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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘persone’

VII Rapporto MonitoRare sulla condizione delle persone con malattia rara in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 luglio 2021

Il nome maschile Piero, diminutivo di Pietro, deriva dall’ebraico Kephas e significa ‘sasso squadrato’. Sono circa 100 i Santi portatori di questo nome e inoltre con i suoi 643 toponimi è in assoluto il nome geograficamente più diffuso. L’onomastico di Piero, ma anche di Pietro, viene festeggiato il 29 giugno in onore di San Pietro, apostolo e primo pontefice, morto nel 66. San Pietro si chiamava Simone, ma Gesù gli cambiò il nome dicendogli: ‘Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa’. San Pietro è patrono dei mietitori, degli orologiai, dei pescatori, dei pescivendoli, dei fabbri di Roma, di Argentera e di Arluno.Roma Si terrà martedì 6 luglio alle ore 10, presso il Ministero della Salute (Auditorium Cosimo Piccinno), la presentazione del VII Rapporto MonitoRare sulla condizione delle persone con malattia rara in Italia. Il Rapporto, redatto da Uniamo – Federazione Italiana Malattie Rare, intende fornire il quadro di riferimento sull’epidemiologia, sull’accesso alla diagnosi, alle terapie, all’assistenza, sulla ricerca, oltre che sull’organizzazione socio-sanitaria, giuridica ed economica nazionale e regionale. Il Rapporto MonitoRare 2021 è realizzato con il contributo di dati di: Ministero della Salute, Centri di coordinamento Regionali per le Malattie Rare, AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco, Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità, Ministero dell’Istruzione, Orphanet Italia, Fondazione Telethon, Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare Unità Produttiva Agenzia Industrie Difesa AID, BBMRI Italia e altri partner. A livello europeo una patologia è definita rara se ha una prevalenza inferiore a 5 casi ogni 10.000 persone.Le persone con malattie rare possono essere poche per singola patologia, ma si stimano oltre 300 milioni di persone nel mondo, 30 milioni in Europa. La stima in Italia è di quasi 2 milioni di persone. Di queste 1 su 5 ha meno di 18 anni. Le malattie rare ad oggi conosciute sono tra le 6.000 e le 8.000. Tra queste: ● l’80% ha origini genetiche ● il 20% ha origini ambientali, infettive o allergiche ● il 70% insorge in età pediatrica, anche quando la patologia non ha origine genetica I “farmaci orfani” rappresentano la principale classe di farmaci utilizzati per il trattamento delle patologie rare. Sono detti orfani poiché il loro “raro” utilizzo scoraggerebbe la loro produzione da parte delle aziende farmaceutiche. Per fortuna, sono sempre di più le aziende farmaceutiche che investono in queste terapie, anche grazie agli incentivi pubblici previsti.

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Fermare la crescita del numero di persone costrette alla fuga

Posted by fidest press agency su domenica, 20 giugno 2021

L’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, esorta oggi i leader mondiali a intensificare gli sforzi per promuovere la pace, la stabilità e la cooperazione, al fine di fermare e iniziare a invertire la tendenza che vede crescere il numero di persone costrette alla fuga da violenza e persecuzione da quasi dieci anni. Nonostante la pandemia, nel 2020 il numero di persone in fuga da guerre, violenze, persecuzioni e violazioni dei diritti umani è salito a quasi 82,4 milioni, secondo l’ultimo rapporto annuale Global Trends dell’UNHCR pubblicato oggi a Ginevra. Si tratta di un aumento del quattro per cento rispetto alla cifra record di 79,5 milioni di persone in fuga toccata alla fine del 2019.Il rapporto mostra che alla fine del 2020 c’erano 20,7 milioni di rifugiati sotto mandato UNHCR, 5,7 milioni di rifugiati palestinesi e 3,9 milioni di venezuelani fuggiti all’estero. 48 milioni di persone erano sfollati all’interno dei loro paesi. Altri 4,1 milioni erano richiedenti asilo. Questi numeri ci dicono che nonostante la pandemia e l’appello per un cessate il fuoco globale, i conflitti hanno continuato a costringere le persone ad abbandonare le proprie case.

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Sostenibilità in azienda e gestione sostenibile delle persone

Posted by fidest press agency su domenica, 16 maggio 2021

Cresce l’attenzione alla sostenibilità da parte delle aziende italiane, che la pongono sempre più al centro anche delle proprie organizzazioni e politiche di gestione del personale e retributive. Questo quanto rileva l’indagine di ODM Consulting, società di consulenza HR di Gi Group, che è stata presentata durante l’evento “Sostenibilità e persone: cosa stanno facendo le aziende italiane” in cui sono intervenute Eolo e Schneider Electric Italia, portando la propria esperienza e testimonianza di come il tema della sostenibilità sia percepito all’interno delle loro organizzazioni. 200 le aziende coinvolte nell’indagine di ODM Consulting, attraverso interviste a 117 responsabili nella funzione HR (HR Director, HR Manager e ruoli con potere decisionale e di spesa) e 83 imprenditori e amministratori delegati ai quali è stato innanzitutto chiesto quanto è attiva la propria azienda sul fronte della sostenibilità.Il 64,5% del campione si è dichiarato interessato al tema o in fase iniziale dell’implementazione di politiche o progetti di sostenibilità, mentre il 29% delle imprese è già attivo o ha conseguito una delle due certificazioni più diffuse: ISO 14-001 e B-Corp. Di queste aziende, il 41,4% si trova a Nord Ovest e il 58,6% è una multinazionale e tutte hanno definito al proprio interno chi si occupa della sostenibilità: il 27% ha istituito un ruolo ad hoc, il 32% lo fa ricadere nei compiti della CSR, il 39,7% sui ruoli di governance.Solo il 6,5% del campione, in gran parte piccole imprese, si dichiara ancora inattivo o non interessato alla tematica e fra queste quasi un quarto la ritiene una moda passeggera.Secondo l’indagine, la dimensione aziendale maggiormente ricollegata alla sostenibilità è l’efficacia e l’efficienza organizzativa (indicata dal 65% degli intervistati), seguita da attenzione ad ambiente e sviluppo dell’economia circolare (55%), equità e gestione della diversità (46%) ed empowerment e sviluppo delle persone (34%).La principale differenza tra i tre cluster di aziende (non attive, interessate, attive o certificate) sta nella priorità che danno alle azioni identificate come idonee a rendere un’organizzazione sostenibile. Le aziende che non prendono in considerazione la sostenibilità si concentrano prima su cultura e valori aziendali (indicata dal 46,2% del cluster), poi sull’implementazione di nuovi modelli organizzativi “agili” (38,5%) e infine su progetti di riduzione degli sprechi (30,8%). Anche gli altri due cluster di imprese condividono questa classifica, ma la massima priorità è proprio sulla riduzione degli sprechi, con un’attenzione particolare all’aspetto ecologico-ambientale (indicata come prioritaria dal 45% delle aziende interessate al tema sostenibilità e da ben il 46,6% delle imprese già attive).

