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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

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Voto sulle risorse proprie: i deputati aprono la via al Piano di ripresa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2020

Bruxelles. I deputati accelerano la procedura che permetterà all’UE di prendere in prestito 750 miliardi di euro per il piano di ripresa “Next Generation EU”.I deputati hanno velocizzato la procedura votando già nella sessione plenaria di settembre il loro parere legislativo sulla decisione relativa al sistema delle risorse proprie (DRP). Ciò elimina un importante ostacolo e accelera la procedura per l’attuazione di questa legge fondamentale dell’UE per rilanciare l’economia, consentendo alla Commissione di reperire 750 miliardi di euro sui mercati per il fondo di ripresa.Il voto di mercoledì consentirà al Consiglio UE di adottare rapidamente la DRP e di avviare il processo di ratifica in 27 paesi dell’UE, così da poter lanciare il piano di ripresa al più presto.Nel suo parere, adottato con 455 voti favorevoli, 146 contrari e 88 astensioni, il Parlamento mantiene la propria posizione sulla necessità di introdurre nel bilancio dell’UE nuove fonti di entrate che coprano almeno i costi relativi al Piano per la ripresa.Il Parlamento chiede anche un calendario vincolante per l’introduzione di queste nuove risorse proprie. Insiste affinché il finanziamento della ripresa sia reso sostenibile, ad esempio tassando i responsabili dell’inquinamento a livello transfrontaliero e le multinazionali, senza gravare sulla prossima generazione.

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Piano digitale del governo del territorio

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

Milano. L’iniziativa, realizzata dalla Regione Lombardia in collaborazione con FormezPA, verrà presentata nel convegno online dal titolo “Valorizzazione della base cartografica di riferimento (DBT) per la redazione digitale del Piano di governo del territorio” che si terrà martedì 15 settembre 2020 a partire dalle ore 9,30. All’incontro, moderato dalla giornalista del Corriere della Sera Elena Papa, interverranno l’assessore lombardo al Territorio e alla Protezione civile, Pietro Foroni, il presidente Anci Lombardia, Mauro Guerra e il presidente di FormezPA, Alberto Bonisoli. Per partecipare è necessario iscriversi all’indirizzo: https://dbt-pgt.eventbrite.it.Si tratta di un corso che sarà erogato in modalità e-learning a frequenza libera e gratuita a partire dall’autunno 2020 fino alla primavera 2021. Gli iscritti acquisiranno capacità nell’utilizzo di un software GIS open source sperimentando l’impiego del DBT, utile nelle molteplici attività che i Comuni svolgono, prima tra tutte la realizzazione della cartografia del Piano di governo del territorio (PGT). Le lezioni hanno anche l’obiettivo di fornire un accompagnamento tecnico specialistico all’introduzione di innovazioni digitali nella pratica urbanistica lombarda fondate sull’utilizzo del DBT, in corso di completamento per tutto il territorio lombardo. Tale strumento costituisce infatti la base digitale di riferimento per tutti gli strumenti di pianificazione predisposti sia dagli enti locali che dalla Regione, come definito dall’articolo 3 della legge regionale n. 12/2005 per il governo del territorio.

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Serve un piano straordinario per il taglio delle tasse

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2020

In questi mesi, come Governo, abbiamo messo in campo tutte le misure necessarie per contrastare gli effetti della pandemia da Covid, ma ora servono strumenti e misure per consentire una immediata ripartenza dell’intero Sistema Paese. Due sono le strade, e dobbiamo percorrerle entrambe, senza tentennamenti.
La prima, che abbiamo già intrapreso, è quella che ci porterà a varare un importantissimo Decreto per la sburocratizzazione, la semplificazione e lo sblocco degli investimenti pubblici. Abbiamo più di 125 miliardi già stanziati che hanno bisogno di essere liberati. Ma oltre a questo stiamo semplificando i rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione, e questo porterà con sé anche un consistente risparmio e la liberazione di risorse che potranno essere diversamente allocate.
La seconda, ancora più importante, è quella che ci porterà a mettere in campo un ambizioso, e ormai non più rinviabile, piano di riforme strutturali che hanno come obiettivo l’abbassamento delle tasse ed il miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Siamo pronti su tanti settori, si tratta solo di ricondurre tutto all’interno di un disegno unico. E il Piano Nazionale delle Riforme, che ci apprestiamo a presentare, è la prima occasione per delineare gli ambiti di intervento e il cromo programma di azione.Questo Paese ha bisogno di una rivoluzione verde, che acceleri la transizione del sistema economico verso una maggiore sostenibilita’ ambientale e sociale, una rivoluzione che passa anche attraverso la rivisitazione, o meglio cancellazione, dei sussidi ambientalmente dannosi.Fatturazione elettronica e scontrino elettronico ci stanno aiutando molto nella lotta all’evasione fiscale, che resta una priorità per il Governo. Se tutti pagano, tutti pagheremo di meno. E questa è la premessa per una complessiva riforma della tassazione diretta e indiretta, che arriverà già con la prossima Legge di Bilancio.
Il rapporto tra cittadino, imprenditore, e fisco deve essere più diretto e molto più semplice. Per questo stiamo lavorando anche ad un Testo unico del Contribuente, che metta ordine tra le oltre 800 norme che esistono in materia fiscale.
Abbiamo una grande occasione, che non vogliamo e possiamo sprecare. È un’opportunità unica, grazie anche alle risorse che arriveranno dall’Unione Europea. Ora dobbiamo remare tutti nella stessa direzione, siamo un grande Paese, possiamo farcela!”.Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Piano di ripresa dell’UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2020

