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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 28

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C’è un piano Renzi?

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

di Agostino Spataro. In queste ore, tantissimi compagni hanno preso a inveire, anche pesantemente, contro Matteo Renzi reo di avere provocato, nel mezzo di una pandemia, la crisi della maggioranza di governo. Più che delusi si sentono “traditi”, come se fossero spinti da una sorta di cattiva coscienza che insorge contro colui cui avevano attribuito, senza riserve, magnifiche virtù taumaturgiche di… “rottamatore”. Ma si tratta di tradimento o d’altro? Probabilmente, la rottura sarà stata dettata da una necessità impellente, come estremo tentativo di Renzi di salvare la sua ambigua formazione politica (Italia Viva- IV) che i sondaggi danno al di sotto della soglia fatidica del 3% e risalire la china verso le alte vette.Poiché è chiaro che, con la vigente legge elettorale, a chi sta sotto questa soglia restano soltanto due possibilità: sparire o farsi assorbire. Ci sarebbe una terza, ma la sconsiglio.Oltre a fustigare Renzi, i tanti delusi o pentiti dovrebbero chiedersi perché non ebbero alcun dubbio sul personaggio e soprattutto sul disegno che lo promosse prima alla direzione del PD e poi del governo. Chi chiamò questo disinvolto democristiano, divenuto esponente di primo piano del Pd a Firenze, ossia nel capoluogo della seconda regione rossa del Paese? Quali forze, italiane e non solo, gli affidarono il compito di “ammodernare” il sistema italiano (in senso lato) ossia per liquidare quel che restava dei diritti sociali conquistati dai lavoratori e così lasciare campo libero all’affarismo più deteriore, all’ondata neo liberista dilagante? Perché le forze che avrebbero dovuto opporsi a tale politica non si opposero, anzi la caldeggiarono? Questi e altri interrogativi insoluti, dimostrano che si trattò della scelta furbesca della destra globalista che governa mediante la “sinistra”.
Con la rottura e la crisi (prevedibile) del secondo governo Conte si apre un’incognita di non facile soluzione. Può accadere di tutto, in piena e, purtroppo, rinvigorita pandemia.
A questo punto è lecito chiedersi: che cosa vuol fare veramente Renzi: un rimpasto, un aggiustamento o una svolta politica radicale? Non è facile rispondere. Tuttavia, il dado è stato tratto e – si presume- in base a un preciso calcolo politico, suffragato da un “piano” ambizioso che- spingendosi oltre l’emergenza- potrebbe configurarsi come una vera e propria svolta politica. Un piano articolato negli obiettivi e ben scadenzato nei tempi che sono importantissimi.
Logica politica e il buon senso vorrebbero che così fosse. Altrimenti non si capirebbe tanta ostinazione distruttiva. Sarebbe soltanto un’avventura disperata, senza possibilità di riscatto. Un suicidio.
Un piano di tal fatta non si può certo concepire ed attuare con il 3% di base elettorale. Ci vogliono forti connessioni, intrecci di potere, politico ed economico, che – in primis- si possono coalizzare per il controllo dell’ingente spesa derivata dal Ricovery plan, Mes, ecc, la cui gestione potrebbe richiedere una nuova aggregazione politica e parlamentare che potrebbe nascere dallo scioglimento anticipato della Camere. Per raggiungere tali obiettivi sono necessari alcuni passaggi:
a) far cadere il governo di Giuseppe Conte, distruggendo l’alone d’insostituibilità che gli è stato creato intorno;
b) ostacolare, impedire la ri-formazione di una nuova maggioranza guidata da Conte e puntare allo scioglimento anticipato delle Camere. Gettando ancor più nel panico i parlamentari del M5S che, comprensibilmente, lo temono più degli effetti della pandemia di Covid 19.
Il salva-Conte sarebbe un accordo di legislatura- come proposto dal PD e da taluni settori di M5S- sarebbe, in realtà, un salva scranni e al contempo una condizione per gestire quel bel gruzzolo di miliardi di aiuti europei per la pandemia. E, dulcis in fundo, poter decidere il prossimo presidente della Repubblica.
Insomma, si riproporrebbe un’ibrida maggioranza parlamentare che non rappresenta più la maggioranza elettorale del Paese che farebbe il pieno senza pagare dazio, come si suol dire.
Si obietta che le elezioni anticipate farebbero saltare ogni previsioni e favorirebbero una vittoria del centro destra. Obiezione fondata che anche Renzi avrà ben presente. Egli sa che il gioco si farebbe troppo grande per lui. Con il suo 3% o giù di lì non avrebbe dove andare. Occorre una base di partenza più grande per inserirsi nello scenario già in formazione che è quello segnato dai “grandi appetiti” che si nutrono, in patria e all’estero, nei confronti di questa nostra Italia ridotta a polpetta, a pingue preda delle grandi consorterie economiche e finanziarie, europee e mondiali.Probabilmente, Matteo Renzi avrà pensato di forzare la situazione, di farla precipitare e nel frattempo mettere in atto uno stratagemma politico d’intesa con Forza Italia che, ormai, deve rassegnarsi a fare a meno del suo fondatore e leader. In questo panorama desolante dei cd. “rosso-gialli”, l’accoppiata Renzi-Berlusconi ( o chi per lui) può risultare vincente. Specie oggi con la fine, ingloriosa, di Trump, la coppia avrebbe più chance e porterebbe in dote alla formazione di centro-destra una certa aura europeista, un moderatismo abbottonato, a doppio petto, capace di renderla credibile in patria e affidabile all’estero.Senza più Trump alla Casa bianca, Salvini e la Meloni devono modificare l’approccio e le pretese.E accettare la mano, moderata ed europeista, che gli sarà tesa. E chissà, se la nuova aggregazione oltre a vincere le elezioni anticipate, non riesca a eleggere il prossimo presidente della Repubblica, che potrebbe essere un uomo o una donna di Renzi che ha proposto l’attuale?
Ma tranquilli, queste considerazioni sono solo fantasie, réveries frutto di un sogno fatto in Sicilia. In tempi di pandemia. Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Agostino_Spataro

