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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘petizione’

Petizione del Moige per dire basta a chi lucra irresponsabilmente sulla pelle dei nostri figli

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 dicembre 2018

Di fronte ai morti di Corinaldo non possiamo restare fermi e in silenzio ma dobbiamo subito agire per evitare che ci siano altre “Lanterne Azzurre”.“In questi giorni, emerge con forza una mancanza inaccettabile di responsabilità collettiva che non è soltanto a Corinaldo ma molto più diffusa sul territorio nazionale.
Il rispetto delle norme è fondamentale soprattutto per i gestori di locali e discoteche e per tutti coloro che entrano in contatto con i minori, organizzando eventi in cui spesso circolano droga, alcol e fumo, ed altre sostanze vietate.
Per questo abbiamo lanciato una petizione per chiedere al Governo di approvare con urgenza misure più restrittive e più controlli per tutti i locali pubblici che vogliono organizzare eventi per i minori.In particolare chiediamo di introdurre misure come l’obbligo di telecamere a circuito chiuso; controlli della polizia durante ogni evento pubblico dedicato ai minori; obbligo di apertura e chiusura in orari diversi dai locali per gli adulti; divieto di ingresso ai minorenni nelle discoteche per adulti; chiusura immediata e revoca della licenza per chi supera il numero di ingressi legalmente consentiti; revoca definitiva a chi vende oppure ospita individui che vendono ai minori alcol, fumo, droghe o pasticche allucinogene e droganti. Crediamo che queste richiesta siano una base importante per garantire ai nostri figli un divertimento senza rischi e in sicurezza”. Queste le parole di Antonio Affinita, direttore generale del Moige – Movimento Italiano Genitori. Link alla petizione: https://www.citizengo.org/it/signit/167254/view

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L’inutile ipotesi del voto estivo: non sarebbe cambiato nulla

