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Posts Tagged ‘persecuzione’

Focus sulla persecuzione anticristiana tra il 2017 e il 2019

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

Roma giovedì 24 ottobre alle ore 11.00 nella Basilica di San Bartolomeo all’Isola (Piazza San Bartolomeo all’Isola n. 22) sarà presentato Focus sulla persecuzione anticristiana tra il 2017 e il 2019. Questo il titolo evocativo della nuova ricerca sul tema di Aiuto alla Chiesa che Soffre. Dopo i saluti del Rettore della Basilica, Don Angelo Romano, vi saranno gli interventi del Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, di Alfredo Mantovano, presidente di ACS-Italia, e di Alessandro Monteduro, direttore di ACS-Italia. A seguire le testimonianze personali di Don K. A. Jude Raj Fernando, Rettore del Santuario di Sant’Antonio di Colombo, presente al momento di uno degli attentati kamikaze che nel giorno di Pasqua hanno colpito tre chiese dello Sri Lanka, e Don Roger Kologo, sacerdote della diocesi di Dori nel nord del Burkina Faso, una delle diocesi maggiormente interessate dagli attacchi anticristiani in atto, e amico di don Joel Yougbare, rapito il 17 marzo scorso. Modera Marta Petrosillo, portavoce di ACS-Italia. Lo studio ACS racconta della persecuzione in atto nei 20 Paesi in cui è oggi più difficile essere cristiani, provando come il Cristianesimo detenga ancora oggi il triste primato di fede maggiormente perseguitata al mondo.

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La persecuzione anticristiana non conosce limiti

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 aprile 2019

Non conosce confini geografici la persecuzione anticristiana. E non conosce tregue legate alle più importanti celebrazioni liturgiche come ovviamente la domenica di Pasqua. Se nel 2016 nel giorno della Risurrezione di Gesù ad essere colpita da un attacco terroristico ad opera di un kamikaze talebano fu la comunità cristiana del Pakistan, e se nel 2017 l’orribile destino Isis lo riservò alla comunità copta in Egitto, oggi l’estremismo religioso ha colpito la Pasqua della comunità cristiana nello Sri Lanka. Aiuto alla Chiesa che Soffre piange questi fratelli assassinati durante la Santa Messa soltanto perché Cristiani. Colpevoli, per i persecutori, di una duplice colpa, essere appunto Cristiani, pacifici e pacificatori, ed essere, in quanto Cristiani, percepiti vicini ai Paesi d’Occidente. È ora di manifestare reale, e non di sola facciata, indignazione. Innanzitutto aiutando concretamente le minoranze religiose oppresse e non delegando a questo le sole Organizzazioni di carità. E sostenendo una battaglia culturale e politica perché la difesa della libertà religiosa torni a essere un diritto di serie A. Se ciò non accadrà adesso dopo sarà troppo tardi.

