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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

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Gli italiani e i partiti

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2018

Si racconta che Pietro Nenni soleva dire che se due italiani discutono di politica alla fine nascono due partiti e tre correnti. Di là della battuta qualcosa di vero c’è. Penso, ad esempio, ai tanti partiti che da anni proliferano un po’ ovunque e si moltiplicano man mano che ci avviciniamo alle scadenze elettorali. E ora ci siamo e siamo alla fase finale. Nonostante ciò sembra che siamo incapaci di raccogliere le nostre forze appoggiando coralmente un movimento politico. Ma c’è di peggio. Nel segreto delle urne l’elettore finisce con il ripiegare sul simbolo che pure ha criticato ferocemente e giurato di non esprimergli in avvenire il proprio consenso.
Sembra che prevalga la paura di chi vorrebbe scegliere la strada nuova ma preferisce quella vecchia ritenendola meno imprevedibile.
Se così non fosse Fi, e il Pd dovrebbero scomparire dalla geografia politica dell’Italia per il come si sono comportati e sulle falsità che hanno espresso a partire dai loro leader.
Eppure la soluzione del problema è possibile offrendo al movimento cinque stelle di Beppe Grillo la possibilità di fare da “giustiziere”. Per raggiungere questo risultato dovremmo essere conseguenti con un voto corale. E’ questo il vero punto della questione. In questo caso la logica dei grandi numeri è la sola che potrebbe aprire la porta al diverso se non proprio a una svolta radicale. (Riccardo Alfonso)

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Gli italiani e i partiti

Posted by fidest press agency su martedì, 26 settembre 2017

nenniSi racconta che Pietro Nenni soleva dire che se due italiani discutono di politica alla fine nascono due partiti e tre correnti. Di là della battuta qualcosa di vero c’è. Penso, ad esempio, ai tanti partiti che da anni proliferano un po’ ovunque e si moltiplicano man mano che ci avviciniamo alle scadenze elettorali. Sembra che siamo incapaci di raccogliere le nostre forze appoggiando coralmente un movimento politico. Ma c’è di peggio. Nel segreto delle urne l’elettore finisce con il ripiegare sul simbolo che pure ha criticato ferocemente e giurato di non esprimergli in avvenire il proprio consenso.
Sembra che prevalga la paura di chi vorrebbe scegliere la strada nuova ma preferisce quella vecchia ritenendola meno imprevedibile.
Eppure la soluzione del problema è possibile offrendo al movimento cinque stelle di Beppe Grillo la possibilità di fare da “giustiziere”. Per raggiungere questo risultato dovremmo essere conseguenti con un voto corale. E’ questo il vero punto della questione. Ora Grillo ci ha dato una nuova figura: Luigi di Maio ma già le sirene del malaugurio lo danno per perdente per il semplice fatto che è giovane, inesperto, incapace di coagulare intorno a sé una coalizione di esperti qualificati e di spessore internazionale. Eppure due anni fa abbiamo digerito senza battere ciglio un altro inesperto e giovane e abbiamo al riguardo taciuto. Cosa cambia ora? (Riccardo Alfonso)

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