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Quotidiano di informazione – Anno 28 n° 305

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Mostra antologica del Maestro e Accademico Eugenio Tomiolo

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2016

mostra-tomiolomostra-tomiolo1Mantova. Sabato 1° ottobre alle ore 17.00 presso la Galleria “Arianna Sartori” in via Ippolito Nievo 10 si inaugura una mostra antologica del Maestro e Accademico Eugenio Tomiolo alla Galleria Arianna Sartori di in via Ippolito Nievo, 10. (dal 1° al 13 ottobre 2016 Inaugurazione: Sabato 1° ottobre, ore 17.00. Orario di apertura:dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi)
La retrospettiva, a cura di Lucio Spedo, Pietro Zonzin e Arianna Sartori, sarà visitabile fino al prossimo 13 ottobre con apertura dal Lunedì al Sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30, chiuso festivi.Condensare in poche righe la personalità poliedrica e la produzione artistica sviluppata in molti decenni del Maestro appare presuntuoso. Tra i contributi di insigni critici spicca quello di Franco Loi, poeta e scrittore che ebbe con Tomiolo lunga consuetudine di rapporti e vicinanza di pensiero.Loi, introducendo la mostra “Le Maghe” alla Galleria Corrente di Milano nel 1996, ebbe a dire: “Eugenio Tomiolo è uno dei grandi artisti italiani del ‘900. Veneziano ma con esperienze artistiche che l’hanno portato a contatto con i più importanti centri culturali di Roma negli anni ‘30 e di Milano dal 1946 ad oggi. Ha dietro alle spalle un’opera immensa di grande valore – migliaia di quadri, affreschi, mosaici – uno sterminato operare sul disegno ed un grande lavoro sull’incisione (sue acqueforti sono al Cabinet des Estampes de la Biblioteque National de Paris insieme a quelle di Morandi tra gli italiani).Si può dire che al centro degli interessi artistici di Eugenio Tomiolo sia l’apparizione del mondo. L’artista affronta la realtà non tanto per capirne l’immagine formale quanto la sostanza formante, l’energia-luce che da vita e forma alle cose. Studia le forme come manifestazioni di un’intima essenza. La sua osservazione però è concentrata sulle emozioni: si può parlare di una meditazione emotiva del mondo. Un’intuizione generale definisce i caratteri di questa “apparenza del mondo”: alla sua base c’è la forza emotiva, c’è il mistero creante dell’amore – la forma quindi come parola della necessità vitale.
Un artista dovrà dunque alludere al reale affrontando la forma. Il discostarsi di Tomiolo dall’arte astratta, dal simbolismo e dal surrealismo e in genere dagli sperimentalismi delle avanguardie, procede da questa premessa: la natura contiene l’invisibile, e le forme sono sacre perché espressione necessaria dell’energia creativa. Tomiolo ritiene che ciò che è astratto è realizzato nel concreto, fa tutt’uno con la forma. Per usare una sua espressione: “se energia, massa, luce e tempo si presentano a noi nelle forme degli esseri e delle cose in natura, l’artista deve pur fare la fatica di giungere alla compiutezza della forma”.L’arte di Tomiolo è ricca di questo sforzo, nell’intento di suscitar pensieri nel trascorrere tra le forme e, nel farlo, ottemperare al semplice apparire delle forme naturali. Come dice in una sua poesia, l’immagine si fa allegoria nella realtà: “el mondo xe pitura e mi ghe stago” / no importa cossa el veda, cossa el fassa / sto me penelo desfinà da l’uso / vedo natura farse alegoria / che la se volta per mostrarne el viso”. È tuttavia un compito doveroso quello dell’artista: riaddensare attorno alle cose i significati riposti, far riemergere dalle forme la pienezza di risposte, non attraverso concetti o intellettuali spiegazioni, ma nell’abbraccio del sentire con la mente”. (Franco Loi) (foto: mostra tomiolo)

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Jacopo di Cera: Fino alla Fine del Mare

