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Capodanno con Cardinale Lambertini

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

Bologna dal 30 dicembre a domenica 10 gennaio, feriali ore 21, domeniche ore 16, al teatro Dehon Via Libia, 59  la Compagnia Teatroaperto presenta Guido Ferrarini in “Il cardinale Lambertini”, commedia storica in 4 atti di Alfredo Testoni. Regia di Luciano Leonesi, scene di Coca, costumi di Renata Fiorentini, luci di Poppy Marcolin. Con: Guido Ferrarini, Guido Maldina, Davide Emiliani, Aldo Sassi, Massimo Macchiavelli, Sebastiano Spada, Alessandro Fornari, Marco Marconi, Pietro Bignami, Andrea Zacheo, Antonio Coviello, Tiziano Tommesani, Andrea Fiorentini, Grazia Ghetti, Andasavia Saponaro, Alida Piersanti, Stefania Franzoni, Federica Tabori, Tiziana Di Masi.
Il Cardinale Lambertini. Commedia storica in quattro atti. L’azione della commedia si svolge a Bologna tra il settembre 1739 ed il febbraio 1740. Il Cardinale Prospero Lambertini, arcivescovo di Bologna, governa la diocesi della sua città natale con autorità, mitigata però da quella bonomia tipicamente petroniana, condita di arguzia e buonumore, che ne caratterizzano la figura. Intorno a lui si muove un universo di personaggi di contorno: rappresentanti del clero, della nobiltà e del popolo, tutti sapientemente tratteggiati da Testoni, le cui storie si intrecciano attraverso una serie di situazioni spesso esilaranti e a volte commoventi, ma sempre e comunque cariche di umanità. Nell’ambito di questo vastissimo affresco, si intrecciano le vicende del nipote Egano che tradisce la giovane moglie Margherita con la bella e scostumata consorte del rincitrullito conte Orsi (ma l’armonia tra i due, grazie al Cardinale, tornerà presto) e di Carlo, figlio del servitore Costanzo, che si è innamorato di Maria Pietramelara, figlia del gonfaloniere. Alla relazione tra i due giovani si oppone soprattutto la matrigna Isabella Pietramelara, in apparenza per ragioni di casta, ma in realtà per gelosia. Al matrimonio con un rampollo della famiglia Davia, caldeggiato da Isabella, Maria preferisce il convento. Ma Carlo, che non si è rassegnato, la rapisce e la conduce in arcivescovado. L’esterrefatto Cardinale, commosso dalla forza di quell’amore, rispedisce la fanciulla in convento e il giovane nel suo intangibile feudo di Poggio Renatico dove sarà al sicuro. Lo scanzonato e anticonformista conte Francesco Davia, che ha assistito alla fuga notturna, accetta di accollarsi la responsabilità del rapimento (cavandosela con un mese di esilio), cosicché i due giovani (lei considerata morta dai genitori e diseredata) possono sposarsi segretamente. Tutto questo avviene tra feste, balli, ricevimenti e battibecchi che offrono il pretesto per una accurata e suggestiva ricostruzione dell’epoca. Il finale dell’opera preannuncia poi a chiare lettere, al momento della partenza per Roma, l’elezione di Lambertini al soglio pontificio col nome di Benedetto XIV.

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