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La finanza creativa

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2011

Fare soldi senza dover ricorrere all’antiquato sistema del lavoro, della produzione, del commercio, del libero mercato, della concorrenza, della competitività, è il sogno dei nuovi capitalisti, che si fanno chiamare imprenditori, trattandosi di una nuova categoria di capitalisti: i capitalisti senza capitali, ma dotati di una rigorosa faccia di bronzo. La presenza, o l’esistenza stessa di questi capitalisti, segna la fine economica e morale del capitalismo, giunto all’ultima fermata, prima di fermarsi definitivamente al deposito per fine carriera. Valutiamo, con desolata ironia, il metodo diventato sistema infallibile.
Hai 2 maiali. Ne vendi 15 alla tua stessa società quotata in borsa utilizzando domande d’acquisto e lettere di credito aperte da tuo fratello sulla tua banca, per l’acquisto di quei 15 maiali Hai in quota nel tuo portafogli un credito garantito da tuo fratello ( a sua volta garantito da te tramite una società con sede nelLiechtenstein) per la vendita di ben 15 maiali, mentre i soli due che possedevi, stanno ben comodi in un angolo ben nascosto di una stalla di fiducia.
Poi fai uno scambio delle lettere di credito con una partecipazione in una società soggetta ad offerta pubblica e nell’operazione guadagni 15 maiali, beneficiando anche di abbattimento fiscale e di contributi della UE per il possesso di 30 maiali. I diritti sulla riproduzione delle scrofe, trenta, anche se manca il verro per l’accoppiamento, vengono trasferiti da un intermediario panamense sul conto di una società con sede alle Isole Caiman, posseduta clandestinamente da un azionista che rivende alla tua stessa società i diritti sulla riproduzione delle trenta scrofe. Nei libri contabili di questa società figurano trenta scrofe gravide, con l’opzione d’acquisto per altre trenta, con i contributi dell’UE, del Ministero dell’Agricoltura e del Ministero delle Pari Opportunità, perché lì hanno in particolare simpatia le scrofe. Intanto, per festeggiare la riuscita dell’operazione economico-fiscale-truffaldina, hai macellato, abusivamente, i due maiali (peraltro maschi entrambi) e ne hai fatto delle porchette da offrire agli ospiti del festino. Ma sul più bello della festicciola, arrivano i finanzieri, con i registri, le carte, le lettere di credito, e le prove della truffa all’UE; ma devono tornare indietro mortificati, delusi e anche umiliati; infatti, nelle more, sei diventato una delle quattro massime cariche dello Stato, per cui godi del Lodo Schifani bis, del processo breve, del legittimo impedimento, mentre i commensali, incuranti di parlare con la bocca piena, urlano all’ingiustizia, alla “giustizia ad orologeria”, all’accanimento giudiziario, alla persecuzione dei pm, e gli avvocati, sempre presenti e sempre pronti, snocciolano articoli del codice, eccezioni, e i giornalisti di regime titolano alla scandalo, ricordando che…anche gli on. Tizio, Filano e Sempronio hanno lucrato sulla vendita di polli inesistenti; i finanzieri rientrano in caserma, è l’ora del rancio; nessuno vuole sentire parlare di porchetta; fanno la conta per giocare a guardie e ladri, tanto per tenersi in esercizio. (Rosario Amico Roxas)

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La crisi dei diritti umani in Iran

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2011

Londra. La situazione dei diritti umani in Iran è stata discussa durante un seminario che si è volto nel Parlamento del Regno Unito. La tavola rotonda, alla quale hanno partecipato membri del Parlamento, esperti e attivisti dei diritti umani, è stata ospitata dagli Amici pluripartitici dei baha’i del Parlamento inglese e dai gruppi per i diritti umani United4Iran e Christian Solidarity Worldwide (CSW).
La dottoressa Ghanea ha detto che il governo iraniano è «un motore di intolleranza, odio e persecuzione», facendo notare che la sistematica campagna di persecuzione religiosa contro i baha’i e la vessazione, l’imprigionamento e la tortura subiti da tutte le minoranze o da persone vulnerabili sono «istigati e perpetuati» dalle autorità. I bambini sono umiliati e maltrattati nelle scuole, ha aggiunto, «non dagli altri bambini, ma per istruzione delle autorità governative e dagli insegnanti».
L’attivista per i diritti delle donne, avvocato Shadi Sadr, che è stata messa in prigione in Iran, ha parlato della difficile situazione delle donne nelle carceri. Esse sono «private di molti diritti che spettano loro… secondo la legge internazionale… e le leggi dell’Iran», ha detto. La signora Sadr ha parlato dell’estrema violenza esercitata contro le donne in carcere durante gli interrogatori che, suscitando molte paure, impedisce l’attivismo delle donne nel paese.
Ricordando il calore e l’ospitalità degli iraniani durante le sue visite al paese, Mike Gapes, già membro del comitato parlamentare per gli affari esteri del Regno Unito, ha messo a confronto il comportamento del governo iraniano negli interessi della «sicurezza» con una «società giovane, dinamica e vibrane» che vuole «entrare in relazione con il mondo». La sicurezza dell’Iran sarà garantita solo quando il governo iraniano avrà riconosciuto tutti i suoi gruppi etnici e religiosi e avrà dato loro pari diritti, ha detto il signor Gapes. «La massima sicurezza è la sicurezza umana», ha detto.
Kishan Manocha, direttore dell’Ufficio degli affari pubblici della comunità baha’i del Regno Unito, ha concluso che il seminario «sottolinea le dimensioni della crisi dei diritti umani in Iran e ci ricorda che non sono solo i baha’i a essere sottoposti a costanti violazioni dei diritti umani, ma anche altre minoranze religiose, le donne, i giornalisti e altri». 833_01