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 settembre 2016

Napoli Palazzo delle Arti di Napoli Vernissage 21 settembre 2016 dalle 17.30 22 settembre – 17 ottobre 2016 prima personale napoletana del fotografo milanese Jacopo di Cera dal titolo Fino alla fine del mare” a cura di Auronda Scalera. Il progetto espositivo promosso dall’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli, gode del patrocinio morale del Comune di Lampedusa.Nelle trenta opere in mostra, l’autore trae ispirazione dalla terra nel sud della Sicilia, Lampedusa, fatta di contraddizioni, sofferenza, di approdi e speranza. Centro del Mediterraneo, Lampedusa, è la terra di passaggio della contemporaneità ed è, come il viaggio di Ulisse, metafora che rappresenta tutta l’umanità, in continuo cambiamento, in continuo movimento. Un’umanità in cerca di una nuova, dovuta opportunità.
jacopo-di-ceraIn queste immagini stampate in alta definizione direttamente su frammenti di legno prelevati in parte dal cimitero della barche di Lampedusa, si legge simbolicamente, mediante forme e forti cromatismi, il continuo errare dell’uomo, una sorta di traghettamento verso un’altra dimensione, verso una seconda possibilità esistenziale. Il legno è il materiale-simbolo di questo movimento, di questo viaggio.Dai versi di Omero sono state estratte le sei parole chiave del lavoro: il viaggio, l’isola, il legame, la lotta, la salvezza, il ritorno. Per ogni parola chiave sono state scelte cinque immagini che, attraverso il cromatismo, raccontano la storia dei migranti. Una modalità di utilizzo della fotografia molto originale, che mostra come solo utilizzando il colore si possa regalare sorprendenti serie di associazioni visive che spuntano dalla nostra memoria, creando un’archeologia visuale che attinge dal nostro presente e dal nostro passato, da fatti di cronaca che raccontano il nostro contemporaneo.
“Il punto di vista originale dell’artista non ci traspone immagini crude, ma attraverso un gioco di rimandi cromatici che si rifanno più all’arte di Mark Rothko e Yves Klein, ci spiega la metafora del viaggio, del naufragio e della salvezza”, ha spiegato Auronda Scalera.Il progetto fotografico Fino alla fine del Mare è una mostra itinerante: presentato al MIA FAIR di Milano lo scorso aprile, dove ha riscosso un notevole successo di critica e di pubblico, è stato poi in esposizione a Roma nella suggestiva cornice di Palazzo Velli Expò nel cuore di Trastevere, ed ancora in luglio all’interno del circuito off del festival di fotografia LES RENCONTRES D’ARLES, ed infine nell’ambito del festival Con_Vivere di Carrara.
Tutte le opere in esposizione, sono stampe fotografiche ad alta definizione su legno, con interventi manuali di resina realizzati direttamente dall’autore.Il ricavato della vendita sarà, in parte, devoluto ad alcune ONG e ONLUS, che lavorano a sostegno di coloro che lasciano il loro paese per il diritto alla vita.
Jacopo di Cera ha lavorato per anni come responsabile marketing nelle principali multinazionali, mondiali. Ha studiato con Oliviero Toscani, e con tanti altri grandi fotografi internazionali con i quali ha avuto modo di sperimentare e di confrontarsi. Orari Tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30 – la domenica dalle 9.30 alle 14.30. Il martedì sono chiuse le sale espositive del I e del II piano (foto: Jacopo di Cera)

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La Raggi e le politiche del personale

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2016

virginia raggiRoma. Delle due l’una, o la Sindaca smentisce il neo assessore sui “rimborsi dei salari”, o è “complice” di chi forse non ricorda appieno il nuovo ruolo che deve ricoprire. Ormai è tempo di chiarezza. Nessuno, ad oggi, ha mai almeno quantificato quale dovrebbe essere la somma “illegittimamente” erogata, semmai accertato. Si parla diffusamente di “legalità” ma a questo punto sia chiaro che chi sta violando le norme non sono certo i lavoratori che mandano avanti questo Ente ma certamente chi, non erogando il giusto salario, imposto con l’atto unilaterale, sta violando principi contrattuali e costituzionali. Basta con il continuo stillicidio di subdole comunicazioni che servono solo a coprire le inadempienze ad oggi perpetrate. La “legalità” saremo costretti noi a tutelarla attraverso il patrocinio dei lavoratori davanti al giudice adito. La Sindaca abbia la fermezza di difendere le sue affermazioni per una soluzione positiva della vertenza, riaffermi il valore della mozione che ha votato all’unanimità l’assemblea capitolina il 14 luglio u.s..Nello spirito di trasparenza e legalità che ormai tutti invocano e che è patrimonio invece di tutti e non riserva di qualcuno, si chiede alla Sindaca di convocare urgentemente il tavolo negoziale ed affrontare apertamente il tema del salario, la riorganizzazione dell’ente ed il contratto di lavoro, questo vuol dire legalità!Al neo assessore vorremmo suggerire di verificare di quanto e quale contenzioso in sede giudiziaria l’Ente è stato condannato a pagare per rispondere di comportamenti fuori dalle norme, debiti fuori bilancio di milioni di euro che forse potevano essere si utilizzati per risanare il bilancio dell’amministrazione. Certamente questo quadro si aggraverà con la responsabilità che la stessa Amministrazione sta assumendo nel dover giustificare la class-action in itinere.La Cisl Fp Roma capitale e Rieti dalla parte dei lavoratori e dei cittadini, lavoro servizi e salario, per la vera difesa di chi la città la fa vivere veramente.