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Codici: la bozza del nuovo Piano Pandemico è inaccettabile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 gennaio 2021

L’associazione Codici esprime sconcerto in merito alla bozza del Piano Pandemico nazionale 2021-2023. In particolare, a destare profonda preoccupazione è il passaggio relativo a cure e risorse.“Nel testo – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – si legge che quando mancano le risorse, bisogna scegliere chi curare, dando la precedenza a chi ha maggiori possibilità di trarne beneficio. Tutto questo è inaccettabile oltre che profondamente ingiusto. Non parliamo di un intervento tampone, di un’azione per far fronte all’emergenza da qui alle prossime settimane, ma di un programma che deve durare fino al 2023. Se non ci sono le risorse, bisogna attivarsi per reperirle, non scaricare tutto sui pazienti, facendo una selezione tra chi curare e chi no. Non ci interessa entrare nel dibattito politico in corso – aggiunge Giacomelli –, ma ci permettiamo di osservare che in un momento drammatico ed eccezionale come questo, in cui gli italiani stanno facendo sacrifici enormi per resistere ad un’emergenza che non ha eguali nel recente passato, bisognerebbe lavorare per trovare le risorse necessarie per garantire le cure a tutti. Recovery Plan, Mes, lo strumento non ci interessa, quello che conta è garantire il diritto alla salute, principio fondamentale riconosciuto dalla Costituzione. Non possiamo rinunciarvi – sottolinea il Segretario Nazionale di Codici – non possiamo sacrificarlo per far quadrare i conti. Tutti i cittadini devono essere curati, questo dovrebbe essere il punto centrale del Piano Pandemico nazionale, non una selezione che ci fa rabbrividire e che apre scenari inquietanti. Invitiamo il Ministero della Salute a rivedere la bozza del nuovo Piano Pandemico, mettendo al centro il diritto alla salute degli italiani”.

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Recovery: Va ricostruito un vero piano industriale

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 dicembre 2020

“Da quando siamo al Governo abbiamo fatto molte misure per accelerare gli investimenti, sbloccato risorse che erano ferme da decenni. Quello che dice (Gentiloni nell’intervista a Repubblica, ndr) è molto vero soprattutto, perché va costruito un vero piano industriale a misura di persona. Guardando al futuro, in una logica interministeriale che abbia una omogeneità, sia con le risorse che con la progettualità. Non ci deve essere logica di spartizione ma vanno visti i progetti in maniera più ampia e che guardino davvero al futuro. E poi va controllato che l’obiettivo che ci da l’Europa sia effettivamente raggiunto”. E poi, sui tempi di presentazione del piano ha aggiunto “Io penso che la cosa importante sia farlo bene, nei tempi richiesti. E quello che secondo me è più difficile, ma lo dico in termini tecnici, è integrare lo strumento di finanziamento del Recovery con le altre misure di finanziamento, penso ai fondi FSC, ai fondi PON e con gli altri fondi europei”. Lo ha detto, intervenendo a Zapping su Radio 1 RAI, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Il British Council annuncia il piano programmatico 2021

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Il British Council presenta all’indomani della conclusione della sua prima Stagione culturale digitally-led – nata dalla collaborazione tra partner nel Regno Unito e in Italia – le priorità per le future relazioni bilaterali tra i due Paesi e le prospettive di sviluppo comune a supporto della cultura, delle politiche sociali e di un futuro sostenibile.“La Stagione Culturale 2020 appena conclusasi lascia un’importante eredità di cui intendiamo tenere conto e sulla cui base abbiamo sviluppato un piano programmatico di iniziative e impegni istituzionali per il 2021. Insieme ai nostri partner in Italia e nel Regno Unito intendiamo ripartire dalla cultura per il rilancio economico e sociale delle nostre comunità portando avanti lo spirito di ottimismo seminato durante la Stagione” ha anticipato Rachel Launay, Country Director Italia del British Council.Se nel trimestre appena passato i due Paesi si sono presentati coesi nel dare forma a risposte culturali globali al Covid-19, favorendo con il format dei Culture Salons importanti occasioni di confronto e di dibattito tra noti esponenti istituzionali e professionisti dell’Arte e della Cultura, l’impegno bilaterale guarda già al prossimo futuro.Dalla leadership del G6 (Gruppo dei sei dell’Unione Europea) e del G20 e il suo impatto sulla scena globale, alla collaborazione sulla COP26 per la costruzione di un futuro sostenibile, la cooperazione tra i due Paesi prosegue nell’intento di porre la cultura al centro.

