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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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Piano scuola 2021-22, per Anief non è sufficiente

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2021

Secondo il sindacato autonomo il nuovo Piano Scuola predisposto dal ministero dell’Istruzione è fin troppo in linea con quanto redatto lo scorso anno: in questo modo si finisce per ripetere gli stessi errori del precedente, non si affronta il problema principale, ovvero il sovraffollamento nelle classi di studenti non vaccinati inseriti in una comunità scolastica a cui però spetta il compito di far comprendere il valore della vaccinazione. Mentre si continua ad accennare ad un obbligo vaccinale per il personale sapendo che i numeri delle dosi somministrate non è realistico, dal momento in cui la scorsa primavera il personale non è stato più inserito nella corsia preferenziale ma trattato secondo fascia di età.Per Anief è particolarmente critico il punto del Piano Scuola riguardante le misure di contenimento del contagio. Infatti, interpretando il verbale 34 del CTS “laddove non sia possibile mantenere il distanziamento fisico per la riapertura delle scuole, resta fondamentale mantenere le altre misure non farmacologiche di prevenzione, ivi incluso l’obbligo di indossare in locali chiusi mascherine di tipo chirurgico” lasciando intendere sia possibile non fare uso di protezioni nel caso il distanziamento sia garantito all’interno dei locali della scuola e far passare il segnale che all’interno dei locali scolastici se c’è la distanza si può fare a meno delle protezioni e che non sia necessario fare lo screening in ingresso a settembre potrebbe significare fare entrare persone ignare di essere positive perché asintomatiche in gruppi classe di oltre 30 studenti e non obbligarli nemmeno a proteggere gli altri costantemente per tutta la durata del periodo scuola.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “non si può parlare di distanziamento in una classe articolata che nelle ore comuni arriva a 51 studenti, così come non si può parlare di coordinamento con i trasporti e scaglionamento di arrivi e partenze sapendo che le piazzole di sosta dei bus sono le medesime e i tempi di sbarco e imbarco contingentati dal coordinamento con gli orari delle altre soste, dopodichè attribuire ai DDSS e al personale la corresponsabilità del coordinamento ai tavoli”“Forti delle esperienze dei precedenti anni il nuovo piano avrebbe dovuto contenere indicazioni ulteriori e più dettagliate, in particolare sul potenziamento del personale e relativa estensione dei contratti per tutta la durata dell’anno e la stabilizzazione del personale precedentemente impiegato nelle medesime mansioni”, conclude il sindacalista autonomo.

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Attuazione e ammodernamento Piano Nazionale Cronicità

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

Nel 2020, secondo il rapporto annuale 2021 dell’Istat, le visite specialistiche di controllo o prime visite, finalizzate a impostare un eventuale piano diagnostico terapeutico si sono ridotte di quasi 1/3 (65% Basilicata, 53% Valle d’Aosta, 50% Marche). Per la Corte dei Conti anche i ricoveri per la gestione del paziente cronico con polimorbidità e fragilità (insufficienza renale, disturbi della nutrizione, psicosi, demenza, BPCO,… ) hanno visto una forte contrazione. Tra il 2010 e il 2018 aumentano il numero di persone trattate in Assistenza Domiciliare Integrata ma si riducono le ore destinate a ciascun caso. Ad incidere sono anni di blocco del turnover del personale sanitario che sempre tra il 2010 e il 2018 ha comportato una riduzione di 42.000 unità, di cui 5.500 medici e circa 8.000 infermieri. I Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) rimangono spesso ancora sulla carta e le differenze sul territorio nazionale sono rilevanti, perché ad arrancare c’è anche l’informatizzazione del SSN con un Fascicolo Sanitario Elettronico che viaggia nelle Regioni a velocità troppo differente: si passa dal 100% di cittadini che in Sardegna hanno attivato il FSE (secondo trimestre 2021), al 99% in Lombardia, al 97% Prov. Trento, al 2% Molise, mentre quelli che lo hanno utilizzato negli ultimi 90 giorni (secondo trimestre 2021) oscillano dal 100% della Sardegna, all’88% dell’Emilia Romagna, 72% del Veneto e 6% della Sicilia. E ancora. A pesare come un macigno sulla presa in carico delle persone con cronicità c’è la mancata attuazione, in molte Regioni, del Piano Nazionale della Cronicità approvato ormai quasi 5 anni fa. Recepito formalmente da tutte le Regioni, solo poche ne hanno messo a terra le attività previste e i sistemi di stratificazione della popolazione sono realtà solo il alcune Regioni, nonostante i finanziamenti dell’UE (Pon Gov).L’analisi è di Tonino Aceti, Presidente di Salutequità, che ha snocciolato dati e avanzato proposte durante l’audizione presso l’Intergruppo parlamentare sulle Cronicità.Il Piano, infine, dovrebbe essere attualizzato con le innovazioni positive introdotte con i Decreti emergenziali (Infermiere famiglia, assistenti sociali, psicologi, telemedicina,..) – ha concluso Aceti – e dovrebbe riconoscere e affrontare anche altre patologie come la psoriasi, l’asma anche nell’adulto e in tutte le condizioni di gravità, la sclerosi multipla, la poliposi nasale,…”

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Il Piano urbano di mobilità sostenibile al Next Generation Mobility

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 maggio 2021

Anche Città metropolitana di Torino partecipa al Next Generation Mobility, il salone online dedicato alla mobilità sostenibile da martedì 18 a giovedì 20 maggio. Sarà l’occasione per illustrare agli addetti ai lavori il nuovo Piano urbano di mobilità sostenibile (Pums), cui Città metropolitana di Torino sta lavorando. La tre giorni in cui istituzioni e aziende presentano al pubblico servizi e prodotti di mobilità sarà l’occasione per far conoscere il piano che organizza i movimenti nel territorio di persone e merci, garantendo che i bisogni delle generazioni attuali non vadano a compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri.Alla base del Pums – che è uno strumento di pianificazione strategica previsto per legge dal decreto ministeriale del 4 agosto 2017, la cui redazione e approvazione compete alla Città metropolitana – ci sono le tre dimensioni della sostenibilità: ambientale, economica e sociale, e la prospettiva è quella di investimenti per ampliare l’offerta di trasporto pubblico in sicurezza e di mobilità in sharing, e per costruire una rete sempre più fitta di itinerari ciclopedonali.Focus principale del piano sono le persone, a cui garantire accessibilità e qualità della vita attraverso uno sviluppo equilibrato di tutte le modalità di trasporto rilevanti, con preferenza per i modi più puliti e sostenibili attraverso scelte condivise.Per il consigliere metropolitano con delega ai trasporti Dimitri De Vita, “la sostenibilità rischia di essere messa in discussione dagli effetti di un’emergenza sanitaria che sta fortemente condizionando anche le nostre modalità di trasporto, con il rischio di un passo indietro verso forme di mobilità motorizzata privata giustificata e giustificabile solo dal timore per la prossimità cui inducono i mezzi di trasporto pubblico. È una scelta regressiva, rispetto alla quale le nostre Amministrazioni, locali così come nazionali, stanno mettendo in campo politiche e iniziative di tutela”.Il Pums prevede anche una serie di azioni: aumentare i chilometri ciclopedonali e gli interventi collegati, come zone 30, marciapiedi, bicistazioni ai capolinea della metropolitana; migliorare il trasporto pubblico collettivo, puntando anche sull’interscambio gomma-ferro, sui bus di adduzione al Servizio ferroviario metropolitano e sul trasporto a chiamata; migliorare la sicurezza stradale riducendo gli impatti ambientali connessi al traffico; infine, favorire l’innovazione tecnologica verso le grandi sfide future della mobilità elettrica e a guida autonoma.