Due settimane prima di un vertice europeo d’importanza cruciale, il Comitato europeo delle regioni – l’assemblea degli enti regionali e locali dell’UE – invita gli Stati membri a raggiungere un accordo tempestivo ed equo sul quadro finanziario pluriennale (QFP) e sul piano Next Generation EU . In una risoluzione e un dibattito con Johannes Hahn, Commissario europeo responsabile del Bilancio e dell’amministrazione, le regioni e le città hanno chiesto che la coesione diventi la bussola per tutte le politiche dell’UE e che l’attuazione dei programmi dell’UE si basi su responsabilità e partenariati condivisi.”Nonostante il ruolo riconosciuto alla politica di coesione nel piano di rilancio, esso funzionerà solo se ci sarà un ancoraggio territoriale. Ad oggi, la sua governance non contempla un vero coinvolgimento delle regioni nella definizione dei piani di investimento, che sono nazionali, e nella loro attuazione. Le risorse sono assegnate agli Stati membri senza alcun vincolo di destinazione territoriale, lasciando ai governi nazionali piena libertà di decidere a quali aree allocarle” ha dichiarato Enrico Rossi (IT/PSE), presidente della Regione Toscana.Il CdR ribadisce che sia il QFP che il piano di ripresa devono concentrarsi sulla coesione quale valore fondamentale e su una solida politica di investimenti a lungo termine dell’UE, che contribuisca a creare un’Unione più resiliente, più verde e orientata al futuro. Il CdR accoglie con favore il sostegno supplementare per la politica di coesione (55 miliardi di euro), lo sviluppo rurale (15 miliardi di euro) e il Fondo per una transizione giusta (30 miliardi di euro), il programma rafforzato Orizzonte (12,5 miliardi di euro) e il meccanismo per collegare l’Europa (1,5 miliardi di euro), nonché per il programma autonomo in materia di salute con una dotazione di 9,37 miliardi di euro.L’attuazione del nuovo bilancio e del nuovo piano di ripresa rappresenterà una sfida in termini di pianificazione strategica, coordinamento e capacità amministrativa. Il Comitato europeo delle regioni chiede di evitare qualsiasi processo di centralizzazione e di garantire che le regioni e le città possano aiutare a dirigere gli investimenti là dove sono più necessari. Il Comitato è pronto a contribuire al miglioramento del semestre europeo, che svolgerà un ruolo importante nel coordinamento strategico del piano di ripresa. Un nuovo partenariato tra UE, attori nazionali, regionali e locali contribuirà a ridurre l’attuale distanza tra il coordinamento delle politiche economiche e i bisogni reali dei cittadini e delle imprese, promuovendo l’attuazione e l’utilizzo dei programmi europei nelle città e nelle regioni.

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Governo: Il Piano Colao

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

Molti ne parlano ma pochi ne sanno. Succede spesso nel nostro Paese che è passato dalle chiacchiere al bar a quelle sui cosiddetti social, dove leggiamo, o sentiamo, il ripetersi del rito mattutino tra un caffè e un cappuccino.
Vediamo.Nell’aprile scorso il Governo ha incaricato un gruppo di esperti, guidato da Vittorio Colao, di redigere proposte per definire una strategia per la ripresa economica dell’Italia.A giugno, è stato consegnato al governo il Piano Colao, 102 schede di lavoro nelle quali, però, non sono indicati i costi delle misure proposte. A individuare i costi del Piano Colao, ci ha pensato l’Osservatorio sui Conti Pubblici, che li ha stimati in 170 miliardi in 5 anni. La maggior parte dei costi riguarda 5 interventi: alta velocità e collegamenti con gli aeroporti, assegno unico per i figli, asili nido, transizione energetica, poli turistici, aree marine e portuali.Il Piano Colao è stato alla base dei lavori degli Stati Generali e, ora, si tratta di capire cosa vuol fare il Governo nelle prossime settimane per rilanciare la crescita. A disposizione ci sono fondi europei, Mes, Sure, Bei, per un totale di 540 miliardi e quelli del Recovery Fund, la cui realizzazione è da definire, per 750 miliardi, parte in prestiti e parte a fondo perduto.Occorre far presto perché, finita la fase di tamponamento delle emergenze, in autunno il ciclo economico dovrà riprendere a meno di non cadere in profonda crisi economica. E’ di tutta evidenza che non ce lo possiamo permettere.Bando alle bufale sul Mes di Salvini, Meloni e alcuni esponenti dei 5 stelle, occorre utilizzare da subito il prestito decennale di 36 miliardi, disponibili, tra l’altro, a interessi zero. Dopo le parole occorrono i fatti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Scuola: Il piano del Governo per rilanciarla

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Diritto allo studio, lotta alla dispersione scolastica, basta classi pollaio, più ore di lezione a scuola, formazione del personale e valorizzazione delle competenze, potenziamento delle competenze digitali di docenti e personale Ata: sono i punti cardini del piano predisposto dal Governo Conte-bis per rilanciare l’istruzione pubblica in Italia. I temi sono stati presentati ai sindacati e alle associazioni presenti ieri a Villa Pamphili a Roma, dove il premier Giuseppe Conte ha organizzato l’incontro facente parte degli Stati Generali dell’Economia.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief presente all’evento, “il Governo ha colto in pieno alcune delle esigenze-chiave che, se non affrontate, rischiano di compromettere il prossimo anno scolastico, quando otto milioni di alunni torneranno in classe. Lo sosteniamo da tempo e lo abbiamo ribadito con una serie di emendamenti all’articolo 230 del Decreto Legge ‘Rilancio’, già presentati alle Commissioni competenti della Camera dove è previsto l’esame del testo in vista della conversione parlamentare”.
Promuovere il diritto allo studio contrastando la dispersione scolastica; introdurre misure per ridurre il sovraffollamento delle classi; rafforzare il “tempo scuola”; formazione del personale e valorizzazione delle competenze, con formazione permanente del personale finalizzata al potenziamento delle competenze digitali dei dipendenti pubblici. Sono questi gli obiettivi che il Governo vuole attuare per il rilancio della scuola pubblica, messa in ginocchio dal coronavirus e però subito rimessa in sesto dallo spirito di abnegazione del personale docente e Ata che, anche da casa, ha continuato a svolgere attività didattica e di supporto ai propri alunni.
L’Esecutivo ha anche presentato un piano per rimettere in carreggiata l’ambito accademico. Questo, prevede la necessità di innovare il dottorato di ricerca; costruire la formazione professionalizzate valorizzando gli Istituti Tecnici Superiori e le lauree professionalizzanti; attuare un piano straordinario di reclutamento dei ricercatori; incentivare gli scambi europei anche per le scuole superiori, nell’ambito del progetto European Classroom; sviluppare gli ecosistemi dell’innovazione al Sud; incrementare le borse di studio per l’ingresso all’Università.
I fondi dell’Ue, ha detto il sindacalista autonomo, serviranno anche per incrementare gli organici di 200 mila unità, tra docenti e Ata; attuare un piano straordinario di 200 mila unità aggiuntive a quelle già autorizzate; procedere alla conferma nei ruoli di tutti i docenti assunti con clausola rescissoria, anche in considerazione del superamento dell’anno di prova; trasformare in organico di diritto per le immissioni in ruolo e i trasferimenti tutto l’organico curricolare e su posti di sostegno; rivedere gli organici nel rapporto alunni-classi, alunni-scuole autonome, alunni-insegnanti, alunni-Ata per garantire il corretto distanziamento sociale, la sicurezza durante l’attività didattica, per migliorare gli apprendimenti, contrastare la povertà educativa e il tasso di dispersione scolastica nonché le diseguaglianze sociali; rivedere i concetti di scuola a tempo pieno e a settimana corta; reintrodurre l’insegnamento per moduli nella scuola primaria e dell’infanzia con l’insegnamento specialista in lingua inglese e il docente di educazione fisica; stabilizzare almeno 40 mila unità di personale Ata ed educativo attraverso l’utilizzo delle graduatorie 24 mesi e la realizzazione dei profili professionali già prevista dal Ccnl.