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Mostra personale d’arte di: Vito Lentini

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 agosto 2016

Vito LentiniMilano 7 settembre 2016 dalle h. 18,30 alle 21,00 e si concluderà il 20 settembre mattina presso la Galleria d’Arte Contemporanea STATUTO13, in Via Statuto, 13 (corte interna) “Stati vitali” -Mostra Personale di Vito Lentini- a cura di Massimiliano Bisazza. Apertura al pubblico: dalle h 11 alle h 19 dal martedì al sabato. Dopo il successo delle mostre meneghine dell’anno passato, Vito Lentini torna con un nuovo progetto artistico in Galleria STATUTO13 nel cuore di Brera dove espone nuovi lavori con tecniche miste: dall’acquarello su carta all’acrilico su tela. Sperimenta supporti e formati con grandezze più ampie rispetto al passato e si cimenta in una poetica complessa e accattivante, quella degli stati vitali dell’essere umano.Affascinato dal mutare dell’umore insito in ognuno di noi, induce alla riflessione e alla constatazione che questa tematica varia da persona a persona, in base alla sensibilità, al vissuto del personaggio osservato e alla percezione dell’artista che lo rifrange grazie all’ausilio dell’arte visiva che più gli è consona.Scandagliare sensazioni come la gioia, la malinconia, la rabbia, la tristezza, la sensualità, l’ilarità e molti altri stati vitali è l’obiettivo di questo progetto che l’artista Lentini ha saputo cogliere con sensibilità, ironia, e non solo. I personaggi femminili, da lui molto amati da sempre, sono protagonisti di questo excursus visivo: riflessivi, spaventati dietro a un vetro immaginario, danzanti, galleggianti in una metaforica caverna. Tecnicamente gli acquerelli sono stesi in modo accorto, il colore è sapientemente dosato, equilibrato e dimostra la capacità dell’artista Lentini nel saper maneggiare con cura i pigmenti e nel darne un bilanciamento che emerge in ogni stesura; interessante è l’intenzione e la scelta nel riproporre alcune silhouettes sia con l’utilizzo dell’acquerello che con la stesura su tela di monocromie acriliche.La percezione è quasi quella del “confronto” di una tematica comune che è rappresentata con stili e tecniche molto diverse tra loro, dando così la parvenza che una sia il bozzetto dell’altra o vice versa, ma scoprendo solo poi, che così non è, avventurandoci nei meandri delle sensazioni estetiche ed emotive che le opere di Lentini sanno infondere nel fruitore. (foto: Vito Lentini)

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Sanità Lazio : Dimitri (Cisl FP) Sovraffollamento e Carenza di Personale all’Asl RM 5

Posted by fidest press agency su martedì, 2 agosto 2016

Ogni cittadino iscritto al Servizio sanitario nazionale ha diritto a un medico di famiglia, figura cruciale tanto per la sua salute quanto per il corretto andamento della macchina della sanità.La CISL FP Roma/Rieti Territoriale denuncia con forza il fatto che questa figura Sanitaria di Medicina del Territorio delega, ormai da tempo, alla struttura Ospedaliera il Lavoro di loro Competenza! L’80% di chi arriva nel Pronto Soccorso all’Ospedale di Tivoli , cosi come in quelli delle altre Strutture della ASL RM 5 non ha alcun bisogno di cure ospedaliere. È esplicita consuetudine da parte dei Medici di Base locali, indirizzare presso i punti di primo intervento Ospedaliero i pazienti che invece andrebbero trattati in regime ambulatoriale oppure a domicilio. Possiamo affermare che se il Pronto Soccorso e’ intasato molto dipende da un completo disallineamento dell’attività del Medico di Famiglia con le indicazioni del sistema sanitario locale. Se l’assistenza sul territorio funzionasse davvero, non esisterebbero situazione insostenibili come quelle che si vivono quotidianamente nei Pronto Soccorso delle ASL RM 5. La CISL FP ha piena consapevolezza che ad aggravare la situazione, rendendo difficile e spesso impossibile il deflusso dei Pazienti verso i reparti o posti di continuità assistenziale, sono anche le realtà di pronto soccorso piccole, vecchie e male organizzate a causa di una drammatica carenza di personale dovuta ad un blocco del turnover che combattiamo da almeno 10 anni, la mancanza di incentivi per il personale esposto al Rischio biologico e stress correlato ed i carichi di lavoro eccessivi.L’affollamento cronico – è la cartina tornasole del declino del servizio sanitario locale. (Cecchinelli Dimitri Responsabile Territoriale CISL FP Roma Capitale Rieti).