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ANCoDiS: è arrivato il “Piano scuola estate 2021

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2021

Con la Nota 643 del 27/4/2021 a firma del Capo Dipartimento Dott. Versari, le scuole italiane hanno ricevuto puntuali informazioni relative alla sua prossima attivazione nella quale, in particolare, si evidenzia l’autonomia didattica ed organizzativa in relazione allo specifico contesto territoriale e sociale nel quale operano. La Nota riconosce che per la scuola si apre una nuova sfida in continuità con quella dello scorso anno scolastico ma “enormemente accresciuta dalla crisi di questo tempo”. Il Ministero prevede tre fasi: I Fase: Rinforzo e potenziamento delle competenze disciplinari e relazionali – Periodo: giugno 2021: le innumerevoli azioni progettate e attivabili da giugno a settembre avranno lo scopo di rinforzare gli apprendimenti e la socialità nel periodo di sospensione delle attività didattiche e dovrebbero consentire il “consolidamento compensativo degli apprendimenti formali”; II Fase: Rinforzo e potenziamento competenze disciplinari e della socialità – Periodo: luglio-agosto 2021 con “attività C.A.M.PU.S. (Computing, Arte, Musica, vita Pubblica, Sport), ad esempio, che potranno costituire opportunità per riavvicinare il mondo della scuola ad attività particolarmente penalizzate durante la crisi pandemica. Per le attività motorie e sportive potrebbero poi essere realizzati contesti sportivi scolastici, con la collaborazione degli Organismi sportivi affiliati al Coni e al Cip, anche in prosecuzione di progetti già avviati”; III Fase: Rinforzo e potenziamento competenze disciplinari e relazionali con intro al nuovo anno scolastico – Periodo: settembre 2021 con l’accompagnamento degli studenti “alla partenza del nuovo anno scolastico mediante contatti personali e riflessioni, incoraggiati e sostenuti per affrontare la prossima esperienza scolastica.Per consentire la realizzazione di questo imponente Piano strategico, saranno investiti circa 520 milioni di euro: 150 milioni di euro provenienti dal D.L. 22 marzo 2021, n. 41 (art. 31, co. 6) finalizzati a supportare le istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado nello sviluppo di attività volte a potenziare l’offerta formativa extracurricolare, il miglioramento delle competenze di base, il consolidamento delle discipline, la promozione di attività per il recupero della socialità, della proattività, della vita di gruppo degli studenti; 320 milioni di euro dal PON “Per la scuola”, 2014-2020 con progetti di durata biennale finalizzati a promuovere il potenziamento delle competenze, comprese quelle digitali, nonché la socializzazione e lo stare insieme, l’inclusione per studenti con fragilità. Le attività possono essere realizzate dalle scuole anche in rete tra loro e con il coinvolgimento di Istituzioni ed Enti, pubblici, privati o del terzo settore; infine, 40 milioni di euro dal D.M. 2 marzo 2021, n. 48 (ex L. 440/1997) destinati all’incremento del Fondo per l’arricchimento dell’offerta formativa per iniziative progettuali volte a contrastare la povertà e l’emergenza educativa, a prevenire la dispersione scolastica e a ridurre la frattura fra le zone più avanzate del Paese e le zone più fragili, le periferie, le aree montane. Prima osservazione: viene sottolineato che “le ingenti risorse finalizzate dal Ministero dell’Istruzione sono destinate alle istituzioni scolastiche perché, con determinazioni degli Organi collegiali, siano definiti i piani di intervento più opportuni a favore dei propri studenti, in particolare quelli con preesistenti o sopravvenute difficoltà”. Qualcuno tra MI e OO.SS. si è chiesto chi si occuperà della realizzazione del progetto da proporre agli OO.CC., in quali condizioni emergenziali si trovano le scuole? Ancodis si chiede se è chiaro alle alte sfere ministeriali e sindacali che siamo alla fine di un complicato anno scolastico con scrutini ed esami da gestire, progetti in fase di svolgimento da completare, ATA con incarico a tempo determinato che andranno in ferie già a partire dalla seconda metà di maggio? il Ministro Bianchi ha dichiarato che sono stati investiti quasi 510 milioni di euro per costruire un ponte tra la fine di questo anno scolastico e il prossimo. “Facciamo notare con rispetto al Signor Ministro – dichiara Cicero – che per fare un ponte solido e funzionale alle necessità occorre una squadra di professionisti guidata da un direttore dei lavori che – dalla progettazione, all’esecuzione fino alla messa in opera – si fa carico di attuare e mettere in campo tutte le azioni necessarie al completamento del progetto.” “Questa squadra di docenti – continua il Presidente Rosolino Cicero – ha una sua precisa identità riconosciuta in tutte le scuole nello Staff organizzativo e nello Staff didattico: si tratta – come ha chiaramente detto la ex Ministra Azzolina nella trasmissione In Onda del 30/7/2020 riferendosi all’imponente lavoro di programmazione della scorsa estate – di “figure eccezionali, che fanno un lavoro enorme nelle scuole” ma che ancora non hanno nessun riconoscimento contrattuale”. Il Presidente Cicero fa rilevare, infine, che “dalle dichiarazioni del Ministro Bianchi ancora non abbiamo sentito una sola parola di attenzione per le tante migliaia di donne e uomini che compongono questa squadra e che le esternazioni di segretari nazionali non inducono ad alcuno ottimismo! Non possiamo dunque non chiederci: se la squadra decidesse di incrociare le braccia, cosa ne sarebbe del magnifico ponte?”

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Governo. Draghi e il Piano di ripresa. Riusciremo?

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2021

Sono 191,5 i miliardi previsti per il Piano nazionale di ripresa e resilienza, articolato in progetti e riforme. A questi si aggiungono ulteriori miliardi europei e nazionali. Un totale di 248 miliardi da utilizzare nei prossimi anni. Cifra mai vista prima.Le aree di intervento del Piano sono: Transizione verde. Trasformazione digitale. Crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Coesione sociale e territoriale. Salute e resilienza economica, sociale e istituzionale. Politiche per le nuove generazioni, l’infanzia e i giovani.C’è un vincolo nell’accedere ai fondi del Piano: il rispetto degli impegni assunti. Non ci sono le condizionalità previste per il Meccanismo europeo di stabilità, che tanto ha spaventato i nostri governanti che, però, le avevano approvate in passato.Gli obiettivi e i tempi sono definiti dal Piano e, in base al rispetto degli impegni, arriveranno i fondi che, ricordiamo, sono debito europeo, cioè garantito da tutti i Paesi europei con la emissione di titoli. Oltre alla Commissione europea sarà, quindi, ciascun Stato che vigilerà il rispetto degli impegni assunti dagli altri Paesi. Altrimenti, niente soldi. Riusciremo? La chiamata di Draghi alla “virtù del carattere” della nostra classe politica e alle categorie che la esprimono lascia perplessi quanto alla risposta. Vero è che il Presidente del Consiglio è Mario Draghi, che ha posto sul piatto della bilancia la sua credibilità e che le persone da lui scelte offrono garanzie del fare. Non rimane che attendere. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Piano scuola per la banda ultra larga

