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Posts Tagged ‘piano nazionale’

Castelli: “L’Italia ha bisogno di un piano nazionale di interventi”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 agosto 2019

Roma. “Purtroppo è sempre la solita storia: non lo capisci fino a che non ci passi. Ora che anche i numeri della Germania traballano, anche lì si rispolverano antiche e ottime ricette:gli investimenti pubblici per far ripartire l’economia. Questa è stata la direttrice di un anno e mezzo di governo; abbiamo sbloccato 50 miliardi di investimenti solo al Cipe e molti altri in altri settori. E ne abbiamo programmati decide nei settori strategici.Ma soprattutto gli investimenti pubblici sono la base della prossima manovra, cui stiamo lavorando. Tra i temi che anche i tedeschi guardano c’è l’edilizia pubblica. Come il nostro “Piano Casa Mia”. Il piano, messo a punto insieme a Marco Pellegrini, prevede interventi di ricostruzione e recupero di edifici o ex aree industriali dismesse.
L’Italia ha bisogno di un piano nazionale di interventi, aggiuntivo rispetto alle competenze regionali, che punti a ricostruire e riqualificare edilizia vecchia e inefficiente dal punto di vista energetico. Noi ci siamo! E sono convinta che ci siano i margini per trattare con Bruxelles affinché questi investimenti siano esclusi dai vincoli di bilancio”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in un post su Facebook.

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Il Piano Nazionale di Governo delle Liste d’attesa

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 luglio 2018

(PNGLA) 2010-2012, approvato con l’Intesa Stato-Regioni del 28 ottobre 2010, ha definito 58 prestazioni tra visite specialistiche, esami diagnostici e interventi chirurgici per cui ASL ed ospedali devono garantire i tempi massimi di attesa. A seguito del recepimento del PNGLA, a Regioni e Province Autonome spettava di pubblicare il loro Piano regionale di governo delle liste d’attesa ed, entro 60 giorni, ogni Azienda sanitaria era tenuta ad adottare il proprio programma attuativo, garantendone adeguata diffusione ai cittadini. «Le analisi dell’Osservatorio GIMBE – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – dimostrano che, a parte la rilevazione effettuata da Agenas nel 2010, non è disponibile alcun monitoraggio nazionale aggiornato sui recepimenti regionali del PNGLA e sulla redazione dei piani aziendali, né tantomeno sulla rendicontazione pubblica dei tempi di attesa, oggetto solo di indagini a campione effettuati da varie organizzazioni: CREA Sanità, Censis, Cittadinanzattiva, Eurispes. Per tale ragione abbiamo deciso di finanziare con la borsa di studio “Gioacchino Cartabellotta” lo studio “Governance delle liste d’attesa: analisi recepimenti regionali del PNGLA e valutazione dei piani attuativi aziendali».
Lo scorso 14 giugno, in vista della predisposizione del nuovo PNGLA, la neo Ministra Giulia Grillo ha inviato a Regioni e Province autonome una circolare mirata a raccogliere informazioni capillari sulle modalità di gestione delle liste di attesa e dell’attività libero-professionale intramuraria. «Considerato l’interesse del nuovo Esecutivo per la spinosa questione dei tempi di attesa – puntualizza il Presidente – la Fondazione GIMBE ha deciso di rendere noti i risultati preliminari del monitoraggio indipendente sugli adempimenti di Regioni e Province autonome». Preme sottolineare chetali informazioni, secondo quanto previsto dal cosiddetto “decreto trasparenza” (Dlgs 14 marzo 2013, n. 33), dovrebbero essere rese pubblicamente disponibili a tutti i cittadini con l’obiettivo di favorire il controllo diffuso sull’operato delle Istituzioni e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.In questa prima fase dello studio, la ricerca dei documenti è stata effettuata sia tramite la consultazione diretta dei siti web istituzionali di Regioni e Province autonome sia tramite ricerche Google utilizzando varie parole chiave: “liste di attesa”, “liste d’attesa”, “tempi di attesa”, “tempi d’attesa”.
Piani Regionali. Tutte le Regioni e Province autonome rendono disponibili sia le delibere di recepimento del PNGLA 2010-2012 sia i Piani Regionali per il governo delle liste di attesa. Dopo la pubblicazione della prima versione, tali piani sono stati variamente aggiornati e/o integrati dal dal 2010 al 2018.Rendicontazione pubblica dei tempi di attesa. Dai siti istituzionali emerge un quadro molto eterogeneo:
• Campania, Molise e Toscana non rendono disponibile alcun report.
• Calabria, Lombardia e Umbria rimandano ai siti web delle aziende sanitarie, senza effettuare alcuna aggregazione dei dati a livello regionale.
• 9 Regioni e una Provincia autonoma rendono disponibile solo l’archivio storico sui tempi di attesa con range temporali e frequenza degli aggiornamenti molto variabili: Provincia autonoma di Trento dal 2013 al 2017, Abruzzo dal 2013 al 2014, Friuli-Venezia Giulia dal 2009 al 2014, Liguria dal 2017 a marzo 2018, Marche da settembre 2014 a maggio 2018, Piemonte dal 2009 al 2017, Puglia da aprile 2012 a ottobre 2017, Sardegna da ottobre 2014 ad aprile 2018, Sicilia solo ottobre 2013, Veneto da gennaio 2017 ad aprile 2018.
• Solo 5 Regioni offrono sistemi avanzati di rendicontazione pubblica sui tempi di attesa:
La Provincia autonoma di Bolzano riporta per le 58 prestazioni i tempi di attesa nelle aziende sanitarie riferiti ad un preciso giorno di riferimento del mese precedente (30 maggio 2018).
La Valle d’Aosta riporta i tempi di attesa nelle aziende sanitarie per oltre 100 prestazioni riferite al mese precedente (giugno 2018).
L’Emilia-Romagna, tramite un portale ad hoc, permette di conoscere per 50 prestazioni il numero e la percentuale di prenotazioni erogate dalle aziende sanitarie entro i tempi massimi previsti. I report sono elaborati a cadenza settimanale dal gennaio 2016 e sono disponibili anche report storici dal gennaio 2015. Il sistema permette anche di confrontare le performance per singola prestazione tra differenti aziende sanitarie.
Il portale della Regione Lazio offre per 44 prestazioni le stesse modalità di rendicontazione dell’Emilia Romagna, ma non permette di confrontare le performance per singola prestazione tra differenti aziende sanitarie. I dati sono elaborati a cadenza settimanale a partire dal 21 maggio 2018, ma non è disponibile alcun archivio storico.
La Basilicata, tramite un portale ad hoc, permette di conoscere in tempo reale i tempi di attesa per le prestazioni erogate da ciascuna azienda sanitaria e di consultare l’archivio storico 2014-2018 dei tempi medi di attesa per tutte le prestazioni in tutte le strutture sanitarie. Non consente, invece, di confrontare in tempo reale i tempi di attesa per singola prestazione tra differenti strutture.I risultati preliminari dello studio GIMBE dimostrano pertanto che la trasparenza sui tempi di attesa, di fatto prevista per legge, rimane in larga parte disattesa da Regioni e Province autonome: accanto ad alcuni sistemi avanzati di rendicontazione che permettono di conoscere in tempo reale i tempi di attesa per ciascuna prestazione in tutte le aziende sanitarie, vi sono addirittura Regioni che non rendono disponibile alcun dato, nonostante qualcuna sia in pole position nella “classifica” degli adempimenti LEA.

