti che interessano invece la loro quotidianità”. Soldà conclude affermando che “se il 21 Gennaio, nonostante la lettera di Ecclestone,  il nostro primo cittadino presiederà come annunciato, l’evento di presentazione del progetto, è immaginabile un’ ulteriore forzatura in tal senso poiché tale atto sarebbe un’ulteriore segno di un puro atteggiamento propagandistico e pretenzioso”.

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Scontri a Roma: perplessità

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

“La presenza di infiltrati che l’altro ieri hanno devastato le strade cittadine, mettendo in pericolo i manifestanti pacifisti e le forze dell’ordine è, oltre che inaccettabile, al momento inspiegabile”. Lo dice in una nota il vice capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, Antonio Borghesi. “Il governo faccia chiarezza sugli elementi che rimangono oscuri – aggiunge Borghesi – innanzitutto, come mai non sono stati fermati in tempo, magari prima che raggiungessero il centro della città. E’ possibile che si siano mossi così in sordina da non essere visti da chi di dovere? Ed inoltre, da chi sono stati mandati?”

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Risposta di Corrado Augias

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

La mia lettera “Non capisco la relazione…”,  da voi pubblicata in anticipo, è stata pubblicata da Corrado Augias su La Repubblica del 9 settembre, col titolo: “Il Vaticano lontano dai problemi reali”. Trascrivo la sua risposta.
“Quel messaggio, giudicando dalle lettere, ha sollevato non poche perplessità proprio nei suoi potenziali ascoltatori… Questo Papa continua ad esprimersi male. Il suo errore è simile a quello di Padoa Schioppa quando definì “bellissime” le tasse. Il concetto era giusto, l’espressione orribile. Il papa ha ragione a dire che un giovane non deve badare solo alle cose materiali. Lo pensiamo in molti, la letteratura e la storia lo confermano. Ma nel suo discorso ha di nuovo inciampato in quel distacco dai problemi reali che sono il vero handicap della Chiesa di Roma. Lo dicono in molti ormai, giorni fa lo ha scritto perfino Don Verzé. Le alte gerarchie dovrebbero cominciare a pensarci. La domanda di fondo infatti è: perché non lo fanno? Non vogliono? Non ne sono capaci?” (Francesca Ribeiro)

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Roma: Potatura estiva alberi

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2010

«Il programma estivo di potature degli alberi non è nocivo ed è mirato solo ad un alleggerimento delle chiome». Lo afferma Tommaso Profeta, direttore del Dipartimento Tutela ambientale e del Verde, in merito alle perplessità che, ciclicamente, vengono sollevate sugli interventi estivi di potatura che il Servizio giardini del Comune opera regolarmente in estate sugli alberi più a rischio.
«Il programma – spiega Profeta – è iniziato lo scorso 19 luglio e si concluderà il 30 agosto e riguarderà un totale di oltre 800 essenze (tra pini e platani) di “prima forza” potati e messi in sicurezza. I giardinieri comunali hanno già realizzato la “rimonda” dei pini di via Prenestina e via Palmiro Togliatti oltre che dei platani di viale Regina Margherita e viale Liegi. Dopo gli interventi sui platani di viale delle Milizie, ora in corso, le operazioni si concluderanno con la potatura, già in parte realizzata, dei platani di viale Giulio Cesare e di viale Angelico». «Si tratta di interventi necessari soprattutto a garantire la stabilità delle essenze vegetali – chiarisce Profeta – che comportano un alleggerimento delle chiome per mantenere l’architettura delle essenze arboree e scongiurare il pericolo di schianti e le interferenze con i cornicioni e le facciate dei palazzi. Le piogge autunnali, infatti, appesantiscono fortemente il fogliame, aggravando i rischi di rottura delle branche o di caduta dell’intera pianta, nei casi di alberi fortemente antropizzati o anziani». «In quest’ottica – prosegue Profeta – speriamo di chiarire una volta per tutte le perplessità ciclicamente sollevate circa l’opportunità di questi interventi estivi. Il periodo più idoneo, infatti, per le potature degli alberi spoglianti è da novembre a fine marzo, quando è possibile effettuare interventi più severi. Nel periodo estivo, per effetto del caldo, le piante sono in quasi totale riposo e i nostri interventi sono rivolti al prelievo di un terzo della vegetazione in modo da limitare la traspirazione naturale che è dannosa per la pianta. Si aggiunga che il primo dovere che questa Amministrazione intende perseguire è quello di garantire la sicurezza dei cittadini, realizzando le potature di sicurezza e approfittando dell’assenza di traffico svolgendo un accurato monitoraggio delle essenze più antropizzate». «Per garantire la sicurezza, dunque, quest’estate abbiamo impegnato ogni giorno 40 giardinieri di ditte specializzate e 10 giardinieri comunali – conclude Tommaso Profeta – con cantieri che operano contemporaneamente anche su sei alberate diverse, in modo da intervenire con rapidità e la massima efficacia».

