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Posts Tagged ‘pesticidi’

Protezione api: i deputati bloccano l’azione degli Stati membri sui pesticidi

Posted by fidest press agency su sabato, 26 ottobre 2019

I deputati hanno bloccato una proposta della Commissione sulla protezione delle api, dopo che le misure erano state rese meno efficaci dai governi UE.La proposta della Commissione europea intendeva incorporare nel diritto comunitario gli orientamenti 2013 dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) per ridurre l’uso di pesticidi che danneggiano le api. Tali orientamenti indicano come dovrebbero essere testati i pesticidi, al fine di proteggere le api dall’esposizione acuta e cronica. I pesticidi sarebbero stati così disponibili sul mercato solo in caso di superamento di questi nuovi test.Tuttavia, la maggior parte degli Stati membri dell’UE si è opposta a tali disposizioni, costringendo la Commissione a un compromesso, ovvero mantenere solo la protezione delle api dall’esposizione acuta.Nel testo della risoluzione adottata mercoledì, si afferma come sia “inaccettabile che gli Stati membri si oppongano alla piena attuazione degli orientamenti per le api dell’EFSA del 2013”. Il progetto della Commissione “introduce soltanto delle modifiche (…) per quanto riguarda la tossicità acuta per le api, ma non si pronuncia sulla tossicità cronica per le api da miele, nonché sulla tossicità per i bombi e le api solitarie”. Il testo della Commissione inoltre “non rappresenta quindi le evoluzioni più recenti delle conoscenze scientifiche e tecniche” e “non modificherebbe il livello di protezione” già in vigore.I deputati sottolineano quindi che la Commissione europea non avrebbe dovuto cedere e avrebbe dovuto fare pieno uso dei suoi poteri, poiché i 16 Stati membri che hanno impedito l’applicazione dei nuovi criteri di protezione non formavano una maggioranza qualificata. Nella risoluzione si invita quindi la Commissione a presentare una nuova proposta legislativa basata sulle conoscenze scientifiche e tecniche più recenti.

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Appello WWF Italia per il nuovo Piano di Azione Nazionale sui pesticidi

Posted by fidest press agency su domenica, 14 aprile 2019

Per l’evento, promosso dal WWF Italia in collaborazione con Federbio e la Coalizione #StopGlifosato, decine di persone si sono ritrovate in luoghi simbolici di numerose città e campagne per comporre la frase “Stop Pesticidi”, scattare una fotografia ed inviarla con un’azione coordinata sui social network (Twitter, Facebook e Istagram) ai decisori politici.Con questo evento il WWF Italia, ha voluto attirare l’attenzione sulla revisione del Piano di Azione Nazionale (PAN) sui pesticidi, scaduto lo scorso 12 febbraio, ed ancora in corso di aggiornamento da parte dei tre Ministeri competenti. Il prossimo 17 aprile si riunirà il Comitato Tecnico Scientifico per l’esame finale della nuova versione del PAN Pesticidi, che entro la fine di questo mese dovrebbe essere sottoposta a consultazione pubblica. Le Regioni, le Associazioni, i comitati, gli ordini professioni, le Associazioni di categoria, ma anche singoli cittadini, avranno 60 giorni di tempo per presentare le loro osservazioni e proposte di emendamenti al Piano.Il WWF Italia, insieme alle Associazioni che aderiscono alla Campagna “Cambia la Terra” promossa da Federbio, chiede al Governo e alle Regioni alcune modifiche sostanziali per il nuovo PAN Pesticidi che dovrebbe prevedere divieti, limiti e regole vincolanti sull’utilizzo dei pesticidi in agricoltura, nella manutenzione delle strade e ferrovie e all’interno delle città per la gestione del verde pubblico e privato (orti e giardini), colmando le lacune della precedente versione del Piano che lo hanno reso di fatto inefficace rispetto agli obiettivi di riduzione dei rischi da pesticidi, come invece imponeva la Direttiva europea del 2009 (2009/128/CE).In particolare il nuovo PAN Pesticidi dovrebbe indicare con priorità i seguenti obiettivi:
Ridurre i rischi per i residenti nelle aree rurali e gli agricoltori fissando distanze minime di sicurezza dalle abitazioni e dalle coltivazioni biologiche per difenderle dal rischio di una possibile contaminazione accidentale.
Nei siti Natura 2000 e nelle altre aree naturali protette deve essere vietato l’utilizzo di pesticidi pericolosi per gli habitat e le specie selvatiche, con misure di conservazione della biodiversità regolamentari vincolanti.Adottare tecniche biologiche per la manutenzione delle aree non agricole (rete viaria, ferroviaria) con particolare attenzione al verde pubblico e agli spazi utilizzati dalla popolazione residente nelle città.
Prevedere il divieto totale del glifosate in Italia entro il 2022, escludendo qualsiasi ipotesi di rinnovo dell’autorizzazione concessa per cinque anni dall’Unione Europea il 27 novembre 2017.Definire criteri più rigorosi per la concessione delle deroghe per l’utilizzo di pesticidi di norma vietati a causa della loro pericolosità per la salute umana e per gli ecosistemi.
Rafforzare i sistemi di monitoraggio e controllo sulla presenza di pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee, nel suolo e nel cibo.
Il ricorso ai pesticidi dovrebbe avvenire solo dopo avere adottato pratiche agroecologiche alternative all’uso dei prodotti chimici di sintesi, come già avviene in agricoltura biologica. In particolare le Associazioni riunite nella Campagna “Cambia la Terra”, promossa da Federbio, chiedono che il nuovo PAN Pesticidi indichi con chiarezza l’obiettivo del 40% della SAU (Superficie Agricola Utilizzata) nazionale condotta con il metodo biologico entro il 2030, utilizzando meglio le risorse della PAC attuale e della futura PAC post 2020.

