Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘persone’

In Italia si stima che la depressione colpisca 3,5 milioni di persone

Posted by fidest press agency su sabato, 13 aprile 2019

La depressione è stata riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità la prima causa di disabilità a livello globale. In Italia la prevalenza di questa malattia si stima sia del 5,5%, con circa 3,5 milioni di pazienti, in Europa più di 35 milioni di cittadini vivono con la depressione. Inoltre, si stima che solo 1 persona su 2 riceva diagnosi e cure adeguate, che passi più di un anno e mezzo tra comparsa dei primi sintomi e decisione di rivolgersi ad un medico e circa due anni per ricevere una diagnosi corretta. “La depressione è quindi un tema imprescindibile quando si parla di salute e in particolare di salute della donna che ne è colpita in misura doppia rispetto all’uomo. Il nostro obiettivo è aumentare la consapevolezza della malattia presso la popolazione per superare lo stigma ancora così radicato e cercare di avvicinare i pazienti a diagnosi e cure appropriate”, introduce Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere.Il costo sociale della depressione maggiore è molto elevato e include i costi sanitari diretti che riguardano la diagnosi, il trattamento, la riabilitazione, l’assistenza e la prevenzione delle ricadute a lungo termine che pesano sul Servizio Sanitario Nazionale, per circa 5.000 euro l’anno per ogni paziente. Sono anche molto rilevanti i costi del non trattamento della depressione per i risvolti legati in particolare alla perdita di produttività che si stima essere pari a 4 miliardi di euro annui in termini di ore lavorative perse.Per questo è stato presentato presso la Camera dei Deputati il documento “Depressione: sfida del secolo – Un impegno per contrastarla in attesa di un Piano nazionale” contenente il Manifesto in 10 punti “Uscire dall’ombra della depressione” come call to action collettiva per promuovere efficaci azioni di prevenzione mirata, un tempestivo e facilitato accesso ai percorsi di diagnosi e cura, anche attraverso il potenziamento dei servizi sul territorio e attività di ricerca volte a individuare le misure terapeutiche più efficaci e innovative in ambito farmacologico, cognitivo e psicosociale. Il documento è promosso da Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere con il patrocinio di Cittadinanzattiva, Progetto Itaca, SINPF, Società Italiana di Neuropsicofarmacologia, SIP, Società Italiana di Psichiatria e il contributo incondizionato di Janssen.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

“È QUI. Un percorso fra luoghi, persone e arte”

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Forlì. E’ in programma dal 30 marzo al 9 giugno 2019 presso la Fondazione Dino Zoli di Forlì. Ricerca artistica, attenzione ai giovani e sguardo rivolto al sociale il Gruppo Dino Zoli di Forlì si fa ancora una volta promotore di iniziative tese a valorizzare il rapporto tra arte, nuove generazioni e impresa. Il collettore è la Fondazione Dino Zoli, punto di riferimento culturale per il gruppo societario, che nel 2018 ha lanciato il programma “Who’s next” per sostenere e promuovere la creatività emergente.
Dino Zoli Textile, Fondazione Dino Zoli e Accademia di Belle Arti di Bologna, in collaborazione con l’Istituzione Bologna Musei / Musei Civici d’Arte Antica e con il patrocinio del Comune di Forlì, presentano un progetto dedicato all’abitare che abbraccerà arte e design, immaginario e memoria.
In esposizione, 29 sedute originali, nate dall’incontro tra gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, i ragazzi delle cooperative sociali “La Fraternità” (all’interno del Progetto Recooper) e “Arca di Noè” di Bologna e i tessuti della Dino Zoli Textile.
A partire dai racconti dei ragazzi delle cooperative sociali, fatti di parole, ma anche di immagini e suoni, gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, nell’ambito del Corso di Decorazione per l’Architettura, hanno realizzato diversi pattern tessili, stampati su tessuti Dino Zoli Textile. L’archivio dei segni e il patrimonio orale raccolti durante gli incontri sono stati rielaborati graficamente dagli studenti in stampe tessili dalle nuove narrazioni.La collezione “Jointly”, presentata in anteprima presso il Museo Civico Medievale di Bologna in occasione della XIV Giornata del Contemporaneo e prodotta in occasione dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale (2018), sarà oggetto di un allestimento completamente rinnovato per garantire al visitatore un’esperienza immersiva ed emozionale. La mostra, che sarà inaugurata sabato 30 marzo alle ore 18.00, sarà visitabile fino al 9 giugno 2019, da martedì a giovedì ore 9.30-12.30, da venerdì a domenica ore 9.30-12.30 e 16.00-19.00, chiuso lunedì e festivi. Ingresso libero.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Trasferimenti da e per l’estero

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

In base agli ultimi dati Istat, nel 2018 sono 349mila le persone che hanno trasferito la residenza in Italia da un Paese estero (di cui 302mila stranieri), mentre sono 160mila quelle che, al contrario, l’hanno spostata dall’Italia ad un Paese estero (di cui 40mila stranieri). Calcolando la differenza tra quanti hanno spostato la propria residenza sul territorio nazionale e quanti l’hanno cancellata, durante il 2018 l’Italia ha guadagnato complessivamente 190mila residenti: 38,7mila in Lombardia, 19,7mila nel Lazio, 19,5mila in Emilia Romagna, 17,8mila nel Veneto, 15,5mila in Toscana, 13,0 mila in Campania e 12,2 mila in Piemonte per limitarci alle crescite maggiori in valore assoluto.Per ogni due stranieri che lasciano l’Italia, quindici la raggiungono. Nel 2018 le emigrazioni sono aumentate del 3,1% rispetto al 2017, mentre le immigrazioni – in crescita per il quinto anno consecutivo – sono aumentate dell’1,7%. Per ogni due stranieri che hanno lasciato l’Italia durante il 2018, inoltre, quindici l’hanno invece raggiunta (40mila contro 302mila, appunto); al contrario per ogni due italiani che hanno lasciato il territorio nazionale non si arriva a contarne neppure uno che è rimpatriato (120mila contro 47mila).Per quanto riguarda le nazionalità arrivate nel 2017 (ultimi dati disponibili): l’11,8% ha riguardato i rumeni, il 6,9% i nigeriani e il 5,9% i brasiliani che, inaspettatamente, si posizionano al terzo posto davanti ai marocchini (4,6%) e agli albanesi (4,5%). Tra il 2016 e il 2017 i paesi che hanno registrato un maggior incremento del flusso migratorio annuale in Italia sono stati Nigeria (+57,0%), Ghana (+48,5%) e Venezuela (+46,6%). Mettendo a confronto il dato del 2007 con quello del 2017 le nazionalità che hanno visto maggiormente aumentare i neoiscritti sono: Nigeria (+831,9%), Pakistan (+395,9%), Senegal (+393,4%), Bangladesh (+219,2%), Ghana (+205,8%), Egitto (+129,9%) e Venezuela (+112,4%).La meta preferita si conferma il Regno Unito. Passando alle mete preferite, nel 2017 (ultimi dati disponibili), dei 155mila (italiani e non) trasferimenti di residenza dall’Italia verso l’estero, il 14,5% ha riguardato il Regno Unito che si conferma primo Paese d’approdo, davanti a Germania (13,8%), Francia (9,2%), Svizzera (7,2%) e Romania (7,2%). Le mete che tra il 2016 e il 2017 hanno registrato una maggior crescita relativa di flussi in emigrazione sono: Brasile (+41,2%), Canada (+22,2%) e Ghana (+15,4%). Mettendo a confronto l’anno 2007 con il 2017 l’aumento maggiore di flussi in emigrazione si è registrato invece verso la Moldova (+572,9%), il Senegal (+408,3%) e il Brasile (+342,8%). Sempre rispetto a dieci anni prima, nel 2017 si è emigrato molto meno soprattutto verso il Venezuela (-53,8%) e l’Argentina (-21,3%).

