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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘pier luigi bersani’

Berlusconi ruba la scena

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2013

Ci risiamo. Ancora una volta la parola conclusiva in quella che sempre più diventa la sceneggiata della politica ha un solo vincitore: Silvio Berlusconi. L’uomo che si fa sempre più amare e odiare ma con il quale prima o poi si deve avere a che fare ed è meglio per gli avversari non sottovalutarlo. Mostra d’essere non solo il padrone della Lega ma persino di una parte cospicua del Pd. Il suo merito è anche il demerito dei suoi avversari da Bersani che ha mostrato sia in campagna elettorale sia nel gestire il dopo elezioni tutti i suoi limiti e con lui, mi dispiace dirlo ma è così, lo stesso presidente della Repubblica.
Un Bersani che ha giocato tutta la sua partita alle lunghe trattative per la formazione del governo e ora ci si è messo lo stesso presidente della repubblica mentre il “paese brucia” e occorrono risposte immediate. L’errore di Bersani è stato quello di rendersi “incomprensibile” con la sua insistenza nel volere un’alleanza con il M5S pur sapendo sin dall’inizio che non sarebbe stata possibile. Alcuni osservatori politici ritengono che la mossa era tutta protesa alla ricerca di un alibi per ritornare sia pure con una formulazione diversa dalle “larghe intese” tra le braccia di Berlusconi “padre padrone”. Un gioco al massacro che, purtroppo, vede sconfitto lo stesso M5S dal quale molti avrebbero voluto non solo la protesta ma anche la spinta per il cambiamento. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Governo e la quadratura del cerchio

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2013

L’incarico conferito a Bersani da parte del presidente della Repubblica non sembra capace di sbloccare una situazione che vede ognuna delle tre parti, che si dividono all’incirca il 30% dei consensi ciascuno, in grado di trovare una possibile intesa per governare. Il Pd, infatti, esclude un’intesa con il Pdl, questi subordina il suo consenso per un’alleanza di governo ad un accordo sul nome del presidente della repubblica e il movimento cinque stelle è contro gli altri due. Ora mi chiedo se, rimescolando le carte, si possa raggiungere un accordo. L’idea che mi ha suggerito un mio lettore sarebbe quella d’offrire la presidenza del consiglio a Renzi che, a sua volta, s’impegnerebbe di soddisfare tutti e venti i punti del programma di governo di Grillo, mentre a Bersani andrebbe la presidenza della Repubblica. Non è certo l’ottimale, considerando gli umori di varia natura che aleggiano all’interno del Pd e del movimento cinque stelle, ma ci permetterebbe di avere un governo capace di risolvere i grossi problemi di natura economica, occupazione, finanziaria e sociale che stanno complicando la vita degli italiani. Resta, su tutto ciò la convinzione che tale stratagemma possa essere in grado di assicurare una discontinuità con il passato. Sta di fatto che qualcosa dobbiamo fare e farlo in fretta, ma bene. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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A carte scoperte