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Rapporto annuale “Stop ai pesticidi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 marzo 2019

Sono state lanciate ombre preoccupanti sugli alimenti che giornalmente mangiamo.I campioni di frutta e verdura che non rispettano i limiti imposti dalla legge sono in numero decisamente ridotto (1,3% del totale) ma il grosso problema è dato da quegli alimenti che, pur in regola con la legislazione europea, presentano tracce del cd. multiresiduo.Il multiresiduo è un fenomeno per il quale i singoli valori dei pesticidi presenti non supera il limite di legge, ma la loro presenza simultanea può avere potenziali ripercussioni sulla salute umana.”Il Piano d’azione Nazionale adottato dal nostro Paese non è sufficiente – afferma il Codacons – servono interventi decisi volti a tutelare la salute dei cittadini. I dati sono preoccupanti, infatti solo il 36% della frutta sarebbe privo di pesticidi, mentre il 60% nonostante sia considerato regolare, presenta al suo interno uno o più residui chimici. Scriveremo al Ministero della Salute al fine di porre all’attenzione questa potenziale fonte di rischio per la salute umana, che non può essere sottovalutata”.

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Pesticidi: migliorare la procedura UE di autorizzazione

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2019

Strasburgo. I deputati propongono di rendere pubblici gli studi utilizzati nella procedura di autorizzazione di un pesticida, compresi tutti i dati e le informazioni a sostegno delle domande di autorizzazione. È una delle proposte contenute nella relazione finale, approvata con 526 a favore, 66 contrari e 72 astensioni, della commissione speciale sulla procedura di autorizzazione dei pesticidi da parte dell’Unione, che ha esaminato la questione per un anno.Nel corso della procedura di autorizzazione, i richiedenti dovrebbero essere tenuti a registrare tutti gli studi regolamentari eseguiti in un registro pubblico e consentire un “periodo per le osservazioni”, che permetta di tener conto di tutte le informazioni pertinenti prima di prendere una decisione.I deputati ritengono che la valutazione successiva alla messa in vendita del pesticida dovrebbe essere rafforzata e che la Commissione europea dovrebbe svolgere uno studio epidemiologico sull’impatto reale dei prodotti fitosanitari sulla salute umana. Propongono inoltre di avviare un riesame sistematico di tutti gli studi disponibili sulla cancerogenicità del glifosato e fissare livelli massimi di residui per i suoli e le acque superficiali.Il Parlamento chiede poi alla Commissione di proporre nuove misure per proteggere i gruppi vulnerabili e vietare l’applicazione di pesticidi sulle lunghe distanze in prossimità di scuole, strutture per l’infanzia, campi da gioco, ospedali e case di cura.
La possibilità per i richiedenti di scegliere uno Stato membro relatore (RMS) per l’iter di approvazione di una sostanza pesticida presso l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) è stata criticata perché considerata una pratica poco trasparente e potenzialmente in conflitto di interessi. Pertanto, i deputati chiedono che sia la Commissione ad assegnare la valutazione delle domande di rinnovo a uno Stato membro diverso da quello responsabile delle precedenti valutazioni.
I deputati sottolineano infine la necessità di garantire la responsabilità politica dell’adozione degli atti di esecuzione nell’ambito della cosiddetta “procedura di comitatologia”. La Commissione e gli Stati membri dovrebbero quindi fornire resoconti dettagliati e rendere pubblici i loro voti.

