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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘pianista’

Beethoven col pianista Herbert Schuch alla IUC

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Roma martedì 9 aprile alle 20.30 nell’Aula Magna dell’Università “La Sapienza” Beethoven col pianista Herbert Schuch alla IUC. Nato in Romania da famiglia tedesca e trasferitosi giovanissimo in Germania, Herbert Schuch è molto legato all’Italia, perché è stata la vittoria del Concorso “Casagrande” di Terni – noto per aver scoperto alcuni dei migliori pianisti di oggi – ad averlo lanciato in campo internazionale. Poco dopo è stata la IUC la prima a farlo conoscere al pubblico romano. Da allora è apparso sulle principali scene musicali, tra cui Festival di Salisburgo, Ruhr Piano Festival, Philharmonie di Berlino, Elbphilharmonie di Amburgo e Kennedy Center di Washington, con importanti orchestre come le Filarmoniche di Londra, Monaco di Baviera e Dresda, la NHK di Tokyo, le orchestre radiofoniche di Copenhagen, Torino, Berlino, Colonia e Lipsia e l’Orchestra del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, con grandi direttori quali Pierre Boulez, Valery Gergiev e Yannick Nézet-Seguin, per non citarne che alcuni. Nel 2013 ha vinto l’Echo Klassik, il più importante premio discografico tedesco di quegli anni, con un cd che comprendeva il Concerto n. 3 di Beethoven, il suo autore preferito: ha infatti studiato con Alfred Brendel, uno dei più grandi interpreti di Beethoven della nostra epoca, e si è aggiudicato il Concorso Beethoven a Vienna.
A Beethoven è dedicato anche questo suo concerto, che ha una particolarità: non per caso Schuch si è imposto fra i musicisti più interessanti della sua generazione anche per i suoi programmi concepiti in maniera sorprendente. Nella prima parte infatti suonerà le undici Bagatelle op. 119 di Beethoven, alternandole agli undici brani di Musica ricercata di Ligeti. Il titolo di Beethoven si riferisce alle piccolissime dimensioni di quei suoi pezzi, non certamente al loro valore, perché la brevità è la conseguenza dell’estrema concentrazione, per cui in uno o due minuti è condensata una grande ricchezza di idee: sono tra le opere più straordinarie dell’estrema maturità di Beethoven e tra le ultime sue composizioni per il pianoforte. Ligeti compose Musica ricercata nel 1952-1953 ma la tenne segreta fino al 1969, quando la fece eseguire per la prima volta in pubblico.
La seconda parte è più “normale”, con due tra le più grandi opere pianistiche di Beethoven, la Sonata n. 6 in fa maggiore op. 10 n. 2 e la Sonata n. 21 in do maggiore op. 53 nota come “Waldstein” o anche come “Aurora”. La prima è limpida, elegante e anche umoristica, mentre la seconda è un punto culminante del secondo periodo di Beethoven ed è caratterizzato dall’energia, dalla tensione e dalla drammaticità, tanto che fu definita “una Eroica per pianoforte”, paragonandola così alla Terza Sinfonia dello stesso Beethoven.

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Alla IUC il pianista italo-ucraino Alexander Romanovsky

Posted by fidest press agency su sabato, 6 aprile 2019

Roma Sabato 6 aprile alle 17.30 nell’Aula Magna dell’Università “La Sapienza” la IUC (Istituzione Universitaria dei Concerti) presenta il pianista Alexander Romanovsky, che dedica questo concerto interamente al suo compositore preferito, Fryderyk Chopin, di cui esegue alcuni Notturni e Mazurche e le due raccolte di Studi, pagine di difficoltà tecnica pari all’intensità espressiva.
Alexander Romanovsky è nato in Ucraina nel 1984 e si è trasferito in Italia all’età di tredici anni, prendendo la cittadinanza italiana e compiendo gli studi all’Accademia Pianistica di Imola. Ha studiato anche al Royal College of Music di Londra. Di lui si è cominciato a parlare quando è stato nominato membro dell’Accademia Filarmonica a soli quindici anni, un onore concesso a quella età soltanto a Mozart prima di lui. A diciassette anni ha vinto il severissimo Concorso “Ferruccio Busoni” di Bolzano, uno dei più prestigiosi a livello mondiale, e da allora sono iniziate le sue tournée internazionali. Nel 2007 ha avuto il privilegio di suonare davanti a papa Benedetto XVI. Ora è nell’età magica che unisce la giovinezza alla maturità artistica e miete successi sia in recital solistici che insieme alle più importanti orchestre quali Royal Philharmonic di Londra, Filarmonica della Scala, Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, Orchestra Nazionale Russa, NHK Symphony Orchestra di Tokyo e New York Philharmonic, con direttori come Antonio Pappano e Valery Gergiev.Di lui il New York Times ha scritto che è “speciale, non solo possiede una tecnica straordinaria e creatività nei colori e nella fantasia, ma è anche un musicista sensibile e un lucido interprete”. Il grande direttore d’orchestra Carlo Maria Giulini l’ha definito, col suo consueto stile laconico, “un pianista di grande talento”. Ha inciso per Warner e più recentemente cinque cd per Decca, acclamati da pubblico e critica.Entrambe le parti del suo concerto romano si concluderanno con l’esecuzione di una delle due raccolte di Studi di Chopin, prima i dodici dell’op. 10, poi gli altri dodici dell’op. 25, che crearono una tecnica pianistica rivoluzionaria e aprirono al pianoforte possibilità allora inesplorate. Ma in questi ventiquattro brevi studi oltre alla tecnica c’è anche una profonda poesia, che ne fa alcuni dei pezzi più stimolanti ed evocativi di tutto il repertorio pianistico.Completano il concerto altri capolavori di Chopin. Per i tre Notturni op. 9 Chopin si ispirò all’arte del belcanto italiano, come indicano le lunghe e sinuose melodie, arricchite da fioriture finemente cesellate, e l’eloquio dolce, tenero e carezzevole. Le Mazurke op. 24 si ispirano invece a una danza popolare polacca, che Chopin conosceva fin dalla sua infanzia: quando era a Parigi, lontano dalla sua patria, il ritmo e le melodie di quella danza gli ispirarono delle rielaborazioni che trasformarono quella semplice musica popolare in qualcosa di assolutamente originale.

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Leonardo Pierdomenico in Chopin e LIszt

Posted by fidest press agency su martedì, 19 marzo 2019

Roma Mercoledì 20 marzo 2019 alle 18.00 la stagione di Roma Sinfonietta presso l’Università di Roma “Tor Vergata” (Auditorium “Ennio Morricone”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) ospita il giovane pianista Leonardo Pierdomenico, che dedica il suo concerto ai due più grandi pianisti-compositori dell’Ottocento e di tutti i tempi, Frédéric Chopin e Franz Liszt.Nato a Pescara nel 1992, Leonardo Pierdomenico ha già conseguito brillanti successi al Concorso internazionale Van Cliburn, il più importante dell’intero continente americano, e al prestigioso Concorso “Queen Elizabeth” 2016 di Bruxelles. Ha suonato con orchestre come Forth Worth Symphony, Orchestre Royal de Wallonie e Orchestra del Teatro La Fenice e ha partecipato a importanti progetti come l’esecuzione integrale delle Sonate per pianoforte di Beethoven all’Accademia Filarmonica Romana. Recentemente ha compiuto tournée con orchestre italiane e straniere, eseguendo il Concerto n. 1 di Chopin e il Concerto op. 33 di Dvorak. Ha suonato in sale e istituzioni musicali prestigiose come Parco della Musica di Roma, Società dei Concerti di Milano, Konzerthaus di Berlino, Hahn Hall di Santa Barbara e Bass Hall di Fort Worth (USA).Nella prima parte del concerto eseguirà alcuni capolavori di Chopin, che rappresentano alcune forme di musica predilette dal maestro polacco (Notturno, Ballata, Mazurka, Polacca) mentre la seconda parte sarà dedicata alla più grandiosa composizione pianistica di Liszt, la Sonata in si minore.

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Mariam Batsashvili: la pianista tra le promesse migliori della sua generazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 novembre 2018

Roma sabato 17 novembre alle 17.30 nell’Aula Magna dell’Università “La Sapienza” i concerti della IUC (Istituzione Universitaria dei Concerti) presentano la venticinquenne pianista georgiana Mariam Batsashvili, già a pieno titolo tra le promesse più luminose della sua generazione. Ha ricevuto il primo importante riconoscimento a livello internazionale al prestigioso Concorso per pianoforte Franz Liszt di Utrecht 2014, dove ha vinto il primo premio assoluto ed il premio della critica: in quell’occasione è stato scritto di lei che «trasforma ogni frase musicale in qualcosa di speciale» e che è «un’artista completa» dal «tocco meraviglioso» e ricco di «sincera emozione». In seguito della vittoria a quel concorso, si è esibita con le principali orchestre sinfoniche e ha tenuto recital in oltre trenta paesi, tra cui Cina, Nord e Sud America, Sud Africa e Europa (tra l’altro ad Amsterdam, Londra, Parigi, Vienna, San Pietroburgo, Mosca, Stoccolma, Budapest, Amburgo, Milano, Barcellona, Bruxelles, Lisbona). È stata scelta come Bbc New Generation Artist 2017-19.Mariam Batsashvili inizierà il suo concerto don la Ciaccona in re minore di Bach nella celeberrima trascrizione di Busoni: presentare la musica di Bach in rielaborazioni di vario genere è un filo rosso che ritorna in molti altri concerti della stagione della IUC. Dal periodo barocco si passa a quello classico col Rondò in la minore K 511: composto da Mozart simultaneamente al Don Giovanni, è un capolavoro piccolo solo per dimensioni, una pagina affascinante pervasa da una tensione passionale nuova, che preannuncia il romanticismo. Questo Mozart non è infatti lontano dalle atmosfere dell’Improvviso in fa minore op. 142 n. 1 di Schubert, con cui la pianista georgiana si addentra nel romanticismo vero e proprio, proseguendo con un brano di Chopin che oscilla tra poesia e virtuosismo qual è l’Andante spianato e grande polacca brillante op. 22. Mariam Batsashvili non perde occasione di affermare: «La musica di Franz Liszt ha sempre avuto un fascino particolare per me» e lo confermano i brani di questo compositore che eseguirà anche in questa occasione: la famosissima Rapsodia Ungherese n. 12, per la quale confessa una speciale predilezione, e la poco nota Fantasia su temi de Le Nozze di Figaro e Don Giovanni, che Liszt era solito eseguire a memoria e che non mise mai interamente su carta: ma ora è stata ricostruita sugli schizzi originali dal pianista e studioso lisztiano Leslie Howard.

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Concerto del Krulik Kvartett con la partecipazione del pianista Nicola Possenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 marzo 2018

Roma 16 marzo 2018, ore 20.30 Sala Liszt – Accademia d’Ungheria Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1 in occasione della Festa Nazionale indetta per il 170o anniversario della rivoluzione e della guerra d’indipendenza ungherese 1848-49 e dell’anno Kodály si terrà il concerto del Krulik Kvartett con la partecipazione del pianista Nicola Possenti.Il programma del concerto – preceduto alle ore 19.30 dall’inaugurazione della mostra I PRIMI PASSI, opere dei primi borsiti d’arte dell’Accademia d’Ungheria in Roma – prevede musiche di Zoltán Kodály, Béla Bartók e J.Brahms.
Il quartetto Krulik nasce nel 2011 dalla formazione dei dottorandi dell’Accademia di musica Ferenc Liszt di Budapest. Il loro repertorio include le opere per quartetti di arco di compositori ungheresi del XX secolo, tra cui Bartók, Kodály, Weiner, nonché le opere dei grandi classici e di numerosi compositori contemporanei. Tra i loro maestri ricordano Péter Csaba, Gábor Takács-Nagy, András Wilheim.Nel 2012 il quartetto vince il Premio Maurice Ravel presso l’Accademia Internazionale Ravel di Saint-Jean-de Luz. Nicola Possenti è nato a Roma nel 1996. Ha ricevuto le sue prime lezioni all’età di 3 anni ed a 9 anni è stato ammesso al Conservatorio di Musica “Ottorino Respighi” di Latina. Dopo che il pianista Sergio Perticaroli lo ebbe ascoltato, gli suggerì di continuare i suoi studi al Conservatorio di Santa Cecilia, a Roma, con il M° Francesco Martucci, dove ha conseguito il diploma di pianoforte all’età di 19 anni. Il 27 Ottobre 2016 ha suonato il Quintetto di Brahms per pianofortecon il Quartetto Krulik per la celebrazione dei 60 anni dallarivoluzione ungherese del 1956 in un concerto organizzato dall’Ambasciata Italiana e dall’Istituto Italiano di Cultura a Budapest.

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Leif Ove Andsnes di nuovo protagonista a Lugano

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 ottobre 2017

Leif Ove AndsnesLugano Giovedì 26 ottobre alle ore 20.30 nella Sala Teatro del LAC, la stagione di LuganoMusica ospiterà il récital del grande pianista norvegese. Leif Ove Andsnes, definito dal New York Times “magistrale per eleganza, potenza e introspezione”, eseguirà, collegandosi al fil rouge della musica contemporanea che pervade la stagione 2017/2018 di LuganoMusica, l’opera Idyll und Abgrund. Sechs Schubert-Reminiszenzen (Idillio e abisso). Sei reminiscenze schubertiane) per pianoforte di Jörg Widmann, compositore tedesco tra i più richiesti del momento, del quale poi il prossimo 25 gennaio, sempre al LAC, verrà eseguito un quintetto per clarinetto ed archi, commissione di LuganoMusica.
Idyll und Abgrund. Sechs Schubert-Reminiszenzen (Idillio e abisso). Sei reminiscenze schubertiane) per pianoforte è un’opera che Widmann, compositore – ma anche pianista, clarinettista, professore universitario, camerista, solista e direttore d’orchestra -, uno dei più attivi della scena musicale di oggi, ha composto in omaggio a Schubert, e in cui l’obiettivo è “di catturare il costantemente precario equilibrio tra cielo e inferno, tra paradiso e l’ansia più profonda, e tra idillio ed abisso”.
Il programma musicale del récital di Andsnes sarà bilanciato fra riscoperte e contemporaneità, senza dimenticare i classici del Romanticismo. In programma Björken (Betulla) da Gli alberi, cinque pezzi per pianoforte op. 45; Impromptu dalle Sei bagatelle per pianoforte, op. 97; Rondino II dai Due rondini per pianoforte, op. 68; Der Hirt (Il pastore) dai Dieci pezzi per pianoforte, op. 58 e Romanza dai Dieci pezzi per pianoforte, op. 24 di Jean Sibelius, ma anche Tre pezzi per pianoforte, D. 946 di Franz Schubert, Sonata per pianoforte n. 17 in re minore, op. 31 n. 2 La tempesta di Ludwig van Beethoven e Notturno per pianoforte in si maggiore, op. 62 n. 1 e Ballata n. 1 in sol minore per pianoforte, op. 23 di Fryderyk Chopin. Biglietti: Fr. 77.- / 13.20 Per informazioni: http://www.luganomusica.ch (foto:Leif Ove Andsnes)

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Elisa Tomellini si è esibita in concerto a 4460 m

Posted by fidest press agency su domenica, 9 luglio 2017

elisa tomelliniSabato 8 luglio, alle ore 11.45 a 4460 metri di altezza, si è svolto il “concerto per pianoforte più alto al mondo”. L’impresa da record porta la firma della pianista alpinista genovese Elisa Tomellini. Lo strumento a coda, fornito da Musica e Muse, ha preso il volo dalla base di Gressoney-La-Trinité (AO) e sospeso da un elicottero di Pellissier Helicopter ha raggiunto il ghiacciaio del Colle Gnifetti, che divide la punta Zumstein 4561 mt e la punta Gnifetti 4559, a poche centinaia di metri dalla Capanna Margherita, il rifugio più alto d’Europa. “Avevo molto freddo alle mani, ma non ci pensavo e muovevo le braccia. Il piano era un ghiacciolo. Devo dire che sono riuscita anche ad ispirarmi e a commuovermi come sempre – racconta Elisa Tomellini al suo arrivo al campo base – Non mi lamenterò mai più, in nessuna sala da concerto, se non è abbastanza calda. Mi vestirò sempre scollata, senza calze. – E conclude – Non dirò mai più qui non è abbastanza caldo!”.Elisa Tomellini, interprete curiosa ed esploratrice instancabile, ha sfidato se stessa e la natura, raggiungendo l’originale palcoscenico a piedi e successivamente a suonato, tutto rigorosamente dal vivo. La rivelazione del pianismo nazionale ed internazionale, ha unito così le sue due grandi passioni: la musica e la montagna. Ad oggi nessuno si era mai esibito ad una simile altitudine con un pianoforte a coda e immediatamente dopo un’ascesa per raggiungere una vetta prestigiosa. La straordinaria impresa, guidata da Marco Camandona (alpinista di fama internazionale, guida alpina, maestro di sci alpino ed allenatore federale di scialpinismo), è resa possibile grazie al main sponsor 958 Santero e agli sponsor tecnici, Montura, Racer France , Neon Optics, Garmin e Grivel e al coordinamento di Top1 Communication (organizzazione di eventi) diverrà un filmato, con la regia di Giuseppe Varlotta (coadiuvato dagli operatori di ripresa Michel Domaine e Michel Dalle), i cui ricavati andranno in beneficenza a sostegno della Casa Famiglia nepalese dell’Associazione Sanonani. Elisa Tomellini, pianista classica e alpinista, coltiva da sempre il sogno di portare la musica colta fuori dalle consuete sale da concerto. Un sogno oggi diventato realtà, infatti, la pianista genovese si esibirà in uno fra i luoghi più belli della terra: il Monte Rosa. La sfida di portare la musica di alto livello ad alte quote non è solo una moda, ma è anche soprattutto una sfida alle capacità e possibilità atletiche di questa artista che nutre amore incondizionato per le montagne e per la natura.Come enfant prodige, Elisa Tomellini fu apprezzata da insigni musicisti, vincitrice di premi internazionali e da sempre musicista atipica, ribelle ai dogmi e agli ambienti accademici. Ad un certo punto del suo percorso artistico lascia il concertismo militante per un periodo sabbatico interamente dedicato ad esplorare le montagne nei vari continenti. Ha vissuto in Valle d’Aosta, al Breuil per molti anni praticando l’arrampicata, lo sci, l’alpinismo e, da sola o in compagnia di amici guide alpine, ha viaggiato per il mondo per conoscere e scalare le montagne del sud America, degli Stati Uniti, del Nepal, del Nord Africa. Tornata alla sua attività musicale ha ripreso l’attività concertistica, ha registrato e tuttora sta registrando importanti dischi apprezzati dal pubblico e dalla critica. Collabora abitualmente con importanti personalità del mondo musicale e non solo.
Il famoso quotidiano inglese “The Guardian” annovera Elisa Tomellini fra i più brillanti talenti di questa eccezionale generazione di giovani pianisti.

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Recital del pianista Simone E. Pierini

Posted by fidest press agency su domenica, 7 Mag 2017

Simone E. PieriniRoma venerdì 12 maggio alle 20.30 alla biblioteca di Villa Leopardi (via Makallé) appuntamento con il pianista Simone E. Pierini. Introduce all’ascolto Manuel Caruso, studente del corso di perfezionamento in Musicologia dell’Università la Sapienza.
Continua “Note in Biblioteca”, la serie di incontri musicali ad ingresso gratuito nelle biblioteche comunali di Roma realizzata dalla IUC (Istituzione Universitaria dei Concerti) in collaborazione con il Sistema Biblioteche Centri Culturali di Roma Capitale, l’Università Sapienza e il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma.
Sono in programma la Fantasia in si minore op. 28 di Aleksander Skrjabin, gli Improvvisi op. 90 di Franz Schubert e due degli Studi Trascendentali di Franz Liszt, precisamente il n. 5 “Feux Follets” e il n. 12 “Chasse-neige”.
Nato a Roma nel 1996, Simone El Oufir Pierini ha studiato presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma sotto la guida di Maura Pansini e presso la Scuola di Musica di Fiesole nel corso di perfezionamento di Elisso Virsaladze. È stato premiato in numerosi concorsi nazionali e internazionali e ha già dato numerosissimi concerti, tra cui spiccano quelli al Teatro “La Fenice” di Venezia, al Teatro Eliseo di Roma, al Festival Internazionale di Portogruaro e all’Auditorium Parco della Musica di Roma, dove ha suonato insieme a Lang Lang. Il concerto fa parte della rassegna “Sapienza in musica” con il sostegno della Regione Lazio. (foto: Simone E. Pierini)

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La grande pianista russa Lilya Zilberstein alla IUC

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2017

zilberstein_lilyaRoma martedì 17 gennaio alle 20.30 Aula Magna della Sapienza la stagione della IUC riprende con un concerto di Lilya Zilberstein, tra le maggiori esponenti della grande scuola pianistica russa. Il percorso che ha portato la Zilberstein a divenire una delle pianiste più famose e apprezzate in campo internazionale inizia quando, a soli cinque anni, è ammessa al celebre Istituto di Musica Gnessin di Mosca. Nel 1985, a vent’anni, vince alcuni concorsi russi per giovani musicisti, ma il passo definitivo verso il successo e la fama internazionali arriva con la vittoria al Concorso “Ferruccio Busoni” di Bolzano nel 1987. La sua vittoria fece sensazione, per la sua giovane età (all’epoca non si era ancora diplomata al conservatorio) e soprattutto perché la giuria di quel concorso, famosa per la sua severità, non attribuiva spesso il primo premio, tanto che ci vollero 5 anni prima che il premio fosse nuovamente assegnato.Da allora la pianista – nata a Mosca ma residente ad Amburgo – non ha smesso di riscuotere grandi successi in Europa, America del Nord e del Sud e Asia. E’ stata invitata dai Filarmonici di Berlino e Claudio Abbado per la prima volta nel 1991 e insieme hanno suonato ripetutamente e hanno registrato i Concerti n.2 e 3 di Rachmaninov per Deutsche Grammophon. Ha suonato con molte altre orchestre prestigiose, quali Chicago Symphony Orchestra, Orchestra Sinfonica Tchaikovsky di Mosca, London Symphony, Royal Philharmonic Orchestra di Londra, Orchestra Filarmonica della Scala di Milano, ecc. Negli ultimi anni ha stretto un eccellente rapporto artistico con Martha Argerich, con cui suona spesso in duo e con cui ha inciso la Sonata per due pianoforti di Brahms per EMI. La Argerich ha detto di lei: “Lilya è una pianista completa, naturalissima, grandissima. Per fortuna non era concorrente quando ho partecipato al Concorso Busoni, sarebbe stato un osso troppo duro”. Lilya Zilberstein dedicherà la prima parte del suo concerto a Franz Schubert, con i Momenti musicali op. 94, tra le sue più amate pagine pianistiche, e con quattro Lieder nella celebre trascrizione di Franz Liszt. Nella seconda parte presenterà due preziose rarità: le giovanili Variazioni sull’arietta “Venni Amore” di Vincenzo Righini di Ludwig van Beethoven e Quelques dances op. 26 di Ernest Chausson, compositore francese di fine Ottocento, vicino a Massenet e Fauré, che ha sempre avuto una ristretta cerchia di grandi ammiratori – tra cui Debussy – ma che non ha mai raggiunto la popolarità che meriterebbe. (foto: Zilberstein_Lilya)

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A Roma il grande pianista Louis Lortie

Posted by fidest press agency su martedì, 1 novembre 2016

louis-lortieRoma sabato 5 novembre alle 17.30 per i concerti della IUC nell’Aula Magna della Sapienza (Città Universitaria, Palazzo del Rettorato, ingresso da Piazzale Aldo Moro 5) torna a Roma uno dei maggiori pianisti di oggi, il franco-canadese Louis Lortie. Louis Lortie ha debuttato con la Sinfonica di Montréal all’età di appena tredici anni e tre anni dopo ha compiuto una storica tournée in Cina e Giappone. Poco dopo, nel 1984, ha vinto il Primo Premio in due dei più importanti concorsi pianistici internazionali, quello di Leeds e il “Busoni” di Bolzano. In oltre trent’anni di carriera artistica ai massimi livelli ha conquistato il pubblico di quattro continenti con l’originalità delle sue interpretazioni in un ampio repertorio che va da Mozart a Stravinskij. Ora, superati i cinquant’anni, ha raggiunto una maturità che ne fa uno dei grandi maestri del pianoforte della nostra epoca.
The Times, ha descritto il suo stile come “puro e immaginativo” e ha messo in rilievo la sua “combinazione di spontaneità e maturità, che solo i grandi pianisti hanno”. Il Financial Times dopo un suo concerto londinese ha scritto: “Non sarà possibile ascoltare uno Chopin migliore da nessun’altra parte”, ma giudizi superlativi hanno ottenuto anche le sue esecuzioni di Beethoven, Liszt, Ravel e tanti altri compositori. Ha suonato in America, Europa, Asia e Australia con i più illustri direttori, tra cui Riccardo Chailly, Lorin Maazel, Jaap Van Zweden, Seiji Ozawa e Wolfgang Sawallisch. Le sue incisioni hanno vinto numerosi riconoscimenti: in particolare l’incisione delle Sonate complete di Beethoven è stata premiata con l’Editor’s Choice della rivista Gramophone, il suo cd Brahms/Schumann è stato nominato tra i migliori dell’anno dal BBC Music Magazine, un altro cd dedicato a Chopin è stato incluso dalla stessa rivista tra i “50 Recordings by Superlative Pianists” d’ogni tempo e le Variazioni “Eroica” di Beethoven hanno vinto il Premio Edison.
Per il suo concerto romano ha scelto tre Sonate, che abbracciano tutto l’Ottocento. Non tutte sono conosciute quanto meriterebbero, eppure sono tra i capolavori della musica per pianoforte in quello che è stato il secolo d’oro di questo strumento. Di Ludwig van Beethoven la Sonata n. 28 in la maggiore op. 101 del 1816, di Johannes Brahms la Sonata in fa minore op. 5 del 1853 e di Edvard Grieg la Sonata in mi minore op. 7, l’unica scritta dal compositore norvegese, che vi lavorò per oltre vent’anni, dal 1865 al 1887. (foto: Louis Lortie)

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Finalmente a Roma Yundi Li, un grande del pianoforte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 marzo 2016

Yundi LiRoma sabato 12 marzo alle 17.30, nell’Aula Magna della Sapienza. Uno dei più famosi pianisti dei nostri giorni, il cinese Yundi Li, debutta finalmente a Roma, unica delle grandi capitali mondiali dove non si è ancora esibito: il suo concerto per la IUC. Yundi Li è il più giovane pianista nella storia ad aver vinto (nel 2000, ad appena diciotto anni) lo “Chopin” di Varsavia, il più importante concorso pianistico internazionale. Da allora è cresciuta a macchia d’olio la cerchia dei fedeli ammiratori che seguono le sue apparizioni nelle più importanti sale concertistiche in Europa, America e Asia e le sue incisioni discografiche.
Ha studiato in Cina e in Germania ed ora è tornato in patria. In Cina è una star amatissima e in tutto il mondo è considerato l’anti Lang Lang. Sono i due più famosi musicisti cinesi ma sono molto diversi, sia come persone che come artisti: più introverso Yundi Li, più mediatico Lang Lang. Nelle loro interviste i Yundi Li1due si sono scambiati reciproci complimenti ma anche battute polemiche.
Si occupa di varie iniziative di carattere umanitario. E’ ambasciatore della Croce Rossa Cinese e ambasciatore per l’ambiente della sua città natale, Chongquing. Inoltre è molto coinvolto nella promozione della musica classica in un contesto educativo ed è uno dei pionieri dell’educazione musicale in Cina, dove il suo successo ha spinto milioni di bambini a studiare il piano.
Per le sue interpretazioni di Chopin Yundi Li è stato insignito dal governo polacco della Medaglia per Meriti Culturali “Gloria Artis”. Nel 2010 è stato invitato a suonare nel Teatro dell’Opera Nazionale di Varsavia per le celebrazioni del bicentenario di Chopin.
Incide per Deutsche Grammophon ed EMI Classics. Lo scorso autunno è uscita il suo cd con i Preludi di Chopin e proprio in questi giorni è in distribuzione un altro suo cd dedicato al compositore polacco. Le sue incisioni dedicate a Beethoven, Schumann, Ravel, Prokofiev e Liszt dimostrano l’ampiezza de suoi interessi artistici, che abbracciano tutta la grande musica per pianoforte. Il suo cd dedicato a Prokofiev e Ravel con i Berliner Philharmoniker (è stato il primo pianista cinese a registrare con la più illustre orchestra tedesca) è stato segnalato nel 2007 come “Best CD of the Year” dal New York Times (Li aveva avuto questo riconoscimento anche nel 2003) e “Editor’s Choice” del mensile Gramophone.
Il suo concerto romano dimostrerà l’intera gamma delle qualità tecniche e interpretative del pianista cinese, che inizierà con due brani che racchiudono l’anima romantica di Fryderyk Chopin (i Notturni in si bemolle minore op. 9 n. 1
 e in do minore op. 48 n. 1), proseguirà con una delle opere più rappresentative dell’arte di Robert Schumann (la Fantasia op. 17) e con due delle più famose Sonate di Ludwig van Beethoven (n. 23 in fa minore op. 57 “Appassionata” e n. 14 do diesis minore op. 27 n. 2 “Al Chiaro di Luna”). Come sorpresa finale Yundi Li eseguirà alcuni brani tradizionali cinesi. (foto: Yundi Li)

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Il grande pianista Radu Lupu a LuganoMusica

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2015

Berwaldhallen 080424Gästspel av världspianisten Radu LupuSveriges Radios SymfoniorkesterManfred Honeck dirigent, Radu Lupu pianoFoto: Snezana Vucetic Bohm/SR

Berwaldhallen 080424Gästspel av världspianisten Radu LupuSveriges Radios SymfoniorkesterManfred Honeck dirigent, Radu Lupu pianoFoto: Snezana Vucetic Bohm/SR

Lugano 7 novembre alle 20.30 alla Sala Teatro LAC, proseguono gli appuntamenti con i récital cameristici proposti da LuganoMusica. Dopo il violinista Leonidas Kavakos, il pubblico potrà ascoltare, un sommo maestro della tastiera, Radu Lupu. Formatosi tra la nativa Romania e la Russia, Lupu si è segnalato all’attenzione internazionale negli anni Sessanta, risultando vincitore in tre importantissimi concorsi, tra cui il prestigioso Van Cliburn. La sua carriera è quindi decollata su scala mondiale, portandolo a lavorare con direttori del calibro di Giulini, Muti, Karajan e Barenboim. Noto alla critica ed al pubblico per la profonda pensosità delle sue esecuzioni, in cui il lavoro di cesello timbrico si unisce ad una lucidissima analisi formale, Radu Lupu è oggi riconosciuto come uno dei maggiori interpreti viventi dei grandi autori austro-tedeschi dell’Ottocento, in particolare Schubert, Schumann e Brahms. Autori che ha più volte inciso in cd, suscitando consensi unanimi e ricevendo importanti premi.
Di grande interesse il programma che Lupu proporrà al LAC il 7 novembre, interamente fondato proprio sugli autori a lui più congeniali: se la Sonata D 894 di Schubert, con le sue aperture formali verso l’infinito, rappresenta una pagina ben nota del primo Romanticismo tedesco, di più raro ascolto sono invece le variazioni di Mozart, Beethoven e Brahms che la precederanno nel corso della serata. Le Variazioni KV 573, scritte da Mozart durante il viaggio berlinese del 1789, si sviluppano a partire da un tema del violoncellista Duport, allora in servizio presso il re di Prussia, e rappresentano quindi un singolare biglietto da visita con cui il compositore salisburghese cercò di ingraziarsi nuovi possibili committenti. Di gusto piuttosto arcaico appaiono le giovanili Variazioni in do minore WoO 80 di Beethoven, che, si narra, ascoltandole chiese di chi fossero, disconoscendone la paternità, e che non le volle includere nel catalogo definitivo delle sue opere. Al contrario, sono già estremamente mature le Variazioni op. 21/1 di Brahms che, partendo da un tema originale intimo ed amabile, riesce a costruire un arco formale unitario di ampio respiro e di intensa poesia. (foto radu lupu)

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Italian pianist Roberto Turrin in concert

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 marzo 2012

Woodbridge, Ontario March 9, 2012 – 7:00 pm Famee Furlane, 7065 Islington Avenue, The Italian Cultural Institute, in collaboration with the Famee Furlane, presents the Italian pianist Roberto Turrin in concert. Inspired by literature, this concert will carry the audience into the realm of early 20th.
Roberto Turrin graduated from the “G. Tartini” school in Trieste, where he studied under M° Luciano Gante, as well as pianist Lya De Barberis in Italy and Meisterkurse Zofingen in Switzerland. After receiving awards from the International Music Competitions in Stresa and Morcone, Italy, Roberto Turrin began his career as a soloist, performing in both North America and Europe (France, Russia, Germany, Poland, Norway, Austria etc). His tours received wide acclaim from the public and critics alike. Part of Turrin’s accomplishments include duet ensembles with violin and clarinet and recordings for television and radio stations. Roberto Turrin is presently piano instructor at the Conservatory of Music “G. Tartini” in Trieste, and he has been invited for a master concerning “The Italian Piano Literature of the XX century” from various musical associations (S. Francisco State University, Innsbruck Konservatorium, Norges Musikkhogskole Oslo among others). (turrin)

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George Cables a Palermo

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2011

Palermo Seacily Jazz Festival, alle 21,30 ai Giardini sopra le mura dello Spasimo si esibira il pianista jazz newyorkese George Cables. Per capire cos’è il piano jazz, basta ascoltare George Cables e il suo gioioso swing eseguito con leggerezza di tocco e fluidità di fraseggio. George Andrew Cables, classe ’44, ha suonato con Art Blakey, Sonny Rollins, Dexter Gordon, Art Pepper, e altri. Un concerto altamente istruttivo che permetterà all’ascoltatore di capire come mai Cables abbia già lasciato una traccia indelebile nel panorama jazz. Un artista dai grandi mezzi tecnici, rivolto essenzialmente a ricercare il dialogo con compagni di viaggio, con la musica locale e il pubblico. Ma tra le sue doti, ne spicca anche un’altra: il suo atteggiamento da sideman, da uomo comune che non ha bisogno di comportamenti divistici per ammaliare il suo pubblico che rimane comunque estasiato dalla leggerezza del suono, dalla espressività calda e vibrante, dai fraseggi postboppistici nervosi, ma allo steso tempoincredibilmente raffinati. Il tutto completato da un tocco secco ed asciutto, sinuoso e flessibile dalla voce ben definita. La sua è una musica che va dritta al cuore perché racconta non solo note ma anche storie. Cables ha la capacità di riassumere nei concerti la formula magica del jazz: comunicativa, swing, emozioni racchiuse nella sua musica. Il costo del biglietto è di 12 euro.

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Yutaka Sado e Aleksandr Toradze

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 novembre 2010

Torino 11 novembre a, in diretta su Radio3 e in streaming sui siti Rai. Torna sul podio dell’Orchestra Rai il direttore d’orchestra giapponese Yutaka Sado, ospite regolare delle compagini sinfoniche e dei teatri più prestigiosi, e interprete a Torino, oltre che di numerosi concerti per la Rai, di un memorabile Peter Grimes di Britten al Teatro Regio. Con lui il pianista georgiano Aleksandr Toradze, diplomato al Conservatorio “Čajkovskij” di Mosca, protagonista sui palcoscenici di tutto il mondo, e  che proprio con l’Orchestra Rai ha suonato l’integrale dei Concerti per pianoforte e orchestra di Sergej Prokof’ev.
Il concerto, giovedì 11 novembre 2010 alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, in diretta su Radio3 e in live streaming sul sito http://www.orchestrasinfonica.rai.it, si apre con la terza suite intitolata Antiche danze e arie per liuto di Ottorino Respighi, che si avvale delle risorse di un’orchestra di soli archi per imitare le sonorità di uno strumento antico come il liuto. A seguire, con Aleksandr Toradze nel ruolo solistico, il Secondo Concerto in fa maggiore op. 102 per pianoforte e orchestra di Dmitrij Šostakovič, dedicato al figlio del compositore, Maxim Šostakovič, interprete nel 1957 a Mosca della prima esecuzione assoluta dell’opera.
In chiusura la sfavillante suite sinfonica Shéhérazade, di Nikolaj Rimskij-Korsakov, composta tra il 1887 e il 1888, e ispirata alla celebre protagonista femminile de Le mille e una notte.
Il concerto è replicato venerdì 12 novembre 2010 alle 21. Le poltrone numerate, da 30 a 15 euro (ridotto giovani per i nati dal 1981) sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell’Auditorium Rai. 

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A Canosa Sannita Enzo Salvi e Matthew Lee

Posted by fidest press agency su sabato, 21 agosto 2010

Canosa Sannita (Chieti), 23 agosto, dalle ore 21 in piazza Indipendenza dove per la Festa in onore di San Rocco si esibiranno in piazza Indipendenza lo straordinario pianista e cantante Matthew Lee con la sua Big Band e, a seguire, il comico Enzo Salvi. L’appuntamento è dalle ore 21. L’iniziativa rientra nella Bellestate Canosina 2010, promossa dal Comune con la Pro Loco e le altre associazioni. Da non perdere lo show di Matthew Lee, un funambolo del rock’n’roll alla Jerry Lee Lewis, un talento del pianoforte capace di «pestare la tastiera» come solo un vero pianista del genere sa fare, oltre ad avere una grande abilità nel modulare la voce. Matthew Lee, che si è formato con Jannacci e De Gregori (il suo album «Shake» è stato prodotto dai Nomadi) sarà accompagnato in scena da dieci musicisti. Insieme ripercorreranno i grandi successi internazionali che hanno fatto la storia della musica. Il repertorio spazia dal rock’n’roll al blues, dallo swing al country, impreziosito da arrangiamenti originali e da ritmi contagiosi che faranno sicuramente impazzire di piacere tutti gli amanti della buona musica. «Se ridere fa bene, io sono la vostra cura» promette invece il comico Enzo Salvi, reso celebre da Striscia la notizia grazie al personaggio di «Er Pantera… l’inviato più figo della tera» e ai tanti film del ciclo «Natale a…». Una simpatia travolgente, una raffica di battute che riempirà di grasse risate piazza Indipendenza. (salvi e matthew)

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Schumann e Chopin secondo Roberto Prosseda

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2010

Abbazia di Fossanova 18 luglio alle ore 19.30 nell’ambito del 46° Festival Pontino di Musica, Dopo gli omaggi di Charles Rosen e Elissò Virsaladze alla musica pianistica di Schumann e Chopin, tocca a Roberto Prosseda, pianista di Latina, classe 1975, guadagnatosi di recente notorietà internazionale, ricordare l’importante produzione pianistica di questi due grandi compositori romantici di cui il 2010 festeggia il bicentenario della nascita.
Roberto Prosseda ha recentemente guadagnato una notorietà internazionale in seguito alle quattro incisioni Decca dedicate a musiche inedite di Felix Mendelssohn, unanimemente elogiate dalle più autorevoli riviste specializzate (American Record Guide, Fanfare, Diapason, Fono Forum, Amadeus). Recentemente si è esibito in recital al Teatro alla Scala, all’Accademia di Santa Cecilia, al Rossini Opera Festival e in concerti come solista con la London Philharmonic, la Calgary Philharmonic e la Gewandhaus Orchester di Lipsia. Con quest’ultima, diretta da Riccardo Chailly, ha inciso il Concerto inedito in mi minore di Mendelssohn per la Decca.

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Renato Virgilio: vita e opere di un musicista

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 Mag 2010

Barletta 6 giugno 2010 alle ore 11,00 Sala Rossa del Castello Conferenza di presentazione del libro, Renato Virgilio – vita e opere di un musicista (Editrice Rotas Barletta, 232 pagine pagine ISBN 978-88-96135-21-1) scritto dal pianista Francesco Lotoro e dal direttore d’orchestra Paolo Candido. Il libro su Renato Virgilio è stata promosso e patrocinato dall’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia ed è pubblicato dalla Editrice Rotas. Intervengono gli autori del libro, l’editore Renato Russo, il Sindaco di Barletta Nicola Maffei, Autorità regionali e culturali La conferenza di presentazione del libro è organizzata in collaborazione con il Comune di Barletta ed è altresì corredata da una Mostra documentaria Renato Virgilio, un musicista italiano nella Germania delle due Guerre che sarà allestita nell’antingresso della Sala Rossa. Il libro, ricco di materiale epistolare e fotografico inedito, bozzetti originali e stralci di manoscritti musicali, è il risultato di oltre 20 anni di laboriose ricerche compiute da Lotoro e Candido sulla vita e le opere del grande musicista barlettano. Sin dal 1990 Lotoro e Candido (anch’essi barlettani come Virgilio) avviarono un articolato progetto di recupero del materiale storico documentaristico e musicale riguardante Virgilio presso l’archivio Grillo-Ruffini di Tortona, gli Archivi storici e anagrafici di San Gallo, Zurigo, Basilea, Berlino, Wiesbaden, il Dipartimento Musica della Boston Public Library, l’Accademia Musicale Mendelssohn-Bartholdy di Lipsia, le documentazioni in possesso del Prof. Lucio Galante di Lecce, la Casa Carducci Bologna e la Biblioteca S. Loffredo di Barletta.
Renato Virgilio, nato a Barletta il 27 agosto 1879 e deceduto a Wiesbaden il 27 giugno1959, visse nel periodo più cruciale dell’opera lirica aderendo al linguaggio verista ma con inedite capacità di utilizzo e respiro del materiale vocale, orchestrale e corale mutuate sia dalla sua solida formazione presso la scuola napoletana che dalla grande lezione di Alberto Franchetti.
Spirito irrequieto, musicista geniale vissuto a fortune alterne tra Italia, Svizzera e Germania, Renato Virgilio ha lasciato un importante testamento musicale di lavori teatrali, poemi sinfonici, pagine cameristiche ma soprattutto la sua opera in due atti Jana (su libretto di Salvatore Aliaga, pseudonimo di Alberto Colantuoni) che lo rese celebre in tutta Europa. (renato virgilio)

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Il pianista Giovanni Allevi trionfa a Londra

Posted by fidest press agency su domenica, 21 marzo 2010

Londra- Si e’ conclusa con un concerto straordinario alla Queen Elizabeth Hall di Londra la prima tappa del tour mondiale del grande pianista e compositore Giovanni Allevi.   Il maestro ancora una volta lascia tutti senza fiato e piu’ ricchi di emozioni. Allevi incanta con la sua musica rivoluzionaria e gli applausi lo richiamano più volte sul palco per riaffrontare i tasti del pianoforte. E lui lo fa, riaccarezza lo strumento, ed è di nuovo magia. Le mani iniziano a volare sui tasti, li accarezza, li colpisce con forza e le note arrivano a colpire le corde del cuore di chi lo ascolta. Ha eseguito brani del passato che raccontano tutta la sua vita in musica, o come la chiama lui, la sua “ strega capricciosa”. Inizia con un brano chiamato Japan, scritto all’età di 17 anni, una melodia dolce, delicata, coinvolgente che stacca dalla realtà per portare in quei mondi dove solo la musica suonata da geni diventa infinita. Giovanni Allevi e’ senza dubbio un fenomeno e un orgoglio italiano, e la comunita’ di connazionali lo ha salutato con un caloroso applauso e una standing ovation che ha coinvolto anche gli inglesi presenti in sala, e che non finivano piu’ di applaudire. Sono stati due giorni intensi per il maestro, prima l’incontro con la stampa, poi il concerto. Nell’incontro con i giornalisti Allevi ha risposto a tutti, non si e’ risparmiato neanche sulle domande piu’ scomode, ma le ha affrontate con serenità, come per esempio su qualche personaggio appartenente all’accademia “alta” della musia classica, che non vedono di buon occhio il suo modo (classico-moderno) di fare musica. Questo pero’ non ha alcun senso, perche’ Giovanni Allevi nasce dalla musica classica, dieci anni di conservatorio e 10 anni di composizione superati brillantemente con i massimi voti. Non ha mai rinnegato le sue origini, anzi ama la musica classica a tal punto che la amplifica mettendoci del suo, facendo qualcosa che il mondo accademico non ha mai fatto: scendere dalla torre d’avorio e abbracciare il popolo. Musica classica in chiave moderna, ecco cosa fa il maestro Allevi, ecco perche’ riempie le piazze di tutto il mondo, perche’ unisce il passato della musica, alla sua genialita’ e originalita’, e la gente questo lo ha capito molto bene. Allevi usa il pianoforte come una macchina del tempo, un’astronave dove la musica viaggia dal passato al futuro e si ferma solo per un istante nel presente, quanto basta per essere colta dal cuore e regalarci brividi ed emozioni. La sua musica rimane dentro, scolpita, perchè è per questo che è stata scritta, per andarsi a posare nelle pieghe piu’ nascoste dell’animo umano. Si rimane veramente sbalorditi dalla facilita’ con cui Allevi suona il piano, riesce veramente ad abbracciare tutti e tutte le età. (Filippo Baglini – fonte: italo europeo)

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Cristina Zavalloni sbarca negli USA

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2010

Lo sarà nei panni di Dante Alighieri, nella Commedia di Louis Andriessen. Debutta negli Stati Uniti il 13 aprile, alla Walt Disney Hall di Los Angeles con replica in forma di concerto, il 15 aprile, alla Carnegie Hall di New York La Commedia di Louis Andriessen, film-opera in cinque atti ispirata al poema dantesco, commissionata dalla Netherlands, con la direzione musicale di  Reinbert de Leeuw e la regia di Hal Hartley. Protagonista assoluta della opera di quello che è considerato il più grande compositore olandese vivente è Cristina Zavalloni.  La Carnegie Hall, ha inoltre invitato la Zavalloni a prodursi in duo con il pianista Andrea Rebaudengo, il 17 aprile, con un programma che saprà mettere in luce le sue doti di jazzista e di ‘creatrice’, oltre che d’interprete.
La Commedia, è stata rappresentata in prima mondiale al Theatre Carré di Amsterdam, nel contesto del Holland Festival, nel giugno 2008. Il successo di tale debutto spiega l’esattezza dei pronostici di parte della stampa che, come nel caso del Los Angeles Times, ha ne ha prefigurato il pronto ri-allestimento: « La Commedia è un’opera che dovrebbe essere vista e rivista. E lo sarà».
Tra i futuri impegni di Cristina Zavalloni in ambito classico e contemporaneo, alcune nuove date nell’ambito della tournée internazionale dell’ultimo spettacolo di Alain Platel, Pitié!, il 24 maggio a Gent e il 14 giugno a Bruxelles, e il debutto mondiale della nuova opera di Louis Andriessen: Anaïs Nin (tba). Sul fronte puramente jazz, il successo ottenuto dal progetto Per caso Aznavour – Introducing Solidago, ospite al festival Banlieues Bleues, nella Région Parisienne il 24 marzo, porterà Cristina Zavalloni e i musicisti della formazione IDEA a Genova e Verona, e in molte altre città, a partire da giugno 2010.

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