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“L’Italia vaccina le persone sbagliate”

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2021

Durissimo attacco del Washington Post alla campagna vaccinale italiana paragonando quanto sta avvenendo in Italia con le varie campagne europee e non.Durissime le accuse lanciate dal giornale americano, che mette sotto accusa le priorità con cui sono stati somministrati i vaccini disponibili in Italia, mettendo a confronto il numero di decessi su base giornaliera e settimanale, con quelli relativi ad altri Paesi Europei.Un paragone che dimostra, chiaramente, quello che anche Codacons sta denunciando da mesi, ovvero il fatto che sia stata lasciata troppa libertà alle singole Regioni di procedere nell’ordine che preferivano, finendo così per vaccinare moltissimi soggetti di categorie sottoposte a rischi molto bassi di avere conseguenze gravi o mortali dal Covid-19.”I risultati sono sotto gli occhi di tutti – denuncia il Presidente Marco Donzelli – in Italia la curva di mortalità si è abbassata, ma non come negli altri Paesi Europei; il confronto con la Gran Bretagna è impietoso, ma ora anche Francia, Germania e Spagna stanno ottenendo risultati migliori dei nostri. Tutto è dipeso dalle priorità, se si procede a vaccinare, per primi, soggetti di categorie che statisticamente hanno meno possibilità di avere conseguenze gravi o mortali dal Covid-19, il risultato purtroppo è quello attuale.Per questo motivo presenteremo esposti alle Procure delle Repubbliche verso tutti i Governatori che con le loro politiche vaccinali hanno contribuito al decesso di decine e centinaia di persone”.

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Covid-19, un terzo delle persone infettate da Sars-CoV-2 è asintomatico

Posted by fidest press agency su domenica, 7 febbraio 2021

Secondo una revisione sistematica pubblicata su Annals of Internal Medicine, almeno un terzo delle infezioni da Sars-CoV-2 si verifica in persone che non svilupperanno mai sintomi. «Dato quanto abbiamo riscontrato, appare evidente la necessità di cambiare la strategia di test. Per ridurre la trasmissione da persone presintomatiche o asintomatiche dobbiamo spostare la nostra attenzione sullo screening domiciliare» spiega Daniel Oran, dello Scripps Research Translational Institute di La Jolla, California, autore principale del lavoro. «Test rapidi antigenici, forniti a milioni di persone per un uso frequente, potrebbero aiutarci a ridurre significativamente la diffusione del virus» prosegue l’esperto.I ricercatori hanno incluso nella revisione studi su indagini sierologiche che hanno riguardato più di 365.000 persone in Inghilterra e oltre 61.000 in Spagna. Analizzando separatamente i dati dei due paesi sulla base di queste prove di qualità è emersa approssimativamente la stessa proporzione di casi asintomatici, ovvero 32,4% in Inghilterra e 33% in Spagna. La revisione ha incluso in totale 43 studi con conferma dell’infezione tramite test Pcr e altri 18 con risultati anticorpali che indicavano un’infezione presente o precedente. Gli autori sottolineano che, anche se si potrebbe obiettare che il termine “asintomatico” sia fuorviante, perché alcune persone potrebbero mostrare più avanti nel tempo i sintomi della malattia, tale gruppo “presintomatico” di pazienti è probabilmente una minoranza. Studi longitudinali, infatti, indicano che circa tre quarti delle persone che sono asintomatiche rimarranno tali. I ricercatori notano che l’eterogeneità delle impostazioni, delle popolazioni e di altre caratteristiche degli studi ha impedito loro di eseguire una metanalisi dei risultati, e sostengono che saranno necessarie ulteriori ricerche per determinare se e quanto i vaccini contro Sars-CoV-2 prevengano l’infezione asintomatica. «Le strategie di controllo del Covid-19 dovrebbero essere modificate, tenendo conto della prevalenza e del rischio di trasmissione dell’infezione asintomatica. Oltre a un uso frequente di test domiciliari, suggeriamo che il governo fornisca alloggi e aiuti economici per consentire l’isolamento degli asintomatici» concludono gli esperti. (fonte Doctor33)

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Vaccino Covid-19: Ogni fiala può servire per 6 persone invece che 5

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

Fedele e coerente con gli impegni di aggiornamento e informazione continui, precisi e puntuali che si è presa nei confronti della campagna vaccinale per far fronte alla pandemia COVID.19, la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie-SIFO condivide e rilancia il messaggio espresso oggi dall’AIFA in merito al vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 : “ferma restando la necessità di garantire la somministrazione del corretto quantitativo di 0.3 ml a ciascun soggetto vaccinato attraverso l’utilizzo di siringhe adeguate, è possibile disporre di almeno 1 dose aggiuntiva rispetto alle 5 dosi dichiarate nel Riassunto delle caratteristiche del prodotto”.In pratica – ricorda SIFO a tutti gli operatori – la dose di COMIRNATY che deve essere somministrata a ciascuna persona è di 0,3 ml. Questa dose deve essere estratta in condizioni asettiche e utilizzando siringhe di precisione adeguate, da un flaconcino di vaccino che contiene 2,25 ml, dopo la diluizione prevista con soluzione di cloruro di sodio allo 0,9%. Questo significa quindi che ogni fiala di vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 può essere utilizzata per vaccinare con pieno successo e in assoluta sicurezza 6 soggetti, a conferma dei calcoli e delle simulazioni che SIFO aveva già realizzato un mese fa.Gli aspetti professionali, sanitari, organizzativi ed etici di questa sottolineatura – precisa SIFO – sono di primaria importanza, visto che in questo modo con mille fiale potranno essere trattate 6000 persone (invece che 5000), rendendo più vasta e capillare fin da subito la copertura vaccinale e realizzando anche un’economia di scala non indifferente: ogni centro abilitato alla vaccinazione dei cittadini italiani deve esserne consapevole ed agire di conseguenza. (fonte Ufficio stamnpa Sifo)

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Oltre 80 milioni di persone costrette a fuggire a metà 2020