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II gioco delle parole

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 Mag 2011

Berlusconi-comizio

Image via Wikipedia

Da Il Messaggero del 9 maggio 2011: Berlusconi insiste: «Pm usano il diritto per colpirmi. C’è una guerra civile» E Rosario Amico Roxas commenta: “Ormai ha tracciato la sua linea per la campagna elettorale e non può tornare indietro. L’impostazione è quella del vittimismo, giustificato, come legittima reazione, dalla persecuzione giudiziaria della quale si dichiara vittima innocente. Offeso, umiliato, perseguitato, calunniato,  posto all’indice delle maldicenze, dei gossip da suburra, mentre la nazione, l’Europa, il Mediterraneo, e buona parte del pianeta avrebbero bisogno di tutto il suo tempo libero e disponibile per risolvere, da solo, i guai che, si sa, non vengono mai soli. La reiterazione dei reati che vanno dalla corruzione di pubblici ufficiali, al falso in bilancio, all’appropriazione indebita, alla costituzione di capitali all’estero, all’evasione fiscale,  fino ad arrivare al mortificante  sfruttamento della prostituzione e all’induzione alla prostituzione minorile (+ varie ed eventuali), rappresentano ipotesi di reato cancellate dalla volontà popolare che lo ha votato come presidente del consiglio (ovviamente si guarda bene dal riproporsi all’elettorato perché teme il responso delle urne  e si appella alle prossime votazioni amministrative come se si trattasse di un referendum su se stesso, che dovrebbe risolversi in una ovazione plebiscitaria  e assolutoria). Sono i giochetti di parole cui si prestano anche i suoi avvocati, condizionati ai suoi voleri e premiati nei modi che gli sono più consoni; stessi modi con i quali acquista le attenzioni delle escort che lo fanno illudere di essere un conquistatore”. (Rosario Amico Roxas)

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Stupro e violenza sessuale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 aprile 2011

Bruxelles, Parlamento europeo. Per il Parlamento i crimini sessuali devono portare alla persecuzione automatica Lo stupro e altre forme di violenza sessuale contro le donne devono essere riconosciuti come crimini in tutti i paesi dell’UE e portare alla persecuzione automatica, ha stabilito il Parlamento in una risoluzione che chiede nuove proposte legislative per combattere la violenza basata sul genere. In diversi Stati membri, lo stupro non è trattato come un reato di Stato. La protezione contro la violenza maschile garantita alle donne non è omogenea nell’Unione europea a causa della diversità di politiche e legislazioni nei vari Stati membri, secondo la risoluzione elaborata da Eva-Britt Svensson (GUE/NGL, SV) e approvata per alzata di mano. Il Parlamento sottolinea che tutti gli Stati membri dovrebbero riconoscere come reati la violenza sessuale e lo stupro a danno di donne, in particolare all’interno del matrimonio e di relazioni intime non ufficializzate e/o se commessi da parenti maschi. Gli Stati membri dovrebbero garantire che detti reati siano perseguiti d’ufficio. Le pratiche culturali, tradizionali o religiose come circostanze attenuanti in casi di violenza contro le donne, compresi i cosiddetti “delitti d’onore” e le mutilazioni genitali femminili, devono essere respinte.La risoluzione chiede inoltre una direttiva dell’Unione europea contro la violenza basata sul genere. Nel documento si evidenzia che il 20-25% delle donne in Europa ha subito atti di violenza fisica almeno una volta nella loro vita adulta, e più di un decimo ha subito violenza sessuale che coinvolge l’uso della forza. Inoltre, il testo prende sottolinea che anche lo “stalking” dovrebbe essere considerato come una forma di violenza contro le donne e essere oggetto di norme in tutti gli Stati membri. L’UE e i suoi Stati membri dovrebbero predisporre un quadro giuridico che accordi alle donne migranti il diritto di custodire personalmente il proprio passaporto e il proprio permesso di soggiorno e che consenta loro di ritenere penalmente responsabile chiunque s’impadronisca di tali documenti. Inoltre, i deputati chiedono standard minimi per assicurare che le vittime della violenza possano beneficiare del parere di un medico legale e dell’accesso al patrocinio che consenta loro di far valere i propri diritti in tutta l’Unione. Infine, chiedono agli Stati membri di fornire una dimora sicura e strutture di assistenza ogni 10.000 abitanti per le vittime della violenza di genere.