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2021

“Vogliamo precise garanzie sui tempi di attuazione del nuovo piano scuola per la banda ultra larga. Le chiederemo al Governo, ma anche alla Regione e a chi realizzerà il servizio. Siamo stanchi dei ritardi accumulati finora, di questo passo rischiamo che il piano scuola resti lettera morta”. Lo afferma Michele Pianetta, Vice Presidente all’Innovazione di ANCI Piemonte e membro della commissione Innovazione di ANCI nazionale.Il piano scuola ha stanziato oltre 400 milioni di euro per il il miglioramento della connettività nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, nonché per il collegamento di tutti i plessi delle scuole primarie e dell’infanzia statali ubicati nelle cosiddette «aree bianche», che saranno oggetto di interventi infrastrutturali nell’ambito del Piano BUL.“Si tratta di quelle aree in cui, per i prossimi tre anni, non è previsto alcun investimento privato – spiega Pianetta -. Quello della banda larga veloce è un treno che non possiamo perdere e che consentirà di garantire l’erogazione di connettività fino a 1 Gigabit/s in download e una banda minima di 100Mbit/s a circa 35 mila plessi scolastici in tutta Italia”.Intanto, Infratel Italia, soggetto attuatore del Piano Scuole, ha proseguito l’attività di pianificazione degli interventi, chiedendo agli operatori aggiudicatari del bando di trasmettere i piani di attivazione per il periodo maggio-settembre 2021 prima della sottoscrizione dei contratti, che avverrà nei prossimi giorni. Con nota prot. n. 9068/2021 il Ministero dell’Istruzione ha fatto sapere che il servizio verrà erogato tramite la fornitura di un apparato utente in fibra ottica (CPE) all’interno dell’edificio scolastico, compresa la fornitura in opera di cavi, tubi e materiali di installazione e di cablaggio, la realizzazione del collegamento fisico sulla rete comunale e nazionale con punti di erogazione del servizio individuati dagli operatori affidatari, l’assistenza tecnica e la manutenzione per un periodo di 5 anni. Già nelle prossime settimane i soggetti che realizzeranno i lavori effettueranno i primi sopralluoghi negli istituti. L’obiettivo è quello di completare il piano entro il 2023 e di collegare 5.000 istituti entro settembre 2021, dunque con la ripresa dell’attività scolastica.“In questo momento – prosegue il vicepresidente all’Innovazione, Michele Pianetta – è quanto mai opportuno che vi sia un coordinamento fra tutte le iniziative che si stanno sviluppando sui territori per garantire la connettività degli edifici scolastici, evitare sovrapposizioni e dispersioni di risorse. A tal proposito è indispensabile il coinvolgimento diretto dei Comuni, a partire dalla verifica della mappatura della connettività già esistente, al fine di delineare al meglio le implementazioni necessarie”.“Nell’ultimo periodo – conclude – ci siamo accorti di come lo smart working e la didattica integrata, per quanto strategici, rischino di diventare un’utopia di fronte agli impedimenti oggettivi causati dalla lentezza delle connessioni internet. Si tratta di una questione che ci sta particolarmente a cuore e che continueremo a presidiare, se necessario chiedendo un incontro a Fastweb (soggetto affidatario dei lavori in Piemonte) già nelle prossime settimane: non possiamo permetterci ulteriori ritardi”.

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Piano Oncologico Europeo e situazione in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2021

Prevenzione, programmi di screening, diagnosi e trattamento, qualità di vita dei pazienti oncologici e oncoematologici: sono i quattro pilastri del “Piano Europeo di lotta contro il Cancro”, recentemente varato dall’Unione Europea, che sarà sostenuto dai fondi del nuovo programma EU4Health e incrementato da ulteriori fondi europei: tra questi, la UE invita gli Stati membri a ricorrere anche al Next Generation EU, meglio conosciuto come “Recovery fund”, per sostenere la lotta al cancro e la ricerca scientifica.Il Piano Oncologico Europeo, unitamente al piano SAMIRA, quest’ultimo volto a garantire ai cittadini europei l’accesso a tecnologie mediche radiologiche e nucleari di alta qualità, rappresentano una vera e propria ‘chiamata alle armi’ di tutti gli Stati membri per contrastare i tumori solidi e del sangue, investendo risorse e mettendo in campo azioni organiche e strutturate che puntano, attraverso la cooperazione internazionale, a eliminare le disuguaglianze in termini di accesso alla conoscenza, prevenzione, diagnosi e cura della malattia.In questo scenario, il Gruppo di Associazioni pazienti oncologici e oncoematologici “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” chiede al Governo italiano di recepire prontamente le indicazioni del Piano Europeo di lotta contro il Cancro e del Piano SAMIRA, declinandole in un Piano Oncologico Nazionale strutturato, allineandosi alle azioni e agli obiettivi fissati dall’Unione Europea. A rappresentare le istanze del Gruppo presso le Istituzioni è l’Intergruppo parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro”, la cui rappresentante On. Vanessa Cattoi è prima firmataria di una Mozione presentata alla Camera dei Deputati.Tra i punti chiave portati all’attenzione del Governo dai firmatari della Mozione: il coinvolgimento nel Piano Oncologico Nazionale, oltre che di Ministero della Salute e Regioni, del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e del Ministero della transizione ecologica; la messa a punto di indicatori precisi per valutare le performance regionali; la presa in carico dei pazienti metastatici; la ricerca clinica sui farmaci oncologici innovativi e sulle nuove tecnologie, anche al fine di attrarre investimenti presso le eccellenze scientifiche del nostro Paese; l’attuazione della Rete nazionale dei registri tumori e dei sistemi di sorveglianza, attraverso un corretto conferimento dei dati regionali in unico e funzionale database nazionale; l’istituzione di servizi di psiconcologia in ogni unità complessa di oncologia procedendo, il prima possibile, al riconoscimento della psiconcologia come professione sanitaria; un regolare utilizzo dei Patient Reported Outcomes per cogliere il punto di vista fisico, mentale e sociale del paziente su un trattamento o una tecnologia sanitaria; la messa in campo di iniziative per la conservazione del posto di lavoro e per un pieno reinserimento al lavoro dei pazienti oncologici.

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Nuovo piano industriale CRIF: bond da 45 milioni e 350 milioni di investimenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2021

CRIF S.p.A. – azienda globale con headquarters a Bologna e specializzata in sistemi di credit e business information e soluzioni in ambito digitale per lo sviluppo del business e l’open banking – ha completato l’emissione e il collocamento di titoli obbligazionari attraverso Pricoa Private Capital – il business private capital di Prudential Financial, Inc. of the United States (NYSE:PRU), uno dei principali operatori nel mercato internazionale del private placement – per un valore di 45 milioni di euro.I titoli sono stati emessi in un’unica tranche con un piano di ammortamento di 12 anni e un tasso di interesse fisso.A questo riguardo va sottolineato come gli ingenti investimenti fatti nel tempo per diversificare l’attività sia a livello geografico (con una presenza diretta che ad oggi si estende in circa 40 Paesi di 4 continenti) sia per nuovi servizi abbiano garantito a CRIF una notevole resilienza anche in un anno caratterizzato dall’emergenza sanitaria ed economica. Nello specifico, nel 2020 il fatturato consolidato è ulteriormente cresciuto per assestarsi a 567 milioni di Euro contro i 557 del 2019 mentre l’EBITDA è risultato pari a 126 milioni di Euro rispetto ai 108 milioni dell’esercizio precedente.Coerentemente con il posizionamento globale del Gruppo, il nuovo piano industriale prevede per il triennio 2021-2023 investimenti per nuovi servizi, tra cui anche open banking a livello globale per complessivi 350 milioni di Euro, che vanno ad aggiungersi ai 119 milioni del 2020, quando già si registrava una crescita rispetto ai 90 milioni dell’anno precedente, tutto ciò malgrado le complessità derivanti dalla pandemia.Al contempo, per sostenere il proprio percorso di crescita l’azienda ha recentemente lanciato il piano di assunzioni che prevede nel solo 2021 380 nuove risorse, di cui 150 nelle sedi italiane del Gruppo, dopo le 220 già inserite globalmente nel 2020, pur in un periodo complesso. Infine, oltre ad aver confermato il programma di acquisizioni che nel corso degli anni ha consentito di sviluppare anche il proprio ecosistema di soluzioni di open banking innovative ed end-to-end per banche e istituzioni finanziarie, CRIF ha varato un ambizioso progetto di accelerazione di start up finalizzato a sviluppare sinergie con realtà in ambito Fintech e Insurtech in vari paesi e a favorire la creazione di una nuova imprenditorialità ad alto contenuto innovativo e tecnologico, anche connessa al Campus CRIF di Varignana (Bologna).Greenberg Traurig Santa Maria ha affiancato CRIF come consulente legale mentre Akin Gump Strauss Hauer & Feld come consulente legale dell’investitore. Il Trust & Agency Services Team di Deutsche Bank ha svolto il ruolo di banca agente.