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Gli italiani aspettano ancora il piano di rilancio del Governo

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2020

Da una parte sogni e promesse, dall’altra realtà e sacrifici. È la situazione che stanno producendo, o forse sarebbe meglio dire certificando, gli Stati generali dell’economia in corso a Roma. Oggi è stata la giornata del Piano Colao, emblema della politica degli slogan intrapresa dal Governo, che non ha ancora prodotto nessun risultato utile a tutelare i consumatori, lasciati in balia della crisi prodotta dall’emergenza Coronavirus.“Dal Piano Colao – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – abbiamo avuto decine e decine di buone intenzioni, ma ci aspettavamo ben altro. Pensavamo che sarebbero arrivate proposte concrete per l’immediato, visto che la task force è stata varata ad aprile per studiare le misure necessarie per la Fase 2, quella della ripartenza una volta superato il lockdown, ma evidentemente ci siamo illusi. Ad oggi, infatti, abbiamo soltanto un libro dei sogni, proposte deboli, mentre il Governo è ancora nella fase del brainstorming, come dimostrano gli Stati generali dell’economia. Il momento delle idee avrebbe dovuto lasciare spazio già da tempo a quello delle azioni per rilanciare il Paese. Si è accumulato, invece, un ritardo gravissimo, che sta costringendo i cittadini ad enormi sacrifici. Delle tutele per i consumatori non c’è traccia, sulle riforme strutturali del modello economico e dei consumi ci sono solo slogan e promesse. Come se non bastasse, dopo averla annunciata con tanta enfasi, la task force guidata da Colao è stata già archiviata dal Premier Conte. Torniamo a ripeterlo, nella speranza che qualcuno nel Governo si svegli dal torpore: servono iniziative immediate per evitare che il Paese sprofondi in una crisi irreversibile. Immettere liquidità nel sistema, prevedere tassi agevolati, ridurre la pressione fiscale, far slittare le rate dei mutui e dei prestiti. I consumatori, e con loro le famiglie, hanno bisogno di iniziative forti, rapide e concrete. Il tempo dei libri dei sogni, delle promesse e delle buone intenzioni è finito”.

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Piano Pandemico nazionale aggiornato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

La Camera dei deputati, in sede di esame del disegno di legge di “Conversione in legge del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, ha approvato l’ordine del giorno dell’Onorevole pentastellato Stefania Mammì, che chiede di valutare l’opportunità, nei tempi più stretti possibile, della revisione del precedente Piano nazionale di preparazione e risposta ad una pandemia influenzale, sostituendolo con un nuovo Piano nazionale di preparazione e risposta a una pandemia da Sars Cov-2 (Covid-19) e nuove Linee Guida per la stesura dei Piani Pandemici regionali, al fine di consentire una risposta adeguata e più efficace rispetto all’attuale situazione pandemica e agli eventuali futuri picchi di epidemia.On Stefania Mammì (M5S): “In ragione della nuova pandemia da SARS-CoV-2 e dell’alta probabilità del verificarsi di un secondo picco di pandemia nei mesi autunnali, diventa necessaria l’elaborazione di un nuovo Piano nazionale di preparazione e risposta ad una pandemia sulla base delle caratteristiche del Covid-19, in particolare al fine di individuare le azioni e gli interventi da intraprendere per una più efficace risposta in termini di prevenzione e controllo dell’infezione; elaborare dei nuovi piani di emergenza per mantenere i servizi sanitari e garantire altri servizi essenziali; definire la gestione dei casi sospetti e positivi nelle strutture sanitarie, inclusi i servizi di pronto soccorso; prevenire il contagio degli operatori sanitari, garantendo in primo luogo la dotazione di idonei DPI, assicurare un’ adeguata formazione del personale (sanitario e non) coinvolto nella risposta alla nuova pandemia; disporre un coordinamento con le amministrazioni regionali per effettuare tamponi ed esami ematici (se necessari) agli operatori sanitari coinvolti nella gestione diretta di casi sospetti o confermati di Covid-19”. (by Moira Perruso)

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Microsoft annuncia un piano di investimenti da 1,5 miliardi di dollari