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

Riprendiamo la lettera pubblicata sul quotidiano “Il fatto”  che è stata inviata da Federico Fornara al direttore Travaglio per sostenere una petizione in favore di una nuova legge elettorale. Per l’occasione rivolgiamo un appello ai nostri lettori affinché l’iniziativa possa avere un consenso ampio. Nello stesso tempo riconosciamo alla redazione della testata giornalistica l’impegno che da sempre ha profuso nell’interesse di una informazione libera e alla costante ricerca della verità anche se a qualcuno risulta scomoda. E’ come dire: veritas odium parit. Ma per noi si traduce: leggete, riflettete e siatene conseguenti.
Caro direttore, sarebbe servito a qualcosa, invece, andare a elezioni anticipate, per di più con la stessa legge elettorale? È l’interrogativo che si sono posti milioni di italiani.
A leggere i dati che emergono da una attenta analisi dei risultati nei 231 collegi uninominali in cui il Rosatellum ha diviso il territorio italiano (oltre al seggio della Valle d’Aosta), la risposta è molto semplice: no, nuove elezioni, con grande probabilità, non avrebbe prodotto una maggioranza autosufficiente.Se si considerano, infatti, “incerti” i collegi dove il vincitore ha fatto registrare un vantaggio in termini di percentuale non superiore al 5% di voti, soltanto in 39 su 231 è ipotizzabile, in linea teorica, un ribaltamento del risultato del 4 marzo scorso. I 39 collegi contendibili non sono, poi, distribuiti omogeneamente dal momento che solamente 6 sono situati al Nord, 16 nelle (ex) regioni rosse (7 in Emilia Romagna e 6 in Toscana), 13 nel Lazio, 3 al Sud e 1 in Sardegna.
Quindi, in 192 collegi uninominali (83% del totale) nuove elezioni non modificherebbero l’appartenenza dell’eletto, salvo un nuovo e non prevedibile al momento, terremoto elettorale. I 39 seggi a rischio sono per di più equamente divisi: 15 hanno visto prevalere il candidato del centrodestra, 12 rispettivamente quello del Movimento 5 stelle e della coalizione del Pd. Differente la prospettiva se si guarda a chi è arrivato secondo e quindi potrebbe essere protagonista di una remuntada. In 23 collegi su 39, infatti, a essere stato sconfitto di misura è stato il candidato del centrodestra, in 10 quello del M5s e in 6 quello del Pd e alleati. È, dunque, il centrodestra quello che potenzialmente potrebbe avvantaggiarsi maggiormente da elezioni anticipate, perché, in linea teorica riconfermando tutti i collegi a rischio e conquistando tutti e 23 in cui è arrivato secondo potrebbe passare dai 109 seggi uninominali del 4 marzo 2018 a 132.
Anche raggiungendo la “magica quota” del 40%, però, il centrodestra si fermerebbe sotto i 300 seggi (295 per la precisione) sempre nettamente al di sotto della maggioranza assoluta dei 316 seggi. Vi è, infatti, da ricordare che nonostante la propaganda indichi nel 40% il livello di consenso per garantire la governabilità, il Rosatellum non prevede premi di maggioranza. Con l’attuale distribuzione geografica del voto (Nord al centrodestra e Sud al M5S, con le ex regioni rosse diventate terra di conquista dei due poli maggiori) il 40% non garantisce un bel nulla: per raggiungere la maggioranza assoluta il centrodestra dovrebbe crescere dal 37% al 44-45%. È dunque il 45% e non il 40 il target di sicurezza per la maggioranza assoluta alla Camera.Seguendo lo stesso schema per il Movimento 5 stelle si arriverebbe ancora più sotto: 259 deputati su 630, assai lontano dunque dalla maggioranza assoluta. Autosufficienza che, sempre in linea teorica, il M5s raggiungerebbe collocandosi tra il 45 e il 50%. Per parte sua, il Pd, rischia di veder scendere la sua rappresentanza a Montecitorio da un minimo di 84 a massimo 90/95 parlamentari contro gli attuali 110. Ad alto rischio di non superamento della soglia di sbarramento in uno schema di elezioni-ballottaggio tra centrodestra e M5s ci saremmo, ovviamente, anche noi di Liberi e uguali che il 4 marzo abbiamo raggiunto il 3.4% e 14 deputati. Una variabile distorcente con effetti scarsamente prevedibile in assenza di precedenti, è rappresentata, poi, dall’astensionismo in caso di elezioni anticipate fissate domenica 22 luglio. Se si andasse, per esempio, sotto il 60% di votanti su base nazionale potrebbe esserci delle sorprese dovute anche alla possibile innovativa distribuzione geografica dell’astensionismo (minor impatto al Sud rispetto al Nord e analogo fenomeno tra piccoli centri e grandi centri) in ragione del periodo feriale con una stima di circa 4 milioni di italiani in vacanza. In ogni caso, in un Paese alle prese con un astensionismo crescente chiedere ai cittadini di recarsi alle urne a fine luglio rappresenterebbe un autentico schiaffo alla partecipazione democratica. Un lusso, quello della bassa affluenza, che le nostre istituzioni non possono permettersi.C’è, infine, da ricordare una regola non scritta della politica italiana che evidenzia come chi vuole le elezioni anticipate è sempre stato penalizzato dagli italiani alle urne, da ultimo il Pd di Veltroni nel 2008. Resta, perciò, un dato di fondo: il rischio di un nuovo Parlamento “fotocopia” o quasi di quello del 4 marzo, senza un vincitore dotato di una maggioranza e la ripetizione del balletto dei veti incrociati sull’asse Berlusconi-Renzi che potrebbe aprire scenari di nuova instabilità dagli esiti incerti e pericolosamente vissuti dai mercati e dai detentori del nostro debito pubblico. (Fonte: Il Fatto Quotidiano, 14 maggio 2018)

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I docenti italiani lavorano molte più ore dei colleghi europei, ma sono i meno pagati

