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Posts Tagged ‘pignoramenti’

Farmacie: blocco pignoramenti

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

Doccia fredda per i titolari di farmacia dal testo della Manovra pubblicato in Gazzetta ufficiale il 6 luglio. Nella versione finale del decreto, infatti, è stato allungato di un anno il blocco dei pignoramenti a carico di Asl e Ao nelle Regioni sottoposte a piani di rientro. I creditori delle strutture sanitarie, in sostanza, dovranno rinunciare ad azioni esecutive fino alla fine del 2012 anziché del 2011, come originariamente recitava la bozza presentata in Consiglio dei ministri. Non è ben chiaro quando e dove sia scattata la correzione, certa è invece la sorpresa delle aziende private che sono in credito con Asl e ospedali: per le imprese del settore biomedicale i debiti si aggirerebbero sui 3,4 miliardi di euro, per i produttori del farmaco siamo a circa 3 miliardi. E le farmacie? Federfarma non dispone di dati aggiornati e allora bisogna passare dalle rappresentanze regionali del sindacato. In Campania per esempio i mancati rimborsi ammontano a un totale approssimativo di 600 milioni, nel Lazio sono circa 400 (ma Federfarma regionale ha pattuito con la Regione un piano di recupero che dovrebbe dimezzare i debiti entro l’inizio del nuovo anno) e in Molise un milione e mezzo (sulla protesica, perché sui farmaci i rimborsi sono quasi puntuali). Poi c’è la Sicilia, dove non sono disponibili cifre ma i ritardi coinvolgono la metà circa delle province e oscillano tra una e tre mensilità, e infine la Calabria, dove Cosenza, Catanzaro e Crotone mettono assieme più di 200 milioni. Reazioni? Per Assobiomedica «moltissime aziende sono a rischio di ridimensionamento, molte di chiusura». Da Federfarma invece commenti più blandi: «La modifica certamente è un cattivo segnale» osserva il segretario nazionale, Alfonso Misasi «ma se non altro garantisce alle farmacie il pagamento delle mensilità correnti evitando che i creditori blocchino i patrimoni delle Asl». (fonte farmacista33)

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I pignoramenti di Equitalia

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Mag 2011

“Il Governo sta studiando un tetto ai pignoramenti fiscali per rendere le riscossioni meno punitive. E’, certamente, un primo passo verso la vittoria”. Commentano così Rocco Monaco, presidente nazionale di “Utelit consum” e Antonio Pepe, presidente nazionale della “Noiconsut” e le nuove misure in fase di studio da parte del Ministero dell’Economia per addolcire la pillola fiscale. “Dopo la campagna per il ‘condono’ di Equitalia – commentano i due Presidenti -, dopo le interrogazioni parlamentari fatta su nostra sollecitazione da Adriana Poli Bortone, la nostra lettera al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti e al Presidente della Camera, Gianfranco Fini, dopo il protocollo d’intesa con il candidato sindaco di Napoli, Gianni Lettieri, la nostra battaglia incomincia a farsi sentire. Il ‘mal di tasse’ che ha colpito l’Italia negli ultimi mesi, da quando sono entrate a regime le nuove norme sulla riscossione delle imposte, sta dilagando ed il Governo, per evitare che il fenomeno diventi un’epidemia, deve correre ai ripari e prendere assolutamente provvedimenti”. Dopo aver già addolcito, infatti, un po’ le regole con il decreto Sviluppo, varato due settimane fa, il Ministero dell’Economia medita altri interventi per riportare in carreggiata il rapporto tra fisco e contribuenti, deragliato nelle ultime settimane tra manifestazioni di piazza, assalti alle sedi di Equitalia, minacce e, addirittura, sequestri dei suoi funzionari. “Con il Decreto Sviluppo – commentano le associazioni dei consumatori – si introduce la possibilità, finora esclusa, di presentare alle Commissioni tributarie un’istanza per la sospensione dei pagamenti, ma per un massimo di 15o giorni. Un margine quasi ridicolo, considerati i tempi di lavoro dei giudici tributari; ciò determinerà un aumento esponenziale delle istanze di sospensione e il forte congestionamento delle Commissioni, che già lavorano male. Non solo. Se si aggiunge il non trascurabile fatto che per le udienze di sospensione i magistrati tributari non vengono pagati, si fa presto a capire le ragioni del prevedibile caos che regnerà, tra qualche mese, nelle commissioni tributarie. E’ giusto che il Governo si prodighi per nuovi correttivi, come il non pignoramento della prima casa e dei mezzi di lavoro, anche perché dal primo luglio prossimo le regole sulla riscossione, che già fanno tanto discutere, senza nuovi interventi diventeranno molto, molto più dure perché gli atti di accertamento diventeranno immediatamente esecutivi, con tempi di pagamento ridotti a 60 giorni. Si salterà, quindi, a piedi pari la procedura dell’iscrizione a ruolo, con relativa notifica e possibilità di ricorso, e i tempi tra l’emissione della cartella e l’obbligo di pagamento si riducono da oltre un anno, come succede oggi, ad appena 6o giorni. Naturalmente bisognerà pagare subito: tutto, o metà della somma se si presenta un ricorso. Un meccanismo che garantisce incassi sicuri allo Stato, tanto è vero che da quel provvedimento sono attesi 400 milioni di euro, per il bilancio del 2011. Il contrasto all’evasione fiscale – concludono Monaco e Pepe – è, di certo, un obiettivo imprescindibile, così come imprescindibile è anche la riduzione del carico dello stesso per evitare che esso diventi una misura vessatoria per milioni di contribuenti. Continueremo a fare pressing sul Governo”.