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Aumento persone affette da Alzheimer

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 marzo 2019

Tutti gli studi scientifici rilevano una costante crescita del numero delle persone affette da Alzheimer, patologia che è stata definita in un rapporto 2012 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dell’Alzheimer’s Disease International (ADI) «una priorità mondiale di salute pubblica». In Italia si contano circa seicentomila persone affette da questa malattia, il 4% degli over 65. Secondo il Rapporto sullo Stato di Salute della popolazione della Regione Lazio si stima che i casi di Alzheimer e di altre forme di demenza siano intorno ai 35.000, a Roma circa 14.600 (secondo uno studio di The European House-Ambrosetti e Msd, pubblicato il 18/07/2017).
Di fronte alla crescente diffusione di questa malattia – che richiede cure di alta specializzazione e che vede le famiglie accollarsi il maggiore impegno assistenziale – la Comunità di Sant’Egidio rileva, con preoccupazione e allarme, una riduzione, da parte dell’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale del Comune di Roma, delle prestazioni, già del tutto insufficienti, rivolte a questa fascia di persone.
Basti pensare che su tutto il territorio romano solo 59 persone, nel 2017, usufruivano di un’assistenza domiciliare specifica. I centri diurni (servizi semiresidenziali) fino all’anno scorso potevano accogliere circa 540 persone alla settimana. Con la nuova organizzazione tale disponibilità viene ridotta di quasi un quinto. Si tratta di circa 100 anziani che non potranno più accedere ai centri diurni. Con quali alternative?
Nella nuova organizzazione del 2018 è stata introdotta la possibilità per alcuni anziani, dimessi dai Centri Diurni perché considerati troppo gravi, di usufruire dell’assistenza domiciliare, erogata però solo per due mesi, quando ovviamente si tratta di persone che continueranno anche dopo ad avere bisogno di cure. Va inoltre sottolineato che si possono contare sulla punta delle dita i pochissimi fortunati che sono riusciti ad accedere ai fondi previsti per la disabilità gravissima.
Proprio nel momento di maggiore necessità e fragilità, i malati rimangono quindi, in grandissima maggioranza, assistiti solo dai familiari, talvolta unicamente dal coniuge, spesso anziano. Chi ha risorse economiche, ricorre all’aiuto di un assistente familiare, per gli altri l’unica soluzione resta l’istituzionalizzazione con tutte le conseguenze negative che questa comporta per il malato e la sua famiglia e con i costi che impone, sempre più insostenibili, per i conti pubblici.
Riteniamo che di fronte al grande allarme espresso dalla comunità scientifica sulla diffusione di questa malattia le scelte compiute non possono certo rappresentare una risposta assistenziale appropriata.
Sarebbe invece opportuno chiedersi quali risorse economiche, interventi, professionalità, idee mettere in campo per sostenere con urgenza i cittadini affetti da Alzheimer e le loro famiglie nel percorso difficile di una malattia che li mette a dura prova. Un compito che dovrebbe riguardare in primo luogo chi, per dovere istituzionale, è preposto a programmare interventi sociali appropriati.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’esodo venezuelano continua senza sosta: 3,4 milioni di persone in fuga

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 febbraio 2019

Sono 3,4 milioni i rifugiati e migranti provenienti dal Venezuela attualmente presenti nel mondo, secondo quanto reso noto oggi dall’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, e l’OIM, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni.In base ai dati forniti dalle autorità nazionali per l’immigrazione e da altre fonti, i Paesi dell’America Latina e dei Caraibi ospitano circa 2,7 milioni di venezuelani, mentre i restanti si trovano in altre regioni.Si stima che nel corso del 2018, in media 5.000 persone siano fuggite dal Venezuela ogni giorno in cerca di protezione o di una vita migliore.
La Colombia ospita il maggior numero di rifugiati e migranti venezuelani: oltre 1,1 milioni. Seguono il Perù, con 506.000, il Cile con 288.000, l’Ecuador con 221.000, l’Argentina con 130.000 e il Brasile con 96.000. Anche il Messico e i Paesi dell’America centrale e dei Caraibi ospitano un numero elevato di rifugiati e migranti provenienti dal Venezuela.
“I Paesi della regione hanno mostrato una straordinaria solidarietà verso i rifugiati e i migranti venezuelani e hanno messo in atto ottime soluzioni per aiutarli. I dati, tuttavia, evidenziano le pressioni a cui sono sottoposte le comunità ospitanti e il continuo bisogno di sostegno da parte della comunità internazionale, in un momento in cui l’attenzione del mondo è rivolta agli sviluppi politici all’interno del Paese”, ha dichiarato Eduardo Stein, Rappresentante Speciale congiunto UNHCR-OIM per i rifugiati e i migranti venezuelani.
I Paesi dell’America Latina hanno concesso circa 1,3 milioni di permessi di soggiorno e altre forme di protezione ai venezuelani e hanno consolidato i sistemi di asilo nazionali al fine di valutare un numero senza precedenti di richieste di asilo. Dal 2014, sono state infatti presentate più di 390.000 richieste di asilo, di cui oltre 232.000 solo nel 2018.
A fronte di tale incremento, aumentano anche i bisogni dei rifugiati e migranti venezuelani e delle comunità ospitanti. I governi della regione hanno rafforzato la loro risposta nazionale e stanno cooperando – in virtù del Processo di Quito – per migliorare l’assistenza e la protezione dei cittadini venezuelani e per facilitare la loro inclusione legale, sociale ed economica. Nell’ambito di tale processo, il prossimo incontro regionale si terrà a Quito nella prima settimana di aprile.A complemento di queste iniziative, lo scorso dicembre è stato lanciato un Piano regionale di risposta per rifugiati e migranti venezuelani (RMRP), destinato a 2,2 milioni di venezuelani e 500.000 persone nelle comunità ospitanti in 16 Paesi.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le nuove tecnologie possono sostituire le persone?