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L’Olocausto dei Rom non è finito

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 febbraio 2011

Bruxelles. Mentre la Croce Rossa diffonde in tutti i paesi dell’Unione europea la “Storia del popolo Rom” di Roberto Malini, con importanti riferimento al Porrajmos (o Samudaripen), all’interno delle “Linee Guida per accedere ai campi Rom e Sinti”, anche l’appello che il Gruppo EveryOne, la Croce Rossa, il Coordinamento Antirazzista e Opera Nomadi Toscana promuovono da alcuni anni presso le istituzioni europee sembra aver finalmente trovato ascolto. Qual è l’obiettivo di tale appello? Il riconoscimento ufficiale della persecuzione di Rom e Sinti durante la Seconda guerra mondiale e contemporaneamente l’ammissione di fronte a tutta l’Europa dell’emarginazione in cui il popolo Rom è ancora tenuto, in base agli stessi pregiudizi che ispirarono le atrocità nazifasciste. Tre anni fa Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau vennero duramente criticati da alcuni membri della Commissione europea perché, durante un meeting a Roma promosso dalla stessa Commissione, avevano affermato che “L’Olocausto dei Rom non è un evento che appartiene al passato, perché gli stessi pregiudizi che furono alla base della persecuzione di allora sopravvivono oggi e causano violenze ed esclusione contro un popolo innocente”. Solo l’allora parlamentare europea Viktoria Mohacsi difese le affermazioni dei co-presidenti di EveryOne, evitando che fossero stigmatizzati pubblicamente in misura ancora più pesante. Oggi, 2 febbraio 2011, aprendo la Plenaria dell’europarlamento, il presidente Jerzy Buziek non solo ha riconosciuto ufficialmente il genocidio del popolo Rom avvenuto durante la Seconda guerra mondiale, ma ha aggiunto che “i Rom sono oggi la più numerosa minoranza nell’Ue, spesso ancora soggetta a forti discriminazioni”. Buzek ha tracciato paralleli fra il genocidio dei Rom negli anni di Hitler e la loro condizione attuale, ricordando che educazione e informazione sono il miglior antidoto per “evitare di ripetere gli errori del passato”.  (Alfred Breitman – Gruppo Watching The Sky)

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Il Papa e la persecuzione mediatica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2010

