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Quotidiano di informazione – Anno 30 n°178

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Ai bambini piace (tanto) leggere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Quasi 7 su 10, per la precisione il 69% degli 0-13enni, apprezzano i libri più della media («molto» + «abbastanza»). Sono le prime indicazioni che emergono dall’indagine presentata oggi a Tempo di Libri, la Fiera internazionale dell’Editoria in programma fino al 12 marzo a fieramilanocity a Milano. La ricerca, sviluppo dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sui consumi culturali, condotta in collaborazione con Pepe Research, fotografa la fascia dei lettori tra 0-13 – e, con un focus specifico che colma il vuoto di informazioni sulle abitudini di lettura, generi e numero di libri (o ebook,) letti, rapporto con i genitori in questa attività e con le tecnologie che ci sono nella fascia 0-5 anni, configurandosi come un vero e proprio osservatorio da cui indagare gli andamenti della lettura nella fase più delicata che delinea lo spartiacque dal diventare da grandi lettori o non lettori.
La lettura però fa parte della vita di quasi tutti i bambini. Se sono il 69% i bambini che amano tanto leggere, è però l’82% degli 0-13enni che nei 12 mesi precedenti ha sfogliato un albo illustrato, letto un libri di carta o tattile, letto un ebook, un audiolibro, usato un’app a contenuto editoriale (mentre la media italiana nella fascia 14-75 anni è 65%). È il 59% dei bambini 0-3 anni a «leggere» (o a manipolare libri tattili, libri attivi, pop-up, ecc.), che sale al 92% di quelli tra 4 e 6 anni, per poi iniziare a calare: 91% tra 7 e 9, l’88% tra i 10-14enni
Ma come leggono i più piccoli? Il bambino ricerca una prima autonomia nella lettura già tra i 4-6 anni (il 3%), ma è tra i 7-9 anni che l’indipendenza raggiunge il 33% fino a esplodere all’84% tra i 10-13enni. Ci sono differenze tra maschi e femmine. Alcuni elementi caratterizzano i comportamenti di lettura anche tra i più piccoli, come la prevalenza della lettura dei libri di carta tra le bambine (li scelgono il 77% delle bambine e il 75% dei maschi). Il 19% dei maschi utilizza le App, mentre le ragazze si fermano al 9%. Gli e-book sono letti dal 13% dei maschi e dal 9% delle femmine.
Con il crescere insieme dell’età è la lettura di e-book a conquistare attenzione: coinvolge l’1% dei bambini tra i 4-6 anni, diventa il 10% tra i 7-9enni, fino a raggiungere il 25% dei 10-13enni. Anche l’uso delle App subisce una crescita dal 2% dei più piccoli (0-3 anni) al 22% dei 4-6 anni, per attestarsi al 21% tra i 7-13enni.
Nelle fasce 4-6 e 7-9 anni i lettori sono 9 su 10: il 92% dei bambini in età prescolare e il 91% di quelli ai primi anni delle elementari.Qual è il ruolo che gli adulti svolgono nella lettura dei figli? Quasi sei bambini su dieci (il 59%) leggono i libri con gli adulti. La presenza del genitore è più forte soprattutto tra i più piccoli: tra 4-6 anni leggono insieme a un adulto quasi la totalità dei bambini (il 97%); percentuale che si riduce al 79% appena il bambino acquisisce le prime competenze alfabetiche in questo modo inizia a esercitare pienamente la sua autonomia tra i 7-9anni. Ma con chi leggono? La maggioranza con la mamma (il 59%) ma anche con entrambi i genitori (il 34%). Meno incisiva l’incidenza degli insegnanti: un bambino su due tra i 7 e i 13 anni non legge libri (esclusi quelli scolastici, ovviamente) suggeriti dai docenti. Si tratta per la precisione del 52% dei bambini, percentuale che sale al 64% tra i 7-9 anni. Sono le età in cui i bambini preferiscono scegliere i libri da soli (per il 54%) o insieme ai genitori (il 43%).La ricerca rileva non solo la lettura ma anche i comportamenti dei più piccoli rispetto dell’ambiente che li circonda.
La tecnologia in casa fa parte della loro vita: otto bambini su dieci tra i 7-9 anni utilizza gli smartphone e di questi il 32% lo fa già da solo. L’indipendenza è ancora maggiore tra i 10-13 anni in cui il 91% dei bambini usa gli smartphone, e di questi il 79% lo fa in completa autonomia. Del resto quasi un genitore su tre (il 31%) acquista oggetti tecnologici per la casa soprattutto per i figli (il 4% su loro richiesta e il 24% anche se non richiesti).«Disporre di un osservatorio che prende in esame i comportamenti di lettura anche delle fasce dei bambini più piccoli – ha detto la responsabile del Gruppo Editori per Ragazzi AIE, Beatrice Fini – è fondamentale per tutto il settore, oltre che per gli editori che concentrano il loro catalogo e la loro produzione su queste fasce di età. È fondamentale, perché permette di monitorare età e comportamenti mai prima indagati nella relazione che i bambini hanno con le varie forme di lettura, con i genitori e con gli adulti: insegnanti, mondo della scuola, biblioteca. Nella loro relazione con le tecnologie e le altre modalità di occupare il tempo libero. Nel comprendere dove e come i genitori si procurano i libri per i loro figli e come si informano. È importante individuare le politiche efficaci perché cresca l’intensità di lettura, cioè il numero di libri letti, in queste fasce di età che determineranno poi, proprio da questo comportamento, il futuro stesso delle nuove generazioni».

