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Posts Tagged ‘personale ata’

Personale ATA: Anief avvia ricorso gratuito per attivare i profili Area C e AS Servizi Scolastici

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 novembre 2018

Il nuovo CCNL non cambia la Tabella A allegata al CCNL del 29/11/2007 che prevede, per il personale ATA ben due profili dell’Area C (rispettivamente per gli Assistenti Amministrativi e per gli Assistenti Tecnici) e uno dell’Area As (Servizi Scolastici) che ad oggi non sono mai stati attivati né previsti negli organici dal Ministero dell’Istruzione. Per questo motivo, l’Anief impugna al TAR Lazio il decreto interministeriale sugli organici del 22 giugno. Adesioni al seguente link entro il 15 dicembre.
Se accolto, 25 anni dopo l’istituzione dei relativi profili, il Miur dovrà attivare altri 20 mila posti in organico di diritto per il personale ATA. Lo studio legale di Anief intende chiedere per i ricorrenti l’accertamento dell’obbligo dell’amministrazione di provvedere alla creazione di questi profili cui potrebbero accedere, per gli specifici profili dell’Area C, gli assistenti amministrativi o tecnici di ruolo con almeno 5 anni di servizio a tempo indeterminato e per il profilo As – Servizi Scolastici i collaboratori scolastici di ruolo.
“Nella mobilità professionale del personale ATA – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – sono previsti i requisiti utili al personale di ruolo per ottenere il passaggio di profilo o di Area, ma nulla è previsto per la mobilità interna verso i profili dell’Area C e As Servizi Scolastici che sono profili esistenti solo sulla carta e non sono mai stati effettivamente attivati. Il nostro sindacato, dunque, a seguito della pubblicazione del decreto degli organici ATA emanato dal Miur, ha predisposto l’adesione a uno specifico ricorso aperto a tutto il personale ATA di ruolo per ottenere in tribunale l’accertamento, a carico del Miur, dell’obbligo di prevedere gli organici anche per questi profili e consentire, così, la mobilità professionale su tutte le aree e i profili previsti dalla contrattazione nazionale sin dal 2007 per il personale Ausiliario, Tecnico e Amministrativo di ruolo nella scuola pubblica”.

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Scuola: Anief chiede nuovi passaggi di livello per tutto il personale Ata, visti i nuovi compiti e titoli di accesso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

