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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

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Potenziato il piano irriguo nazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo ha pubblicato il Decreto di formalizzazione della decisione assunta dal Comitato di Sorveglianza del 29 Ottobre scorso, con cui si approvava la proposta di utilizzare parte delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) per lo scorrimento della graduatoria definitiva delle domande di sostegno, presentate a valere sul bando di selezione delle proposte progettuali del Piano Irriguo Nazionale.Risultano così finanziati ulteriori 15 progetti per un investimento complessivo pari a € 147.667.793,00; scendendo nel dettaglio: € 104.489.599,00 sono destinati al Mezzogiorno, mentre € 43.178.194,00 vanno al Centro Nord.Tale provvedimento va ad aggiungersi ai 19 interventi, già finanziati nell’ambito del Piano Nazionale di Sviluppo Rurale. Nei prossimi mesi, dunque, apriranno, lungo l’intera Penisola, 34 cantieri per migliorare ed implementare la rete irrigua, infrastruttura strategica per il Paese e la sua economia agricola, alla luce soprattutto dei cambiamenti climatici in atto. A beneficiarne non sarà solo l’agricoltura del Made in Italy, ma il territorio nel suo complesso grazie anche ad almeno 2000 posti di lavoro, che saranno garantiti dagli interventi e da una innovazione spinta che caratterizza tutti i progetti.
“E’ una promessa mantenuta dal Governo e per la quale ringraziamo, in particolare, il Ministro, Gian Marco Centinaio, la Sottosegretaria, Alessandra Pesce, nonché la struttura tutta del MiPAAFT per l’importante risultato raggiunto nell’interesse del Paese” commenta Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.“E’ una vittoria della politica che sceglie, della conoscenza e concretezza della pubblica amministrazione e della modernità e capacità progettuale dei Consorzi di bonifica, che ha permesso di sbloccare risorse già stanziate, ma in attesa di collocazione. Procedere allo scorrimento della graduatoria di progetti già approvati, ma che non avevano potuto trovare disponibilità nel precedente provvedimento del Piano Irriguo Nazionale, è parsa la decisione più opportuna, e innovativa nella sua semplicità – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – L’Italia del fare e del fare bene non deve, però, fermarsi; i Consorzi di bonifica sono una risorsa determinante per costruire oggi il Paese di domani. I Consorzi, con la forza della partecipazione derivante dall’autogoverno e dalla prossimità ai territori sono pronti per nuove e innovative sfide.”

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Scuola: Piano nazionale di formazione del personale docente 2016/2019

Posted by fidest press agency su domenica, 17 febbraio 2019

Il piano riconosce lo sviluppo professionale continuo, la valorizzazione della carriera del personale docente e indirizza a un progressivo affinamento di competenze, attitudini, expertise dei docenti. Con #operazioneverità5 Anief intende vigilare sulla corretta programmazione ed erogazione delle risorse legate alla formazione del personale, anche relativamente a progetti nazionali ed europei. Il sindacato invita tutte le Rsu a richiedere all’indirizzo rsu@anief.net la lettera con la quale rivolgersi al dirigente scolastico per ottenere informazioni precise.Le profonde trasformazioni della società italiana e le sfide da affrontare a livello europeo e globale impongono, oggi più che mai, una particolare attenzione allo sviluppo del capitale culturale, sociale e umano che rappresenta l’insieme dei fattori fondamentali per sostenere e accelerare la crescita del nostro Paese.
In questo contesto, il sistema d’istruzione è una delle risorse strategiche su cui occorre investire, a partire dal personale della scuola. La formazione del personale scolastico, durante tutto l’arco della vita professionale, è un fattore decisivo per il miglioramento e l’innovazione del sistema educativo italiano.Il CCNL 2016- 2018, all’art. 22, comma 4, lettera c7), prevede che “i criteri generali di ripartizione delle risorse per la formazione del personale nel rispetto degli obiettivi e delle finalità definiti a livello nazionale con il Piano nazionale di formazione dei docenti” sono oggetto della contrattazione integrativa a livello di istituzione scolastica ed educativa.
A tal proposito, all’interno della “Operazione verità” lanciata da Anief, trova spazio un’azione per avere dei riscontri di trasparenza nella scelta delle attività formative della scuola e di conseguenza sulle risorse stanziate.“Invitiamo tutte le Rsu – esorta il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico – a richiedere all’indirizzo rsu@anief.net la lettera con la quale rivolgersi al dirigente scolastico per avere informazioni dettagliate, scuola per scuola. È necessaria un’indagine specifica, volta ad accertare il rispetto della normativa vigente, poiché l’aggiornamento è un diritto-dovere fondamentale, sia come approfondimento della preparazione didattica sia come partecipazione alla ricerca e innovazione didattico-pedagogica. Il sindacato, infatti, intende tutelare le esigenze formative di tutti i lavoratori della scuola”.