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Eur spa: nessun licenziamento nessuna mobilità del personale

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 agosto 2016

roma eur“A un anno dall’omologazione da parte del Tribunale di Roma del concordato sul piano di ristrutturazione di Eur SpA, venuto a seguito di un’importante crisi finanziaria della società conseguente alla realizzazione della “Nuvola” di Fuksas, siamo felici di constatare che l’azienda conserverà intatta la sua pianta organica, rispettando così la volontà del Parlamento italiano. Lo desumiamo dal continuo ricorso a nuovi contratti esterni onerosi. Evidentemente i problemi strutturali cagionati da clamorosi errori strategici di Rutelli e Veltroni e dalla dissennata volontà di Renzi di non concedere la ricapitalizzazione, sono stati superati e i mancati incassi dalla locazione dei quattro edifici di pregio svenduti a Inail sono stati adeguatamente tamponati. Bene. A questo punto suggeriamo alla governance di bandire un concorso pubblico per reclutare professionisti e tecnici anche sul mercato romano, tanto per evitare una graduale “lombardizzazione” di un ex ente territoriale profondamente legato alla capitale e alla sua identità”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.

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Mostra personale di pittura di: Giovanna Melone Bronté

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 giugno 2016

Giovanna Melone BrontéMilano 15 giugno 2016 dalle h. 18,30 alle 21,00 e si concluderà il 28 giugno mattina presso Galleria d’Arte Contemporanea STATUTO13, in Via Statuto, 13 (corte interna) Brera District. Apertura al pubblico: dalle h 11 alle h 19 dal martedì al sabato. A cura di Massimiliano Bisazza. Giovanna Melone (alias Bronté) è un’artista torinese che ha intrapreso un lungo percorso evolutivo basato sull’ auto-conoscenza. Gli studi svolti e le esperienze relative alla Cabalà Ebraica, al Buddhismo, alla psico-analisi yunghiana, all’impronta sciamanica e alla natura olistica delle cose; sono stati fondamentali nella crescita creativa e nella definizione della poetica che è ampliamente trattata nella mostra milanese in Galleria STATUTO13 in Brera a Milano.Le tele dell’artista Melone Bronté sono tautologiche, in quanto rafforzano con l’ausilio dell’arte visiva quanto sopra specificato, e taumaturgiche, in quanto sono l’atto finale di un’espressione autentica e creativa che nel germoglio del pensiero era già intendibile come volontà di cambiamento, di evoluzione.I colori rientrano in svariate cromie dove le tonalità emergono quasi sottolineando la reale disposizione d’animo di Giovanna Melone Bronté sottesa nel preciso momento della sua fase creativa.La predominanza di quella gestualità tipica dell’espressionismo astratto – in taluni casi ispirato da quell’ermetismo tipico di grandi pittori legati in qualche modo ai concetti alchemici – ci lega fortemente al linguaggio informale segnico ( si pensi a un accostamento che guarda agli stilemi di Yves Klein per esempio) che pervade le tele dell’artista torinese e che altro non è se non l’estrinsecazione del proprio “io” più autentico e ricco di afflato.La pittura ha sempre più valenze in base alla percezione dell’osservatore astante che entra in relazione con l’opera d’arte e che, superando il significato intrinseco che l’artista le attribuisce, ha un suo “sentire” del tutto personale; che va oltre i sensazionalismi estetici, aulici o ermeneutici ascrivibili dalla lettura altrui del manufatto artistico.(foto: Giovanna Melone Bronté)

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Personale di Pietro Perrone: travaso

