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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘personale’

La prima personale italiana di Rebecca Louise Law

Posted by fidest press agency su domenica, 7 giugno 2020

Parma. Fino al 20 luglio 2020 – Da settembre a dicembre (orari da definire). Orario apertura: Da giovedì a sabato dalle ore 10:00 alle ore 18:00 Aperture straordinarie: Domenica 7 giugno dalle ore 10:00 alle ore 12:30 – Domenica 5 luglio dalle ore 10:00 alle ore 12:30 Gli ingressi sono contingentati e nel rispetto delle norme di sicurezza vigenti. Non è necessaria la prenotazione, gli accessi avverranno in base all’orario di arrivo. Ha finalmente aperto i battenti nell’Oratorio di San Tiburzio a Parma – parte del complesso San Tiburzio che include anche l’Antica Farmacia San Filippo Neri. un Florilegium di nome e di fatto, capace di inondare con la sua colorata e profonda brezza d’estate la città di Parma. Curata da OTTN Projects e inserita nel programma di Parma Capitale italiana della Cultura 2020, Florilegium è l’evento di punta di Pharmacopea – progetto di riscoperta dell’identità chimico-farmaceutica della Piccola Parigi, promosso dal Gruppo Chiesi e Davines. L’installazione è letteralmente una cascata naturale in costante e organico mutamento, composta dalla coabitazione di 200mila fiori, dall’Achillea millefolium al Tortum, che potrà essere contemplata sino al 20 luglio e poi, da settembre fino al 19 dicembre 2020, secondo orari che verranno comunicati nei prossimi mesi. Gratuita, adatta ai bambini e ideata appositamente per lo spazio di Via Borgo Palmia 6/A, grazie al sostegno di Gruppo Chiesi, Davines e Cosmoproject e alla collaborazione di Ad Personam, Florilegium è il cuore di un’esposizione su più fronti firmata dall’artista britannica, che prosegue anche in questa occasione la propria ricerca sull’evoluzione e sul deperimento dell’opera, spesso concepita come architettura floreale larger-than-life e scultura site-specific. I luoghi scelti sottolineano il perfetto innesto della mostra nel disegno di Pharmacopea, che intende riconnettere – creando nuovi itinerari turistici in grado di riqualificarli – gli spazi depositari dell’identità chimico-farmaceutica cittadina alle le fonti storiche, ai materiali d’archivio, agli antichi erbari e alle farmacopee riemersi in un meticoloso lavoro di recupero. Tale percorso porterà alla realizzazione di una pubblicazione capace di tracciare una linea sino alle origini locali di questa sfera del sapere che caratterizza il territorio di Parma.Sarà inoltre attivato un volontariato aziendale che contribuirà alla valorizzazione e all’apertura di questo patrimonio storico-culturale a cittadini, visitatori e, in particolare, a un turismo interessato alla sostenibilità, alla storia della cosmesi e della tradizione del benessere.È stato infine sviluppato un Public Program con diverse iniziative. Il calendario degli eventi sarà aggiornato in http://www.pharmacopeaparma.it
Per maggiori dettagli: http://www.pharmacopeaparma.it (by http://www.elladigital.it)

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Scuola: Anief proclama lo stato di agitazione di tutto il personale della scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

Dal concorso straordinario, le cui domande di partecipazione sono state rinviate per via dell’emendamento approvato in Senato al Decreto scuola contro cui il sindacato annuncia l’ennesimo ricorso per far inserire tutti i precari nella graduatoria di merito al Decreto rilancio dove il miliardo e mezzo stanziato non consente la riapertura in sicurezza. Il sindacato autonomo si fa portavoce dell’enorme malcontento del personale scolastico a tempo indeterminato e determinato e procede con il primo passo verso la mobilitazione generale: la comunicazione è stata inviata oggi alle istituzioni ministeriali di competenza. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “i motivi della protesta riguardano la mancata attuazione di un piano di investimenti urgente, anche in relazione all’emergenza sanitaria in atto, che avrebbe consentito al settore Scuola del comparto Istruzione e ricerca di rispondere in modo appropriato a una situazione particolarmente difficile, che a settembre, quando rientreranno in classe più di otto milioni di alunni e un milione e 300 mila tra docenti, Ata e dirigenti, diventeranno impossibili da fronteggiare. Sul precariato non ci sono state le risposte adeguate anche rispetto alle istituzioni europee e alle corti dei tribunali nazionali”. Alla richiesta di reclutare dalle graduatorie di istituto si accompagnano altre questioni, tutte motivate: ridurre a 15 unità il numero massimo di alunni per classe; trasformare tutti i posti oggi in organico di fatto in quello di diritto; reintrodurre il “doppio canale” di reclutamento; confermare in ruolo tutto il personale docente assunto con riserva; dare seguito agli attuali contratti a tempo determinato e quelli a tempo indeterminato con clausola risolutiva del personale scolastico attualmente impegnato nella didattica a distanza e nel lavoro agile; procedere alle modalità per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento curriculare e ai corsi di specializzazione di sostegno; rivedere l’attuale suddivisione per ateneo dei posti nei corsi di specializzazione su sostegno; svolgere i corsi in modalità telematica; avviare la procedura concorsale straordinaria per l’assunzione a tempo indeterminato come Dsga; assistenti tecnici nelle scuole del primo ciclo di istruzione attraverso la loro assunzione a tempo indeterminato; introdurre un piano di sicurezza adeguato a preservare dal rischio contagio da Covid-19; assumere a tempo indeterminato un numero congruo di collaboratori scolastici e di assistenti amministrativi; approvare un piano straordinario di edilizia scolastica per la messa in sicurezza e l’adeguamento alle odierne esigenze didattiche degli edifici scolastici; avviare il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro e un piano straordinario di mobilità.

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Ma Zingaretti cosa intende fare con gli infermieri idonei?