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 dicembre 2020

Mentre il Covid-19 mette a dura prova la protezione dei rifugiati a livello globale. In attesa di definire un quadro completo per il 2020, secondo un nuovo rapporto pubblicato oggi a Ginevra l’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, stima che il numero di persone costrette a fuggire a livello globale abbia superato gli 80 milioni a metà anno.All’inizio di quest’anno, circa 79,5 milioni di persone erano state costrette a lasciare la loro casa a causa di persecuzioni, conflitti e violazioni dei diritti umani. Questo numero comprendeva 45,7 milioni di sfollati interni, 29,6 milioni di rifugiati e altre persone costrette a lasciare il proprio Paese e 4,2 milioni di richiedenti asilo. Nel 2020, i conflitti esistenti e nuovi ed il Covid-19 hanno avuto un impatto drammatico sulle loro vite. Nonostante l’appello urgente di marzo del Segretario Generale delle Nazioni Unite per un cessate il fuoco globale per far fronte alla pandemia, i conflitti e le persecuzioni sono continuati. Le violenze in Siria, Repubblica Democratica del Congo, Mozambico, Somalia e Yemen hanno causato nuove migrazioni forzate nella prima metà del 2020. Nuovi significativi movimenti migratori forzati sono stati registrati anche nella regione del Sahel centrale dell’Africa, dove i civili sono sottoposti a violenze brutali, tra cui stupri ed esecuzioni.”Il numero di persone costrette a fuggire èraddoppiato nell’ultimo decennio, e la comunità internazionale non riesce a salvaguardare la pace”, ha detto Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati. “Stiamo sorpassando un’altra triste pietra miliare, ed il numero continuerà a crescere se i leader mondiali non fermeranno le guerre”. Per le persone costrette a fuggire, il Covid-19 ha rappresentato un’ulteriore crisi di protezione e di sostentamento, oltre ad un’emergenza sanitaria pubblica globale. Il virus ha sconvolto ogni aspetto della vita umana e ha gravemente peggiorato le sfide esistenti per le persone costrette a fuggire e per gli apolidi.Alcune delle misure per frenare la diffusione del Covid-19 hanno reso più difficile per i rifugiati raggiungere la sicurezza. Al culmine della prima ondata della pandemia, in aprile, 168 paesi hanno chiuso completamente o parzialmente le loro frontiere, e 90 paesi che non hanno fatto alcuna eccezione per le persone in cerca di asilo. Da allora, e con il sostegno e l’esperienza dell’UNHCR, 111 Paesi hanno trovato soluzioni pragmatiche per garantire che il loro sistema di asilo sia pienamente o parzialmente operativo, assicurando al contempo l’adozione delle misure necessarie a contenere la diffusione del virus.Nonostante tali soluzioni, le nuove domande d’asilo sono diminuite di un terzo rispetto allo stesso periodo del 2019. Nel frattempo, i fattori alla base dei conflitti a livello globale non sono ancora stati affrontati.Nel 2020 sono state trovate meno soluzioni durature per le persone costrette a fuggire rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti. Solo 822.600 persone sono tornate a casa, la maggior parte dei quali – 635.000 – erano sfollati interni. Con 102.600 rimpatri volontari nella prima metà dell’anno, i ritoni a casa dei rifugiati sono diminuiti del 22% rispetto al 2019.I trasferimenti per il reinsediamento dei rifugiati sono stati sospesi temporaneamente a causa delle restrizioni dovute al COVID-19 da marzo a giugno. Di conseguenza, secondo le statistiche governative, solo 17.400 rifugiati sono stati reinsediati nei primi sei mesi del 2020, la metà rispetto al 2019.Sebbene il numero effettivo di apolidi rimanga sconosciuto, 79 Paesi nel mondo hanno segnalato 4,2 milioni di apolidi sul loro territorio.Le statistiche sulle migrazioni forzate sono disponibili all’indirizzo https://www.unhcr.org/refugee-statistics/.

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Supporto alle persone sopravvissute a violenza di genere

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni), UNHCR (Agenzia ONU per i Rifugiati), e UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia) lanciano una guida per gli operatori e le operatrici impegnati in prima linea per fornire supporto alle persone sopravvissute a violenza di genere. La Guida è stata adattata da una risorsa globale al contesto migratorio italiano, ed è particolarmente rilevante in questo momento in cui la pandemia di COVID-19 sta ulteriormente esacerbando le vulnerabilità preesistenti, tra cui quelle delle donne e delle bambine e adolescenti migranti e rifugiate. In Italia, a seguito della pandemia, il numero delle chiamate ricevute dal numero nazionale antiviolenza e stalking 1522, ha registrato un aumento del 119% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato è in linea con i trend globali che evidenziano un‘intensificazione della violenza connessa all’introduzione di misure di contenimento che hanno limitato la mobilità e aumentato il potenziale isolamento.L’emergenza sanitaria ha inoltre reso più difficile l’accesso da parte delle donne e ragazze migranti e rifugiate ai sistemi di protezione, anche a causa di barriere culturali e linguistiche.La Guida – presentata oggi dalle tre Organizzazioni in un incontro online con i rappresentanti del Dipartimento per le Pari Opportunità e del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione – è un vademecum delle azioni che consentono a tutti/e gli/le operatori/trici che lavorano a contatto con le vittime di violenza di essere in grado di fornire un primo supporto. In questi casi, è cruciale agire nel rispetto dei principi guida garantendo la sicurezza, la riservatezza e rispettando la dignità della persona sopravvissuta, osservando sempre il principio di non discriminazione. Lo strumento ribadisce la necessità – in caso di racconto di un episodio di violenza – di mettere in pratica l’approccio del primo soccorso psicologico, sottolinea l’importanza della preparazione di operatori/trici, la rilevanza dell’osservazione, l’ascolto e la connessione con i servizi sul territorio. Ogni passo è illustrato in maniera specifica all’interno della Guida, accompagnato anche da consigli pratici.La Guida contiene inoltre una scheda di approfondimento che evidenzia le connessioni esistenti tra la pandemia di COVID-19, le misure adottate per fronteggiarla e l’aumento del rischio di violenza di genere.

