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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 27

Posts Tagged ‘petrolifere’

Perforazioni petrolifere offshore

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2015

trivelleRoma Giovedì 22 ottobre 2015 – ore 11 e 30 Palazzo della Cooperazione, Via Torino 146. A pochi giorni dall’iniziativa referendaria avviata da dieci Regioni per fermare l’avanzata delle trivelle in Italia, Greenpeace e il Coordinamento Nazionale della Pesca presenteranno il prossimo 22 ottobre a Roma un manifesto congiunto, che unisce il mondo della pesca e dell’ambientalismo contro la strategia di sfruttamento delle risorse energetiche fossili in mare voluta dal governo Renzi. Le attività di prospezione, ricerca ed estrazione di idrocarburi offshore – facilitate nel proprio iter di approvazione dal cosiddetto decreto “Sblocca Italia” – rappresentano una grave minaccia per il nostro mare e mettono a rischio la salute e l’integrità degli ecosistemi marini e l’intero comparto della pesca.Studi scientifici, infatti, dimostrano una pesante riduzione delle catture per numerose specie ittiche, ad esempio in aree soggette a indagini sismiche con airgun, con decrementi che possono superare il 50 per cento. Il Mare Nostrum è un “punto caldo” di biodiversità marina. Una ricchezza di specie che sostiene un’importante economia ittica particolarmente in aree, come lo Stretto di Sicilia e l’Adriatico, minacciate dalle trivelle. Nel solo bacino Adriatico la produzione ittica si attesta intorno ai 300 milioni di euro l’anno, offrendo lavoro a circa 10 mila persone, alle quali si aggiungono gli addetti del settore dell’acquacoltura e della mitilicoltura.Presenteranno il manifesto congiunto: Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia e i presidenti del coordinamento pesca dell’Alleanza delle cooperative italiane (AGCI Agrital, Federcoopesca-Confcooperative, Lega Pesca). Interverrà inoltre Junio Fabrizio Borsani dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).All’incontro sono stati invitati i governatori delle dieci Regioni promotrici del referendum contro le trivellazioni.

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NO TRIV contro le estrazioni petrolifere

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2015

trivelleSette Regioni hanno già detto sì ai referendum promossi dal Coordinamento Nazionale NO TRIV contro le estrazioni petrolifere in mare e su terra ferma e in favore della democrazia.
Basilicata, Puglia, Marche, Molise, Sardegna, Abruzzo e Veneto, hanno deliberato a riguardo all’unanimità o a maggioranza assoluta. A queste potrebbero aggiungersi la Campania e la Liguria (il 29 settembre).
I referendum abrogativi riguardano norme che consentono le estrazioni petrolifere in mare, alcune disposizioni dello Sblocca Italia sui procedimenti per il rilascio dei titoli minerari nonché altre norme che tolgono voce e decisione ai cittadini ed agli enti locali sulle politiche energetiche che riguardano i loro territori. Se coronati da successo, porranno in modo definitivo la parola “fine” ad ogni tipo di marcia indietro da parte del Governo sul divieto di attività estrattive entro il limite delle 12 miglia.A dispetto della moral suasion portata avanti negli ultimi giorni dal Governo nei confronti delle Regioni e di singoli consiglieri regionali, di fronte all’ampio spiegamento di forze sceso in campo a dar man forte alla proposta del Coordinamento Nazionale No Triv, quello ottenuto è il primo risultato concreto e positivo in tanti anni di rinnovata verve petrolifera.Si tratta di un’iniziativa nata dal basso, che ha visto grandi mobilitazioni di piazza, l’attivazione di oltre 200 associazioni, organizzazioni e movimenti e di decine e decine di personalità del mondo culturale, accademico, politico, artistico e che sta via via convincendo sempre più organizzazioni sociali e politiche che vedono in un modello di sviluppo sostenibile la via per uscire dalla crisi ambientale ed economica. A fronte dei mutamenti climatici in atto è infatti anacronistico favorire le energie fossili, che ne sono la causa principale, anziché puntare sulle rinnovabili che oltre ad essere gratuite, potrebbero creare centinaia di migliaia di posti di lavoro.
Il Coordinamento No Triv nel mese di ottobre inviterà tutti i cittadini e le organizzazioni interessate, a partire dalle 200 organizzazioni che si sono raccolte attorno a questa iniziativa, ad una Assemblea Nazionale per costruire un comitato referendario aperto e inclusivo che possa portare la maggioranza degli italiani a votare.I Referendum NO TRIV stanno assurgendo a simbolo del rinascente desiderio dei cittadini e degli enti locali di riconquistare il diritto di poter decidere sulla tutela dei propri territori, dei mari, della salute dei cittadini, del paesaggio e delle economie locali che da questi dipendono.Questa iniziativa potrebbe essere l’inizio di una prossima stagione referendaria promossa dal basso: in via di discussione ci sono referendum abrogativi di norme dell’Italicum, della riforma della scuola, del Job Act, e di ulteriori norme dello Sblocca Italia in tema di ambiente, rifiuti, ed acqua pubblica.Come previsto dalla Costituzione, a seguito della richiesta di 5 o più Regioni di referendum abrogativi, si procederà, il 30 settembre, al deposito della richiesta referendaria presso la Corte di Cassazione da parte dei delegati regionali eletti dai rispettivi Consigli. In ottobre inizierà il controllo dell’Ufficio centrale sulla regolarità dei referendum. Poi toccherà alla Corte costituzionale pronunciarsi con sentenza entro il 10 febbraio. A quel punto il Presidente della Repubblica potrà indire formalmente il referendum in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno 2016.