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

Microsoft Corp. presenta oggi un piano quinquennale di investimenti per l’Italia del valore di 1,5 miliardi di dollari, confermando il proprio impegno a supportare l’innovazione e la crescita del Paese, annunciando anche l’intento di avviare la prima Regione Data Center di Microsoft in Italia, a Milano. Capitalizzando ed estendendo il progetto di ecosistema “Ambizione Italia“ lanciato nel 2018, il nuovo piano di investimenti “Ambizione Italia #DigitalRestart” creerà nuove opportunità per far crescere persone e organizzazioni e supportare lo sviluppo economico. Microsoft permetterà alle aziende di accedere a servizi Cloud locali, grazie anche alla rinnovata partnership con Poste Italiane, offrirà programmi di formazione digitale e supporto allo smart working, aiuterà le imprese nella fase di ripartenza offrendo loro l’accesso ai laboratori “AI Hub” e a programmi appositamente pensati per le PMI. Sosterrà inoltre il Paese lanciando una Alleanza per la Sostenibilità per creare un ecosistema di open innovation sui temi green.L’annuncio di oggi conferma l’impegno di Microsoft in Italia, con più di 35 anni di storia nel Paese e una rete di oltre 10.000 partner e 350.000 professionisti. Il piano segna un importante passo verso la distribuzione dei servizi cloud di livello enterprise su scala globale, per un totale di 61 Regioni annunciate, con Microsoft Azure disponibile in oltre 140 Paesi. “L’Italia si conferma ancora una volta un polo favorevole all’attrazione di investimenti, di innovazione e sviluppo. L’annuncio del progetto Digital Restart di Microsoft, con un investimento di 1,4 miliardi di euro per la creazione di un importante data center in Italia, è un’ulteriore spinta alla trasformazione digitale del nostro Paese. Il progetto di Microsoft coglie le sfide dell’innovazione digitale e dello sviluppo “verde”, obiettivi prioritari della nostra azione di rilancio dell’economia del Paese. In queste settimane le imprese e le pubbliche amministrazioni hanno fatto un ricorso massiccio allo smart-working, riuscendo anche ad accelerarne la diffusione. Il piano di Microsoft, con servizi cloud e programmi digitali per lo smart-working dedicati alle piccole e medie imprese, potrà senz’altro aiutare l’Italia a procedere ancora più rapidamente in questa direzione. Di assoluto rilievo è anche la nuova Sustainability Alliance che Microsoft intende stipulare sul territorio. Essa contribuirà a sostenere il Green New Deal nazionale, favorendo lo sviluppo di un ecosistema dell’innovazione sostenibile”, ha commentato Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri.
“Dobbiamo indirizzare il Paese verso la trasformazione digitale e tecnologica attraverso tre sfide, che riguardano la digitalizzazione, l’innovazione e lo sviluppo etico e sostenibile”, è il commento del Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione Paola Pisano. “Le tecnologie legate all’Intelligenza Artificiale sono una vera e propria rivoluzione che abbiamo a portata di mano e su cui, come Paese, non solo non dobbiamo restare indietro, ma abbiamo il dovere di investire e giocare un ruolo da protagonisti. Significa progettare, sviluppare e sperimentare soluzioni di Intelligenza Artificiale, applicarle ai procedimenti amministrativi e ai processi produttivi, per poterne valutare l’impatto e le ricadute”.La partnership strategica con Poste Italiane e la nuova Regione Data Center in Italia. Per supportare ulteriormente l’adozione delle tecnologie Cloud, Poste Italiane e Microsoft rinnovano la propria partnership per promuovere l’innovazione tra sviluppatori, startup, grandi aziende e pubblica amministrazione. Le due aziende lanceranno un piano congiunto per sviluppare una nuova serie di servizi cloud per soddisfare le esigenze digitali emergenti delle aziende italiane e del settore pubblico, tra cui un progetto di digital skilling per i dipendenti stessi di Poste Italiane e un’iniziativa congiunta per la formazione nel Paese. Facendo leva sulle tecnologie Microsoft, Poste Italiane accelererà inoltre il processo di trasformazione digitale a supporto della propria crescita sostenibile.

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Piano Strategico Agroalimentare di Roma Capitale

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Roma. Sì della Giunta alla Memoria che sancisce l’avvio della stesura del Piano Strategico Agroalimentare di Roma Capitale, tassello cruciale della programmazione delle attività produttive cittadine, già prevista dal “Piano Strategico per lo Sviluppo Economico e Urbano di Roma”. Con uno scopo ben preciso: moltiplicare il valore aggiunto di un comparto che – tra agricoltura, silvicoltura e pesca – lo scorso anno, nella Città Metropolitana, ha raggiunto circa 546 milioni per un totale di 15.806 occupati, secondo le recenti stime dell’Assessorato allo Sviluppo economico di Roma Capitale.Il Piano Strategico Agroalimentare, diretto a valorizzare tutta la filiera di settore – dalle fasi di coltivazione e allevamento a quelle di produzione, trasformazione, distribuzione e commercializzazione – va di pari passo con la definizione di una Food Policy per Roma, per concorrere al raggiungimento dell’obiettivo “Fame Zero” nel mondo, fissato dal World Food Programme entro il 2030. S’inserisce inoltre nel quadro di tutti i programmi di settore europei, nazionali, regionali e di ecosistema.
Un’attenzione speciale sarà data alla messa a punto di strategie di contrasto dei fenomeni di degrado della terra, come l’impermeabilizzazione, il dissesto, l’erosione, la desertificazione.Nell’ottica della necessaria condivisione con tutti gli stakeholder e attori della dimensione agricola, l’Ufficio di Scopo Progettazione e Innovazione Economica Urbana costituirà gruppi di lavoro con Università, Associazioni di Categoria, Enti di Ricerca, operatori economici e partner tecnici, che si riuniranno in tavoli tematici di confronto, in vista di un Town-meeting in modalità online che si terrà entro il mese di giugno, ai fini dell’ elaborazione di un documento di sintesi dell’intera iniziativa, che sarà redatto entro luglio 2020.I tavoli tematici, che saranno operativi già dal mese di maggio, stabiliranno le aree di intervento prioritarie per la definizione delle linee guida strategiche e la food policy di Roma, anche in relazione all’emergenza Covid-19.Questi i focus dei gruppi di lavoro:
– – mercato: individuazione dei principali driver del consumo alimentare (prezzo, qualità, potere nutrizionale);
– – distintività: definizione degli elementi caratteristici della “romanità in tavola”;
– – salvaguardia: sostegno alle filiere agricole tradizionali, al ricambio generazionale e supporto per la continuità e lo sviluppo della filiera corta;
– – cibo del futuro: nuove tecnologie di trasformazione dei prodotti alimentari, utilizzo delle proteine vegetali e conseguente rivisitazione delle specialità tradizionali di Roma.