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Stati Uniti: il piano di stimolo apre la strada a un deficit commerciale record

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2021

Parigi. Principale importatore e secondo esportatore di beni nel mondo, gli Stati Uniti hanno registrato un disavanzo commerciale fin dagli anni ’70. Dopo l’escalation delle tensioni commerciali – soprattutto con la Cina -, le barriere doganali che mirano a ridurre lo squilibrio degli scambi commerciali e la pandemia di COVID-19 che ha influito sui flussi commerciali, il deficit commerciale ha raggiunto un livello record di oltre 900 miliardi di dollari (USD).Storicamente, l’origine di questo deficit si spiega con le considerevoli importazioni volte a soddisfare i consumi americani. Dal 2015, la principale evoluzione interessa il calo in volume dei prodotti e materiali industriali nel deficit commerciale. Stando all’Energy Information Administration, il paese è diventato esportatore netto di gas naturale nel 2017, mentre i volumi di importazioni nette di petrolio greggio hanno raggiunto il livello più basso dalla metà degli anni ’80.Sebbene i beni capitali costituiscano il settore all’esportazione più importante (il 34% del totale tra il 2010 e il 2020), sulla loro crescita ha prevalso quella delle importazioni, a causa degli insuccessi di Boeing[1] ultimi due anni, e in seguito della pandemia di COVID-19. La presidenza di Donald Trump ha evidenziato il peso considerevole della Cina in termini di deficit commerciale. Firmato il 15 gennaio 2020, dal Presidente Donald Trump e dal vice-Presidente cinese Liu He, l’impatto dell’accordo commerciale “Fase Uno” è difficile da valutare, poiché influenzato negativamente dalla pandemia di COVID-19. A fine 2020, la Cina non ha raggiunto l’obiettivo di acquistare quasi 64 miliardi di USD in più in prodotti agricoli, energetici e manifatturieri rispetto alla base del 2017. Su un totale di 159 miliardi di USD di acquisto di beni concordati, la Cina ha soddisfatto solo il 59% dell’obiettivo entro la fine dell’anno.In seguito allo shock della crisi legato alla pandemia di COVID-19, si prevede un altro grande cambiamento degli equilibri macroeconomici con l’imponente piano di rilancio, chiamato «Piano di salvataggio americano». Adottato a marzo, è stimato in circa 1900 miliardi di USD (9% del PIL) per i prossimi 10 anni, di cui oltre un terzo sarà immesso direttamente nell’economia nel 2021, in aggiunta ai circa 4000 miliardi autorizzati dal Congresso nel 2020 per rispondere alla crisi.Il boom atteso dei consumi americani alimenterà la domanda di importazioni, ponendo le basi per un deficit commerciale record. Coface stima che il piano di rilancio potrebbe portare a un ulteriore deficit di 56 miliardi di dollari. Di conseguenza, i deficit bilaterali con Messico, Germania, Corea del Sud, Brasile o India potrebbero aumentare.Il piano di investimenti infrastrutturali di oltre 2.000 miliardi di dollari in 8 anni, presentato la scorsa settimana dalla Casa Bianca, mostrerà i suoi effetti solo dopo il 2021. Tuttavia, poiché l’aumento delle imposte che lo finanziano saranno scaglionati in 15 anni, contribuirà ad ampliare il deficit del bilancio federale nei prossimi anni, determinando sicuramente un incremento del deficit commerciale.Joe Biden, diventato presidente degli Stati Uniti il 20 gennaio 2021, è subentrato a Donald Trump, la cui politica “America First” è stata caratterizzata da crescenti tensioni commerciali e dazi doganali, in particolare con la Cina.La campagna elettorale e le prime azioni del Presidente Biden hanno rivelato una politica commerciale parte integrante della sua più ampia politica estera, riassunta dallo slogan “America is Back”. Il programma di politica commerciale, pubblicato a inizio marzo, indica come priorità per la sua amministrazione il ripristino della leadership degli Stati Uniti nel mondo e la ricostituzione di partnership e alleanze.Per contro, le prime indicazioni mostrano una posizione più assertiva nei confronti della Cina. Si riflette nel programma commerciale dell’amministrazione, che dà priorità di risposta alle pratiche commerciali “abusive e sleali”. Per ora, il Presidente e la sua amministrazione non intendono ridurre i dazi doganali stabiliti nel contesto della guerra commerciale, che potrebbero fungere da leva di negoziazione nelli futuri confronti bilaterali.

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Il piano di Biden sulle infrastrutture: al di là di strade e ponti