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De Palma: «Bando vaccinazioni: piano Arcuri fallimentare in partenza»

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 dicembre 2020

«Non riusciamo proprio a digerire il programma di reclutamento che il Governo ha messo in atto per ingaggiare medici e infermieri che entro la metà di gennaio dovranno, si spera, ma i dubbi in merito sono tantissimi, avviare una campagna di vaccinazione massiva per debellare il male che ci affligge, il nemico contro cui vincere la battaglia più difficile, il Covid-19.Non possiamo essere d’accordo con un piano strategico che riteniamo fallace che non ha né capo e né coda. Non tolleriamo, alla luce di un sistema sanitario dove da anni, il personale, vive la realtà amara dei tagli e dell’austerity, che oggi siano sprecati fiumi di denaro pubblico per pagare agenzie esterne che svolgano la ricerca di professionisti sul mercato e li assumano esse stesse direttamente, evitando quindi il coinvolgimento diretto di un Governo che nel momento più difficile, quando c’è da investire sulle proprie risorse, ovvero uomini e donne che hanno dimostrato di essere all’altezza della battaglia in corso, se ne lava letteralmente le mani delegando ad altri le responsabilità. Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up, commenta inviperito i contenuti del bando, voluto da Arcuri, che dovrebbe permettere entro la metà di gennaio del 2021 di trovare sul mercato ben 12mila infermieri da utilizzare per vaccinare gradualmente ma in modo continuativo tutta la popolazione italiana.«Ci chiediamo apertamente dove il Commissario Arcuri pensa di trovare altri 12mila infermieri fuori dal mercato della sanità pubblica, liberi e disponibili da subito ad accettare condizioni di contratti di 9 mesi, che altro non fanno che aprire di nuovo la strada al precariato. Perché, incalza il Presidente del Nursing Up, nessuno ha pensato a coinvolgere gli oltre 30 mila infermieri, su poco più di 250 mila circa dipendenti di ospedali ed ASL, che operano già sul territorio e negli ambulatori, oppure gli altri 230/250 mila circa tra liberi professionisti e dipendenti privati? Insomma, perché cercare uomini e donne che di fatto non ci sono, che il mercato non oggi possiede, quando buona parte di loro li abbiamo già in casa nostra? Personale che sarebbe ben felice di integrare il proprio stipendio mettendo in gioco la propria professionalità e le proprie straordinarie conoscenze, cioè quelle di chi già da anni vive l’esperienza del rapporto con il cittadino e la gestione delle situazioni difficili. Alla fine, qui parliamo di chi lavora già sul campo ogni giorno e che avrebbe quindi tempo ed esperienza, prima e dopo i suoi turni abituali, per svolgere con il massimo della qualità richiesta un servizio, quello delle vaccinazioni, dove non ci si può permettere il minimo errore, e dove è in gioco, ancora una volta, la vita degli italiani».

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“Un piano di investimento triennale per la montagna”

Posted by fidest press agency su martedì, 15 dicembre 2020

“Lo scorso luglio agli Stati Generali della Montagna è emersa la richiesta di inserire la montagna nel Piano Nazionale Ripresa e Resilienza. Ci sono interventi inseriti nella Legge di Bilancio destinati ad aiutare le aree svantaggiate, tra cui le zone montuose”. “Le risorse che arriveranno dalla Ue con il Recovery Fund – spiega la Presidente – saranno decisive per approntare un piano triennale di investimenti in grado non solo di sostenere la vita in montagna, ma anche per ridurre il gap con le le altre zone del nostro Paese cominciando dall’abbattimento del digital divide. Non si tratta infatti di perseguire logiche assistenzialistiche, ma di andare a individuare quali sono le funzioni strategiche della montagna e garantire pari servizi e pari accessibilità a tutti i cittadini”.“Per questa ragione – conclude Rotta – nel PNRR sono previsti aiuti e ristori a aree interne e montane al fine di incentivare processi di sviluppo socio-economico laddove i tassi occupazionali troppo bassi spingono verso lo spopolamento”

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Piano vaccino anti-covid in Italia e ruolo farmacie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 dicembre 2020

Saranno 202.573.000 le dosi di vaccino destinate all’Italia, suddivise, nel 2021, in quattro tranche e con un’ultima consegna nei primi tre mesi del 2022. Se, inizialmente, saranno eletti 1500 siti di somministrazione, in Asl, ospedali, farmacie ospedaliere – sostenute da anche unità mobili per garantire la capillarità -, e saranno creati dei team, con medici, infermieri, Oss, e amministrativi, nella seconda fase, dal secondo trimestre, è molto probabile che a somministrare saranno anche medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, mentre successivamente, quando la campagna sarà ancora più massiva, sarà possibile il coinvolgimento delle farmacie. Centrale, nella logistica, sarà l’Esercito, con un ruolo nella distribuzione e stoccaggio, ma non si esclude il ricorso ad altri attori. A fare il punto sul piano esecutivo della campagna vaccinale contro il Covid-19, è stato, ieri, in audizione in commissione Trasporti della Camera, il Commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri. Sono sostanzialmente due i modelli messi in campo, in base alla tipologia di vaccini. «I primi che verranno autorizzati, secondo le previsioni di Ema, sono, come detto, quelli Pfizer e Biontech, che vanno conservati a temperature bassissime (almeno -75° C). Sarà direttamente l’azienda a consegnare in sicurezza le dosi nei punti di distribuzione e somministrazione sul territorio, che, come convenuto con le Regioni, saranno 300. Si tratta, sostanzialmente, di presidi ospedalieri, l’87% dei quali dispone già delle celle frigorifere necessarie per conservare le dosi, anche per un periodo superiore ai 15 giorni. Mentre il restante 13% verrà dotato delle celle dalla struttura commissariale». Ci sarà poi il ricorso «alle unità mobili, che andranno, per esempio, nelle Rsa o dove ci sarà l’organizzazione della somministrazione». Quanto alla distribuzione delle dosi, «l’idea è che questa avvenga, via via che le dosi arriveranno nel nostro Paese, in modo omogeneo su tutto il territorio: non è ammissibile immaginare che la possibilità di ricevere il vaccino dipenda dal luogo in cui si vive e si lavora. Le Forze Armate restano il primo e principale soggetto a cui è richiesto un contributo nel trasporto, distribuzione e, se serve, stoccaggio. Se sarà necessario coinvolgere altri attori della logistica, lo faremo. Quanto, invece, alle aziende della distribuzione e stoccaggio dei farmaci abbiamo già iniziato positivamente un dialogo». (fonte: farmacista33)