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Pignoramenti immobili

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 gennaio 2010

«Esprimo la mia solidarietà alle centinaia di persone che stanno subendo  pignoramenti dei propri immobili per presunte multe non pagate e mai notificate».   E’ quanto dichiara Luigi Celori, consigliere del Pdl alla Regione Lazio.  «Si tratta  – prosegue  –  di un vero e proprio attacco alla casa e alla salute pubblica. E’ una pena eccessiva per debiti irrisori che, per un difetto di comunicazione, colpisce a loro insaputa intere famiglie. Molti ne vengono a conoscenza, come è successo ad un noto psicologo romano,  in caso di  vendita del proprio immobile. Penso allo choc che potrebbe avere un anziano o una persona malata nell’apprendere per caso la notizia dell’ipoteca che grava sul proprio bene. Nell’interesse della collettività tutta, bisogna fare immediatamente chiarezza su questa incresciosa vicenda».   «Il mio impegno, – conclude Celori –  nella prossima legislatura,  sarà quello di promuovere un numero verde regionale da mettere subito a disposizione di tutti coloro che, colpiti da un simile provvedimento, abbiano necessità non solo di assistenza legale ma anche  psicologica, a causa di quel  disagio psicofisico che si prova nello scoprire di essere stati ingiustamente pignorati». (n.r. qui non si tratta d’aspettare che un candidato sia eletto per intervenire. Occorre farlo subito. E’ un vero e proprio arbitrio soprattutto per il fatto che gli atti sono compiuti all’insaputa degli interessati.)

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Cartelle esattoriali sbagliate

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2009

Più di un milione e mezzo di cartelle esattoriali sbagliate. Sono state notificate in giro per l’Italia facendo impazzire i destinatari che si ritrovano all’improvviso con ipoteche sugli immobili, ganasce fiscali su auto e moto, pignoramenti di stipendi o conti correnti bancari. Il tutto per rifarsi di sanzioni amministrative del Codice della Strada già prescritte o annullate con sentenza dai Giudici di pace, o tasse di smaltimento rifiuti richieste erroneamente ai proprietari piuttosto che agli affittuari.Le cartelle pazze – secondo Contribuenti.it – sono il geniale prodotto dell’Amministrazione Finanziaria e degli Agenti della Riscossione che non sanno liquidare correttamente le imposte. Purtroppo solo il 2% (32mila su 1,6 milioni) delle cartelle pazze è stato individuato dal servizio di audit interno dell’amministrazione finanziaria, prima della spedizione. Secondo le stime di Contribuenti.it, l’Amministrazione finanziaria con le cartelle pazze, ha riscosso illegittimamente in 10 anni circa 11,3 miliardi di euro, di cui oltre 1,8 miliardi per la sola imposta di bollo dovuta sui ricorsi.
Contribuenti.it chiede al ministro dell’Economia l’avvio di un’urgente inchiesta per acclarare eventuali responsabilità nei confronti dei dirigenti di Equitalia e dell’Amministrazione Finanziaria, in attesa dell’approvazione del testo unico dedicato ai doveri della Pubblica amministrazione nei confronti dei cittadini, meglio noto come “Codice Brunetta”, che prevederà sanzioni pesanti e subito esigibili nei confronti dei responsabili delle cartelle pazze. Contribuenti.it ricorda a Tremonti che Equitalia Spa è una società per azioni istituita con la finalità di contribuire a realizzare una maggiore equità fiscale e l’ottimizzazione del rapporto con il contribuente, le difficoltà dei contribuenti a a ricevere gli opportuni chiarimenti e la necessaria documentazione comprovante l’errore nell’emissione della cartella esattoriale e chiede se non sia giunto il momento di intervenire sospendendo immediatamente i pignoramenti e le ipoteche. (fonte Contribuenti.it)

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