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2016

pietro perrone1pietro perrone2Roma giovedi 16 giugno ore 19.00-24.00 Via dei Monti della Farnesina 77 VENERDI SABATO- LUNEDI-MARTEDI 16.00-19.00 DOMENICA CHIUSO
Il tema che sottende alla mostra ha un intento ambizioso, quello di trasmettere al pubblico il valore del sapere e della cultura e in questo modo invitare a riflettere su quanto sarebbe grave lasciare che quanto fino a questo momento ci ha nutriti oltre a quanto ci è già stato tramandato, possa andare perduto, fagocitato in questa corsa verso la globalizzazione.
Pietro Perrone sceglie quale supporto per le sue nuove opere, delle vecchie lavagne raccolte in diverse scuole dove già accantonate, erano in attesa di venir sostituite da altre elettroniche. Egli inizia ad elaborare su di esse e con esse senza interruzione, questa personale ricerca intellettuale dipingendovi delle anfore di terracotta come simbolo del tramandare e veicolo della conoscenza. Un oggetto dai connotati semplici e dalle origini lontane, utilizzata nei trasporti alimentari dalla tarda età micenea fino a tutta quella classica. Il senso di questa nuova ricerca di Pietro Perrone parte dal concetto astratto del tramandare il proprio sapere e che nell’anfora trova l’emblema legato all’azione del travaso inteso come passaggio. Con essa Perrone continua a toccare i temi centrali della nostra attualità: passaggio, transito, traversata, attraversamento, trasferimento, spostamento e infine trasbordo sono tutti sinonimi tra loro. Questa è quanto rivela Pietro Perrone nel suo coerente e ininterrotto intento del tramandare conoscenza, un invito a utilizzare gli strumenti adatti su cui ragionare, per l’ampiamento di orizzonti comuni per un miglioramento reciproco. (Dal testo critico di M. Castelnuovo)
pietro perroneLa Mostra Travaso, allestita nell’ambito di un palinsesto espositivo dal nome Diversità a cura di Miriam Castelnuovo e di Massimo Lupoli e che prevede la realizzazione di 8 mostre di arte contemporanea dal 9 di giugno al 4 di agosto presso gli stessi spazi di Officine Farneto, viene introdotta da Pietro Perrone come la Mostra fulcro e rappresentativa del più vasto Travelling Arts Project: un progetto nato per dare all’arte e ai suoi contenuti un significato diverso, permettendole di approdare in luoghi diversi attraverso il viaggio. Durante questo suo itinerare, l’arte si riafferma nel ruolo di educatrice anche in luoghi dove non sarebbe prevista la sua presenza. Travelling Arts project è nato nel 2013 per la Mostra Collettiva allestita presso il Bioparco nel 2013 in occasione della Giornata Amaci di Arte Contemporanea e che ha trovato qui un’esatta continuità nell’essere ospite di Officine Farneto, mantenendo salda reciprocità tra luogo transitorio e opera itinerante.
Pietro Perrone elabora una nuova ricerca e l’allestisce per la prima volta in Italia e nel mondo nello Spazio Officine Farneto: 75 anni fa Enrico Del Debbio progettava i Magazzini di Casermaggio per il noto complesso del Foro Italico. In 3/4 di secolo l’edificio ha subito diverse modifiche e la sua funzione principale è stata tramutata più volte nel corso degli anni. Dagli anni ’50 sino ai primi anni ’80, da magazzino, la struttura di Del Debbio, si trasforma in fabbrica di ceramiche, più precisamente sede di Arcero, nota in tutta Italia per la qualità ed originalità dei suoi prodotti.Infatti ciò che con il Travelling Arts Project si vuole diffondere è l’idea di un’Arte che possa itinerare senza più l’ossessione di essere ospitata in luoghi istituzionali o in locali per cui si richieda un affitto in cambio della curatela e della collaborazione dell’artista. L’Arte porta con sé solo un messaggio di accrescimento culturale oltre che estetico ed è sempre il risultato di tanto lavoro e di tanta fatica: come tale si ritiene che debba venire accolto, stimato e rispettato anche in contesti inaspettati. Come l’opera di Pietro Perrone, messaggera nel suo TraVasare. (foto: pietro perrone)

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“Due sponde un solo mare”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 maggio 2016

due spondeSiracusa, Palazzo Montalto 21 maggio – 5 giugno Inaugurazione 20 maggio ore 18.30 “Due sponde un solo mare” Progetto di Roberta Conigliaro, scultrice e autrice della Personale omonima.
Due continenti, l’Africa e l’Europa, uno di fronte all’altro, separati da una striscia di mare, il Mediterraneo, il “mare di mezzo”. Un mare sulle cui coste si affacciano diversi popoli, con differenti culture che nei secoli si sono scontrati ma anche mescolati lasciandoci un patrimonio artistico che risente di queste reciproche influenze.
Due coste: quella nordafricana e quella siciliana che si guardano: porto di partenza, l’una; terreno di approdo di popolazioni in fuga da guerre e povertà, che sognano una nuova vita, un nuovo inizio, l’altra. La costa sud, così vicina eppure, a volte, irraggiungibile e il viaggio si interrompe a metà strada. Giorno dopo giorno, un tratto di mare che diventa la culla sempre più grande di sogni naufragati.Il cammino segue le tracce di un viaggio di ritorno o comunque della memoria dell’emigrazione italiana prima che lo Stivale diventasse terra di immigrazione, in particolare ascoltando le storie dei siciliani che nell’Ottocento e alcuni anche prima, partirono verso le coste africane.Dallo sguardo puntato a lungo su questo orizzonte nasce il progetto di questa mostra della scultrice siracusana Roberta Conigliaro. Un insieme di “suggestioni ed immagini scolpite”, in pietra e terracotta, alle quali accostare alcuni testi – scritti durante la realizzazione delle opere – che accompagnino il percorso del visitatore. Una mostra che parla di speranze, di sogni infranti e, soprattutto, di … incontri. Lo sguardo di chi si trova dalla parte della costa di approdo, quella costa così vicina al continente africano da poterlo quasi vedere.L’ispirazione nasce da lontano, da un sogno di bambina quando seduta sugli scogli di fronte a Siracusa, guardando il mare immaginava dall’altra parte la costa africana: d’altra parte come dice lo scrittore egiziano Ezzat el-Kamhawi, per un Mediterraneo guardando il mare è impossibile non immaginarsi cosa c’è sull’altra riva.
Lo sguardo è rimasto comunque puntato verso un Altrove, con l’impegno ad andare oltre, un po’ più in là di quello che è familiare. Il mare che unisce e divide ad un tempo, creando contaminazioni tra genti diverse – non sempre facili ma foriere di arricchimento e di vita – e l’osservazione che nelle mani delle donne, nella loro capacità di accoglienza, c’è la chiave del dialogo, sono ispirazioni antiche nell’arte di quest’artista.
Dopo la prima tappa al museo regionale Pepoli di Trapani, la mostra approda a Siracusa, a palazzo Montalto. Così come in precedenza a Trapani, verrà creato un percorso accessibile anche ai non vedenti, con l’ausilio di didascalie in Braille e la proposta di avvicinare alcune sculture mediante il tatto. Quest’iniziativa rende palpabile l’idea che Roberta ha dell’incontro tra le genti, legato alla disponibilità di andare incontro all’altro cercando di parlare lo stesso linguaggio – quello del tendere la mano e di una carezza in questo caso – e della scultura come ponte universale: un’arte da toccare.
Roberta Conigliaro, scultrice, siracusana, vive e lavora a Roma.Sono cresciuta a Siracusa, una città del sud della Sicilia. Sin da piccola al mare, seduta sugli scogli, osservavo l’orizzonte ed immaginavo di poter andare oltre con lo sguardo per riuscire a vedere l’altra costa, quella africana. Ho sempre percepito la sua vicinanza, soprattutto nei giorni in cui soffiava il vento del deserto.
Nel 1989 mi sono spostata verso nord, a Roma ma il mio sguardo continua ad essere rivolto verso sud…oggi più che mai. (foto: due sponde)

