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Pesca del tonno sostenibile

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Il colosso del mercato europeo Bolton Food, primo in Italia con il marchio Rio Mare, prende finalmente degli impegni chiari e ambiziosi per ridurre gli impatti ambientali della pesca al tonno che finisce nei propri prodotti, dimostrando di voler essere un vero leader dell’industria del tonno. «Oggi è un giorno importante per migliaia di consumatori che per anni hanno chiesto alle aziende di scegliere di stare dalla parte del mare», dichiara Giorgia Monti, Responsabile della Campagna mare di Greenpeace Italia. «Siamo molto soddisfatti che Rio Mare abbia finalmente deciso di accettare la sfida e prendere impegni ambiziosi per ridurre l’utilizzo dei metodi di pesca più dannosi. Solo un anno fa un altro colosso mondiale Thai Union prendeva impegni importanti nella stessa direzione. Adesso solo chi farà seguire alle parole i fatti diventerà davvero l’azienda di tonno più sostenibile al mondo», conclude Monti.
Rio Mare rende pubblici oggi le sfide che l’azienda ha deciso di affrontare. Da un lato il 50 per cento del suo tonno sarà pescato con i metodi di pesca a più basso impatto ambientale, primo tra tutti la pesca a canna, dall’altro l’azienda si impegna a diminuire finalmente la sua dipendenza dai metodi di pesca più distruttivi, imponendo chiari limiti ai pescherecci da cui si rifornisce all’utilizzo di Sistemi di Aggregazione per pesci, i FAD (Fish Aggregating devices). Il numero di FAD è ormai fuori controllo: il loro uso smodato da parte di flotte sempre più industrializzate sta svuotando i nostri oceani, causando la morte di migliaia di animali in pericolo. Questi impegni sono una vittoria a cui Greenpeace lavora da 8 anni, quando ha pubblicato per la prima volta la classifica “Rompiscatole” in cui Rio Mare occupava uno degli ultimi posti, non avendo nemmeno una politica aziendale sulla sostenibilità. Grazie a un percorso a volte lento e fatto di impegni presi a metà ma anche marcato da passi importanti, come il lancio di linee con tonno pescato a canna sui più importanti mercati europei, Bolton Food oggi decide di fare una scelta decisa e coraggiosa per fermare la pesca che distrugge i nostri mari.
«Questi importanti risultati sono il frutto di un approccio serio e determinato alla sostenibilità iniziato nel 2009 con la fondazione dell’International Seafood Sustainability Foundation (ISSF) e rafforzatosi negli anni grazie anche a un dialogo costante con le principali associazioni ambientaliste, tra le quali Greenpeace, con cui ci confrontiamo da anni in un approccio aperto e condiviso alla responsabilità sociale della nostra azienda – afferma Luciano Pirovano, Sustainable Development Director di Bolton Food -. Una strategia che si è tradotta in una serie di azioni concrete quali lo sviluppo di metodi di pesca sempre più selettivi e impegni stringenti volti a migliorare la gestione dei FAD. Attraverso il nostro impegno siamo fiduciosi di poter promuovere una positiva trasformazione di tutto il settore del tonno verso migliori standard di sostenibilità”.Il mercato mondiale del tonno in scatola sta finalmente cambiando, spingendo l’industria verso una pesca più sostenibile: in questo processo inarrestabile il resto del settore del tonno in scatola in Italia non potrà fare a meno di rispondere alle esigenze di consumatori sempre più attenti a scegliere prodotti che non li rendano complici ignari della distruzione dei nostri mari.

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Sostegno europeo al parere di Núñez Feijóo sul futuro della pesca in Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 22 maggio 2018

L’Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell’Unione europea ha dato il via libera al parere del presidente della Giunta di Galizia. Alberto Núñez Feijóo propone di rafforzare gli stanziamenti destinati alla politica marittima e della pesca nel bilancio europeo dopo il 2020 e di creare un nuovo strumento finanziario per mettere a disposizione delle piccole comunità costiere capitale di rischio e garanzie bancarie per i prestiti. Il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) è il principale strumento finanziario della politica europea della pesca e ha una dotazione di 6,396 milioni di EUR, pari a circa lo 0,58 % del bilancio dell’UE. Con 1,161 milioni di euro, la Spagna è stata il primo paese beneficiario del FEAMP durante l’attuale periodo di bilancio 2014-2020 (Parlamento europeo, giugno 2017).Con i negoziati sul prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) proposto già in fase avanzata e la persistente incertezza sull’impatto che avrà l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, le città e le regioni hanno preso posizione in difesa di un aumento delle voci di bilancio per la pesca e gli affari marittimi nel futuro bilancio dell’Unione europea per il periodo successivo al 2020.I membri del CdR hanno dato il loro sostegno alla proposta di Núñez Feijóo che prevede che il nuovo Fondo raggiunga una soglia minima dell’1 % del bilancio europeo per il periodo successivo al 2020, a fronte dello 0,6 % soltanto nel bilancio attuale. Secondo le prime valutazioni, gli stanziamenti per il FEAMP potrebbero salire del 6,8 %.Il Presidente della Giunta di Galizia e relatore del parere Alberto Núñez Feijóo (ES/PPE) ha dichiarato: “Abbiamo bisogno di un nuovo strumento destinato alle piccole comunità costiere, che sia basato su una gestione condivisa e appoggi la creazione di nuove iniziative imprenditoriali in grado di sostenere il ricambio generazionale e di permettere la diversificazione del settore della pesca, preservandone nel contempo il carattere di attività tradizionale”.Membro del CdR da quando è alla presidenza della Giunta galiziana nell’aprile 2009, Núñez Feijóo ha insistito sulla necessità che il nuovo strumento contribuisca “al miglioramento della sostenibilità ambientale delle attività marittime e di pesca, della raccolta di molluschi, dell’acquacoltura e della catena mare-industria.”