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I pesticidi possono causare il morbo di Parkinson nei soggetti predisposti

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

Una ricerca pubblicata recentemente sul FASEB Journal, ha rilevato che anche bassi livelli di pesticidi possono portare allo sviluppo del morbo di Parkinson in coloro che sono a rischio di sviluppare la condizione. I pesticidi come il paraquat, il maneb e il rotenone hanno in precedenza dimostrato di avere un effetto sul morbo di Parkinson, ma gli ultimi studi rivelano come hanno un effetto, e sono stati effettuati anche in condizioni che imitano più da vicino la fisiologia umana. Scott Ryan, professore nel Dipartimento di Biologia Molecolare e Cellulare dell’Università di Guelph, spiega che questo studio è applicabile ai casi umani. “Siamo tra i primi a indagare su ciò che sta accadendo all’interno delle cellule umane”, spiega, mentre la maggior parte degli studi sul legame tra pesticidi e Parkinson in passato si basava su studi sugli animali. Il team di ricerca ha utilizzato cellule staminali umane con una mutazione nel gene α-sinucleina, che è associato a un aumento del rischio di Parkinson e le ha trasformate in neuroni produttori di dopamina (le cellule colpite nel cervello di pazienti con malattia di Parkinson). I ricercatori hanno scoperto che quando i neuroni produttori di dopamina sono esposti ai pesticidi, producono ossido nitrico (NO), che impedisce il movimento dei mitocondri verso le aree della cellula nervosa dove è più necessario. L’NO è coinvolto nella modificazione di strutture chiamate microtubuli che trasportano normalmente i mitocondri intorno alla cellula. Una mancanza di trasporto mitocondriale significa che non viene prodotta abbastanza energia per mantenere la cellula. La causa esatta del morbo di Parkinson è ancora sconosciuta, ma sappiamo che può svilupparsi a causa della morte dei neuroni che producono dopamina in certe aree del cervello, e quindi della mancanza di dopamina in queste aree. La conseguente mancanza di energia mitocondriale causa la morte del neurone, portando al morbo di Parkinson. La dose di pesticidi a cui erano esposti questi neuroni era in realtà inferiore al livello di effetto osservato più basso precedentemente pensato. Le persone con una predisposizione per il morbo di Parkinson sono più colpite da queste esposizioni di basso livello agli agrochimici e quindi più propense a sviluppare la malattia “. I risultati dimostrano che con alcune leggi attuali, le persone possono ancora sviluppare una probabilità molto probabile di sviluppare la malattia di Parkinson dopo l’esposizione a questi pesticidi, se hanno determinate mutazioni che danno loro un rischio più elevato. La produzione di ossido nitrico può essere fermata o rallentata dall’uso di inibitori NOS. Queste sono molecole che inibiscono gli enzimi che generano l’ossido nitrico. Questo studio ha utilizzato l’estere metilico Nω-nitro-L-arginina inibitore del NOS per fermare gli effetti del pesticida. Al di là della certezza o meno dei risultati dello studio che sicuramente meritano un approfondimento, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, occorre comunque un abbassamento normativo delle soglie massime di pesticidi in agricoltura e la sostituzione degli stessi con tecniche meno invasive dal punto di vista chimico. Solo in questo modo è possibile eliminarne ogni effetto negativo anche potenziale.