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Progetto “Il piacere di sapere”

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 aprile 2017

università roma treRoma dal 2 maggio al 23 giugno primo ciclo, gratuito, che si terrà all’Argiletum di via Madonna dei Monti 40 tre i corsi offerti ai cittadini che abbiano il desiderio d’immergersi una volta la settimana, per due ore, nella dimensione universitaria:
– “Le parole della legge: il vocabolario della legge, “fare cose con le parole”, dialettica tra libertà e vincoli” (Scienze giuridiche);
– “Uguali ma diversi: alcuni temi e alcune domande della biologia contemporanea” (Biologia);
– “Terre senza pace: la caduta dell’Impero Ottomano e le origini dei conflitti attuali in Siria e in Iraq” (Storia contemporanea).
«Roma Tre con questi corsi di lezioni, organizzati e tenuti da docenti universitari, risponde alla “domanda culturale” di cittadini che abbiano l’interesse di conoscere e comprendere temi squisitamente accademici o le basi culturali dei temi di attualità; di ripassare o perfezionare alcuni aspetti della propria formazione scolastica superiore; di capire meglio il patrimonio culturale della città», spiega il rettore Mario Panizza.
«Una risposta adeguata a questa “domanda culturale” non esiste ancora, almeno nella città di Roma», aggiunge Vito Michele Abrusci, professore ordinario di Logica presso il Dipartimento di Matematica e Fisica dell’ateneo, ideatore del progetto. «La risposta deve venire dall’università, poiché solo l’università può offrirla attraverso i suoi docenti. La nuova strada da aprire, caratterizzata da una “didattica libera”, non orientata a programmi di formazione o di aggiornamento, oltre che rispondere a una reale domanda, può essere un arricchimento dello stesso mondo accademico, anzi può costituire la ripresa di un’altra nota distintiva dell’università: l’ateneo come luogo in cui si ricerca liberamente e s’insegna liberamente, senza essere necessariamente vincolati a progetti finalizzati e a piani di formazione» L’offerta di cicli di lezioni, seminari ed esperienze culturali del progetto “Il piacere di sapere”, è rivolta a cittadini di varie età, dagli studenti universitari ai pensionati, ed è organizzata e gestita da docenti universitari o della scuola superiore. La durata di ciascun ciclo di lezioni, seminari ed esperienze culturali può variare, fino a 15-20 ore; le lezioni si svolgono dalle 18 alle 20, presso l‘Argiletum, sede del Dipartimento di Architettura di Roma Tre, situato al centro della città di Roma e facilmente raggiungibile da ogni parte della città. I cicli di lezioni, seminari ed esperienze sono a numero chiuso, per favorire il dibattito e l’interlocuzione con i docenti (circa 40 partecipanti per ciclo) e, dopo il primo ciclo gratuito, saranno a pagamento (il costo totale dipenderà dalle ore previste, e il costo di ciascuna ora corrisponderà a quello di uno spettacolo cinematografico o della visita a una mostra).
Ciascun ciclo di lezioni, seminari ed esperienze culturali comprenderà un dialogo diretto di ciascun partecipante con i docenti.
Il primo ciclo di corsi, gratuito, si terrà tra il 2 maggio e il 23 giugno.
Le iscrizioni ai corsi si effettuano online sul sito http://www.ilpiaceredisapere.it.