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

Domenico Maceri, PhD. “È come un cavallo di Troia”. Ecco la reazione di Mitch McConnell, senatore repubblicano del Kentucky e leader della minoranza al Senato, mentre commentava il massiccio piano infrastrutturale annunciato da Joe Biden in un discorso a Pittsburgh in Pennsylvania. McConnell ha elaborato sostenendo che il progetto si basa su “ulteriori prestiti e ingenti aumenti fiscali a tutte le componenti produttive” dell’economia.Il programma dell’attuale inquilino alla Casa Bianca di circa duemila miliardi di dollari si aggiunge al recente pacchetto di stimolo anti-Covid approvato recentemente con voti di soli democratici. I repubblicani, a differenza dei democratici che votarono a favore del pacchetto anti-Covid durante l’amministrazione di Donald Trump, sembrano essersi rinchiusi nella loro tipica strategia di bloccare qualunque cosa un presidente democratico possa fare. Lo fecero in grande misura durante l’amministrazione di Barack Obama e lo stanno mettendo in pratica con Biden.Biden sa benissimo che il tema delle infrastrutture è popolare con gli americani e in un certo senso anche con i repubblicani, ma lavorare in maniera bipartisan a Washington sembra essere scomparso. Il piano di Biden etichettato “American Jobs Plan” spenderebbe ingenti somme sulle strade, ponti, ferrovie, ma includerebbe anche fondi per nuove tecnologie e il cambiamento climatico. Biden lo ha classificato come “l’investimento più significativo dai tempi della Seconda Guerra Mondiale” che metterebbe l’America all’avanguardia anche nelle emergenti tecnologie.Il 73 percento degli americani favorisce il piano annunciato da Biden, cifra molto alta specialmente di questi giorni. Alcuni repubblicani, a differenza di McConnell, se ne sono accorti, riconoscendo l’importanza dei progetti di infrastrutture, obiettando però sulle dimensioni del piano. Il senatore repubblicano del Missouri Roy Blunt, in un’intervista alla Fox News, ha detto che bisogna ridurre il piano di Biden del 70 percento se il presidente spera di ottenere supporto del suo partito. Blunt ha dichiarato che 615 miliardi sarebbero sufficienti perché il resto sarebbe speso in aree che non hanno nulla a che fare con le infrastrutture.Blunt non ha tutti i torti se si definiscono infrastrutture semplicemente come ponti e strade. Biden la vede diversamente includendo anche l’ampliamento di banda larga a zone in America dove non esiste. Include anche infrastrutture legate all’industria manifatturiera, la modernizzazione delle reti elettriche, migliorie alle scuole, e anche assistenza per la cura degli anziani e per assicurarsi che l’acqua sia potabile per tutti.Si tratta di una differenza non solo del termine infrastrutture ma anche di una visione del ruolo del governo nella società. I repubblicani continuano ad insistere che lasciando mano libera alle aziende private il sistema funziona per tutti. Una visione limitata poiché le aziende private investono solo quando vedono il profilo dei guadagni. Il tipo di investimenti fatti dal governo non mira a produrre profitti ogni tre mesi per soddisfare gli investitori. Gli investimenti governativi producono alcuni frutti immediatamente ma in molti casi i benefici saranno duraturi e verranno a galla in tempi poco vicini.I repubblicani non sono gli unici insoddisfatti con le spese della proposta di Biden. L’ala sinistra del Partito Democratico dissente anche ma nella direzione opposta. Alexandria Ocasio-Cortez, parlamentare ultra liberal di New York (14esimo distretto), in un’intervista alla Msnbc ha dichiarato che le spese proposte da Biden sono insufficienti poiché includono un lasso di tempo di dieci anni. La cifra indicata da Ocasio-Cortez si aggirerebbe invece non su duemila ma diecimila miliardi di dollari.La proposta di Biden sarà dunque massaggiata e discussa alla Camera che come si sa è dominata dai democratici. Alla fine emergerà un disegno di legge che soddisfi le due ali del partito democratico il quale arriverà al Senato dove si prevede una strada in salita. Nella Camera Alta i democratici dovranno fare i conti con il filibuster che richiede 60 consensi per procedere al voto il che vuol dire che 10 repubblicani dovrebbero votare con i democratici. Già si parla di raggirare il filibuster ripetendo la reconciliation che solo richiede una semplice maggioranza se i disegni di legge sono concentrati su questioni di bilancio. La parlamentarian Elizabeth McDonough, il funzionario che consiglia il Senato su questioni di procedure legislative, ha informato i vertici del Partito Democratico che possono usare altre tre manovre di reconciliation nei primi due anni dell’amministrazione di Biden. Una buona notizia per i democratici anche se uno dei loro senatori conservatori, Joe Manchin del West Virginia, ha dichiarato che non appoggia totalmente la proposta di Biden. In particolar modo Manchin è contrario all’aumento delle tasse alle corporation dal 21 al 28 percento che lui vorrebbe ridurre al 25 percento. Va ricordato che nel 2017 i repubblicani ridussero la cifra dal 35 al 21 percento. Tutto sommato, le corporation ne uscirebbero abbastanza bene anche con Biden nonostante l’evidente piccolo passo indietro. Jeff Bezos, infatti, il padrone di Amazon e l’uomo più ricco al mondo, si è dichiarato favorevole alle tasse sulle corporation programmate da Biden.Questo piccolo sacrificio per le corporation coprirebbe il costo della sua proposta, secondo Biden, anche se il tam-tam di una patrimoniale alle classi benestanti suonato dai senatori democratici di sinistra Bernie Sanders e Elizabeth Warren gli chiederebbe un altro piccolo sacrificio. Non dovrebbe fare loro tanto male considerando anche i notevoli profitti accumulati durante la pandemia. I benefici della nuova proposta però andrebbero a tutti gli americani, come ci confermano ricerche citate in un recente articolo del Washington Post. Uno studio di Moody Analytics ci informa che ogni dollaro investito dal governo si traduce a 1,50 nell’aumento del Pil (Prodotto interno lordo). La crescita verrebbe stimolata al 3,8 percento, la disoccupazione scenderebbe a 3,5 percento e 13,5 milioni di posti di lavoro verrebbero creati. Un altro studio della Georgetown University conferma questi dati anche se il numero di posti di lavoro sarebbe 15 milioni.La proposta di Biden sulle infrastrutture fa parte dell’ideologia dei democratici di usare il governo per migliorare la società guardando al passato ma anche al futuro. Donald Trump nel suo slogan di “Make America Great Again” (Rifacciamo grande l’America) mirava a riportare il Paese nella società degli anni 50 quando i bianchi dominavano e i gruppi minoritari si trovavano decisamente in una posizione sfavorevole, specialmente gli afro-americani. Biden sta cercando di fare l’America grande includendo però tutti gli americani, prendendo ispirazione dai programmi progressisti del New Deal degli anni 30 di Franklin Delano Roosevelt, la cui foto lui vede ogni giorno dal suo studio ovale alla Casa Bianca. Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

(PNRR) rappresenta un’occasione unica in vista dell’urgenza della sfida climatica per il futuro dell’Italia e dell’Europa. Il nuovo Governo, sotto la guida di Mario Draghi, nasce con l’impegno di mettere la transizione ecologica e i temi legati al cambiamento climatico al centro della strategia dell’esecutivo e di considerare la decarbonizzazione come una chiave della ripresa del paese post-Covid19.La revisione del Piano Italiano di Ripresa e Resilienza (PNRR) sarà la prima prova di questo percorso. Riuscirà il nuovo piano ad innescare l’innovazione necessaria alla decarbonizzazione per abbandonare il ricorso alle fonti fossili? Il WWF Italia, in collaborazione con il think tank ECCO, il think tank inglese E3G e l’Istituto Wuppertal cercano di rispondere a questa domanda con l’evento “Il Piano Italiano di Ripresa e Resilienza: analisi comparativa e buone pratiche europee”.Lo scopo del confronto è quello di fornire un’analisi del PNRR e avanzare proposte utili per valutarne la rispondenza con la Strategia europea di lungo periodo, la Long Term Strategy nazionale al 2050, il sostegno degli impegni di Parigi 2015, e la coerenza con la strategia europea di crescita sostenibile legata alla ripresa post Covid19.Insieme all’esame sul PNRR italiano, l’evento presenterà anche una valutazione di buone pratiche a livello europeo, evidenziando le principali criticità e punti di forza nei piani nazionali di Germania, Spagna e Portogallo, secondo le stime del Green Recovery Tracker, uno strumento scientifico di analisi, sviluppato dall’Istituto Wuppertal e dal think tank E3G, che vuole analizzare i PNRR dagli Stati europei, in base al loro effetto positivo o negativo sul cambiamento climatico. Il webinar si terrà giovedì 8 aprile dalle 11:00 alle 12:00 sulla piattaforma Zoom

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Turismo e piano di ripresa U.E.