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In Italia oltre 35mila persone soffrono di dermatite atopica

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2020

E’ una malattia infiammatoria cronica che colpisce la cute del viso e del corpo di neonati, bambini e adulti. Un vero record tra le nazioni europee, soprattutto se si considera che circa 8mila pazienti sono affetti dalla forma grave della patologia. Secondo una recente analisi pubblicata su ‘The Journal of Allergy and Clinical Immunology’, intanto, il 39% dei giovani tra i 14 e i 17 anni e’ stato bullizzato o preso in giro a scuola a causa della malattia; mentre l’emergenza sanitaria legata al Covid-19, con il conseguente lockdown, hanno avuto un significativo impatto psicologico su questi pazienti, che li ha portati verso una maggiore condizione di isolamento.Di questo, in sintesi, si e’ parlato durante il webinar ‘Dermatite atopica, tra rischio Covid e necessita’ di cure. Strategie per la fase II’, promosso dall’Osservatorio Malattie Rare, con il patrocinio di SIDeMaST (Societa’ Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse), e di ANDeA (Associazione Nazionale Dermatite Atopica), con il supporto non condizionato di Sanofi Genzyme. Per questo motivo SIDeMaST ha messo a disposizione “un servizio gratuito di video-consulto a distanza denominato ‘Atopia visita virtuale’ – ha fatto sapere la presidente della societa’, Ketty Peris – che sara’ attivo fino a fine dicembre 2020. L’obiettivo e’ indirizzare il paziente presso un centro specialistico dedicato alle cure di tale patologia”. Ma oltre a questa iniziativa sara’ attivato a breve, per il secondo anno consecutivo, il servizio promosso dalla campagna ‘Dalla parte della tua pelle’, che prevede “una giornata dedicata a consulti gratuiti, su prenotazione – ha aggiunto Peris – in 30 centri ospedalieri-universitari in tutta Italia”, durante la quale potranno essere fornite “tutte le possibili indicazioni per un ottimale percorso diagnostico e terapeutico della dermatite atopica”. La dermatite atopica e’ una patologia che puo’ comportare conseguenze gravi anche in ambito lavorativo. “È stato dimostrato che i pazienti affetti da dermatite atopica hanno piu’ probabilita’ rispetto alla popolazione sana di essere disoccupati e cio’ implica costi sociali notevoli – ha spiegato Mario Picozza, presidente ANDeA – Questi ultimi, poi, aumentano se si considera il fatto che circa la meta’ dei malati presenta problemi di produttivita’ lavorativa o assenteismo per via dello stress
legato alla patologia e alla privazione di un adeguato riposo a causa del prurito incessante”. Gli stessi sintomi della dermatite atopica possono quindi provocare “incidenti o infortuni lavorativi. Insomma, la quotidianita’ e’ compromessa – ha aggiunto Picozza – e si notano evidenti limitazioni nella scelta dei percorsi di carriera o di studio da parte dei pazienti”. Per quanto riguarda gli adolescenti la situazione non e’ delle migliori. Secondo una recente analisi pubblicata su ‘The Journal of Allergy and Clinical Immunology’, il 39% dei giovani tra i 14 e i 17 anni e’ stato bullizzato o preso in giro a scuola a causa della malattia. L’aggravamento della patologia, poi, ha avuto un impatto sul percorso scolastico del 46% degli adolescenti.
Durante il webinar gli esperti hanno infine concordato su quanto sia fondamentale che le misure di controllo della pandemia non comportino impedimenti nella continuita’ terapeutica dei pazienti con malattie croniche. Per la dermatite atopica, circa un anno fa, AIFA ha approvato l’uso di un nuovo farmaco. “Si tratta di dupilumab, un anticorpo monoclonale indicato per il trattamento della dermatite atopica e a carico del Servizio Sanitario Nazionale per il trattamento di adulti con la forma grave della patologia – ha spiegato Sandra Petraglia, dirigente Area Pre-Autorizzazione AIFA – come alternativa per tutti quei pazienti per i quali la terapia con ciclosporina e altre terapie standard non hanno avuto gli effetti desiderati”. Il farmaco viene erogato dalle farmacie ospedaliere e territoriali con la presentazione di una ricetta medica compilata da un dermatologo. “Garantire ai pazienti un equo e rapido accesso ai farmaci piu’ innovativi in modo omogeneo sul territorio nazionale, confermare la validita’ dei piani terapeutici e informare malati e personale medico sulle reali condizioni di rischio – ha concluso Petraglia – sono punti su cui bisogna assolutamente lavorare per la fase II, nell’ottica di aiutare le persone con malattie croniche, proprio come la dermatite atopica, che sono esposte a maggior rischio in caso di contagio da Covid-19”. Al webinar, moderato da Ilaria Ciancaleoni Bartoli, direttore Osservatorio Malattie Rare, hanno partecipato anche Vito De Filippo, della Commissione XII Affari Sociali della Camera, e Roberta Venturi, responsabile Sportello Legale Osservatorio Malattie Rare. (fonte Agenzia Dire)

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Yemen: 300.000 persone perdono casa, reddito, scorte alimentari ed effetti personali a causa delle catastrofiche alluvioni

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2020

Si stima che siano 300.000 le persone che negli ultimi tre mesi, in Yemen, hanno perso casa, coltivazioni, bestiame ed effetti personali a causa delle piogge torrenziali e delle gravi e improvvise inondazioni. Tra i nuovi sfollati vi sono persone precedentemente costrette a fuggire dalle proprie case a causa del conflitto, che ancora una volta dovranno ricostruire la propria vita e quella delle loro comunità.Le aree più duramente colpite comprendono i governatorati di Marib, Amran, Hajjah, Al Hudaydah, Taizz, Lahj, Aden e Abyan, dove le inondazioni hanno ucciso almeno 148 persone nei soli ultimi due mesi. Ad Hababa, il cedimento improvviso e catastrofico della diga di Al-Roone ha causato la fuoriuscita di 250.000 metri cubi di acqua con conseguenze per migliaia di sfollati interni negli insediamenti di Al-Tahseen, Souq al-Lill e altrove.Molti degli sfollati interni colpiti dagli allagamenti vivevano già in condizioni di degrado e povertà, spesso in alloggi di fortuna sovraffollati rivestiti di plastica o fango che sono stati travolti dalla corrente o hanno riportato danni significativi. Le persone sono attualmente costrette a trovare riparo presso moschee, scuole o abitazioni di familiari o a vivere all’aperto, in edifici abbandonati, alcuni dei quali a rischio di crolli, o all’interno di ciò che è rimasto delle proprie case danneggiate.Molti faticavano già a sopravvivere, con opportunità di lavoro scarse o nulle e a malapena in grado di assicurare un pasto al giorno alle loro famiglie. Disperazione e angoscia aumentano in questa fase in cui la peggiore crisi umanitaria su scala mondiale tocca i livelli più drammatici di sempre.L’UNHCR esprime profonda preoccupazione per l’estrema vulnerabilità delle comunità sfollate nel contesto della pandemia, in cui molti sono impossibilitati a praticare distanziamento fisico o sociale, accedere ad acqua pulita per lavarsi le mani o attuare misure volte a prevenire la trasmissione del virus. Le infrastrutture sanitarie del Paese sono già seriamente danneggiate da anni di conflitto.Altre migliaia di persone potrebbero essere colpite, dal momento che è previsto che la stagione delle piogge continui e che le capacità di molte dighe, alcune delle quali trascurate a causa dei recenti anni di conflitto, sono sempre più vicine ai livelli di massima capienza. A Marib, l’acqua nella diga ha raggiunto il livello di piena ed è altamente a rischio di straripare se ulteriori piogge abbondanti e prolungate dovessero riempire eccessivamente la struttura. L’inondazione distruggerebbe le aree irrigate a valle presso cui si trovano insediamenti che accolgono migliaia di sfollati interni a causa del conflitto, nonché i quartieri più bassi della città di Marib.L’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, sta mobilitando aiuti con estrema rapidità per assicurare a migliaia di persone alloggi di emergenza e beni di prima necessità quali coperte e materassi, nonché sostegno psicosociale per le persone traumatizzate dalla perdita della propria casa e dei propri cari. Insieme ai partner, l’Agenzia sta coinvolgendo le comunità sfollate nelle attività di sensibilizzazione relative alle misure di protezione e prevenzione del COVID-19.Tuttavia, le capacità di intervento continuano a essere limitate dalla grave carenza di finanziamenti. Considerata la situazione, le riserve di alloggi e beni di emergenza si esauriranno nel giro di poche settimane, impedendo all’Agenzia di rispondere ad alcune delle esigenze più basilari. Dopo oltre cinque anni di conflitto, più dell’80 per cento della popolazione totale dello Yemen necessita di assistenza umanitaria. Quasi 4 milioni di sfollati interni, persone che hanno fatto ritorno a casa, rifugiati e richiedenti asilo dipendono ora dalla regolare erogazione di aiuti umanitari per sopravvivere.