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Il piacere dell’arte

Posted by fidest press agency su domenica, 25 marzo 2012

Roma Lunedì 26 marzo ore 18.30 Via Nizza 138, Macro – Museo d’Arte Contemporanea Sala Conferenze, ala storica – ingresso libero. Adriana Polveroni e Maria Vittoria Marini Clarelli, direttore della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, con Stefano e Raffaella Sciarretta, collezionisti e presidenti della Nomas Foundation di Roma, affrontano il tema del collezionismo così come viene approfondito nel volume Il piacere dell’arte, edito da Johan & Levi, che analizza ad ampio raggio il collezionismo contemporaneo in Italia. «Si è cercato di raccontare il piacere dell’arte, l’avventura che il far crescere una collezione può rappresentare nella vita di un individuo, il percorso di conoscenza, l’interrogazione di sé, la passione accesa e a volte vorace che assorbe molte energie, non solo economiche, il sapere dello sguardo, la voglia di scommettere sul futuro. Possibilità di esistenza che questo fare insito nella natura umana chiamato collezionismo riesce ancora a schiudere». Con queste parole Adriana Polveroni riassume l’intento del libro, che affronta il fenomeno del collezionismo contemporaneo. L’analisi condotta dalle autrici prende avvio tracciando un profilo storico del collezionismo contemporaneo: dagli anni quaranta, quando il fenomeno è essenzialmente espressione della borghesia imprenditoriale milanese, si passa attraverso le esperienze di Roma e Torino e le prime figure di spicco come Giorgio Franchetti, Marcello Levi e Giuseppe Panza di Biumo che hanno connotato gli anni cinquanta-settanta, per arrivare agli anni ottanta, quando il mercato conosce una nuova stagione orientandosi in senso internazionale, e infine agli anni novanta con l’affermazione di collezionisti impegnati ad aprire musei e luoghi di pubblica fruizione.
Le autrici si confrontano successivamente con le caratteristiche più specifiche del collezionare e dei collezionisti: le motivazioni che spingono a raccogliere attorno a sé oggetti d’arte, le scelte metodologiche, la trasformazione impressa alle collezioni dalle nuove modalità espressive dell’arte (in particolare l’arte ambientale e le opere site-specific), le criticità e le modalità filosofiche di approccio al restauro di opere d’arte contemporanea, fino al rapporto tra i collezionisti e le istituzioni, elemento non nuovo ma che negli anni più recenti ha decisamente assunto forme e importanza senza precedenti. Senza dimenticare gli aspetti economico-fiscali e legali che vincolano il mercato italiano rispetto ad altre realtà europee. E se impedimenti burocratici e fiscali frenano il dialogo con le istituzioni e la crescita del mercato, la privatezza del nostro collezionismo ha paradossalmente favorito la nascita di collezioni aperte al pubblico e soprattutto di fondazioni, tratto distintivo della nostra realtà rispetto a quelle straniere. E per dar riscontro alla ricerca si è data voce alle esperienze concrete e agli approcci personali di autorevoli protagonisti del collezionismo contemporaneo italiano quali Giorgio Fasol, Andrea Accornero, Lidia Berlingieri Leopardi, Ernesto Esposito, Volker Feierabend, Vittorio e Nunzia Gaddi, Paolo Palmieri, Claudio Palmigiano.
Adriana Polveroni è giornalista e critica d’arte. Insegna Museologia del contemporaneo presso l’Accademia di Brera di Milano. Ha pubblicato This is contemporary! Come cambiano i musei d’arte contemporanea (2007) e Lo sboom. Il decennio dell’arte pazza tra bolla finanziaria e flop concettuale (2009), oltre a molti altri saggi in volumi collettanei e in cataloghi. Dal 2012 è direttrice di Exibart.
Marianna Agliottone è curatrice e critica d’arte, da tempo svolge attività di consulenza per il collezionismo privato. Ha collaborato con numerose riviste di settore tra cui Arte e Critica e Frieze, attualmente è consulente editoriale per Exibart.