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Un piano di rilancio per gli agricoltori italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 26 gennaio 2019

E’ giunto il momento di dar vita ad una strategia nazionale che, tenendo conto della Pac e del quadro europeo nel quale si muove il comparto agroalimentare, si dia il compito di rilanciare l’agricoltura italiana partendo proprio dalle esigenze degli operatori del settore. Tra gli interventi urgenti – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Mchele Tiso – vi è senza dubbio quello di ridurre i costi di produzione a carico degli agricoltori (cresciuti del 5,4% nel 2018 – dati ISTAT), ma anche l’elaborazione di quelli utili a sostenere il loro reddito. Come Confeuro rimaniamo convinti della necessità di un piano di rilancio che abbia al centro proprio chi lavora quotidianamente la terra; ed è per questo che insistiamo nel chiedere l’adozione di misure ad hoc e il coinvolgimento dei principali attori del primario nelle scelte politiche. L’agricoltura – conclude Tiso – è stato il comparto che più di tutti ha fatto grande l’Italia, ed è su di essa che bisogna puntare per riportare il Paese lì dov’era un tempo.

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“Dal M5S un piano per mettere in sicurezza le nostre strade”

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 agosto 2018

La tragedia che ha colpito la città di Genova, e l’Italia intera, è ancora negli occhi di ognuno di noi. Il crollo del viadotto Polcevera ha drammaticamente imposto all’ordine del giorno i rischi legati alla stato di salute delle infrastrutture sulle quali ogni giorno viaggiamo, ci rechiamo al lavoro e raggiungiamo i nostri cari.In Lombardia la situazione è allarmante. Negli ultimi due anni la frequenza del susseguirsi di episodi di cedimento di strade e ponti è aumentata in maniera allarmante. Nell’ottobre del 2016 il crollo di un cavalcavia sulla Superstrada “Valassina” è costato un morto e diversi feriti. Da allora numerose strade sono state chiuse. Come il Ponte sul Po di Casalmaggiore o il cavalcavia di Isella a Civate.Il Movimento Cinque Stelle non vuole restare a guardare. Il Movimento Cinque Stelle non vuole attendere fino ad assistere alla prossima tragedia. Le segnalazioni, relative allo stato di degrado di alcune infrastrutture della nostra Regione, arrivano a noi portavoce quotidianamente. Per dar voce alla loro, comprensibile e giustificata, preoccupazione abbiamo presentato una mozione (che potete trovare a questo link): un piano regionale di tutela delle nostre strade. Un documento che impegni la giunta in un percorso da realizzare in tre fasi.La prima riguarda un’azione di verifica e monitoraggio delle nostre strade, da portare avanti in maniera coordinata e nel rispetto delle reciproche competenze, assieme ai gestori delle infrastrutture. Contemporaneamente intendiamo attivarci presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la stesura di un piano concreto che porti non solo a monitorare, ma ad intervenire su di ogni situazione critica. Infine chiediamo l’impegno diretto di Regione Lombardia, per cofinanziare la messa in sicurezza dei nostri ponti, dei nostri viadotti e delle nostre strade. Come cittadini dentro le istituzioni non vogliamo più sentire, non vogliamo più pensare, che si sarebbe potuto fare di più. (Fonte: Massimo De Rosa – Commissione Infrastrutture e Trasporti, Regione Lombardia)

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Parte il nuovo piano dell’UE per gli investimenti esterni

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 settembre 2017

european commissionBruxelles. Dopo l’adozione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio la Commissione europea avvia immediatamente l’attuazione del suo ambizioso piano per gli investimenti esterni nell’intento di stimolare gli investimenti in Africa e nel vicinato dell’UE.
Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno approvato il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile, chiave di volta del nuovo piano dell’UE per gli investimenti esterni (PIE) che promuoverà uno sviluppo più inclusivo e sostenibile in Africa e nei paesi del vicinato europeo e stimolerà investimenti pubblici e privati, rimuovendo così alcuni degli ostacoli alla crescita nei nostri paesi partner e delle cause profonde della migrazione irregolare. L’Alta rappresentante/Vicepresidente Federica Mogherini ha dichiarato: “Alle regioni fragili, che sono proprio quelle che ne hanno più bisogno, è destinato meno del 10% degli investimenti diretti esteri in Africa. Vogliamo che il nostro piano per gli investimenti esterni diventi il potente motore di una crescita più inclusiva e sostenibile, per creare energia verde e offrire nuove opportunità agli imprenditori, anche all’interno dell’Unione europea, a vantaggio dei giovani e dell’emancipazione delle donne. Questo è il piano di cui l’Africa ha bisogno, questo è ciò che chiedono i nostri partner africani, questa è la massima espressione del partenariato europeo.”
Neven Mimica, Commissario per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo, ha aggiunto: “Il nostro piano per gli investimenti esterni segna una nuova strategia per eliminare la povertà e conseguire uno sviluppo inclusivo e sostenibile. Ricorrendo, in particolare, a finanziamenti privati, il nostro contributo di 4,1 miliardi di EUR mobiliterà fino a 44 miliardi di investimenti che altrimenti non sarebbero realizzati. Spetta ora a tutti i principali attori del settore privato in Europa e nei nostri paesi partner unirsi a noi per creare una crescita sostenibile e posti di lavoro dignitosi a beneficio di tutti.”
Johannes Hahn, Commissario per la Politica di vicinato e i negoziati di allargamento, ha dichiarato: “Numerose sono le sfide che l’Europa si trova ad affrontare ai suoi confini e al di là di essi, sfide che sicuramente cresceranno in futuro con l’intensificarsi della spinta demografica, della mobilità e degli effetti dei cambiamenti climatici e a causa dei conflitti regionali. È nell’interesse dell’Europa lavorare tutti per assicurare una crescita economica equilibrata e sostenibile nei nostri paesi partner. Coinvolgendo il settore privato e garantendo l’ambiente più propizio affinché possa prosperare sosterremo questi sforzi. Stimolando la crescita sostenibile nei nostri paesi partner in Europa e in Africa, offriamo anche nuove opportunità commerciali e di investimento alle imprese e agli investitori dell’UE. ”
Per procedere verso una rapida attuazione del PIE, il comitato strategico del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD), che comprende gli Stati membri dell’UE e la Banca europea per gli investimenti, nonché il Parlamento europeo in veste di osservatore, si riunisce per la prima volta oggi a Bruxelles dove discuterà le diverse proposte della Commissione relative a concreti settori di investimento, i cosiddetti “sportelli di investimento”, che individueranno i settori prioritari per la garanzia dell’EFSD, considerati essenziali per la creazione di posti di lavoro dignitosi e sostenibili in Africa e nel vicinato dell’UE.I primi sportelli di investimento dovrebbero essere adottati a breve, in modo che il PIE possa iniziare a fare davvero la differenza in loco per i beneficiari.
Il piano di investimenti per l’Europa (PIE), proposto dal presidente Juncker nel settembre 2016, sta per diventare operativo dopo soltanto un anno.
Al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile, il PIE integrerà una nuova generazione di strumenti finanziari nelle modalità di assistenza più tradizionali, come le sovvenzioni: si tratta principalmente di garanzie, strumenti di condivisione dei rischi, nonché della combinazione di sovvenzioni e prestiti.