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Giornata mondiale contro la tratta di persone

Posted by fidest press agency su domenica, 2 agosto 2020

In occasione della Giornata mondiale contro la tratta di persone, Caritas Internationalis e COATNET sollecitano i governi a intensificare gli sforzi per identificare le vittime della tratta e dello sfruttamento, il cui numero cresce in maniera preoccupante a causa della pandemia di COVID-19. Il segretario generale di Caritas Internationalis, Aloysius John, afferma che “in questo momento di diffusione del COVID-19, denunciamo una realtà preoccupante per le persone vulnerabili che sono maggiormente a rischio di divenire vittime della tratta. Il fatto che la nostra attenzione sia oggi focalizzata sulla pandemia non deve impedirci di prenderci cura delle persone più vulnerabili alla tratta e allo sfruttamento, come che anche durante questa pandemia continuano a fare in tutto il mondo le Caritas locali e le organizzazioni della rete COATNET che, insieme ad altre organizzazioni della società civile, forniscono essenziali reti di sicurezza alle vittime della tratta e dello sfruttamento, accompagnandole nelle loro difficoltà e offrendo loro un sostegno materiale, sanitario, legale e psicologico “.
La Confederazione delle 162 Caritas nazionali e la rete anti-tratta cristiana sottolineano come il COVID-19 abbia focalizzato l’attenzione dei governi in ambito sanitario, impedendo tuttavia che potesse essere prestata sufficiente attenzione ai danni collaterali della pandemia globale, specialmente sui migranti e lavoratori informali, ora più esposti alla tratta e allo sfruttamento. Caritas Internationalis e COATNET chiedono inoltre misure urgenti e mirate per sostenere quanti lavorano in settori informali, tra cui i collaboratori domestici e gli operai agricoli e edili, tra i quali si trovano i lavoratori più vulnerabili, come ad esempio i migranti privi di documenti.Secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), oggi nel mondo vi sono più di 40 milioni di vittime della tratta di esseri umani e dello sfruttamento. Una situazione già critica, che l’attuale crisi sanitaria ha aggravato, a causa della mancanza della massiccia perdita di lavoro derivante dalle misure governative poste in essere per prevenire la diffusione del COVID-19.La mancanza di libertà di movimento causata dal confinamento e dalle restrizioni di viaggio adottati in molti Paesi si è tradotta in una minore possibilità di fuggire e di trovare aiuto per le vittime della tratta di esseri umani. Ciò è vero in particolar modo per le molte vittime della tratta a scopo di sfruttamento sessuale. I lavoratori domestici affrontano maggiori rischi economici, ma anche fisici e psicologici, poiché durante questa pandemia sono ancora più esclusi dalla società. Gabriel Hatti, presidente dell’ufficio Medio Oriente e Nord Africa di Caritas, denuncia anche la difficile situazione vissuta in Libano e in altri Paesi del Medio Oriente da “molti filippini e altri lavoratori stranieri, che stanno lottando per tornare a casa dopo aver perso il lavoro a causa del COVID -19 e dell’attuale crisi economica. Ora sono in fila di fronte alle loro ambasciate, senza alcun supporto sociale o protezione psicologica e molti di loro sono perfino privi di un qualunque status legale”.A causa delle misure restrittive è inoltre più difficile per le associazioni e le autorità identificare le vittime di tratta e sfruttamento, molti dei quali sono bambini.
Durante la pandemia sono infatti aumentati i casi di violenza ai danni dei minori e il numero di bambini vittime dello sfruttamento online, al quale sono esposti soprattutto quando seguono lezioni a distanza con scarsa supervisione da parte dei genitori.

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Portare l’Europa sul territorio, più vicina alle persone

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2020

La Commissione europea pubblica oggi un bando per selezionare la nuova generazione di centri EUROPE DIRECT per il periodo dal 1° maggio 2021 al 31 dicembre 2025. Scopo dei centri EUROPE DIRECT è rendere l’Europa accessibile a tutti a livello regionale e locale e coinvolgere il pubblico nel dibattito sull’UE, sulle sue politiche e priorità e sul suo futuro.
I centri EUROPE DIRECT forniscono informazioni sull’UE e organizzano attività destinate a coinvolgere le persone, come ad esempio i dialoghi con i cittadini, stabiliscono relazioni con i media e altri partner locali e aiutano le istituzioni dell’UE a comprendere meglio i temi sensibili, le preoccupazioni e le percezioni dell’opinione pubblica nelle aree geografiche di competenza.