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Piano straordinario per assumere 6 mila poliziotti penitenziari

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2020

“Abbiamo chiesto al Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, di garantire nella prossima legge di stabilità le risorse necessarie per affrontare tre questioni che da troppo tempo impediscono ai poliziotti penitenziari di lavorare in condizioni dignitose: un piano straordinario di 6 mila nuove assunzioni, il rinnovo del contratto e la sicurezza sui luoghi di lavoro.” Questo il commento della Fp Cgil al termine della riunione di oggi con il Ministro della Giustizia.“La pianta organica della Polizia Penitenziaria prevede 41.595 unità, ma in servizio ce ne sono solo 37.247 quindi, considerando che da qui ad un anno andranno in pensione circa 1.500 persone, dobbiamo assumere immediatamente almeno 6.000 poliziotti – spiega la Funzione Pubblica Cgil – e per trovare le risorse necessarie Bonafede dovrà spendersi in prima persona all’interno del Consiglio dei Ministri”. Così come “si dovranno trovare le risorse per garantire un rinnovo dignitoso del contratto di lavoro, considerato che quelle previste dal Def non sono assolutamente sufficienti per questioni importanti come l’avvio della previdenza complementare e le politiche di genere, le misure di contrasto al fenomeno crescente dei suicidi e delle aggressioni subite dal personale, e per garantire maggior sicurezza sui luoghi di lavoro con la ristrutturazione delle carceri”, conclude la Fp Cgil.

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Torino: Piano strategico metropolitano

Posted by fidest press agency su domenica, 11 ottobre 2020

Torino. Entro il 15 novembre è possibile contribuire al processo di elaborazione del nuovo Piano Strategico Metropolitano 2021-2023 compilando un questionario online ideato per raccogliere le opinioni e le istanze di chi vive e lavora sul territorio metropolitano torinese: il form è pubblicato sul sito istituzionale della Città metropolitana al link http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/sviluppo-economico/piano-strategico/indagine-psm La consultazione online insieme al coinvolgimento diretto degli Atenei Torinesi è una delle novità di questa programmazione partecipata del Piano Strategico metropolitano che avrà valenza nel prossimo triennio: il progetto è stato presentato online ad amministratori locali e rappresentanti del mondo produttivo e associativo mercoledì 7 ottobre in collaborazione con Links Foundation.Per la Città metropolitana di Torino – rappresentata dalla sindaca metropolitana Chiara Appendino e dal consigliere metropolitano delegato alla pianificazione strategica Dimitri De Vita – la nuova impostazione metodologica del lavoro che porterà alla redazione del Piano valorizza il ruolo del territorio e consente un dialogo sinora mai compiutamente avviato tra il mondo accademico e le amministrazioni locali, le quali hanno la necessità di acquisire una visione strategica che vada al di là dei mandati elettorali.Secondo De Vita “è importante la valutazione sulle infrastrutture di cui necessita il territorio, ma è parimenti importante l’analisi e il contrasto alle disuguaglianze sociali e territoriali e al gap tra il capoluogo e le zone montane e rurali. L’obiettivo, secondo il Consigliere delegato alla pianificazione strategica, deve essere in sostanza quello di offrire le stesse chance e possibilità a tutti i cittadini che vivono nel territorio della Città metropolitana. Un obiettivo perseguibile valorizzando il terzo settore, varando il Piano Urbano della mobilità sostenibile, garantendo il diritto al trasporto e alle connessioni telematiche veloci in tutti i territori, investendo sul futuro dei giovani grazie alle risorse del piano Next Generation EU, sostenendo nella sfida dell’innovazione la piccola e media impresa, in cui opera il 50% dell’intera forza lavoro del territorio. Operare con l’ausilio della ricerca universitaria è decisivo per coniugare i desiderata politici con un’adeguata la visione del futuro, che deve poter contare su modelli predittivi scaturiti dalla ricerca scientifica”.La Città metropolitana dispone di strumenti progettuali che possono e debbono essere utilizzati per una programmazione territoriale di lungo periodo: il Piano Territoriale Generale Metropolitano, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile e l’Agenda per lo sviluppo sostenibile.L’obiettivo è elaborare entro il 15 dicembre il documento di PSM da sottoporre al Consiglio metropolitano.Concludendo la presentazione, la sindaca metropolitana Chiara Appendino ha ricordato che “non si può più ragionare nei limiti dei confini territoriali comunali nella programmazione dei servizi essenziali, nelle politiche dei trasporti, delle filiere, dell’istruzione e della formazione universitaria. La capacità di fare programmazione superando i confini comunali può consentire alla Città metropolitana di Torino di confrontarsi ed entrare in relazione con le altre aree metropolitane europee. La condivisione con gli attori del territorio delle questioni da affrontare nel Piano Strategico è necessaria per impegnare tutti nel raggiungimento di obiettivi condivisi e scaturiti dal confronto, in una logica cooperativa che supera la competizione o l’incomprensione tra territori che fanno parte di un’unica area vasta”.