Questa è la richiesta che il giovane sindacato, in attesa di partecipare ai tavoli negoziali, invia ai membri della Commissione paritetica che si riunisce, per la prima volta, in Aran, il 20 novembre, per discutere dell’articolo 34 del CCNL sulla revisione dell’ordinamento professionale, fermo al 1976, dopo quattro mesi dalla scadenza della consegna della relazione originariamente prevista per luglio 2018.In occasione della convocazione delle organizzazioni sindacali da parte dell’Aran, domani 20 novembre, per l’avvio dei lavori della Commissione che dovrà provvedere al riordinamento professionale del personale Ata (ai sensi dell’art. 34 del CCNL “Istruzione e Ricerca” 2016-2018 sottoscritto il 19 aprile 2018), Anief non mancherà di far sentire la propria voce nell’interesse del riconoscimento della dignità professionale per la categoria degli Ata, ignorata per anni malgrado il suo operato rappresenti il nerbo fondamentale dell’organizzazione scolastica. La convocazione arriva dopo le numerose denunce che Anief, unitariamente ad altre organizzazioni di settore, ha sollevato per la chiusura di tutte le “code” contrattuali rimaste aperte nei settori della ricerca, della scuola, delle università e AFAM. Al fine di presentare proposte eque e innovative per la revisione dei profili del personale Ata, il sindacato chiede la piena garanzia da parte del Governo circa le risorse finanziarie necessarie per stabilizzare l’elemento perequativo e per dare regolarità ai rinnovi, come ha stabilito la sentenza della Corte Costituzionale del 2015.Nella scuola si contano ben circa 250 mila lavoratori che non insegnano, ma che svolgono ogni giorno il loro operato apportando un prezioso contributo alla didattica e all’organizzazione scolastica, malgrado il loro lavoro non abbia il giusto riconoscimento: sono gli assistenti amministrativi, i tecnici di laboratorio, i collaboratori scolastici e i Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi. Per mettere fine a questa iniqua situazione, Anief ha predisposto una serie di emendamenti al disegno di legge sul “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021” AC n. 1334, finalizzati a valorizzazione finalmente la categoria che, in assoluto, anche secondo l’Aran, percepisce gli stipendi più bassi del pubblico impiego e addirittura in calo rispetto agli ultimi anni. Il giovane sindacato ritiene peraltro di fondamentale importanza introdurre “i profili di coordinatore tecnico e amministrativo delle segreterie, come del resto previsti dal legislatore ma mai attivati. Il personale Ata di tutte le Aree svolge in modo prevalente, sotto il profilo quantitativo e qualitativo, funzioni superiori non retribuite e non valorizzate: basti pensare che i livelli retribuitivi sono rimasti invariati dal 1976 ad oggi, a fronte di un titolo di studio richiesto superiore a quello originario del 1976 e ad un aumento notevole di mansioni e di responsabilità non previste originariamente nella corrispondente qualifica professionale. Sono, inoltre, ulteriormente aumentati i carichi di lavoro e le responsabilità a fronte dello stesso stipendio tabellare: ora occorre un diploma di scuola superiore o una laurea per gli assistenti amministrativi e un diploma di qualifica per i collaboratori scolastici, ma la retribuzione non è mai stata cambiata e corrisponde al 3° e 4° livello della carriera esecutiva.Rammentiamo che i compiti e le mansioni del personale Ata sono disciplinate dall’attuale Contratto vigente (CCNL Scuola 2006-2009) all’art. 47 e dettagliate nella TABELLA ‘A’ allegata al Contratto. “1. I compiti del personale Ata sono costituiti: dalle attività e mansioni espressamente previste dall’area di appartenenza; da incarichi specifici che, nei limiti delle disponibilità e nell’ambito dei profili professionali, comportano l’assunzione di responsabilità ulteriori, e dallo svolgimento di compiti di particolare responsabilità, rischio o disagio, necessari per la realizzazione del piano dell’offerta formativa, come descritto dal piano delle attività. 