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

Inizia ad essere incomprensibile e inaccettabile l’utilizzo degli infermieri idonei del concorso del Sant’Andrea. Infermieri che hanno superato un concorso, che nel bando prevedeva la stabilizzazione a tempo indeterminato, chiamati un po’ a tempo indeterminato e un po’ a tempo determinato: in entrambe i casi vanno ad arginare sia la carenza del personale sanitario che l’emergenza sanitaria in corso.Ma allora perché, a fronte di una carenza del personale infermieristico ormai sotto gli occhi di tutti, la Regione Lazio continua a chiamare offrendo contratti a tempo determinato a operatori che vengono, tra le altre cose, assegnati direttamente ai reparti Covid?
Quanto accaduto in questo periodo di emergenza ha dimostrato che il SSR, a causa delle scelte politiche discutibili degli ultimi venti anni e del lungo commissariamento, è ormai al collasso.A noi interessa parlare del futuro per far sì che questa fase di emergenza detti una linea di non ritorno al passato. Va ricostruito un servizio sanitario che sia accessibile a tutti e tutte e che abbatta definitivamente precariato, esternalizzazioni e privatizzazioni. È per questo che a sostegno degli idonei della graduatoria Sant’Andrea abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo permanente che partendo dalla stabilizzazione a tempo indeterminato degli idonei ricostruisca un Servizio Sanitario con i criteri per cui è nato nel 1978. (by USB Sanità – Lazio)

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Risposte inadeguate per il personale del SSN

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

“Ancora annunci, ma nessun atto che concretamente faccia corrispondere un riconoscimento vero alle tante belle parole spese per ringraziare il personale sanitario”. Questa è la sintesi delle tre sigle sindacali del Pubblico Impiego di Cgil, Cisl e Uil alla lettura del testo di conversione del Decreto Legge n.18/2020, così detto ‘Cura Italia’.”I nostri professionisti sono descritti come eroi. Tuttavia, alla prova dei fatti, ancora una volta non si vuole affrontare il nodo del riconoscimento economico per il contributo di professionalità e di sacrificio personale che hanno dato e stanno dando per l’emergenza sanitaria” affermano le segreterie nazionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, che continuano “non è stato recepita nessuna delle proposte emendative proposte per avere più risorse e più flessibilità di utilizzo, sia delle poche risorse previste dall’articolo 1 del cura Italia solo per lo straordinario e sulla possibilità di usare le risorse aggiuntive che le singole regioni hanno a disposizione per dare un doveroso riconoscimento al personale della sanità”.”Orari di lavoro dilatati, turni senza soluzione di continuità, tutto determinato dall’esigenza di non sguarnire reparti che si affollano, di minuto in minuto, di pazienti affetti da Covid19 da curare senza una terapia specifica, con difficoltà nei processi diagnostici, in carenza di ventilatori, senza protocolli omogenei che da subito definissero percorsi separati dai pronto soccorso alle degenze. Questo è lo scenario che molti professionisti si trovano a dover affrontare oramai da oltre tre mesi: la risposta del Governo non coglie il dramma umano e professionale che i lavoratori hanno vissuto in prima linea e sulla propria pelle”, continuano i tre sindacati confederali di categoria”.
“In queste ore – concludono – è in corso un confronto con le Regioni, con molte delle quali abbiamo o stiamo definendo accordi per dare un riconoscimento tangibile a tutti gli operatori impegnati nell’emergenza, per chiedere insieme al Governo che nel Dpcm prossimo siano garantite risorse adeguate, da erogare utilizzando veicoli normativi che permettano di superare vincoli, resistenze burocratiche e scarsità di risorse. Dalle indennità per malattie infettive, alla turnistica usurante e alle deroghe sull’orario di lavoro, non si può accettare che chi salva la nostra vita rischi in prima persona e si veda anche svalorizzato. Un Paese civile premia chi promuove il benessere della collettività. Senza sanità siamo tutti più fragili e il paese non riparte, per questo diciamo al Governo che non c’è Fase2 senza interventi a sostegno della sanità e che il tempo è scaduto visto che ci sono pochi giorni per non deludere le aspettative legittime del personale”.

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Sussidi per personale Penitenziario contagiato

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2020

“Avevamo sollecitato un’iniziativa del genere e non possiamo che accogliere con favore la notizia che l’amministrazione penitenziaria abbia deciso di erogare dei sussidi a favore del personale della Polizia Penitenziaria e del Comparto Ministeri contagiato dal Covid-19”. È il commento della Fp Cgil in merito al sussidio stabilito dal Dap per tutti gli appartenenti alla Polizia penitenziaria e al personale civile dell’Amministrazione penitenziaria positivo al Coronavirus. La nota, firmata dal Capo del Dap e inviata anche al Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità, fa sapere la Fp Cgil, “parla di un sussidio per tutto il personale che abbia contratto il virus a partire dal primo febbraio 2020. Tra l’altro prevede una diaria da isolamento di 50 euro per ogni giorno di permanenza presso l’abitazione o altra sede protetta, di 150 euro per ogni giorno di ricovero in istituto di cura, di un indennizzo una tantum di 4.000 euro in caso di ricorso a terapia intensiva o sub-intensiva, di un rimborso fino ad un massimo di 1.000 euro in caso di trasporto in autoambulanza per dimissioni dall’istituto di cura”.Si tratta, osserva il sindacato, “dell’ennesima dimostrazione del fatto che, quando le amministrazioni pubbliche sono disponibili al dialogo con le parti sociali, si ottengono dei risultati concreti in breve tempo, proprio quello che serve in un momento di emergenza come questo, in cui l’attenzione su chi lavora in un settore esposto come quello dell’esecuzione penale deve rimanere altissima”, conclude la Fp Cgil.

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È online il corso di formazione gratuito per il personale infermieristico italiano