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Recovery Fund: Campidoglio, presentato Piano di Sviluppo resiliente

Posted by fidest press agency su domenica, 11 ottobre 2020

Roma. Roma Capitale ha inviato al Governo il “Piano di Sviluppo resiliente, sostenibile e inclusivo”, delineando una strategia di sviluppo urbano finalizzata a garantire una ripresa sociale ed economica dopo l’emergenza Covid-19.Il Piano è stato presentato dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi. Presenti anche il vice ministro dell’economia e delle finanze, Laura Castelli, e l’assessore al Bilancio e al Coordinamento strategico delle Partecipate di Roma Capitale, Gianni Lemmetti. Dopo un’attività di ricognizione, elaborazione e analisi che ha coinvolto tutti gli assessorati e le strutture capitoline, oltre alle società partecipate, è stato predisposto un elenco di opere pubbliche e un set di fabbisogni di investimento per un valore complessivo di circa 25 miliardi di euro, da finanziare principalmente con le risorse del Recovery Fund.Il complesso di interventi si articola in ambiti fondamentali per la crescita e la ripresa della città: inclusione sociale e rigenerazione urbana, mobilità sostenibile e integrata, infrastrutture sicure ed efficienti, transizione ecologica, digitalizzazione e innovazione. Inclusione sociale e rigenerazione urbana: Uno dei punti qualificanti del piano prevede un ampio programma di edilizia popolare: 2 miliardi di euro per l’acquisto di immobili disponibili sul mercato e diffusi in tutta la città, equivalenti a circa 10 mila alloggi. Mobilità sostenibile e integrata: Obiettivo del Piano è dotare Roma di una rete di trasporto pubblico potenzialmente in grado di coprire tutta la città, per colmare lo storico gap con le altre grandi Capitali europee e ridurre le emissioni inquinanti, in linea con il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile). Si prevedono la realizzazione di 49 km di nuove linee metro, 45 km di linee tranviarie e di 2 ulteriori funivie urbane, per un investimento complessivo sulla mobilità di circa 12 miliardi di euro. Infrastrutture sicure ed efficienti: Ammonta a 1,5 miliardi di euro l’insieme degli interventi di rifacimento delle strade, dei ponti e delle gallerie della città: un programma straordinario per rendere le infrastrutture sempre più sicure e garantire la mobilità e accessibilità dei cittadini. Transizione ecologica,Per garantire il raggiungimento dei target di sostenibilità ambientale e rendere la città sempre più “green” vengono proposti diversi progetti: 3 miliardi di euro per la riqualificazione energetica delle scuole, 1,5 miliardi di euro per l’efficientamento energetico delle case popolari e degli edifici pubblici, 500 milioni di euro di euro per implementare e rinnovare l’illuminazione pubblica, 300 milioni di euro per la gestione e la raccolta dei rifiuti: impianti TMB, impianto multimateriale, impianto carta e cartone, mezzi per la raccolta, cassonetti e contenitori intelligenti. Digitalizzazione e innovazione. Un’attenzione particolare è stata rivolta a progetti di digitalizzazione e innovazione tecnologica, per un totale di 550 milioni di euro: realizzazione di strade e strumenti di mobilità smart, piazze smart attrezzate con dispositivi e servizi digitali (app, download di video, giornali, libri) in grado di supportare l’interazione degli abitanti di quel quartiere, facilitare l’animazione di attività sociali nella piazza e sostenere lo sviluppo di competenze digitali degli utenti.

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Gruppo 2003: Piano Amaldi per la ripresa del Paese

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 ottobre 2020

L’Associazione Gruppo 2003, che raduna ricercatori italiani di rilevo internazionale, aderisce al Piano Amaldi per il raddoppio del finanziamento della ricerca pubblica in Italia. “Sosteniamo con entusiasmo il Piano che sintetizza in una proposta chiara, realistica e convincente anni di campagna per dare nuovo ossigeno alla ricerca italiana” dichiara il presidente del Gruppo 2003 Nicola Bellomo. “La ricerca italiana è di buona qualità, ma con fondi adeguati può dare lo spunto che serve in questo momento al nostro paese e alla sua economia. Per questo ci associamo alla richiesta del Piano”. “Sono molto contento dell’adesione del Gruppo 2003 che da anni si batte per questi obiettivi” ha dichiarato il padre del Piano Ugo Amaldi. “Non c’è libertà e progresso senza una ricerca scientifica robusta, ben finanziata, e con un adeguato numero di ricercatori. L’Italia spende in ricerca pubblica 150 euro all’anno per ogni cittadino, la Francia 250 euro e la Germania 380. Per garantire un futuro alle nuove generazioni, che faranno nuovi mestieri oggi inimmaginabili, dobbiamo arrivare in 6-7 anni a investire 300 euro pro capite all’anno. Questo obiettivo, assolutamente realizzabile, deve essere l’obiettivo di tutti, non solo degli scienziati”. Per questo il Piano Amaldi rivolto al governo è diventato una lettera aperta al primo ministro Conte che tutti possono sottoscrivere.

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«Piano immigrazione della UE: niente redistribuzione automatica in Europa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2020

Per chi entra illegalmente in Italia l’unica soluzione è quella del controllo esterno delle frontiere e per i clandestini centri sorvegliati per poter distinguere tra chi ha diritto alla protezione internazionale da chi deve essere rimpatriato. Insomma, dalla Von der Leyen una doccia gelata al governo PD-M5S e alla sua politica delle porte aperte all’immigrazione illegale di massa. Il messaggio dell’Europa è chiaro: “Cara Italia, devi difendere le tue frontiere, perché i clandestini che farai entrare te li devi tenere tu”. Cosa altro serve per fermare la furia immigrazionista della sinistra italiana?». È quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Voto sulle risorse proprie: i deputati aprono la via al Piano di ripresa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2020

Bruxelles. I deputati accelerano la procedura che permetterà all’UE di prendere in prestito 750 miliardi di euro per il piano di ripresa “Next Generation EU”.I deputati hanno velocizzato la procedura votando già nella sessione plenaria di settembre il loro parere legislativo sulla decisione relativa al sistema delle risorse proprie (DRP). Ciò elimina un importante ostacolo e accelera la procedura per l’attuazione di questa legge fondamentale dell’UE per rilanciare l’economia, consentendo alla Commissione di reperire 750 miliardi di euro sui mercati per il fondo di ripresa.Il voto di mercoledì consentirà al Consiglio UE di adottare rapidamente la DRP e di avviare il processo di ratifica in 27 paesi dell’UE, così da poter lanciare il piano di ripresa al più presto.Nel suo parere, adottato con 455 voti favorevoli, 146 contrari e 88 astensioni, il Parlamento mantiene la propria posizione sulla necessità di introdurre nel bilancio dell’UE nuove fonti di entrate che coprano almeno i costi relativi al Piano per la ripresa.Il Parlamento chiede anche un calendario vincolante per l’introduzione di queste nuove risorse proprie. Insiste affinché il finanziamento della ripresa sia reso sostenibile, ad esempio tassando i responsabili dell’inquinamento a livello transfrontaliero e le multinazionali, senza gravare sulla prossima generazione.