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Codice della strada e perplessità

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2010

“Era indispensabile affrontare il problema oggettivo dei troppi incidenti stradali che ogni anno in Italia causano centinaia di morti, perciò mi auguro che il nuovo codice della strada vada innanzitutto in questa direzione. Naturalmente al giudizio positivo per alcuni aspetti ne segue uno negativo per altri provvedimenti adottati”. È con questa riflessione che la responsabile per i Trasporti dell’Italia dei Diritti, Maruska Piredda, ha aperto il suo intervento sul via libera definitivo del Senato al nuovo codice della strada, che verrà applicato già a partire dall’imminente esodo estivo. Previsto un giro di vite relativo soprattutto alle norme anti-alcol: divieto assoluto di bere per i neo-patentati da meno di tre anni e per gli autisti di professione (tassisti, camionisti, conducenti di mezzi pubblici); sanzioni fino a 2000 euro per chi è sorpreso a guidare con un tasso alcolemico tra 0,5  e 0,8 g/l; per chi va oltre 1,5 g/l c’è ritiro immediato della patente, sospensione e multa fino a 6000 euro, arresto da sei mesi a un anno e, in caso di incidente provocato, si dispone il raddoppio della pena e la revoca della patente per 5 anni; divieto per i locali di vendere alcolici dalle 3 di notte fino alle 6 del mattino, inoltre gli esercenti dovranno munirsi di etilometro da mettere a disposizione dei clienti. “Trovo giustissime, trattandosi anche di aspetti etici, tutte quelle norme che prevedono sanzioni pesanti per chi trucca i motori di minicar e motorini, per chi supera i limiti di velocità consentiti, per chi non usa cinture e appositi seggiolini per i bambini”, ha sottolineato la Piredda, riferendosi ad alcune misure del pacchetto sicurezza stradale contenute nella nuova legge. Poi, in merito alla tolleranza zero contro gli alcolici, la Piredda invita a operare un distinguo spiegando che “proibire di bere un solo goccio di alcol a chi guida da meno di tre anni non mi sembra un valido salvavita, non è certo il bicchiere di vino bevuto durante una cena in pizzeria che va punito, quanto piuttosto l’uso smodato di chi eccede nell’alzare il gomito senza controllo alcuno e che dunque merita punizioni esemplari. Mettere tutti sullo stesso piano non appare come la migliore delle soluzioni”.  La titolare del dipartimento Trasporti dell’Italia dei Diritti muove quindi un duro attacco a quella che a suo giudizio è una grave lacuna presente nella riforma stradale: “Io avrei inserito il divieto per i neo-patentati di guidare auto di grossa cilindrata. Trovo una scelta estremamente infelice consegnare macchine veloci nelle mani inesperte di chi non le sa ancora gestire”.
“Questo nuovo codice dovrebbe, inoltre, andare di pari passo con le migliorie strutturali da apportare al sistema viario, soprattutto quello autostradale, del nostro Paese: alcune arterie, già pagate con i soldi dei contribuenti, sono vergognose per dissesto e insicurezza, perciò andrebbero messe a norma per raggiungere non dico gli standard europei, ma almeno livelli decenti”, ha evidenziato ancora la rappresentante del movimento nazionale che fa capo ad Antonello De Pierro.