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Moratoria sulle trivellazioni petrolifere in alto mare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 ottobre 2010

Bruxelles, parlamento europeo 5/10/2010 La catastrofe ambientale avvenuta nel Golfo del Messico ha turbato l’intero pianeta. Giovedì, i deputati voteranno su un progetto di risoluzione che richiede una moratoria su tutte le nuove trivellazioni in alto mare nelle acque comunitarie, mentre si attende che la Commissione riveda la legislazione in materia di sicurezza e responsabilità.

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5 piattaforme petrolifere nel Mediterraneo

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2010

Per novecento milioni di dollari la BP, azienda che ha provocato la “marea nera” nel Golfo del Messico, ha ottenuto dalla Libia il diritto di effettuare perforazioni per cercare nuovi giacimenti di petrolio nel Golfo della Sirte. Le operazioni off-shore avverranno a 1700 metri di profondità, 200 in più rispetto al Golfo del Messico. “In caso di incidente,” dichiara il Gruppo EveryOne, attraverso i suoi co-presidenti Malini, Pegoraro e Picciau, “si diffonderà nel Mediterraneo una macchia dagli effetti devastanti, che già nello spazio di un mese comprometterà per sempre gli equilibri ecologici e ambientali dei nostri mari”. La BP smentisce queste affermazioni, spiegando che farà tesoro dell’esperienza americana e che sono in corso studi per identificare sistemi efficaci per chiudere eventuali falle. “E’ solo un’illusione,” prosegue EveryOne, organizzazione per i diritti umani che da anni si occupa anche di tematiche ambientali, “perché possono verificarsi decine di incidenti diversi e a quelle profondità non vi sarà il tempo di rimediare. Non a caso, la Russia ha dovuto ricorrere a esplosioni nucleari per tappare falle a profondità assai minori. Nel Golfo della Sirte neanche quel sistema estremo sarebbe sufficiente”.
Il Gruppo EveryOne rivolge un appello al Commissario per l’Ambiente dell’Unione europea Stavros Dimas e al Segretario generale delle Nazioni Unite  Ban Ki-moon: “Bisogna superare gli interessi economici e fermare questo progetto irresponsabile, che potrebbe causare una tragedia ecologica e sanitaria di proporzioni bibliche. La ricostruzione da noi effettuata al computer mostra come in soli trenta giorni, pur attuando operazioni di tamponamento di un’eventuale falla, una fuoriuscita ridurrebbe i nostri mari, compromettendo i delicati cicli biologici vita e rendendo impossibile la presenza umana in molte zone costiere”.

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Piattaforme petrolifere

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 dicembre 2009

Serviva un durissimo intervento del coordinatore regionale di Italia Dei Valori – Puglia on. Pierfelice Zazzera, a denunciare quello che ci sembra essere l’ennesimo tentativo di scempio in materia ambientale di questo governo del profitto di pochi a danno della salute e dell’ambiente di tutti. Ed infatti, con un comunicato stampa di giovedì 03 dicembre la popolazione pugliese veniva a conoscenza per via indiretta dell’autorizzazione nei confronti della società inglese Northern Petroleum ltd da parte del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare di concerto con il Ministro per i Beni e le attività culturali con decreto il 15/10/2009 ad avviare le perforazioni per la ricerca di petrolio a 25Km ad est di Monopoli e in caso positivo l’insediamento di una piattaforma petrolifera offshore.  Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori Giovanni D’Agata, ed IDV della provincia di Lecce, esprimono dunque una fortissima preoccupazione per i gravissimi rischi per l’ambiente, per la salute e per il turismo, conseguenti alla possibilità d’installazione di piattaforme per l’estrazione del petrolio in tutto il Canale d’Otranto, poiché già nel lontano 1993 l’ENI aveva parlato dell’esistenza di una grande riserva di idrocarburi proprio davanti alle coste del Salento. Per queste ragioni, temendo l’avvio di una nuova stagione di scempi ambientali alla ricerca dell’oro nero davanti alle coste della stupenda terra di Puglia, anche il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori Giovanni D’Agata, ed IDV della provincia di Lecce si uniscono alla protesta dell’on. Pieferlice Zazzera ed annunciano sin da ora barricate, se questo Governo dovesse proseguire nell’intento, visto che questa regione ha già dato tanto e tanto dà in termini di produzione energetica e di sfruttamento del territorio a tali fini, mentre pare si dimentichi che le Nostre più grandi fonti di produzione potrebbero essere il sole ed il vento.

