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Ancodis: il Piano Scuola 2020-2021 e la “verità nascosta”

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2020

Nel “Piano Scuola 2020-2021″, la Ministra, il Governo e le Regioni sottoscrivono il Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione” accorgendosi che davvero esisti ed hai il volto di tutte le componenti della comunità educante, nella complessità dei suoi protagonisti a tutti i livelli, nei volti di donne e uomini che fanno dell’istruzione e della formazione l’impegno etico e professionale di vita. Un intero paragrafo è dedicato alla “Valorizzazione delle forme di flessibilità derivanti dall’Autonomia scolastica”. Nella scuola della convivenza con Covid 19, ci si accorge – finalmente – della NECESSITA’ di mettere in campo una “riflessione organizzativa e didattica in grado di non disperdere quanto le scuole sono riuscite a realizzare, valorizzando gli ambiti dell’autonomia scolastica e fornendo loro spazi di coordinamento finalizzati a coinvolgere i diversi attori in un rinnovato patto di corresponsabilità educativa”. Eureka, direbbe il buon Archimede! Ci sono voluti 21 anni per ricordarsi che esiste il DPR 275/99 con il quale si “conferisce alle ISTITUZIONI SCOLASTICHE (preferisco scriverlo così a differenza di come è scritto nel Piano Scuola) la possibilità di costruire percorsi formativi funzionali alla realizzazione del diritto ad apprendere e alla crescita educativa di tutti gli alunni, attraverso la definizione di precisi ambiti di intervento organizzativo” con l’utilizzo di “strumenti di autonomia didattica e organizzativa che possono far prevedere un diverso frazionamento del tempo di insegnamento, più funzionale alla declinazione modulare del tempo scuola anche in riferimento alle esigenze che dovessero derivare dall’effettuazione, a partire dal 1 settembre 2020 e in corso d’anno 2020-2021, delle attività relative ai Piani di Apprendimento Individualizzati (PAI) e ai Piani di Integrazione degli Apprendimenti (PIA) di cui ali ‘OM 16 maggio 2020, n. 11.”
Esattamente il 9 marzo 2019, a 20 anni dal DPR 275/99 (8/3/1999), ANCODIS in un comunicato stampa scrisse “Siamo prossimi all’eutanasia dell’autonomia scolastica” invitando tutti a chiedersi: Fu vera autonomia? o piuttosto nei fatti è un’autonomia “germinale” alla quale – volutamente in questo ventennio – sono stati posti limiti, vincoli e paletti che ne hanno condizionato la vera portata innovativa fino al tentativo di sottoporla OGGI ad un’autentica “eutanasia”?
Con le Linee guida governative si vuole riportarla alle intuizioni moderne ed innovative del legislatore ma ancora una volta ci si dimentica di chi davvero è al fianco dei Dirigenti scolastici e dei DSGA condividendo preoccupazioni, fatiche, delusioni e fortunatamente meritate soddisfazioni. Ma come sempre non si dice o – ancora peggio – si fa finta di non sapere!
Perfino in autorevoli interventi leggiamo per esempio che “I dirigenti scolastici non sono lasciati soli…..La situazione che viviamo è complessa e ne siamo consapevoli, la preoccupazione di docenti e dirigenti è più che comprensibile, ma il Governo è al loro fianco, sostenendo il grande lavoro che svolgono con encomiabile professionalità”. E ad ANCODIS allora tocca il compito di ricordare che se le scuole riusciranno a progettare il servizio scolastico (adeguato ed efficiente lo si vedrà) sarà possibile grazie ad una comunità significativa di docenti (encomiabili professionisti) che molto probabilmente non godranno delle meritate ferie e si adopereranno in tutti i modi (con encomiabile professionalità) a programmare, organizzare, prevedere, simulare cosa potrebbe essere la scuola di settembre nell’interesse degli alunni, del personale scolastico e delle famiglie.
Ciò che sarà è ciò che sapremo e riusciremo a fare in questi mesi estivi con buona pace di chi non vuole riconoscerlo e se ne va tranquillamente in vacanza! Nel prossimo anno scolastico, per esempio, per le azioni di programmazione, controllo e monitoraggio dell’applicazione delle misure contenitive di prevenzione, i Collaboratori dei DS ed i Responsabili dei plessi distaccati (diverse migliaia) saranno in prima linea: non lasceranno soli i Dirigenti Scolastici e la comunità scolastica!
In ogni scuola si renderà necessario prevedere “le attività di organizzazione funzionale degli spazi esterni e interni, per evitare raggruppamenti o assembramenti e garantire ingressi, uscite, deflussi e distanziamenti adeguati in ogni fase della giornata scolastica, per alunni, famiglie, personale scolastico”. Ed i Collaboratori dei DS e i Responsabili di plesso/preposti non lasceranno soli i DS e la comunità scolastica! In ogni scuola si potrà rivedere “il gruppo classe in più gruppi di apprendimento, organizzare l’articolazione modulare di gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi o da diversi anni di corso, organizzare la frequenza scolastica in turni differenziati, anche variando l’applicazione delle soluzioni in relazione alle fasce di età degli alunni e degli studenti nei diversi gradi scolastici”. Ed i Collaboratori dei DS e le Funzioni Strumentali non lasceranno soli i DS e la comunità scolastica! In ogni scuola si renderà necessario progettare “l’aggregazione delle discipline in aree e ambiti disciplinari, una diversa modulazione settimanale del tempo scuola, garantire a tutti gli alunni la medesima offerta formativa, ferma restando l’opportunità di adottare soluzioni organizzative differenti, per realizzare attività educative o formative parallele o alternative alla didattica tradizionale.” Ed i Collaboratori dei DS, i Coordinatori di Dipartimento e per l’Inclusione non lasceranno soli i DS e la comunità scolastica! Il Piano Scuola 2020-2021 ha di fatto reso “onore” all’autonomia didattica e organizzativa previsti dagli artt. 4 e 5 del DPR n. 275/99 ma ha dimenticato (volutamente?) chi si farà carico di tutto questo: ha IGNORATO chi si adopererà a dare “unitarietà di visione ad un costruendo progetto organizzativo, pedagogico e didattico a favore della comunità scolastica.” Una dimenticanza non voluta o una insopportabile indifferenza?
In ogni caso si tratta di una inaccettabile ed anacronistica condizione che discrimina i Collaboratori dei DS e tutte le figure di sistema. Ci aspettiamo, auspichiamo che si possa finalmente riconoscere tutto questo senza reticenze o verità nascoste.
By Prof. Rosolino Cicero