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Piano straordinario per la reumatologia italiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2020

“C’è bisogno, al più presto, di un piano straordinario per la reumatologia italiana. Servono risposte e indicazioni precise e uniformi su tutto il territorio nazionale per gli oltre 5 milioni e mezzo di uomini e donne colpiti da patologie reumatologiche. Si tratta di malattie croniche e perciò richiedono trattamenti ed esami diagnostici per lunghi periodi di tempo. Le esigenze dei pazienti devono essere soddisfatte anche in questi mesi difficili contraddistinti dalla pandemia di COVID-19”. E’ quanto richiesto oggi, alle istituzioni locali e nazionali, dai rappresentanti dei pazienti durante una conferenza stampa on line organizzata dall’ANMAR Onlus (Associazione Nazionale Malati Reumatici). L’evento è stato aperto dall’intervento del dott. Luigi Sinigaglia (Presidente Nazionale della Società Italiana di Reumatologia SIR) che ha illustrato gli obiettivi del Registro Coronavirus e Malattie Reumatologiche. Il progetto è stato recentemente attivato dalla Società Scientifica. “Come prima cosa va garantita la continuità terapeutica – afferma Silvia Tonolo, Presidente ANMAR -. Da tutta Italia stiamo ricevendo segnalazioni di carenze di alcuni farmaci antimalarici e antiinfiammatori che sono entrati nei protocolli per il trattamento di polmonite da COVID-19. Senza l’assunzione di questi medicinali, che da anni sono utilizzati anche in reumatologia, si rischiano riattivazioni di malattie gravi tra cui artrite reumatoide, spondilite anchilosante o Lupus eritematoso sistemico. E questo sta già avvenendo soprattutto nelle Regioni più colpite dalla pandemia come Lombardia o Veneto. Molti pazienti si ritrovano quindi, senza le loro abituali cure, in precarie condizioni di salute e costretti ad assumere anti dolorifici”. “Anche in altre nazioni europee si stanno verificando carenze di importanti farmaci – sottolinea la prof.ssa Annamaria Iagnocco, Presidente Eletto dell’European League Against Rheumatism EULAR -. Si tratta di terapie per le quali, tuttavia, non è ancora stata dimostrata scientificamente una reale efficacia contro il COVID-19. Ci vorranno diversi mesi prima che sia possibile produrre evidenze scientifiche le quali potranno consentire l’uso di diversi trattamenti nella pratica clinica. In ambito EULAR abbiamo predisposto un’apposita Task Force per promuovere e coordinare una serie di iniziative internazionali in questo periodo di pandemia COVID-19. Ad esempio, è stato creato un database europeo (l’EULAR – COVID-19 Database), in cui si stanno raccogliendo dati su casi clinici di pazienti adulti e pediatrici con COVID-19 e con malattie reumatiche e muscoloscheletriche. Tale database consentirà di descrivere gli aspetti peculiari di tali quadri e monitorarne l’evoluzione anche in base al trattamento. Attualmente è indispensabile comprendere l’evoluzione dell’infezione SARS-CoV‐2 in pazienti che assumono glucocorticoidi, FANS o DMARDs sia sintetici che biologici. Ciò consentirà di guidare i clinici verso le strategie terapeutiche più appropriate. Inoltre, l’EULAR ha pubblicato una utile guida per i pazienti con malattie reumatiche in questo periodo di pandemia. Infine, saranno presto definite le Raccomandazioni sul management di tale patologia, le quali subiranno un continuo e costante update, sulla base delle evidenze scientifiche della letteratura”.
“L’emergenza Coronavirus è destinata a durare ancora a lungo, forse fino a estate inoltrata – aggiunge il prof. Mauro Galeazzi, Past President SIR -. Vanno trovate nuove soluzioni per salvaguardare la salute e il benessere di uomini e donne colpiti da patologie che possono anche essere fatali. Diversi reparti di reumatologia, del nostro Paese, non sono più attivi perché attualmente destinati alla medicina interna o alla terapia intensiva. Lo specialista reumatologo deve comunque cercare di rimanere in contatto con i pazienti e rispondere ai loro dubbi e richieste. Una possibile soluzione è rappresentata dalla telemedicina di cui va implementato l’uso attraverso nuove collaborazioni tra specialisti, medici di medicina generale e associazioni di pazienti. Può infatti essere utilizzata per la gestione delle cronicità, come sta già avvenendo per il diabete in alcune Regioni italiane. Bisogna poi rivedere le liste d’attesa, per gli interventi terapeutici e diagnostici, e cercare di dare priorità ai malati più a rischio. In queste settimane siamo costretti a rinviare esami, visite e somministrazione di farmaci a causa delle grosse difficoltà in cui si trovano molte strutture sanitarie. Inoltre alcuni malati intimoriti non si recano in ospedale anche quando potrebbero farlo”. “Al momento non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino un maggiore rischio di infezione da Coronovirus in caso di una malattia reumatologica – conclude la prof.ssa Rosa Daniela Grembiale, Docente di Reumatologia dell’Università Magna Graecia di Catanzaro -. Invitiamo quindi tutti i pazienti a seguire le indicazioni dei medici e non sottrarsi alle cure per paura di possibili contagi. L’indicazione generale è quella di non sospendere o ridurre autonomamente le cure ma cercare di osservare le raccomandazioni di protezione individuale e di distanziamento sociale emanate a livello nazionale. La somministrazione di farmaci immunosoppressivi va sospesa solo se insorgono sintomi di tipo simil-influenzale come febbre o tosse. Si tratta di una normale prassi medica che va eseguita indipendentemente dal COVID-19. Per quanto riguarda invece l’avvio di nuove terapie immunosoppressive o con farmaci biologici, in questo periodo critico per il sistema sanitario, la scelta spetta solo al reumatologo. E’ preferibile iniziare questi trattamenti, che presentano un rischio infettivo, solo nei casi di alcune patologie che possono avere effetti fortemente negativi sulla salute o causare danni ad organi vitali”.