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 agosto 2017

ministero-pubblica-istruzioneLa petizione pubblica in atto sugli stipendi da equiparare all’Europa (quasi 20mila firme raccolte) fa cadere un falso mito. Chi insegna in Italia lo fa per più ore a settimana di lezione rispetto alla media del vecchio Continente: sia nella scuola primaria (22 contro 19,6) che nella secondaria superiore (18 contro 16,3). Ma solo i docenti di Slovacchia e Grecia, per motivi ovvi, possono contare su buste paga inferiori a quelle dei nostri insegnanti. Il problema è, soprattutto, quello del mancato adeguamento stipendiale nel corso della carriera. In Francia, ad esempio, i maestri della primaria appena assunti percepiscono quanto i colleghi italiani (tra le 22mila e le 23mila euro lorde); peccato che a fine carriera gli stessi transalpini surclassino i nostri, prendendo oltre 10mila euro in più (44.500 euro contro 33.700 euro). Non va meglio per un insegnante del Belpaese che opera alle superiori: può contare su stipendi massimi di 38.745 euro, mentre chi svolge la stessa professione in Germania sfiora i 64mila euro. E pure in Spagna arriva a 48mila euro, quindi 10mila in più. Molto avanti sono pure gli insegnanti belgi (63mila euro) e austriaci, che superano i 65mila euro. Per non parlare di chi insegna a Lussemburgo, dove si arriva a percepire 125mila euro medi.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Ecco perché abbiamo sostenuto la petizione, la quale verrà inviata a chi gestisce la scuola e la sostiene con fondi a dir poco inadeguati. Ricordando a questi signori che insegnare in Italia significa lavorare di più e guadagnare meno. E non vengano a dirci che la spesa pubblica in Italia per gli stipendi è già troppo alta. Perché nel computo sono contemplati 150mila stipendi di docenti di sostegno che in altri Paesi vengono ‘caricati’ su altri ministeri oppure esclusi da computo totale, perché si tratta di didattica speciale. Come dalla spesa degli emolumenti per il personale, andrebbero sottratte decine di migliaia di stipendi riguardanti i docenti di religione. Se poi parliamo del personale Ata si sfiora il ridicolo, visto che gli stipendi, appena superiori a mille euro al mese, sono i più bassi della PA. E che dire dei dirigenti scolastici, che percepiscono quasi la metà dei colleghi di altri comparti?Anief, a questo proposito, ricorda che non ci sono inversioni di tendenza in atto: perché nell’intesa Funzione Pubblica-Sindacati del 30 novembre scorso, come nell’Atto di indirizzo del Miur, non c’è traccia del recupero dell’indennità di vacanza contrattuale allineata all’inflazione, che rimarrà congelata fino al 2021. Inoltre, se si firma questa bozza di contratto, il lavoratore prenderebbe solo a partire dal 2018 appena 85 euro, al netto di 105 euro in media mensili che potrebbe percepire proprio se si sbloccasse quell’indennità, senza firma del contratto vita natural durante. A regime, infatti, l’incremento netto in busta paga dovrebbe attestarsi tra le 210 e le 220 euro. Ecco perché vorremmo sentire, tramite referendum, cosa ne pensano i lavoratori interessati. Se è meglio firmare un rinnovo-mancia oppure ricorrere al giudice per chiedere un incremento equo.Il sindacato ricorda che per interrompere i termini di prescrizione e richiedere il 7% in più di IVC da settembre 2015, come dice la Consulta, è possibile.

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Petizione in materia di politiche sulle droghe