In questi giorni Benedetto XVI sta subendo una persecuzione mediatica, in quanto Papa, per colpire in lui il Papato e la Chiesa cattolica e, si fieri potest, cancellarla dalla faccia della terra. L’attacco è partito dal New York Times della famiglia israelitica-americana Sulzberger. Inoltre Stephan Kramer, segretario generale del “Consiglio Centrale degli Ebrei Tedeschi”, ha accusato padre Raniero Cantalamessa perché aveva osato leggere la lettera di un suo amico ebreo, il quale scriveva che l’attacco contro tutta la Chiesa, a partire da casi di preti infedeli, poteva essere paragonato all’antisemitismo in quanto passaggio dalla colpa personale a quella collettiva. Idem il rabbino statunitense Gary Greenebaum. Infine il rabbino di Roma, Riccardo Di Segni, si è detto addirittura indignato perché le parole di padre Cantalamessa sono state pronunciate il Venerdì Santo, che è il giorno più funesto per gli ebrei in quanto esso ha scatenato l’ondata persecutoria e di proselitismo cattolico contro il popolo ebraico, e da parte di chi vorrebbe restaurare nella liturgia la lingua latina di quella Roma che ha distrutto due volte Gerusalemme. Addirittura si vorrebbe portare il Papa in giudizio davanti ad un tribunale americano o all’Aja. Il 2 aprile 2010 l’agenzia Adnkronos ha scritto che «la questione degli abusi sui minori da parte di esponenti della Chiesa, con le accuse rivolte al Papa sulla vicenda da certi quotidiani, anche oggi occupa le pagine della stampa internazionale, in particolare in Occidente. È quanto sottolinea la Radio Vaticana che mette in luce anche i numerosi attestati di solidarietà a Benedetto XVI. Inoltre l’emittente della Santa Sede dà particolare risalto a quelle voci di vescovi e intellettuali cattolici, che s’interrogano sui mandanti dell’attacco mediatico in corso e puntano il dito contro forti interessi economici; si rileva poi che il New York Times non indaga con la stessa forza sugli abusi sessuali nella comunità ebraica della metropoli americana, mentre è descritto il tentativo di estromettere la Chiesa dalla sfera pubblica. Viene poi messo in luce l’intervento dell’intellettuale americano George Weigel, che parla senza mezzi termini della decadenza del New York Times, i cui redattori “hanno abbandonato ogni pretesa di rispetto verso i più elementari standard giornalistici” trasformando quello che era un grande quotidiano in un tabloid scandalistico fondato su menzogne e insinuazioni». (don Curzio Nitoglia)

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La chiesa, gli scacchi … e le cellule staminali

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2009

Gli scacchi furono introdotti in Europa gia’ prima dell’anno Mille. In Italia il piu’ antico documento cartaceo e’ datato ottobre 1061, si tratta di una lettera con la quale il cardinale Pier Damiani, poi proclamato santo, denunciava un vescovo fiorentino, reo di aver trascorso gran parte della notte a giocare a scacchi. Preso atto della denuncia, il papa Alessandro II ne proibi’ il gioco, includendo i trattati scacchistici nell’Index Librorum Prohibitorum. Evidentemente ad Alessandro II non bastavano le controversie e la guerra con l’altro papa, Onorio II, che contestualmente rivendicava il trono di Pietro (succedeva anche questo!). La proibizione fu confermata dal Concilio del 1215, lo stesso che diede il via alla persecuzione contro gli “eretici” ed obbligo’ gli ebrei a portare un distintivo sopra i vestiti (ricorda qualcosa?), e dal Concilio del 1245. Circa cento anni dopo, nel 1325, il gioco degli scacchi fu riabilitato e ne furono decantate le virtu’ e le qualita’ morali. Nel 1866, due anni dopo la fine della guerra di secessione negli Stati Uniti d’America, tra  nordisti e  sudisti, il Sant’Uffizio dichiarava “Non e’ contrario alla legge naturale e divina che uno schiavo possa essere venduto, acquistato, scambiato o regalato”. Oggi tali dichiarazioni non verrebbero in mente a nessuno. Ricordiamo tutto cio’ -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc- perchè vogliamo evidenziare il fatto che i deliberati della Chiesa subiscono basilari modifiche nel corso del tempo. Così le prese di posizione delle Autorità ecclesiastiche, anche se deliberate dai più alti consessi, mutano adattandosi alla realta’ o all’evidenza. Per quanti secoli fu affermato infatti che il Sole girava intorno alla Terra? E a lungo si discusse se le donne avessero un’anima! L’attivita’ religiosa non dovrebbe interferire con quella civica, ma ancor oggi si stenta a separare le questioni di fede da quelle secolari. Ci riferiamo all’utilizzo delle cellule staminali nella ricerca e per la cura delle malattie. Fra cinquanta o cento anni è probabile che si assisterà ad un mutamento del pensiero religioso, che oggi  però influenza le decisioni del Parlamento dello Stato Italiano. Nel frattempo i cittadini che vorranno curarsi con la terapia staminale dovranno emigrare all’estero. E i figli dei Deputati e Senatori dove andranno?

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