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Campidoglio, al via piano anti-terrorismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 agosto 2017

campidoglioRafforzamento dell’area pedonale di via del Corso, nel tratto che va da Piazza del Popolo a Largo Goldoni, con il posizionamento di fioriere e divieto d’accesso al Colle capitolino per ncc e taxi. Queste le principali misure che compongono il piano anti-terrorismo, attuato da Roma Capitale, per garantire sicurezza nei punti strategici della Capitale ad alto flusso turistico.
Via del Corso. Nei prossimi giorni saranno collocate fioriere, a scopo dissuasivo, nel tratto che va da Piazza del Popolo a Largo Goldoni. Così come sarà rafforzata l’area pedonale con l’interdizione al traffico del carico e scarico merci. In questo senso sono stati individuati 6 punti strategici, in vie limitrofe, in complesso 18 stalli.
Campidoglio. I punti di accesso al Colle capitolino saranno chiusi al traffico delle ncc e dei taxi, ma per garantire comunque il servizio sono stati individuati stalli di sosta riservati agli ncc in Vico Jugario, nei pressi di Piazza della Consolazione e altre fermate riservate ai taxi alla fine della scalinata del Campidoglio verso il Vittoriano, in via del Teatro di Marcello.

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Montanari: il piano antincendio esiste

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 luglio 2017

montanari

Roma. “Come ribadito la scorsa settimana in Assemblea Capitolina e oggi in conferenza stampa, il piano antincendio esiste e non ha subito alcun taglio. Anzi, lo stanziamento è passato da 236mila a 267mila euro mantenendo un impegno costante. A questo si aggiunge il lavoro costante di pulizia e sfalcio del verde che ogni settimana portiamo avanti, soprattutto sulle zone più a rischio”, Così in una nota Pinuccia Montanari, assessora alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale.“Ci siamo concentrati per elaborare un importante piano antincendio boschivo 2017 riferito al periodo di massima allerta che va dal 15 giugno al 30 settembre. La sindaca Virginia Raggi – spiega la Montanari – ha anche firmato, a maggio, un’ordinanza per disporre il divieto nel territorio comunale di tutte le azioni che anche solo potenzialmente possono provocare incendi boschivi”. “A Castel Fusano abbiamo previsto una presenza costante, sia in periodo feriale che festivo e notturno, di 2 autobotti e del personale necessario per la sala monitor e gli interventi. Sul restante territorio di Roma Capitale sono state dislocate 4 autobotti e relativi equipaggi al Parco del Pineto, alla Farnesina, al Semenzaio di San Sisto e al Centro Carni. Infine, sono garantite 20 unità operative sul territorio sia in orario ordinario che il sabato e nei festivi per garantire un attento monitoraggio della situazione a fronte dei rischi dovuti a siccità e alte temperature”, conclude l’Assessora.

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Il Piano d’investimenti EU per l’Africa

Posted by fidest press agency su sabato, 8 luglio 2017

africa7Il programma dell’UE che mira a mobilitare 44 miliardi di euro in investimenti privati in Africa e nei paesi vicini dell’UE è stato approvato in via definitiva giovedì. Come parte del Piano europeo per gli investimenti esterni, il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD), tenterà di mobilitare 44 miliardi di euro in investimenti privati verso Stati “fragili”, offrendo una combinazione di sovvenzioni, prestiti e garanzie finanziarie pubbliche del valore di 3,3 miliardi di euro, per incoraggiare lavoro, crescita e stabilità, affrontando così le cause profonde della migrazione.
Nel corso dei recenti negoziati sulle regole operative dell’EFSD, i deputati hanno convinto i ministri UE sui seguenti punti:Concentrarsi su povertà, lavoro, cambiamento climatico e piccole imprese. L’EFSD si focalizzerà sulla lotta alla povertà creando impieghi dignitosi offrendo supporto in particolare a giovani, donne e piccole imprese. Il supporto finanziario deve rispettare gli standard di sviluppo riconosciuti a livello internazionale.Clima. Almeno il 28% degli investimenti finanzierà progetti sul clima per favorire l’implementazione dell’Accordo di Parigi.Aziende responsabili. I beneficiari devono rispettare i diritti umani, gli standard dell’ILO (Organizzazione internazionale del lavoro) e le norme internazionali sull’investimento responsabile. I cittadini interessati dai progetti devono avere accesso ad una procedura di reclamo.
Regole severe assicureranno che le imprese che si trovano sotto giurisdizioni che non cooperano sulla trasparenza fiscale e la lotta al riciclo di denaro non beneficeranno delle risorse. Controllo democratico. Il Parlamento sarà osservatore del Consiglio strategico dell’EFSD e la Commissione dovrà informare il Parlamento prima che venga presa qualsiasi decisione importante. Il nuovo programma è strato approvato con 503 voti favorevoli, 78 contrari e 51 astensioni.