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 febbraio 2019

I lavoratori non hanno paura dei Robot e dell’intelligenza artificiale: “non ci ruberanno il lavoro”. Il 54% degli interpellati si dichiara favorevoleall’impiego delle nuove tecnologie in azienda e solo il 16% è contrario. Il restante 30%, invece, non esprime una posizione. L’87%, inoltre, esclude la possibilità che queste nuove tecnologie possano sostituire del tutto le persone.Il timore (per il 74%) rispetto alla perdita di posti di lavoro, semmai, è focalizzato soprattutto su una particolare tipologia di lavori e lavoratori: i meno giovani e i meno scolarizzati. Per cogliere tutte le opportunità che i nuovi sistemi offrono, quindi, è fondamentale ripensare il nostro sistema formativo: la pensa così l’83% dei lavoratori. Prevalgono nei lavoratori associazioni semantiche positive (80%) che confermano un atteggiamento di curiosità e interesse rispetto all’utilizzo dei Robot e dell’Intelligenza artificiale anche se il 51% del campione si fa portavoce di sentimenti di preoccupazione, perplessità e timore. Questi i primi risultati del Rapporto 2018 AIDP-LabLaw a cura di Doxa su Robot, Intelligenza artificiale e lavoro in Italia, rispetto all’atteggiamento dei lavoratori sugli impatti delle nuove tecnologie sul lavoro. Tra le categorie lavorative quella che si esprime con maggiore positività ed è maggiormente a favore dell’utilizzo dei robot e dell’intelligenza artificiale sono gli operai (78%), seguono i quadri (66%) e infine gli impiegati (60%).
Dal punto di vista degli impatti positivi,per il 70% dei lavoratori riguardano la sicurezza nei luoghi di lavoro, per il 65% le condizioni e i carichi di lavoro e per il 47% gli orari di lavoro. Rispetto agli impatti negativi, invece, per il 48% riguarderanno le retribuzioni, per il 43% la gratificazione e la soddisfazione dei lavoratori, per il 39% le opportunità di carriera.Da sottolineare l’atteggiamento di chi lavora in aziende già robotizzate che risulta essere più positivo rispetto a chi lavora in realtà non robotizzate. Il 72% dei lavoratori di aziende robotizzate ritiene che l’IA e i robot abbiano riflessi positivi sull’occupazione, contro il 53% di coloro che lavorano in aziende non robotizzate. Sempre chi lavora in aziende robotizzate, il 78% (contro il 67%) ritiene che si riduca la quantità di lavoro e migliori la qualità e l’80% (contro il 68%) che si creino le condizioni per la creazione di nuove posizioni lavorative. Complessivamente il 67% di coloro che lavorano in aziende robotizzate valuta positivamente l’utilizzo delle nuove tecnologie contro il 48% di coloro che lavorano in aziende non robotizzate.
Sebbene la maggioranza dei lavoratori si esprime favorevolmente verso le nuove tecnologie, con le differenze tra coloro che lavorano in aziende robotizzate e non che abbiamo visto, rispetto ai manager e agli imprenditori sono meno ottimisti. Tra quest’ultimi, infatti, la valutazione positiva sugli impatti dell’IA e i robot sul lavoro è complessivamente dell’83%.

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nel 2018 sei persone al giorno sono morte nel tentativo di attraversare il Mediterraneo

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 febbraio 2019

I rifugiati e i migranti che hanno tentato di raggiungere l’Europa attraverso il Mar Mediterraneo nel 2018 hanno perso la vita a un ritmo allarmante, mentre i tagli alle operazioni di ricerca e soccorso hanno consolidato la posizione di questa rotta marittima come la più letale al mondo. Secondo l’ultimo rapporto ‘Viaggi Disperati’, pubblicato oggi dall’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, in media sei persone hanno perso la vita nel Mediterraneo ogni giorno.Si stima che 2.275 persone sarebbero morte o disperse durante la traversata del Mediterraneo nel 2018, nonostante un calo considerevole del numero di quanti hanno raggiunto le coste europee. In totale, sono arrivati 139.300 rifugiati e migranti in Europa, il numero più basso degli ultimi cinque anni. “Salvare vite in mare non costituisce una scelta, né rappresenta una questione politica, ma un imperativo primordiale”, ha dichiarato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. “Possiamo porre fine a queste tragedie solo trovando il coraggio e la capacità di vedere aldilà della prossima imbarcazione, e adottando un approccio a lungo termine basato sulla cooperazione regionale, che dia priorità alla vita e alla dignità di ogni essere umano”.Il rapporto descrive come un cambio delle politiche adottate da alcuni Stati europei abbia portato al verificarsi di numerosi incidenti in cui un numero elevato di persone è rimasto in mare alla deriva per giorni, in attesa dell’autorizzazione a sbarcare. La navi delle ONG e i membri degli equipaggi hanno subìto crescenti restrizioni alle possibilità di effettuare operazioni di ricerca e soccorso. Lungo le rotte dalla Libia all’Europa, una persona ogni 14 arrivate in Europa ha perso la vita in mare, un’impennata vertiginosa rispetto ai livelli del 2017. Altre migliaia di persone sono state ricondotte in Libia, dove hanno dovuto affrontare condizioni terribili nei centri di detenzione. Per molti, approdare in Europa ha rappresentato la fase finale di un viaggio da incubo durante il quale sono stati esposti a torture, stupri e aggressioni sessuali, e alla minaccia di essere rapiti e sequestrati a scopo d’estorsione. Gli Stati devono agire con urgenza per scardinare le reti dei trafficanti di esseri umani e consegnare alla giustizia i responsabili di tali crimini. Tuttavia, nuovi semi di speranza sono germogliati in alcuni contesti. Nonostante lo stallo politico rispetto all’avanzamento di un approccio regionale ai soccorsi in mare e alle operazioni di sbarco, come auspicato dall’UNHCR e dall’OIM nel giugno scorso, diversi Stati hanno assunto l’impegno di ricollocare le persone soccorse nel Mediterraneo centrale, una potenziale base per una soluzione prevedibile e duratura. Gli Stati hanno, inoltre, promesso migliaia di posti destinati al reinsediamento per permettere l’evacuazione dei rifugiati dalla Libia.Il rapporto rivela, inoltre, i cambiamenti significativi nelle rotte seguite dai rifugiati e dai migranti. Per la prima volta in anni recenti, la Spagna è divenuta il principale punto d’ingresso in Europa con circa 8.000 persone arrivate via terra (attraverso le enclavi di Ceuta e Melilla) e altre 54.800 arrivate in seguito alla pericolosa traversata del Mediterraneo occidentale. Ne è conseguito che il bilancio delle vittime nel Mediterraneo occidentale è quasi quadruplicato, da 202 decessi nel 2017 a 777 lo scorso anno. Circa 23.400 rifugiati e migranti sono arrivati in Italia nel 2018, un numero cinque volte inferiore rispetto all’anno precedente. La Grecia ha, invece, accolto un numero simile di arrivi via mare, circa 32.500 persone rispetto alle 30.000 del 2017, ma ha registrato un numero quasi tre volte superiore di persone giunte attraverso il confine terrestre con la Turchia. Altrove in Europa, si sono registrati circa 24.000 rifugiati e migranti arrivati in Bosnia-Erzegovina, in transito attraverso i Balcani occidentali. A Cipro sono arrivate diverse imbarcazioni di siriani salpate dal Libano, mentre un numero limitato di persone ha tentato di raggiungere il Regno Unito via mare dalla Francia verso la fine dell’anno.

Posted in Uncategorized, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Persone senza dimora. Le sfide di un sistema integrato”