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2020

La formazione è incentrata sulle procedure richieste per la gestione di Covid-19. Il corso – disponibile sul sito della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI) al seguente indirizzo http://www.fnopi.it – è diviso in tre moduli per una durata complessiva di otto ore. Le lezioni offrono indicazioni operative e immediatamente applicabili a supporto degli operatori sul campo su tematiche riguardanti la protezione individuale, la ventilazione non invasiva e la gestione dello stress in situazioni di emergenza.Nello specifico, il corso coprirà i seguenti temi: Dispositivi di Protezione Individuale, DPI (presentazione dei principali dispositivi di protezione individuale e delle corrette modalità d’uso da parte del personale infermieristico e medico nel trattamento di pazienti affetti da Covid-19); ventilazione non invasiva, NIV (indicazioni pratiche per l’utilizzo e il monitoraggio delle tecniche di ventilazione non invasiva – CPAP e BiPAP – nella gestione di pazienti affetti da Covid-19); gestione dello stress in situazioni di crisi (riconoscimento dei segnali di stress e identificazione delle principali tecniche di gestione dello stesso in situazioni di crisi).
Il corso, che riconosce ai partecipanti crediti per l’Educazione Continua in Medicina (ECM – 10,4) validi su tutto il territorio nazionale, è stato promosso da Generation Italy (fondazione no-profit indipendente creata da McKinsey & Company) attraverso il coordinamento dei partner; dall’Università Vita-Salute San Raffaele e dal Gruppo San Donato, che ne sono responsabili scientifici; da Intesa Sanpaolo, partner di progetto per la produzione e promozione del corso; da Sky Italia, che ha permesso la realizzazione dei video mettendo a disposizione la sua capacità creativa e produttiva; e da FNOPI-Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche, partner per l’erogazione del corso e l’accreditamento nazionale.Le lezioni si rivolgono a tutto il personale infermieristico che ogni giorno è in prima linea in tutto il territorio nazionale per combattere il virus. Obiettivo del corso è quello di offrire tecniche e migliori pratiche, in particolare per coloro i quali non abbiano avuto esperienze dirette o continuative nei reparti di terapia intensiva.

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DL-Scuola: Sugli spostamenti di sede del personale cambiano le tempistiche ma rimangono i vincoli illegittimi

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2020

Il Ministro dell’Istruzione viene autorizzato con apposita ordinanza ad adattare aspetti procedurali e tempistiche relativi a utilizzazioni, assegnazioni provvisorie, fermo restando i blocchi sulla permanenza del personale sulla sede previsti dalle disposizioni vigenti. Marcello Pacifico (Anief): “Siamo dinanzi a un errore che discrimina alcuni insegnanti e cittadini, specialmente dopo le restrizioni sugli spostamenti personali. Se il Governo non cambia la norma, noi la impugneremo in tribunale. Bisogna aiutare e non dividere le famiglie. E trovare soluzioni diverse anche per agevolare i passaggi di ruolo”. Il decreto legge sulla scuola conferma i vincoli sui trasferimenti per docenti neo-assunti e di sostegno. In base a quanto previsto dal decreto in via di approvazione da parte del Consiglio dei ministri, risulta, all’articolo 2 comma 1, che “con una o più ordinanze del Ministro dell’istruzione, sentiti il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per la pubblica amministrazione, per l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2020/2021, sono adottate, anche in deroga alle disposizioni vigenti, misure volte”, tra le altre cose, “all’adattamento e modifica” pure “degli aspetti procedurali e delle tempistiche relativi alle utilizzazioni, assegnazioni provvisorie e attribuzioni di contratti a tempo determinato, anche in deroga al termine di conclusione delle stesse previsto dall’articolo 4, commi 1 e 2, del decreto-legge 3 luglio 2001, n. 255, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 agosto 2001, n. 333, fermo restando il rispetto dei vincoli di permanenza sulla sede previsti dalle disposizioni vigenti”.Anief ribadisce che non è possibile tenere fermi i neo assunti da GMRA della secondaria per cinque anni e confermare il blocco sul sostegno con l’impossibilità di calcolare il servizio pre-ruolo. Entrambi pregiudicano il ricongiungimento dei propri affetti, pure in presenza di posti disponibili: nel caso del blocco per un lustro degli immessi in ruolo nella secondaria, che il prossimo anno sarà esteso a tutti gli immessi in ruolo a prescindere dalla graduatoria da cui saranno convocati, Anief conferma l’intenzione di impugnare l’ordinanza per sollevare questione di illegittimità costituzionale delle norme introdotte dalla legge n. 159/2019 a seguito della palese violazione del principio di uguaglianza sostanziale, parità di trattamento, ragionevolezza. Nel caso del blocco contrattuale su sostegno senza computare il servizio preruolo, il giovane sindacato ribadisce che è stato dichiarato più volte illegittimo nelle sentenze ottenute dal sindacato presso i tribunali di competenza.

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Personale Ata: proroga dei contratti anche per i collaboratori scolastici precari

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

Ancora una volta il personale Ata si ritrova in una condizione di sospensione. Le varie circolari pubblicate dal Ministero dell’istruzione dall’inizio dell’emergenza sanitaria Covid-19 hanno lasciato troppi dubbi intrepretativi, in particolare riguardo ai collaboratori scolastici precari cui viene negata la proroga del contratto. Anief invita tutti i dirigenti scolastici a rivedere le proprie decisioni. Intanto, il sindacato ha predisposto un modello per chiedere la proroga del contratto. Contattaci per richiederlo.Marcello Pacifico (Anief): la conferma dei contratti anche per questi supplenti non solo è giusta ma anche utile al contenimento del rischio contagio.Il Ministero dell’istruzione ha deciso di affidare alla discrezionalità delle scuole la possibilità di prorogare o meno i contratti del personale Ata supplente breve, specie dei collaboratori scolastici, nel periodo di sospensione delle attività didattiche. Poiché i collaboratori non possono evidentemente svolgere la loro attività in modalità di lavoro agile, sono stati considerati come personale non essenziale e, pertanto, non sono stati inseriti nelle turnazioni del personale, come invece è stato fatto per i collaboratori di ruolo.Per Anief, invece, l’inserimento dei collaboratori scolastici supplenti è necessario per garantire l’apertura in caso di reperibilità o attività indifferibili disposta dai dirigenti scolastici. E questo non solo per consentire il regolare svolgimento di tali attività in caso di assenza del titolare, ma anche al fine di poter contare su un numero maggiore di collaboratori da far alternare, minimizzando così la presenza dei singoli lavoratori in servizio effettivo e, di conseguenza, i rischi di contagio. Che oggi – lo ricordiamo – deve essere l’obiettivo principale da perseguire in ogni scelta operativa.“Stiamo parlando – afferma Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – di lavoratori e lavoratrici di tutte le scuole di ogni ordine e grado che, da supplenti, in questo periodo così difficile hanno garantito con la loro presenza, la pulizia e la sanificazione dei locali scolastici, fino all’ultimo giorno prima della chiusura delle scuole e che ora si vedono relegati al ruolo di personale di serie B. Per questa ragione chiediamo ai dirigenti scolastici di rivedere le proprie posizioni”.
Anief lancia quindi un appello al Ministero e al Governo perché si garantisca la giusta tutela anche di questi lavoratori attraverso la proroga del contratto, mettendo fine al più presto a questa ingiustizia. Anief ha predisposto un modello per chiedere la proroga del contratto. Tutto il personale Ata interessato può contattare la sede territoriale ANIEF competente per richiederlo.