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Commissione speciale sui pesticidi

Posted by fidest press agency su domenica, 4 febbraio 2018

strasburgo-parlamento-europeoStrasburgo 5-8 febbraio 2018, sessione plenaria parlamento europeo. Il Parlamento voterà martedì Il mandato e la costituzione di una commissione speciale che sarà incaricata di esaminare la procedura di autorizzazione UE per i pesticidi.La commissione speciale rappresenta una risposta alle preoccupazioni espresse in merito alla valutazione del rischio dell’erbicida glifosato. Nel novembre dello scorso anno, gli Stati membri dell’UE hanno rinnovato la licenza di commercializzazione del glifosato per cinque anni. La durata della commissione, che sarà composta 30 membri, sarà di nove mesi a partire dalla sua prima riunione. Alla fine dei lavori, una relazione finale con le conclusioni e le raccomandazioni della commissione sarà presentata per l’approvazione in Plenaria.
In una risoluzione votata lo scorso ottobre, il Parlamento ha affermato che la pubblicazione dei cosiddetti “Monsanto Papers” da parte dell’azienda che possiede e produce Roundup®, di cui il glifosato è la principale sostanza attiva, ha gettato dubbi sulla credibilità di alcuni studi utilizzati nella valutazione della sicurezza del glifosato nell’UE. La procedura di autorizzazione dell’UE, compresa la valutazione scientifica delle sostanze, dovrebbe basarsi unicamente su studi pubblicati e indipendenti sottoposti a revisione paritaria e commissionati dalle autorità pubbliche competenti. Le agenzie dell’Unione europea dovrebbero essere rafforzate per consentire loro di lavorare in questo modo.

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Volontari Greenpeace: stop pesticidi

Posted by fidest press agency su domenica, 14 Mag 2017

volontari greenpeace2volontari greenpeace3I volontari di Greenpeace hanno organizzato oggi attività di sensibilizzazione in 21 città italiane per chiedere il bando dei pesticidi dannosi per api e altri impollinatori, l’estensione del bando europeo ai neonicotinoidi e investimenti in pratiche agricole sostenibili. Indossando dei costumi, i volontari dell’organizzazione ambientalista hanno inoltre rappresentato le api costrette a lasciare il loro habitat naturale per colpa dei pesticidi che mettono a rischio la loro sopravvivenza.
Il 17 e 18 maggio prossimi l’Italia e gli altri Paesi dell’Unione europea discuteranno infatti proprio la messa al bando definitiva di tre insetticidi neonicotinoidi: imidacloprid e clothianidin della Bayer, e thiamethoxam della Syngenta.Nel 2013 l’Unione europea ha limitato sia gli usi di imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam, a causa del rischio elevato per le api, sia il trattamento delle sementi di mais, girasole, colza e cereali primaverili e l’irrorazione di una buona parte delle colture attrattive per le api, prima e durante la fioritura. Tuttavia molti impieghi sono ancora autorizzati. Da allora, sono emerse sempre maggiori evidenze scientifiche sui danni che queste sostanze causano alle api ma anche a molte altre specie, tra cui farfalle, uccelli e insetti acquatici.«Chiediamo al ministro Martina di vietare i pesticidi più dannosi per api e impollinatori, a cominciare dai tre neonicotinoidi in discussione la prossima settimana e di investire in pratiche agricole sostenibili», dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia. «E con noi lo chiedono più di centomila italiani che hanno firmato il nostro appello. Continueremo questa battaglia fino a che queste sostanze non saranno completamente bandite».