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Gran premio di Formula Uno all’Eur

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 giugno 2010

L’ipotesi di far correre un Gran premio di Formula Uno all’Eur continua a suscitare perplessità e polemiche tra cittadini. Questa volta la mobilitazione è partita dal sito internet il respiro ed ha finito per coinvolgere consiglieri municipali ed il Comitato contro la Formula Uno all’Eur. “I cittadini – ha affermato il responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti – impostano male le proteste perché dovrebbero pretendere la trasformazione della bella gara da Formula Uno a Rally internazionale urbano. Lo stato scandaloso delle nostre strade, Eur compreso, è invece una manna per quei pazzi scatenati che vediamo nelle belle foto di gare svolte tra mari e montagne. A parte questo i cittadini sbagliano a preoccuparsi perché ormai la tragedia della distruzione dell’unica zona di Roma dove sembrava di essere in Europa è già da tempo in essere. Il bel laghetto dell’Eur progettato dall’architetto De Vico e per il quale la cittadinanza di Tokio aveva regalato centinaia di ciliegi è ridotto alla metà. Tutti i cittadini stanno vedendo lo scempio del fantomatico acquario che è l’escamotage trovato dagli insaziabili Attila per distruggere questo ex piccolo pezzetto di paradiso urbano”. Quello che suscita le maggiori preoccupazioni tra le associazioni ed i comitati di quartiere è che il comune, dietro il progetto della Formula Uno, voglia approvare una variante urbanistica per mettere mano all’intera area dell’Eur e costruire uffici, centri commerciali ed altre cubature. “ Lo sky-line dell’Eur – ha proseguito nel ragionamento il rappresentante del movimento guidato da Antonello De Pierro – con i bei grattacieli del ministero delle finanze un “episodio” brillante dell’architettura italiana post guerra è stato smantellato per far posto alla fantomatica nuvola di Fuksas. L’unitarietà dell’agro romano rappresentata dalla forma di rombo è definitivamente scomparsa a causa di quartieracci pseudo-chic con densità abitativa stile Calcutta. In questo quadro generale di furto sistematico della cosa pubblica il “Gran premio di Rally” appare strumentale e funzionale a tale scellerato divenire”.

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Rapporti P.A. e cittadini

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2010

“Il provvedimento in esame è l’ennesimo bluff di questo governo, non determinerà alcuna semplificazione nei rapporti tra la pubblica amministrazione e i cittadini ma comprometterà l’efficacia del sistema dei controlli, soprattutto in materia ambientale. Per questo Italia dei Valori voterà contro il provvedimento, denunciando sin da ora le sue forti perplessità sugli interventi inerenti l’emanazione della Carta dei Diritti delle amministrazioni con cui si conferiscono eccessivi poteri al Governo” lo afferma in Aula l’on. David Favia, capogruppo IDV in Commissione Affari costituzionali della Camera, durante le dichiarazioni di voto del testo sulla semplificazione della pubblica amministrazione.

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Il Padre Pio che conoscevo

Posted by fidest press agency su martedì, 25 maggio 2010

Credo di essere rimasto uno dei pochi che, sia pure da ragazzo, ha conosciuto Padre Pio da Pietralcina e frequentato la sua cella accompagnato da un suo figlio spirituale, mio padre. Di tanto in tanto rivado a quegli incontri e si riaffaccia la figura del frate e non so perché rivedo quel suo sguardo corrucciato e venato dal dolore che me lo rende tanto vicino a quella realtà sofferente che la sua missione gli affidato in coabitazione. Forse vi era anche rassegnazione poiché di là dei miracoli che gli attribuiscono, vi era l’impotenza di poter dirimere la tanta sofferenza che lo circondava. Sul piano religioso quel contatto “ravvicinato” non mi ha giovato. Sono rimasto con i miei dubbi e le mie perplessità nutrite più dalla mia laicità che dalla mia confessionalità. Posso, forse proprio da questo distacco dalla ortodossia del credo, vedere questo frate diventato santo, per quello che è e non certo per la figura che taluni hanno voluto che si rappresentasse nel nostro immaginario. Tanto per cominciare era un frate come tanti altri: semplice, modesto, poco addottorato ma che aveva dalla sua tanta carica d’umanità. Non nascondeva i suoi moti di collera o di insofferenza se i “pellegrini” diventavano sconvenienti con i loro brusii durante la celebrazione della messa, per altro lunghissima e per me noiosissima, o insistevano a chiedergli consigli per delle banalità come aprire un esercizio commerciale in una città in luogo di un’altra. Ora a pensarci meglio credo che proprio questa caratteristica lo rendesse più vicino ai sentimenti della gente. Vedevano in lui non un diverso ma uno capace di vivere la loro stessa vita, di soffrire come loro, di gioire con loro e di arrabbiarsi come chiunque altro. Ora in un’altra dimensione forse ci guarderà dall’alto e sorriderà delle nostre debolezze che probabilmente sono state, almeno in parte, anche sue e potrà indicarci quella strada maestra che tutta l’umanità dovrebbe assumere come un valore assoluto: l’amore per i nostri simili, simbolo di gioia e non di sofferenza, simbolo di speranza e non di disperazione. Un amore che significa ritrovarci insieme uniti e solidali nel lasciare a quelli che restano un buon ricordo di noi, ma soprattutto un buon esempio. (A.R.)