Posted by fidest press agency su martedì, 5 marzo 2013

Un segnale è stato percepito dagli italiani e pare che taluni fatti lo confermino dando ragione a Grillo che sostiene le intese sottobanco tra il Pd e il Pdl. Se andiamo a rivisitare tutta la storia politica italiana dal 1993 ad oggi che è stata caratterizzata dall’ascesa di Berlusconi e le sconfitte subite da Romano Prodi non dalle urne ma dai siluri lanciati dai suoi alleati mi pare evidente che il malessere proviene solo da una parte. Ora sembra che ci risiamo con un “timido” Bersani che lascia l’iniziativa a Berlusconi e sembra voglioso di vederlo vincere per gestire un post-Monti che è tutto in salita per gli enormi problemi che ha lasciato soprattutto sulla mancata equità dei sacrifici imposti agli italiani senza offrire loro l’opportunità di una crescita economica e industriale la sola capace di dare ossigeno alle imprese e porre un freno alla disoccupazione e alla precarietà del lavoro.
Di ricette ve ne sono molte e talune di esse sono valide per tentare un’inversione di tendenza ma ci vuole un “uomo forte” e Bersani senza volerlo, ovviamente, ammettere esplicitamente lo ha indicato in Berlusconi. Questa è la contraddizione che i grillini hanno avvertito e i loro elettori hanno intuito. Ora per far esplodere il sistema occorre che il Pd getti la maschera e si allei con il Pdl e tra qualche anno si ritornerà alle urne dove la resa dei conti si farà tra il Pdl e il Movimento Cinque stelle, mentre il Pd è destinato a sparire.
Se Bersani e i suoi amici della “vecchia guardia” non se ne rendono conto, sebbene molti segnali lo stanno a dimostrare, lo stacco con gli elettori continuerà ad essere vistoso perchè il vizietto degli inciuci alla fine fa il suo tempo mentre non si possono affrontare i problemi e le riforme strutturali con un Pdl che, di là dei proclami di maniera, è votato alla conservazione dei privilegi in primo luogo del suo “padrone”.
Come uscirne? Con un atto di coerenza e di onestà. Bersani dovrebbe ammettere che lui ha creato un capolavoro “vincendo per perdere” ed è giusto che dopo questo pasticciaccio passi il testimone ad altri. Da leader non è riuscito ad essere credibile lo sarà ora per resituire dignità e futuro al suo partito? (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Grillini: operazione addomesticamento

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 febbraio 2013

oramai chiaro dalle prime battute l’intenzione dei partiti che si confrontano con il popolo dei grillini, di quelli che oggi siedono in parlamento. La prima mossa l’ha fatta il Pd paventando l’idea che il gruppo non sia del tutto compatto e che è possibile una “erosione” in termini di transfughi. In questo modo il partito democratico mostra d’essere non diverso dal Pdl con lo shopping parlamentare di Berlusconi di passata, ma non remota, rimembranza.
In seconda battuta si vuole in tutti i modi dimostrare la irresponsabilità di un movimento che cerca di non assicurare la governabilità al Paese. Anche in questo caso vi sono abbondanti dosi di ciniscmo.
Credo, invece, che a nessuno dovrebbe sfuggire il fatto che se oggi ci ritroviamo con la composizione di questo parlamento dove Cinque stelle è il partito più eletto in Italia lo dobbiamo al fallimento della proposta politica sia del Pd sia del Pdl, per non parlare di Monti.
Ciò significa che entrambi i leader dei rispettivi schieramenti dovrebbero fare un passo indietro e cedere il passo a chi sappia presentare un progetto politico credibile e attuabile in breve tempo. Penso al conflitto d’interessi, al costo della politica,al costo delle istituzioni (chi dire ad esempio la riduzione del 50% delle spese delle due presidenze? (consiglio dei ministri e presidenza repubblica). In quest’ultimo caso dovrebbe essere un impegno solenne da parte del neo inquilino del Quirinale. Andrebbe poi presa alla lettera l’offerta di Berlusconi di donare quattro miliardi di euro del suo patrimonio per togliere l’imposta Imu sulla prima casa. Vi sono, poi, le spese per la difesa? Hanno un senso? Se l’Europa comunitaria vuole fare la politica “muscolare” si assuma lei per intero i costi per la difesa italiana. In questo modo non andrebbero a gravare sul bilancio dello Stato.
Tutte le volte che si è formato in Italia un nuovo governo ho scritto una lettera al neo presidente del consiglio suggerendo qualche mia personale proposta come quella di costituire, a titolo non oneroso per il bilancio dello stato, di un sottosegretario per la ricerca degli sprechi e sul modo come ovviarli nella P.A.(compreso il personale) e nel patrimonio immobiliare pubblico e degli edifici presi in localzione. Tempo fa avevo fatto notare che nella sola capitale gli uffici della presidenza del consiglio sparpagliati nei diversi edifici erano una dozzina.
Per quanto riguarda il carico fiscale avevo avanzato una proposta che ritengo tuttora ragionevole consentendo al contribuente di beneficiare in misura più ampia delle deduzioni attualmente previste per far emergere, se non altro, le mancate fatturazioni degli artigiani. Vi è poi la giustizia ed è stata anch’essa motivo di un progetto messo a punto dai centri studi della Fidest per il quale gli esperti hanno espresso un giudizio positivo ma con la laconica annotazione: manca copertura politica.Tutto queste e molte altre cose sono di certo già nell’agenda dei grillini ma riuscirano i nostri “eroi” a farcela? Io lo spero nell’interesse della parte sana del paese ma conoscendo l’altra faccia della medaglia nutro forti dubbi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Scuola dei nativi digitali

