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Poliziotti eversivi?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 agosto 2010

Abbiamo ricevuto per conoscenza una lunghissima lettera inviata al presidente della Repubblica e ad alte personalità dell’esecutivo e delle istituzioni da parte del sindacato di Polizia Coisp per denunciare il trattamento ricevuto nel momento in cui il sindacato aveva inteso scendere in piazza per protestare sull’iniquo trattamento ricevuto dalla recente legge finanziaria. E’ il Segretario Generale del COISP Franco Maccari a parlarcene e a chiederci e a chiedersi se il diritto di manifestare considerato una “pietra angolare della democrazia” e “pilastro della società democratica” (così la Corte Costituzionale con sentenza 17 aprile 1969, n. 84) abbia ancora un valore o meno. E soggiunge: “Alla libertà  di pensiero è sottinteso il diritto di portare a conoscenza del pubblico fatti di interesse generale, di esprimere la propria opinione su questioni di rilevanza sociale, nonché di criticare l’attività del Governo e della Pubblica Autorità. L’art. 21 della Costituzione dunque, include non solo la libertà di esprimere le proprie opinioni e di divulgarle con ogni mezzo, ma anche il diritto di informazione comprensivo sia della libertà di informare che di quella di essere informati e di informarsi. Strettamente collegato a tale diritto vi è la libertà di riunirsi pacificamente e senz’armi, che la Carta Costituzionale riconosce a tutti i cittadini all’art 17”. “Orbene come si spiega che il sindacato – annota Maccari – ha ricevuto il diniego da parte del Questore di Roma ad effettuare una pacifica manifestazione prevista per il 28 luglio u.s. nei pressi del Ministero dell’Interno, simbolo appunto per noi poliziotti della legalità e della Pubblica Amministrazione a cui appartengono? Lo stesso hanno fatto altri questori, da Catanzaro a Treviso. Ma ciò che più sconcerta i poliziotti sono state le motivazioni. Per il questore di Treviso, infatti, “che qualunque manifestazione pubblica si svolgesse in prossimità della sede della Provincia di Treviso nonché lungo le arterie stradali interessate dal transito del Sig. Ministro dell’Interno, potrebbe incidere sulla sicurezza della personalità di Governo e delle altre numerosissime autorità partecipanti alla cerimonia”. Come dovremmo leggere questo provvedimento restrittivo? In una arbitraria restrizione del diritto di riunirsi”? E perché? Perché, pare di capire per il solo fatto che sono poliziotti?”
E allora si chiede Maccari: “C’è da chiedersi quali sono le comprovate esigenze di sicurezza ed incolumità pubblica in una manifestazione organizzata da una Organizzazione Sindacale della Polizia di Stato, i cui iscritti possono essere solo poliziotti, tali da ingenerare nell’Autorità di P.S. i timori di un rischio per la sicurezza del Ministro dell’Interno?  Qual è  la spiegazione “democratica” alla volontà di zittirci? … alla volontà di impedire a noi e a tutti i cittadini di rendere pubblico e nei luoghi desiderati il dissenso, e l’amarezza, per le continue offese ed umiliazioni, per le promesse non mantenute?”

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