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Artico: Protezione dalla pesca commerciale

Posted by fidest press agency su sabato, 2 dicembre 2017

Copenhagen-docksÈ stato raggiunto a Washington uno storico accordo internazionale per proteggere da ogni attività di pesca commerciale la parte centrale del Mar Glaciale Artico. Gli Stati Uniti, il Canada, la Norvegia, la Russia, la Danimarca, l’Islanda, il Giappone, la Corea del Sud, la Cina e l’Unione europea hanno infatti firmato una moratoria di 16 anni sulla pesca commerciale in acque internazionali, in un’area più grande del Mediterraneo, di circa 2,8 milioni di chilometri quadrati.«Questa è una vittoria storica per la protezione dell’Artico. Grazie ai milioni di persone di tutto il mondo che hanno sostenuto la campagna Save the Arctic, quest’area unica sarà al sicuro dalle attività di pesca distruttiva», dichiara Jon Burgwald di Greenpeace Nordic. «Ci congratuliamo con i Paesi che hanno firmato questo accordo e ci aspettiamo che nei prossimi 16 anni venga concordata una protezione permanente per la parte centrale del Mar Glaciale Artico, sia dalla pesca commerciale che dalle attività estrattive».L’accordo, legalmente vincolante, sarà automaticamente rinnovato ogni cinque anni, a meno che un Paese non si opponga o non venga adottato un piano di gestione della pesca basato su criteri scientifici. È vitale che tutti i Paesi coinvolti ratifichino l’accordo.Negli ultimi anni il Mar Glaciale Artico centrale ha attirato l’interesse dell’industria della pesca, che tenta di trarre profitto dallo scioglimento dei ghiacci. A causa dei cambiamenti climatici il quaranta percento di quest’area, storicamente coperta di ghiaccio, negli ultimi anni ha visto estati senza ghiaccio.«Nonostante siano stati fatti passi da gigante per proteggere la parte centrale del Mar Glaciale Artico, alcuni dei Paesi che hanno sottoscritto l’accordo, come Stati Uniti, Russia e Norvegia, continuano a voler bloccare alcuni importanti progressi di cui si discute alle Nazioni Unite. Il processo delle Nazioni Unite ha un grande potenziale per riuscire a salvaguardare tutti gli oceani: questi Paesi dovrebbero impegnarsi maggiormente e sostenere un accordo globale e ambizioso per la protezione del mare», conclude Jon Burgwald.Questo accordo sull’Artico arriva in contemporanea con l’entrata in vigore di un altro accordo sulla protezione del Mare di Ross, in Antartide, dove è stata riconfermata un’area marina protetta che si estende per 1,5 milioni di chilometri quadrati.

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Lettera al Direttore

Posted by fidest press agency su martedì, 17 gennaio 2017

logo-fidest-jpgCaro Direttore, Il Veneto dovrebbe imporre delle sanzioni a coloro che distruggono gli ecosistemi e uccidono degli individui indifesi attraverso la caccia e la pesca, invece di prendersela con le persone compassionevoli che difendono gli animali. Se un gruppo di persone desse la caccia a cani e gatti, per divertimento, noi non lo definiremmo uno “sport” ma maltrattamento – questo è ció che accade anche ai cervi, agli uccelli e agli altri animali. La caccia non è necessaria per la sopravvivenza degli umani e, oggigiorno, la maggior parte dei cacciatori pedinano e uccidono gli animali solo per il brivido di ammazzare un essere vivente. Questa forma di violenza che alcuni chiamano “intrattenimento” distrugge delle famiglie e lascia numerosi animali orfani o gravemente feriti, cosa che spesso succede quando i cacciatori sbagliano a mirare. Lo stesso dicasi per i pesci: nonostante sia stato scientificamente dimostrato che provano dolore, un numero incalcolabile di pesci soffrono terribilmente durante la cattura, soffocano lentamente o vengono fatti a pezzi mentre ancora coscienti. La stragrande maggioranza degli italiani si oppone alla caccia – il Veneto dovrebbe stare al passo coi tempi e mettere fuori legge questo “sport” arcaico e inutile. Cordiali saluti, (Sascha Camilli PETA Foundation 8 All Saints Street N1 9RL London, UK) (n.r. La Fidest si associa a quanto ha scritto il nostro lettore)