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Impianto eolico off shore

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2009

E’ stato approvato il progetto dell’impianto eolico off shore a largo della costa abruzzese – molisana da parte della Commissione VIA, che ha scatenato la reazione negativa del governatore della Regione Molise e di diversi sindaci della costa abruzzese. Sul progetto proposto Legambiente, che ha seguito dall’inizio tutta la vicenda, sottolinea come le soluzioni proposte dalla Commissione VIA abbiano permesso di migliorare la disposizione e di ridurre il numero delle torri dell’impianto che si trova a diversi chilometri dalla costa, di modificare il tracciato del cavidotto e della centrale di trasformazione per evitare qualsiasi impatto sul sistema dunale costiero.   «Siamo stupiti della reazione degli Enti locali – continua Legambiente – perché nei confronti dell’impianto eolico off shore hanno avuto e continuano ad avere un atteggiamento di opposizione a priori che invece, incredibilmente, non dimostrano quando si tratta di proposte di porti, lottizzazioni e cementificazioni, e perforazioni petrolifere». Legambiente ribadisce che la difesa del paesaggio costiero passa innanzi tutto per il no a qualsiasi trasformazione dei tratti rimasti ancora liberi dall’edificato dall’aggressione del cemento, da una politica di tutela del mare dall’inquinamento attraverso una attenta depurazione delle acque reflue e soprattutto, dallo stop alle perforazioni petrolifere.

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Il mondo segreto dei sicari dell’economia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

Un gioco vecchio come il mondo  Il mondo segreto dei sicari dell’economia e della rete globale della corruzione a cura di Steven Hiatt Introduzione di John Perkins autore di “Confessioni di un sicario dell’economia”  In inglese sono gli Economic Hit Man, in italiano i Sicari dell’Economia, secondo la definizione coniata da John Perkins. Si tratta di consulenti lautamente retribuiti che hanno il compito di trasformare la modernizzazione dei paesi in via di sviluppo in un processo di indebitamento e di asservimento agli interessi delle grandi corporation internazionali. Nella pratica, i sicari vengono inviati nei paesi del Terzo Mondo per convincere il governante di turno a servirsi di prestiti e fondi di istituzioni come Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale. Fondi che vengono garantiti grazie a straordinarie (quanto false) previsioni di crescita economica stilate dagli stessi sicari.  I fondi verranno poi utilizzati per pagare servizi e infrastrutture per la maggior parte commissionati (e questo fa parte del contratto) a imprese americane. Il governo di quel paese non sa o non si cura dell’impossibilità di ripagare, quindi diventerà un eterno debitore degli Usa. In parole povere, una colonia dell’Impero. I metodi con cui operano sono tra i più diversi e comprendono il falso in bilancio, il riciclaggio di denaro sporco, il pagamento di tangenti, le estorsioni. Qualora la “strategia economica” non risultasse sufficientemente persuasiva o il governante di turno si dimostrasse più ostico del previsto (come accaduto con Allende o Torrijos o Roldos), ecco entrare in scena un altro tipo di sicari: gli sciacalli della CIA. Nel suo bestseller Perkins rivelava solo la punta dell’iceberg del mondo degli “agenti oscuri” dell’economia. Rispetto alla sua testimonianza diretta, la rete di corruzione è assai più profonda, fosca e ramificata. Si tratta di un network spietato che viene riassunto nella sua tragica interezza in Un gioco vecchio come il mondo dove ogni capitolo fornisce esempi concreti dell’azione dei sicari dell’economia: funzionari di banche offshore che nascondono centinaia di milioni di dollari di denaro rubato, consiglieri del FMI che operano per distruggere i programmi scolastici e sanitari in Ghana, mercenari che difendono le compagnie petrolifere europee in Nigeria, consulenti americani che riscrivono la legge irachena sulle esportazioni petrolifere, manager che finanziano i signori della guerra congolesi affinché assicurino loro la gestione del coltan necessario per i nostri computer, cellulari e playstation…

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