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Nel mezzo del paes di bella vita

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2011

Monteriggioni (SI) e Siena, nella zona del Chianti, a luglio 2011 ritornano alcuni appuntamenti storici. Il Romantik Hotel Monteriggioni, cinto dalle mura duecentesche del paese, si trova nel cuore del piccolo borgo: 12 stanze per un soggiorno nella meraviglia di una terra senza tempo.
C’è qualcosa di sbalorditivo nella bellezza della campagna senese. Qualcosa che rapisce da secoli italiani e stranieri, rimandandoli a casa con l’impressione di aver respirato un’atmosfera in cui si mescolano la storia, il piacere e un incanto purissimo. Monteriggioni (SI) è un distillato di questa sensazione. Tanto che ricorre persino nella Divina Commedia. Dante rimase talmente impressionato dalla visione della cinta muraria del paese da creare la famosa similitudine tra le sue 14 torri ed i giganti incatenati attorno alla voragine di Malebolge. All’interno delle mura – percorse alla sommità da un camminamento di 560 metri e rimaste inalterate dal 1200 – si trova un piccolo gioiello, il Romantik Hotel Monteriggioni. È un accogliente relais con dieci camere doppie e due singole che somiglia a una casa privata. L’attento recupero del vecchio stile architettonico, l’accuratissima scelta dei materiali e gli arredamenti raffinati lo mettono perfettamente in sintonia con l’ambiente circostante. Il giardino con piscina in pietra su cui si affaccia l’edificio è immerso tra gli ulivi. D’estate, rapiti dai profumi e dai suoni della terra toscana, è così possibile consumare la colazione o isolarsi nella pace più assoluta stando all’aperto.
Il Chianti, proprio in questa stagione, propone molti appuntamenti straordinari: il Palio di Siena che si corre in luglio ed agosto e ‘Monteriggioni di Torri si Corona’, che nel 2011 festeggia la ventunesima edizione nel corso di due lunghi weekend, l’8-9-10 luglio e il 15-16-17 luglio. Ci si immergerà nello spirito degli assedi duecenteschi e cinquecenteschi, circondati da imbonitori, mercanti e saltimbanchi come in un romanzo diventato reale.
L’Hotel propone di continuo pacchetti last-minute disponibili sul sito, per chiunque abbia voglia di una fuga dell’ultimo momento.
Il prezzi per tutto l’anno sono di 230 euro a notte per la camera matrimoniale e di 120 euro per la camera singola, in entrambi i casi con trattamento di B&B. E’ inoltre possibile soggiornare nella“Maison” dell’hotel, una location nata dall’attento recupero di un antico edificio risalente al 1600 composta da due camere da letto, un bagno un soggiorno con uno splendido caminetto dove ammirare stupendi panorami. Il costo per una settimana nel mese di luglio è di 1500 euro per due persone. http://www.romantikhotels.com

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Ulisse: il piacere della scoperta

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 febbraio 2011

Roma  4 marzo ore 12.00 Sala A viale Mazzini, 14 (entrata via Pasubio, 7) Conferenza stampa per la presentazione di  Ulisse: il piacere della scoperta Un programma di Piero e Alberto Angela con la collaborazione di Andrea Felici, Barbara Gallavotti, Etra Palazzi, Aldo Piro Regia di Michelangelo Pepe  In onda su Rai 3, sabato 5 marzo ore 21.30