2. La relativa attribuzione è effettuata dal dirigente scolastico, secondo le modalità, i criteri e i compensi definiti dalla contrattazione d’istituto nell’ambito del piano delle attività. […] Esse saranno particolarmente finalizzate per l’area A per l’assolvimento dei compiti legati all’assistenza alla persona, all’assistenza agli alunni diversamente abili e al pronto soccorso”.Anief propone, per tutti i profili Ata: una revisione della totalità delle attuali Aree o Profili che comporti un relativo adeguamento stipendiale a seguito di revisione dei livelli di qualifica; un piano di assunzioni per tutto il personale Ata, a copertura di tutti i posti disponibili e vacanti; la soppressione dei commi 332-333-334 della Legge 190 del 23 dicembre2014-Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015) -riguardanti le supplenze brevi e l’organico del personale Ata. Inoltre, per valorizzare il ruolo di assistenti amministrativi, tecnici, collaboratori scolastici e Dsga richiede che si dia seguito ai suoi emendamenti proposti: attivazione di 12 mila posti in organico di diritto nella prospettiva di creare dopo vent’anni i profili di coordinatori di assistenti tecnici ad amministrativi; adeguamento dei livelli del personale agli altri profili della PA; corso di formazione per i candidati del 2010, ad una nuova sessione concorsuale per i passaggi verticali; immissione in soprannumero dei facenti funzioni al concorso Dsga con una quota riservata, alla fine della “temporizzazione”. Altresì, il nuovo sindacato aggiunge che per quanto concerne i compensi, i più bassi della P.A., bisogna ripristinare “le fasce di posizioni stipendiali del personale scolastico precedenti a quelle indicate dalla Tabella A allegata al CCNL Scuola del 4/8/2011” e dire basta alle “discriminazioni tra lavoratori” di ruolo e precari; per gli stessi motivi, “è necessario estendere la carta docente e il relativo bonus anche” al personale Ata, come a quello educativo, oggi esclusi senza alcun tipo di spiegazione.
Anief denuncia inoltre il fatto che non sono mai stati organizzati i corsi di formazione dei dipendenti di ruolo graduati che hanno partecipato ai passaggi verticali nel 2010 (e che pertanto non sono mai stati assunti nella qualifica superiore) e che si rende necessario realizzare “una nuova procedura su tutte i profili attivabili in base ai molti posti vacanti e disponibili. Il fondo approvato dalla precedente legge di stabilità stanzia 50 milioni di euro per il 2018 e 150 milioni di euro per il 2019 al fine di potenziare l’organico dell’autonomia scolastica attraverso la trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto” di circa 12 mila unità lavorative Ata. Il sindacato ritiene inoltre che per chi abbia “superato i trentasei mesi, comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione”, si debba dar luogo all’assunzione a tempo indeterminato in ottemperanza a quanto previsto dalla Direttiva 1999/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999”. Questo consentirebbe di dare una “risposta definitiva al problema del precariato scolastico e al contenzioso oggetto della procedura d’infrazione n. 2014/4231 pendente presso la Commissione europea sulla violazione da parte dello Stato italiano della normativa comunitaria dei contratti a termine”, prevedendo ovviamente l’allargamento della norma al personale Ata. A livello stipendiale, bisogna da subito ripristinare “le fasce di posizioni stipendiali del personale scolastico precedenti a quelle indicate dalla Tabella A allegata al CCNL Scuola del 4/8/2011”. Inoltre, “al personale supplente temporaneo, a partire dall’a. s. 2019/2020” va associata “la retribuzione professionale docenti e il compenso individuale accessorio come determinati nel CCNL 2016/2018”, anche “alla luce della sentenza del 25 ottobre 2018 della Corte di Giustizia Europea sulla causa C-331/17 Sciotto sul precariato, al fine di non porre in essere discriminazioni tra lavoratori”, ad iniziare da quelli a tempo determinato e indeterminato. Per gli stessi motivi, “è necessario estendere la carta docente e il relativo bonus anche” al personale Ata ed educativo. Per quanto riguarda, infine, i Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi, “in relazione ai rilievi mossi dalla Corte di Giustizia europea (sentenza del 26 novembre 2014 sulle cause riunite C-22/13, da C-61/13 a C-63/13 e C-418/13) riguardo all’abuso di contratti a tempo determinato nella scuola statale italiana, è necessario procedere alla riserva di una percentuale dei posti del nuovo concorso per” D.S.G.A. “in soprannumero di chi ha svolto tale funzione a tempo determinato per almeno 36 mesi anche non continuativi su posti vacanti e disponibili. La norma introduce la quota del 30% che doveva essere riservata nella mobilità professionale a seguito dello svolgimento dei corsi di formazione a completamento della valutazione dei passaggi verticali”. Il tutto, senza “nuovi oneri per la finanza pubblica”.