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Pesticidi: deputati europei chiedono una rapida approvazione di prodotti a basso rischio

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 febbraio 2017

I pesticidi biologici a basso rischio, compresi quelli a base di bio-organismi come i feromoni o gli oli essenziali, potrebbero sostituire quelli convenzionali, sospettati di danneggiare l’ambiente e la salute umana. I deputati si chiedono il motivo per il quale alcuni Stati membri esitano o rifiutano la loro omologazione e vogliono che la Commissione proponga una revisione delle norme per accelerare il processo di approvazione.In una risoluzione votata mercoledì, i deputati hanno fatto notare che l’utilizzo di prodotti fitosanitari tradizionali è sempre più oggetto di pubblico dibattito, a causa dei potenziali rischi che presentano per la salute umana, gli animali e l’ambiente. Eppure solo sette sostanze attive classificate come alternative “a basso rischio” sono state approvate nell’Unione europea.Inoltre, alcuni Stati membri dell’UE hanno rifiutato l’autorizzazione di questi prodotti alternativi a basso rischio, a causa della loro efficacia che viene percepita come inferiore, senza tener conto dei benefici in termini di efficienza delle risorse per l’agricoltura biologica e senza considerare i costi agricoli, sanitari e ambientali di certi altri prodotti fitosanitari.I deputati hanno invitato la Commissione a proporre una proposta legislativa, prima della fine del 2018, al fine di istituire una procedura accelerata per la valutazione, l’autorizzazione e la registrazione dei pesticidi a basso rischio.

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Pesticidi: i deputati chiedono una rapida approvazione dei prodotti fitosanitari a basso rischio

Posted by fidest press agency su domenica, 12 febbraio 2017

agricoltura_4Bruxelles parlamento europeo. I pesticidi biologici a basso rischio, che potrebbero sostituire quelli a rischio per l’ambiente e la salute umana, non possono ancora essere pienamente utilizzati nell’UE a causa delle modalità di certificazione troppo lente e complesse. Lunedì, i deputati inviteranno la Commissione a proporre una revisione delle norme. Una risoluzione sarà posta in votazione martedì.Nel progetto di risoluzione, i deputati rilevano che l’utilizzo dei prodotti fitosanitari tradizionali è sempre più controverso a causa dei rischi che essi comportano per la salute umana e per l’ambiente. Tuttavia, solo sette sostanze attive classificate come alternative a “basso rischio” sono state approvate per l’utilizzo nell’Unione. Il Parlamento invita la Commissione a proporre un progetto di legge entro la fine del 2018 per accelerare la valutazione, l’autorizzazione e la registrazione dei pesticidi a basso rischio.

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I pesticidi minacciano l’ambiente

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2015

ambienteUn nuovo rapporto di Greenpeace pubblicato oggi mostra che l’agricoltura industriale, con il suo massiccio uso di pesticidi chimici, inquina le acque e i suoli causando la perdita di habitat e di biodiversità. Quasi un quarto (24,5 per cento) delle specie vulnerabili o in via d’estinzione nell’Ue è minacciata dagli effluenti agricoli, compresi pesticidi e fertilizzanti, che mettono a rischio la stessa sopravvivenza delle specie e preziosi servizi ecosistemici come l’impollinazione. È assolutamente necessario un sostegno politico e finanziario per passare da un’agricoltura intensiva dipendente da sostanze chimiche dannose, a pratiche agricole ecologiche.
Nel 2015 la “Task force sui pesticidi sistemici” dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della natura), dopo aver analizzato oltre 800 relazioni scientifiche, ha segnalato un catastrofico declino degli insetti in Europa. Gli impatti possono essere devastanti, poiché il 70 per cento delle 124 principali derrate alimentari coltivate per il consumo umano, come mele e colza, dipendono dall’impollinazione, che migliora la produzione di semi, frutta e ortaggi.«La dipendenza dell’Europa dai pesticidi chimici è più che altro una tossicodipendenza», dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace. «Le colture sono regolarmente irrorate con diverse sostanze chimiche, di solito applicate più volte su ogni coltura durante l’intera stagione di crescita. Eppure gli agricoltori dispongono già di alternative non chimiche per contrastare le specie nocive, ma hanno bisogno del necessario sostegno politico e finanziario affinché queste diventino il metodo più diffuso».Il rapporto di Greenpeace “Tossicodipendenza da pesticidi. Come l’agricoltura industriale danneggia il nostro ambiente” esamina la letteratura scientifica disponibile sull’uso dei pesticidi chimici di sintesi in agricoltura. I risultati mostrano che i pesticidi sono una grave minaccia per la biodiversità, sia perché mettono in pericolo le specie, avvelenandole e alla fine uccidendole, sia perché alterano gli ecosistemi, per esempio provocando il collasso della catena alimentare. Secondo la stessa Unione europea, un quarto dei 471 principi attivi approvati in Europa supera le soglie critiche per la persistenza nel suolo o nelle acque, e 79 di questi oltrepassano i valori critici di tossicità per gli organismi acquatici.Spesso diversi “cocktail” di pesticidi contaminano l’ambiente, anche se di norma gli effetti di questi mix chimici non sono valutati nei processi di autorizzazione effettuati dall’Ue. Inoltre, i pesticidi sono valutati in base ai singoli principi attivi, anziché in base ai reali effetti dei prodotti in commercio, che spesso contengono più sostanze. Il processo di autorizzazione dell’Unione europea, inoltre, non riesce a valutare correttamente gli effetti a lungo termine dell’esposizione a basse dosi dei pesticidi, perché si concentra principalmente sulla loro tossicità acuta.«Chiediamo di abbandonare le pratiche agricole dipendenti dalle sostanze chimiche. Serve una forte presa di posizione politica contro l’abuso dei pesticidi e a favore di un’agricoltura ecologica e sostenibile», conclude Ferrario.

