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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘perseverare’

Errare umanum est…

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2020

…perseverare autem diabolicum, et tertia non datur. (Errare è umano, ma perseverare è diabolico, e la terza possibilità non è concessa). E il nostro errare in politica ha, oramai, superato la terza possibilità. La prima volta ha sacrificato la democrazia per seguire la strada della dittatura fascista. La seconda ci ha preso di contropiede con la democrazia acefala di stampo democristiano dove è mancata l’alternativa al governo del paese. La terza perché abbiamo seguito le note suadenti del pifferaio di turno e ancora la quarta con l’attuale governo che andava sin dall’inizio respinto al mittente. Davvero siamo molto scarsi in storia se negli ultimi novanta anni non siamo riusciti a renderla maestra della nostra vita?
Ma chi sono questi italiani che hanno così poca memoria e continuano a farsi sedurre dalle parole in luogo dei fatti? (Facta non verba).
Se continuiamo ad essere i “servi sciocchi” dei poteri forti che esprimono non più del 10% dell’elettorato eppure riescono a carpire il consenso della maggioranza assoluta dei cittadini.
Se ci crogioliamo al pensiero di fortificare il dissenso con l’antipolitica e il non voto che si trasformerebbe in un incauto lasciapassare per chi potrebbe meglio esercitare il suo potere perché ogni voto non dato diventa in pratica un consenso a favore di chi non vorremmo.
Se ci scandalizziamo alle parole di Grillo sul confronto tra mafia e partiti come se non vi fossero state commistioni tra loro di sapore clientelare, affaristico, di voto di scambio.
Se non ci convinciamo che esiste in Italia una ricchezza ben tutelata e che l’attuale governo si guarda bene di scalfirla e che da sola potrebbe risolvere tutti i nostri problemi economici e di pareggio del bilancio pubblico senza togliere il pane di bocca a chi ha solo quello da masticare. Ma allora in che razza di paese ci troviamo? (Riccardo Alfonso)

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Errare umanum est…

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2018

…perseverare autem diabolicum, et tertia non datur. (Errare è umano, ma perseverare è diabolico, e la terza possibilità non è concessa). E il nostro errare in politica ha, oramai, superato la terza possibilità. La prima volta ha sacrificato la democrazia per seguire la strada della dittatura fascista. La seconda ci ha preso di contropiede con la democrazia acefala di stampo democristiano dove è mancata l’alternativa al governo del paese. La terza perché abbiamo seguito le note suadenti del pifferaio di turno e ancora la quarta con l’attuale governo che andava sin dall’inizio respinto al mittente.
Davvero siamo molto scarsi in storia se negli ultimi novanta anni non siamo riusciti a renderla maestra della nostra vita?
Ma chi sono questi italiani che hanno così poca memoria e continuano a farsi sedurre dalle parole in luogo dei fatti? (Facta non verba).
Se abbiamo saputo coagulare un consenso molto elevato nei confronti dell’attuale governo con le sue improvvide iniziative che stanno mettendo in ginocchio l’intero paese.
Se continuiamo ad essere i “servi sciocchi” dei poteri forti che esprimono elettoralmente non più del 10% dell’elettorato eppure riescono a carpire il consenso della maggioranza assoluta dei cittadini.
Se ci crogioliamo al pensiero di fortificare il dissenso con l’antipolitica e il non voto che si trasformerebbe in un incauto lasciapassare per chi potrebbe meglio esercitare il suo potere perché ogni voto non dato diventa in pratica un consenso a favore di chi non vorremmo. Se ci scandalizziamo alle parole di Grillo sul confronto tra mafia e partiti come se non vi fossero state commistioni tra loro di sapore clientelare, affaristico, di voto di scambio.
Se non riusciamo a vedere il baratro in cui ci caccia inesorabilmente l’attuale governo che ha in pochi giorni umiliato i pensionati, i lavoratori con retribuzioni medio-basse, ma si guarda bene di colpire le grandi rendite e concede salvacondotti miliardari (ben cinquanta miliardi di euro) alle banche. Se non ci convinciamo che esiste in Italia una ricchezza ben tutelata e che l’attuale governo si guarda bene dal scalfirla e che da sola potrebbe risolvere tutti i nostri problemi economici e di pareggio del bilancio pubblico senza togliere il pane di bocca a chi ha solo quello da masticare. Ma allora in che razza di paese ci troviamo? (Riccardo Alfonso)