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Nuovo accordo quadriennale di pesca UE-Mauritania

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 maggio 2016

foto pescatoriGrazie al nuovo accordo di pesca con la Mauritania, i pescherecci comunitari potranno pescare – per un periodo di quattro anni – gamberetti, pesci demersali, tonno e piccoli pesci pelagici nella zona economica esclusiva della Mauritania. In cambio, l’UE verserà alla Mauritania 59,125 milioni di euro l’anno – 55 milioni di euro per i totali ammissibili di cattura e 4,125 milioni per stimolare lo sviluppo sostenibile del settore della pesca in Mauritania. Il nuovo accordo, approvato con 585 voti favorevoli, 41 voti contrari e 41 astensioni, è stato firmato il 16 novembre 2015 dopo la scadenza di quello precedente (2012-2014) e applicato da allora a titolo provvisorio. La maggior parte delle navi UE operanti nelle acque della Mauritania sono spagnole, italiane, portoghesi, francesi, tedesche, lettoni, lituane, olandesi, polacche, inglesi e irlandesi.

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Fermare le pratiche di pesca insostenibili di Thai Union

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 aprile 2016

mare blu

The Esperanza departs from the port of Diego Suarez. The Greenpeace vessel is in North Madagascar embarking on a new campaign in the Indian Ocean.

Greenpeace rende noto che la sua nave Esperanza ha raggiunto l’Oceano Indiano dove è impegnata in una spedizione pacifica per fermare le pratiche di pesca insostenibili di Thai Union, il colosso mondiale del tonno in scatola, proprietario anche del marchio italiano Mareblu.Alcune popolazioni di tonno dell’Oceano Indiano, come il ben noto tonno pinna gialla, sono ormai sull’orlo del collasso a causa di una pesca eccessiva e distruttiva. Greenpeace ha perciò deciso di entrare in azione per rimuovere dalle aree di pesca quegli attrezzi che stanno svuotando i nostri oceani. Partita solo una settimana fa dal Madagascar, l’Esperanza ha già rimosso e inattivato diversi sistemi di aggregazione per pesci, i famigerati FAD, usati da pescherecci che riforniscono Mareblu e altri marchi del colosso Thai Union. L’utilizzo dei FAD è ormai fuori controllo: nonostante da tempo siano noti i gravi problemi causati da questi sistemi, si stima che ogni anno vengano posizionati in mare oltre 90 mila FAD.«In tutto il mondo centinaia di migliaia di persone si sono unite a Greenpeace per chiedere a

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A shark and other wildlife surround a FAD (fish aggregating device) found by Greenpeace. Greenpeace is in the Indian Ocean to document and peacefully oppose destructive fishing practices.

Thai Union, e a tutti i suoi marchi, di eliminare dalle filiere questi sistemi di pesca distruttivi. Thai Union ha fatto qualche passo nella giusta direzione ma è ancora molto lontana dal garantire quella sostenibilità che tanto pubblicizza», dichiara Giorgia Monti, responsabile della Campagna Mare per Greenpeace Italia. «Mareblu continua a tradire la nostra fiducia usando metodi di pesca distruttivi come quelli che stiamo documentando nell’Oceano Indiano, in barba agli impegni presi per diventare 100% sostenibile entro la fine dell’anno. Per questo abbiamo deciso di agire e fermare una pesca che saccheggia il mare per un pugno di scatolette».Nella maggior parte delle scatolette Mareblu vendute in Italia finisce infatti tonno pescato nell’Oceano Indiano con reti a circuizione e FAD, un metodo di pesca che uccide ogni anno migliaia di giovani esemplari di tonno (“baby-tuna”) e numerosi altri animali marini, tra cui varie specie di squali, che sono attirati da queste strutture, come documentato anche dall’Esperanza in questi giorni. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica “Frontiers in Ecology and the

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Wildlife surrounds a FAD (fish aggregating device) found by Greenpeace in the water. Greenpeace is in the Indian Ocean to document and peacefully oppose destructive fishing practices.

Environment”, si stima che nell’Oceano Indiano i FAD possano uccidere ogni anno tra 480 mila e 960 mila esemplari di squalo seta (Carcharhinus falciformis), una specie classificata dall’International Union for Conservation of Nature (IUCN) come “quasi minacciata”«Se davvero per Mareblu crede che “la sostenibilità non sia una scelta ma un dovere” – come recita un suo slogan – perché non ha ancora eliminato dalle sue scatolette il tonno pescato con questi sistemi devastanti?», chiede Monti. «Sempre più consumatori vogliono acquistare tonno che non sia stato pescato mettendo in pericolo il mare. Se Mareblu non vuole rinunciare al tonno ottenuto con questo tipo di pesca, siamo pronti, insieme alle centinaia di migliaia di persone che ci sostengono, a ostacolare in ogni modo le sue attività distruttive».
Thai Union è il più grande produttore mondiale di tonno in scatola. Rifornisce non solo i suoi marchi, come Mareblu, ma molte altre aziende come Mars, proprietaria del famoso marchio di cibo per animali Whiskas, o Bolton Alimentari, proprietaria del tonno Riomare. Di recente Thai Union è stato anche coinvolto in uno scandalo internazionale sulla violazione dei diritti umani a danno dei lavoratori che operano nelle sue filiere produttive. (foto: mare blu)