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Mostra personale d’arte contemporanea dell’artista Antonella Magliozzi

Posted by fidest press agency su domenica, 8 maggio 2016

assisi1Assisi (Pg) dal 14 al 28 maggio 2016 Galleria Le Logge, Piazza del Comune. La creatività dell’artista di Gaeta – Antonella Magliozzi – sarà nuovamente in mostra nella città di Assisi, patrimonio mondiale UNESCO, tra le più importanti mete storiche, turistiche e religiose d’Italia, che rappresenta una commistione di capolavori del genio creativo umano, in sana comunione con l’ambiente, il territorio e la natura.Sarà possibile ammirare alcune tra le più significative opere dell’artista di Gaeta che hanno preso parte a diverse esposizioni in Italia e all’estero, l’ultima delle quali in Portogallo, presso il prestigioso Centro Sete Sóis Sete Luas di Ponte de Sor, conclusasi nello scorso mese di aprile.
Alle origini dell’Universo è un evento organizzato dall’associazione umbra Fare Cultura, sotto il patrocinio della Regione Umbria, della Provincia di Perugia, del Comune di Assisi, del Comune di Spoleto e del Comune di Gaeta ed è curata dal prof. Simone Fagioli, dal dr. Maurizio Gallinaro esperto d’arte e dall’arch. Moreno Orazi.
L’artista ha dichiarato di sentirsi onorata per l’invito ricevuto e felice di ritornare a esporre la sua arte nella splendida e spirituale Assisi. Ella sostiene che «Spazio e Tempo cessano di esistere per un’Anima che ascolta il ritmo dei propri battiti. Solo così può avvenire quel ricongiungimento all’Anima Madre, una sorta di Spirito guida dell’Universo. Ne consegue che il concetto di memoria, in correlazione con quello di Anima Universale, non sia necessariamente legato al passato: può esistere anche una “memoria del futuro”. Ciascuno di noi, essendo estrinsecazioni dell’Anima Universale, potrebbe, anche se inconsapevolmente, accedere a informazioni su ciò che non è ancora avvenuto».
Il vernissage è previsto per sabato 14 maggio, a partire dalle ore 18. La mostra è aperta al pubblico, tutti i giorni, dal 14 al 28 maggio 2016, dalle ore 10 alle ore 23. L’ingresso è libero e gratuito.

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Personale a due: Alberto Bongini e Sabino Galante

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 aprile 2016

galante bonginiMantova – via Ippolito Nievo 10 Galleria “Arianna Sartori” sabato 23 aprile alle ore 17.30 inaugurazione della personale a due: Alberto Bongini e Sabino Galante, dal tema importante e sempre attuale: “Vietato calpestare l’innocenza. L’infanzia tra gioco e sogno” a Mantova alla Galleria Arianna Sartori in via Ippolito Nievo, 10. Lodovico Gierut, curatore della mostra, presenterà l’esposizione alla presenza degli artisti. Aperta fino al 12 maggio con orario: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30.
“Vietato calpestare l’innocenza. L’infanzia tra gioco e sogno” non è una mostra da poco, né facile, possedendo validissimi contenuti e dell’uno e dell’altro autore, giacché – prima di tutto – ha il merito di aver affrontato e dato soluzione al pensiero di Bongini e di Galante evidenziandone una personalità ben lontana dal narcisismo spesso arido. Ambedue, poi, mettono in essere il legame che da tempo hanno stabilito con la gente, affrontando in modo diretto e indiretto anche le problematiche dell’esistenza.
Bellezza, non bellezza, contenuto, forma, messaggio…, gli elementi ci sono tutti, e completi, resi concreti non certo dall’individualismo che, in verità, è sempre presente in ogni persona, ma ciò che balza agli occhi è il fatto di vederli all’unisono impegnati entro la collettività, per cui interpretano sia il buono, sia il cattivo intendimento che l’uomo ha nei riguardi delle cose del mondo, negandosi ad un’arte svilita nel contenuto. (foto: galante bongini)

