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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘pietro romano’

Esce per i Quaderni del Bardo Edizioni il nuovo lavoro di Pietro Romano

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2020

E’ un vero e proprio esperimento editoriale che fonde prosa poetica, poesia e sagacia aforismatica in un’alchimia perfetta di emozioni e suggestioni di grande letteratura. L’esistere, la vita di ogni giorno, vissuta sull’Equilibrio, come categoria non che attende il baratro, ma che bilancia le forze vorticose dell’Essere e dell’Esistere.Le “case sepolte” di Pietro Romano sono quelle che abitiamo, ma, soprattutto, quelle che ci abitano. Questa sua raccolta, profonda, struggente e a momenti terribile, è una delle più avvincenti che ultimamente abbia letto. Del resto, per come risulta, non è un insieme per “anime semplici”, oppure per chi crede che la poesia (in questo caso la prosa poetica) possa trasformarsi in magico esorcismo per rendere più gradevole la vita, oppure consolazione o carezza o speranza. Non a caso quando il tutto risulta un inseguire l’estremo o l’apice dell’assoluto, il gioco risulta oltremodo duro, a momenti criptico, sferzante, anche quando tenta di ridare un senso vitale oppure cerebrale alle asserzioni fatte o, meglio, ricercate, quali ripercussioni di domande fondamentali, di domande che, senza pausa, ti scarnificano dall’interno. Il sedersi sul limite porta a confrontarsi, in ogni istante, con l’abisso (inferiore o superiore che sia). La morte e il tempo sanciscono i rintocchi “dell’orologio consapevole”, come lo definiva Emily Dickinson, così che la risolutezza muta, volutamente, sezione dopo sezione, il diario diacronico della riflessione e delle immagini, consegnandoci singoli sostantivi, brevi abbinamenti verbali, frasi più complesse, incise su lastre che, via via, si sgretolano, con il sopravvenire di quelle a seguito. Così è infine l’esistenza, quando la memoria, a pensarci bene, risulta vano accessorio, se quel che rimane è corpo e anche spirito definitivamente coperti, cancellati, ridotti al silenzio, avvolti dalla terra, oppure sparsi su di essa. Il linguaggio usato, in tal modo, non può che segnare interstizi in cui il diradamento, la scansione, indicano lo spazio tra colpo e colpo e colpo dello scalpello. (dalla Prefazione di Gian Ruggero Manzoni)Buona parte della scrittura di Pietro Romano è un susseguirsi ossessivo di domande alla ricerca di un impossibile incontro con sé stesso, che resta in una sorta di nonluogo e nontempo, tra l’atto del vivere morendo e del morire vivendo, istante dopo istante, annullando, perciò, la durata del gerundio, come dice in una sua riflessione, in preda ad un estraniamento esistenziale, che lo precipita nel vuoto, luogo per eccellenza ed eccedenza della poesia, che l’abita tra una parola e l’altra, nel bianco senza segni della pagina non violata. (Dalla post – fazione di Franca Alaimo)Pietro Romano (Palermo, 1994) è laureato in Italianistica con una tesi sulla produzione poetica di Nino De Vita presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna. Ha pubblicato due raccolte poetiche, dal titolo Il sentimento dell’esserci (Rupe Mutevole, 2015) e Fra mani rifiutate (I Quaderni del Bardo, 2018). Collabora con varie riviste, cartacee e online.I suoi versi sono stati tradotti in russo («Мой дом — до молчанья», “La mia casa è prima del silenzio”, Free Poetry, 2019, con prefazione e traduzione di Olga Logoch, collana di poesia italiana a cura di Paolo Galvagni, traduzione di Fra mani rifiutate), greco, catalano e spagnolo, e inseriti nell’antologia Le parole a quest’ora (Free Poetry, 2019, a cura di Paolo Galvagni).