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I pesticidi che uccidono le api

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2015

Ape-su-fiore-a18514518Un nuovo studio pubblicato dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) dimostra che l’applicazione spray di tre pesticidi neonicotinoidi è associata a effetti nocivi sulle api. Secondo Greenpeace questo fatto non potrà che far aumentare la pressione sulla Commissione Europea affinché estenda l’attuale messa al bando di queste sostanze a tutti gli impieghi e a tutte le colture.L’EFSA ha preso in esame la sicurezza dei pesticidi thiamethoxam (prodotto da Syngenta), clothianidin e imidacloprid (entrambi prodotti da Bayer) nel caso di applicazione spray sulle colture. L’Agenzia europea con sede a Parma ha concluso che “sono stati identificati gravi rischi o non è stato possibile escluderli”.In questa nuova valutazione, inoltre, l’EFSA segnala una grave mancanza di informazioni sugli impatti che questi pesticidi potrebbero avere su altri impollinatori, sottolineando che “non è stato possibile completare la valutazione dei rischi a causa della mancanza di dati”.Le api e gli altri impollinatori giocano un ruolo fondamentale nella produzione di cibo: circa un terzo delle colture alimentari a livello globale dipendono direttamente dal servizio di impollinazione naturale offerto dalle api e da altri animali.L’attuale bando UE dei tre neonicotinoidi non copre tutti gli impieghi né tutte le colture. Ad esempio, sono permessi l’uso in serra e l’applicazione spray nei frutteti dopo la fioritura. Inoltre, alcuni Paesi europei hanno concesso delle deroghe al bando; il caso più recente riguarda le coltivazioni di colza nel Regno Unito.
«L’EFSA conferma quanto già dimostrato da un gran numero di evidenze scientifiche: i neonicotinoidi rappresentano una grave minaccia per le api e per il futuro dell’agricoltura», dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace Italia. «La Commissione Europea dovrebbe estendere la messa la bando a qualsiasi impiego di queste sostanze e a tutte le colture, e porre fine alla questione delle deroghe nazionali. Esistono diverse alternative alle sostanze chimiche di sintesi, l’Unione Europea dovrebbe incoraggiare gli agricoltori ad adottarle».In un recente rapporto, Greenpeace ha illustrato una serie di alternative efficaci per proteggere i meleti europei senza fare uso di pesticidi. Un sistema agricolo in equilibrio ecologico può aumentare la resilienza a malattie e parassiti, favorendo gli organismi benefici. Concimazione, gestione del suolo e colture di copertura possono stimolare la crescita e migliorare lo stato nutrizionale delle piante, riducendo al tempo stesso la suscettibilità alle malattie. Greenpeace chiede perciò ai governi di investire in tecniche alternative non dipendenti dalla chimica, promuovendo un’agricoltura sostenibile e libera dai pesticidi di sintesi.