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Piano digitale del governo del territorio

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

Milano. L’iniziativa, realizzata dalla Regione Lombardia in collaborazione con FormezPA, verrà presentata nel convegno online dal titolo “Valorizzazione della base cartografica di riferimento (DBT) per la redazione digitale del Piano di governo del territorio” che si terrà martedì 15 settembre 2020 a partire dalle ore 9,30. All’incontro, moderato dalla giornalista del Corriere della Sera Elena Papa, interverranno l’assessore lombardo al Territorio e alla Protezione civile, Pietro Foroni, il presidente Anci Lombardia, Mauro Guerra e il presidente di FormezPA, Alberto Bonisoli. Per partecipare è necessario iscriversi all’indirizzo: https://dbt-pgt.eventbrite.it.Si tratta di un corso che sarà erogato in modalità e-learning a frequenza libera e gratuita a partire dall’autunno 2020 fino alla primavera 2021. Gli iscritti acquisiranno capacità nell’utilizzo di un software GIS open source sperimentando l’impiego del DBT, utile nelle molteplici attività che i Comuni svolgono, prima tra tutte la realizzazione della cartografia del Piano di governo del territorio (PGT). Le lezioni hanno anche l’obiettivo di fornire un accompagnamento tecnico specialistico all’introduzione di innovazioni digitali nella pratica urbanistica lombarda fondate sull’utilizzo del DBT, in corso di completamento per tutto il territorio lombardo. Tale strumento costituisce infatti la base digitale di riferimento per tutti gli strumenti di pianificazione predisposti sia dagli enti locali che dalla Regione, come definito dall’articolo 3 della legge regionale n. 12/2005 per il governo del territorio.

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Serve un piano straordinario per il taglio delle tasse

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2020

In questi mesi, come Governo, abbiamo messo in campo tutte le misure necessarie per contrastare gli effetti della pandemia da Covid, ma ora servono strumenti e misure per consentire una immediata ripartenza dell’intero Sistema Paese. Due sono le strade, e dobbiamo percorrerle entrambe, senza tentennamenti.
La prima, che abbiamo già intrapreso, è quella che ci porterà a varare un importantissimo Decreto per la sburocratizzazione, la semplificazione e lo sblocco degli investimenti pubblici. Abbiamo più di 125 miliardi già stanziati che hanno bisogno di essere liberati. Ma oltre a questo stiamo semplificando i rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione, e questo porterà con sé anche un consistente risparmio e la liberazione di risorse che potranno essere diversamente allocate.
La seconda, ancora più importante, è quella che ci porterà a mettere in campo un ambizioso, e ormai non più rinviabile, piano di riforme strutturali che hanno come obiettivo l’abbassamento delle tasse ed il miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Siamo pronti su tanti settori, si tratta solo di ricondurre tutto all’interno di un disegno unico. E il Piano Nazionale delle Riforme, che ci apprestiamo a presentare, è la prima occasione per delineare gli ambiti di intervento e il cromo programma di azione.Questo Paese ha bisogno di una rivoluzione verde, che acceleri la transizione del sistema economico verso una maggiore sostenibilita’ ambientale e sociale, una rivoluzione che passa anche attraverso la rivisitazione, o meglio cancellazione, dei sussidi ambientalmente dannosi.Fatturazione elettronica e scontrino elettronico ci stanno aiutando molto nella lotta all’evasione fiscale, che resta una priorità per il Governo. Se tutti pagano, tutti pagheremo di meno. E questa è la premessa per una complessiva riforma della tassazione diretta e indiretta, che arriverà già con la prossima Legge di Bilancio.
Il rapporto tra cittadino, imprenditore, e fisco deve essere più diretto e molto più semplice. Per questo stiamo lavorando anche ad un Testo unico del Contribuente, che metta ordine tra le oltre 800 norme che esistono in materia fiscale.
Abbiamo una grande occasione, che non vogliamo e possiamo sprecare. È un’opportunità unica, grazie anche alle risorse che arriveranno dall’Unione Europea. Ora dobbiamo remare tutti nella stessa direzione, siamo un grande Paese, possiamo farcela!”.Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Piano di ripresa dell’UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2020