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Piano campi rom a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 luglio 2017

romRoma. “Nel corso della seduta di qualche giorno fa della Commissione Politiche Sociali e Salute, assieme all’assessore alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassare e al Dipartimento Politiche Sociali, abbiamo parlato del Piano Rom approvato nel mese di maggio dalla Giunta capitolina. Un piano che recepisce le prescrizioni in materia a livello europeo e internazionale e che si rende necessario alla luce del degrado e del sottosviluppo conseguenti a queste vere e proprie ghettizzazioni. La strategia di superamento dei campi Rom, Sinti e Caminanti si basa principalmente su misure miranti a favorire l’integrazione di queste popolazioni nel tessuto socio-territoriale romano, attraverso percorsi di scolarizzazione e politiche abitative, occupazionali e di educazione alla salute. Un piano che vedrà il coinvolgimento di tutti i Dipartimenti mediante la costituzione di un ufficio di scopo e che sarà orientato ai risultati, non ultimo quello di debellare l’assistenzialismo nei confronti di chi non necessita di alcun sostegno per provvedere ai propri bisogni primari. La fuoriuscita dai campi, in primis quelli da ‘La Barbuta’, ‘La Monachina’ (entro il 31 dicembre 2020) e dal Camping River (entro il 30 settembre 2017) avverrà nel rispetto del cosiddetto ‘patto di responsabilità solidale’, che prevede l’impegno, da parte di Roma Capitale, di supportare le famiglie che versano in una situazione di disagio economico certificato in cambio della chiusura dei campi. Strutture, queste ultime, sorte sulla base di mere affinità etniche, e non su motivazioni di assistenza e sostegno. Una situazione, quindi, non più sostenibile da nessun attore presente sul territorio e che va a penalizzare la qualità della vita sia dei cittadini che degli ospiti presenti nei campi” Lo dichiara, in una nota stampa, il presidente della Commissione Politiche Sociali e Salute Maria Agnese Catini.

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Piano nazionale vaccini

Posted by fidest press agency su domenica, 22 gennaio 2017

vaccinazione-antinfluenzale-2012-2013“Plaudiamo all’approvazione del Piano nazionale vaccini. Chi vuole fare parte della comunità scientifica del Paese deve accettare le evidenze scientifiche. Una di queste riguarda proprio i vaccini, che costituiscono una pratica medica indispensabile e imprescindibile. Queste strumenti fondamentali di profilassi dovrebbero rappresentare un obbligo assoluto per i clinici. Proponiamo cioè che sia considerato non opponibile da parte dei medici convenzionati e dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale l’obbligo di accettare, oltre alle leggi sanitarie dello Stato, anche gli atti di programmazione e di indirizzo fondati su evidenze scientifiche incontrovertibili, come quelli previsti nel Piano Nazionale Vaccini”. Un obbligo che per il dott. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), dovrebbe riguardare in primo luogo gli iscritti alle società scientifiche. “In questi giorni – continua il dott. Cricelli – sono avvenuti due passaggi fondamentali per la sanità italiana: innanzitutto l’approvazione dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), che contengono un particolare focus sull’estensione delle garanzie vaccinali e sulla relativa copertura finanziaria per le Regioni. In secondo luogo l’approvazione del Piano nazionale vaccini 2017-2019 da parte della Conferenza Stato-Regioni, che implica una nuova concezione della prevenzione attraverso azioni concrete, in linea con quanto previsto dal Piano nazionale della Prevenzione. In un momento di crisi economica sta aumentando l’offerta del Servizio Sanitario Nazionale ed è importante che i cittadini siano consapevoli di queste opportunità”. “Il ddl Gelli sulla responsabilità professionale degli operatori sanitari prevede che l’operato dei medici sia riferito a evidenze chiare e pubbliche – conclude il dott. Cricelli -. E le linee guida, che diventeranno accessibili per tutti, conterranno le buone pratiche che i medici saranno obbligati a seguire per salvaguardare la salute dei cittadini. In vista della definitiva approvazione di questo provvedimento che comporterà l’accreditamento delle Società Scientifiche in grado di realizzare le linee guida per il nostro Paese, intendo proporre all’esecutivo della SIMG una norma regolamentare che preveda l’obbligo per tutti i soci iscritti o che intendano richiedere l’iscrizione alla SIMG di accettare, rispettare e applicare le buone pratiche della Medicina e della Sanità come previsto dall’art.5 del ddl Gelli, incluso l’obbligo all’informazione, all’adesione alle campagne vaccinali e alla somministrazione dei vaccini. In difetto sarà negata l’iscrizione alla SIMG. Suggerisco inoltre che questa norma regolamentare sia estesa a tutte le Società che intendano essere riconosciute secondo quanto previsto dal ddl Gelli”.

