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Posts Tagged ‘pietra naturale’

Italia e Brasile uniti nel segno della pietra naturale

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 giugno 2017

carrara cave di marmoSta per concludersi a Vitória, nello stato brasiliano di Espirito Santo la 43ª edizione di Vitória Stone Fair/Marmo+Mac Latin America, la manifestazione di riferimento in Sudamerica per l’industria di marmi, graniti e tecnologie di lavorazione.Un settore che vede la nazione verdeoro come 5° esportatore di materiali lapidei al mondo (dopo l’Italia) con oltre 1,1 miliardi di dollari di controvalore raggiunto nel 2016. Mercati di riferimento si confermano la Cina, per il granito grezzo (con il 62% delle vendite totali), mentre i marmi lavorati sono diretti per i 4/5 verso Stati Uniti, Canada e Messico. Per quattro giorni, fino al 9 giugno, 300 aziende espositrici da 19 paesi si danno quindi appuntamento a Vitória, in attesa di buyer e operatori specializzati nel campo di costruzioni, architettura e design in arrivo da quasi 80 nazioni. Si tratta di una fiera con radici nel più importante distretto della pietra in Brasile, responsabile dell’80% dell’export nazionale di marmi, ma che poggia su know how tutto italiano. Ad organizzarla, infatti, è Milanez&Milaneze, controllata di Veronafiere do Brasil che fa parte del gruppo Veronafiere.«Il Brasile si conferma una piazza strategica per la filiera lapidea internazionale – commenta Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere Spa –. Come organizzatori in Italia di Marmomac, salone leader a livello mondiale per il comparto della pietra naturale, abbiamo le competenze e l’esperienza per continuare a far crescere l’evento di Vitória. In questi anni abbiamo così supportato la presenza di aziende e operatori italiani in Brasile, favorendo al contempo l’incoming di buyer brasiliani a Marmomac, quasi 800 nel 2016, pari al 43% di tutti quelli provenienti dal Sudamerica».

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In Libano la pietra naturale “parla” italiano

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 Maggio 2017

verona-city-gateFiera di Verona dal 27 al 30 settembre 2017 52ª edizione di Marmomac. Esplorare nuove opportunità di business per i marmi e i graniti italiani nel settore delle costruzioni in Libano e nell’area Mediorientale. È questo l’obiettivo della missione commerciale ‘We Speak Stone’ di Marmomac, il più importante salone mondiale della Fiera di Verona sulla pietra naturale, che ha fatto tappa a Beirut nei giorni scorsi. Nove le aziende del comparto lapideo presenti nella delegazione tricolore: Antolini, Bellamoli, Bauce Bruno, Domos, La Lessinia Graniti, Marmi Scala, Marmi Santa Caterina, Santa Margherita e Marini Marmi.Per due giorni saranno impegnate ad incontrare i più importanti studi di architettura, ingegneria e contract locali, gli importatori di marmi leader nella regione, selezionati da Marmomac in collaborazione con Platform Architecture and Design, senza dimenticare i momenti istituzionali previsti con l’Ambasciata d’Italia e l’Ufficio ICE di Beirut.La pietra made in Italy è molto apprezzata nei grandi progetti di edilizia residenziale, commerciale e turistica della Terra dei cedri: nel 2016 le esportazioni di prodotti lavorati e blocchi grezzi verso il Libano hanno raggiunto infatti i 13,1 milioni di euro, in crescita dell’1,9% sul 2015 (fonte Osservatorio Marmomac su base Istat).
«L’iniziativa We Speak Stone-Beirut – spiega Elena Amadini, vicedirettrice commerciale di Veronafiere – prosegue l’attività di scouting con cui Marmomac accompagna le imprese italiane del comparto sia sui mercati più maturi come gli Stati Uniti, focus con New York della tappa 2016, che sugli emergenti. Il Libano nello specifico, oltre alla domanda interna in crescita, rappresenta un hub strategico verso gran parte dell’area Mediorientale e sarà uno snodo fondamentale nella futura ricostruzione delle Siria, così come già oggi lo è per quella irachena».
Il Medio Oriente, storico crocevia di scambi internazionali, assorbe oltre 55% dell’export di marmi e graniti lavorati e semilavorati italiani diretti verso il continente asiatico. Secondo l’Osservatorio Marmomac, Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi, Libano e Israele nel 2016 hanno registrato un controvalore complessivo di 186,5 milioni di euro. Nonostante la flessione del 17% dovuta alle tensioni internazionali, nel 2016 spiccano le esportazioni verso il Qatar con 28,5 milioni di euro, in aumento del 15,4% sull’anno precedente. L’interesse per la pietra italiana trova riscontro anche nel numero di buyer in visita al Marmomac di Verona che nel 2016 ha visto la partecipazione di 2.600 operatori dei paesi del Medio Oriente, di cui 270 dal Libano.