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Rifugiati: Numeri record di persone in fuga

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2020

Secondo le stime rese note ieri dall’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, in occasione di un forum annuale sul reinsediamento, l’anno prossimo oltre 1,4 milioni di rifugiati, attualmente soggiornanti in 62 Paesi di accoglienza, avranno bisogno di essere reinsediati.Quest’anno, la conferenza sui reinsediamenti è presentata insieme al governo del Canada e al Consiglio canadese per i rifugiati e si sta tenendo virtualmente.Secondo il rapporto sulle esigenze di reinsediamento globali previste per il 2021 (Projected Global Resettlement Needs 2021), lanciato ieri nel corso delle Consultazioni, tra i rifugiati a rischio più elevato e bisognosi di reinsediamento vi sono quelli siriani. Per il quinto anno consecutivo costituiscono la popolazione che presenta il numero di esigenze di reinsediamento più elevato (41 per cento), seguiti dai rifugiati sudsudanesi (9 per cento) e da quelli congolesi (9 per cento).Il reinsediamento, che prevede il ricollocamento dei rifugiati da un Paese di asilo a un Paese che ha accettato di ammetterli sul proprio territorio concedendo il diritto di potervisi stabilire in modo permanente, permette di proteggere coloro le cui vite potrebbero essere in pericolo o che sono portatori di esigenze particolari che non possono essere prese in carico nel Paese in cui hanno cercato protezione.I Paesi in via di sviluppo accolgono l’85 per cento dei rifugiati di tutto il mondo. Per regione di asilo, quella che comprende Africa orientale e Corno d’Africa continua a costituire la regione che presenta il numero di esigenze di reinsediamento più elevato. Seguono Turchia, che accoglie 3,6 milioni di rifugiati, Medio Oriente e Nord Africa, Africa centrale e regione dei Grandi Laghi.Condividere responsabilità e mostrare solidarietà nei confronti degli Stati che assicurano sostegno alle popolazioni di rifugiati di vaste dimensioni, incrementando le opportunità che consentono ai rifugiati di trasferirsi in Paesi terzi grazie al reinsediamento e a canali di ammissione complementari, quali ricongiungimento familiare e programmi per l’impiego e gli studi, costituisce uno degli obiettivi chiave del Global Compact sui Rifugiati.L’anno scorso, l’UNHCR e i partner hanno lanciato una Strategia triennale su reinsediamento e canali complementari che prevede il reinsediamento di un milione di rifugiati e l’ammissione di due milioni di rifugiati mediante percorsi complementari entro il 2028. A tal fine, è necessario che un numero maggiore di Paesi prenda parte al programma di reinsediamento e offra posti ai rifugiati.Nel 2019, 26 Paesi hanno ammesso al reinsediamento 107.800 rifugiati, quasi 64.000 dei quali beneficiavano dell’assistenza dell’UNHCR. Quest’anno, sono solo 57.600 i posti messi a disposizione dell’UNHCR dagli Stati. Purtroppo, la pandemia da COVID-19 condizionerà la piena realizzazione dei programmi.

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Tutela delle persone immunodepresse

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

L’Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza (APIAFCO) chiede un chiarimento e una semplificazione sulle modalità di esercizio del diritto che consente ai lavoratori con gravi patologie di assentarsi dal lavoro sino al 30 aprile con assenza equiparata al ricovero ospedaliero (come previsto dall’art. 26, comma 2, del Decreto Italia). Per questo motivo, ha appena indirizzato una lettera alle principali Istituzioni coinvolte affinché venga chiarita l’indicazione che vede nei “competenti organi medico legali” i soggetti atti a rilasciare la certificazione attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche. La richiesta di APIAFCO segue quella di altre importanti Associazioni affinché sia possibile che tale certificazione venga rilasciata anche dai Medici di Medicina Generale, dai Medici del Sistema Sanitario Nazionale e dai Medici convenzionati con lo stesso SSN, proprio per venire maggiormente incontro alle esigenze di contenimento espresse dallo stesso decreto. L’obiettivo principale di tali disposizioni è infatti quello di limitare il più possibile gli spostamenti delle persone, ma ancora di più di quei soggetti maggiormente esposti al rischio di contagio (come i soggetti immunodepressi). Tale obiettivo verrebbe chiaramente meno qualora gli stessi soggetti immunodepressi dovessero recarsi necessariamente presso i servizi di medicina legale delle ASL per ottenere la certificazione stessa. In questo appello, APIAFCO esprime preoccupazione anche per gli studenti immunodepressi per i quali attualmente non è stata prevista una specifica tutela in previsione della futura riapertura delle scuole e delle Università.

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Acquistare libri senza impatto sulla circolazione delle persone

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

Una rete di case editrici e librerie indipendenti per bambini e ragazzi che, in conseguenza e in ottemperanza del Dpcm del 11 marzo 2020, hanno deciso di accogliere le disposizioni del Governo e la richiesta di chiudere le attività commerciali per limitare e fermare la diffusione incontrollata del contagio da COVID-19 (rinunciando, pertanto, alle consegne a domicilio e alle consegne tramite corriere) nata dall’intento comune di dare una risposta concreta e responsabile.Abbiamo recuperato l’idea del “#librosospeso” e, più ci ragionavamo, più ci sembrava una delle possibili risposte da attuare. In essa troviamo coerenza con le direttive del Governo e una visione nell’ottica di condivisione e di sostegno reciproco. Ci sembra una modalità costruttiva che tutela, inoltre, il lavoro di tutti i protagonisti della filiera del libro.Sulla pagina dedicata http://www.facebook.com/librosospeso2020, saranno promossi i titoli degli editori aderenti, tra cui anche le novità in uscita alla riapertura delle librerie, che i lettori potranno acquistare e/o prenotare come #librosospeso in una delle librerie aderenti (l’elenco è pubblicato sulla stessa pagina e costantemente aggiornato). I lettori avranno, pertanto, modo di chiacchierare con i propri librai di fiducia e di avere uno sguardo d’insieme e ragionato sui cataloghi e sulle novità degli editori aderenti all’iniziativa. Questo, nella nostra ottica, ci permetterà di prendere le distanze da un presente che è buio, proiettandoci in avanti, utilizzandolo per costruire, perché le nostre attività possano continuare ad essere parte viva e fondamentale della società, creando inoltre una rete di collaborazione che supporterà ulteriormente la ripresa delle attività dopo che questa emergenza sarà finita.Il progetto #librosospeso è stato, finora, proposto a casa editrici e librerie indipendenti che abbracciano il nostro sentire. L’adesione è aperta a altri editori e altre librerie indipendenti che condividono la nostra stessa visione.