Posted by fidest press agency su sabato, 4 febbraio 2017

drogheE’ stata presentata in conferenza stampa alla Camera la petizione in materia di politiche sulle droghe promosso da Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica per chiedere al Governo un intervento decisivo sulle politiche sulle droghe nel nostro paese. “Nessun governo di questa legislatura si è assunto la responsabilità di convocare la VI conferenza nazionale sulle droghe per fare il punto sulle avvenute modifiche legislative e per definire le priorità penali e socio-sanitarie in materia di sostanze e dipendenze. Il tempo per ottemperare a questo obbligo di legge c’è. Chiediamo al Governo un segno di chiara volontà politica”, afferma Filomena Gallo, Segretaria di Associazione Luca Coscioni. Da anni non viene assegnata la delega in materia di dipendenze, mentre viene disatteso almeno dal 2009 l’obbligo di convocazione della conferenza nazionale prevista dalla legge. Nel testo si chiede anche, all’interno dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), di avviare un ripensamento dei servizi per le dipendenze coinvolgendo utenza e società civile puntando su riportare la riduzione del danno ad essere uno dei pilastri per gli interventi socio-sanitari in tema di droghe. Sul versante della cannabis terapeutica, si chiede invece di adeguare la produzione dello Stabilimento farmaceutico di Firenze alle reali esigenze dei malati del nostro paese, e di dare impulso alla prescrivibilità della cannabis utile, secondo la più recente letteratura scientifica, per la cura di un numero di patologie sempre più ampio. Per quel che riguarda il dibattito sulla cannabis, le associazioni invitano il governo a facilitare il percorso di discussione parlamentare delle numerose proposte di legge sulla cannabis, a partire da quella dell’intergruppo per la cannabis legale e da quella di iniziativa popolare deposita a novembre scorso, ma anche di allargare lo sguardo verso una revisione generale del Testo Unico sugli stupefacenti che ormai risale a 27 anni fa. Infine i promotori chiedono a Governo e Parlamento di dare piena attuazione agli impegni assunti ad aprile scorso all’Assemblea generale dell’ONU sulle droghe (UNGASS), anche in vista della prossima sessione prevista per il 2019. “L’Italia non ha dato seguito agli impegni internazionali assunti alla Sessione dell’ONU sulle droghe dell’anno scorso. Quali saranno le ‘evidenze scientifiche anti-ideologiche’ annunciate come svolta politica proposta dal Ministro Orlando a New York nell’aprile scorso che verranno presentate dall’Italia alla prossimo Commissione Droghe delle Nazioni unite?”, commenta Marco Perduca, Associazione Luca Coscioni e Coordinatore della campagna Legalizziamo.it. I dati forniti dalla relazione annuale sulle droghe e le dipendenze (pubblicata sul sito del Senato) sono impressionanti: il consumo di sostanze stupefacenti sul territorio nazionale è stimato intorno ai 14 miliardi di euro, di cui circa la metà attribuibile al consumo di cocaina e un quarto all’utilizzo di derivati della cannabis. Le informazioni raccolte dal Dipartimento per le politiche antidroga evidenziano che nel 2013 le attività connesse agli stupefacenti rappresentano quasi il 70% delle complessive attività illegali nazionali pari a circa lo 0,9% del Prodotto Interno Lordo. Sono 6,1 milioni gli utilizzatori di cannabis, 1,1 milioni quelli di cocaina, 218.000 di eroina e 591.000 di altre sostanze chimiche (come ecstasy, LSD, amfetamine).

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Petizione per giornalista Orioles, Musumeci: “Intervenga il governo Crocetta”

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 gennaio 2017

sicilia-regione-default-120718100156_big“Credo che anche il governo della Regione Siciliana debba avvertire il dovere morale di intervenire sul premier Paolo Gentiloni, affinché siano concessi i benefici della legge Bacchelli al giornalista siciliano Riccardo Orioles, che vive, bisognoso di cure e in età pensionabile, nella sua Milazzo, in provincia di Messina. Sarebbe il giusto riconoscimento ad un lungo, appassionato e coraggioso impegno professionale profuso nella trincea più difficile: quella della denuncia e della lotta ad ogni forma di mafia”. Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Antimafia Nello Musumeci, dopo la petizione pubblica lanciata nei giorni scorsi a favore del noto giornalista.
“Alla ripresa dei lavori parlamentari – aggiunge Musumeci – formalizzerò al presidente dell’Ars la richiesta, affinché nella conferenza dei capigruppo la proposta possa essere condivisa da tutta l’Assemblea”.