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Idee per un piano nazionale dei migranti Il ruolo della cultura della colonizzazione agraria

Posted by fidest press agency su martedì, 6 dicembre 2016

Roma Martedì 6 Dicembre 2016, ore 9:00 Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo Via Ostiense 234 Giornata di studi dedicata al tema della colonizzazione agraria, intesa sia come esperienza storica del passato che come strumento di integrazione delle comunità migranti in Italia oggi.

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Presentato il piano nazionale per la ricerca

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 Mag 2016

stefania gianniniIl piano nazionale per la ricerca presentato dal ministro Stefania Giannini è un segnale importante in un Paese a basso numero di ricercatori e alto tasso di ‘fuga dei cervelli”». Mario Panizza, rettore dell’Università degli Studi Roma Tre e presidente del Crul (Comitato regionale di coordinamento delle università del Lazio) commenta così l’annuncio della messa a disposizione di 2,5 miliardi di euro per la ricerca articolato in macroaree, prime su tutte quelle riguardanti aerospazio, agrifood, salute e industria 4.0, che punta anche a infrastrutture, rilancio del Mezzogiorno, coinvolgimento del settore privato, e internazionalizzazione con particolare riferimento al Mediterraneo per il particolare ruolo strategico e politico. «Le Università troveranno in questo Piano dei criteri guida della propria azione e valori di riferimento prioritari. Siamo certi che la missione di sviluppo degli atenei sarà facilitata e favorita rispetto ai vecchi Pnr, che distribuivano finanziamenti a pioggia per microprogetti. Una più precisa articolazione dei fondi favorirà la crescita del Paese anche grazie al conseguente impulso dato alla competitività».
Roma Tre, da parte sua, si è già dotata di un Piano strategico per la ricerca per il triennio 2015-2017 allo scopo, da un lato, d’individuare la “missione” e la “visione” dell’ateneo per la ricerca, dall’altro d’identificare cinque grandi obiettivi generali: la qualità della ricerca; la capacità di attrarre risorse; un reclutamento che sia mirato alla ricerca; l’impegno nei processi di internazionalizzazione e nell’alta formazione.«Il nostro Piano straordinario di sviluppo della ricerca, in linea con il Piano strategico per la ricerca, sarà articolato in quattro azioni principali: inserimento di giovani nel piano della ricerca di Ateneo; incremento delle capacità dell’Ateneo di ottenere risorse, attraverso bandi competitivi, e l’invito di ricercatori provenienti da istituzioni internazionali; potenziamento dei laboratori di ricerca dell’Ateneo; promozione di un’azione sperimentale destinata a finanziare progetti innovativi e interdisciplinari» spiega il rettore Panizza. «Questo nostro progetto si colloca all’interno di un crescente processo di internazionalizzazione che investe tutte le dimensioni di Roma Tre».