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Isole siciliane: mare e tradizioni

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2015

siciliaSi è parlato di Isole di Sicilia e di pesca come strumento di sviluppo e di promozione del territorio, ieri pomeriggio, a Milano, nel padiglione Cluster Biomediterraneo di Expo 2015. Il mare e la pesca delle isole siciliane protagonisti fino al 26 ottobre: quattro giorni di eventi, attività e degustazioni per promuovere il mare come tradizioni, come gente, come cultura, come gastronomia, divertimento.
Una iniziativa promossa dal Gac – Gruppo di Azione Costiera Isole di Sicilia che punta a rafforzare la competitività del territorio come destinazione turistica, attraverso il mare come risorsa, una risorsa unica nelle sue diversità. Unicità nella qualità e nella percezione che non ha eguali al mondo. Tra i partecipanti, Giuseppe Pagoto, presidente Gac Isole di Sicilia e sindaco di Favignana, Davide Bruno di Tempo Reale, Enrico de Micheli di Agroqualità, Fabio Galluzzo, presidente di Mare Vivo Sicilia, Michele Travagli di Dinamica Media, Mariella Gattuso di Green Life, e lo chef trapanese Peppe Giuffrè. Ustica, Pantelleria, Lipari, Salina e Favignana, riunite assieme per promuovere il territorio e il mare delle isole siciliane attraverso colori, sapori e profumi, associati alla cultura, che puntano a sviluppare la cultura turistica e dell’accoglienza e ad attrarre il turismo in forme nuove con una diversificazione dell’offerta e il potenziamento della fruizione.
“Siamo molto felici di partecipare ad Expo 2015 per questo ringraziamo la Regione Siciliana e il Cluster Biomediterraneo – ha affermato Giuseppe Pagoto, sindaco delle Egadi e presidente del Gac – e le isole con i Gruppi di azione costiera saranno protagonisti degli ultimi giorni della manifestazione nel Cluster. Noi cerchiamo di portare avanti progetti di sviluppo e gestione di finanziamenti rivolti agli operatori della pesca con l’obiettivo di rafforzare la competitività delle zone di pesca, ristrutturare e orientare le attività economiche, promuovendo pesca-turismo ed itti-turismo senza determinare un aumento dello sforzo di pesca. I nostri sono territori d’eccellenza dove si riesce a fare ancora turismo di qualità grazie alle acque meravigliose delle nostre isole e ai nostri prodotti gastronomici legati alla pesca e al mare” La difesa del mare e delle coste, le varie forme di inquinamento che affliggono i nostri mari, le specie di pesci. Fabio Galluzzo, socio Gac Isole di Sicilia e presidente di Marevivo Sicilia e Mariella Gattuso di Green Life hanno spiegato come assieme ad esperti di tutela del mare sono stati portati avanti progetti di educazione ambientale e di pesca sostenibile nelle isole siciliane, promossi dal MareVivo Sicilia e Green Life. Oltre mille bambini delle isole di Sicilia sono stati coinvolti assieme ai pescatori in attività legate alla promozione del mare e del pescato, ma anche dell’attività dei pescatori. Ad Expo sono stati realizzati brevi laboratori con esperti di tutela del mare rivolti a tutti i bambini delle scuole italiane. Enrico De Micheli di Agroqualità ha presentato i risultati del progetto relativo ai processi di valorizzazione del pescato delle isole minori di Sicila realizzati con Ecopraxi. Un progetto per sostenere i provessi di certificazione del prodotto ittico locale del Gac Isole di Sicilia che ha definito la proposta di istituire un marchio collettivo geografico che riguardi in particolare dieci specie del pescato locale. Michele Travagli di Dinamica Media ha presentato il Catalogo delle immersioni e degli itinerari delle isole minori di Sicilia; infine, Davide Bruno di Tempo Reale ha parlato di “Pescebello Fish Tour” il progetto itinerante di promozione del territorio attraverso la valorizzazione del pescato locale realizzato la scorsa estate nelle cinque isole che fanno parte del Gac, Favignana, Ustica, Salina (con i comuni di Santa Marina Marina e Malfa), Lipari e Pantelleria. (foto: isole siciliane)

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Riforma pesca

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2013

Le proposte di legge riguardanti l’assegnazione del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), approvate dal Parlamento mercoledì, consentiranno di aiutare i pescatori a rispettare le norme della nuova politica comune della pesca (PCP), come ad esempio il divieto di rigetto, attraverso l’acquisto di attrezzature da pesca più selettive. Tali norme contribuiranno inoltre al miglioramento della sicurezza, delle condizioni di lavoro, della raccolta di dati e dell’infrastruttura portuale dei pescatori.Il relatore

Italiano: Pescatore intento in un lancio sulle...