Posted by fidest press agency su sabato, 24 novembre 2018

E’ il dossier presentato dalla Caritas di Roma che attraverso una riflessione, una serie di analisi e delle proposte concrete, rimette al centro del dibattito il tema delle persone in povertà estrema, con riferimenti alla letteratura internazionale, l’approfondimento delle specificità del contesto italiano e uno sguardo privilegiato sulla situazione romana.La pubblicazione viene presentata a trent’anni dalla “storica” ricerca “Essere barboni a Roma” promossa da don Luigi Di Liegro e realizzata dalla Fondazione Labos con la supervisione del professor Claudio Calvaruso. Un’opera nella quale i senza dimora venivano definiti «anoressici istituzionali» perché il rapporto con le istituzioni per loro era stato lacerante e non ne volevano più sapere di riprovare quel dolore.A Roma, la condizione di sofferenza delle circa 14.000 persone in povertà estrema rappresenta un problema purtroppo in costante crescita, laddove l’assenza di una strategia di intervento che sappia affrontare il bisogno multidimensionale delle persone senza dimora non migliora il quadro di riferimento ma, al contrario, catalizza riduttivamente le risposte in azioni di emergenza durante alcune stagioni dell’anno, rischiando di produrre “oblio” attorno al fenomeno homelessness nei periodi considerati meno critici e di perpetuare – e con il tempo accentuare – problematiche, tensioni e conflitti nei territori, depotenziando anche alcuni fattori di coesione sociale.
La criticità più evidente, emersa anche da questa analisi, è quindi non la mancanza di coordinamento funzionale tra le numerose risposte esistenti – comunque insufficienti – ma l’assenza di politiche che sappiano mettere al centro i differenti bisogni delle persone in povertà estrema, prevedendo, oltre interventi per i bisogni alloggiativi, anche azioni in ambito lavorativo, formativo, di riqualificazione professionale, di tutoraggio nella relazione con le istituzioni, di mediazione territoriale e di educativa di strada.
«Una proposta urgente perché riguarda persone che cercano di rimanere “in piedi”, al limite della dignità umana, in baracche, anfratti, sottopassaggi, sui marciapiedi, nelle piazze, nei parchi pubblici o che si trovano “bloccate” nelle strutture di accoglienza della città per la mancanza di risposte adeguate ai complessi percorsi di vita che le hanno condotte all’emarginazione. Una proposta operativa e di riflessione che riprende le fila del discorso per andare oltre, considerando la situazione attuale, il cambiamento del fenomeno delle povertà e della città tutta» commenta don Benoni Ambarus, direttore della Caritas di Roma.
La riflessione della Caritas romana invita, per questi motivi, a prendere coraggio per immaginare una visione di ampio respiro della persona senza dimora, suggerendo di guardarla nella sua globalità e multidimensionalità per costruire un disegno integrale e integrato di lungo periodo centrato sulla persona.Questo tentativo di approfondimento umano, antropologico, culturale e finalmente politico, ha anche l’obiettivo di ricercare e riavviare il dialogo con Istituzioni, professionisti del settore, volontari, realtà associative, ecclesiali e civili, proprio a partire dalla proposta di una pianificazione sistemica di approccio al fenomeno delle persone senza dimora che possa indicare una strategia organica di interventi e misure, non ancora presente nel panorama nazionale e locale.Questa esigenza si confronta dialetticamente con un’altra criticità evidente, nello scenario attuale, e che trae origine dalla confusione tra poveri assoluti e poveri estremi, tra chi vive una condizione di “sopravvivenza” e chi addirittura si trascina a fatica al di sotto di “condizioni esistenziali inaccettabili e subumane”. Questa confusione si genera poiché nel grande bacino della povertà assoluta non vengono facilmente evidenziate le differenze tra chi è “solo” molto povero, la maggioranza, e chi invece si trova in fortissimo degrado. Le politiche attuali di contrasto alla povertà sono indirizzate indistintamente a tutti i poveri assoluti ma non si preoccupano di comprendere se misure e interventi previsti, siano accessibili anche da parte di chi vive una condizione di forte deprivazione materiale, relazionale e psicologica.Tutto questo, dovrebbe stimolare non solo una redistribuzione più equa e mirata delle risorse economiche ma ancora di più suggerire un approccio olistico, con l’obiettivo di una comprensione finalmente piena non solo dei bisogni ma soprattutto di risorse e potenzialità di cui ogni persona senza dimora è portatrice.A questo proposito, per poter dare spazio a una rinnovata fiducia verso le risorse individuali delle persone senza dimora e al contempo tutelarne i diritti e garantire loro uno spazio dignitoso di ascolto e di accompagnamento, il tentativo ulteriore è stato quello di declinare il tema dei diritti sociali anche come partecipazione attiva della persona senza dimora. Un approccio che mette al centro la persona senza dimora – non più soggetti in de-grado ma persone in-grado di rappresentare un possibile cambiamento per sé stessi e per la società -, si dirama a cerchi concentrici verso tutta la città, mette insieme idee e prospettive, richiede il coinvolgimento attivo di ogni cittadino.«La nostra città – sottolinea don Ambarus – deve essere in grado di intercettare da una parte le esigenze di chi sperimenta la deprivazione più dura e dall’altra di dissolvere le paure attraverso spazi di incontro, di condivisione quotidiana, di appartenenza, di comprensione nei confronti di un fenomeno complesso e mai riducibile a poche formule standardizzate. La conoscenza e l’incontro a partire dal riconoscimento di una comune umanità sono un argine alla “frantumazione” delle nostre vite, delle nostre comunità, della nostra città, del nostro sistema di servizi sociali. Una speranza per tutti».

Posted in Politica/Politics, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Urgente stabilizzare la situazione relativa alle persone in fuga in America Latina

Posted by fidest press agency su sabato, 27 ottobre 2018

L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha dato inizio giovedì 18 ottobre alla mobilitazione di personale e risorse verso il Messico meridionale, in seguito all’arrivo al confine tra Messico e Guatemala di migliaia di persone parte di una “carovana” di rifugiati e migranti in viaggio dall’Honduras.Già da ieri più di 45 funzionari dell’UNHCR si trovano a Tapachula, la capitale dello stato del Chiapas, mentre altri vi si stanno dirigendo. I team dell’UNHCR stanno intervenendo a sostegno delle autorità messicane fornendo personale e assistenza tecnica per la registrazione tempestiva dei richiedenti asilo, la creazione di meccanismi di identificazione e referral delle persone che presentano vulnerabilità e bisogni specifici, e il rafforzamento dell’assistenza e della capacità di accoglienza.Al momento l’UNHCR è preoccupato per la situazione umanitaria in rapido sviluppo e per i noti rischi relativi alla sicurezza e ai possibili rapimenti nelle aree in cui la carovana potrebbe avventurarsi. La stabilizzazione della situazione è diventata urgente. È essenziale che vengano messe a disposizione delle persone in cerca di protezione internazionale e delle altre persone in transito, un’accoglienza adeguata e altre condizioni essenziali.
La “carovana”, che secondo le stime conta circa 7.000 persone o più, è la seconda marcia organizzata quest’anno nella regione, dopo la prima tenutasi ad aprile in Messico. In Guatemala l’UNHCR sta monitorando il confine di Tecun Uman, effettuando una valutazione dei bisogni e facilitando, insieme ai suoi partner, l’assistenza umanitaria ai più bisognosi. In Honduras, attraverso i suoi partner e il suo ufficio di San Pedro Sula, l’UNHCR sta monitorando la situazione al confine con il Guatemala e collabora con le autorità per garantire un’accoglienza sicura ai membri del gruppo che stanno facendo ritorno.
L’UNHCR esorta i paesi lungo questa rotta a tenere presente che la “carovana” potrebbe includere persone in pericolo reale. In una simile situazione è essenziale che le persone abbiano la possibilità di fare domanda d’asilo e che le loro esigenze di protezione internazionale siano adeguatamente valutate prima che venga presa qualsiasi decisione in merito al rimpatrio o all’espulsione.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Yemen: 18,5 milioni di persone vivono in condizioni di insicurezza alimentare