Due settimane prima di un vertice europeo d’importanza cruciale, il Comitato europeo delle regioni – l’assemblea degli enti regionali e locali dell’UE – invita gli Stati membri a raggiungere un accordo tempestivo ed equo sul quadro finanziario pluriennale (QFP) e sul piano Next Generation EU . In una risoluzione e un dibattito con Johannes Hahn, Commissario europeo responsabile del Bilancio e dell’amministrazione, le regioni e le città hanno chiesto che la coesione diventi la bussola per tutte le politiche dell’UE e che l’attuazione dei programmi dell’UE si basi su responsabilità e partenariati condivisi.”Nonostante il ruolo riconosciuto alla politica di coesione nel piano di rilancio, esso funzionerà solo se ci sarà un ancoraggio territoriale. Ad oggi, la sua governance non contempla un vero coinvolgimento delle regioni nella definizione dei piani di investimento, che sono nazionali, e nella loro attuazione. Le risorse sono assegnate agli Stati membri senza alcun vincolo di destinazione territoriale, lasciando ai governi nazionali piena libertà di decidere a quali aree allocarle” ha dichiarato Enrico Rossi (IT/PSE), presidente della Regione Toscana.Il CdR ribadisce che sia il QFP che il piano di ripresa devono concentrarsi sulla coesione quale valore fondamentale e su una solida politica di investimenti a lungo termine dell’UE, che contribuisca a creare un’Unione più resiliente, più verde e orientata al futuro. Il CdR accoglie con favore il sostegno supplementare per la politica di coesione (55 miliardi di euro), lo sviluppo rurale (15 miliardi di euro) e il Fondo per una transizione giusta (30 miliardi di euro), il programma rafforzato Orizzonte (12,5 miliardi di euro) e il meccanismo per collegare l’Europa (1,5 miliardi di euro), nonché per il programma autonomo in materia di salute con una dotazione di 9,37 miliardi di euro.L’attuazione del nuovo bilancio e del nuovo piano di ripresa rappresenterà una sfida in termini di pianificazione strategica, coordinamento e capacità amministrativa. Il Comitato europeo delle regioni chiede di evitare qualsiasi processo di centralizzazione e di garantire che le regioni e le città possano aiutare a dirigere gli investimenti là dove sono più necessari. Il Comitato è pronto a contribuire al miglioramento del semestre europeo, che svolgerà un ruolo importante nel coordinamento strategico del piano di ripresa. Un nuovo partenariato tra UE, attori nazionali, regionali e locali contribuirà a ridurre l’attuale distanza tra il coordinamento delle politiche economiche e i bisogni reali dei cittadini e delle imprese, promuovendo l’attuazione e l’utilizzo dei programmi europei nelle città e nelle regioni.

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Governo: Il Piano Colao

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

Molti ne parlano ma pochi ne sanno. Succede spesso nel nostro Paese che è passato dalle chiacchiere al bar a quelle sui cosiddetti social, dove leggiamo, o sentiamo, il ripetersi del rito mattutino tra un caffè e un cappuccino.
Vediamo.Nell’aprile scorso il Governo ha incaricato un gruppo di esperti, guidato da Vittorio Colao, di redigere proposte per definire una strategia per la ripresa economica dell’Italia.A giugno, è stato consegnato al governo il Piano Colao, 102 schede di lavoro nelle quali, però, non sono indicati i costi delle misure proposte. A individuare i costi del Piano Colao, ci ha pensato l’Osservatorio sui Conti Pubblici, che li ha stimati in 170 miliardi in 5 anni. La maggior parte dei costi riguarda 5 interventi: alta velocità e collegamenti con gli aeroporti, assegno unico per i figli, asili nido, transizione energetica, poli turistici, aree marine e portuali.Il Piano Colao è stato alla base dei lavori degli Stati Generali e, ora, si tratta di capire cosa vuol fare il Governo nelle prossime settimane per rilanciare la crescita. A disposizione ci sono fondi europei, Mes, Sure, Bei, per un totale di 540 miliardi e quelli del Recovery Fund, la cui realizzazione è da definire, per 750 miliardi, parte in prestiti e parte a fondo perduto.Occorre far presto perché, finita la fase di tamponamento delle emergenze, in autunno il ciclo economico dovrà riprendere a meno di non cadere in profonda crisi economica. E’ di tutta evidenza che non ce lo possiamo permettere.Bando alle bufale sul Mes di Salvini, Meloni e alcuni esponenti dei 5 stelle, occorre utilizzare da subito il prestito decennale di 36 miliardi, disponibili, tra l’altro, a interessi zero. Dopo le parole occorrono i fatti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Scuola: Il piano del Governo per rilanciarla

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Diritto allo studio, lotta alla dispersione scolastica, basta classi pollaio, più ore di lezione a scuola, formazione del personale e valorizzazione delle competenze, potenziamento delle competenze digitali di docenti e personale Ata: sono i punti cardini del piano predisposto dal Governo Conte-bis per rilanciare l’istruzione pubblica in Italia. I temi sono stati presentati ai sindacati e alle associazioni presenti ieri a Villa Pamphili a Roma, dove il premier Giuseppe Conte ha organizzato l’incontro facente parte degli Stati Generali dell’Economia.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief presente all’evento, “il Governo ha colto in pieno alcune delle esigenze-chiave che, se non affrontate, rischiano di compromettere il prossimo anno scolastico, quando otto milioni di alunni torneranno in classe. Lo sosteniamo da tempo e lo abbiamo ribadito con una serie di emendamenti all’articolo 230 del Decreto Legge ‘Rilancio’, già presentati alle Commissioni competenti della Camera dove è previsto l’esame del testo in vista della conversione parlamentare”.
Promuovere il diritto allo studio contrastando la dispersione scolastica; introdurre misure per ridurre il sovraffollamento delle classi; rafforzare il “tempo scuola”; formazione del personale e valorizzazione delle competenze, con formazione permanente del personale finalizzata al potenziamento delle competenze digitali dei dipendenti pubblici. Sono questi gli obiettivi che il Governo vuole attuare per il rilancio della scuola pubblica, messa in ginocchio dal coronavirus e però subito rimessa in sesto dallo spirito di abnegazione del personale docente e Ata che, anche da casa, ha continuato a svolgere attività didattica e di supporto ai propri alunni.
L’Esecutivo ha anche presentato un piano per rimettere in carreggiata l’ambito accademico. Questo, prevede la necessità di innovare il dottorato di ricerca; costruire la formazione professionalizzate valorizzando gli Istituti Tecnici Superiori e le lauree professionalizzanti; attuare un piano straordinario di reclutamento dei ricercatori; incentivare gli scambi europei anche per le scuole superiori, nell’ambito del progetto European Classroom; sviluppare gli ecosistemi dell’innovazione al Sud; incrementare le borse di studio per l’ingresso all’Università.
I fondi dell’Ue, ha detto il sindacalista autonomo, serviranno anche per incrementare gli organici di 200 mila unità, tra docenti e Ata; attuare un piano straordinario di 200 mila unità aggiuntive a quelle già autorizzate; procedere alla conferma nei ruoli di tutti i docenti assunti con clausola rescissoria, anche in considerazione del superamento dell’anno di prova; trasformare in organico di diritto per le immissioni in ruolo e i trasferimenti tutto l’organico curricolare e su posti di sostegno; rivedere gli organici nel rapporto alunni-classi, alunni-scuole autonome, alunni-insegnanti, alunni-Ata per garantire il corretto distanziamento sociale, la sicurezza durante l’attività didattica, per migliorare gli apprendimenti, contrastare la povertà educativa e il tasso di dispersione scolastica nonché le diseguaglianze sociali; rivedere i concetti di scuola a tempo pieno e a settimana corta; reintrodurre l’insegnamento per moduli nella scuola primaria e dell’infanzia con l’insegnamento specialista in lingua inglese e il docente di educazione fisica; stabilizzare almeno 40 mila unità di personale Ata ed educativo attraverso l’utilizzo delle graduatorie 24 mesi e la realizzazione dei profili professionali già prevista dal Ccnl.