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Scuola: Personale Ata ancora dimenticato

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Per rilanciare il ruolo di assistenti amministrativi, tecnici, collaboratori scolastici e Dsga si dia seguito agli emendamenti predisposti dal giovane sindacato: dall’attivazione di 12 mila posti in organico di diritto per attivare dopo vent’anni i profili di coordinatori di assistenti tecnici ad amministrativi, all’adeguamento dei livelli del personale agli altri profili della Pa; dal corso di formazione per i candidati del 2010, ad una nuova sessione concorsuale per i passaggi verticali; dall’immissione in soprannumero dei facenti funzioni al concorso Dsga con una quota riservata, alla fine della “temporizzazione”. Sui compensi, i più bassi della PA, bisogna ripristinare “le fasce di posizioni stipendiali del personale scolastico precedenti a quelle indicate dalla Tabella A allegata al CCNL Scuola del 4/8/2011”; dire basta alle “discriminazioni tra lavoratori” di ruolo e precari; per gli stessi motivi, “è necessario estendere la carta docente e il relativo bonus anche” al personale Ata, come a quello educativo, oggi entrambi esclusi senza alcun tipo di spiegazione.

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Scuola Personale Ata: in estate il Miur assumerà solo sulla metà dei posti liberi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 luglio 2018

Il Ministero dell’Istruzione si appresta a chiedere al Mef solo 9 mila immissioni in ruolo di assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici. Ma i posti vacanti e disponibili per questa categoria di personale, dopo i movimenti dei colleghi di ruolo, sono quasi il doppio: 17 mila. Ora, viene da chiedersi: perché per gli insegnanti si è deciso di assumere su tutte le cattedre al 31 agosto, mentre per gli Ata non è stato utilizzato lo stesso metro, lasciando a supplenza quasi la metà dei posti liberi? Perché si continua ad infierire su una categoria già dimenticata e vessata dall’ultima riforma, dopo che è stata esclusa dal piano di assunzioni, dal potenziamento e pure dal bonus dell’aggiornamento annuale? È chiaro che di questo andare la supplentite non verrà mai sconfitta.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È necessario realizzare una puntuale ricognizione di posti realmente liberi, al fine di destinare poi tutti quelli privi di titolare ad un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato, anche spalmato su un paio d’anni. Continuare con questo leitmotiv, con i posti sottodimensionati e le assunzioni nemmeno su tutti quelli vacanti, rappresenta una chiara volontà a mantenere le cose come stanno, danneggiando, con il personale precario, tutto il sistema scolastico. Quello che non comprendiamo è poi il motivo che porta il governo di turno a fare di tutto per lasciare nella precarietà una bella fetta di personale, al fine di continuare a risparmiare su mancate progressioni di carriera. In realtà, applicando il diritto europeo, la Corte di Cassazione ha aperto gli scatti di anzianità ai supplenti, anche attraverso delle recentissime ordinanze che hanno puntato il dito pure su chi specula sulle mensilità di luglio e agosto: una manovra che con il personale Ata raggiunge il massimo dell’incoerenza poiché si licenza al 30 giugno pure laddove il posto è vacante. Tale modo di fare è stato pedissequamente denunciato dall’Anief ai parlamentari di Bruxelles e ribadito nella Risoluzione del Parlamento europeo di fine maggio. Presto verrà chiesto un intervento dei due rami del Parlamento al Decreto Dignità, con specifici emendamenti Anief contro la precarietà perenne che nel caso del personale Ata diventa ancora più inaccettabile.

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Pensioni: Slitta di un anno l’insperata riforma, ancora purgatorio obbligatorio per 150 mila docenti e Ata a cui è stata negata ‘Quota 100’

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 luglio 2018

Nulla di fatto, almeno per gli insegnanti e il personale tutto della scuola, per l’inaspettata riforma delle pensioni. L’annunciata riduzione dei requisiti per accedere alla pensione, con l’introduzione di ‘Quota 100’, non ha infatti sinora trovato alcun riscontro: 150 mila docenti e Ata, che potevano andare in quiescenza, sono ancora in attesa. Il Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti ha discusso sulla verifica dei requisiti contributivi dei docenti e ATA che hanno richiesto la cessazione dal lavoro a partire dal 1° settembre 2018. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Non è un buon trattamento quello riservato a insegnanti e Ata italiani. Abbiamo presentato da poco uno studio in cui si evince come in Europa l’età media dei pensionamenti dei docenti risulti oggi attorno ai 63 anni di età anagrafica, mentre in Italia si è già approvata quota 67, sancita dalla Circolare Inps n. 62 del 4 aprile scorso, con il lavoro di chi opera a scuola, in particolare tra gli insegnanti, che continua a non essere associato allo stress correlato al burnout. Senza dimenticare che stiamo già parlando della classe docente più vecchia al mondo, visto che oltre il 60% dei docenti italiani è over50 e l’età media di immissione in ruolo è sopra i 40 anni di età.