Posted by fidest press agency su sabato, 20 ottobre 2018

“Milioni di bambini e famiglie disperati in Yemen potrebbero presto rimanere senza cibo, acqua pulita o servizi igienico sanitari a causa della profonda crisi economica e delle violenze incessanti al porto della città di Hudaydah. La confluenza di questi due fattori è probabile renda la terribile realtà che i bambini e le famiglie stanno affrontando ancora peggiore mentre sempre più persone stanche della guerra si trovano a dover affrontare una prospettiva reale di morte e malattie. Il prezzo di cibo, carburante e risorse idriche è arrivato alle stelle dato che la valuta della moneta nazionale è precipitata.I servizi idrici e di trattamento delle acque reflue rischiano di collassare per l’elevata crescita del prezzo del carburante – questo significa che molti di quegli stessi bambini e famiglie potrebbero rimanere senza accesso ad acqua sicura e servizi igienico sanitari. A sua volta, tutto questo potrebbe comportare epidemie di malattie e un incremento della malnutrizione – questi due fattori combinati all’insicurezza alimentare fanno crescere il rischio di una carestia. Si stima che altri 1,2 milioni di persone presto saranno in grave bisogno di assistenza idrica di base e di servizi igienico sanitari. Questo numero probabilmente crescerà nei prossimi giorni.Le famiglie che non possono più permettersi alimenti di base potrebbero presto aggiungersi ai 18,5 milioni di persone che già vivono in condizioni di insicurezza alimentare – un numero destinato ad aumentare di 3,5 milioni, compresi circa 1,8 milioni di bambini.
Queste condizioni, già di per sé devastanti, sono aggravate dalla situazione ad Hudaydah dove le violenze minacciano di uccidere i bambini e interrompere la catena di approvvigionamento di base di carburante e degli aiuti umanitari che sostengono 28 milioni di Yemeniti. Se il porto sarà attaccato, danneggiato o bloccato, si stima che altri 4 milioni di bambini nel paese vivranno in condizioni di insicurezza alimentare.L’unico modo per interrompere l’incubo dello Yemen è di ristabilire la pace attraverso esaustive politiche di risoluzione. Fino ad allora, l’UNICEF continuerà a chiedere alle parti in conflitto e a tutti coloro che possono esercitare un’influenza di rispettare gli obblighi legali a porre fine agli attacchi contro le infrastrutture civili – compreso il porto di Hudaydah – e a garantire un accesso sicuro, incondizionato e costante a tutti i bambini che hanno bisogno di aiuto in Yemen”.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Reddito di cittadinanza: sostegno per nove milioni di persone

Posted by fidest press agency su sabato, 13 ottobre 2018

INCHIESTA del Sole 24 Ore del 12/10/2018. Circa nove milioni di persone, pari al 15,6% della popolazione: è il numero dei potenziali beneficiari del reddito di cittadinanza promesso dai Cinquestelle. Il dato emerge da un’inchiesta, pubblicata oggi dal Sole 24 Ore, su uno dei temi più dibattuti del momento e tra i più critici della prossima manovra. In Italia ci sono 5 milioni di persone che vivono nella condizione di povertà assoluta, vale a dire del tutto privi di mezzi di sostentamento. In questo esercito di ultimi oltre 1,6 milioni sono cittadini stranieri. Se all’area di povertà assoluta si aggiunge l’area di povertà relativa o potenziale, come sembra essere l’intenzione del Governo, la platea si amplia fino a circa nove milioni di persone, inclusi i senza lavoro di lunga durata e le fasce deboli del mercato o i disoccupati. In questo caso, i 9 miliardi messo in campo dal Governo potrebbero non ottenere gli effetti sperati. Inoltre l’inchiesta del Sole 24 Ore evidenzia come restino numerosi gli aspetti da chiarire per l’attuazione pratica di questa misura: la tecnologia impiegata per le carte prepagate da inviare alla platea prescelta; il rebus dei Centri per l’impiego; le difficoltà dei controlli. Senza trascurare la variabile tempo, perché il reddito di cittadinanza è una delle armi più formidabili da usare nella campagna elettorale delle prossime europee.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Circolarità delle persone, diffusione delle malattie, rischi alimentari, e pandemie possibili

Posted by fidest press agency su martedì, 21 agosto 2018

Tutto ciò impone la necessità di trasformare l’assistenza universale in prevenzione universale. Questo comporta, necessariamente, un cambiamento sia degli stili di vita sia un diverso rapporto con il sistema sanitario, nel suo complesso. Si deve partire con una rivisitazione del ruolo del medico di famiglia per meglio “personalizzare” il suo rapporto con gli assistibili di riferimento. Anche il sistema, a sua volta, deve assumere un diverso modus operandi prevedendo, ad esempio, il possesso, da parte di tutti, di una tessera sanitaria dotata di un chip dove siano estraibili sia l’anamnesi del paziente sia le cure e tutti gli accertamenti diagnostici effettuati e con aggiornamenti in tempo reale.
Si parte, quindi, dal medico di base poiché è più indicato nel conoscere la storia sanitaria del suo paziente e può evitare, al tempo stesso, che se è richiesta una visita specialistica non si debbano ripetere analisi, accertamenti ecc. sovente superflui ma semmai più validi se “preparati” dal medico di “famiglia” per offrire al collega tutti i possibili dati per addivenire ad una diagnosi accurata. D’altra parte è stato ripetuto più volte, in congressi medici, che “prevenire” è meglio che “curare” e che la prevenzione fa risparmiare tempo e denaro sia allo stato sia ai cittadini e alle famiglie, nel loro complesso. E questa possibilità non può essere rinviata sine die. E’ tempo di passare dalle parole ai fatti e di farlo subito. Mai come oggi è giusto il detto “il tempo è denaro”, e nella sanità vale doppio essendo, le risorse disponibili, sempre più scarse. La sanità pubblica, quindi, deve rispondere al dettato della qualità da una parte e, dall’altra, al miglior utilizzo dei suoi mezzi. Qui parliamo di una piccola torta (le risorse) che è tagliata con mani poco ferme, tanto da lasciare molte briciole, (gli sprechi) e fa sì che se ne faccia un utilizzo insoddisfacente. Vi è anche un segnale forte che è, al tempo stesso, scientifico e culturale.
Dobbiamo puntare, concretamente, sulla prevenzione perché essa può anche svolgere un ruolo educativo nella ricerca della conoscenza di se stesso e dei rischi che si possono correre se non si ha, in modo corretto, un rapporto con la medicina. Il servizio militare obbligatorio, ad esempio, era, anni addietro, per i giovani maschi italiani e degli altri paesi del mondo, che seguivano la stessa metodica, un modo per fare prevenzione. Oggi non lo è più e ne sanno qualcosa gli specialisti di quelle pratiche mediche più interessate a tale genere di accertamento: andrologi, urologi, fisiologi ecc.
Ho sostenuto da sempre, e riversato il concetto nei miei libri, che esistono dei diritti inalienabili che tutti dovremmo riconoscere e far rispettare e tra questi vi è la salute, in un ambiente sano e un’alimentazione preservata dagli inquinamenti. Lo dobbiamo al nostro presente e al futuro dei nostri figli e nipoti. Non si può, del resto, costruire le proprie fortune sui mali altrui e sul cattivo uso delle risorse che esistono in natura. (servizio fidest)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Bologna, USB: serve un ente regolatore che controlli i movimenti di merci e persone

Posted by fidest press agency su sabato, 11 agosto 2018

Ancora gas che esplode. Per noi ferrovieri il gas che si sversa da una cisterna, che si spande ovunque e poi prende violentemente fuoco vuol dire solo una cosa: Viareggio. L’altro giorno è successo in Emilia Romagna anziché in Toscana, sull’asfalto di una autostrada invece che sui binari ma l’effetto è stato simile.Così come la domanda che ci ponemmo allora e che si riaffaccia oggi: come è potuto accadere? Norme, controlli, regolamenti: non sono serviti a nulla? Indagini e accertamenti faranno luce sulle dinamiche ma oggi resta lo sbigottimento. Se per la strage di Viareggio, e solo grazie alla fermezza e alla volontà dei cittadini e dei familiari delle vittime, uno spiraglio di luce si è aperto sull’accaduto, non è difficile immaginare che domani venga tutto dimenticato o scavalcato da altre notizie mentre altre situazioni di rischio si ripeteranno senza sosta.Per questo, e non solamente, i ferrovieri di USB sono da anni impegnati nella richiesta di istituzione di un ente regolatore che controlli dove, come e quando si debbano muovere persone e merci; nel rispetto della sicurezza, della salute, della sostenibilità e dell’economia del Paese. Questo mentre chi intende solo il profitto e la rendita sopra ogni altra opzione ci vuole ingannare con teorie come quelle della ‘sicurezza sostenibile’ . Ancora una volta parole per nascondere la realtà.