Posted by fidest press agency su sabato, 13 marzo 2021

Il turismo è senza dubbio uno dei settori più colpiti dalla pandemia, con danni per decine di miliardi e la perdita di migliaia di posti di lavoro. Pertanto non potrà esserci una vera ripartenza europea e italiana senza un sostegno efficace a questo comparto che vale oltre il 10% del PIL e dell’occupazione nell’UE e ha importanti ricadute su settori chiave, quali trasporti, commercio, agroalimentare, industrie culturali e creative, moda, edilizia o cantieristica navale. Questo è particolarmente vero per l’Italia, tra le prime “potenze” turistiche al mondo, dove questa industria, con il suo indotto, incide per oltre il 13% del PIL.Come ha sottolineato il Presidente Mario Draghi nel suo discorso al Senato, imprese e lavoratori del turismo vanno aiutati ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. Anche il Commissario europeo responsabile, Thierry Breton, ha affermato che “il turismo è stato di gran lunga il comparto economico più colpito dagli effetti della pandemia, per questo la sua ricostruzione deve essere in cima alla lista delle nostre priorità”. È dunque fondamentale che il Piano per la ripartenza italiano utilizzi al meglio le risorse di Next Generation EU e del nuovo bilancio europeo per aiutare il settore a risollevarsi e sostenere la competitività e trasformazione verso maggiore sostenibilità e digitalizzazione.Per promuovere il confronto su questi temi tra gli operatori e le istituzioni comunitarie, nazionali e locali, l’Ufficio del Parlamento europeo e la Rappresentanza della Commissione in Italia organizzano un evento on line con la partecipazione del ministro Massimo Garavaglia, del vice presidente del Parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo (M5S), degli eurodeputati Antonio Tajani (PPE-FI), Brando Benifei (S&D-PD), Marco Campomenosi (ID-Lega) e Carlo Fidanza (ECR-FdI), di Kerstin Jorna, Direttore Generale per il Mercato Interno, Industria, Imprenditorialità e PMI della Commissione europea e di Elly Schlein, vice presidente della Regione Emilia Romagna.All’evento, aperto dai saluti di Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, e di Antonio Parenti, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, interverranno anche, il presidente di Confturismo Luca Patanè, Marina Lalli, presidente di Federturismo, Bernabò Bocca, presidente Federalberghi, Giorgio Palmucci, presidente ENIT, Fabrizio Licordari, presidente Assobalneari e Saverio Cecchi, presidente Confindustria nauticaModera Alberto Magnani, giornalista de Il Sole24Ore.

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Turismo e piano di ripresa UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2021

Oggi alle ore 10:00. Per promuovere il confronto su questi temi tra gli operatori e le istituzioni comunitarie, nazionali e locali, l’Ufficio del Parlamento europeo e la Rappresentanza della Commissione in Italia organizzano un evento on line con la partecipazione del ministro Massimo Garavaglia, del vice presidente del Parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo (M5S), degli eurodeputati Antonio Tajani (PPE-FI), Brando Benifei (S&D-PD), Marco Campomenosi (ID-Lega) e Carlo Fidanza (ECR-FdI), di Kerstin Jorna, Direttore Generale per il Mercato Interno, Industria, Imprenditorialità e PMI della Commissione europea e di Elly Schlein, vice presidente della Regione Emilia Romagna. All’evento, aperto dai saluti di Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, e di Antonio Parenti, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, interverranno anche, il presidente di Confturismo Luca Patanè, Marina Lalli, presidente di Federturismo, Bernabò Bocca, presidente Federalberghi, Giorgio Palmucci, presidente ENIT, Fabrizio Licordari, presidente Assobalneari e Saverio Cecchi, presidente Confindustria nautica Modera Alberto Magnani, giornalista de Il Sole24Ore. Il turismo è senza dubbio uno dei settori più colpiti dalla pandemia, con danni per decine di miliardi e la perdita di migliaia di posti di lavoro. Pertanto non potrà esserci una vera ripartenza europea e italiana senza un sostegno efficace a questo comparto che vale oltre il 10% del PIL e dell’occupazione nell’UE e ha importanti ricadute su settori chiave, quali trasporti, commercio, agroalimentare, industrie culturali e creative, moda, edilizia o cantieristica navale. Questo è particolarmente vero per l’Italia, tra le prime “potenze” turistiche al mondo, dove questa industria, con il suo indotto, incide per oltre il 13% del PIL. Come ha sottolineato il Presidente Mario Draghi nel suo discorso al Senato, imprese e lavoratori del turismo vanno aiutati ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. Anche il Commissario europeo responsabile, Thierry Breton, ha affermato che “il turismo è stato di gran lunga il comparto economico più colpito dagli effetti della pandemia, per questo la sua ricostruzione deve essere in cima alla lista delle nostre priorità”. È dunque fondamentale che il Piano per la ripartenza italiano utilizzi al meglio le risorse di Next Generation EU e del nuovo bilancio europeo per aiutare il settore a risollevarsi e sostenere la competitività e trasformazione verso maggiore sostenibilità e digitalizzazione.

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Recovery Fund: Col Governo Draghi il Piano di ripresa e resilienza non cambia

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2021

Il progetto Next Generation EU è stato introdotto “dalla Commissione Europea per dare una risposta comune ai danni economici e sociali causati dalla pandemia da Covid-19” e rappresenta “un passaggio storico nel processo di integrazione europea”. A sostenerlo è stato ministro dell’Economia, Daniele Franco, aggiungendo che “circa il 90 per cento dei 750 miliardi del Next Generation Eu saranno distribuiti attraverso il “Dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza”, con “le linee guida della Commissione” che prevedono l’accesso “alle risorse”, di “ciascun paese” attraverso la predisposizione “di un Piano (il PNRR), che descriva i programmi nazionali di investimento e di riforma che intende attuare”.Secondo quanto indicato nella bozza del Piano italiano trasmessa al Parlamento, il Dispositivo prevede fondi a disposizione del nostro Paese, per gli anni 2021-2026, per circa 196 miliardi a prezzi correnti, 69 dei quali sotto forma di trasferimenti, 127 sotto forma di prestiti. Nella finalizzazione del Piano, ha spiegato il ministro, bisognerà tener conto dei dati finanziari più aggiornati che tengono conto del fatto che il regolamento europeo emanato a febbraio prende a riferimento, per la determinazione della parte riguardante i prestiti, il reddito nazionale lordo del 2019. Questo porterà a una stima dell’entità delle risorse dell’ordine di 191,5 miliardi, quindi leggermente inferiore a quella indicata nel Piano a gennaio.
“I piani devono definire un pacchetto coerente di progetti, riforme e investimenti in sei settori d’intervento: transizione verde; trasformazione digitale; occupazione e crescita intelligente, sostenibile e inclusiva; coesione sociale e territoriale; salute e resilienza; politiche per la prossima generazione, comprese istruzione e competenze. Sono tutte priorità anche per il nostro Paese”, ha ribadito il ministro dell’Economia. Per questo, tra i progetti previsti figurano il piano asili nido, le scuole 4.0, i programmi per la ricerca e le relative infrastrutture. Infine, il ministro dell’Economia ritiene che “solo con il coinvolgimento dei territori è possibile selezionare progetti in grado di soddisfare i bisogni di cittadini e imprese. Ciò è particolarmente vero per i progetti nel campo dell’istruzione, della sanità, del ciclo dei rifiuti”.