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 Mag 2012

Roma 25 e 26 maggio 2012 (Tempio di Adriano, piazza di Pietra), la prima Conferenza nazionale del PD per la scuola dei nativi digitali. E’ un importante appuntamento politico al quale prenderanno parte il Segretario nazionale del Pd Pier Luigi Bersani e il Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca Francesco Profumo, il presidente del gruppo Pd alla Camera Dario Franceschini, i capigruppo Pd delle Commissioni Cultutra e Istruzione Manuela Ghizzoni e Antonio Rusconi, gli ex ministri Giuseppe Fioroni e Luigi Berlinguer, il Presidente del Forum Istruzione PD Giovanni Bachelet e molti altri parlamentari. Ospite d’onore sarà Marc Prensky, esperto internazionale di tecnologie digitali e modelli di apprendimento: sua la lectio magistralis di venerdì 25. Con lui, ci sarà anche Gerard van Wolferen, capo del programma di ricerca in Design Creativo per l’Inclusione presso la l’Università di Utrecht “School of the Arts”.

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Quando iniziò un’altra storia

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2009

Bologna 8 novembre 2009, alle ore 10.30 presso la chiesa di Santa Cristina della Fondazza (Piazzetta Morandi). Riflessioni a Bologna a vent’anni dalla caduta del Muro L’evento è organizzato dal Centro Studi Progetto Europeo con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e con la collaborazione del Dipartimento Politica, Istituzioni e Storia dell’Università di Bologna Saluto d’apertura:   Prof. Fabio Roversi-Monaco, Presidente Associazione Progetto Europa Intervengono: – On Pier Luigi Bersani – On. Pier Ferdinando Casini – Prof. Angelo Panebianco – Prof. Paolo Pombeni Nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1989, si aprirono a Berlino le prime crepe in quel Muro che era diventato il simbolo concreto e drammatico della Guerra Fredda e della divisione dell’Europa in “sfere d’influenza” contrapposte. Oggi, vent’anni dopo, non solo la Germania è un paese riunificato, ma il crollo del regime sovietico ha rafforzato il processo di integrazione dell’Unione europea che ora, allargatasi a molti paesi ex comunisti, conta ben 27 Stati membri. Bologna, che a sua volta ha rappresentato per molti anni il simbolo del comunismo italiano, non poteva non interrogarsi sul significato e sulle conseguenze di quell’evento che ha cambiato le sorti dell’Italia, dell’Europa e del mondo intero.
Il Centro Studi per il Progetto Europeo, costituitosi grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna e legato al Dipartimento di Politica, Istituzioni, Storia dell’Università di Bologna, è un centro di ricerca che si dedica all’analisi dell’evoluzione dell’opinione pubblica europea sui temi dello sviluppo della “nuova Europa”. Dal 2005 ad oggi il Centro Studi per il Progetto Europeo ha inoltre organizzato numerosi seminari, incontri di studio e cicli di conferenze per offrire ai cittadini bolognesi e agli studenti dell’Ateneo di Bologna altrettanti momenti di riflessione sull’andamento del processo di integrazione dell’Europa. [Prof. Paolo Pombeni]

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