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Piano per la mobilità sostenibile

Posted by fidest press agency su domenica, 16 ottobre 2016

nuova-fiera-di-romaRoma si doterà di un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, che definirà e programmerà le nuove infrastrutture al servizio della mobilità. La giunta capitolina, riunitasi oggi in Campidoglio, ha dato l’ok ad una memoria in cui sono contenuti gli indirizzi per la redazione delle Linee guida del Pums di Roma Capitale. Il PUMS agirà su due piani:
1) azioni di breve-medio periodo per ripristinare sulle infrastrutture standard di qualità adeguati, attraverso un programma di vera e propria “manutenzione urbana straordinaria”finalizzata al completamento delle opere in corso ed efficientamento di quelle esistenti;
2) su un orizzonte di più ampio respiro, con azioni e progetti strategici sui quali sollecitare anche la Regione Lazio e il Governo nazionale a reperire e finalizzare risorse commisurate al ruolo e alla funzione della Capitale. Il tutto per definire un nuovo modello di mobilità da realizzare entro 10 anni, basato prioritariamente sulla realizzazione di sistemi leggeri.
“L’obiettivo di questa amministrazione è quello di dotare la città di un sistema di mobilità competitivo con le altri Capitali europee e recuperare nel medio-lungo periodo il gap infrastrutturale storico, aggravato dall’incongruente sviluppo insediativo degli ultimi 15 anni – spiega l’Assessore alla Città in Movimento Linda Meleo – Per questo serve subito avere una nuova programmazione delle opere fondamentali per Roma Capitale ed il Pums definirà appunto le priorità di intervento in relazione alle risorse disponibili. Sarà anche l’occasione per verificare l’efficacia, la sostenibilità dei costi e dei tempi di realizzazione delle opere in programma”. La Commissione Europea, attraverso il Piano d’azione sulla mobilità urbana (2009) e il Libro bianco sui Trasporti (2011), ha promosso i Pums (piani urbani per la mobilità sostenibile), intesi come strumenti di pianificazione di una nuova concezione che metta al centro dell’attenzione la mobilità integrata e sostenibile. Il nuovo concetto introdotto dai Pums pone particolare enfasi sul coinvolgimento dei cittadini nel coordinamento delle politiche e degli strumenti di piano tra settori, tra enti, tra livelli diversi al loro interno e sul territorio e tra istituzioni confinanti. Il Pums sarà quindi un progetto del sistema della mobilità comprendente
l’insieme organico degli interventi sulle infrastrutture di trasporto pubblico e stradali, sui parcheggi di interscambio, sulle tecnologie, sul parco veicoli, sul governo della domanda di trasporto attraverso la struttura dei mobility manager, i sistemi di controllo e regolazione del traffico, l’informazione all’utenza, la logistica e le tecnologie destinate alla riorganizzazione della distribuzione delle merci nella città. Il provvedimento approvato dall’esecutivo capitolino prevede anche l’adozione del documento “Guidelines Developing and Implementing a Sustainable Urban Mobility Plan”, prodotto dalla Commissione Europea. In base a questo il Pums dovrà mirare a creare un sistema urbano dei trasporti che persegua almeno i seguenti obiettivi: garantire a tutti i cittadini opzioni di trasporto che permettano loro di accedere alle destinazioni ed ai servizi chiave; migliorare le condizioni di sicurezza; ridurre
l’inquinamento atmosferico ed acustico, le emissioni di gas serra e i consumi energetici; migliorare l’efficienza e l’economicità dei trasporti di persone e merci; contribuire a migliorare l’attrattività del territorio e la qualità dell’ambiente urbano e della città in generale a beneficio dei cittadini, dell’economia e della società nel suo insieme.

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Atac: da giunta ok piano rientro debito

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 ottobre 2016

atac trasporti romaRoma Campidoglio. La giunta capitolina ha approvato il piano di rientro del debito di Atac nei confronti di Roma Capitale che ammonta in totale a 429.551.538,28 euro. Il provvedimento consentirà alla municipalizzata dei trasporti anche di rinegoziare il prestito da 167 milioni di euro concesso dalle banche finanziatrici e in scadenza al 16 ottobre 2016. Il piano di ammortamento presentato da Atac a Roma Capitale per il pagamento del debito prevedeva l’inizio dei pagamenti a partire da luglio 2017. Con la delibera passata oggi in giunta tale impegno viene differito a gennaio 2019. Questo consente ad Atac di aumentare, nel 2017 e 2018, la quota di capitale destinata alla restituzione dei 167 milioni di euro alle banche finanziatrici. “In Atac abbiamo ereditato una situazione critica – sottolinea l’assessore al Bilancio e al Patrimonio, Andrea Mazzillo – e al fine di garantire la continuità del servizio, la giunta ha stabilito di agevolare la ristrutturazione del debito cumulato negli anni verso gli istituti di credito. Si tratta quindi di un passaggio importante nell’ambito di quel processo che dovrà condurre, in tempi ragionevoli, al risanamento di Atac”. “La delibera approvata oggi è una condizione che ci permetterà di ricontrattare il debito di Atac con le banche – spiega l’assessore alla Città in Movimento Linda Meleo -La soluzione che abbiamo trovato è stata quella di rinviare il pagamento del debito di Atac verso il Comune in modo che quelle risorse possano essere dirottate alle banche per liquidare il prestito, la cui rinegoziazione dovrebbe prevedere un piano di ammortamento con chiusura al 2019”.