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Appunti di un cronista cristiano

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2011

Di Aldo Maria Valli Edizioni Messaggero Padova «Spesso – scrive nella premessa l’Autore, Aldo Maria Valli, noto vaticanista del Tg 1 Rai – mi viene chiesto di tenere conferenze o partecipare ad incontri e tavole rotonde sui temi religiosi. Vedo che lo stile divulgativo del giornalista, unito al fatto che in genere affronto gli argomenti a partire da vicende che mi hanno coinvolto o comunque da storie di vita vissuta, è accolto con piacere».Un libro che si legge con piacere grazie a una scrittura piana e semplice, ma profonda ed efficace, e che si propone quale affresco sull’essere cristiani oggi. Un libro in cui esperienze personali, incontri emozionanti, riflessioni sull’attualità della Chiesa e sulla «rivoluzione di Benedetto XVI» fanno scoprire quanto l’insegnamento dei papi riguardi da vicino la nostra vita.

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Il piacere sessuale

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 aprile 2010

Lettera al direttore. Il dono materiale più bello che il buon Dio ha fatto alle sue creature, è senza ombra di dubbio il piacere sessuale. Dono materiale che alle volte, a mio parere, diventa anche spirituale. Ed anzi, colgo l’occasione per ringraziare il Signore d’avermelo concesso. Considerato il valore immenso del dono, sarebbe davvero sbagliato ritenere che al Padreterno possa far piacere che una sua creatura ci rinunci, senza una giusta ragione. Sarebbe un atto di scortesia e ingratitudine. Ora, il Vangelo ci dice che Maria concepì il Bambinello senza avere avuto rapporti con Giuseppe. All’angelo, infatti, che annuncia la nascita di Gesù,  Maria risponde: “Come avverrà questo, poiché io non conosco uomo?” (Lc 1,34). E quindi, se crediamo al Vangelo, dobbiamo credere anche al concepimento di Gesù senza collaborazione umana. Fiumi di parole, però, sono stati fatti scorrere per dimostrare che Maria anche in seguito non abbia avuto rapporti con lo sposo. Si è sostenuto che quel “non conosco uomo” manifesti il proposito di Maria di rimanere vergine. Ovviamente nessuno si è chiesto mai se alla Madonna potesse far piacere che si facessero interminabili discussioni sulla sua verginità e persino sul suo imene. Eppure così è stato, a cominciare dal Concilio Lateranense (649) fino al Concilio Vaticano II.  Una vera mancanza di riguardo e di delicatezza. Ma è inconcepibile che proprio Maria, creatura prediletta da Dio, abbia rinunciato per sempre, senza ragione, giacché era sposata ed aveva un figlio, ad uno tra i doni più belli elargiti dal Signore. (Miriam Della Croce)

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Vittoria del centrodestra in Campania

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 aprile 2010

“Quella di Caldoro è stata una vittoria annunciata. Il piano del Partito Democratico di imporre un candidato interno alle proprie file si è rilevata una tattica sbagliata. La scelta di una guida regionale con procedimenti giudiziari a carico non poteva avere altro esito. Rifacciamoci al modello vincente di Vendola”. Così Licia Palmentieri, viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti, analizza la vittoria del candidato presidente del Pdl alle elezioni regionali, Stefano Caldoro. “Anche se abbiamo appoggiato De Luca, il Pd all’indomani delle elezioni deve fare autocritica, la scelta di un nome da proporre non deve necessariamente ricadere all’interno del partito stesso, piuttosto sarebbe stato più ovvio ricorrere ad un nome forte, ad una persona trasparente e pulita, capace di contare su un proprio bacino elettorale, come magari De Magistris – prosegue l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – È stata una svista imperdonabile non servirsi delle primarie per la scelta del nominativo più idoneo”.

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