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Smi medici-Puglia: dubbi e perplessità

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2010

Il Sindacato dei Medici Italiani della Puglia evidenzia sostanziali criticità contenute nel nuovo “Air” della medicina generale. Scarsa progettualità per il servizio 118 e per la continuità assistenziale Assenza di una reale e concreta progettualità della continuità assistenziale (ex guardia medica) e del servizio di emergenza-urgenza del 118. Queste alcune delle criticità relative al nuovo ‘Accordo Integrativo Regionale’ (AIR) della medicina generale, evidenziate dal Sindacato dei Medici Italiani della Puglia. Il documento in questione è stato infatti firmato lo scorso 15 febbraio dallo Smi-Puglia solo ed esclusivamente per senso di responsabilità, nonostante le numerose perplessità sottolineate dagli esponenti del Sindacato. Perplessità recepite ed accolte da Tommaso Fiore, assessore alle politiche della salute della Regione Puglia che, già a partire dalle prossime convocazioni del Comitato Permanente Regionale (CPR), ha garantito la propria disponibilità a discutere ed analizzare le problematiche riguardanti tutti gli attori del comparto della medicina generale, tra cui gli operatori sanitari del 118 e della continuità assistenziale. “Lo Smi-Puglia ringrazia l’assessore Tommaso Fiore – dichiara Anna Lampugnani, segretario regionale dello Smi-Puglia – che ha prontamente manifestato la volontà di mantenere uno dialogo aperto e costruttivo in merito alle annose ed irrisolte questioni della medicina generale, rispetto alle quali è necessario definire indirizzi precisi che garantiscano il ruolo dei medici nelle loro diverse funzioni. Troviamo alquanto discutibile l’istituzione di una ulteriore figura di coordinamento (referente regionale delle cure primarie), nonchè il riconoscimento economico di determinati progetti solo alle diverse forme associative, ma non alla totalità dei medici di medicina generale. In estrema sintesi – conclude Anna Lampugnani – lo Smi-Puglia firma un Accordo Integrativo Regionale non condiviso in alcuni contenuti, ma nella consapevolezza di una fattiva disponibilità a continuare il dialogo con la parte pubblica”.

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Il futuro dell’Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2009

L’Europa è stata la culla ed è tuttora l’espressione più spiccata del sistema liberale. Vale a dire di una struttura politica e spirituale, caratterizzata dai partiti, che hanno radici in una lunga storia e non sono puramente politico-elettorali, che si sono formati attraverso un processo ricco di conflitti in cui però sostanzialmente si alternano fasi di pacifica contrapposizione e di collaborazione. E’ questo il motivo per il quale molti osservatori, entro e fuori il vecchio Continente, guardano con una certa perplessità questo processo unificante che è chiamato a risolvere antichi e mai domi contrasti culturali, etnici, di costume ed anche razziali. L’Europa, a nostro avviso, non si costruisce sulle semplici dichiarazioni d’intenti ma pretende fondamenta più solide. Occorre, in altri termini, costruire una società partendo dal basso dal punto di vista del ceto, perché l’unità europea non è solo un movimento borghese e d’èlite, e dalla scuola, in ogni ordine e grado, perché l’Europa è  e resta un fatto culturale, di apprendimento e di consapevolezze.

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