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Piano industria del Governo

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2016

università roma treRoma, Con il piano Industria 4.0 annunciato al Forum Ambrosetti dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, il Governo punterebbe a identificare quattro o cinque università da finanziare robustamente per trasformarle in centri d’eccellenza nazionale.
«La sollecitazione a stimolare innovazione e rapporti tra università e impresa è senza dubbio un elemento di sviluppo. Tuttavia, selezionare pochi centri per valorizzarli solo in alcuni settori può comportare un indebolimento e un abbassamento complessivo del sistema universitario», commenta Mario Panizza, rettore dell’Università Roma Tre e presidente del Crul (Comitato regionale di coordinamento delle università del Lazio). «Ben vengano i finanziamenti alla ricerca e all’innovazione, ma occorre avere la consapevolezza che un Paese si sviluppa se cresce in modo omogeneo e in tutti i campi. Diversamente, si rischia di ottenere un impoverimento del livello generale del sapere e condizioni discriminatorie nel territorio nazionale. Potrebbe risultarne una penalizzazione dei centri di qualità periferici rispetto al nucleo industriale, circostanza che determinerebbe uno squilibrio socio-economico in un settore finanziato con denaro pubblico come quello delle università statali».

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Serve un piano per salvare le PMI agricole

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 luglio 2016

agricolturaLe Pmi agricole italiane sono in grave crisi. E da questa crisi – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – non si può uscire con l’esigua somma assegnata a queste imprese dalla Pac (la maggioranza delle sue risorse sono state date alle multinazionali), ma bisogna farlo con un piano strategico nel medio-lungo periodo che salvaguardi quelle aziende che garantiscono produzioni di qualità. Di tutto questo – prosegue Tiso – si sta discutendo da diverso tempo, ma senza intraprendere nessuna azione tangibile, anzi, il ministero dell’Agroalimentare e il governo non fanno altro che speculare su operazioni come Expo che non hanno nulla a che vedere con il comparto agroalimentare nostrano.
Il nostro auspicio – conclude Tiso – è che le istituzioni inizino a guardare alla vera spina dorsale del settore primario e del Paese, per l’appunto le Pmi agricole, e che inizino finalmente a lavorare a loro supporto.

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Vita in città: Un piano per le periferie

Posted by fidest press agency su sabato, 11 giugno 2016

il borgoPer capire il significato profondo delle elezioni di domenica scorsa, più che a Roma – e a Palazzo Chigi – bisognerebbe guardare alle grandi metropoli spagnole, Madrid e Barcellona, entrambe guidate da un Sindaco espressione di movimenti politici “alternativi”.
Il malessere delle città, infatti, non è certo una prerogativa italiana e riguarda soprattutto le fasce della popolazione più esposta alla crisi e all’incertezza che ne deriva: l’analisi del voto di domenica nelle grandi città conferma infatti che è soprattutto nelle periferie che riscuotono successo i movimenti antisistema. Col rischio però che il voto di protesta, anziché risolvere i problemi, li aggravi: non è infatti necessario essere pessimisti o profeti del malaugurio per immaginare che, se non altro per le eccessive aspettative riposte in loro, i (possibili) nuovi amministratori finiscano col deludere i loro elettori aumentando così ulteriormente lo scontento e la rabbia. Come uscire da questo inquietante circolo vizioso? C’è un termine, “periferie” che ultimamente risuona di frequente in ambienti molto diversi (dalle omelie di Papa Francesco alle “lezioni” di Renzo Piano) e che può suggerire una via di il borgo1uscita. In particolare il grande architetto genovese ha più volte manifestato di recente la sua “simpatia” per queste parti della città solitamente sottovalutate se non disprezzate, ma al di là delle sue considerazioni non vi è dubbio che proprio lì si gioca buona parte della capacità delle politica di tornare ad essere un interlocutore attendibile dei cittadini. In fondo, se si guarda al recente passato, l’epoca di maggiore successo e prestigio dei Sindaci è coincisa con la loro capacità di rivitalizzare i Centri storici di città come Genova, Roma o Napoli, che in quegli anni ridiventarono luoghi vivi e dedicati all’ incontro e alla cultura. Certo, riuscire fare altrettanto nelle periferie è operazione ben più difficile; ma non impossibile, a condizione che non si tratti di un’operazione verticistica, quanto piuttosto il frutto di un’alleanza virtuosa tra cittadini ed amministrazione. Senza andare troppo lontano si può ricordare come esempio “di casa nostra” l’esperienza del quartiere Montanara, che in un paio di decenni da zona degradata e “pericolosa” si è trasformato in un modello di socialità e di partecipazione (basti pensare al modo davvero esemplare con cui i cittadini di quel quartiere hanno reagito all’alluvione del 2014). Restando alle questioni locali, visto che Parma sarà chiamata al voto tra meno di un anno è lecito domandarsi se è possibile immaginare un futuro diverso – e migliore –per la tante altre periferie “problematiche” che caratterizzano anche la nostra città, sulla base di un “patto” tra amministratori e cittadini
Scrive in proposito Renzo Piano: “Spesso alla parola «periferia» si associa il termine degrado. Mi chiedo: questo vogliamo lasciare in eredità? Le periferie sono la grande scommessa urbana dei prossimi decenni. Diventeranno o no pezzi di città? Diventeranno o no urbane, nel senso anche di civili?” Non è una domanda retorica, e neppure un quesito per addetti ai lavori; ma se la risposta è sì, ecco già pronto un bellissimo programma elettorale – e anche un impegnativo “compito per le vacanze” – per i futuri candidati Sindaco. (Riccardo Campanini da “Il borgo” circolo culturale di Parma) (foto da il borgo)