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Più controlli sull’uso dei pesticidi

Posted by fidest press agency su domenica, 15 gennaio 2012

Bruxelles Dibattito: mercoledì 18 gennaio Votazione: giovedì 19 gennaioI prodotti di controllo dei parassiti – per respingere gli insetti o uccidere i batteri – devono essere autorizzati prima di essere venduti nell’UE. Giovedì, i deputati voteranno un accordo raggiunto con il Consiglio che prevede controlli sanitari e ambientali più
severi su questi prodotti e regole comuni per le imprese sul processo di autorizzazione alla vendita. Una volta che il Parlamento e il Consiglio avranno formalmente approvato l’accordo raggiunto, la legislazione europea del 1998 sul controllo dei prodotti contro i parassiti sarà aggiornata per includere anche i prodotti trattati – come ad esempio i mobili spruzzati con fungicida. I pesticidi per uso agricolo continueranno a essere disciplinati da una legislazione ad hoc. Le modifiche proposte introdurranno nuove regole su controlli più severi sulle procedure di
autorizzazione dei pesticidi per garantire l’assenza di pericoli per la salute umana e ambientale. Le sostanze più problematiche, come quelle cancerogene che colpiscono geni, ormoni o la riproduzione, saranno in principio essere vietate. Gli Stati membri potranno eventualmente introdurre delle eccezioni a tale regola solo quando assolutamente inevitabile, come ad esempio nel caso che un prodotto sia necessario per garantire la salute pubblica. Le
autorizzazioni, in questo caso, saranno soggette a regole ancora più dure e a scadenze brevi, in attesa che siano trovate alternative meno pericolose. Diminuire i test sugli animali Le nuove regole mirano anche a rendere omogenee le procedure di autorizzazione e i tempi previsti per la valutazione dei prodotti da parte delle autorità competenti. Altre misure previste prevedono la semplificazione del riconoscimento delle autorizzazioni fra i paesi europei e lo scambio di dati fra le imprese per evitare la duplicazione dei test sugli animali, in cambio di un compenso per chi ha eseguito i test.

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Cibi e presenza pesticidi

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 novembre 2011

Le Giornate di Ipack-Ima - Tecnologie per la S...

Image by http://www.myfruit.it via Flickr

Secondo l’ultima relazione dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) il 97,4% dei campioni analizzati rientra nei livelli massimi di residui consentiti, con un incremento di circa un punto percentuale rispetto al 2008. I Paesi relatori (tutti i paesi Ue, Islanda e Norvegia) hanno analizzato quasi 68.000 campioni di prodotti alimentari alla ricerca di 834 pesticidi, e il numero dei prodotti alimentari analizzati è aumentato da quasi 200 nel 2008 a circa 300 nel 2009. I livelli massimi residui, si legge in una nota Efsa, «sono stati superati più frequentemente nei campioni provenienti da Paesi esterni allo spazio economico europeo (6,9% dei campioni) che in quelli provenienti dai Paesi UE ed Efta (1,5% dei campioni)». L’Agenzia ha anche sottolineato che la presenza negli alimenti di pesticidi a livelli superiori ai livelli massimi residui «non comporta necessariamente timori sulla sicurezza», occorre poi valutare l’esposizione potenziale dei consumatori a tali residui attraverso la dieta. Rispetto al 2006, anno dell’ultima analisi, «la percentuale di superamento dei livelli massimi residui è scesa dal 4,4% all’1,4 %» ha sottolineato l’Authority con sede a Parma e questo dato potrebbe essere attribuito «in parte all’armonizzazione dei Livelli massimi residui, entrata in vigore nel settembre 2008». Tuttavia al miglioramento potrebbero avere contribuito anche altri fattori, «quali» ha ricordato l’Agenzia «l’impiego più efficace degli strumenti legislativi che impongono a produttori e altri soggetti dell’industria di attuare sistemi di sicurezza, nonché le mutate modalità di impiego dei pesticidi in Europa». L’Efsa ha concluso che, sulla base delle attuali conoscenze, «l’esposizione a lungo termine ai residui individuati nei principali alimenti che fanno parte della dieta degli europei non desterebbe preoccupazioni per la salute». (fonte farmacista33)