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Scuola: Personale Ata, la Legge di Stabilità dimezza le assunzioni chieste dal Miur: 3mila anziché 6mila

Posted by fidest press agency su domenica, 22 ottobre 2017

valeria-fedeliL’annuncio della Ministra Valeria Fedeli sull’assunzione di 6mila ATA su posti vacanti in organico di diritto si è scontrato contro le calcolatrici del Mef: il via libera arriva solo, si legge nel testo approvato, per “2.500 posti di collaboratore scolastico e 500 di assistente amministrativo nell’anno scolastico 2018/2019”. Provocando l’ennesima doccia fredda alla categoria più bistrattata del pubblico impiego. Eppure i posti di lavoro vacanti e disponibili in organico di diritto sono oltre 12mila. A cui aggiungerne altrettanti in organico di fatto, in alta percentuale anche questi a tutti gli effetti senza titolare. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La riformulazione del contingente di assunzioni da parte della Ragioneria dello Stato, facente capo al Mef, dimostra che la considerazione per la categoria non è cambiata: già con la Buona Scuola, la riforma Renzi-Giannini, avevamo assistito all’incomprensibile mancata assunzione di Ata. L’esclusione è stata confermata poi in occasione del piano straordinario previsto per i docenti, ma, soprattutto, con il potenziamento: come se nelle scuole per attuare i progetti e le attività a supporto della didattica si possa fare a meno degli Ata. Poi si continua a fare cassa sui precari che lavorano su posti vacanti, ma senza dare loro l’opportunità di operare a luglio e agosto, salvo rari casi decisi dai dirigenti scolastici perché proprio costretti.

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Scuola – Personale Ata: il Miur apre le graduatorie anche a chi vuole fare supplenze per la prima volta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 settembre 2017

scuola1Le domande di inserimento – come assistente amministrativo, tecnico e collaboratore scolastico – potranno essere presentate, assieme a quelle di aggiornamento, dal 30 settembre al 30 ottobre prossimi attraverso dei modelli cartacei: le candidature andranno inviate a una scuola (la capofila) della provincia scelta, tramite raccomandata A/R o presentata a mano o mediante l’utilizzo della posta elettronica certificata. La procedura prevede la possibilità di chiedere il depennamento dalle graduatorie permanenti o ad esaurimento della provincia di attuale iscrizione. La scelta delle sedi avverrà telematicamente, tramite il portale ministeriale Istanze On Line, secondo la tempistica che sarà comunicata in un secondo tempo.
L’associazione sindacale Anief annuncia l’apertura straordinaria di un alto numero di sportelli di assistenza sparsi nei vari territori del Paese: il servizio di consulenza sarà attuato per tutto il mese di ottobre e servirà sia a fornire informazioni agli aspiranti supplenti sui requisiti d’accesso alle graduatorie Ata di terza fascia, sia a supportarli per una corretta compilazione delle domande da presentare. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il considerevole numero di posti liberi e vacanti, derivanti anche dallo scarso numero di immissioni in ruolo effettuate quest’anno, ha lasciato un posto su quattro a supplenza. Non tutte saranno coperte da coloro che sono precari da tempo, con oltre 24 mesi di servizio svolto.

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Istruzione: Personale Ata, da settembre si perdono altri posti

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 giugno 2017

ministero-pubblica-istruzioneNel decreto alla firma del Capo dello Stato è presente il diktat di non sforare il limite di organico imposto dal Ministero dell’Economia: pur attribuendo i posti in base all’incremento o decremento degli alunni, si arriva a ipotizzare un taglio di 32 unità di personale non docente. Il provvedimento si aggiunge ad altri altrettanto penalizzanti per la categoria: perché arriva dopo che essa è stata ignorata sia in occasione del piano straordinario di immissioni in ruolo della riforma Renzi, sia del successivo organico di potenziamento degli istituti e dopo essere rimasta in vigore l’assurda norma taglia-supplenze brevi, introdotta un anno fa con il comma 332 della Legge di Stabilità 2015 che ha portato i tagli alle supplenze ‘brevi’. Così come non si comprende l’esclusione dal bonus di aggiornamento professionale, né si conoscono i motivi della mancata proroga dei contratti per il personale assunto fino al 30 giugno su posti vacanti e disponibili.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): chiediamo al presidente della Repubblica di non firmare il decreto sugli organici del personale Ata, perché con la Legge 107/2015 gli impegni e le incombenze amministrative e di supporto alla didattica si sono moltiplicate. Negli ultimi cinque anni i governi hanno soppresso quasi 50mila posti, tra amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici. Come se non bastasse, dal 2011 non si attuano immissioni in ruolo sulla categoria. È una scelta deliberata, non casuale, che non ha senso. E non è nemmeno supportata dalla normativa. Perché la stessa legge 133 del 2008, la madre di tutti i tagli nella scuola nell’ultimo decennio, conteneva delle precise indicazioni sul dare seguito al turn over e alla copertura dei posti disponibili, senza alcuna differenza per il personale docente e non docente. Invece, si continua a pensare che l’informatizzazione, quindi il computer, possa sostituire il lavoro umano. Nel 2015, contro il blocco delle assunzioni attivammo una class action. Siamo pronti a fare il bis.