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Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2015

vaccinazioniAlla vigilia della stagione influenzale, quando l’avvio delle campagne vaccinali e la riapertura delle scuole inducono i mezzi di stampa a intensificare la comunicazione su questi temi, è arrivato dal Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, professor Walter Ricciardi, e dal Presidente e dal Direttore Generale dell’AIFA, professori Sergio Pecorelli e Luca Pani, un monito che non può essere trascurato: la copertura vaccinale nel nostro Paese è al limite della soglia di sicurezza e diventa ormai improcrastinabile l’approvazione del nuovo Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale, già proposto da Ministero della Salute, Consiglio Superiore di Sanità, Istituto Superiore di Sanità e Agenzia Italiana del Farmaco al Tavolo di coordinamento per la prevenzione delle Regioni italiane.Italia Longeva, nel suo ruolo di network scientifico che opera da anni per l’invecchiamento attivo e in buona salute della popolazione, non soltanto si unisce all’invito e all’auspicio di AIFA e ISS, ma ricorda altresì che vaccinarsi non è soltanto “un cosa da bambini”. L’influenza, ad esempio, che colpisce ogni anno 4milioni di persone, ne uccide 8mila; e 8 su 10 delle sue vittime sono pazienti anziani.
“Il vaccino previene, salva la vita e ne migliora la qualità – dichiara il professor Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva e Direttore del Dipartimento di Geriatria, Neuroscienze e Ortopedia del Policlinico A. Gemelli di Roma –. Il più diffuso fra gli ultrasessantacinquenni è il vaccino antinfluenzale, ma la prevenzione per i nostri nonni non si limita ai mali di stagione: ci si può utilmente vaccinare anche contro l’herpes zoster – il cosiddetto fuoco di Sant’Antonio, una patologia molto seria che provoca dolore continuo e che può ripresentarsi più volte nella vita – e anche contro la polmonite originata dallo pneumococco, che solo in Italia causa ogni anno più di 9mila decessi”.La prevenzione può abbattere questi numeri e ridurre anche i costi – sostenuti dai singoli pazienti e dalla collettività – legati a diverse patologie dell’anziano: “Per ogni euro investito nelle vaccinazioni – conclude infatti Bernabei – se ne risparmiano quattro. Difficile, quindi, immaginare un impiego di risorse più saggio nell’ambito della sanità. Il consiglio, rivolto a ogni anziano e alla propria famiglia, è quello di rivolgersi al proprio medico o al geriatra per farsi indicare la lista di vaccinazioni più adeguata alla propria età e alla propria condizione clinica”.

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Serve un piano per le PMI agricole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

agricolturaOramai non si può più attendere. Nonostante siano stati volutamente stati ignorati dal ministero per le Politiche Agricole, dal governo e da alcune organizzazioni di rappresentanza – dichiara il Presidente nazionale di Confeuro, Rocco Tiso – i dati del 2013 forniti recentemente dall’Istat sullo stato dell’agricoltura italiana sono inequivocabili: il 9,2% delle imprese agricole ha cessato la propria attività. A subire i numeri della crisi sono soprattutto le Pmi agricole, totalmente abbandonate al proprio destino da politiche spesso sciagurate ed utili solo alle grandi aziende della distribuzione e della commercializzazione dell’agroalimentare. Quel che evidentemente si fa fatica a comprendere però – prosegue Tiso – è che non c’è nulla da esportare se non si sostiene chi produce.
La vera spina dorsale di questo Paese – continua Tiso – è il settore primario. E la vera spina dorsale del primario sono le tantissime piccole e medie aziende agricole che sono ancora oggi depositarie di antiche tradizioni e valori.
Il nostro auspicio – conclude Tiso – è che il governo la smetta di assicurarsi solo del benessere dei potenti personaggi che affollano i dietro le quinte di Expo. Da ora in poi è necessario guardare finalmente al vero motore del Paese, e non a chi lo ha affossato ed ora si erge a suo salvatore.

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Un piano europeo per il lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2015

opportunita-lavoroE’ davvero difficile dirlo in un momento storico in cui l’Unione Europea sta mostrando il peggio di se, ma serve con urgenza un piano comunitario per il lavoro.
La governabilità dei singoli Stati – dichiara il Sindacato Labor – nel corso del tempo è stata in parte ceduta alle istituzioni europee; ed è quindi a queste che spetta il compito di rispondere alle necessità della cittadinanza. Se infatti è vero che la crisi scoppiata nel 2008 ha avuto effetti differenti nei Paesi che compongono la UE – continua l’organizzazione –, è vero anche che la carenza di lavoro è ormai una problematica che accomuna tutti e che, proprio per questo, richiede uno sforzo condiviso. L’estrema debolezza italiana all’interno del progetto comunitario – prosege il Sindacato – deriva da un insieme di fattori, tra i quali la scarsa presenza nelle fasi e nei luoghi decisionali. Ora però bisogna fare una immediata inversione di marcia ed insistere perché l’Unione si strasformi in qualcosa di radicalmente diverso da quanto è ora e perché diventi finalmente uno strumento concreto per sopperire alle difficoltà della cittadinanza.