Italiano: Pescatore intento in un lancio sulle rive di un fiume. (Photo credit: Wikipedia)

 (PPE,FR) ha ricordato che “con questo voto, il Parlamento ha dato un futuro al nostro modello di pesca sostenibile, che significa in primo luogo misure concrete per eliminare la pesca eccessiva e una buona gestione della capacità della flotta, consentendo ai pescatori di poter trarre vivere con i proventi dalla loro professione”.Per rendere effettivo l’accordo fra Parlamento e Consiglio sulla prossima PCP, che impone agli Stati membri di fissare le quote per la pesca sostenibile a partire dal 2015 e che introduce un divieto di rigetto delle catture indesiderate, il FEAMP aiuterà i pescatori a conformarsi alle nuove norme e sosterrà gli investimenti in attrezzature da pesca più selettive per facilitare la movimentazione, lo sbarco e lo stoccaggio delle catture indesiderate.

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Una strategia per la pesca nell’Adriatico e nello Ionio

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 settembre 2013

Il Parlamento dovrebbe reiterare la sua richiesta per una strategia macroregionale per la pesca nel mare Adriatico e nello Ionio al fine di promuovere lo sviluppo economico e l’integrazione europea in quella zona, secondo un progetto di risoluzione non legislativa in votazione martedì.Sviluppo sostenibile del settore della pesca e dell’acquacoltura, sostegno all’occupazione e protezione dell’ambiente dovrebbero essere le linee direttrici di una strategia per la pesca nell’Adriatico e nello Ionio, secondo il progetto di risoluzione preparato dal deputato italiano Guido Milana (S&D).La risoluzione rappresenta la risposta del Parlamento a una comunicazione della Commissione del dicembre 2012 sulla necessità di una più intensa cooperazione tra i paesi e le regioni che si affacciano sul mare Adriatico e sul mar Ionio.Dibattito: lunedì 9 settembreVotazione: martedì 10 settembreProcedura: risoluzione non legislativa

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Enzo De Cosmo: La pesca alla seppia

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2011

Un manuale utile e chiaro con i suggerimenti e i consigli di un esperto che ha fatto della pesca alla seppia una vera e propria passione. Pagine 72 Euro 11,00 Codice 17620B EAN 978-88-425-4522-4

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Pesca turistica: contributi

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 agosto 2010

50.000 euro di contributi per realizzazione e potenziamento di aree attrezzate nelle zone di pesca turistica sono stati messi a disposizione dalla Provincia di Torino con un bando approvato nell’ultima Giunta provinciale. La scadenza per le domande, da presentare al servizio Tutela Fauna e Flora in corso Inghilterra 7 redatte su modello scaricabile all’indirizzo http://www.provincia.torino.it/natura/, è fissata per venerdì 29 ottobre 2010. “Vogliamo con questo bando valorizzare le numerose zone della provincia di Torino a forte vocazione turistica – ha dichiarato l’assessore Marco Balagna – che possano coniugare al meglio la passione per la pesca sportiva e la salvaguardia dell’ambiente naturale”. “Saranno così possibili – ha proseguito – recuperi di aree in piccole realtà comunali che vanno sostenute per promuoverne le eccellenze”. Possono partecipare al bando tutti i Comuni e le Comunità montane della provincia nel cui territorio si trovi una zona destinata alla pesca a pagamento o una zona no-kill. Ogni contributo non potrà essere inferiore al 50% della spesa, né superiore al 70%. Rientrano fra i costi utili ad ottenere il contributo quelli relativi alla manodopera  e all’acquisto di materiali per la sistemazione del terreno, la predisposizione di recinzioni, la realizzazione di spazi picnic e di posteggi, la strutturazione di servizi igienici. “L’auspicio – ha concluso Balagna – è che con questi interventi si possano determinare ricadute anche economiche positive per i territori ed aumentare le presenze di cittadini desiderosi di scoprire le tante attrattive culturali, ambientali, enogastronomiche e sportive che i nostri Comuni possono offrire”.

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Pesca nell’Adriatico: sviluppo e cooperazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 agosto 2010

Si svolgerà dal 24 al 26 ottobre a Budva (Montenegro) presso l’Hotel Maestral, la quinta edizione della manifestazione  MEDSEA 5, l’evento organizzato dall Associazione ecologico scientifica Mareamico in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, ed in stretta collaborazione con il Governo del Montenegro. La manifestazione sarà l’occasione di incontro per i governi dell’area balcanica con il Governo Italiano e per i rappresentanti delle regioni italiane che si affacciano sull Adriatico, per avviare collaborazioni e protocolli di intesa, progetti che potranno contribuire in modo concreto e fattivo alla tutela del Mare Mediterraneo. Questa edizione di Medsea giunge ad un anno dalla precedente, sempre tenuta in Montenegro, e rappresenta quindi una seconda tappa delle riflessioni e  dei progetti di cooperazione avviati nel 2009. Saranno invitati, oltre al Comitato Scientifico di Mareamico presieduto dal Prof. Giuseppe Cognetti i seguenti rappresentanti Istituzionali Italiani e Esteri:  Altero Matteoli, Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Giancarlo Galan, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ed i Ministri dei trasporti dei governi di Montenegro, Slovenia, Croazia, Albania e Grecia, l On. Roberto Tortoli, Presidente Mareamico, Giuseppe Cognetti, Presidente Mareamico, l’On. Roberto Menia, Sottosegretario di Stato Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Sergio Barbanti, Ambasciatore dell Italia in Montenegro, Giuseppe Pizza, Sottosegretario di Stato Ministero dell Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Mareamico da sempre si occupa a livello scientifico dei temi connessi al mare, al turismo, alla pesca, alla nautica, promuovendo iniziative transnazionali con i Paesi del Mediterraneo e siglando numerose intese internazionali per la tutela del mare e delle aree di particolare interesse naturalistico.