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Scuola – Personale Ata: sui 40mila posti liberi le supplenze scadono due mesi prima

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

ministero-pubblica-istruzioneDopo la Nota di questo tenore, inviata qualche giorno fa dall’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio, le stesse indicazioni sono partite da Viale Trastevere con la Nota 24635, nella quale si dice di fatto alle scuole di prolungare i contratti solo in casi eccezionali. Eppure, a determinare la durata della supplenza è sempre e comunque la natura del posto che si sta ricoprendo: qualora si tratti di una supplenza per malattia, la durata è legata alle tempistiche contenute nelle certificazioni mediche; nel caso delle supplenze annuali, invece, in presenza di posti vacanti e disponibili il contratto deve necessariamente essere sottoscritto con la scadenza coincidente con l’ultimo giorno dell’anno scolastico. Inoltre, con l’operazione di ‘mascheramento’ dei posti del personale Ata, l’amministrazione non ottiene solo il risultato di risparmiare sui mesi estivi, ma anche quello di non assegnarli alla mobilità e turn over. E quindi di non utilizzarli per le immissioni in ruolo. Sono circa 30-40mila gli assistenti amministrativi, tecnici e ausiliari che mancano all’appello nei ruoli dello Stato. I quali si vanno ad aggiungere agli 80mila docenti precari che subiscono lo stesso trattamento.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): due anni fa per opporci alla beffa dell’assegnazione di migliaia di posti, già destinati agli Ata, da affidare ai lavoratori soprannumerari delle province, decidemmo di avviare una class action. Anche in quell’occasione, i posti vennero dati a supplenza fino al 30 giugno 2016, salvo poi scoprire che nemmeno un perdente posto dell’ente locale in via di soppressione è stato mai annesso al comparto Scuola. Oggi, si è arrivati a dire che l’arco delle supplenze su quegli stessi posti vacanti, va comunque ridotto di due mesi. Senza nemmeno più indicare giustificazioni di sorta. Questo modo di fare è divenuto inaccettabile. Per questo, invitiamo tutto il personale Ata che ha sottoscritto un contratto su posto vacante a presentare ricorso per recuperare gli stipendi dei mesi estivi, sottratti in modo illegittimo. Anche per gli anni passati.

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Scuola – Personale Ata, la musica non cambia: zero assunzioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 maggio 2017