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Spettacolo “Il Solito Ignoto”

Posted by fidest press agency su sabato, 29 febbraio 2020

Roma dal 4 al 22 marzo 2020 Teatro Anfitrione – Patrizia Parisi Via di S. Saba, 24 debutto teatrale, “Il solito Ignoto”, scritto e diretto da Pietro Romano. A dieci anni dalla morte del regista Mario Monicelli l’attore Pietro Romano gli rende un suo personale omaggio portando in scena lo spettacolo “Il Solito Ignoto”, scritto e diretto dallo stesso Romano, dal 4 al 22 marzo al Teatro Anfitrione – Patrizia Parisi. L’ultimo, esilarante lavoro che Romano firma si ispira proprio ad un ladruncolo bonario che si aggira per le vie di Roma in cerca del colpo giusto e del bottino facile. Vagamente ispirato ad uno dei più grandi capolavori del cinema italiano, appunto “I Soliti Ignoti”, l’artista regala al pubblico una commedia di straordinaria valenza comica che si avvale, nel rispetto della tradizione stilistica della Commedia dell’Arte, della gradevolezza di contenuti in grado di suscitare sentimenti e sensazioni d’altri tempi, tuttavia affatto démodé. La storia, che vede sul palco lo stesso Romano con Marina Vitolo, Pierre Bresolin, Alessandra Cosimato (musiche di Simone Zucca), ruota attorno all’equivoco amoroso di una coppia, economicamente agiata e stanca della solita routine, che riceve la visita di un ladro scambiato per un’altra persona, che addirittura verrà accolto ed ospitato in casa con il benestare dei coniugi. La romanità continua ad essere per l’autore variopinta energia di un lessico immortale, che conferma la scelta letteraria e culturale di quel Teatro Dialettale, che non cede il passo all’ escamotage del neologismo, ma ricerca e mantiene con l’eleganza di sempre la splendida purezza dei propri suoni. E per sottolineare l’importanza di un valore prezioso come l’arte, intesa come opera teatrale o cinematografica, lo spettacolo si avvale della collaborazione della Biblioteca “Luigi Chiarini” della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, fondazione che opera attraverso due principali settori: la Scuola nazionale di cinema e la Cineteca Nazionale sulla via Tuscolana, che durante lo spettacolo metterà a disposizione del pubblico, donandoli, dei testi legati al cinema. All’operazione “Caccia al bottino: saccheggia un pò di cultura”, dedicata alla scoperta, o alla riscoperta, di autori noti e ignoti si può partecipare semplicemente rispondendo a dei quesiti sul celebre presenti sulla pagina Facebook di Pietro Romano. (fonte: http://www.federicarinaudo.it)

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Libro: “Fra mani rifiutate” di Pietro Romano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 giugno 2018

Roma Il giorno 28 giugno, alle ore 19.30, presso Divago-Vini e spiriti, in via del Pigneto 184, verrà presentato “Fra mani rifiutate” di Pietro Romano (collana Z Diretta da Nicola Vacca per i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno). A moderare l’incontro sarà la Dottoressa Serena Brunelli. Questa è la terza tappa del progetto Il Tempo di un caffè – on the road book tour. La poesia è la casa delle parole e il poeta cerca la porta per potere abitare le sue stanze. Fra mani rifiutate è il libro di Pietro Romano, un poeta che scava nelle stanze delle poesia con l’intenzione di stabilire un contatto con le parole. I suoi versi indicano attraversamenti, scorticano la realtà fino a cogliere della sua forma tutta la scarnificazione che è necessaria a stabilire un contatto con l’esistenza. La sua poesia, in questo senso, è coma di varianti infinite che esplorano l’esistenza e i suoi campi minati. Il poeta prende tra le mani la parola e con gli occhi vigili sul mondo, quasi a voler lasciare una testimonianza, si insinua tra le pagine di quel “sentimento dell’esserci”, perché quello che conta nell’insensatezza di tutto è lasciare una traccia. Fra mani rifiutate è il libro di un poeta consapevole dell’importanza delle parole e del fatto che non ci sono parole all’altezza del presente che ci inghiotte. Davanti alle ustioni del mondo il poeta ha il dovere di inventare una lingua che brucia. Pietro Romano nelle sue poesie incendia le parole, chiama lo spavento in cui siamo finiti con il suo nome e non fa sconti al disincanto che ci assedia. (Nicola Vacca)Pietro Romano (Palermo 1994) Appassionato di arte e letteratura, inizia fin dalla tenera età ad abbozzare brevi poesie e racconti. Dopo essersi diplomato al Liceo Classico Vittorio Emanuele II di Palermo, frequenta il corso di Laurea in Lettere della sua città laureandosi con una tesi dal titolo “Le due anime di Giuliana Saladino: fra giornalismo e letteratura”. È autore di una raccolta di poesie, dal titolo “Il sentimento dell’esserci” (Rupe Mutevole, 2015). Suoi scritti compaiono in diverse antologie cartacee e riviste, fra cui Nel nome di Alda (Ursini Edizioni, 2015) e Repertorio di Arte e Poesia (Ursini Edizioni, 2016), In Verbis Lingue Letterature Culture anno VI, n 1, 2016 Ridersela della cultura. Comicità e sovversione delle idee dominanti tra XV e XVIII secolo (Carocci, 2016).iQdB edizioni di Stefano Donno (i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