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Piano d’azione nazionale anti-contagi

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

Con una lettera aperta al Presidente del Consiglio e ai Governatori delle Regioni rappresentanti della comunità scientifica italiana hanno proposto un piano d’azione nazionale anti-contagio che vede il consenso compatto della maggioranza dei direttori degli IRCCS e dei principali Istituti di Ricerca Biomedica nonché di una larga fascia degli scienziati con competenze di biologia molecolare e biotecnologie del nostro Paese. Risorse intellettuali e competenze tecnologiche di alto livello per l’esecuzione dei test diagnostici per l’identificazione del virus sono disponibili su tutto il territorio nazionale da subito e a costo di personale e attrezzature pari a zero, e quindi senza imporre ulteriori aggravi in un paese già allo stremo.Ecco una sintesi dell’idea e la proposta: i modelli matematici delle curve di contagio e le analisi dirette sulle popolazioni colpite indicano l’esistenza di una percentuale di soggetti asintomatici o con sintomi lievi molto elevata sul totale dei contagiati. È stimato che queste infezioni non documentate abbiano una potenzialità di contagio per individuo pari a circa la metà rispetto alle infezioni documentate clinicamente. Pertanto i soggetti non sintomatici o lievemente sintomatici non solo non sono innocui dal punto di vista della diffusione del contagio, ma di fatto rappresentano la sorgente principale di disseminazione del virus nella popolazione. Appare quindi evidente come l’identificazione precoce di casi asintomatici o paucisintomatici e l’immediato isolamento degli stessi e dei contatti diretti possano consentire un’efficace riduzione della diffusione dell’epidemia.Pertanto le attuali strategie di contenimento basate sulla identificazione dei soli soggetti sintomatici non sono sufficienti alla riduzione rapida della estensione del contagio nelle popolazioni affette. D’altra parte, l’estensione a tappeto dei test diagnostici non è una strategia percorribile per l’ampiezza della popolazione interessata, la limitata disponibilità di kit diagnostici prontamente utilizzabili e i pochi laboratori autorizzati ad eseguire i test.Il coinvolgimento ampio delle competenze tecnologiche disponibili sul territorio nazionale può consentirci di eseguire test ripetuti sulle categorie ad alto rischio di infezione, alto numero di contatti e che non possono essere sottoposti a provvedimenti restrittivi: tutto il personale sanitario (medici, infermieri, personale di supporto ospedaliero, personale delle ambulanze, farmacisti); tutto il personale con ampia esposizione al pubblico e parte di servizi essenziali (personale di tutti i servizi commerciali aperti quali forniture alimentari, edicole, poste; autisti di mezzi pubblici e taxi; addetti alle pompe funebri; addetti alla pubblica sicurezza e a filiere produttive essenziali)Tecnologie ad alta processività, commerciali e non commerciali, per la rapida estensione del numero dei test sono disponibili da poche settimane e possono essere validate ed implementate su ampia scala in tempi ragionevolmente rapidi. Tecnologie più avanzate per una diagnosi rapida possono essere sviluppate e rese e disponibili per le fasi successive dell’epidemia.Un sistema di laboratori a rete diffuso in maniera capillare sul territorio nazionale e fondato sulle competenze disponibili nei centri di ricerca italiani può mettersi al lavoro da subito. Le risorse intellettuali e tecnologiche in Italia ci sono e sono ai massimi standard: perché non si utilizzano di fronte alla pandemia più drammatica del terzo millennio? Si chiedono gli scienziati. E ancora più preoccupati si domandano: la nostra proposta ha carattere di urgenza, perché la politica non coglie immediatamente questa opportunità.

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Serve un grande piano di manutenzione del territorio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 gennaio 2020

“Le campagne sono oggi bacini di espansione idrica per la salvaguardia dei centri urbani dalle alluvioni; ciò a causa dell’inarrestabile cementificazione, ma soprattutto per decenni privi di finanziamenti pubblici a favore della prevenzione idrogeologica. Oggi più che mai, di fronte all’estremizzazione degli eventi atmosferici, serve un grande piano di manutenzione del suolo, prima emergenza del Paese.”A ribadirlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), intervenuto a Sermide ad un convegno sui cambiamenti climatici, organizzato da Coldiretti Mantova.“Bisogna aumentare la resilienza dei territori in sinergia con gli agricoltori, che devono continuare a garantire l’efficienza idraulica dei loro appezzamenti, la cui irrigazione deve rispondere alle mutate esigenze colturali. La sostenibilità ambientale, indicata dal New Green Deal europeo, sarà raggiunta solo se integrata con obiettivi economici e sociali. Per questo – annuncia Vincenzi – ANBI sta lavorando, assieme al mondo accademico e al Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali, ad un progetto territoriale di certificazione di sostenibilità idrica, chiamato #GocciaVerde. Con lo stesso spirito prosegue l’azione di Irrigants d’Europe in sede comunitaria per affermare la valenza ambientale dell’irrigazione, contrastando gli aspetti penalizzanti le economie agricole mediterranee insiti nella Direttiva Acque. L’utilizzo della risorsa idrica nel settore primario – conclude il Presidente di ANBI – è un aspetto distintivo del made in Italy agroalimentare.”

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Stanno prendendo forma i contorni di un nuovo piano per far decollare la crescita dell’eurozona