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“In(Quieto) Equilibrio” Mostra Personale di Brahim Achir

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2015

città di sabbiaRoma Dal 21 Novembre al 3 Dicembre Via di San Francesco a Ripa, 105/a, si potranno ammirare alcuni dei suoi dipinti più recenti, incentrati principalmente su ritratti di volti e busti femminili e vedute di paesaggi che rimandano alla sua terra d’origine e a quella d’adozione. L’esposizione intende far emergere il contrasto, che si trasforma poi in un armonioso equilibrio, seppur precario, tra la calma, la serenità, la quiete che emanano i soggetti raffigurati e l’esplosione delle più svariate emozioni che investe lo spettatore nel momento in cui si sofferma ad osservarli. Il titolo della mostra, con il prefisso dell’aggettivo inquieto posto volutamente tra parentesi, evidenzia la possibilità di scelta di cui gode il fruitore, esprimendo, allo stesso tempo, il senso di pace che ogni opera può trasmettere e il tumulto e l’impeto che possono coglierlo d’improvviso e spingerlo a scavare dentro di sè.
Le opere di Brahim Achir, che all’apparenza possono sembrare semplici e intuitive, poiché raffiguranti soggetti iconografici immediati e riconoscibili, nascondono in realtà una serie di contenuti impliciti da interpretare secondo la propria visione, ma che in ogni caso non lasciano indifferenti ed, anzi, suggeriscono di attribuirgli un significato tangibile. Gli sguardi bassi, profondi e a tratti malinconici delle figure femminili rappresentate, dal profilo pieno e ben delineato, le distese sconfinate dei paesaggi dove quasi impercettibile è la linea dell’orizzonte e quei colori caldi, del blufunanbulapastosi, vivi, possono creare una serie di intimi quesiti ai quali seguono immediatamente la curiosità, la brama, la necessità di ottenere una risposta soddisfacente; tale disagio solo può risolversi se non in un’apnea di emozioni, in bilico tra un altalenante gioco di serenità apparente e tumulto interiore.
Trapiantato in Italia da oltre trenta anni, con una carriera pluridecennale alle spalle, traboccante di arte, musica e poesia, Brahim Achir è un eccentrico artista dal tratto pittorico caratteristico: la stesura del colore per addizione e sottrazione materica, le pennellate dense e grumose che rendono le figure quasi in rilievo, le linee definite che si giustappongono a quelle deliberatamente più incerte e sfocate, ne fanno un’opera d’arte originale e accattivante. (Orari d’apertura: tutti i giorni dalle 15.30 alle 19.30 Opening: 21.11.2015 – Ore 19.00 Ingresso Libero Catalogo: Edizioni Daphne Museum) (foto: città di sabbia, del blu, funambola)

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Mostra personale di Francesca Lancisi

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2015

lancisiFirenze dal 21 novembre al 19 dicembre presso SmartHub Via Quintino Sella, Vernissage e opening party sabato 21 novembre h.18:30. L’infinitamente piccolo si mostra agli occhi senza lenti né ingrandimenti nei colori e nelle linee degli acquerelli di Francesca Lancisi. Attraverso le sue preziose carte in cotone, Francesca racconta di un mondo minuscolo e invita ad entrare in una dimensione della vita micro in cui la forma e la sua ripetizione, ma anche il suono e la sua propagazione, seguono regole altre rispetto a quelle del mondo macro.
Una normalità alterata che si manifesta in movimenti di creature sottomarine che portano all’orecchio magiche eco, paesaggi immaginari, mondi vegetali e minerali svelati in tavole che oscillano tra gli studi botanici dei primi classificatori del 700 e le illustrazioni delle favole dei libri della nostra infanzia. Un mondo invisibile agli occhi di chi sta in alto, ma di cui ci si può accorgere chinandosi verso il basso, cambiando il punto di vista e guardando la vita da un’altra prospettiva. Tavole piene di creatività ma anche di ricerca e di riflessione sui codici e sugli schemi alla base della vita stessa. La chimica dei colori, le trame e le tessiture delle forme, l’amore per i dettagli e l’eliminazione di ogni superfluo permettono all’osservatore di entrare in rapporto con una natura, svelata tra realtà e immaginazione, quasi onirica.Proprio in questa dimensione, tra scienza e fantasia, si muove la creatività elegante di Francesca che con tratto preciso disegna atlanti di mondi nascosti fatti di filamenti e radici che si espandono fino a creare reti sotterranee di recettori, a mostrare tutta la vitalità di un mondo, meravigliosamente sensibile.
Francesca Lancisi, nata e cresciuta nella splendida natura degli appennini toscani, non smette di disegnare e dipingere mentre si laurea in glottologia alla facoltà di lingue e insegna italiano a stranieri a Firenze, dove oggi vive con la sua famiglia e molte piante. Intensifica l’attività artistica durante il suo contratto di mamma a tempo pieno per tre anni, fino a farla diventare una nuova professione. Crea opere pittoriche ad acquerello ma anche illustrazioni digitali per aziende e case editrici e ritratti personalizzati (oltre ad altri progetti in cantiere). Le sue opere sono state esposte in molte città tra cui Firenze, Arezzo, Ginevra e Vésenaz. (foto: lancisi)