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Trofeo di pesca “Provincia di Torino”

Posted by fidest press agency su sabato, 10 luglio 2010

Torrente Sangone, a Coazze 11 luglio alle 12,30 ritrovo dei partecipanti e premiazioni finali alle 17.  La manifestazione sarà accompagnata da intrattenimenti musicali, un mercatino di prodotti locali artigianali ed agroalimentari, intrattenimenti e animazioni per i bambini, visite guidate al Santuario Nostra Signora di Lourdes, alla Riserva per la tutela del Fungo Porcino, alla palazzina Sertorio, agli alpeggi del Sellery e alla miniera di talco di Garida. La prima edizione del Trofeo si è articolata su cinque prove della durata di due ore, in programma nelle vallate alpine torinesi all’interno delle Zone Turistiche di Pesca, che la Provincia di Torino ha istituito negli anni scorsi, dando in concessione ad alcuni Enti Locali del territorio tratti di torrente soggetti ai Diritti Esclusivi di Pesca del demanio provinciale. Il Trofeo Provincia di Torino ha visto la luce con il consenso e la collaborazione dei Comuni e delle Comunità Montane che hanno in gestione le Zone Turistiche di Pesca, i quali si sono impegnati ad organizzare eventi collaterali nelle giornate dedicate alle gare, per promuovere e valorizzare il proprio territorio.
La partecipazione alle singole prove è individuale. Alla classifica finale concorreranno i soli residenti nella Provincia di Torino, ai quali verrà attribuito anche il bacino imbrifero di provenienza (individuato dalla Provincia). In sede di premiazione finale verrà assegnato il  “Trofeo Provincia di Torino” ai pescatori che rappresentano il  bacino che avrà ottenuto il miglior risultato agonistico sulla base dei primi quattro migliori piazzamenti della classifica finale. Verrà  attribuito 1 punto a grammo e 1000 punti a salmonide. A parità di punteggio prevarrà il maggior numero di catture; a ulteriore parità si procederà a sorteggio. In caso di cattura simultanea della stessa trota da parte di più concorrenti, questa non verrà considerata valida per nessuno di essi e dovrà essere consegnata all’ispettore di sponda.

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L’Ue chiude la pesca al tonno rosso rischio, motivazione,

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2010

Il tonno rosso del Mediterraneo è sempre più vicino all’estinzione, mentre l’Unione Europea si prepara a chiudere una stagione di pesca che non sarebbe mai dovuta essere stata aperta. La Commissione Europea ha deciso di chiudere con una settimana di anticipo la stagione di pesca al tonno rosso. Entro la mezzanotte di oggi i pescherecci europei dovranno tornare in porto. La motivazione dietro questa decisione è che la Commissione crede che sia già stata raggiunta la quota prevista per quest’anno e non vuole rischiare che si verifichino ancora episodi di pesca illegale. Con talmente tanti pescherecci in mare in grado di pescare decine di tonnellate di pesce ogni volta, il rischio che si superino le quote è troppo alto e l’Unione Europea non vuole rischiare scandali in un momento in cui l’attenzione è tutta puntata sul tonno rosso. La notizia giunge oggi, dopo che Greenpeace è stata impegnata nelle ultime settimane in forti azioni di protesta contro la pesca al tonno rosso nelle acque a Sud di Malta. Nel corso di una di queste è stato anche ferito uno degli attivisti. Stasera i pescherecci spagnoli, francesi e greci torneranno in porto, ma è necessario che anche gli altri paesi del Mediterraneo fermino immediatamente le loro attività di pesca» conclude Monti. Il massacro del tonno rosso infatti continua, visto che tutti i pescherecci non battenti bandiera Europea continueranno a pescare. Le flotte non-europee hanno a disposizione circa il 40 per cento della quota di pesca concessa quest’anno dall’ICCAT, la Commissione Internazionale che gestisce la pesca del tonno rosso. Purtroppo spesso si tratta di imbarcazioni europee che decidono di utilizzare bandiere di altri paesi per “convenienza” in modo da evitare stretti regolamenti comunitari.