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Piano carceri

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 maggio 2009

“Il Ministro Angelino Alfano – afferma la senatrice Donatella Poretti –  ha dichiarato di volersi occupare dell’emergenza dell’enorme sovraffollamento carcerario con un piano urgente di nuova edilizia penitenziaria. Su questo progetto, pero’, il Governo non e’ andato oltre la fase di annuncio. Il sovraffollamento, invece, cresce con un ritmo vertiginoso di circa mille detenuti in piu’ ogni mese, mentre i nuovi istituti potrebbero entrare in funzione non prima dei prossimi cinque anni. Nel contempo gli sprechi nella gestione del patrimonio immobiliare carcerario sono stati tanti nel corso degli anni, a spese dell’ignaro contribuente e a testimonianza del business che i diversi Governi hanno realizzato sulla sacrosanta esigenza di garantire spazio vitale minimo a chi è incarcerato. Una situazione piu’ volte denunciata da segnalazioni della stampa. In questi giorni si e’ aggiunto un servizio della trasmissione tv “Striscia la notizia” sul nuovo carcere di Lecce, dove non ci sono detenuti ma solo il personale. Poi c’e’ la “perla” del carcere di Irsina in Basilicata, costruito e pagato ma mai entrato in funzione, nonche’ un’importante inchiesta del quotidiano “il Giornale” dell’ottobre 2007, dove sono stati passati in rassegna tutti i casi (piu’ di 40 in tutta la penisola) di sprechi e disservizi con carceri costruite e non o parzialmente funzionanti. In questi giorni si e’ aggiunto l’allarme del Segretario generale del Sappe (Sindacato autonomo di polizia penitenziaria) su piu’ di 40 istituti gia’ costruiti e abbandonati, e sul fatto che, nell’annunciare il piano carceri, il Ministro e il Dap non abbiano parlato di assumere nuovo personale di Polizia penitenziaria (corpo gia’ oggi sotto organico di ben 5.500 unita’). Anche l’Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), in questi giorni ha rilevato che “mentre si stanziano fondi per nuove strutture, non si attivano quelle esistenti e il cittadino contribuente continua a pagare tasse salate per mantenere in piedi uno Stato inefficiente e spendaccione”. Per avere chiare risposte su questa situazione e su un piano carceri che rischia di configurarsi come l’ennesimo sperpero di danaro pubblico ad uso dell’ennesimo provvedimento spot del Governo, insieme al  senatore Marco Perduca, ho rivolto un’interrogazione al Ministro della Giustizia chiedendo di sapere: – quali provvedimenti siano previsti nel “piano carceri” per sanare la situazione e per impedire che ulteriore denaro pubblico sia speso inutilmente; – se non si intenda armonizzare l’impiego degli Agenti di Polizia penitenziaria e del personale in servizio con l’attuale distribuzione della popolazione detenuta, e se non si preveda di aumentare gli organici di tali figure professionali e in che numero; – quali provvedimenti si intenda adottare per rimediare all’insostenibile sovraffollamento carcerario attuale, fino all’entrata in funzione dei nuovi istituti di pena; – quali spiegazioni può dare il Ministro a proposito dello stato di ogni singolo carcere segnalato dall’articolo de “il Giornale”, e se siano gia’ in corso, o non si intenda avviare, azioni civili o penali nei confronti degli eventuali responsabili degli sprechi e disservizi denunciati”.

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