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Raccomandazioni globali sul COVID-19 per le persone con SM

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

L’emergenza portata dal coronavirus (COVID-19), dichiarata pandemia, riguarda ormai tutto il mondo. Per questo la MSIF (Multiple Sclerosis International Federation), la Federazione Internazionale delle Associazioni di sclerosi multipla, ha elaborato un documento con le nuove raccomandazioni per le persone con sclerosi multipla (SM), affinché adottino le misure adeguate per prevenire il rischio di contagio dal virus, e prendano le decisioni corrette riguardo alla gestione delle terapie e dei trattamenti per la sclerosi multipla.
Questo documento è stato prodotto da un team di neurologi esperti a livello internazionale e rappresentanti delle organizzazioni che compongono la Federazione Internazionale SM. Si tratta di un gruppo di lavoro composto da AISM e SIN – Società Italiana di Neurologia – lo ha poi declinato per lo specifico contesto italiano.Oltre ai consigli in generale per le persone con SM, le linee guida includono le raccomandazioni della dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i consigli per chi fa trattamenti modificanti la malattia, per chi è sottoposto a terapia aHSCT cioè a trattamento chemioterapico intensivo e per chi è in trattamento riabilitativo.
Per quanto riguarda le donne con SM in gravidanza al momento non esistono indicazioni specifiche.“Questo documento offre raccomandazioni specifiche, mirate alle persone con sclerosi multipla, molte di loro sono trattate con immunosoppressori, che affrontano questa situazione in una condizione di particolare fragilità”, dichiara il Prof Mario Alberto Battaglia, Presidente FISM, Fondazione italiana Sclerosi Multipla. “Si consiglia a tutte le persone con SM di prestare particolare attenzione alle linee guida per ridurre il rischio di infezione da COVID-19. Queste raccomandazioni sono rivolte anche ai caregiver, i familiari che vivono con una persona con SM o che la visitano regolarmente, per ridurre la possibilità di portare l’infezione da COVID-19 a casa e mettere a rischio contagio la persona con SM”“E’ importante in questo momento – ha affermato il Prof. Gioacchino Tedeschi, Presidente della Società Italiana di Neurologia e Direttore Clinica Neurologica e Neurofisiopatologia, AOU Università della Campania “Luigi Vanvitelli” di Napoli – che i pazienti con sclerosi multipla e i loro caregiver rispettino le raccomandazioni suggerite e che, contestualmente, facciano sempre riferimento al neurologo che li segue così come all’AISM per qualunque dubbio sulle terapie e sul proprio stato di salute, piuttosto che sulle procedure da seguire per diminuire il rischio di contagio da coronavirus. La Società Italiana di Neurologia, di concerto con l’AISM, si impegna a tenere aggiornate le raccomandazioni, monitorando l’evolversi della situazione e raccogliendo ulteriori informazioni scientifiche anche a livello internazionale”.

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Aiutiamo le persone più fragili

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2020

La Comunità di Sant’Egidio lancia un appello alle istituzioni, ma anche a tutti i cittadini, per non lasciare sole le persone più fragili in queste ore di emergenza dettate dal coronavirus. Com’è noto i soggetti più a rischio in questi giorni sono certamente gli anziani, per l’età avanzata, ma anche i senza fissa dimora, le persone malate o con disabilità. Su tutti loro incombe anche un altro grave pericolo: l’isolamento. Basta pensare che, soprattutto nelle grandi città italiane, come Roma o Milano, il tasso di persone che vivono da sole tocca il 45 per cento della popolazione. Tutti i cittadini possono fare la loro parte.Aiutateci ad ampliare il monitoraggio delle persone anziane o con disabilità che continuiamo a seguire – non potendo visitarli – con telefonate, lettere, messaggi audio e video, inviati in particolare a chi vive negli istituti. Anche offrirsi per portare la spesa a domicilio è un’azione preziosa per limitare il disagio di chi è più solo e vulnerabile.In questi giorni i nostri volontari continueranno a visitare anche le persone che vivono per strada portando loro non solo il cibo ma anche prodotti utili per proteggersi dal contagio (come gel e fazzolettini per disinfettarsi). Le nostre mense per i poveri restano aperte osservando le misure di precauzione per quanto riguarda il numero contingentato delle persone, la distanza tra loro e l’igiene, ma garantendo questo servizio, indispensabile per chi rischia, a causa della minore circolazione, di ricevere meno aiuti e sostegno, a partire dai senza fissa dimora.Se il contagio ci allontana fisicamente la solidarietà ci unisce, ci rende più forti di fronte alla paura e aiuta a proteggerci.Chi vuole può contribuire economicamente, oppure raccogliendo generi utili, come alimentari, gel igienizzanti e fazzoletti di carta. Le informazioni su come si può aiutare sono su http://www.santegidio.org

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Greenpeace: Un anno a difesa di persone e ambiente

Posted by fidest press agency su martedì, 31 dicembre 2019

Il 2019 inizia per Greenpeace con la partecipazione al Carnevale di Viareggio dove i volontari hanno sfilato davanti a un carro rappresentante una gigantesca balena morente, di oltre 20 metri, sommersa dalla plastica monouso.
L’uso di plastica usa e getta è cresciuto notevolmente negli anni tanto da rappresentare il 40 per cento della produzione globale di plastica. Per questo Greenpeace è tornata in mare in primavera con una spedizione di ricerca sulla microplastica nel Tirreno e alla foce di fiumi come Tevere e Sarno, insieme a ricercatori del CNR di Genova e dell’Università Politecnica delle Marche.Il nostro mare è colpito anche dai cambiamenti climatici. Per andare a studiare cosa sta succedendo abbiamo deciso di lavorare insieme ai ricercatori dell’Università di Genova e in autunno abbiamo posizionato una prima stazione pilota nel mare dell’Isola d’Elba per misurare le variazioni delle temperature lungo la colonna d’acqua.Quest’anno attivisti di Greenpeace sono entrati in azione di fronte al Ministero delle Politiche Agricole, con un gigantesco maiale che emette fumo dal naso per simboleggiare il contributo degli allevamenti intensivi alla formazione di gas serra, e rilascia un getto di acqua scura: i liquami, che inquinano suolo, acqua e aria. La crescente produzione di carne è responsabile, ad oggi, del 14 per cento delle emissioni di gas serra in Europa; un contributo pari a quello del settore dei trasporti, finora non affrontato adeguatamente dalle politiche nazionali e internazionali.
Ci sono state poi le iniziative internazionali per salvare gli oceani, con il popolare attore Javièr Bardem al nostro fianco, e quelle per proteggere le foreste e i Popoli che in esse vivono. In occasione del Sinodo sull’Amazzonia leader e rappresentanti di alcuni Popoli Indigeni sono arrivati a Roma per incontrare il Papa, grazie alla campagna “Sangue indigeno: non una goccia di più”, e denunciare le sistematiche violazioni dei loro diritti in Brasile. Greenpeace li ha aiutati a farsi sentire sia attraverso i media che facilitando incontri istituzionali.A giugno attivisti di Greenpeace sono entrati in azione con i gommoni davanti alla piattaforma di estrazione “Prezioso”, situata nello Stretto di Sicilia, ricordando al governo italiano che non sta facendo abbastanza per affrontare l’emergenza climatica. Il cambiamento dovrebbe partire anche da chi continua a sostenere gli investimenti nel carbone – la fonte energetica con le più alte emissioni di CO2 – come Assicurazioni Generali: spettacolari le proteste a Trieste e a Roma. Riuscirà il Pianeta a rimanere sotto la soglia di innalzamento della temperatura globale di 1,5 gradi? Non c’è molto tempo da perdere. A ricordare alla politica che deve impegnarsi di più per combattere i cambiamenti climatici sono stati quest’anno anche i giovani dei “Fridays for Future” con i loro scioperi globali per il clima e proteste pacifiche come quella di fronte alla sede dell’Eni a Roma.«La voce dei giovani e dei giovanissimi partita “dal basso”, in modo democratico, sincero e appassionato, va ascoltata. La loro energia è d’ispirazione per tutti noi», dichiara Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia. «Giunti alla fine di un anno così impegnativo per Greenpeace voglio ringraziare di cuore chi ci ha sostenuto con convinzione. Nel 2020, anno cruciale per il clima e il Pianeta, continueremo a combattere le nostre battaglie con ancora maggiore determinazione».