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Chiusura programmi rai International

Posted by fidest press agency su domenica, 25 dicembre 2011

Rai Italia

Image via Wikipedia

Petizione – Scrivi al Governo italiano e alla RAI – Ultimi giorni per salvare i programmi di RAI International La decisione della RAI, in virtù dei tagli ai contributi del Governo italiano, di eliminare totalmente i programmi prodotti per i connazionali all’estero, non farà altro che spegnere la voce degli italiani nel mondo. Si tratta di misura drastica, punitiva, assolutamente miope. Chi ha preso questa decisione è convinto erroneamente che agli italiani all’estero basti e avanzi un canale di RAI International che trasmetta solo alcuni programmi delle reti RAI e il calcio. Spezzare il rapporto dell’Italia con l’Italia all’estero si tradurrebbe inevitabilmente anche in un grave danno economico, oltre che di immagine, per il nostro Paese. Ancora una volta noi “emigrati” veniamo trattati come cittadini di seconda categoria. Non si può toglierci la voce solo perché siamo residenti all’estero. Siamo italiani con pari diritti, milioni di persone che in maggioranza hanno mantenuto il passaporto italiano, che parlano l’italiano, che in gran parte pagano le tasse in Italia e che oltretutto pagano il canone mensile a RAI International. Pertanto si chiede: “Al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, al Ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi, al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Malinconico, al Presidente del Consiglio di Amministrazione della RAI, Paolo Garimberti e al Direttore Generale della RAI, Lorenza Lei:
Di ripristinare il contributo pubblico e di non eliminare i programmi per gli italiani all’estero prodotti da RAI International.”

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Petizione per chi vive in grave disagio

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 gennaio 2011

Una petizione popolare per sostenere le persone non autosufficienti, i malati psichici, gli anziani e i minori in difficoltà: la promuovono oltre cento organizzazioni di volontariato e del terzo settore, che chiedono che le necessità di chi vive una grave situazione di disagio siano riconosciute come diritti esigibili. La petizione è stata presentata questa mattina alla IX Commissione provinciale (Solidarietà sociale e programmazione sanitaria), presieduta da Costantina Bilotto, alla presenza dell’assessore alle politiche di cittadinanza attiva Mariagiuseppina Puglisi, nel corso di un’audizione della Presidente del Csa (Coordinamento sanità e assistenza fra i movimenti di base) Maria Grazia Breda.
La petizione, indirizzata a Regione Piemonte, Province, Comuni, Comunità montane, Consorzi socio-assistenziali, Asl e Aso, chiede di assumere tutte le iniziative ed i provvedimenti necessari per migliorare  la qualità della vita delle persone in situaizoni di grave disagio psicofisico attraverso quattordici proposte. “Non si tratta solo di trovare nuove risorse” ha spiegato Maria Grazia Breda “Spesso le risorse ci sono, ma vanno utilizzate meglio”. Fra le proposte avanzate nella petizione vi sono il riconoscimento alle cure domiciliari e gli aiuti economici per le famiglie che accolgono i familiari non autosufficienti, servizi e centri diurni e comunità alloggio per  malati psichici, di Alzheimer, per persone con handicap intellettivi, garanzia del “minimo vitale” per chi è in gravi situazioni di disagio socio-economico, sostegno all’affidamento familiare e all’adozione dei minori “grandicelli”, con problemi sanitari e handicap.
A rendere difficile la situazione in Piemonte, ha spiegato Maria Grazia Breda, è il mancato recepimento da parte di molte istituzioni della legge regionale 1/2004, “Norme per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”, aggravato dalle nuove direttive regionali alle Asl per il contenimento della spesa, e dal trasferimento, previsto dalla legge per quest’anno, delle funzioni dei Consorzi socio-assistenziali ai Comuni: “I temi di cui stiamo parlando stanno assumendo in questa situazione livelli di emergenza” spiega ancora Maria Grazia Breda, e bastano poche cifre per tracciare il quadro della situazione: solo a Torino le persone malate e non autosufficienti in lista d’attesa per il ricovero in una struttura o per un assegno di cura sono ottomila.