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Errare umanum est…

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 Maggio 2012

…perseverare autem diabolicum, et tertia non datur. (Errare è umano, ma perseverare è diabolico, e la terza possibilità non è concessa). E il nostro errare in politica ha, oramai, superato la terza possibilità. La prima volta abbiamo sacrificato la democrazia per seguire la strada della dittatura fascista. La seconda ci ha preso di contropiede con la democrazia acefala di stampo democristiano dove è mancata l’alternativa al governo del paese. La terza perché abbiamo seguito le note suadenti del pifferaio di turno e ancora la quarta con l’attuale governo che andava sin dall’inizio respinto al mittente. Davvero siamo molto scarsi in storia se negli ultimi 90 anni non siamo riusciti a renderla maestra della nostra vita? Ma chi sono questi italiani che hanno così poca memoria e continuano a farsi sedurre dalle parole in luogo dei fatti? (Facta non verba). Ma il fondo non sembra toccato se non inorridiamo all’idea espressa da alcuni autorevoli personaggi di avere come presidente della repubblica il noto personaggio che ci ha condotti all’attuale sfacelo economico, sociale e culturale.
Se abbiamo saputo coagulare un consenso molto elevato nei confronti dell’attuale governo con le sue improvvide iniziative che stanno mettendo in ginocchio l’intero paese.
Se continuiamo ad essere i “servi sciocchi” dei poteri forti che esprimono elettoralmente non più del 10% dell’elettorato eppure riescono a carpire il consenso della maggioranza assoluta dei cittadini.
Se ci crogioliamo al pensiero di fortificare il dissenso con l’antipolitica e il non voto che si trasformerebbe in un incauto lasciapassare per chi potrebbe meglio esercitare il suo potere perché ogni voto non dato diventa in pratica un consenso a favore di chi non vorremmo.
Se ci scandalizziamo alle parole di Grillo sul confronto tra mafia e partiti come se non vi fossero state commistioni tra loro di sapore clientelare, affaristico, di voto di scambio.
Se non riusciamo a vedere il baratro in cui ci caccia inesorabilmente l’attuale governo che ha in pochi giorni umiliato i pensionati, i lavoratori con retribuzioni medio-basse, ma si guarda bene di colpire le grandi rendite e concede salvacondotti miliardari (ben 50 miliardi di euro) a chi ha esportato illegalmente le sue ricchezze in Svizzera e che potrebbero essere recuperati attraverso accordi sul modello tedesco che permettano “l’emersione” del fisco evaso e del denaro riciclato.
Se non ci convinciamo che esiste in Italia una ricchezza ben tutelata e che l’attuale governo si guarda bene dal scalfirla e che da sola potrebbe risolvere tutti i nostri problemi economici e di pareggio del bilancio pubblico senza togliere il pane di bocca a chi ha solo quello da masticare.
Ma allora in che razza di paese ci troviamo? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Perseverare diabolicum

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Errare humanum est, perseverare diabolicum. E’ quanto sta accadendo agli italiani che non sembrano fare tesoro del loro passato recente che è partito con il piede sbagliato nel ricercare l’unità del Paese. Da allora ha incominciato a darsi dei governi fantoccio intrisi di corruzione e di logiche clientelari e che, si è concluso regalando, alla dittatura fascista, l’intero paese per la litigiosità delle opposizioni. Un’esperienza finita tragicamente con un bagno di sangue e una guerra fraticida carica di distruzioni. Il poi è stato edulcorato da una democrazia incapace di avere una forza politica di alternanza. E abbiamo vivacchiato sino alla caduta del muro di Berlino che ha sancito di fatto la fine della guerra fredda e dell’Urss. E’ seguita la primavera di “mani pulite” nella sua battaglia contro la corruzione che aveva nella politica il protettore più autorevole ma ciò non ci ha impedito di finire nuovamente tra le braccia di un novello imbonitore. Ad opporsi i soliti partiti che avrebbero potuto evitarci le sue esternazioni e la sua scalata al potere, se solo fossero riusciti a marciare uniti ed invece è prevalso il divide et impera. Ora ci risiamo. Un altro governo che per difendere gli interessi di pochi non si fa scrupolo di accanirsi contro le classi più deboli e i partiti che fanno? Tramano solo per spartirsi una fetta di potere, costi quel costi. E il popolo sta lì come inebetito a far trastullare i sondaggisti che lo danno favorevole a chi mette le mani nelle loro tasche e gli ruba l’aria per respirare. Siamo diventati “l’anitra zoppa” della democrazia compiuta, siamo diventati il laboratorio di una logica capitalistica che non accetta i valori della vita nella sua accezione universale. E’ un privilegio di casta, riservato a pochi. Agli altri, al massimo, sono riservate le briciole. E’ la nuova schiavitù delle masse. E’ la sua cultura masochista. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Errare humanum est, perseverare autem diabolicum