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

DecretoDignità: una questione di priorità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

di Luigi Di Maio, Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico. Il Decreto Dignità che presto arriverà in Parlamento continua ad essere attaccato da destra e da sinistra con le più fantasiose motivazioni possibili. Questo è il segnale che siamo sulla strada giusta. Da un lato abbiamo il partito che ha devastato i diritti sociali dei lavoratori con l’introduzione del Jobs Act (leggete per esempio cosa scrive il Presidente della Regione Toscana per spiegare il caso Bekaert e che è passato alla storia per il condono miliardario della vergogna ai signori delle slot machines). Dall’altro abbiamo Berlusconi che si dice preoccupato per gli imprenditori. Lui che ha creato Equitalia che ha devastato la piccola e media impresa italiana si preoccupa per un provvedimento che elimina adempimenti burocratici folli come lo spesometro, il redditometro e lo split payment per le partite iva? Certo che no, è preoccupato perché non tuteliamo le lobby del gioco d’azzardo tanto care alle sue televisioni.
È vero: forse vietando la pubblicità all’azzardo nell’immediato perderanno dei soldi, ma lo Stato ha il dovere di tutelare prima di tutto i suoi cittadini. Un milione di persone malate di azzardopatia sono una ragione più che sufficiente per intervenire subito e con misure drastiche, infatti tutte le associazioni che si occupano di questi temi sociali sono al settimo cielo.Dire che il Decreto Dignità danneggia gli imprenditori perché tutela i lavoratori vuol dire continuare a ragionare con logiche vecchie. Abbiamo messo un freno al precariato perché stava rendendo insopportabili le condizioni di vita per tantissime persone. L’Italia fino all’approvazione del Decreto Dignità aveva molti meno vincoli per i contratti a termine rispetto a Francia, Germania e Spagna: tutte nazioni che rispetto a noi negli ultimi anni sono cresciute di più. Rendere incerta e instabile la vita delle persone non aiuta l’economia, è un’ovvietà che abbiamo sancito con una legge.Il Decreto Dignità non risolve in un colpo i problemi degli italiani, ma è il primo passo che indica la direzione che seguiremo. Prima i miliardi li spendevano per le banche e per aiutare le lobby dell’azzardo, noi abbiamo cambiato le priorità: adesso li spenderemo per rendere migliore la vita dei cittadini. (fonte blog delle stelle)

Posted in Cronaca/News, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

DecretoDignità: le persone tornano a essere persone

Posted by fidest press agency su martedì, 3 luglio 2018

di Luigi Di Maio, Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Ieri sera in Consiglio dei Ministri è stato approvato il primo provvedimento economico di questo governo che si chiama decreto dignità. Io ve l’avevo promesso, avevamo promesso di fare una guerra al precariato, alla burocrazia, al gioco d’azzardo, alle delocalizzazioni, l’abbiamo detto e l’abbiamo fatto. Oggi alle 14 con una conferenza stampa che andrà in diretta sulla mia pagina Facebook presenterò tutti i dettagli del Decreto.Non voglio fare proclami, enfatizzare troppo, perché c’è ancora tanto da fare su questi temi, però grazie al nostro decreto si disattiva il redditometro. Lo spesometro prevede adesso un solo adempimento all’anno, a fine anno e basta, invece di quelle comunicazioni trimestrali, semestrali e lo split payment non esiste più per i professionisti che significa dargli un po’ di liquidità in cassa per affrontare le spese.
Per quanto riguarda la lotta al precariato è la “waterloo” del precariato. È finita l’epoca del precariato senza alcun tipo di ragione. Abbiamo limitato la possibilità di abusare dei contratti a tempo determinato e abbiamo aumentato le penali quando ci sono gli ingiusti licenziamenti sul contratto a tempo indeterminato. Significa un po’ più di serenità. Poi dovremo abbassare il costo del lavoro, lo faremo a fine anno nella Legge di Bilancio. Dovremo intervenire su tante cose per le imprese per aumentare ancora di più la stabilità, però questo è un primo passo per dire che non possiamo rinnovare i contratti a tempo determinato all’infinito ai giovani, ai meno giovani senza dargli un po’ di serenità.
Le delocalizzazioni: per quanti anni, nei comizi pubblici vi ho detto che serviva una Legge per dire che chi veniva in Italia e prendeva soldi pubblici non se ne poteva andare all’estero quando voleva. Ve l’ho detto per anni, l’abbiamo fatto. C’è una Legge oggi dello stato nel decreto dignità che dice che non solo chi delocalizza ci deve ridare i soldi con gli interessi; due quattro volte pari a due quattro volte quello che hanno preso, ma in più se prendono soldi e poi cominciano a delocalizzare in parte nei paesi dell’Unione Europea, cominciano a licenziare dipendenti e allora gli chiediamo i soldi indietro con gli interessi. E l’ultimo, questo è una cosa che seguivo anche prima di diventare parlamentare oltre cinque anni fa. Il tema del gioco d’azzardo. Abbiamo vietato la pubblicità per il gioco d’azzardo. C’è chi è preoccupato per i contratti in essere, gli abbiamo dato un po’ di tempo per risolverli, ma dopo di che dal giorno in cui entra in vigore il decreto, che adesso dovrà essere firmato dal Presidente della Repubblica; la pubblicità sul gioco d’azzardo in Italia è vietata. Diventiamo uno dei paesi avveniristici in Europa, credo siamo il primo paese in Europa che vieta totalmente la pubblicità sul gioco d’azzardo.Io non posso descrivervi l’emozione per quello che abbiamo fatto in Consiglio dei Ministri. Certo, c’è tanto da fare, tanto. Non voglio assolutamente illudere nessuno, però cominciamo a ristabilire un po’ di dignità, un po’ di civiltà per questo Paese e rimettiamo al centro le persone, con le loro debolezze con i loro problemi e cominciamo ad aiutarle senza più farle cadere in tentazione, senza più farle sfruttare.Ieri è stata una giornata importante, perché oltre al decreto dignità abbiamo anche concluso l’accordo di “Italia online”. Li avevo incontrati a Torino, erano disperati lavoratori di “Italia online”, perché l’azienda stava mettendo fuori oltre 300 persone. Si è trovato un accordo grazie al dottor De Camillis, Giorgio Sorial che hanno seguito questa vicenda al tavolo tutta la giornata e sono andato a salutarli quando hanno chiuso l’accordo e gli ho detto che faremo controlli su tutto l’accordo che hanno sottoscritto, perché lo stato deve garantire questi accordi. E poi è stata anche una giornata in cui abbiamo fatto il tavolo sui riders e abbiamo avviato i lavori per il contratto collettivo nazionale dei riders, il primo in Europa. Metteremo al centro le tutele di quei ragazzi e stabiliremo che chi fa il rider deve avere delle tutele, altrimenti è illegale la sua assunzione.E infine ieri sempre in Consiglio dei Ministri abbiamo approvato un decreto che riguarda la terra dei fuochi, abbiamo approvato un decreto che fornisce le imbarcazioni alla guardia costiera libica per aiutare per i salvataggi in mare in Libia i migranti e nel decreto dignità abbiamo inserito una norma che aiuta gli insegnanti delle lauree magistrali, coloro che per effetto della sentenza del Consiglio di Stato dovevano essere licenziati e invece in questo momento abbiamo prorogato di 120 giorni gli effetti in modo tale da poter trovare una soluzione per quegli insegnanti che ci stanno a cuore e che abbiamo incontrato in giro per l’Italia durante la campagna elettorale.Le cose che ci dicevano che non si potevano fare si sono fatte e questo rappresenta tutto, vi spiega tutte le menzogne che ci hanno detto in tutti questi anni. Non consentite mai a nessuno di dirvi che non si può fare una cosa, perché noi siamo la dimostrazione che le cose si possono fare e che i problemi si possano risolvere. Da domani inizia un’altra era politica per il nostro Paese: senza pubblicità del gioco d’azzardo con meno precariato, meno burocrazia e senza più “prenditori” che si approfittano dei soldi degli imprenditori. (fonte blog dele stelle)