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Alimenti: Pesticidi nei piatti dei bambini francesi

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2010

Desta sconcerto la notizia che una alimentazione tipo di un bambino e’ piena di pesticidi e sostanze chimiche, anche cancerogene. La notizia viene dalla Francia dove l’associazione Generations Futures ha condotto una inchiesta sull’inquinamento chimico nei piatti consumati ogni giorno da bambini di 10 anni. 81 sostanze chimiche, 42 potenzialmente cancerogene, 5 sicuramente cancerogene e 37 che interferiscono con l’attivita’ ormonale. L’indagine ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica un problema che ne’ l’Agenzia francese ne’ quella europea sulla sicurezza dei prodotti alimentari sono riuscite ad evidenziare. Vero e’ che alcune sostanze chimiche possono essere presenti in concentrazione minime ma resta il fatto che tali componenti si possono accumulare nel nostro organismo e, nel tempo, provocare danni. L’esempio classico, che abbiamo posto all’attenzione dei consumatori, e’ la presenza di BisfenoloA (BpA) nelle plastiche di policarbonato usate nei biberon ma anche in altri contenitori per alimenti (bottiglie per bibite, piatti e tazze, pellicole e rivestimenti protettivi per lattine e tini, ecc.) (3). Il BpA puo’ migrare nei cibi e nelle bevande conservati in materiali che lo contengono e puo’ causare l’endometriosi nelle donne, con effetti sulla capacita’ riproduttiva, una modificazione dello sviluppo fetale e danni ai neonati perche’ altera l’attivita’ del sistema endocrino. La ricerca francese ripropone l’attenzione sugli alimenti importati dal cosiddetto terzo mondo dove l’uso di sostanze chimiche di sintesi in agricoltura e’ scarsamente controllato.
E in Italia che si fa? Lo chiediamo al ministro della Salute, Ferruccio Fazio, il che non esclude che qualche associazione, come la nostra, proceda in via sostitutiva. Dovremmo trovare uno sponsor. (fonte Aduc)

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Pesticidi nell’ortofrutta. Interrogazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 marzo 2009

Intervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicali – Partito Democratico, segretaria della Commissione Sanita’ Come rilevato dall’Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori), che in merito ha gia’ rivolto dei quesiti al ministro Luca Zaia, l’Ufficio federale tedesco per la Protezione dei consumatori e della Sicurezza alimentare (BVL), comunica che nel 2007 solo il 2,7% del prodotto ortofrutticolo della Germania superava i limiti di pesticidi consentiti. Nei prodotti ortofrutticoli importati in Germania da altri Stati Ue, invece, la quota di quelli che superavano questi limiti era del 5%, mentre dai Paesi extra Ue addirittura del 9,5%. Le analisi, effettuate a campione dai Laender e raccolte dal BVL, rilevano che tra i prodotti piu’ inquinati risultavano il cavolo verde, la rucola, le melanzane, il te’, erbette e cetrioli, mentre minori quantita’ di pesticidi (solo l’1% dei campioni sopra il limite) sono stati riscontrati nei cavolfiori, broccoli, patate, carote e banane. Col senatore Marco Perduca, abbiamo quindi rivolto un’interrogazione ai ministri dell’Agricoltura e del Lavoro, Salute e Politiche sociali per sapere se l’Italia rientra tra quegli Stati Ue i cui prodotti ortofrutticoli per il 5% superano, secondo le analisi dell’Istituto tedesco, i livelli di pesticidi consentiti, e quali valori di pesticidi sono stati comunque riscontrati per l’ortofrutta proveniente dal nostro Paese, e se in Italia siano effettuati test analoghi sul contenuto di pesticidi residui nell’ortofrutta in vendita e, nel caso, quale sia il risultato di tali analisi, sia per il prodotto nazionale sia per quanto riguarda quello importato.

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