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Scuola sicurezza: approvato il “Piano pandemico” influenzale per il triennio 2021-2023

Posted by fidest press agency su domenica, 7 marzo 2021

Lo scopo per il Ministero della salute è quello d’identificare per le diverse dimensioni operative le azioni chiave, sulla base dell’esperienza maturata in relazione alle due pregresse pandemie, partendo da una a bassa intensità causata da virus influenzale ad una elevata gravità causata da un altro virus respiratorio. Esso interpreta quattro fasi ricorrenti delle pandemie: la fase inter-pandemica: corrisponde al periodo tra le pandemie influenzali. In questa fase è prevista la normale attività di sorveglianza epidemiologica delle sindromi simil-influenzali; la fase di allerta: corrisponde alla fase in cui l’influenza causata da un nuovo sottotipo è identificata nell’uomo; la fase pandemica: corrisponde al periodo di diffusione globale dell’influenza umana causata da un nuovo sottotipo; la fase di transizione: con la diminuzione del rischio a livello globale, può verificarsi una de-escalation delle azioni, con riduzione delle attività di risposta alle epidemie in ambito nazionale e lo spostamento verso azioni di recupero in base a valutazioni del rischio specifiche.Ciascuna di queste fasi, con le proprie specifiche, prevede differenti attività: attività di governance; attività di sorveglianza epidemiologica e virologica; attività di Servizi sanitari; misure di prevenzione e controllo delle infezioni; approvvigionamento e mobilizzazione di DPI, medicinali (farmaci e vaccini), forniture di dispositivi medici; gestione clinica; attività di formazione (corsi); comunicazione e attività di ricerca e sviluppo.Come espressamente riportato nel documento, si rende necessaria la Valutazione di rischio virologico, per questo l’OMS ha messo a punto uno strumento per la valutazione del rischio pandemico influenzale (TIPRA) che viene utilizzato per valutare il rischio di pandemia da virus influenzale con potenziale pandemico e la sua severità. Gli obiettivi della valutazione del rischio sono: sostenere una valutazione tempestiva e aggiornabile del rischio per virus influenzali con potenziale pandemico; documentare in modo trasparente le caratteristiche dei virus e delle infezioni da essi causate che potrebbero costituire una minaccia per la popolazione umana; identificare le carenze di conoscenza e sollecitare ulteriori indagini tra cui ricerca e sorveglianza; facilitare la condivisione delle informazioni tra scienziati, medici e altri operatori sanitari delle reti di assistenza, responsabili politici e altre parti interessate.

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Piano triennale Agenzia Entrate sconcertante e preoccupante

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

“Il piano triennale 2021-2023 presentato dall’Agenzia delle Entrate in pieno pandemia e con continui lockdown, desta sconcerto e preoccupazione. La previsione di recuperare circa 45 miliardi (14 già nel 2021) con 340mila controlli fiscali indirizzati nei confronti delle Pmi e dei lavoratori autonomi, cioè di quelle categorie non assistite e maggiormente colpite dalla crisi economica connessa alla pandemia, non è solo praticamente irraggiungibile e dannosa per il tessuto imprenditoriale, che subirebbe ulteriori fallimenti e chiusure per l’incapacità di adempiere all’accertato, ma rappresenta pure un ulteriore affronto a quei cittadini che sono in prima linea per sopravvivere e mantenere in vita le proprie aziende ed i propri dipendenti. Fratelli d’Italia chiede un’immediata presa di posizione del governo per tutelare le nostre imprese, così duramente impegnate e stremate nella resistenza ai lockdown, affinchè non debbano anche subire accertamenti tributari, e suggerisce piuttosto di indirizzare le forze dell’Agenzia verso il recupero dei fenomeni di -evasione totale- nonchè di evasione ed elusione transfrontaliera. Attendiamo poi ancora una normativa per una tassazione effettiva sul commercio elettronico, una web tax che ridia non solo risorse all’erario, ma ripristini pure una condizione di libero mercato ed equa concorrenza tra i colossi del web e le nostre stoiche ed eroiche Pmi nazionali. E soprattutto auspichiamo che la storica proposta di Fratelli d’Italia di eliminare o quantomeno ridurre la ritenuta d’acconto sui compensi dei professionisti sia recepita dal governo, così come abbiamo formalmente proposto nella dichiarazione sul voto di fiducia al presidente Draghi”.Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

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Nuovo Piano vaccini Covid

Posted by fidest press agency su domenica, 7 febbraio 2021

Le forniture di vaccini anti Covid, salvo soprese, dovrebbero vedere aumenti nelle prossime settimane e, con l’ok di Aifa al vaccino Astrazeneca, Governo e Regioni stanno mettendo a punto una nuova tabella di marcia. La nuova proposta di piano vaccini è stata presentata ieri alle Regioni dai ministri Roberto Speranza (Salute) e Francesco Boccia (Affari regionali), insieme al commissario straordinario, Domenico Arcuri. L’impatto maggiore è nell’avvio in contemporanea alla Fase 1 – quella già nota che vede al centro operatori sanitari e sociosanitari, ospiti Rsa, over 80 – e alla Fase 2, della Fase 3 destinata principalmente alla vaccinazione del personale scolastico, lavoratori dei servizi essenziali, forze armate, e così via. Una fascia di popolazione di 3.894.847 persone, che però al momento, sulla base delle previsioni di Aifa, è limitata agli over 55 e senza patologie a rischio. Un piano che pone preoccupazioni, non solo riguardo l’organizzazione della macchina, con la gestione delle prenotazioni, ma anche per il numero di punti vaccinali sul territorio. In sostanza, secondo quanto è stato diffuso dalle Regioni, i vaccini Pfizer e Moderna restano destinati alla Fase 1, che comprende, come noto, personale sociosanitario, Rsa, e in generale over 80, e alla Fase 2, nella quale rientrano, come emerge, persone dai 55 in su, persone vulnerabili e più a rischio. Queste due fasce di popolazione sono state quantificate rispettivamente in 6.483.000 e 19.483.000 persone. Tra i punti su cui si sono trovati d’accordo Regioni e Governo c’è, come spiegato dal presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, la necessità di «mettere in sicurezza il prima possibile gli anziani, più colpiti dalla pandemia. Per questo abbiamo convenuto di assegnare a ogni Regione e Provincia Autonoma un numero di dosi di vaccini pari al numero degli ultraottantenni che vi sono assistiti. Successivamente, si procederà a compensazioni». In particolare, ha dettagliato Luca Zaia, presidente del Veneto, in un intervento di oggi, «con il governo abbiamo stabilito che il vaccino Pfizer e quello Moderna verranno distribuiti in percentuale sul numero degli ultra 80enni, invece Astrazeneca andrà in percentuale alla popolazione complessiva di ogni regione». Tra le Regioni con la percentuale più alta di abitanti anziani c’è Liguria e Friuli Venezia Giulia, che hanno avanzato la proposta. A ogni modo, all’interno della Fase 2 sono poi state indicate delle priorità: come anticipato dall’house organ di Fofi, ilfarmacistaonline, al primo posto ci sono persone estremamente vulnerabili, indipendentemente dall’età, e la fascia 75-79 anni, per poi procedere con le persone tra i 70-74, persone vulnerabili under 70, fino alla fascia tra 60-69 anni senza rischi specifici e da ultimo 55-59 senza rischi. In particolare, tra le aree di patologia considerate più a rischio c’è Bpco/asma/fibrosi polmonari/insufficienza respiratoria, malattie cardiocircolatorie, condizioni neurologiche, diabete e altre endocrinopatie severe, fibrosi cistica, Hiv, insufficienza renale/patologie renale, ipertensione arteriosa, malattie autoimmuni, malattia epatica e così via. By Francesca Giani in abstract fonte: Farmacista33.

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Il nuovo Piano europeo per un’economia circolare al voto della plenaria

Posted by fidest press agency su domenica, 7 febbraio 2021

Il nuovo Piano europeo per un’economia circolare ha l’obiettivo di aiutare gli Stati membri a raggiungere elevati standard di riciclo e riutilizzo di prodotti e materiali esistenti, riducendo al minimo gli sprechi e, quindi, la produzione di rifiuti. La plenaria del Parlamento europeo discuterà il nuovo Piano europeo lunedì 8 febbraio dopo le 17 e lo voterà martedì 9 alle 13.In vista di questo doppio appuntamento il Parlamento europeo in Italia organizza un briefing stampa con Simona Bonafè, relatrice sul pacchetto legislativo sull’economia circolare nella scorsa legislatura e attualmente relatrice ombra per il gruppo S&D sul nuovo Piano europeo, e con Valeria Valotto, vice-presidente di QUID, impresa sociale del settore tessile profondamente ancorata al concetto di economia circolare e sociale.