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Combattere la crisi con il marmo bianco

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2009

I dati di chiusura 2008 per il settore italiano della pietra naturale hanno fatto registrare un export di 4 milioni 228 mila tonnellate di marmi, graniti, travertini e altre pietre, grezzi e lavorati, per un valore complessivo di 1 miliardo e 792 mila euro, mentre le importazioni hanno toccato un totale di 2 milioni e 767 mila tonnellate, per 547 milioni di euro con una contrazione del -5,4% nelle quantità e -6,5% in valore rispetto al 2007, anno che si era concluso in calo perché si erano manifestati segnali di crisi già nel corso dell’ultimo semestre con frenata del mercato immobiliare americano.  Data l’importanza del settore per l’economia locale l’Internazionale Marmi e Macchine ha elaborato le statistiche Istat anche per il Comprensorio apuo versiliese rilevando che, per le sue caratteristiche, presenta un andamento diversificato per la presenza del comparto estrattivo del bianco e per la grande struttura di trasformazione diffusa su tutto il territorio. Nel complesso emerge, anche localmente, un quadro di difficoltà nonostante alcuni elementi mostrino una migliore capacità di resistenza all’impatto della crisi.  Secondo le elaborazioni curate da IMM nel 2008 il comprensorio tosco-ligure ha esportato lapidei per un totale di 1 milione e 57 mila tonnellate, per un valore di quasi 497 milioni di euro, senza includere nel calcolo anche i granulati e le polveri (vedi tavola allegata). Dal raffronto con il 2007, il saldo è di +2% in volumi e di -5% in valore, sempre sulle prime quattro voci maggiori, con un calo del valore medio unitario in controtendenza rispetto al dato nazionale. Le voci più importanti per il distretto di Carrara sono i lavorati, sia di marmo che di granito, seguite dai marmi in blocchi e lastre: questi ultimi hanno entrambi i saldi positivi sul 2007 sia per le quantità che per i  valori. I lavorati, in marmo e travertino e in granito, hanno avuto un miglioramento solo rispetto al valore medio dell’anno precedente evidenziando una situazione che, a chiusura 2008, si mostrava migliore che nel resto d’Italia. Tutto questo non significa molto perché ciascuna area interagisce con gli altri distretti, nazionali e internazionali tanto che le problematiche di ciascuna area diventano velocemente comuni anche alle altre. Un breve raffronto con il distretto veneto, per esempio, evidenzia che l’export di quella area ha subito un calo molto più pesante, su base annua e sulle stesse voci, pari a oltre il -15% in volumi e oltre il -14% in valori. Nel mix di prodotti che compone l’export locale la voce dei graniti, grezzi e lavorati pesano su Verona e Vicenza molto più dei marmi e questo si determina il differenziale che sottolinea il carattere distintivo di Carrara che può contare sulle proprie risorse naturali e sulle capacità di trasformazione costruite nel tempo e mantenute vive e operanti.

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