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Investire nelle persone, nella cultura e nell’istruzione è fondamentale per il futuro dell’Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 22 maggio 2018

Le città e le regioni rispecchiano la diversità culturale dell’Europa e sono nella posizione migliore per trasformare il patrimonio culturale europeo in una risorsa strategica – è quanto hanno sottolineato i leader locali e regionali nel corso di un dibattito con Tibor Navracsics, commissario europeo per l’Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport. Navracsics, che ha preso la parola durante la sessione plenaria del Comitato europeo delle regioni, ha ricordato che il rafforzamento di un’identità europea comune e la promozione della coesione sociale ed economica figurano tra gli obiettivi dell’Anno europeo del patrimonio culturale 2018 e costituiscono le condizioni per costruire l’Europa di domani.Nella proposta della Commissione in merito al prossimo quadro finanziario pluriennale dell’UE, le azioni esistenti a sostegno della cultura e della creatività europee saranno integrate in un nuovo programma Europa creativa, con un lieve aumento del bilancio. La Commissione propone inoltre di raddoppiare il bilancio per il programma Erasmus+ e di potenziare il corpo europeo di solidarietà. Questi strumenti sono inclusi nel nuovo polo destinato a investire nelle persone, nella coesione sociale e nei valori, con una dotazione complessiva di 139,5 miliardi di euro.
Il Presidente del Comitato europeo delle regioni, Karl Heinz Lambertz , ha dichiarato: “La cultura e l’istruzione devono contribuire a rafforzare il senso di appartenenza all’UE e il patrimonio culturale dev’essere considerato una risorsa strategica per l’Europa. Investire di più nel “soft power”, tra cui i giovani, l’istruzione e la cultura, è una garanzia di maggiore solidarietà e il miglior antidoto al rischio di disintegrazione della nostra comune identità europea. Queste priorità devono essere integrate nei diversi programmi del prossimo bilancio dell’UE”.Tibor Navracsics, commissario europeo per l’Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, ha confermato che, per sfruttare lo slancio generato dall’Anno europeo del patrimonio culturale, la prossima settimana la Commissione europea presenterà delle nuove proposte sullo spazio europeo dell’istruzione e sull’istruzione e la cura precoci dei bambini, nonché una nuova strategia per la gioventù dell’UE e una nuova agenda europea per la cultura.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Riscoprire che la comunicazione coinvolge persone concrete, non masse”

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2018

Roma. Crescere nella comprensione e nel rispetto nel campo della comunicazione pubblica, come chiede Papa Francesco, significa innanzitutto rendersi conto che questo lavoro “coinvolge persone con nome e cognome” e non “masse”. Così il Prelato dell’Opus Dei e Gran Cancelliere della Pontificia Università della Santa Croce, mons. Fernando Ocáriz, a chiusura dell’XI Seminario professionale sugli Uffici di comunicazione della Chiesa, promosso dalla Facoltà di Comunicazione sul tema del “Dialogo, rispetto e libertà di espressione nella sfera pubblica”.Vi hanno partecipato 400 persone di vari Paesi, tra professionisti della comunicazione, direttori e responsabili di uffici stampa di Diocesi, Conferenze episcopali e altre realtà ecclesiali, docenti universitari e giornalisti.Tra le tematiche affrontate, anche quelle recenti della post-verità e delle fake news. A questo proposito, mons. Ocáriz ha ricordato come di fronte al proliferare di notizie false, avere comprensione e rispetto significhi “rinnovare la professione dell’informazione dall’interno”, approfondendone “la dimensione di servizio”, proprio perché “una persona ben informata è una persona più libera e responsabile” e perciò “capace di agire nella società in maniera solidale”.
Riguardo al dialogo, per il Prelato dell’Opus Dei occorre nutrire il desiderio di “capire gli altri, di comprendere i loro punti di vista”, in modo da scoprire “aspetti concreti che non erano stati presi in considerazione” e così perfezionare le proprie proposte e rendersi più comprensibili.Un ultimo aspetto evidenziato da mons. Ocáriz è quello della necessità – soprattutto in un mondo professionale caratterizzato da velocità e immediatezza – di svolgere il proprio compito con “serenità”, la stessa che “ci permette di dare profondità al nostro lavoro, scoprirne la dimensione di eternità e di riposare in Dio.
Tra i relatori di questa edizione del Seminario, Richard R. John, della Columbia Journalism School (New York), Juan Pablo Cannata, dell’Universidad Austral (Argentina), Walter Quattrociocchi, della Ca’ Foscari (Venezia), l’Arcivescovo Primate d’Irlanda Eamon Martin, Margaret Somerville, dell’University of Notre Dame (Australia), Chiara Giaccardi, dell’Università Cattolica (Milano) e Steve William Fuller, dell’University of Warwick (Regno Unito).
I partecipanti hanno ascoltato le opinioni di giornalisti di testate come The New York Times, EWTN, Itar-Tass, e hanno condiviso le esperienze con responsabili di comunicazione ecclesiale di paesi diversi come Francia, Slovacchia, Ucraina e Messico. Mercoledì mattina hanno assistito all’Udienza in Piazza San Pietro con Papa Francesco, che ha rivolto loro un saluto.Nel corso del Seminario è stata anche presentata la “Cattedra Navarro-Valls”, dedicata allo storico portavoce di San Giovanni Paolo II, scomparso il 5 luglio dello scorso anno.

Posted in Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Tecnologie avanzate di miglioramento genetico che incrementino i raccolti per sfamare milioni di persone