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Utilizzo del registro elettronico ai tempi della DaD da parte del personale docente

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

“Strumento essenziale per lo svolgimento della didattica a distanza, ma inutile se richiesto dal dirigente scolastico per registrare le ore di lavoro domiciliare degli insegnanti o la presenza degli alunni alle video conferenze durante la sospensione delle lezioni” per Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. Preme ritornare ancora una volta sull’uso e utilizzo del registro elettronico. Sorprende, infatti, che ancora oggi ci siano situazioni, per fortuna poche, in cui il DS chieda ai docenti di “firmare” ogni giorno il registro elettronico principalmente per attestare la “presenza” a lavoro secondo l’orario tradizionale o, peggio, restare davanti al computer a operare per la didattica a distanza nelle ore e nelle classi secondo l’orario lavorativo in presenza.Ricordiamo che il Contratto collettivo nazionale vigente obbliga il solo personale Ata alla rilevazione della presenza a scuola mediante procedure elettroniche e informatiche. Per i docenti la rilevazione della presenza è indicata con l’apposizione della firma sul registro di classe, in cui sono rilevate anche le assenze e presenze degli alunni. Nella situazione attuale, però, tale adempimento, sia per alunni sia per i docenti, non è amministrativamente attuabile in quanto non vi è la presenza oggettiva nella scuola di alcun soggetto.La nota n. 388 del 17 marzo del Ministero dell’Istruzione, che dà indicazioni sulla didattica a distanza, richiama l’uso del registro elettronico non come strumento di controllo dell’operato dei docenti e di attestazione di “presenza” a lavoro secondo il proprio orario in presenza, bensì come strumento didattico per la “trasmissione ragionata di materiali didattici” e “di supporto alla didattica, con successiva rielaborazione e discussione operata direttamente o indirettamente con il docente”. Inoltre, continua la nota, “occorre evitare sovrapposizioni e curare che il numero dei compiti assegnati sia concordato tra i docenti, in modo da scongiurare un eccessivo carico cognitivo. Per questo motivo il ruolo del registro elettronico è prezioso.”.
Nella stessa direzione la nota n. 278 del 6 marzo scorso. In essa viene ribadito che “le istituzioni scolastiche della scuola primaria e secondaria, nell’ambito della propria autonomia, attivano o potenziano modalità di apprendimento a distanza, ottimizzando le risorse didattiche del registro elettronico e utilizzando classi virtuali e altri strumenti e canali digitali per favorire la produzione e la condivisione di contenuti”.“È bene puntualizzare – afferma il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico – alcuni aspetti, a nostro avviso fondamentali sull’uso del registro elettronico e sui doveri e obblighi di qualsiasi natura, contrattuale e di legge, da parte dei docenti sul suo utilizzo. Come è noto le scuole italiane non sono state chiuse ma si è realizzata la sola sospensione dell’attività didattica e i docenti sono impegnati, con professionalità e abnegazione, a continuare nel loro ruolo di educatori e formatori con nuove modalità, a distanza, indirizzati dal Ministero dell’Istruzione. Ad oggi però nessun decreto, circolare, nota ministeriale o Faq ministeriale impone ai docenti l’obbligo della firma sul registro elettronico rispettando l’orario di lezione che si aveva in presenza. Né indica tale firma come attestazione amministrativa di ‘presenza’ del lavoro giornaliero di ogni docente. Ogni richiesta diversa è mortificante per i docenti e completamente inutile didatticamente”.

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Coronavirus: Azzolina: anche nell’emergenza il personale ha diritto a ricongiungersi ai cari

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

“La mobilità andrà assolutamente avanti, il personale ha tutto il diritto di ricongiungersi con i propri cari”: sono le parole del ministero dell’Istruzione, a commento del decreto legge approvato d’urgenza dal Governo come risposta all’emergenza legata al Covid-19. Anief ritiene che vi sia una contraddizione tra l’auspicio della ministra e la decisione, presa dal Governo, di tenere fermi i docenti appena assunti ben cinque anni, anche cancellando le assegnazioni provvisorie: l’impressione è che a prevalere siano solo prese di posizione ideologiche, partitiche, che, alla resa dei conti, giocano con la vita familiare di migliaia di insegnanti.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, non ha dubbi: “La politica deve garantire il diritto alla famiglia piuttosto che negarlo, specialmente quando non vi sono evidenti legami con la continuità didattica per la durata dei cicli di studio, per la stessa mobilità degli studenti, a fronte persino di procedure di reclutamento straordinarie nazionali. Perché se è vero che lo Stato ha deciso di dare la possibilità, giustamente, ai docenti precari di scegliere una provincia diversa dove essere assunti, non può fare pagare un prezzo altissimo in cambio, imponendo loro di rimanere confinati in quel territorio per non meno di 60 mesi. Se vi sono le condizioni, dopo l’anno di prova, per il rientro nella sede di residenza e il ricongiungimento familiare, con posti vacanti e disponibili nella classe di concorso di quei docenti, per quale motivo ci si deve ostinare a lasciarli anche a mille chilometri da casa?”.
Ha toccato diversi temi la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, nell’illustrare le misure del decreto “cura Italia”, contenente misure di potenziamento del sistema sanitario e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese, approvato il 16 marzo e in procinto di essere pubblicato nella sua versione definitiva in Gazzetta Ufficiale: nel commentare i punti relativi alla scuola, tra i vari punti toccati, come la chiusura delle scuole, la ministra ha parlato anche di mobilità dei lavoratori, affermando che si deve essere pronti a far partire l’anno scolastico 2020/21. La rivista specializzata Orizzonte Scuola, dopo avere rimarcato l’espressione della ministra dell’Istruzione, sul diritto dei lavoratori della scuola “di ricongiungersi con i propri cari”, ha sottolineato il fatto che “la Azzolina non ha però fornito indicazioni specifiche sulle date di presentazione delle domande o della pubblicazione dell’ordinanza ministeriale che darà avvio alle operazioni per la presentazione delle istanze di trasferimento e passaggio”.