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Personale di pittura “Posti strani”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2015

vieri sorrentinoFoggia. Si conclude lunedì 19 ottobre la personale di pittura “Posti strani” di Vieri Sorrentino alla Sala Propilei della Villa Comunale di Foggia. In mostra una selezione di dipinti ad olio del giovane pittore foggiano, che sta per diplomarsi all’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Il sottotitolo della mostra è: “Con quadri colorati, musica jazz e crepe sul muro”, infatti il giovane pittore si presenta per la prima volta al pubblico con molta semplicità e tanta ironia, animato semplicemente dal desiderio di condividere il lavoro che ha cominciato da alcuni anni. I quadri del giovane pittore ventitreenne incantano, emozionano, stupiscono. (foto vieri sorrentino)

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Personale di Cinzia Cotellessa

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2015

LO-SHU-BIANCARoma dall’8 al 16 ottobre 2015 Galleria Stefano Simmi via dei Soldati 27 personale di Cinzia Cotellessa. La Galleria Stefano Simmi ospita la mostra dell’artista Cinzia Cotellessa dal titolo “LO SHU ovverosia il Quadrato Magico” nella suggestiva e densa di storia Via dei Soldati, sita alle spalle di Piazza Navona, tra Palazzo Altemps, l’Hosteria dell’Orso e il Museo Napoleonico. Fino al 16 ottobre, dal lunedì al sabato ore 10.00-13.00, 15.00-19.00, ingresso libero.
A un anno esatto dalla mostra antologica “Mutazioni” presso il Complesso Monumentale dei Dioscuri al Quirinale, questa nuova esposizione – curata dall’arch. Leonardo Tizi , dal critico d’arte Mara Ferloni e dallo scrittore e giornalista Elio Cadelo – testimonia l’eclettismo di questa artista e la sua continua e instancabile ricerca. La mostra è unita da un sottile fil rouge alla precedente dove è stato possibile ammirare accanto alle opere più significative dell’ultimo ventennio di arte i “Ritratti dei 33 Artisti”, che ironizzando Cinzia Cotellessa ha definito in presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano come il suo “personale quadrato magico”. E qui è iniziata l’avventura ispirata al Feng Shui e al Quadrato Magico, quello stesso quadrato che appare in una delle più famose incisioni di Dürer, “Melencolia”. Apparso in Cina attorno al IV secolo a.C., il Quadrato Magico veniva dedicato ai pianeti o utilizzato come utile supporto per problemi matematici. Come citerà in pieno Rinascimento il filosofo e alchimista Cornelio Agrippa “tavole sacre di pianeti e dotate di grandi virtù, poiché rappresentano la ragione divina, o la forma dei numeri celesti”.
Le opere sono tutte realizzate in tecnica mista su supporti di forma quadrata e in esse troneggiano gli ideogrammi relativi ai 5 Elementi, l’equilibrio dei quali secondo i principi del Feng Shui è fondamentale per armonizzare la nostra vita e l’ambiente in cui viviamo o lavoriamo. Per equilibrare le energie che ci circondano, è importante raccogliere il CH’I benefico e deviare il CH’I negativo, traendo il massimo beneficio attraverso un uso attento dei colori e degli orientamenti. Una mostra che invita a percepire l’armonia tra il nostro mondo interiore e il mondo esteriore e che ci regala 5 chiavi cromatiche per accedere ad altrettante qualità spaziali e non solo ed attivarle nella nostra realtà. Persone, cose, natura, universo… siamo tutti microcosmi di un macrocosmo, e la felicità di ognuno di noi è legata a quella di tutti gli altri. Dunque iniziamo da noi.
L’artista Cinzia Cotellessa, dopo aver trattato temi come l’immortalità, l’esoterismo, il divino e l’onirico, oggi con la nuova mostra “LO SHU ovverosia il Quadrato Magico” ci parla della ricerca fondamentale dell’ARMONIA. (foto: LO-SHU-BIANCA)

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