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Petizione per abolizione ergastolo

Posted by fidest press agency su martedì, 5 ottobre 2010

La petizione vuol coinvolgere tutti i cittadini dei paesi che fanno parte dell’Unione Europea, essi chiedono che nel Parlamento Europeo venga discusso il tema dell’ergastolo e venga presa una posizione favorevole per l’abrogazione di questa pena disumana e incivile. Già in alcune nazioni europee l’ergastolo non esiste più, quello che chiediamo è che scompaia questa pena eterna  in tutta Europa, come è stata, giustamente, abolita la pena di morte, mostrando a tutto il mondo il nostro grado di civiltà e di umanità. L’ergastolo per molti aspetti è una pena ancor più dura e incivile della pena di morte. I condannati all’ergastolo sono spesso come schiavi in attesa di essere liberati da un provvedimento legislativo (che può esserci e che può anche non esserci), hanno una pena senza fine, non possono fare progetti, non hanno un futuro. In Italia, nazione da cui parte questo appello, la situazione è ancora più drammatica, circa mille dei condannati all’ergastolo, hanno un ergastolo che impedisce per legge ogni tipo di accesso ad una forma alternativa alla detenzione e quindi sono condannati a morire in carcere, a meno che non inizino a collaborare con la giustizia. Noi, cittadini europei, che firmiamo questa petizione ci dichiariamo contrari all’ergastolo e chiediamo a coloro che abbiamo eletto al Parlamento Europeo una presa di posizione chiara a favore dell’abrogazione di questa pena così violenta.

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Iniziativa sindacale sanità barese

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2009

Bari 22/09/2009 alle ore 10,30 aula del reparto Ospedalieri – Policlinico di Bari si tiene una conferenza stampa nella quale sarà prodotta copia di una petizione – promossa dalla Sigla Sindacale F.S.I. – sottoscritta da oltre 1200 dipendenti – inviata al Governatore, all’Assessore alla Salute della Regione Puglia e al Direttore Generale dell’Azienda Policlinico (dopo aver raggiunto un primo risultato nella busta paga di settembre ai dipendenti del Policlinico e del G.nni XXIII° saranno liquidati: tutti gli arretrati e relativi aggiornamenti del nuovo contratto – saldo del progetto Alpi (2000 – 2008) – saldo Progetto Obiettivo 2008),  che rivendica un sacrosanto diritto avente per oggetto  quanto segue: I fondi che vengono erogati per i cestini-pasto – siano convertiti in buoni pasto per tutti i dipendenti; Individuazione fondi relativi alla liquidazione della fascia economica maturata; Oltre 50 corsisti, interni, pur avendo conseguito il diploma di O.S.S.  (operatori  socio sanitari), non potranno  essere inquadrati per la mancata  rivisitazione della pianta organica. Durante la conferenza saranno meglio illustrati e documentati i punti che stanno penalizzando i dipendenti della Sanità locale.

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Il Dpef dimentica la famiglia

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2009

Il Dpef approvato dal Consiglio dei ministri è giustamente impegnato a salvaguardare i livelli di welfare, ma intanto continua a non fare nulla per rendere il sistema fiscale a misura di famiglia, e cancellare così meccanismi ormai universalmente riconosciuti come iniqui, in quanto penalizzano proprio le famiglie con figli. E questo nonostante le promesse della maggioranza di governo, nonostante il milione e duecentomila firme raccolte dalla petizione “Per un fisco a misura di famiglia” e nonostante le dichiarate intenzioni del federalismo fiscale. Insomma questo Dpef si preannuncia come l’ennesima occasione mancata per avviarsi, sia pure nella inevitabile gradualità, a colmare il gap che esiste tra l’Italia ed il resto d’Europa ma anche per rispondere alla crisi che rischia di travolgere la famiglia che rappresenta il primo — e forse unico — ammortizzatore sociale. Ci auguriamo che nel corso del dibattito parlamentare si colmi questa lacuna. Come contributo ai lavori di Camera  e Senato, il Forum propone che invece del “Bonus famiglia”, a carattere unico e destinato prevalentemente alle famiglie senza figli, si intervenga in modo strutturale introducendo il quoziente familiare – o sistema analogo – che consenta in pochi anni di raggiungere un regime fiscale stabile che tenga in effettivo e completo conto i carichi familiari e quindi la reale capacità contributiva delle famiglie.  L’impegno di spesa per il minore introito stimato è pari allo stanziamento 2009 per il Bonus famiglia, cioè di 2,4 miliardi di euro. Insomma la riforma proposta è sostanzialmente a costo zero per lo Stato ma consentirebbe di far uscire finalmente il sostegno alle famiglie dal regime assistenziale per riportarlo nell’ambito della giustizia fiscale. (fonte forum associazioni familiari)