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Coronavirus: tutto chiuso ma il personale scolastico deve andare a scuola

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

Al tempo di Coronavirus è tutto chiuso, città deserte, strade vuote, serrande abbassate, nessuno in giro. Beh, non è vero, qualcuno in giro c’è, perché a parte i lavoratori delle imprese, ci sono i presidi ed i vicepresidi, i DSGA, gli ATA ed i collaboratori scolastici.
Non chiedetevi il perché ci sono in giro queste persone, nessuno lo sa, potrebbero tranquillamente stare a casa, ma il governo ha solo sospeso le attività didattiche quindi loro devono andare a scuola, ma speriamo che a breve il governo cambi idea.Bastava scrivere chiuse le scuole invece che sospendere le lezioni e queste persone non avrebbero corso rischi inutili, ma nessuno ha riflettuto su questo, nessuna novità.Però mentre tutta Italia osanna la foto dell’infermiera crollata sul posto di lavoro, nessuno dice niente rispetto a queste persone che stanno combattendo senza nemmeno la soddisfazione di sentirsi dire grazie.Anzi i Dirigenti stanno prendendo bastonate dai genitori per il caos generato dalla didattica digitale, devono organizzare un servizio a cui le scuole non sono preparate, senza strumenti, o almeno senza strumenti consolidati ed in una selva di provvisorietà che lascia alla loro responsabilità far funzionare cose che in Italia non sono mai state standard, ma nemmeno testate correttamente.Inoltre la didattica italiana non è ancora pronta per il digitale, le lezioni dei docenti sono ancora strutturate per un tipo di lezione frontale, salvo rari casi, per cui in due giorni non si possono inventare lezioni on line, e nemmeno si è in grado di bilanciare i compiti online.Insomma un vero caos che si muove tra informative privacy, consensi, professori che vogliono google, altri che vogliono edmondo, altri che vogliono chissà quale tipo di piattaforma.I genitori ancora più nel caos, che già abituarsi al registro elettronico non è stata una passeggiata.
Insomma scuola italiana come Brancaleone alle crociate.Però Dirigenti Scolastici, Vicepresidi, DSGA, ATA, e Collaboratori scolastici sono gli altri eroi incompresi, perché nonostante l’assurdità dell’ordine ricevuto loro non mollano, combattono, escono di casa e compiono il loro dovere senza nessuno che li fotografa e li rende eroi virali.Fanno il loro dovere, con abnegazione, nel nome della scuola de dei ragazzi, come i legionari, nella difesa del decadente impero romano, combattevano, sapendo già di aver perso, nelle provincie di confine, ma Roma era Roma.Oggi per loro la scuola è la scuola, impero di educazione e di conoscenza, la difendono nonostante tutto. Noi vogliamo rendere loro omaggio e ricordarli, ringraziarli in nome di tutti.

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Coronavirus: Personale militare già al lavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 marzo 2020

L’appello per avere in fretta altro personale sanitario è stato accolto e da oggi al Papa Giovanni XXIII hanno preso servizio 27 medici e 4 infermieri militari. Già alle 10 di questa mattina hanno partecipato alla formazione che ha già coinvolto quasi tremila persone all’Auditorium “Lucio Parenzan” dell’ospedale, il personale della Croce Rossa è arrivato questo pomeriggio.”Si sono concretizzati gli aiuti promessi ieri dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ringrazio nuovamente per aver voluto capire meglio quale fosse la nostra situazione – ha commentato il direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII -. Questo aiuto concreto ci rincuora, così come l’impegno del Presidente Attilio Fontana e dell’assessore Giulio Gallera per creare nuovi posti di terapia intensiva in Lombardia, tema delicato quanto il personale. Non possiamo ancora però abbassare la guardia: restiamo in emergenza, abbiamo spostato il superamento della soglia massima di sopportazione tra mercoledì e giovedì. Ci auguriamo che la pressione, intesa come persone che devono essere ricoverate, nel frattempo cali per effetto delle misure di contenimento, a cui invitiamo i cittadini a continuare ad attenersi”.Si concluderà entro questa sera l’intervento per incrementare del 10% la portata dell’ossigeno nell’impianto ospedaliero, che in questi giorni ha dovuto sopportare richieste ai massimi livelli per portata e velocità. In queste ore sono stati posizionati un evaporatore mobile e un’autocisterna-serbatoio di 30.000 litri di ossigeno liquido, che si aggiungono ai due serbatoi esistenti, che forniscono 40.000 litri e da cui partono i tubi di collegamento all’impianto. La cisterna sarà rifornita periodicamente e il nuovo impianto entrerà immediatamente in funzione alla chiusura del cantiere. La zona individuata è quella nord della pista ciclabile attorno all’area ospedaliera, tra torre 5 e 6. Questo è stato possibile anche grazie a Bergamo hospital parking, la società che gestisce i parcheggi intorno all’ospedale che ha messo a disposizione dieci posti auto per realizzare i lavori.L’intervento è stato valutato nel fine settimana dagli ingegneri della ditta fornitrice e costruttrice dell’impianto, Siad Spa, in collaborazione con l’Unità Tecnico e patrimoniale dell’ASST Papa Giovanni XXIII. I lavori, eseguiti da SIAD spa, hanno visto la collaborazione di Siram spa, che cura la manutenzione per l’ospedale, e la supervisione dei tecnici ospedalieri.

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Coronavirus, USB: a Roma personale degli ospedali senza dispositivi di protezione

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

Formalmente a Roma va tutto bene, bollettini tranquillizzanti dallo Spallanzani e dalla Regione. La realtà dice altro, parla di un sistema sanitario in grande difficoltà prima ancora che si manifesti l’atteso picco dei contagi. La Federazione romana dell’Unione Sindacale di Base sta raccogliendo informazioni e denunce dalle varie realtà.Non bastasse lo scandalo dei medici di base, che a oggi non hanno ricevuto lo straccio di un presidio anticontagio pur rappresentando il primo filtro territoriale, molti ospedali sono a corto di mascherine, non solo FFP2 e FFP3, ma anche di semplici protezioni chirurgiche.Al Sant’Eugenio hanno ricevuto una fornitura di panni antipolvere riadattati con forbici ed elastici a mascherine di fortuna; la dirigenza, a ragione, ne ha vietato l’uso ma qualche primario sostiene che il personale non ha bisogno di mascherine. L’aria nel nosocomio dell’Eur è pesante: 2 dei 12 operatori del Dea si sono infettati e c’è forte preoccupazione per i prossimi giorni.Al San Giovanni per avere una mascherina bisogna firmare, mancano le protezioni anche all’Umberto I e non va meglio negli altri ospedali del territorio.USB si chiede che fine facciano le tanto sbandierate maxi-forniture di mascherine, anche certificate, dall’Italia e dall’estero, e perché il ministro della Salute Roberto Speranza si ostini a dichiarare che “la priorità per affrontare l’emergenza è difendere il nostro personale sanitario che sta facendo un lavoro straordinario in queste ore. Il modo migliore per farlo è garantire prima di tutto a loro i dispositivi di protezione individuale”. Stando a quel che accade a Roma, ma anche in altre parti d’Italia, le affermazioni del ministro sembrano chiacchiere in libertà. (fonte:Unione Sindacale di Base – Federazione di Roma)