Posted by fidest press agency su martedì, 3 dicembre 2019

Commento “L’eurozona: un piano per un futuro più luminoso”, a cura di Sabrina Khanniche, Senior Economist, Steve Donzé, Senior Macro Strategist di Pictet Asset Management. Accade a solo pochi giorni di distanza dall’insediamento di Ursula von der Leyen e Christine Lagarde alla guida delle principali istituzioni europee. E si tratta di un piano che promette il più grande stimolo coordinato dalla crisi finanziaria del 2008.Il grosso dello stimolo proverrà dalla Germania, la cui economia, fortemente legata al settore manifatturiero, appare prossima a una recessione. La posizione fiscale della Germania, rettificata per il ciclo economico e alcuni effetti una tantum, si sposterà verso un espansionistico 0,8% del PIL il prossimo anno, rispetto al -0,7% del 2018.Tuttavia, pare che tutto ciò non sarà sufficiente. La Germania rappresenta quasi un terzo del PIL dell’eurozona, e la nostra analisi indica che il suo piano di spesa per il 2020 non aggiungerà più di 40 punti base alla crescita del Paese per lo stesso anno (si veda il grafico).Non sorprende, quindi, che i legislatori tedeschi stiano cercando di allentare il loro storico impegno a mantenere il bilancio in pareggio.A ottobre la Cancelliera Angela Merkel ha dichiarato che i tedeschi non devono farsi ossessionare dalla politica schwarze Null, ossia di pareggio di bilancio (letteralmente “zero nero”), e che anche investire nel futuro deve essere una priorità. Il Ministro delle Finanze Olaf Scholz ha suggerito che il governo potrebbe spendere altri 50 miliardi di euro.
Il FMI ha incoraggiato la Germania all’investimento pubblico. Questo è anche l’impegno assunto dalla Presidente della Commissione Europea nella parte più ampia del suo manifesto, sollecitando una spesa di 1000 miliardi di euro per progetti sostenibili nel prossimo decennio.Berlino può anche ridurre i contributi per la previdenza sociale o introdurre incentivi per l’acquisto di beni sostenibili, offrendo una spinta immediata al reddito delle famiglie, che potrebbe sostenere la spesa al consumo. Affinché uno stimolo fiscale sia efficace, tuttavia, occorre che anche la banca centrale svolga la sua parte. Perché, come effetto controproducente, una maggiore spesa da parte del governo potrebbe portare a maggiori oneri finanziari. La BCE sta già aumentando il livello di liquidità nel sistema finanziario per mantenere bassi i tassi d’interesse.
Con il nuovo pacchetto presentato a settembre, fornirà un nuovo stimolo pari a 20 miliardi di euro al mese. Ipotizzando che la BCE condurrà il programma con un ritmo uniforme fino al raggiungimento del limite autoimposto, prevediamo che la banca inietterà quasi 500 miliardi di euro nei prossimi due anni. Ciò aumenterebbe l’iniezione di liquidità della regione al livello più alto dal 2014 e superiore alla media degli ultimi 12 anni.La BCE potrebbe anche rinnovare il suo attuale programma di credito, noto come TLTRO (Targeted Longer-Term Refinancing Operations, ovvero operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine). Nello scenario più estremo, potrebbe ammorbidire ulteriormente i termini del programma offrendo, ad esempio, una linea di credito perpetua alle banche in difficoltà. O potrebbe fare ricorso a una politica in stile giapponese di controllo della curva dei rendimenti. Il nuovo capo della BCE Lagarde forse non ha bisogno di arrivare a tanto. Ma se le condizioni dell’economia globale dovessero peggiorare, la BCE e i governi della regione avranno numerose opzioni tra cui scegliere per sostenere la crescita.Ed è per questi motivi che l’eurozona trascorrerà i prossimi anni a gettare le basi per un futuro migliore.

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Il Governo sta ipotizzando un piano da 2 miliardi di euro per l’elettrico

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 ottobre 2019

Ma quante sono le autovetture alimentate a elettricità e ibride presenti in Italia? Poche; secondo l’analisi Facile.it su dati ACI, a dicembre 2018 erano appena poco più di 256.000, vale a dire lo 0,66% del totale parco auto circolante.Guardando alle singole regioni, La Lombardia, con una percentuale di autovetture elettriche/ibride pari all’1,20% del totale mezzi circolanti nella regione, risulta essere l’area più virtuosa d’Italia. Scorrendo la classifica, al secondo posto si posiziona il Trentino-Alto Adige (1,12%), mentre al terzo si trova l’Emilia-Romagna (1,03%). Le regioni meno virtuose, invece, sono la Campania (solo lo 0,13% delle auto è elettrica/ibrida), la Basilicata (0,14%) e la Calabria (0,16%).Nonostante un tasso di crescita a tre cifre (+130% dal 2015 al 2018), i mezzi elettrici e ibridi rappresentano ancora una nicchia; eppure già oggi gli incentivi non mancano, anche dal punto di vista dell’RC auto. Come evidenziato da Facile.it, seppur non vi siano obblighi normativi, alcune compagnie riconoscono sconti per chi vuole assicurare un veicolo “green”, che in alcuni casi possono arrivare ad incidere sino al 20% sul premio finale.

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Il piano di Giuseppe Albanese in fantasie e danze al chiaro di luna

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 ottobre 2019

Roma sabato 26 ottobre alle 17.30 per la IUC nell’Aula Magna della Sapienza (Piazzale Aldo Moro 5) recital di Giuseppe Albanese.
Giuseppe Albanese, uno dei migliori e più affermati pianisti italiani di questi anni, eseguirà capolavori dell’Ottocento (Beethoven e Schumann) e del Novecento (Stravinskij, Debussy, Ravel), alcuni dei quali sono stai da lui incisi nel concept album intitolato “Fantasia”, pubblicato dall’etichetta discografica più prestigiosa in ambito classico, Deutsche Grammophon. Di Ludwig van Beethoven eseguirà la famosissima Sonata “Quasi una fantasia” op. 27 n. 2, più nota col titolo apocrifo “Al chiaro di luna”. Di Robert Schumann la Fantasia op. 17, che, come l’opera di Beethoven che la precede, è in realtà un ibrido tra una Fantasia e una Sonata. La seconda parte del concerto flirta invece con la musica di balletto e la danza. Prima una suite dal balletto “L’uccello di fuoco” di Igor Stravinskij nella trascrizione per pianoforte di Guido Agosti. Poi la “Suite Bergamasque” di Claude Debussy e in chiusura “La Valse”, uno dei brani più famosi e travolgenti di Maurice Ravel. Il compositore stesso descrisse quel suo “poema coreografico” con queste parole: «Nubi tempestose lasciano intravedere, a sprazzi, delle coppie che danzano il valzer: quando lentamente si diradano, si distingue un’immensa sala popolata da una folla volteggiante. La scena s’illumina progressivamente, finché, raggiunto il fortissimo, si accendono i grandi lampadari. La scena si svolge alla corte imperiale, verso il 1855».Dopo aver vinto giovanissimo il “Premio Venezia” 1997 e il Premio speciale per la miglior esecuzione dell’opera contemporanea al “Busoni” di Bolzano, Giuseppe Albanese si aggiudica nel 2003 il primo premio al “Vendome Prize”, un evento definito da Le Figaro “il concorso più prestigioso del mondo attuale”. Ora ha quarant’anni ed è tra i più richiesti pianisti della sua generazione, invitato per recital e concerti con orchestra da autorevolissime ribalte internazionali, quali – tra gli altri – il Metropolitan Museum e la Rockefeller University di New York, l’Auditorium Amijai di Buenos Aires, il Cenart di Mexico City, la Konzerthaus di Berlino, la Laeisz Halle di Amburgo, il Mozarteum di Salisburgo, St.Martin in-the-fields e la Steinway Hall di Londra, la Salle Cortot di Parigi, la Filarmonica di San Pietroburgo,la Filarmonica Nazionale di Varsavia, la Gulbenkian di Lisbona. In Italia ha suonato con l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e in ben undici delle le principali fondazioni lirico-sinfoniche. Albanese è un pianista-filosofo: si è laureato in Filosofia col massimo dei voti e la lode ed è stato docente di “Metodologia della comunicazione musicale” presso l’Università di Messina.