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 luglio 2010

Lettera al direttore. Un’archeologa si improvvisa esegeta biblica e scrive, “sconcertata”, ad Umberto Galimberti (D Repubblica del 3 luglio) per smentire Miriam Della Croce, la quale aveva fatto notare all’illustre filosofo, l’errore di ricordare il versetto di Matteo 18, 6 a proposito degli scandali di pedofilia nella Chiesa. L’archeologa non fa citazioni, ma si fida di se stessa; il filosofo neppure fa citazioni, ma si fida dell’archeologa, pubblica (povere lettrici!) e le dà ragione.  Bella maniera di procedere! Spero che archeologa e filosofo non ricorrano allo stesso metodo nelle loro ricerche. Miriam Della Croce però, non essendo un’esegeta biblica, si affida agli studiosi della materia e coscienziosamente fa citazioni. Si fida, ad esempio, di Angelo Lancellotti (1927 – 1984), professore di filologia biblico-orientale, autore di varie pubblicazioni, tra cui Grammatica della lingua accadica (1962), Sintassi ebraica nel greco dell’Apocalisse (1964), Salmi (3 vol, 1977-1981). Studioso delle civiltà orientali, ricercatore, filologo di lingue orientali, fine grecista, sottile esegeta biblico. Vediamo come commenta il passo: “Chiamato a sé un fanciullo: il ricorso a un’azione simbolica per dare maggiore efficacia all’insegnamento è un espediente didattico già usato largamente dagli antichi profeti” (Matteo – Nuovissima versione della Bibbia – Ediz. Paoline, pag. 242). “Fanciullo come questo: cioè un uomo che, messosi alla sequela di Gesù, si è rivestito dello spirito di infanzia” (ibidem, pag. 243). “Questi piccoli che credono in me: sono, anche qui, gli autentici seguaci di Cristo che non hanno una preminenza ma vi aspirano” (ibidem, pag. 244). Miriam Della Croce si fida di F. Pasquero, il quale così commenta: “I piccoli sono i seguaci di Cristo, senza preminenza né appoggi umani, perciò più esposti ai pericoli dello scandalo, peraltro inevitabile, data la proclività al male della natura umana” ( La Bibbia – Nuovissima versione dai testi originali – Ed. Paoline, pag. 1544). Miriam Della Croce si fida dell’Alleanza Biblica Universale, i cui studiosi (non solo cattolici!) hanno tradotto la Bibbia nelle principali lingue del mondo. Il versetto di Matteo è così tradotto: “Ma se qualcuno farà perdere la fede a una di queste persone semplici che credono in me, sarebbe più conveniente per lui che lo buttassero in fondo al mare, con una grossa pietra legata al collo”. Ed ecco il commento: “Perdere la fede: come in 11,6 è questo il senso del verbo scandalizzarsi (vedi nota a 5,29); alcuni antichi manoscritti aggiungono: Infatti il Figlio dell’uomo è venuto a salvare quelli che erano perduti. Vedi una frase simile in Luca 19,10” ( La Bibbia in lingua corrente – LDC – ABU – Nuovo Testamento, pag. 34 ). Il versetto citato 11, 6 recita: “Beato chi non perderà la fede in me”. Il versetto citato 5,29 recita: “Se il tuo occhio destro ti fa compiere il male, strappalo e gettalo via…”;  ed ecco la nota: “Ti fa compiere il male; altre traduzioni: ti scandalizza; ti è di ostacolo. Alcune volte lo stesso verbo è tradotto con far perdere la fede, perdere la fede, abbandonare la fede (11,6; 18,6; 24,10; Luca 7,23); perdere ogni fiducia (26,31.33; Marco 14,27.29). (Miriam Della Croce)

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