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Formazione personale sanitario

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2020

A seguito dell’epidemia globale di COVID-19 (Coronavirus), Newcross Healthcare – uno dei principali fornitori di personale sanitario e di supporto del Regno Unito – fornirà conoscenze essenziali e formazione al proprio staff utilizzando Docebo, leader globale nel settore delle piattaforme eLearning basate su IA. Con oltre 8.500 dipendenti in tutto il Regno Unito, Newcross metterà a disposizione del proprio personale informazioni e indicazioni pratiche sul coronavirus, garantendo la sicurezza degli operatori durante l’assistenza ai clienti e agli utenti del servizio sanitario.Data la rapida evoluzione dell’epidemia di Coronavirus, Newcross aveva bisogno di fornire una formazione clinica a tutto il suo personale nel modo più tempestivo ed efficace possibile. La collaborazione con Docebo ha permesso all’azienda di espandere il roll-out della formazione relativa alla protezione e al controllo del virus. Questo permetterà a ogni membro del personale sanitario di accedere al training necessario. In quanto azienda che opera in un settore altamente regolamentato e critico per la sicurezza, Newcross è oggi in grado di comunicare tutti gli aggiornamenti ai propri partner, ai Gruppi di Assistenza, agli organismi di regolamentazione, alle case di cura, alle case di riposo e alle strutture di accoglienza.Mark Story (Head of Learning Innovation di Newcross Healthcare) ha dichiarato: “Il nostro personale ha un ruolo fondamentale nel sistema sanitario e sociale del Regno Unito, e potrebbe essere chiamato a curare i pazienti affetti da Coronavirus. Abbiamo la responsabilità nei confronti del nostro personale di garantire una formazione aggiornata e tutto il supporto necessario per garantire la sicurezza e fornire un eccellente standard di assistenza agli utenti del servizio sanitario. L’uso di strumenti di formazione digitale come Docebo ci ha dato la possibilità di erogare training a chi ne ha più bisogno, in modo rapido, flessibile e con piena tracciabilità.”La tecnologia sta aiutando le aziende a reagire sempre più rapidamente ai cambiamenti del settore, nonché ad affrontare le problematiche inerenti la salute globale. In pochi giorni Docebo ha supportato Newcross nell’implementazione di un programma di formazione globale, consentendo al suo personale di partecipare ai corsi. Un training in presenza avrebbe comportato 900 eventi faccia a faccia e oltre 9 settimane per coinvolgere tutti gli utenti, laddove il primo caso di Coronavirus nel Regno Unito è stato segnalato il 31 gennaio (ovvero meno di sei settimane fa).
La formazione online permette alle aziende di acquisire messaggi e informazioni cruciali, aggregandole in un’unica fonte. Questo è particolarmente importante nel settore sanitario, in quanto la conformità è essenziale per far sì che il giusto personale sia impiegato nei giusti ambienti. Una formazione aziendale di tipo eLearning consente di monitorare e documentare in modo efficace il processo formativo.“L’attuale emergenza sanitaria globale del Coronavirus ha colpito duramente l’economia e la popolazione mondiale in modi che non avevamo mai sperimentato prima. Attraverso la lente del business e della formazione aziendale, ci ha anche portato a ripensare il modo in cui lavoriamo, apprendiamo e ci muoviamo,” ha dichiarato Claudio Erba, CEO di Docebo. “In questo caso, Newcross è stata in grado di rispondere rapidamente a questa sfida, e ora è pronta a fornire contenuti formativi al suo personale per far fronte ai cambiamenti relativi alla consulenza e ai requisiti normativi. La tecnologia è il catalizzatore di grandi cambiamenti, e la piattaforma eLearning Docebo ha permesso a Newcross di adottare rapidamente un nuovo modo di pensare e di apprendere.”Con l’evolversi della situazione di Covid-19, Docebo continuerà a sostenere Newcross e altre organizzazioni che hanno bisogno di supporto per affrontare questa sfida globale.

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Scuola: il personale ATA non deve prendere ferie per l’anno in corso

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2020

Ai sensi dell’art. 1256 C.C. Questa è l’indicazione che dà Anief alla luce della nota del Capo Dipartimento Bruschi del 10 marzo 2019, nel caso in cui lo stesso non sia soggetto destinatario di lavoro agile da richiedere al DS. dirigente scolastico. Le ferie possono essere prese entro il 30 aprile se riferite all’anno precedente ai sensi dell’art. 13 del CCNL 2006/2009. Il sindacato invita a segnalare eventuali disposizioni contrarie a tale interpretazione alla segreteria nazionale e/o alle nostre sedi territoriali.La nota 323 del 10 marzo prova a fare chiarezza sulla turnazione del personale ATA per ridurne la presenza in servizio al minimo indispensabile ai fini del contenimento del rischio contagio da COVID-19.Viene confermata l’indicazione ai dirigenti scolastici di agevolare le modalità flessibili di gestione del personale, prima tra tutte il ricorso al lavoro agile (da casa).Quanto agli assistenti tecnici, il loro intervento in presenza viene limitato alla manutenzione dei laboratori, alla salvaguardia dei materiali deperibili e al supporto per quanto necessario a tutte le forme di interazione a distanza della scuola. Il personale addetto alle aziende agrarie dovrà, di concerto con dirigente scolastico e dsga, assicurare la tutela del patrimonio zootecnico e agroalimentare, assicurando la migliore utilizzazione possibile dell’eventuale prodotto.Viene ribadita la necessità di attivare, sempre come misura di contenimento del contagio, i contingenti minimi di cui alla legge 146/1990 (che garantisce i servizi essenziali in caso di sciopero) per collaboratori scolastici, guardarobieri, cuochi e infermieri, dopo aver constatata la pulizia degli ambienti e garantendo le esigenze di custodia e sorveglianza. Delle misure, come previsto dalla normativa vigente, andranno informate le RSU e si dovranno tenere in giusto conto, per le turnazioni, le condizioni di salute del personale, le esigenze di cura dei figli e le condizioni di pendolarismo con utilizzo dei mezzi pubblici.L’assenza del personale interessato sarà coperta ai sensi dell’art. 1256 c. 2 del codice civile, ovvero preso atto dell’impossibilità per il lavoratore di poter prestare la propria opera per causa di forza maggiore, e pertanto indipendentemente dalla sua volontà, dopo aver disposto l’eventuale fruizione delle ferie residue dello scorso anno scolastico che, ai sensi dell’art. 13 comma 10 del CCNL Scuola 2007 andrebbero comunque fruite entro e non oltre il 30 aprile 2020. ANIEF garantisce il proprio assenso a tale decisione, purché ovviamente – come peraltro chiaramente indicato dalla nota – non siano in alcun modo messe in discussione le ferie dell’anno in corso del personale interessato.