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In Italia oltre un milione di persone hanno problemi per farsi curare

Posted by fidest press agency su sabato, 21 dicembre 2019

È il dato principale, e più preoccupante, che emerge dal report pubblicato da Eurostat in occasione della Giornata universale della copertura sanitaria. Rispetto ad una media europea di 512.596, nel 2018 in Italia 1.207.190 cittadini hanno lamentato l’impossibilità di farsi curare a causa di costi sanitari ritenuti troppo alti. Cara ed anche lenta, perché nelle segnalazioni fatte dagli italiani viene dedicato un ampio spazio ai tempi di attesa lunghissimi nel settore pubblico. Un’altra criticità evidenziata è quella della distanza dei luoghi di cura, troppo lontani per chi ha difficoltà a spostarsi ed ha problemi economici. E così sale a 1.448.628 il numero di persone che alla fine hanno deciso di rinunciare a curarsi. “Passano gli anni ma la situazione della Sanità in Italia continua a peggiorare – dichiara il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – e non lo diciamo noi, che quando riportiamo le segnalazioni che riceviamo dai cittadini veniamo accusati di fare terrorismo da chi ha a cuore soltanto la difesa della propria categoria, ma lo dice l’Eurostat. Ci auguriamo che questi dati vengano presi seriamente in considerazione dal Governo, che sta lavorando al Patto per la Salute, a cui abbiamo chiesto di poter contribuire rappresentando le istanze dei cittadini. Ormai è chiaro che siamo di fronte ad un bivio: o si cambia strada e si rilancia il Sistema Sanitario Nazionale con politiche veramente attente ai bisogni dei pazienti oppure si creeranno delle disuguaglianze che non sarà più possibile eliminare. L’Eurostat parla chiaro: l’Italia è lo Stato che più di ogni altro nell’UE ha cittadini che fanno fatica a farsi curare ed in alcuni casi sono costretti a rinunciare a farlo perché non hanno la possibilità di accedere alle prestazioni sanitarie. Per il nostro Sistema Sanitario è una bocciatura clamorosa – conclude il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – chiediamo al Governo di intervenire in maniera energica per invertire la rotta, prima che sia troppo tardi”.

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I “Capannoni” a Parma. Storie di persone e di città

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 novembre 2019

Parma Sabato 16 novembre alle 9.30 l’Auditorium di Palazzo del Governatore (piazza Garibaldi, Parma) ospiterà la mattinata di studio e confronto I “Capannoni” a Parma. Storie di persone e di città. L’evento, organizzato dai docenti dell’area della Rappresentazione e del Rilievo del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Parma e dal Centro Studi Movimenti in collaborazione con l’Archivio Storico Comunale e l’Archivio di Stato di Parma, con il contributo della Regione Emilia-Romagna e il patrocinio del Comune di Parma, vuole portare all’attenzione della città una serie di riflessioni relative agli aspetti architettonici e urbanistici, da un lato, e a quelli sociali, dall’altro, legati alla realizzazione e al successivo abbattimento dei “Capannoni” a Parma.
Ancora oggi, nel gergo parmigiano, viene infatti utilizzato il termine “Capannone”: molti lo usano ma pochi, soprattutto tra i più giovani, sanno quale sia la sua origine, intimamente legata a un momento specifico della storia di Parma, quello dello sventramento dell’Oltretorrente da parte del regime fascista, e al conseguente spostamento di molte famiglie in caseggiati ultrapopolari in zone fuori dal centro urbano: i “Capannoni” appunto, così soprannominati per la loro forma a capanna.Attraverso il contributo di studiosi del “disegno” delle architetture realizzate e delle parti di città in cui si sono insediate, in stretta connessione con gli studiosi degli aspetti legati alle persone e alle società che ne è derivata, un tratto importante della storia della città sarà analizzato e discusso in quello che è il primo di tre appuntamenti dedicati al tema. Alla mattinata di studi seguirà infatti l’uscita di un volume che raccoglierà i saggi dei vari autori e che sarà presentato nel maggio 2020 a Palazzo del Governatore; il percorso conoscitivo si concluderà nel 2021, quando, sempre a Palazzo del Governatore a febbraio e marzo, si terrà una mostra sul tema.
Sempre a Palazzo del Governatore il 16 novembre la mostra Costellazioni Familiari. Dialoghi sulla libertà, di Gianluigi Colin, sarà a ingresso libero, così come la performance di cui lo stesso giorno l’artista sarà protagonista: dalle 11.30 alle 19 Colin coinvolgerà gli abitanti di Parma nella realizzazione dell’azione artistica “Vie di Memoria”; tutti sono invitati a portare un’immagine o un oggetto che fa parte della propria memoria personale – subito restituito al proprietario – che l’artista elaborerà con una fotocopiatrice, intervenendo poi con elementi pittorici. Le opere, timbrate e firmate, saranno realizzate in due copie: una sarà donata alla persona che partecipa all’azione, l’altra sarà esposta a Palazzo del Governatore e sarà inclusa nel grande archivio “Vie di Memoria”.

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