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Pesca e risorse finanziarie

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2010

“Dall’incontro con il Ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan sono emersi molti punti di intesa e confronto per lo sviluppo sostenibile e programmatico del settore pesca. Riteniamo, infatti, positivo che il Ministro abbia subito attivato delle risorse finanziarie importanti in questo momento per i pescatori.” E’ quanto evidenzia l’Unci-Pesca a seguito dell’incontro tra il Ministro Galan e le Organizzazioni della pesca.  “Con l’entrata in vigore del Regolamento Mediterraneo, il piccolo strascico, le turbosoffianti, il cianciolo, operanti su tutta la fascia costiera italiana, hanno registrato, a causa di una maggior selettività degli attrezzi, una sensibile riduzione di reddito per i pescatori. L’Unci Pesca ritiene necessario che, nel rispetto dell’applicazione di tale Regolamento, si preveda un periodo adeguato di monitoraggio e di analisi per rilevare compiutamente l’effettivo impatto delle prescrizioni normative. Importanti, per lo sviluppo sostenibile e per dare opportunità di futuro al settore, sono l’attivazione dei Piani di Gestione per lo sviluppo delle imprese di pesca e aiuti mirati.

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U.E.: Nuovo regolamento sulla pesca

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 giugno 2010

“Ancora una volta la miopia tecnica e politica dei burocrati di Bruxelles penalizza le marinerie del Mediterraneo”. Lo ha detto la capogruppo del Pdl Sicilia all’Ars, Giulia Adamo, commentando il nuovo regolamento Ue sulla pesca nel Mare Nostrum che rende  impossibile la cattura di parecchie specie ittiche particolarmente diffuse nella marineria siciliana.  “Ancora una volta l’Ue dimentica il Paesi del Sud Europa con un provvedimento che sembra disegnato sulla pesca oceanica e che può avere effetti devastanti sulle capacità produttive della Sicilia e di tutto il Mediterraneo. Il regolamento” sottolinea l’esponente del Pdl Sicilia  “è del tutto paradossale. A pescare nel Mediterraneo, infatti, non sono solo gli Stati che fanno parte dell’Ue, ma anche quelli del Nord Africa e del Medio-Oriente. Va da sé che il divieto  finirà col  penalizzare i Paesi europei a favore di quelli extra-comunitari. E che dire delle partnership che le marinerie siciliane hanno avviato con i paesi dell’Area- Med? Dovranno adeguarsi alle bizzarre regole europee o a quelle dei Paesi partner? Bisogna porre fine a questi attacchi e il Pdl Sicilia” conclude la capogruppo “si batterà in tutte le sedi per salvaguardare le marinerie siciliane. Siamo stanchi di un Unione europea capace solo di politiche atlantico-centriche e per questo chiediamo al governo regionale di impegnarsi fino in fondo per fare valere le ragioni del Mediterraneo”.

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L’acquacoltura Biologica

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 maggio 2010

Bari 7 maggio 2010 ore 9,00,  Sala Convegni Camera Commercio.  L’iniziativa si inserisce nella serie di incontri organizzati da Bridge€conomies sul biologico.  <<Un convegno sull’acquacoltura biologica, con la partecipazione del MIPAAF, dell’Associazione Piscicoltori Italiani (API) e con il supporto di una manifestazione internazionale come BIOLFISH – spiega il presidente di Unioncamere Puglia, Luigi Farace – risponde tempestivamente alle richieste informative degli imprenditori del comparto che in Puglia vanta aziende leader>>. L’acquacoltura può essere considerata come una delle attività di produzione alimentare a più alto tasso di crescita a livello mondiale. Secondo le ultime statistiche pubblicate dalla FAO, la produzione mondiale della pesca, stimata in circa 90 milioni di tonnellate, è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi dieci anni. La produzione dell’acquacoltura, stimata intorno a 65 milioni di tonnellate, non ha invece mai smesso di crescere sin dai primi anni ‘50, ed è ragionevole ipotizzare che raggiungerà i livelli di produzione della pesca nel prossimo decennio. Considerando l’acquacoltura mediterranea, le produzioni più significative sono rappresentate da spigole ed orate, con circa 250 mila tonnellate e ampi margini di crescita. In Italia il “sistema acquacoltura” conta circa 800 allevamenti e 15mila addetti, compreso l’indotto; il consumo pro capite di prodotti della pesca e acquacoltura è pari a 25,5 kg/anno. La produzione di spigole e orate biologiche, nel Mediterraneo, ha ampissimi margini di crescita: dalle attuali 160 tonnellate fino si stima una domanda potenziale di più di 10mila tonnellate nei prossimi 5-6 anni. Tale crescita sarà certamente supportata dal nuovo ed regolamento.