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Gli italiani aspettano ancora il piano di rilancio del Governo

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2020

Da una parte sogni e promesse, dall’altra realtà e sacrifici. È la situazione che stanno producendo, o forse sarebbe meglio dire certificando, gli Stati generali dell’economia in corso a Roma. Oggi è stata la giornata del Piano Colao, emblema della politica degli slogan intrapresa dal Governo, che non ha ancora prodotto nessun risultato utile a tutelare i consumatori, lasciati in balia della crisi prodotta dall’emergenza Coronavirus.“Dal Piano Colao – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – abbiamo avuto decine e decine di buone intenzioni, ma ci aspettavamo ben altro. Pensavamo che sarebbero arrivate proposte concrete per l’immediato, visto che la task force è stata varata ad aprile per studiare le misure necessarie per la Fase 2, quella della ripartenza una volta superato il lockdown, ma evidentemente ci siamo illusi. Ad oggi, infatti, abbiamo soltanto un libro dei sogni, proposte deboli, mentre il Governo è ancora nella fase del brainstorming, come dimostrano gli Stati generali dell’economia. Il momento delle idee avrebbe dovuto lasciare spazio già da tempo a quello delle azioni per rilanciare il Paese. Si è accumulato, invece, un ritardo gravissimo, che sta costringendo i cittadini ad enormi sacrifici. Delle tutele per i consumatori non c’è traccia, sulle riforme strutturali del modello economico e dei consumi ci sono solo slogan e promesse. Come se non bastasse, dopo averla annunciata con tanta enfasi, la task force guidata da Colao è stata già archiviata dal Premier Conte. Torniamo a ripeterlo, nella speranza che qualcuno nel Governo si svegli dal torpore: servono iniziative immediate per evitare che il Paese sprofondi in una crisi irreversibile. Immettere liquidità nel sistema, prevedere tassi agevolati, ridurre la pressione fiscale, far slittare le rate dei mutui e dei prestiti. I consumatori, e con loro le famiglie, hanno bisogno di iniziative forti, rapide e concrete. Il tempo dei libri dei sogni, delle promesse e delle buone intenzioni è finito”.

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Piano Pandemico nazionale aggiornato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

La Camera dei deputati, in sede di esame del disegno di legge di “Conversione in legge del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, ha approvato l’ordine del giorno dell’Onorevole pentastellato Stefania Mammì, che chiede di valutare l’opportunità, nei tempi più stretti possibile, della revisione del precedente Piano nazionale di preparazione e risposta ad una pandemia influenzale, sostituendolo con un nuovo Piano nazionale di preparazione e risposta a una pandemia da Sars Cov-2 (Covid-19) e nuove Linee Guida per la stesura dei Piani Pandemici regionali, al fine di consentire una risposta adeguata e più efficace rispetto all’attuale situazione pandemica e agli eventuali futuri picchi di epidemia.On Stefania Mammì (M5S): “In ragione della nuova pandemia da SARS-CoV-2 e dell’alta probabilità del verificarsi di un secondo picco di pandemia nei mesi autunnali, diventa necessaria l’elaborazione di un nuovo Piano nazionale di preparazione e risposta ad una pandemia sulla base delle caratteristiche del Covid-19, in particolare al fine di individuare le azioni e gli interventi da intraprendere per una più efficace risposta in termini di prevenzione e controllo dell’infezione; elaborare dei nuovi piani di emergenza per mantenere i servizi sanitari e garantire altri servizi essenziali; definire la gestione dei casi sospetti e positivi nelle strutture sanitarie, inclusi i servizi di pronto soccorso; prevenire il contagio degli operatori sanitari, garantendo in primo luogo la dotazione di idonei DPI, assicurare un’ adeguata formazione del personale (sanitario e non) coinvolto nella risposta alla nuova pandemia; disporre un coordinamento con le amministrazioni regionali per effettuare tamponi ed esami ematici (se necessari) agli operatori sanitari coinvolti nella gestione diretta di casi sospetti o confermati di Covid-19”. (by Moira Perruso)

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