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Piano europeo di lotta contro il cancro

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

La Commissione europea presenta il piano europeo di lotta contro il cancro, priorità fondamentale della Commissione von der Leyen nel settore della salute e colonna portante di una solida Unione europea della salute. Muovendo da nuove tecnologie, ricerca e innovazione, il piano definisce il nuovo approccio dell’UE in materia di prevenzione, trattamento e assistenza, affrontando la malattia in tutte le sue fasi – dalla prevenzione alla qualità della vita di chi ne è affetto e di chi l’ha sconfitta – e concentrandosi sulle azioni alle quali l’UE può apportare il massimo valore aggiunto.Il piano si articola in quattro aree d’intervento fondamentali, nelle quali sono previste 10 iniziative faro e numerose azioni di supporto. Per realizzarle saranno attivati tutti gli strumenti di finanziamento della Commissione, con uno stanziamento complessivo di 4 miliardi di € destinati ad azioni di lotta contro il cancro in provenienza dal programma EU4Health, da Orizzonte Europa e dal programma Europa digitale, solo per citarne alcuni.
Prevenzione, attraverso azioni finalizzate ad arginare i principali fattori di rischio, ad esempio il tabagismo (affinché entro il 2040 la percentuale di popolazione che fa uso di tabacco sia inferiore al 5 %), il consumo nocivo di alcol, l’inquinamento ambientale e le sostanze pericolose. La campagna “HealthyLifestyle4All” promuoverà inoltre l’alimentazione sana e l’attività fisica. Per prevenire i tumori causati da infezioni, il piano punta a vaccinare almeno il 90 % della popolazione bersaglio di ragazze nell’UE e ad aumentare considerevolmente la copertura vaccinale dei ragazzi entro il 2030.
Individuazione precoce, migliorando l’accesso alla diagnostica e la sua qualità e appoggiando gli Stati membri di modo che entro il 2025 il 90 % della popolazione dell’UE che soddisfa i requisiti per lo screening del tumore al seno, del tumore del collo dell’utero e del tumore del colon-retto abbia la possibilità di sottoporvisi. A tal fine sarà proposto un nuovo programma di screening sostenuto dall’UE.Diagnosi e trattamento, mediante azioni volte a offrire una migliore assistenza integrata e completa e a correggere le disparità di accesso a cure e medicinali di alta qualità. Di qui al 2030 il 90 % degli aventi diritto dovrebbe avere accesso a centri nazionali integrati di cancerologia facenti parte di una rete UE. Entro la fine del 2021 sarà inoltre varata una nuova iniziativa di diagnosi e trattamento del cancro per tutti allo scopo di migliorare l’accesso a diagnosi e trattamenti innovativi, mentre un’iniziativa europea per comprendere il cancro (UNCAN.eu) aiuterà a individuare le persone ad alto rischio di sviluppare tumori comuni.Miglioramento della qualità della vita dei malati di cancro e dei sopravvissuti, compresi gli aspetti di riabilitazione e di possibile recidiva o metastasi, e misure per facilitare l’integrazione sociale e il reinserimento lavorativo. Sarà avviata un’iniziativa a favore di una vita migliore per i malati di cancro incentrata sull’assistenza durante il follow-up.Per promuovere le nuove tecnologie, la ricerca e l’innovazione sarà inoltre creato un centro di conoscenze sul cancro, che aiuterà a coordinare le iniziative scientifiche e tecniche a livello dell’UE. Sarà varata un’iniziativa europea sulla diagnostica per immagini (imaging) dei tumori, tesa a sostenere lo sviluppo di strumenti computerizzati in grado di far progredire la medicina personalizzata e le soluzioni innovative. Particolare attenzione sarà rivolta ai più piccoli nell’ambito di un’iniziativa per aiutare i bambini affetti da cancro, allo scopo di garantire che abbiano accesso a un’individuazione, una diagnosi, un trattamento e un’assistenza rapidi e ottimali. Per individuare tendenze, disparità e disuguaglianze tra Stati membri e regioni sarà infine istituito nel 2021 un registro delle disuguaglianze.

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Scuola, la VII Commissione della Camera riceve le osservazioni Anief sul piano del Governo

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2021

Anief ha scritto ai deputati della VII Commissione della Camera dei Deputati nell’ottica di avere cura dell’impatto di genere, generazionale e territoriale; sono ormai più che maturi i tempi per “superare l’attuale rigida assegnazione degli organici in base al rapporto numerico tra la popolazione studentesca scolastica e il personale impiegato”: nello stabilire la quantità di docenti, Ata, dirigenti scolastici e Dsga da assegnare, ciò che conta in modo predominante è “il contesto sociale, economico, produttivo di ogni comunità, stabilizzare in organico di diritto i posti vacanti o in deroga pluriennale sul sostegno, assegnare stabilmente l’organico Covid-19 come per assistente tecnico in ogni istituto comprensivo, attivare i ruoli di coordinatori previsti dalla contrattazione per il personale amministrativo”.
Il sindacato autonomo si sofferma anche sul sistema di progressione di carriera per il personale docente indicato dallo stesso piano governativo: per Anief dovrà “essere oggetto di confronto con le parti sociali, alla luce di uno stipendio ancorato al costo della vita e al valore medio registrato nell’Unione europea, con una specifica indennità legata al rischio biologico, al bornout e una finestra specifica per la pensione”. Specificatamente “per il personale amministrativo, bisogna aggiornare i profili professionali in base ai nuovi compiti sia nelle scuole che negli atenei perché si riconoscano alcune nuove figure tecniche di sistema”.Per quanto riguarda invece il potenziamento delle competenze e sul diritto allo studio”, l’organizzazione sindacale “ritiene opportuno potenziare il tempo della scuola in ogni ordine e grado, anticipare l’obbligo scolastico al terzo anno di vita dello studente ed estenderlo fino alla maggiore età, introdurre in pianta organica il personale docente delle sezioni primavera, ripristinare l’insegnamento per moduli nella scuola primaria oltre all’insegnamento specialistico di lingua inglese, di educazione motoria e musicale, per contrastare la povertà educativa e la dispersione scolastica e per migliorare anche le competenze linguistiche e logico-matematiche”. A proposito della revisione del sistema di reclutamento dei docenti di ogni ordine e grado, il sindacato evidenzia “la necessità di prevedere procedure concorsuali ordinarie triennali con l’accesso di tutti gli idonei nelle graduatorie di merito, e riservate annuali per titoli ed esami con l’accesso nelle graduatorie finale di tutti i candidati con 36 mesi di servizio prestato nel sistema nazionale di istruzione, senza escludere insegnanti di religione o educatori. Tale riforma potrebbe partire da un ripensamento dell’attuale concorso straordinario bandito”. Infine, “sulla formazione in servizio per il personale della scuola, per quanto riguarda l’accesso alla professione insegnante”, Anief ritiene che “bisogna riprogrammare i percorsi già attivati presso le scuole di specializzazione (SSIS) e collegarli a un sistema di accesso ai ruoli, mentre a tutto il personale con contratti a tempo determinato deve essere garantita l’attribuzione della card attualmente riservata al solo personale docente di ruolo. Risulta necessario, altresì, periodicamente organizzare corsi di abilitazione e di specializzazione su sostegno a tutto il personale supplente della scuola”.

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