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Il ministero dell’Istruzione apre allo smart working per il personale Ata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Ha avuto immediato accoglimento, da parte del ministero dell’Istruzione, la richiesta presentata del sindacato Anief sulla necessità di aprire al “lavoro agile” per il personale Ata, nei giorni di sospensione delle attività didattiche a seguito dell’emergenza Coronavirus, al fine di garantire il diritto alla salute anche degli oltre 200 mila lavoratori della scuola che operano a supporto della didattica e che in questi giorni sono stati impropriamente obbligati a recarsi negli istituti: nella Nota – la n. 278 pubblicata la sera del 6 marzo 2020 –, oltre a nuove indicazioni sulle riunioni degli organi collegiali e ulteriori chiarimenti per dirigenti e personale scolastico, l’amministrazione spiega che viene “attribuita a ciascun Dirigente scolastico la valutazione della possibilità di concedere il lavoro agile al personale ATA che dovesse farne richiesta, ferma restando la necessità di assicurare il regolare funzionamento dell’istituzione scolastica”.Marcello Pacifico (Anief): “Premesso che noi vogliamo la chiusura delle scuole, non è l’accoglimento pieno alla nostra richiesta, però dimostra l’attenzione delle istituzioni finalmente anche per il personale Ata. In questo momento storico, direi che possiamo ritenere questo segnale un piccolissimo passo avanti. Adesso lotteremo ancora di più perché tutto questo venga regolamentato nel prossimo contratto. Siamo sempre più convinti che #tuttiinsiemecelapossiamofare”. Trova spazio immediato la richiesta sindacale di aprire allo smart working anche per il personale Ata della scuola, così come avviene in altri comparti di lavoro. Nella Nota ministeriale si dà facoltà al dirigente scolastico di concedere il lavoro agile al personale Ata che dovesse farne richiesta, ferma restando la necessità di assicurare il regolare funzionamento dell’istituzione scolastica e ricorrendo pure all’utilizzo a turno del personale.

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Personale scolastico in servizio all’estero, emergenza Covid 19: è tempo di agire

Posted by fidest press agency su martedì, 10 marzo 2020

Il Covid 19 ha già investito in maniera importante Francia e Germania e ha cominciato ad aggredire in modo significativo anche il Regno Unito e molti altri Paesi europei. Due scuole europee hanno già dichiarato che chiuderanno per alcuni giorni. Altre scuole chiedono ai docenti italiani di non recarsi al lavoro. La scuola di Atene è sotto attacco. La scuola europea di Varese è praticamente chiusa. Ad Asmara sono assenti 20 docenti su circa 50: come pensa il Maeci che quella scuola possa funzionare in queste condizioni? Quella scuola, al netto dei proclami propagandistici di un sindacato, è in realtà abbandonata a stessa. In molti Paesi, dove operano i nostri lettori, non c’è nessuna prevenzione e nessun controllo, lavorano senza nessuna protezione rispetto al rischio di contagio.Non si possono più sottovalutare tutte queste questioni e restare immobili. L’inerzia del Maeci è inaccettabile, va tutelata la salute del personale scolastico italiano (e dei loro familiari) obbligati ogni giorno ad avere contatti reiterati e intensi con un gran numero di allievi e persone sui mezzi che usano per recarsi al lavoro. Considerata la pericolosità e la facilità con cui si spande l’infezione, sono necessari provvedimenti di emergenza. Maeci non può attendere i provvedimenti degli Stati esteri e poi agire solo di ripiego. Serve un piano, servono provvedimenti ora e subito.Anief ha chiesto al Maeci di essere convocato per trovare le soluzioni opportune. In attesa che Maeci “decida” cosa fare, suggeriamo ai docenti di chiedere la convocazione dei collegi per ragionare insieme ai dirigenti scolatici sulle varie situazioni e approvare documenti d’indirizzo o di richieste.

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Emergenza del personale sanitario