ministero-pubblica-istruzioneNon si hanno notizie sulle assunzioni di amministrativi, tecnici e ausiliari, dopo che la categoria è stata ignorata sia in occasione del piano straordinario di immissioni in ruolo della riforma Renzi e sia del successivo organico di potenziamento degli istituti; rimane in vigore l’assurda norma taglia-supplenze brevi, introdotta un anno fa con il comma 332 della Legge di Stabilità 2015, che ha portato i tagli alle supplenze “brevi” tra il personale Ata, solo parzialmente superata con la nota n. 2116 del 30 settembre 2015; non si comprende l’esclusione dal bonus di aggiornamento professionale; come non si conoscono i motivi della mancata proroga dei contratti per il personale assunto fino al 30 giugno su posti vacanti. Il giovane sindacato è pronto a contrastare la mancata proroga dei contratti al 31 agosto, peraltro quest’anno ancora più necessaria per avere a disposizione nelle scuole del personale che dia supporto per l’aggiornamento delle graduatorie d’istituto in programma proprio nella prossima estate. Una class action fu attivata, due anni fa, già contro la decisione del Governo di “donare” i posti della scuola a favore dei lavoratori degli enti locali per favorire il mai compiuto assorbimento dei lavoratori delle province: alla diffida presentata nel novembre 2015, ha fatto seguito la deposizione del ricorso e a breve se ne dovrebbe conoscere l’esito.Nel frattempo, c’è da registrare la mancata attivazione del concorso per Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi, atteso ormai da vent’anni. Anief ritiene che, per tutti coloro che negli ultimi anni si sono prestati a ricoprire il ruolo di Dsga, il Miur debba prevedere con la massima urgenza un concorso riservato. Inoltre, promuove specifici ricorsi contro il criterio della cosiddetta “temporizzazione” applicato ai responsabili e agli assistenti amministrativi transitati nei ruoli di DSGA e per ottenere il riconoscimento integrale del servizio pregresso. Il giovane sindacato ricorda che per il personale Ata continuano ad essere aperte le adesioni sul portale Anief per aderire ai ricorsi per la stabilizzazione, gli scatti di stipendio e l’estensione dei contratti al 31 agosto (cliccare qui). Ma anche per il recupero della differenza retributiva per aver ricoperto il ruolo di DSGA, come per la stabilizzazione per chi ha svolto funzioni DSGA per oltre 36 mesi (cliccare qui).Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ci sono un numero altissimo di posti liberi, 30-40mila, su cui vanno assunti tutti gli Ata ed educatori collocati nelle graduatorie provinciali pre-ruolo, a cui ne vanno aggiunti almeno 20mila per il ‘potenziamento’ scolastico previsto dalla Legge 107/15. Senza un cambio di marcia, continueremo ad avere tre precari su quattro della PA che operano nelle nostre scuole.

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Precari personale Ata

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2010

E’ forte il grido del personale”ATA” della provincia di Cosenza,  che chiede tutela e sta manifestando pacificamente contro i tagli nella scuola da circa due mesi davanti al Palazzo del Prefetto. Una rappresentanza si rivolge ad IdV e al suo segretario Regionale, Maurizio Feraudo, affinché venga fatta luce su questioni ad oggi non chiare e che riguardano l’utilizzo di quanti, in sostituzione del personale docente, educativo ed Ata, non hanno i titoli per farlo e non hanno partecipato, a sentir loro, a “concorsi” per titoli e/o esami come si fa nel pubblico impiego. Quando si fa riferimento all’utilizzo improprio di altro personale, rispetto a chi rimane a casa, si parla dei cassa integrati di aziende private che non hanno  partecipato a nessuna procedura di reclutamento. Immediata la  risposta  del Segretario IdV che garantisce l’impegno a trasferire la questione al livello nazionale del Partito, coinvolgendo i parlamentari dall’Italia dei lavori e il Responsabile nazionale del  Dipartimento Lavoro e Welfare, Maurizio Zipponi. “Ritengo – dice Feraudo- che , al centro di questa riforma fatta di soli tagli,  si giochi il futuro del Paese con migliaia di precari che il governo vuole mandare a casa senza preoccuparsi delle disastrose conseguenze per le loro famiglie.  In Calabria, poi, una terra già  vessata da tante problematicità, questi tagli pesano ancor di più, sia alle  famiglie che non hanno altre possibilità di lavoro, sia alle scuole  che non possono garantire i servizi minimi essenziali. Stiamo  assistendo allo sfascio del mondo scolastico e Italia dei valori ha assunto una posizione netta e chiara sul punto che non è demagogica, ma, al contrario, tende a individuare la formazione scolastica come punto nevralgico per lo sviluppo del Paese. E’ strano  – continua Feraudo – che non vengano colpite le rendite finanziarie, gli sprechi di regime, mentre viene ritenuto normale tagliare i fondi destinati alla scuola. Noi dell’IdV siamo vicini alle giuste rivendicazioni e  alle lotte che si stanno portando avanti, pronti ad offrire ai precari calabresi la nostra disponibilità sul fronte istituzionale per la difesa dei diritti: Istruzione (art. 4 Cost.) e lavoro (art. 3 Cost.) per avere una Calabria migliore”.

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