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Famiglia e federalismo fiscale

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2009

Il prossimo 15 maggio l’Onu celebrerà in tutto il mondo la XVI Giornata internazionale della famiglia. In Italia il Forum delle associazioni familiari ha organizzato una serie di eventi regionali e nazionali con il titolo generale “Famiglia e federalismo fiscale”. L’intento è quello di verificare se la legge di riforma del sistema fiscale in chiave federalista approvata definitivamente nelle scorse settimane, rappresenti un’opportunità per avviare il Paese verso un fisco family-friendly. Una svolta questa richiesta dal milione e duecentomila cittadini che hanno aderito alla petizione “Per un fisco a misura di famiglia” organizzata dal Forum in occasione della Giornata internazionale della famiglia 2008. Gli eventi organizzati andranno a costituire una vera e propria settimana per la famiglia che si terrà a Bologna (ex Consiglio regionale, ore 10) a cui seguirà, domenica 10, l’appuntamento a Venezia (Campo S. Geremia, ore 10), il 15 a Genova (Sala Quadrivium, ore 18) ed il 16 a Bari (Biblioteca Ricchetti, ore 16,30) e Palermo (Villa Trabia, ore 10). L’incontro nazionale si terrà il 15 maggio a Roma, Sala Capranichetta, ore 11 alla presenza di autorità istituzionali, politiche e sindacali.

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Iran: Alemanno petizione per delara

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2009

Il Sindaco di Roma Gianni Alemanno firmerà la petizione di Amnesty International in favore di Delara Darabi, la giovane iraniana di 22 anni che si trova nell’imminente rischio di essere messa a morte per un reato commesso quando aveva meno di 18 anni. Nella petizione si esprime la profonda preoccupazione per il fatto che Delara Darabi possa avere subito un processo iniquo e si chiede alla giustizia iraniana   di rivedere il caso,  secondo le procedure che rispettino gli standard internazionali sul giusto processo e in linea con la Convenzione sui diritti dell’infanzia, che proibisce l’uso della pena di morte nei confronti di persone condannate per reati commessi quando avevano meno di 18 anni. La petizione sollecita i giudici a commutare la condanna a morte di Delara Darabi, che presumibilmente dovrebbe essere eseguita il 20 aprile.

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Per un fisco a misura di famiglia

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2009

La presidenza del Forum ha oggi incontrato Raffaele Bonanni. Al segretario generale della Cisl sono state illustrate le ragioni di fondo della proposta fiscale del Forum delle associazioni familiari culminata nella raccolta di un milione e duecentomila firme consegnate al Presidente della Repubblica a sostegno della petizione “Per un fisco a misura di famiglia”. Riconoscimento, dunque, dei carichi familiari e deducibilità delle relative spese in applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale in un sistema quindi non più governato dall’assistenzialismo. In tal senso è stato sottolineato il ruolo insostituibile che il sindacato è chiamato a svolgere nella direzione della promozione non solo i diritti dei lavoratori intesi come singoli individui ma come soggetti inseriti in un contesto, quello della famiglia del quale va riconosciuta la soggettività sociale, fiscale e  politica. Una piccola rivoluzione copernicana che, secondo Bonanni, non coglie la Cisl impreparata: da sempre impegnata per il “familiare” come parte importante del suo patrimonio culturale oltre che sindacale. Di conseguenza Bonanni ha assicurato ampi spazi di collaborazione e di concertazione con l’associazionismo familiare già a partire dal dibattito sulla riforma fiscale in senso federale attualmente in discussione.Ulteriore occasione di verifica del lavoro di condivisione avviato con l’incontro di oggi dovrebbe essere la proposta fiscale che la Cisl intende avanzare in vista della prossima Finanziaria. Per questo sono stati previsti nuovi incontri, anche in sede tecnica, tra sindacato e Forum.