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Mediobanca: Del Vecchio, nuovo piano, risultati non solo da Generali e Compass

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 ottobre 2019

(Fonte: Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) “Mi aspetto un nuovo piano industriale che non basi i risultati di Mediobanca solo su Generali e Compass, ma progetti un futuro da banca di investimenti”. Così ha risposto il presidente di Delfin, Leonardo Del Vecchio, incrociato da Radiocor fuori dalla sede milanese di Luxottica. “Una banca – ha proseguito Del Vecchio – capace di giocare un ruolo da leader in Italia e in Europa e che possa così dare soddisfazione a tutti gli azionisti, Delfin inclusa”, ha concluso. È la prima volta che il patron di Luxottica interviene su Mediobanca dopo che la sua holding di famiglia Delfin ha annunciato qualche settimana fa di aver acquisito una quota di poco inferiore al 7% di Mediobanca. L’istituto, sempre secondo Del Vecchio, deve sommare agli utili oggi generati da Compass e Generali altre fonti di reddito per soddisfare tutti gli azionisti. Secondo indiscrezioni pubblicate nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore e non confermate, la Delfin ha allo studio l’ipotesi di chiedere alla BCE l’autorizzazione per salire oltre il 10% della banca di Piazzetta Cuccia.

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Unione della sicurezza: oltre 17.000 mandati d’arresto europei per reati gravi

Posted by fidest press agency su sabato, 21 settembre 2019

Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: “Grazie al mandato d’arresto europeo, i cittadini dell’UE vivono in un posto più sicuro. Indipendentemente da dove i criminali e i terroristi si nascondano in Europa, saranno sempre consegnati alla giustizia. Questo dimostra che l’UE si basa sulla fiducia reciproca e sullo Stato di diritto. Il successo di questo strumento si basa sull’ottima cooperazione tra le autorità nazionali ed europee.” Nel 2017 oltre 7.000 sospettati di reati gravi e di terrorismo sono stati consegnati ad un altro Stato membro. In termini di procedura, dall’arresto alla decisione di consegna trascorrono in media 15 giorni quando l’interessato acconsente alla propria consegna e 40 giorni quando non acconsente. Anche se la durata delle procedure di consegna varia molto tra i paesi dell’UE, in generale è notevolmente diminuita.

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Nuovo piano di reclutamento dei precari della scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 27 agosto 2019

Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato, non si scoraggia per la crisi di Governo: a colloquio con Orizzonte Scuola, il sindacalista la interpreta, anzi, come un’opportunità per rilanciare un nuovo piano di reclutamento dei precari della scuola. Un piano che porti finalmente alla stabilizzazione anche del personale Ata, educativo e assistente alla comunicazione, che confermi i ruoli assegnati con riserva, che proceda da un doppio canale di reclutamento per i docenti su tutti i posti vacanti a livello nazionale, inclusi Quota 100, assuma gli idonei dei concorsi ordinari e straordinari, a livello provinciale dalle Gae e in caso di loro esaurimento dalle graduatorie di istituto.

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Potenziato il piano irriguo nazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo ha pubblicato il Decreto di formalizzazione della decisione assunta dal Comitato di Sorveglianza del 29 Ottobre scorso, con cui si approvava la proposta di utilizzare parte delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) per lo scorrimento della graduatoria definitiva delle domande di sostegno, presentate a valere sul bando di selezione delle proposte progettuali del Piano Irriguo Nazionale.Risultano così finanziati ulteriori 15 progetti per un investimento complessivo pari a € 147.667.793,00; scendendo nel dettaglio: € 104.489.599,00 sono destinati al Mezzogiorno, mentre € 43.178.194,00 vanno al Centro Nord.Tale provvedimento va ad aggiungersi ai 19 interventi, già finanziati nell’ambito del Piano Nazionale di Sviluppo Rurale. Nei prossimi mesi, dunque, apriranno, lungo l’intera Penisola, 34 cantieri per migliorare ed implementare la rete irrigua, infrastruttura strategica per il Paese e la sua economia agricola, alla luce soprattutto dei cambiamenti climatici in atto. A beneficiarne non sarà solo l’agricoltura del Made in Italy, ma il territorio nel suo complesso grazie anche ad almeno 2000 posti di lavoro, che saranno garantiti dagli interventi e da una innovazione spinta che caratterizza tutti i progetti.
“E’ una promessa mantenuta dal Governo e per la quale ringraziamo, in particolare, il Ministro, Gian Marco Centinaio, la Sottosegretaria, Alessandra Pesce, nonché la struttura tutta del MiPAAFT per l’importante risultato raggiunto nell’interesse del Paese” commenta Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.“E’ una vittoria della politica che sceglie, della conoscenza e concretezza della pubblica amministrazione e della modernità e capacità progettuale dei Consorzi di bonifica, che ha permesso di sbloccare risorse già stanziate, ma in attesa di collocazione. Procedere allo scorrimento della graduatoria di progetti già approvati, ma che non avevano potuto trovare disponibilità nel precedente provvedimento del Piano Irriguo Nazionale, è parsa la decisione più opportuna, e innovativa nella sua semplicità – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – L’Italia del fare e del fare bene non deve, però, fermarsi; i Consorzi di bonifica sono una risorsa determinante per costruire oggi il Paese di domani. I Consorzi, con la forza della partecipazione derivante dall’autogoverno e dalla prossimità ai territori sono pronti per nuove e innovative sfide.”

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