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Piccola pesca a strascico

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2010

“E’ un tema particolarmente importante per il mondo della pesca e di non semplice soluzione, soprattutto in vista della prossima scadenza della deroga all’Italia, 31 maggio 2010, e il relativo adeguamento alle norme Ue, varate nel 2007, per quanto riguarda attrezzi da pesca, esercizio e salvaguardia delle specie marine. Una tipologia di pesca che pone il dilemma di come coniugare adeguatamente la protezione del sistema eco-marino (ambiente) e la tutela delle imprese e dei lavoratori che vivono di tale attività (economia).” E quanto ha sottolineato l’Unci Pesca nel corso dell’audizione di questa mattina in Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati sulle questioni relative alla piccola pesca a strascico. L’Unci Pesca auspica un nuovo intervento da parte dello Stato, volto ad ottenere una ulteriore proroga per lo strascico, che permetta anche alle imprese cooperative del settore di usufruire di adeguati incentivi socio-economici, nel rispetto dell’ecosistema marino. Ritiene utile attivare adeguati canali finanziari di intervento, quali fondi FEP, risorse decentrate, dotazioni autonome, come: apertura di bandi per l’arresto definito volontario con canale preferenziale; autorizzazione alla sostituzione degli attrezzi in licenza; attività di ammodernamento per la diversificazione delle catture e delle attività, tipo pescaturismo, ittiturismo,ecc.; misure socio/economiche per l’integrazione del reddito dei pescatori, in linea con gli obiettivi FEP. “La piccola pesca a strascico si muove in un contesto ambientale fragile dal punto di vista biologico, sociale ed economico. Le aree maggiormente interessate dalle misure restrittive di salvaguardia, imposte dal sovra sfruttamento delle risorse ittiche, sono proprio quelle in cui questo tipo di pesca svolge la sua attività. Nel nostro Paese è tra le tipologie di pesca, a carattere artigianale e familiare, più diffuse, soprattutto nell’area Adriatica, da cui si ricava, la maggiore quantità di pescato con l’impiego di un elevato numero di operatori. Infatti, l’80% della pesca nel Mediterraneo è prevalentemente artigianale, con una flotta numerosa, ma di piccole dimensioni. La scadenza del 31 maggio pone dunque il problema di un adeguamento alle normative Ue che tenga conto della rilevanza degli aspetti economici che ne discendono, legati alle imprese e ai lavoratori occupati nel settore.”

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Pesca artigianale e industriale

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2010

L’UNCI Pesca concorda con quanto espresso dalle altre organizzazioni del settore sulle perplessità sollevate per fare chiarezza tra pesca artigianale e pesca industriale. Infatti, ritiene importante evidenziare le caratteristiche peculiari della pesca mediterranea e non finire in una sorta di “caravanserraglio”. Invita, pertanto, la delegazione italiana a spingere la Commissione verso una migliore valorizzazione dell’identità storica della pesca tradizionale italiana, proprio nel rispetto di quelle artigianali.  Altri aspetti sottolineati dall’Unci Pesca nel corso dell’incontro riguardano: la governance del settore che ha bisogno di un maggiore coinvolgimento degli operatori nel processo di codecisione; la necessità di una giusta programmazione delle misure di welfare per il settore, e soprattutto per chi come nel caso del tonno rosso è costretto a non poter pescare per lunghi periodi; la migliore integrazione dei piani di gestione favorendo i processi di integrazione; l’utilizzati dei fondi europei soprattutto per il miglioramento innovativo e lo sviluppo economico delle imprese ittiche L’Unci Pesca infine si dichiara contraria a misure di ristrutturazione della flotta, intese come arresto definitivo, ma favorevole alla doppia “E” di pesca “economicamente” e “ecologicamente” sostenibile”.

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Summit europeo sui temi della pesca

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2009

Dal 25 al 30 ottobre in Montenegro “Medsea 2009” manifestazione promossa con il Ministero dell’Ambiente e il Ministero delle Politiche Agricole.  Numerose le autorità che interverranno nel corso della manifestazione: dal Ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo al Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, al Vice Presidente della Commissione Europea Antonio Tajani. Saranno inoltre presenti i Ministri della Pesca, del Turismo, dell’Ambiente e dei Trasporti dei Paesi dell’Adriatico e del Mediterraneo, in particolare del Montenegro, della Slovenia, della Croazia, dell’Albania, della Bosnia-Erzegovina, della Grecia, dell’Egitto, del Marocco, dell’Algeria, della Tunisia, della Libia e Malta. Per la prima volta si terrà quindi un vero “summit” dei principali paesi del mediterraneo sui temi della pesca,del turismo, della tutela del mare, ed, in generale della  collaborazione tra i Paesi che si affacciano sul mediterraneo.  In particolare  verrà affrontato il tema dei rapporti tra l’Italia ed i Paesi dell’altra spon da dell’Adriatico (Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Albania. Grecia) anche alla luce delle recenti intese intergovernative, degli accordi sottoscritti o in fase di perfezionamento per la realizzazione di nuove infrastrutture e di nuovi collegamenti sottomarini (gasdotti, linee elettriche,ecc) e per il potenziamento delle strutture portuali. Si discuterà anche, ovviamente,  di progetti di collaborazione tra Italia e Montenegro e si promuoveranno iniziative comuni tra i due Governi. E’ inoltre previsto un programma di incontro e  di gemellaggio tra scuole italiane e scuole del Montenegro.Mareamico da sempre si occupa a livello scientifico dei temi connessi al mare, al turismo, alla pesca, alla nautica, promuovendo iniziative transnazionali con i Paesi del Mediterraneo e siglando numerose intese internazionali per la tutela del mare e delle aree di particolare interesse naturalistico.

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