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Piano nazionale per l’infanzia

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Mag 2011

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2011 il terzo Piano biennale nazionale per l’infanzia, che contiene le linee strategiche fondamentali e gli impegni concreti che il Governo intende perseguire per sviluppare un’adeguata politica per l’infanzia e l’adolescenza e stabilisce le priorità fra i programmi riferiti ai minori, rafforza la cooperazione per lo sviluppo dell’infanzia nel mondo, le forme di potenziamento e di coordinamento fra le pubbliche amministrazioni, le regioni e gli enti locali, individua le modalità di finanziamento degli interventi previsti. Questo Terzo Piano di azione per l’infanzia viene emanato nel ventesimo anno di vigenza della Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo, punto di arrivo di un cammino iniziato agli inizi del secolo scorso con i primi riconoscimenti dei diritti umani e di cittadinanza al bambino. La novità del Piano riguarda principalmente due dimensioni: rispetto all’approccio: pur non affrontando tutto il complesso delle politiche e dei servizi per l’infanzia e l’adolescenza, identifica alcune direttrici di intervento su cui sviluppare proposte di azioni coordinate rispetto al metodo: adotta un processo partecipato nella fase della costruzione e della sua attuazione attraverso la programmazione di un percorso di accompagnamento e monitoraggio permanenti. Queste le direttrici che rendono più agile il percorso di attuazione del Piano: consolidare la rete integrata dei servizi e il contrasto all’esclusione sociale; rafforzare la tutela dei diritti; favorire la partecipazione per lo costruzione di un patto intergenerazionale; promuovere l’integrazione delle persone immigrate (i minori stranieri ed i minori rom).

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Difesa del Suolo

Posted by fidest press agency su domenica, 31 gennaio 2010

Celebrata a Roma per iniziativa della Regione Lazio e di ITAL-ICID (Comitato Italiano per l’Irrigazione e la Bonifica Idraulica), cui va il merito di mantenere l’attenzione su una data, che meriterebbe ben altra attenzione per i temi affrontati, fondamentali per lo sviluppo del Paese.” A ricordarlo è Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.). “Quest’anno – prosegue – è anche l’anno internazionale della biodiversità, nell’ambito del progetto “Count down 2010” dell’O.N.U. . Tale concomitanza ci permette di lanciare una proposta, affinchè le ricorrenze non si limitino al solo, consueto rito dei convegni. Chiediamo al Governo, al Parlamento, alle forze politiche di dare un segnale concreto, dando vita ad un Piano Nazionale per casse di espansione, che da tempo chiediamo e per il quale esistono già progetti redatti dai Consorzi di bonifica ed immediatamente cantierabili. Tale interventi abbinerebbero le esigenze di prevenzione dalle alluvioni a quelle ambientali. Si tratta di realizzare, a monte dei centri abitati, aree allagabili in caso di piene divenendo, al con-tempo, importanti riserve idriche per i momenti di siccità. Ciò darebbe vita ad una rete di aree umide, fruibili dalla popolazione e di straordinario valore naturalistico. Analogamente si potrebbe operare lungo gli alvei fluviali, creando golene e casse di espansione da allagare nei momenti di emergenza idraulica. Miglioreremmo l’ambiente e la sicurezza idraulica dei nostri territori. Positive esperienze esistono già in numerose realtà italiane; si tratta di farne un sistema, iniziando a finanziare un Piano, la cui realizzazione avrebbe anche interessanti risvolti occupazionali, ma soprattutto rappresenterebbe un approccio nuovo nella cultura del territorio. Questa è la concreta applicazione di quella concertazione progettuale, che andiamo sostenendo.

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