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Libro: Fra mani rifiutate di Pietro Romano

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 aprile 2018

Esce il secondo volume della collana diretta da Nicola Vacca nella collana Z per i Quaderni del Bardo Edizioni. “La poesia è la casa delle parole e il poeta cerca la porta per potere abitare le sue stanze. Fra mani rifiutate è il libro di Pietro Romano, un poeta che scava nelle stanze delle poesia con l’intenzione di stabilire un contatto con le parole. I suoi versi indicano attraversamenti, scorticano la realtà fino a cogliere della sua forma tutta la scarnificazione che è necessaria a stabilire un contatto con l’esistenza. La sua poesia, in questo senso, è coma di varianti infinite che esplorano l’esistenza e i suoi campi minati. Il poeta prende tra le mani la parola e con gli occhi vigili sul mondo, quasi a voler lasciare una testimonianza, si insinua tra le pagine di quel “sentimento dell’esserci”, perché quello che conta nell’insensatezza di tutto è lasciare una traccia. Fra mani rifiutate è il libro di un poeta consapevole dell’importanza delle parole e del fatto che non ci sono parole all’altezza del presente che ci inghiotte. Davanti alle ustioni del mondo il poeta ha il dovere di inventare una lingua che brucia. Pietro Romano nelle sue poesie incendia le parole, chiama lo spavento in cui siamo finiti con il suo nome e non fa sconti al disincanto che ci assedia.” (Nicola Vacca)
Pietro Romano (Palermo 1994) Appassionato di arte e letteratura, inizia fin dalla tenera età ad abbozzare brevi poesie e racconti. Dopo essersi diplomato al Liceo Classico Vittorio Emanuele II di Palermo, frequenta il corso di Laurea in Lettere della sua città laureandosi con una tesi dal titolo “Le due anime di Giuliana Saladino: fra giornalismo e letteratura”. È autore di una raccolta di poesie, dal titolo “Il sentimento dell’esserci” (Rupe Mutevole, 2015). Suoi scritti compaiono in diverse antologie cartacee e riviste, fra cui Nel nome di Alda (Ursini Edizioni, 2015) e Repertorio di Arte e Poesia (Ursini Edizioni, 2016), In Verbis Lingue Letterature Culture anno VI, n 1, 2016 Ridersela della cultura. Comicità e sovversione delle idee dominanti tra XV e XVIII secolo (Carocci, 2016).
Nicola Vacca è nato a Gioia del Colle, nel 1963, laureato in giurisprudenza. È scrittore, opinionista, critico letterario, collabora alle pagine culturali di quotidiani e riviste. Svolge, inoltre, un’intensa attività di operatore culturale, organizzando presentazioni ed eventi legati al mondo della poesia contemporanea.

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