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Testamento biologico. La parola alla piazza

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2009

26 marzo dalle ore 15 Piazza Navona (lato Corsia Agonale), davanti al Senato della Repubblica in concomitanza con il voto finale sul ddl Calabrò sul Testamento biologico, i radicali manifesteranno e esporranno  le migliaia di firme raccolte sulla petizione al Parlamento per l’eutanasia e il testamento biologico. L’evento sarà ripreso  in diretta da Radio Radicale. Hanno assicurato la loro presenza , parlamentari, personalità e rappresentanti di associazioni. Le firme raccolte nelle tre giornate di mobilitazione in memoria di Luca Coscioni, Piergiorgio Welby e Eluana Englaro hanno superato in queste giorni le ventimila. Questo anche a conferma dei sondaggi che indicano che più della metà degli italiani è a favore della legalizzazione dell’eutanasia, e che oltre il 75% è per il testamento biologico. Ma il Parlamento italiano sta per approvare una legge CONTRO il testamento biologico, mentre l’eutanasia rimane un tabù per il Regime dei partiti e del Vaticano, che assieme preferiscono l’eutanasia clandestina e l’imposizione forzata ai malati di condizioni insopportabili e trattamenti sanitari indesiderati. È per questo che in contemporanea con i lavori del Senato sul ddl Calabrò sul testamento biologico, l’Associazione Luca Coscioni e Radicali Italiani convocano una manifestazione di fronte Palazzo Madama, per la legalizzazione dell’eutanasia, che i cittadini italiani vorrebbero a stragrande maggioranza, e per una legge liberale sul testamento biologico che non imponga, a chi non li vuole, cure e trattamenti medici.

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Dare voce ai cristiani di Terra Santa

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2009

Questo lo scopo della petizione promossa da Nandino Capovilla, parroco nell’isola di Murano, dal 2004 referente nazionale della Campagna «Ponti e non muri» di Pax Christi International e responsabile delle azioni in Israele e Palestina per Pax Christi Italia. Andando sul sito http://www.paoline.it sarà possibile mettere la propria firma. L’appello e le firme verranno consegnate a Benedetto XVI venerdì santo, 10 aprile, tradizionale giornata di preghiera e solidarietà con la Chiesa di Terra Santa. «La comunione di fede e di fraterna amicizia che ci lega ai cristiani e alle comunità della terra del Santo – si legge nella petizione – ci spinge a scriverLe questa lettera». «Vogliamo esprimerLe la nostra preoccupazione per il grado di prostrazione, umiliazione e oppressione che i cristiani, in quanto palestinesi, vivono da decenni soprattutto nei Territori occupati. […]Al Santo Padre che viene a incoraggiare nella speranza noi, che tragicamente ne prendiamo atto ogni volta di più, ripetiamo che i nostri cristiani la stanno perdendo giorno dopo giorno, logorati dalla disperazione di una vita senza dignità e senza orizzonti di pace». E ancora si legge: «Santità, con questa lettera ci facciamo portatori della richiesta di tante sorelle e fratelli desiderosi di incontrarLa e di essere ascoltati perché, anche se fin dai tempi di Gesù la vocazione dei cristiani è stata quella del “piccolo gregge”, la tragedia della loro crescente emigrazione a causa delle conseguenze dell’occupazione militare e del soffocamento economico, preoccupa non solo per la sua riduzione a meno del 2% della popolazione, ma anche perché in occidente è sempre più ricorrente la falsa interpretazione di questa diminuzione a causa di una presunta “persecuzione” da parte dei fratelli musulmani. Ma i nostri preti di Terra santa ci ribattono che non è questa la realtà dei fatti e, insieme ai loro fedeli, insistono con ancor più vigore e apprensione: “Non abbandonateci!”

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