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 aprile 2018

L’International Crops Research Institute for the Semi-Arid Tropics (ICRISAT – Istituto internazionale di ricerca delle colture per le zone tropicali semi-aride) e Corteva Agriscience™, Divisione Agricoltura di DowDuPont, hanno siglato nei giorni scorsi una partnership pluriennale per rafforzare la sicurezza alimentare migliorando le colture che nutrono milioni di persone, attraverso la condivisione di tecniche di miglioramento genetico di ultima generazione.Il contratto quadro di collaborazione (Master Alliance Agreement) è stato firmato da Peter Carberry, facente funzione di Direttore Generale di ICRISAT e Tom Greene, Senior Research Director, Corteva Agriscience™. La condivisione della tecnologia comprende la tecnica di editing genomico CRISPR-Cas, adattando le tecniche di modificazione alle nuove colture, e applicando la conoscenza dei meccanismi biochimici delle piante, con l’obiettivo di migliorare produttività e qualità per colture che sfamano milioni di persone. DuPont Pioneer, che ora fa parte di Corteva Agriscience™, fornirà l’accesso alla proprietà intellettuale, al materiale e al know-how relativi a CRISPR-Cas e alla modificazione delle piante.
Carberry, che ricopre anche la carica di direttore del Programma CGIAR di Ricerca Globale su Legumi da Granella e Cereali delle terre aride (GLDC), ha dichiarato: “ICRISAT e Corteva Agriscience™ condividono l’obiettivo di sviluppare tecnologie innovative e promuovere la loro applicazione ai prodotti agricoli di prossima generazione, a vantaggio dei piccoli agricoltori delle regioni aride. Le partnership pubblico-private come questa vengono ricercate attivamente e sono di fondamentale importanza per ottenere il successo e l’impatto desiderato del programma GLDC.
Tom Greene, Corteva Agriscience™, ha affermato: “Non vediamo l’ora di applicare una tecnologia innovativa come CRISPR-Cas, per rispondere alle problematiche sulla qualità da parte dei consumatori e alle sfide della produzione agricola. L’unione tra l’esperienza dei nostri scienziati e la messa a punto di nuove tecnologie offre ampi margini di ricerca e sviluppo per selezionare colture che non ricevono abbastanza attenzione, anche se queste colture sfamano milioni di persone.” “Grazie al lavoro degli scienziati di Corteva Agriscience™ e ISCRAT, assisteremo ad un rapido miglioramento delle tecnologie per lo sviluppo di colture più produttive e ed un’agricoltura più prospera per i piccoli agricoltori,” ha aggiunto Pooja Bhatnagar-Mathur, Principal Investigator, ICRISAT e co-sviluppatore del progetto di ricerca.“La collaborazione unirà competenze ed esperienze che si completeranno a vicenda. Appena abbiamo iniziato a discutere sul progetto di ricerca, abbiamo trovato velocemente il punto di incontro”, ha concluso Amitabh Mohanty, Principal Investigator, Corteva Agriscience™, e co-sviluppatore del progetto di ricerca.Il progetto di collaborare su colture come sorgo e miglio si è concretizzato durante un incontro al 2017 World Food Prize, dove il Direttore Generale di ICRISAT David Bergvinson e Tom Greene di Corteva Agriscience™ hanno sottolineato i concetti generali della ricerca, gli obiettivi e la tecnologia disponibile per contribuire a trovare le soluzioni.
Corteva Agriscience™ sta applicando CRISPR-Cas come strumento avanzato di editing genomico per sviluppare colture con maggiore resilienza ambientale, produttività e sostenibilità. Si sono definiti i principi guida di CRISPR-Cas, tra cui il permesso a chi vuole sviluppare prodotti agricoli di usare CRISPR-Cas, fornendo l’accesso alla sua proprietà intellettuale, alle capacità tecnologiche, alle infrastrutture e alle competenze scientifiche.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Libia: cresce preoccupazione per le persone bloccate da lungo tempo a Tawergha

Posted by fidest press agency su sabato, 24 febbraio 2018

L’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, esprime preoccupazione per le diverse centinaia di famiglie libiche che si trovano in serie difficoltà dopo essere state bloccate da gruppi armati mentre tentavano di fare ritorno verso le proprie case nella città di Tawaregha. Gli abitanti della comunità di Tawergha vivono nella condizione di sfollati in tutto il paese dal 2011, quando in 40.000 furono costretti a fuggire.Queste famiglie hanno provato a fare ritorno a Tawaregha, dopo che il decreto del Consiglio di Presidenza del 1 febbraio aveva dato loro il permesso di farlo. Circa 2.000 persone provenienti da varie località della Libia, quali Bani Walid, Tripoli e Bengasi, si sono dirette verso la città ma sono state fermate dai gruppi armati.Dopo essere stati respinti, molti si sono temporaneamente spostati verso due aree, a Qararat al-Qataf, a circa 40 km da Tawergha, e ad Harawa, a circa 60 km a est di Sirte. In queste località, versano in gravi condizioni più di 1.200 persone, perlopiù donne e bambini.Nelle ultime tre settimane, l’UNHCR e l’organizzazione partner LibAid hanno fornito l’assistenza necessaria distribuendo tende, coperte e vestiti pesanti dato che le temperature in quest’area sono molto basse. Estremamente necessari sono dei ripari, l’acqua potabile, il cibo, l’assistenza medica e il supporto specifico per neonati e bambini.In Libia, sono più di 180.000 al momento gli sfollati interni che necessitano assistenza e lo stesso vale per le circa 335.000 persone che hanno recentemente fatto ritorno alle loro case. L’UNHCR continua a fornire assistenza a queste persone in attesa di trovare soluzioni durevoli, quali il ritorno volontario in condizioni dignitose e in sicurezza.L’UNHCR negli ultimi mesi ha aumentato le proprie risorse e i propri sforzi del 300 percento per rispondere ai bisogni di oltre mezzo milione di persone sradicate dal conflitto.L’UNHCR sta sostenendo gli sfollati interni con assistenza umanitaria, inclusi piccoli progetti per le comunità, assistenza in denaro e protezione. L’anno scorso l’UNHCR ha distribuito beni di prima necessità a oltre 60.000 sfollati interni e fornito assistenza in denaro a 14.000 persone in tutta la Libia. Quest’anno sono oltre 200 i progetti a impatto rapido che verranno implementati in tutto il paese.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Altri posti per il reinsediamento dopo la morte nel Mediterraneo di 160 persone

Posted by fidest press agency su sabato, 13 gennaio 2018

Onu palaceL’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, rinnova il suo appello agli Stati affinché contribuiscano a salvare vite umane mettendo a disposizione più posti per il reinsediamento e altre alternative sicure per la protezione dei rifugiati, incluso il ricongiungimento famigliare. Solo in questa settimana, circa 160 persone hanno perso la vita o risultano disperse in tre diversi incedenti nel mar Mediterraneo.
Lunedi (8 gennaio), i sopravvissuti a un incidente che ha presumibilmente causato più di 60 vittime, sono stati recuperati e fatti sbarcare a Catania dalla Guardia Costiera italiana. Oltre agli otto corpi recuperati dai soccorritori, si teme che possano essere annegate altre 56 persone, tra le quali 15 donne e 6 bambini.Lo stesso giorno, in un altro incidente, un’imbarcazione che trasportava 54 persone si è ribaltata al largo delle coste del Marocco. La Guardia Costiera marocchina ha riferito che due uomini sono annegati.
Martedì (9 gennaio), l’UNHCR e l’organizzazione partner International Medical Corps, hanno dato assistenza allo sbarco a Tripoli di 279 tra rifugiati e migranti operato della Guardia Costiera libica. Secondo quanto riferito dai sopravvissuti tra le 60 e le 100 persone risulterebbero disperse. Nessuno dei corpi è stato finora recuperato.Nel settembre del 2017 l’UNHCR ha fatto appello affinché venissero messi a disposizione 40.000 posti per il reinsediamento in 15 Paesi d’asilo e transito lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Si ritiene che in tutto siano 277.000 i rifugiati con necessità di reinsediamento in questi Paesi.Per venire incontro a queste necessità, l’UNHCR ha finora ricevuto circa 13.000 offerte di posti per il 2018 e il 2019. La maggioranza di queste fanno parte di programmi di reinsediamento globale già regolarmente istituiti, e solo poche sono invece posti addizionali.
Dal novembre del 2107, l’UNHCR ha evacuato centinaia di rifugiati vulnerabili, la grande maggioranza dei quali donne e bambini, dalla Libia al Niger. Per quanto riguarda i minori non accompagnati, verrà individuata una soluzione nell’interesse maggiore di ogni bambino, mentre gli adulti saranno sottoposti alle regolari procedure dell’UNHCR con la prospettiva di trovare soluzioni anche per loro, incluso il reinsediamento.L’UNHCR insiste affinché venga adottato un approccio comprensivo nella gestione dei movimenti di migranti e rifugiati che affrontano i pericolosi viaggi attraverso il deserto del Sahara ed il mar Mediterraneo. E’ necessario costruire e rafforzare la capacità di protezione e supporto al sostentamento negli Stati di primo asilo, fornire ai rifugiati modalità più protette e regolari per trovare la sicurezza, attraverso percorsi legali quali il reinsediamento e la riunificazione famigliare, ed affrontare le cause principali che costringono i rifugiati alla fuga.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »