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Posts Tagged ‘piano industriale’

Ex Ilva, USB: da ArcelorMittal piano irricevibile e vergognoso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 dicembre 2019

ArcelorMittal si è presentata oggi al Mise con un piano industriale irricevibile e vergognoso, pretendendo più di 6000 esuberi, tutti a Taranto, per assicurare la disponibilità a restare.
Meno di un’ ora di incontro per gettare sul tavolo ministeriale numeri a casaccio.
Usb ha risposto nell’unica maniera possibile: ArcelorMittal se ne deve andare e il governo deve assumersi la responsabilità di prendere le redini della situazione e progettare per Taranto un futuro senza più l’ex Ilva e garantendo l’occupazione, il reddito, la decontaminazione e le bonifiche. (fonte: Unione Sindacale di Base nazionale e Unione Sindacale di Base Taranto)

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Fusione ARCA, LISPA, ILSPA: “non c’è il piano industriale”

Posted by fidest press agency su domenica, 3 marzo 2019

“La proposta di fusione di ILSPA ARCA e LISPA per quanto interessante non è condivisibile nel metodo proposto. Il progetto di legge non è corredato da un’adeguata analisi delle situazione esistente e della prevedibile evoluzione e delle relative ottimizzazioni. In particolare non è stato reso disponibile un piano industriale dal quale possa essere presa cognizione della modalità di ricollocamento delle eventuali eccedenze di personale, oltre agli obiettivi concreti che ci si propone con le fusioni in termini di erogazione dei servizi e miglioramento dell’attività di regione Lombardia. L’occasione è fondamentale per poter comprendere come si vuole declinare l’azione regionale per esempio in termini di attività informatica e di omogeneizzazione dei sistemi informativi in campo sanitario. Non è poi chiaro quale sia il ruolo di ARIA in relazione alla realizzazione degli investimenti previsti sia in campo sanitario che in quello viario”, così Marco Fumagalli, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta l’avvio dei lavori, in Commissione regionale Affari Istituzionali, del progetto di legge di fusione di ARCA, LISPA e ILSPA.

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ATAC. Piccolo (PD):” Rota rivela difficoltà note, in un anno M5S ha bloccato risanamento e acuito difficoltà”

Posted by fidest press agency su martedì, 11 luglio 2017

atac trasporti roma“Oggi, su un noto quotidiano della capitale, il direttore generale dell’Atac Rota esce dal torpore che ha caratterizzato il nuovo management scelto dalla sindaca Raggi e lancia l’allarme sui conti dell’azienda capitolina di trasporto. Dopo vari cambi di direzioni dalle dimissione dell’ex A.D. Rettighieri ecco la scoperta dell’acqua calda! Dopo un anno di amministrazione Raggi e di assoluto immobilismo, non è stato presentato ancora il nuovo piano industriale, il dott. Bruno Rota scopre quello che tutti sanno. Solo che non dice o forse non sa che il M5S ha bloccato l’azione difficile e complessa di risanamento avviata dalla precedente giunta di centrosinistra. Tutti ricordano le pesanti ingerenze dell’assessore Meleo nei confronti di Rettighieri per costringere quest’ultimo a gettare la spugna.E’ utile però ricordare, che il piano industriale e di efficientamento di Atac che era stato predisposto prima delle dimissioni dall’ex direttore generale dell’ATAC Marco Rettighieri, aveva iniziato, nel primo semestre 2016, a dare i primi risultati con il recupero di quasi 12 milioni su base annua e l’ipotesi di varie assunzioni nei settori operativi della società. Quindi riacquistare una credibilità finanziaria e un margine di operatività non era una missione impossibile. Pur nelle difficoltà oggettive l’azienda si era rimessa in marcia. L’azione di rilancio era stata avviata e il rischio fallimento allontanato. Dai 60 milioni di perdite del 2015, l’obiettivo era il pareggio di bilancio nel 2017, confermato anche dall’assessore Colomban, per chiudere il 2018 con un esercizio in utile. Alla base di quel piano industriale c’era l’incremento della produzione per raggiungere i 100 milioni di chilometri l’anno da contratto di servizio. Nel corso del 2015 erano stati riorganizzati sia i turni della superficie che del metroferroviario, è stato introdotto il badge anche per i macchinisti della metro, dimezzato il ricorso agli straordinari, internalizzate numerose attività (a partire dalla manutenzione), l’assenteismo era calato dal 13% all’11%. Le indennità prima concesse a pioggia erano state erogate al raggiungimento degli obiettivi.
In un anno di amministrazione cinquestelle in Atac, il processo di risanamento per rendere più competitiva la società capitolina nel 2019 è stato bloccato, i cambi di management e gli attriti tra presidente e D.G. hanno acuito la crisi, il bilancio consuntivo non è stato ancora approvato e cosa più grave anziché il pareggio di bilancio quest’anno si rischia l’aggravio di ulteriori perdite.” Così in una nota la consigliera del PD capitolino Ilaria Piccolo.

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Unicoop Tirreno come Alitalia: aperte le procedure di licenziamento

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 Maggio 2017

Il piano di risanamento di Unicoop Tirreno ricalca in pieno la vicenda Alitalia: ci troviamo di fronte all’assenza di un vero piano industriale degno di tal nome e l’unico interesse dell’azienda è quello di diminuire drasticamente il numero dei dipendenti ed abbassare sensibilmente il costo del lavoro agendo sui salari. È quanto sta emergendo nell’incontro che si sta tenendo oggi a Roma presso il Centro Congressi Cavour.
“Unicoop Tirreno ha aperto le procedure ai sensi della Legge 223/1991 – Attacca Francesco Iacovone dell’Esecutivo Nazionale USB Lavoro Privato – e sembra che stia preparando il terreno per cedere la cooperativa, ormai decotta, alle consorelle Unicoop Firenze e Coop Alleanza 3.0. L’assenza del piano industriale, le forti riduzioni di personale e il sensibile abbassamento del costo del lavoro ne sembrano la conferma.”L’ USB non apporrà il suo sigillo su un accordo che penalizzerebbe oltremodo i lavoratori – prosegue il sindacalista – e li esporrebbe, al termine degli ammortizzatori sociali, a possibili licenziamenti unilaterali. Resteremo al tavolo cercando di cambiarne l’inerzia e ribadendo la nostra linea: salvaguardia dell’occupazione e dei salari.””Se l’azienda vuole davvero risanare i conti, faccia marcia indietro. Le epurazione dirigenziali promesse si sono rivelate un bluff. Nella procedura ci sono centinaia di esuberi dichiarati a fronte di soli 3 dirigenti su 21. Questo conferma la solita ricetta che ci ha portato fin qui, vorrebbero ancora far pagare ai deboli le inefficienze dei forti.” Conclude Iacovone.

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Terna: piano industriale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 marzo 2012

Flavio Cattaneo during the inauguration of SA....

Flavio Cattaneo during the inauguration of SA.PE.I. on march 17th 2011 -Terna S.p.a.- Italiano: Flavio Cattaneo durante l'inaugurazione del SA.PE.I. il 17 marzo 2011 -Terna S.p.a.- (Photo credit: Wikipedia)

“I risultati del 2011 di TERNA, presentati oggi dall’Amministratore Delegato, Flavio Cattaneo, confermano che la Società gode di ottima salute, nonostante le turbolenze dell’economia. Gli obiettivi del nuovo Piano industriale da 6 miliardi di euro sono molto sfidanti, ma noi confidiamo nella capacità del Management Aziendale”. Lo afferma Carlo De Masi, Segretario Generale Flaei-Cisl “Terna in questi anni ha lavorato bene, investendo oltre 5 miliardi di euro che hanno migliorato la qualità del servizio elettrico sviluppando in modo sostenibile una delle infrastrutture strategiche del Paese. Il sistema elettrico è nevralgico, perciò deve cambiare rapidamente per cogliere le nuove esigenze. Tutti devono farsi carico delle nuove sfide da affrontare. Terna ha capito per tempo che la rete non può più essere gestita come prima, ma deve diventare sempre più flessibile, magliata e intelligente. Anche gli investimenti per i progetti di nuove interconnessioni con l’estero, il riassetto delle reti nelle grandi aree metropolitane, le batterie di accumulo per sopperire alle strozzature della rete, vanno nella giusta direzione per creare occupazione diretta e indotta” conclude Carlo De Masi.

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Piano industriale Atac

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

Roma. «Il piano industriale approvato ieri dal Consiglio di Amministrazione di Atac S.p.A. segue le delibere 30 e 35 approvate dall’Assemblea Capitolina e costituisce un ulteriore passo in avanti verso il rilancio dell’azienda. Con le misure adottate si permetterà ai cittadini romani, ai pendolari e ai turisti di usufruire di un servizio del trasporto pubblico di linea di maggiore qualità. La flotta dei mezzi di superficie sarà ammodernata e redistribuita, anche grazie ai benefici apportati dall’apertura delle nuove linee della Metropolitana che incrementeranno di oltre il 50% l’attuale rete. La lotta all’evasione del pagamento del biglietto si accompagnerà all’introduzione di nuovi mezzi a basso impatto ambientale, all’eliminazione delle barriere architettoniche al restyling di 11 stazioni della Metro, a nuovi interventi in tema di sicurezza e allo sviluppo del sistema del custode care. Va sottolineato, poi, che la nuova politica tariffaria lascerà invariate le quote degli abbonamenti delle fasce socialmente deboli, che costituiscono il 60% del totale nel trasporto pubblico di linea romano». Lo dichiara Antonello Aurigemma, assessore alla Mobilità di Roma Capitale.

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Piano industriale Enel 2011-2015

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 marzo 2011

“Riduzione dell’indebitamento e continuità nel flusso degli investimenti, con particolare attenzione alle Rinnovabili, alle Reti e alla Ricerca: questi gli elementi positivi che emergono dai risultati di Bilancio 2010 e dal Piano 2011-2015, presentato ieri dall’AD di Enel, Fulvio Conti”, è quanto afferma il Segretario Generale della FLAEI-CISL, Carlo De Masi. “Rileviamo prospettive incoraggianti sul versante dell’indebitamento che, comunque, rimane ancora elevato,” prosegue il sindacalista, “e apprezziamo l’impegno di Enel a confermarsi leader nei mercati di riferimento, così come l’obiettivo di portarsi ai vertici mondiali nel campo dell’Innovazione e delle Rinnovabili. Valutiamo, invece, insufficienti gli investimenti in Italia e gli interventi infrastrutturali, anche per le prospettive di sviluppo e crescita dell’occupazione, diretta e indotta. È quanto chiederà la FLAEI-CISL alla presentazione del Piano alle OO.SS.” “In tal senso, e in un momento di crisi come l’attuale, ci aspettavamo maggiore equilibrio tra dividendi, investimenti e riduzione dell’indebitamento: un pay out al 60% dell’utile netto e un dividend yeld superiore al 7% ci sembrano elevati” conclude De Masi.

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La Fiat e il piano industriale

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2010

Dichiarazione di Gianfranco Morgando (Segretario regionale PD Piemonte) e Piero Pessa (Resp. Dip. Lavoro PD Piemonte): “Sergio Marchionne ha presentato un piano industriale e finanziario molto ambizioso, che configura un netto cambio di passo, una strategia aggressiva che prevede dieci nuovi modelli e un grande sforzo di investimenti soprattutto in Italia. Un piano interessante, che valutiamo positivamente, in particolare perché conferma la volontà di Fiat di continuare ad avere salde radici in Italia e a Torino, dove si prevede una crescita dei volumi a Mirafiori.  In questo complesso di misure, attraverso le quali i vertici del Lingotto tracciano uno scenario inedito sull’avvenire dell’azienda, vediamo importanti opportunità ed il nostro auspicio è che la prospettiva industriale sia strettamente legata alla difesa dei posti di lavoro, alla creazione di nuove prospettive occupazionali e di valorizzazione dei territori che oggi ospitano in Italia attività del gruppo Fiat.  Riteniamo cruciale il mantenimento dell’italianità del gruppo e il fatto che Torino continui ad essere sede delle attività direzionali e produttive: valuteremo se la previsione dello ‘scorporo’ e le modalità con cui verrà realizzato confermeranno questa impostazione.  Ora nella “Fabbrica Italia” delineata da Marchionne resta da capire che ruolo intende giocare il Governo e se sarà in grado di varare qualcosa che assomigli a una seria ed efficace politica industriale”.

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Privatizzazione Tirrenia

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2010

“Nei bandi di gara per la privatizzazione della Tirrenia chiediamo siano inseriti la presentazione di un piano industriale adeguato al servizio e la salvaguardia dei livelli occupazionali e salariali dei lavoratori.” Lo dichiara in una nota l’on. Americo Porfidia in merito all’imminente procedimento di privatizzazione della flotta di Stato di Tirrenia. “Tenendo a mente lo sconveniente comportamento dell’attuale governo in merito alla vicenda Alitalia – continua il deputato campano – siamo preoccupati per le modalità con le quali verrà gestita l’ennesima privatizzazione di una ricchezza pubblica. Si tratta del futuro di circa 2000 dipendenti, per un valore della flotta superiore agli 850 milioni di euro.  L’ennesimo rapporto Istat ci riporta un paese in ginocchio, con il tasso di disoccupazione all’8,6% ed una produzione in continua diminuzione, sarebbe gravissimo se il governo accettasse la perdita di altri posti di lavoro. Chiediamo dunque al governo – conclude l’on. Porfidia – di gestire al meglio la transizione dal pubblico al privato garantendo i livelli occupazionali e salariali esistenti. La Tirrenia non può diventare la nuova Alitalia.”

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No al nucleare

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2009

Elisabetta Zamparutti, deputata radicale e componente la Commissione Ambiente, ha presentato un’interrogazione parlamentare al Presidente Berlusconi e ai Ministri per lo Sviluppo economico, l’Ambiente e la Salute per chiedere di sospendere la realizzazione del programma nucleare basato su reattori Epr scelti da ENEL e che le autorità di sicurezza di ben tre paesi europei Francia, Finlandia e Inghilterra chiedono di bloccare per problemi di sicurezza. E. Zamparutti, ha dichiarato: “La scelta di un rientro nel nucleare è stata compiuta nella totale assenza di un dibattito pubblico e, se si è rivelata sconsiderata sul piano economico ed industriale, ora lo è platealmente anche su quello della sicurezza. Scopriamo infatti che il Governo ha deciso di realizzare in Italia reattori francesi Epr, cosiddetti di terza generazione, che autorità di controllo europee hanno messo in serissima discussione a partire dalla concezione dei sistemi di sicurezza. E’ un durissimo colpo inferto al nucleare francese con conseguenze politiche e diplomatiche. L’Italia blocchi un simile progetto, apra un confronto pubblico sui programmi alternativi a partire da quelli sull’efficienza energetica e sappia guardare alla Francia per proposte più di avanguardia, come la carbon tax sul settore non ETS, senza farsiabbindolare rispetto a prodotti vecchi, costosi, pericolosi e quindi fallimentari come i reattori EPR”.

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Agevolazioni alle imprese che assumono

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2009

Torino 2 aprile presso l’Auditorium di corso Inghilterra 7, alle ore 13 è prevista la firma di un protocollo d’intesa fra la Provincia di Torino e la Fondazione Michelin Sviluppo per sostenere l’apertura e lo sviluppo di nuove piccole e medie imprese. Il presidente della Provincia Antonio Saitta e il presidente della Fondazione e della Michelin Italiana, Joël Pouget, sigleranno il documento grazie al quale le nuove imprese seguite dal progetto Mip potranno usufruire di vantaggiose agevolazioni offerte dalla Fondazione, a fronte dell’impegno ad assumere personale. Particolarmente interessanti quelle previste qualora ad essere assunti fossero dipendenti Michelin coinvolti nel piano industriale. Si tratta di un sostegno nell’ottenimento di prestiti bancari a tassi agevolati, anche dal punto di vista economico attraverso una riduzione dei costi di garanzia e degli interessi. Per molte imprese, specie per quelle di più recente costituzione, si può trattare di un’occasione importante perché viene offerto un supporto, economicamente concreto, per investire sul futuro della propria azienda.

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