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Piano strategico nazionale per la banda larga

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2015

ranucci“Il piano strategico nazionale per la banda larga è un fatto nuovo ed importante. Fino ad oggi l’Unione Europea ce ne contestava l’assenza, lamentando la mancanza di una visione di strategia nazionale. E’ chiaro che siamo davanti ad un piano ambizioso e sfidante e vorrei sottolineare soprattutto come il piano dimostri che, messe insieme risorse e strumenti sia pubbliche che private, creano una in sintonia costruttiva che abbandona infruttuose contrapposizioni e dimostra nel contempo la possibilità di sinergie convenienti per tutti”. Queste le parole del senatore del Partito democratico Raffaele Ranucci, primo firmatario della mozione passata oggi in Senato sul nuovo piano strategico per la banda larga. “La suddivisione in diversi cluster – ha continuato Ranucci – suddivide i territori dando la possibilità al servizio di arrivare anche nelle cosiddette aree a totale fallimento di mercato oltre che nei centri urbani più importanti. E questa equità di servizio per tutti i cittadini è un’ottima notizia oltre che un segno di modernità necessario. Il fondo che prevede 5 miliardi di euro dal 2017, potrà essere attivato attraverso un ruolo di garanzia della Bei, che metterà in campo nuovi strumenti come il credito d’imposta, i voucer e i fondi di garanzia. È infine molto significativa da parte del governo l’adozione di un piano di alfabetizzazione digitale che contemporaneamente istruisca all’utilizzo della rete quelle fasce di cittadinanza che ancora ne necessitano. Nell’accoglimento della mozione – ha concluso il senatore del Pd – oggi vediamo la politica industriale del governo, il ruolo dell’Authority ed il ruolo del mercato stesso, tutti insieme per lo sviluppo del Paese e per il suo tornare competitivo”.

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Piano immigrazione

Posted by fidest press agency su sabato, 12 luglio 2014

labour-migration“Dopo l’accoglienza indegna dei minori migranti negli ultimi mesi, l’accordo raggiunto oggi alla Conferenza Stato-Regioni per il lancio di un Piano Immigrazione, in base alle prime informazioni circolate, rappresenta un passo avanti per garantire finalmente condizioni dignitose, in particolare per le migliaia di minori che devono essere adeguatamente protetti,” ha dichiarato Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children.Nell’attuazione del Piano, Save the Children raccomanda che si risponda prioritariamente ai bisogni dei più vulnerabili, e in particolare dei bambini più piccoli che giungono con le loro famiglie, per la maggior parte in fuga da situazioni di conflitto come i 3.091 arrivati dalla Siria tra il 1 gennaio e il 30 giugno del 2014, e dei minori non accompagnati, 6.498 giunti nello stesso periodo, dopo aver affrontato da soli viaggi estenuanti e spesso varie forme di violenza.“Anche se rappresenta una svolta dal punto di vista operativo, il Piano non risponde alla totale assenza di una legge organica specifica per l’accoglienza e la protezione dei minori stranieri non accompagnati, alla quale Save the Children ha voluto rispondere lo scorso ottobre 2013 con una proposta di disegno di legge, presentata dai principali partici politici dei diversi schieramenti e ora assegnata alla I° Commissione della Camera (C. 1658). E’ indispensabile che il disegno di legge venga discusso e approvato al più presto per consentire una vera svolta nella gestione di un fenomeno che rappresenta una costante nel flusso degli arrivi via mare.”Secondo le stime di Save the Children, dal 1 gennaio 2014 all’8 luglio 2014 sono arrivati via mare in Italia complessivamente circa 70.921 migranti, per la maggior parte eritrei, siriani, egiziani, somali e sub sahariani, di cui almeno 11.746 minori (4.812 accompagnati e circa 6.934 non accompagnati).Al 24 giugno 2014 erano almeno 780 i minori non accompagnati ospitati in centri di prima accoglienza in condizioni spesso inaccettabili, ancora in attesa di collocamento in comunità a volte anche da settimane o mesi (537 in Sicilia, 144 in Puglia, 82 in Calabria. In particolare, 18 minori erano ospitati in centri per adulti: 10 al CARA di Bari, 8 in Centri di Accoglienza Straordinaria CAS – di cui uno in Provincia di Catanzaro e due in provincia di Taranto).
Save the Children, l’Organizzazione che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e difendere i loro diritti, è presente e opera nelle regioni di sbarco del Sud Italia in collaborazione con UNHCR (United Nations High Commissioner for Refugees), IOM (International Organization for Migration) e Croce Rossa Italiana nell’ambito del progetto Praesidium, coordinato dal Ministero dell’Interno e finanziato dal Ministero dell’Interno Italiano e dall’Unione Europea. A partire dal mese di maggio 2014, Save the Children è intervenuta, in alcuni casi dove le condizioni nei centri di prima accoglienza per i minori stranieri non accompagnati in Sicilia erano particolarmente critiche, con la distribuzione di kit per l’igiene e beni di prima necessità. L’Organizzazione fornisce inoltre supporto e servizi ai minori migranti non accompagnati presso i 2 centri diurni Civico Zero a Roma e a Milano.

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