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

“Il persistere dell’emergenza sanitaria nazionale legata alla diffusione del virus Covid-19 sta mettendo a dura prova la resistenza del personale sanitario, che in questi giorni più che mai necessità di essere integrato con l’immissione di nuove unità.La Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO), conscia delle condizioni in cui stanno lavorando tutti i professionisti sanitari ai quali deve andare il plauso di tutti, in qualità di ente sussidiario ha formulato una propria proposta operativa – annunciano i vertici nazionali della categoria ostetrica -. La FNOPO ha sottoposto al Ministro della Salute Roberto Speranza e al presidente della Conferenza Stato Regioni Stefano Bonaccini la propria proposta per contenere il grave fenomeno dell’emergenza del personale sanitario, in particolare quello infermieristico: richiamare gli infermieri dalle UU.OO. di Ostetricia e Ginecologia e collocarli nelle unità operative che sono ormai al collasso e nelle quali vi è necessità della loro professionalità – spiegano le componenti del Comitato centrale FNOPO -. Tale procedura consentirebbe alle Unità operative di Ostetricia e Ginecologia di essere gestite da ostetriche già presenti e integrate con il ricorso alle graduatorie valide e da personale di supporto. La proposta avanzata dalla FNOPO andrebbe a integrare le misure già in previsione del Governo e avrebbe il vantaggio di collocare adeguatamente e in tempi brevissimi sia personale infermieristico sia quello ostetrico lì dove le loro specifiche competenze sono indispensabili. Per gli infermieri, in particolare, significherebbe dare un po’ di ossigeno a quelle aree in cui attualmente è carenza – sottolineano i vertici nazionali delle ostetriche che aggiungono: – Dall’altro lato, tale misura, consentire alle donne di avere l’assistenza adeguata fornita da personale ostetrico specificamente formato e aggiornato anche attraverso le nuove disposizioni ministeriali in tema di contenimento di trasmissione di Covid-19 –. Si ricorda, infine, che la situazione che sta attraversando il Paese dimostra ancora una volta l’eccellenza del Servizio sanitario nazionale e di tutti i professionisti che vi lavorano quotidianamente. Tuttavia, sono state messe in luce anche le difficoltà e le carenze dovute ad anni di tagli trasversali e di sprechi. Per tale motivo, la Federazione invoca, ancora una vota, che a partire da adesso e per il futuro la politica e il governo sostengano concretamente il Servizio sanitario nazionale chi vi lavora attraverso adeguate allocazioni di risorse economiche, come già previsto nel nuovo Patto per la salute e che vada a sostegno del personale e delle strutture”, concludono i vertici FNOPO.

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Coronavirus: Le scuole sospendono le attività didattiche ma non chiudono. E il personale ATA?

Posted by fidest press agency su sabato, 7 marzo 2020

In duecentomila collaboratori scolastici, assistenti tecnici e amministrativi si pongono questa domanda. Per Anief, in effetti, nella maggior parte dei casi si tratta di un rischio inutile e per questa ragione il sindacato ne aveva chiesto la chiusura. Uno spreco, un problema in più se non si programmano attività formative a distanza, specialmente per chi ha figli a casa. Un costo in più per l’utenza e bisogna rimanere vigili sulle raccomandazioni date dal governo nei luoghi di accesso al pubblico. In molti, tra il personale ATA, il perché di questa scelta: per sanificare o disinfettare, non è loro compito e comunque sarebbe bastato un giorno; per garantire la didattica a distanza, ma in pochi istituti sarà possibile; per prestare assistenza al pubblico, tuttavia, non verrà nessuno e se dovesse venire sarà tenuto almeno a un metro di distanza (lettera d, allegato 1, Raccomandazioni PDCM 4 marzo 2020). Cui prodest se poi anch’essi dovranno accudire i propri figli a casa? Ecco perché Anief ritiene questo provvedimento ingiusto verso una categoria di lavoratori che continua a non essere tenuta in debita considerazione. Gli istituti dovevano rimanere chiusi per tutti e il prossimo contratto collettivo nazionale ne dovrà prendere atto senza più discriminare il personale ATA ogni qual volta risulti necessario sospendere l’attività didattica. ANIEF invita tutto il personale ATA a porre in atto ogni azione volta a salvaguardare la propria salute e la propria incolumità, seguendo scrupolosamente le indicazioni del Consiglio Superiore della Sanità e segnalando eventuali comportamenti scorretti o contrari alla normativa richiamata.

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Prima personale dell’artista coreana Geumhyung

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 marzo 2020

Modena dal 6 marzo al 2 giugno 2020 Fondazione Modena Arti Visive Palazzina dei Giardini Corso Cavour 2, presenta Upgrade in Progress, la prima personale dell’artista coreana Geumhyung Jeong in un’istituzione d’arte contemporanea italiana. La mostra, è a cura di Diana Baldon, curator-at-large di Fondazione Modena Arti Visive. Domenica 29 marzo alle ore 17, l’artista metterà in scena un live demonstration tour pensato appositamente per Upgrade in Progress, in cui interagirà con gli oggetti che compongono l’installazione alla Palazzina dei Giardini.
L’esposizione illustra una nuova installazione site-specific commissionata da Fondazione Modena Arti Visive, incentrata sul progetto più recente di Geumhyung Jeong. L’artista si è distinta a livello internazionale nell’ambito delle arti performative per le sue coreografie allo stesso tempo divertenti e inquietanti in cui si esibisce con apparecchi elettronici con sembianze umanoidi. Combinando diversi mezzi espressivi – danza, teatro, film e scultura – l’artista realizza le sue opere con una varietà di dispositivi protesici, strumenti hardware meccanici e tecnologici, cosmetici, manichini medici, inserendo performance dal vivo che “dimostrano” come i suoi oggetti possano essere utilizzati. Quando li presenta in contesti dedicati alle arti visive, l’artista dispone gli oggetti secondo strane sequenze e li ordina su piedistalli all’interno di ambienti molto illuminati, imitando gli archivi scientifici e le collezioni museali.
Nata nel 1980 a Seoul, dove vive e lavora, Jeong ha studiato recitazione alla Hoseo University di Asan (Corea del Sud), danza e performance alla Korean National University of Arts e cinema di animazione alla Korean Academy of Film Arts (entrambe a Seoul). Fin dall’inizio della sua carriera, l’artista ha dedicato il suo lavoro allo studio del rapporto tra il corpo umano e gli oggetti quotidiani inanimati attraverso delle produzioni che combinano linguaggi e tecniche provenienti dagli ambiti della danza contemporanea, del teatro di figura e delle arti visive.La sua pratica performativa prevede movimenti ordinari e riduce al minimo indispensabile i codici specifici e le convenzioni dell’arte e del teatro. Durante l’interazione fisica tra il suo corpo e gli oggetti, è sempre più ambiguo chi controlla chi. Ciò che invece diventa evidente è l’indagine compiuta dall’artista sull’inesorabile legame tra il nostro corpo e la tecno-sfera contemporanea, ovvero il modello dominante attraverso cui facciamo esperienza della nostra quotidianità. Mettendo in discussione la falsa convinzione secondo cui saremmo in grado di controllare la realtà, le opere di Jeong analizzano il modo in cui si manifestano le inafferrabili e mutevoli sfumature dello sviluppo tecnologico, che modellano la nostra percezione, condizionano le nostre scelte e ci fanno fare esperienza del tempo e dello spazio.

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